Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile
L’ARTICOLO DEL FINANCIAL TIMES SUL CRIMINALE
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha virato verso una “dottrina” fondata
sull’azione preventiva e sull’uso sistematico della forza. Lo scrive il Financial Times in un approfondimento che raccoglie le valutazioni di attuali ed ex alti funzionari israeliani e americani, sottolineando che “anziché promettere una vittoria decisiva, il primo ministro ora parla del lungo arco della storia, delle minacce che si alzano e si abbassano, e del cambiamento degli equilibri di potere nella regione”, preparando”gli israeliani a un futuro in cui i pericoli sono costanti e il conflitto non ha fine”.
“Basta con il contenimento delle minacce – ha dichiarato Netanyahu in un recente discorso agli ufficiali in procinto di diplomarsi -. Basta con l’idea di una ‘villa nella giungla’. Se non andate nella giungla, la giungla verrà da voi”. Una visione che, evidenzia il foglio della City, punta a colpire le minacce prima che si concretizzino.
Si tratta di una “dottrina di sicurezza nazionale post-traumatica” forgiata in risposta al 7 ottobre, evidenzia Michael Milshtein, ex ufficiale dell’intelligence e oggi docente a Tel Aviv. Ma i critici evidenziano la mancanza di un’iniziativa diplomatica capace di offrire una prospettiva stabile. Il cambio di passo, si legge ancora nell’approfondimento, appare netto anche rispetto al passato dello stesso Netanyahu.
“La cautela” che lo aveva contraddistinto “sembra essere scomparsa”, osserva l’ex diplomatico Usa Dennis Ross. Per molti analisti, il nodo resta l’assenza di una traduzione politica dei successi militari. “Ovunque ci sia un problema, lui manda l’esercito”, osserva un ex funzionario. Il rischio, aggiunge, è che Israele appaia forte ma sempre meno come un attore stabilizzatore nella regione.
(da agenzie)
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Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile
L’INCHIESTA MOSTRA L’ESISTENZA DI UN FILO DIRETTO TRA MOSCA E BUDAPEST: SZIJJÁRTÓ TENEVA LAVROV INFORMATO SULLE DISCUSSIONI RISERVATE DEI DIPLOMATICI EUROPEI
Si sente la voce di Lavrov che chiede conto, in russo: «Senti, chiamo su richiesta di Alisher», l’oligarca russo-uzbeco Alisher Usmanov, «il signore del rame» proprietario tra l’altro di ville in Costa Smeralda.
«Lui mi ha appena chiesto di ricordarti che stavi facendo qualcosa riguardo a sua sorella», incalza il ministro degli Esteri russo. «Sì, assolutamente» risponde ossequioso dall’altro capo del telefono il suo omologo ungherese, Péter Szijjártó. Poi assicura: «Con gli slovacchi stiamo presentando una proposta all’Unione europea per ritirarla dalla lista… faremo del nostro meglio per farla uscire
Promessa mantenuta: 7 mesi dopo Gulbakho Ismailova è rimossa dall’elenco.
La telefonata risale al 30 agosto 2024, ma la sua registrazione è stata resa pubblica ieri nell’ambito dell’inchiesta condotta dal giornalista Szabolcs Panyi del portale ungherese Vsquare con altre testate europee.
Gli audio di Budapest che flirta con Mosca rivelano non soltanto come il ministro di Orbán abbia lavorato in segreto per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro familiari (spesso prestanome) e per evitare che società e banche russe fossero colpite dalle sanzioni.
L’inchiesta mostra l’esistenza di un filo diretto tra Mosca e Budapest: […] Szijjártó […] teneva Lavrov informato sulle discussioni riservate dei diplomatici europei. Nella stessa telefonata del 30 agosto 2024, per esempio, subito dopo averlo aggiornato sul caso Ismailova, Szijjártó ha anche spifferato dettagli della riunione del Consiglio affari esteri Ue a cui aveva appena partecipato.
