NON APRITE QUELLA PORTA: CASA POUND E LA MEMORIA CORTA DELLA MELONI
“NON CONOSCO DI STEFANO”… “LA PRIMA VOLTA CHE SEI ENTRATA IN UNA SEDE DEL MSI, LA PORTA TE L’HO APERTA IO E ABBIAMO FATTO POLITICA INSIEME PER ANNI”
Attenzione a non far arrabbiare i camerati di Casa Pound. 
Simone Di Stefano non ha apprezzato per niente che Giorgia Meloni, candidata sindaco a Roma, abbia detto di non essere mai stata fascista e, soprattutto, di non conoscerlo.
Lui, su Facebook, la smentisce: «Ricordi Giorgia? La prima volta che sei entrata in una sede del Msi la porta te l’ho aperta io. E abbiamo fatto militanza insieme per due anni». Di Stefano ironizza: «Governare con i moderati fa perdere la memoria».
Al di là della querelle su chi sia stato o meno fascista (cosa che peraltro interessa poco) la Meloni sta inanellando una serie di gaffes non da poco.
Prima cerca di prendere le distanza da Alemanno, ma viene smentita dall’ex sindaco che snocciola i nomi di esponenti di FdI “imposti” dalla Meloni come assessori o presidenti di partecipate nella giunta Alemanno.
Ora finge di non conoscere Di Stefano col risultato di venire clamorosamente smentita dal candidato sindaco di Casa Pound, suscitando i commenti della base dei “fascisti del terzo millennio”: “Meglio soli che accompagnati da infami e traditori. Schiena dritta e orgoglio sempre. Lei non ti conosce? Simone, fregatene. Giorgia è solo borghesia patrimoniale improduttiva, ci sono i combattenti fedeli all’ideale e i traditori”.
Va ricordato che la candidatura autonoma di Di Stefano segna la fine dei rapporti con la Lega di Salvini.
Confidiamo abbiano compreso che in certi casi le porte, più che aprirle, sia opportuno chiuderle.
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