L’HACKER UCRAINO YEHVEN VOLNOV SI È INTRUFOLATO IN UNA RIUNIONE ONLINE DEL MINISTERO DELL’INDUSTRIA E DEL COMMERCIO RUSSO E SI È MESSO A INSULTARE I PARTECIPANTI: “PELATO”; “I CECENI SI SCOPANO LE VOSTRE MADRI”
IL CYBER-ATTACCO HA MESSO IN LUCE LA VULNERABILITÀ DEI SISTEMI INFORMATICI RUSSI, MA ANCHE LA DIPENDENZA DALL’ESTERO DELL’INDUSTRIA DEI DRONI MILITARI DI MOSCA: FINO AL 90% DEI COMPONENTI ELETTRONICI È STRANIERO, IL RAME ARRIVA DALLA CINA E MANCANO PRODUZIONI INTERNE ANCHE PER MATERIALI DI BASE COME LA PLASTICA
Un hacker ucraino ha violato una riunione ad alto livello del ministero dell’Industria e
del Commercio russo, facendo emergere la forte dipendenza di Mosca da forniture estere per la produzione di droni militari. Durante l’incontro, i funzionari – ignari di essere intercettati – hanno ammesso difficoltà strutturali nella catena produttiva.
Una funzionaria ha spiegato: «Abbiamo incontrato un problema con le materie prime… quale percentuale di materiali stranieri dovremmo usare?». E ha aggiunto: «Se prendiamo i componenti elettrici, il 90% è straniero… semplicemente non vengono prodotti in Russia». Il filo di rame, ha precisato, è «prodotto esclusivamente in Cina», mentre altri partecipanti hanno ammesso che «non esiste plastica russa».
A quel punto è intervenuto l’hacker ucraino Yevhen Volnov, che si è inserito nella call sorprendendo i presenti. Dopo essersi fatto sentire, ha lanciato una raffica di insulti e minacce: «Allora, ecco una domanda: come stabilite il grado di “russicità” di quei ceceni che ****** vostre madri?», ha detto con tono provocatorio.
Ha poi avvertito i funzionari: «I vostri volti sono stati tutti filmati… quindi guardatevi intorno», aggiungendo: «Sì, sì, tu, quello pelato, prima di tutto». E ancora: «Avete ammesso voi stessi che senza la Cina non vola nulla».
Volnov ha quindi fatto i nomi di alcuni partecipanti – tra cui Alexei Serdyuk, responsabile dei sistemi senza pilota del ministero, Alexander Plotnikov e Daniil Abulov – minacciandoli direttamente: «Serdyuk, Plotnikov, Abdulov… tutta la vostra banda è nel nostro radar». E ha concluso: «Questo è solo l’inizio… le sorprese possono arrivare in qualsiasi momento. Ci vediamo presto. Gloria alle Forze Armate dell’Ucraina!».
La riunione si è chiusa nel caos, con i funzionari russi impegnati a interrompere il collegamento. L’episodio mette in luce non solo falle nella sicurezza interna, ma anche la vulnerabilità dell’industria militare russa, fortemente dipendente da componenti stranieri in un settore cruciale per la guerra.
(da agenzie)
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