«È stato pazzesco quando Landsbergis ha detto che noi (europei, ndr ) contribuiamo al 12% dei razzi e missili russi», ha confidato a Lavrov, riferendosi all’intervento dell’allora ministro lituano secondo cui la Russia finanzia la sua guerra con i profitti di gas e petrolio venduto agli europei.
Prima di terminare la chiamata, Szijjártó accenna a una visita alla nuova sede di Gazprom, affermando: «Sono sempre al vostro servizio». Inizialmente il ministro aveva respinto l’inchiesta come falsa, salvo poi inquadrare queste telefonate come «normale diplomazia».
(da Corriere della Sera)
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Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile
“MI ALLENO PIU’ DI UN CALCIATORE, GUADAGNANDO MENO DEI LORO CUOCHI O DELLE LORO TATE. NONOSTANTE QUESTO QUANDO PERDO (QUELLE POCHE VOLTE) SENTO IL PESO DI UN’INTERA NAZIONE”
“I veri professionisti siamo noi”. Cosi’ Irma Testa, prima pugile donna italiana a salire sul
podio delle Olimpiadi con un bronzo a Tokyo, risponde a Gabriele Gravina, presidente Figc, che aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici.
“I veri professionisti siamo noi che gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando giocatori milionari fare brutte figure”, scrive Testa sul suo profilo Instagram. “Mi alleno piu’ di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o
delle loro tate”. “Nonostante questo – prosegue Irma Testa – quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un’intera nazione che comunque non mi chiede niente perche’ impegnata a guardare il calcio…”. “Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno”, la conclusione.
(da agenzie)
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Aprile 2nd, 2026 Riccardo Fucile
BANKITALIA PARLA DI SHOCK ENERGETICO PROLUNGATO E LA UE INVITA A RAZIONARE IL CARBURANTE, MENTRE IL PREZZO E’ SALITO ALLE STELLE
Giusto qualche notizia di ieri. Solo ieri il prezzo del Brent, ossia il petrolio estratto nel mare del Nord, punto di riferimento per il prezzo del greggio in Europa, è cresciuto del 5%, portando al 59% il rialzo complessivo dell’ultimo mese. È, già ora, il più grande aumento del prezzo di sempre. Superiore al +44% della prima guerra del Golfo del 1991.
Ancora, sempre solo ieri, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha detto che siamo nel mezzo di uno “shock energetico” che ha modificato “bruscamente” le prospettive di crescita economica di Italia ed Europa, parlando di un’una stagflazione – recessione più inflazione – che si protrarrà oltre la fase acuta del conflitto.
Di nuovo, ieri, l’Unione Europea ha detto che dobbiamo essere pronti al
razionamento dei carburanti, invitando i governi ad attivare misure in stile pandemia Covid, come “il lavoro da casa ove possibile, la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade di dieci chilometri all’ora, la promozione del trasporto pubblico, l’accesso alternato alle auto private”.
Ieri, infine, il presidente americano Donald Trump, quello che con il suo attacco a Teheran, ha innescato tutto questo, ha detto, testuale, “a tutti quei Paesi come il Regno Unito che hanno rifiutato di partecipare alla decapitazione dell’Iran” di “comprarlo da noi, il petrolio e il gas, ne abbiamo tanto, oppure di darsi un po’ di coraggio e andare a prendersi il petrolio nello Stretto”. Tradotto: i vostri guai con l’energia non sono un problema mio.
Insomma: ieri, forse, qualcuno come Fantozzi potrebbe essere stato assalito da un leggerissimo sospetto: che abbandonare gli investimenti sulle rinnovabili, parlare di follia Green, puntare ancora su petrolio e gas, dipendenti da crisi geopolitiche come quella in Ucraina prima e Iran poi, sia stata il più grave errore politico degli ultimi anni. Un errore per il quale la lista dei ringraziamenti sarebbe lunghissima, mentre quella di chi ha cercato di evitarla si limiterebbe forse a poche forze politiche e ai tanti ragazzi scesi in piazza con Greta Thumberg per dire che contro il cambiamento climatico non si stava facendo abbastanza.
