PAOLO PETRECCA NON PUÒ RESTARE AL SUO POSTO: TRA QUANTO SI DIMETTE? FINISCE SUI GIORNALI INTERNAZIONALI LA COLOSSALE FIGURACCIA DEL DIRETTORE DI RAISPORT
IL “GUARDIAN” DEDICA UN ARTICOLO AL CASO E DÀ RILEVANZA ALLO SCIOPERO DELLE FIRME DEI GIORNALISTI DI RAISPORT
I giornalisti sportivi della televisione pubblica italiana stanno mettendo in atto forme di protesta in risposta alle clamorose gaffe commesse dal direttore sportivo durante il commento della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina Winter Olympics.
Paolo Petrecca, nominato nel 2025 alla guida di Rai Sport, ha dapprima dato il benvenuto agli spettatori allo Stadio Olimpico di Roma invece che a San Siro di Milano, dove si è svolta la cerimonia di venerdì, per poi scambiare l’attrice italiana Matilda De Angelis per Mariah Carey e Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, per Laura Mattarella, figlia del presidente della Repubblica.
Le gaffe sono state immediatamente derise dagli spettatori sui social media e sfruttate dai partiti di opposizione, anche alla luce della presunta vicinanza di Petrecca al governo di estrema destra di Giorgia Meloni. De Angelis ha scherzato: «Mariah Carey e io a quanto pare siamo la stessa persona».
Il Cdr, l’organismo sindacale interno che rappresenta i giornalisti Rai, ha dichiarato lunedì che i giornalisti sportivi dell’emittente daranno vita a proteste, tra cui la rinuncia alla firma dei servizi dedicati ai Giochi e uno sciopero di tre giorni al termine dell’evento, in risposta alla “disastrosa copertura” della cerimonia inaugurale da parte del direttore sportivo.
«Per tre giorni ci siamo tutti sentiti imbarazzati», si legge nella nota del Cdr. «E senza colpa. È arrivato il momento di far sentire la nostra voce, perché stiamo
assistendo alla peggiore performance di sempre di Rai Sport durante uno degli eventi più attesi di tutti i tempi, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina».
Secondo il Cdr, il commento errato ha danneggiato la Rai, i cittadini che pagano il canone e i giornalisti che lavorano per il servizio pubblico. La dichiarazione aggiunge: «Non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma una questione di rispetto e dignità del servizio pubblico».
Esponenti dell’opposizione hanno sostenuto che l’episodio rappresenti l’ennesimo esempio di presunto orientamento di destra della Rai. Sandro Ruotolo, del Partito democratico, ha parlato di un ulteriore segnale di «occupazione politica e dilettantismo» di quella che ha definito «TeleMeloni».
In un’azione senza precedenti nel 2024, i conduttori dei telegiornali dei tre principali canali Rai lessero in diretta un comunicato di Usigrai che accusava il governo Meloni di «trasformare la Rai in un megafono del governo».
(da Guardian)
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