Risultato? È passato un PNRR, finirà ad agosto, e una quantità di soldi inimmaginabile dal nostro Paese e non abbiamo fatto nulla per decarbonizzare l’Italia e per renderci indipendenti dalle fonti fossili altrui. Che era la prima e fondamentale cosa da fare per salvare la nostra economia da shock come questi. E il bello è che l’abbiamo fatto dando retta a chi diceva e ancora dice che la decarbonizzazione avrebbe distrutto la nostra economia, tra un decreto sicurezza e l’altro.
Piccola curiosità: perlomeno dai banchi del governo, di decarbonizzazione, anche oggi, non parla ancora nessuno. Piuttosto, la prima proposta dell’ineffabile ministro dei trasporti Matteo Salvini – il primo dei pifferai magici anti rinnovabili e pro petrolio, sovranista a parole, portatore d’acqua degli interessi di Trump e Putin nei fatti – è stata quella di prorogare lo stop all’uso del carbone per produrre energia. Il carbone, la fonte energetica più inquinante al mondo, per superare la dipendenza da gas e petrolio
Tornare indietro, di nuovo, anziché andare avanti
I più sentiti ringraziamenti, davvero.
(da Fanpage)
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Aprile 1st, 2026 Riccardo Fucile
LA TESTATA : INCARICO DAL 2024, MA DAL VIMINALE NON SANNO NULLA
Dopo la nomina lampo come consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle
condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie arriva un altro incarico per Claudia Conte, la giornalista che ha confessato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sposato e con figli. La fa emergere la testata Domani, che parla di un incarico nella scuola di perfezionamento per le forze di polizia, avuto nel giugno 2024.
L’incarico sconosciuto al ministero di Piantedosi
Conte, opinionista nei salotti televisivi, protagonista nei convegni con ministri e ammiragli, ha avuto una docenza alla scuola di polizia quando questa era diretta da Maurizio Vallone, dirigente generale del dipartimento di pubblica sicurezza, che fa capo al Viminale.
Fonti del ministero di Piantedosi sostengono a Domani che nulla sapevano di questo contratto. Ma va fatta una precisione. Autorevoli fonti del dipartimento di
polizia spiegano che «non si tratta affatto di “docenze”, come scritto nel documento, ma di alcune lettere d’invito per moderare quattro tavole rotonde alla scuola interforze, di cui una sul disagio giovanile. Tutte svolte dalla dottoressa Conte tra dicembre 2023 e novembre 2024».
A pagamento? L’invito «è stato fatto direttamente dal direttore della scuola di polizia, mentre il secondo è partito dai carabinieri. Il pagamento? Ogni tavola rotonda dura in genere due ore, si tratta di soli 206 euro lordi di media», spiegano.
Il modulo per assenza di conflitti di interesse e gli appalti con la regione Campania
Per moderare alla scuola la giornalista, riporta la testata, ha anche compilato il modulo sull’assenza di conflitti d’interesse (anche potenziali) e assenze di cause di incompatibilità. La lettera d’incarico è stata protocollata proprio il 5 giugno 2024, il giorno previsto per l’appuntamento, nel corso di Alta Formazione. Conte è anche socia unica della società Shallow, che si occupa dell’organizzazione di eventi e ha lavorato, con vari appalti, anche per la Regione Campania, quando era guidata da Vincenzo De Luca. Nel suo curriculum vitae ha anche moderato alcuni convegni tra cui quello sull’eredità di Aldo Moro, proprio nel maggio 2023, alla presenza del ministro Piantedosi. Speaker di Radio1, dove ha un programma in cui tratta proprio le tematiche che ha più a cuore, in tanti si chiedono perché è uscita ora con la notizia della relazione.
(da Open)
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Aprile 1st, 2026 Riccardo Fucile
VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL’INTERNO? ”TRE ANNI DI PIANTEDOSI”, COME QUALCHE “ADDETTO AI LIVORI” SUSSURRA? PERCHÉ – MA GUARDA TU IL CASO! È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI
Correva il 2 ottobre dell’anno 2025 quando questo disgraziato sito ha cicaleggiato: “Un mistero aleggia tra i palazzi romani. È un mistero con fondotinta e rossetto, tacco 12 e telefono sempre in mano: chi è, da dove arriva e dove vuole arrivare Claudia Conte, nata a Cassino 33 anni fa?”.
Solo negli ultimi mesi abbiamo contato nell’archivio di Dagospia almeno una dozzina di pezzulli e di birichini “flash” sulla vita, le opere e i selfie della signorina Claudia:
Nella sua costante ascesa verso notorietà e visibilità erga omnes, la ciociara è dotata di una formidabile e infallibile bussola acchiappavip: eccola precipitarsi al fianco del Tizietto Rai e del Caietto Cinecittà, mejo ancora tampinare i capoccioni smandrappati del potere, mettendo vita-fianchi-faccia su qualsiasi evento istituzionale, ovviamente e sempre dove il “flash” lampeggia e Instagram rilancia.
Nel rosario interminabile di selfie con vip, presentazioni di eventi, ospitate televisive e libri pubblicati, magari senza averli letti, Dagospia non ne ha saltata una e il motivo semplice: al di là del suo presenzialismo da “celebro-lesa”, spiccava ai nostri occhi basiti, al limite del tormentone, sempre una silhouette seria, grigia e compunta: quella del prefetto e ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. E, nel corso del tempo, è stato buffo mettere in relazione il potere dell’uno con la presenza dell’altra.
Daje e ridaje, alla fine è stata la stessa Conte, in dieci secondi, a risolvere il dilemma del chiacchiericcio de’ noantri sfaccendati, confermando il segreto di Pulcinella dei palazzi romani, e l’ha fatto mettendo su un bel teatrino.
Intanto, un’intervista sul sito Money.it, così a lume di naso distante dalle ciarle del gossip. Quindi un intervistatore pronto ad appartecchiare la domandina delle cento pistole:
“Leggendo alcuni organi di stampa, si vocifera un pochino nei salotti politici, si parla di una tua relazione con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. È vero o non è vero?
“Beh, è una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata…e… tu sei fidanzato?”
Visto che siamo grandi e vaccinati e non abbiamo più l’anello al naso, ci possiamo permettere la libertà di non farci prendere troppo per il culo. Che siamo davanti a una rivelazione ”sceneggiata”, non è un argomento da discutere. Invece, ci interessa molto, molto di più, sapere perché la curvacea giornalista multitasking abbia deciso di rompere gli indugi proprio ora, mettendo in piazza la vita privata del ministro degli Interni?
Di più: la domandina alla Conte mica è stata posta da un giornalista impiccione del “Fatto” o del “Domani”, bensì arriva dalle labbra di un Fratellino d’Italia, il donzelliano tendenza Arianna Meloni, già vispo conduttore di Radio Atreju, il boccoluto Marco Gaetani.
Per saperne di più del nostro intervistatore, arriva in soccorso il sito policymakermag.it che riporta quanto segue: “Sul profilo Linkedin di Gaetani si legge anche che ricopre il ruolo di Social Media Strategist di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati. Il sito Newzgen scrive anche che fa parte del dipartimento comunicazione di Fdi”. E aggiunge: “Quello che non è chiaro è: si tratta di fuoco amico o di qualcosa di concordato? E perchè proprio ora?”.
Bene: se tutto è stato cucinato in via della Scrofa, perché stendere il tappeto rosso alla dichiarazione d’amore della “prezzemolona”, mettendo in difficoltà il numero uno del Viminale, la cui poltrona è da anni richiesta indietro da Matteo Salvini (di cui Piantedodsi era all’epoca il suo capo di gabinetto)?
A tale proposito, due giorni fa Francesco Bechis su “il Messaggero” riportava il seguente retroscena: “Se la premier apre a un vero e proprio rimpasto di governo. A quel punto la Lega avrebbe eccome da ridire sul risiko delle poltrone. Come avrebbe confermato in separata sede Salvini ad alcuni fedelissimi, ‘qualora gli alleati volessero aprire una riflessione più ampia rispetto al solo ministero del turismo la priorità della lega è la sicurezza’.
Dove sicurezza, va da sé, vuol dire Viminale: il ‘Capitano’ non ha mai abbandonato il sogno di riprendersi il ministero oggi guidato da Matteo Piantedosi e farlo ora, con la campagna elettorale alle viste, significherebbe prendere le redini di una poderosa macchina del consenso, dai “porti chiusi” alla caccia ai trafficanti del Mediterraneo. Insomma, è il messaggio agli alleati, se proprio volete sparigliare, fatelo per bene e noi ci siamo”.
Forse sarà successo che Claudia Conte, o qualche fratello o sorella di via della Scrofa, avrà sentito in giro odor di paparazzate, magari una “soffiata” di un giornalista “amico” che preannunciava un altro caso alla Sangiuliano, ed avrà pensato che era meglio anticiparlo, mettendo la sordina e vedere l’effetto che fa…
In queste ore, molti sui social hanno subito parlato di “caso Boccia 2”, ma le differenze con l’ex amante di Sangiuliano, al momento, sono evidenti.
Non ci sono legami del Ministero dell’Interno con incarichi professionali della vispa Claudia. Almeno non direttamente.
Oggi Lorenzo De Cicco e Tommaso Ciriaco su “Repubblica” rivelano: Claudia Conte lo scorso 12 febbraio “è stata nominata consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Un organismo di Montecitorio, presieduto dal forzista Alessandro Battilocchio, che tra l’altro si interfaccia direttamente con il Viminale: lo stesso Piantedosi è stato audito dalla commissione il 2 luglio 2025.
Dagli atti in possesso di Repubblica, risulta che la nomina sia stata discussa nella seduta del 10 febbraio, effettiva dal 12. Nelle carte si parla di una consulenza “a tempo parziale e a titolo gratuito”.
Certo è molto complicato districarsi nell’infinità di eventi che la Conte, in modalità “cacciatrice di selfie”, pubblicizza sui suoi social, tra sagre, presentazioni, premi e trasmissioni radio e tv.
Abbiamo provato a effettuare una semplice ricerca sul sito del ministero dell’Interno, e compaiono solo due iniziative, entrambe presentazioni del libro “La voce di Iside”, della “nota giornalista e opinionista” Claudia Conte. Una a Pistoia, il 16 maggio 2024, l’altra a Caltanissetta, il 20 novembre 2025, al teatro Rosso di San Secondo, a Caltanissetta.
Al Ferrara Film Festival Claudia (settembre 2025), di cui la Conte è co-direttrice, forse memore dei suoi esordi come attrice (stracult la sua partecipazione al cortometraggio “Sogni” accanto a Loretta Goggi), la bella 34enne ciociara moderò il panel “Cinema & Donne” sul tema violenza contro le donne, alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco
Nel programma dell’Innovation Cybersecurity Summit (marzo 2025) è stata chiamata come moderatrice della giornata iniziale, durante la quale arrivò il video-saluto di Wanda Ferro, sottosegretario al Ministero dell’Interno.
Insomma, al momento non ci sono prove di una collaborazione diretta (e soprattutto retribuita) di Conte con il Viminale.
In compenso, grazie alle sue abilità di prezzemolina del demi-monde romano, Claudia Conte ha ottenuto molti incarichi “pubblici”: le trasmissioni radio come “La Mezz’ora legale” (“dedicato alla diffusione della cultura della legalità”, tema certo caro al “Prefetto d’Italia” Piantedosi), su Radio1, e “Cambiare si può”, su Isoradio, “per promuovere l’empowerment femminile”.
Come scrivevamo nel Dagoreport di ottobre (a seguire), “di sicuro, la bella Claudia Conte ha promosso il suo, di empowerment, sfondando con un colpo di tacco il tetto di cristallo che, dalla provincia ciociara, l’ha vista arrivare a Roma tra molti sogni e tanti desideri di successo.
Ma l’incarico più importante, più prestigioso, è quello di presentatrice nel mondo del Tour dell’Amerigo Vespucci, lo storico veliero e nave scuola della Marina Militare italiana.
Un’esperienza che la stessa Conte, in un’intervista, ha elogiato in toni epici: ‘Pensa a loro, i nostri marinai che lasciano la casa per stare due anni in mezzo all’oceano. Là non prende il telefonino, non c’è internet…’”.
Lei deve aver avuto un accesso speciale a qualche satellite: l’assenza di connessione non le ha impedito di rifilarci qualche selfie horror, come quello con Daniela Santanchè.
A proposito: chi ha pagato il giro del mondo di Claudia Conte? A che titolo è stata chiamata, proprio lei, per quel prestigioso incarico? E perché la stessa “event producer” fu scelta per “riflettere” sull’eredità di Aldo Moro nel maggio 2023, alla presenza proprio del “suo” Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi?
Che c’azzecca una ragazza nata nel 1992, con i fatti di via Fani? Ancora: per quali meriti, sempre nel 2023, la rivista “Fortune” (nell’edizione italiana) la inserisce nella classifica delle “Most Powerful Women”, e Forbes tra le “Business People 2022”?
E perché la stessa avvenente Claudia, pur non essendo certo una firma di punta del giornalismo politico, aveva un accesso privilegiato e riusciva a intervistare, per esempio, il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni (articolo pubblicato dal “Riformista”, il 16 gennaio 2026?)
Autrice seriale di libri, il suo ultimo volume si chiama “Dove nascono i silenzi?”. Una settimana fa, alla presentazione era presente l’inviato speciale e amico di Trump, il discusso ma potente Paolo Zampolli, e Renato Loiero, consigliere della presidente del Consiglio.
Loiero ha sottolineato “il ruolo centrale del libro nella comprensione dei segnali di disagio sociale, collegando il tema alla coesione nazionale e alle politiche del Governo per giovani e donne”, manco stesse parlando di un saggio di Habermas, Bauman o Bruckner.
Il caso Conte non è il caso Boccia, ma resta una domanda: tante lodi, attenzioni, premure a una giovane donna, di bell’aspetto, sveglia e con tanto pelo sullo stomaco, sono “spintanee”?
§Sono frutto del suo duro lavoro, della meritocrazia, o è stata avvantaggiata dal suo rapporto con Piantedosi?
Visto che è in vena di rivelazioni, perché Claudia Conte non ci dice da quanto tempo va avanti la sua liason con il ministro dell’Interno? Va avanti da tre anni, come qualche “addetto ai livori” sussurra? Perché, guarda tu il caso, è proprio da tre anni che la stella di Claudia Conte sbrilluccica nei cieli d’Italia con maggiore luminosità…
(da Dagospia)
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Aprile 1st, 2026 Riccardo Fucile
VOCE DI PUNTA DI RADIO ATREJU, E’ MOLTO VICINO A FRATELLI D’ITALIA
Doveva essere una conversazione sul disagio giovanile, sulla crisi nelle periferie (su cui
Claudia Conte se ne intende) ma alla fine la notizia è diventata un’altra. Conte, scrittrice, giornalista e opinionista ha ammesso di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A intervistarla è stato Marco Gaetani nel podcast Money Talks. Una domanda dritta, la sua, che non lasciava margini di interpretazione.
Chi è Marco Gaetani: voce di Atreju
Gaetani non conduce solo quel podcast ma è anche una delle voci di Radio Atreju, presenza fissa all’iniziativa del partito della premier Giorgia Meloni. Salentino, classe 2001, è laureato in Scienze Politiche (con una tesi sulla campagna elettorale di Donald Trump). Oltre alla passione del podcasting ha un ruolo attivo nella comunicazione social di FdI. A Newzgen spiega che proprio Radio Atreju è nata «per innovare la comunicazione politica, rendendo i messaggi e le battaglie del partito più fruibili e divertenti». Leader leccese di Gioventù nazionale, dopo aver lavorato al ministero della Salute, per il sottosegretario Marcello Gemmato, è tra i più seguiti tra i giovani (e non) di Fratelli d’Italia. Perché Claudia Conte abbia deciso solo ora e in quella trasmissione di rendere ufficiale qualcosa che, a detta del conduttore stesso, era sulla bocca di tutti ancora resta un mistero.
(da agenzie)
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Aprile 1st, 2026 Riccardo Fucile
L’ENNESIMO SCANDALO SCUOTE LA CORTE DI GIORGIA
In tanti si chiedono perché Claudia Conte, giornalista 34enne, ma anche attrice e scrittrice, abbia rivelato solo adesso di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sposato e con figli. Conte è spesso presente in eventi pubblici e istituzionali di rilievo nazionale e compare, a giudicare dal suo
profilo social, in numerose foto con ministri e politici. Secondo quanto riporta Repubblica lo scorso 12 febbraio è stata nominata come consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. A presiedere l’organismo è il forzista Alessandro Battilocchio. Lo stesso Piantedosi è stato audito dalla commissione il 2 luglio 2025.
Secondo quanto riferisce Repubblica la consulenza è «a tempo parziale e a titolo gratuito». In Commissione, in base alle carte, «sono pervenute due candidature per l’incarico della dottoressa Claudia Conte e Giampaolo Fortieri».
Entrambi scelti «considerato il profilo professionale risultante dai curriculum trasmessi». Conte, tra l’altro, non è manco nuova al tema. Con i suoi libri, come “La voce di Iside” e il più recente “Dove nascono i silenzi”, esplora temi come la violenza domestica, le baby gang e l’isolamento degli adolescenti. Si è spesso occupata dei problemi del Quarticciolo a Roma, collaborando con figure come Massimo Barra e Don Coluccia. Ma forse, nonostante la preparazione, la sua nomina potrebbe finire nel mirino dell’opposizione.
(da Open)
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Aprile 1st, 2026 Riccardo Fucile
IL 56ENNE USAVA LO PSEUDONIMO DI JASON JACKSON, SPERANDO DI NON ESSERE RICONOSCIUTO – DOPO LA SCOPERTA, KRISTI NOEM SI DICE “DEVASTATA. LA NOSTRA FAMIGLIA È STATA COLTA DI SORPRESA” … L’EX SEGRETARIA ALLA SICUREZZA INTERNA, PERÒ, AVEVA GIA’ CERCANTO “CONSOLAZIONE” VERSO ALTRI LIDI: KRISTI NOEM AVREBBE AVUTO UNA LIAISON CON IL SUO ASSISTENTE, COREY LEWANDOWSKI
Un portavoce dell’ex segretaria alla Sicurezza Interna Usa Kristi Noem ha risposto alle
rivelazioni del Daily Mail secondo cui suo marito Byron Noem amerebe indossare abiti da donna e protesi mammarie per scambiare foto online sotto lo pseudonimo di Jason Jackon:
«La signora Noem è devastata. La famiglia è stata colta di sorpresa e chiede rispetto per la propria privacy e preghiere in questo momento difficile».
L’attività online del marito avrebbe potuto espore Noem a ricatti, visto l’incarico alla Sicurezza nazionale ricoperto fino al 24 marzo. L’articolo del Daily Mail include foto che ritraggono l’uomo (56 anni) con abiti femminili attillati e con imbottiture nella maglietta.
(da agenzie)
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