PER EDMONDO CIRIELLI SI METTE MALISSIMO! L’INCONTRO FRA IL VICEMINISTRO MELONIANO E L’AMBASCIATORE RUSSO PAROMONOV È UNA SORPRESA ANCHE PER IL QUIRINALE: MATTARELLA “ERA ALL’OSCURO DI TUTTO”
TRA IL 9 E IL 10 FEBBRAIO TAJANI VIENE A SAPERE (NON DAL DIRETTO INTERESSATO) CHE IL SUO VICE, DA LÌ A POCHISSIMO AVRÀ UN INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO A ROMA E AVVISA GIORGIA MELONI, CHE NON SAPEVA NULLA DELLA VICENDA (“NON È STATO L’UNICO APPUNTAMENTO”, AMMETTERÀ L’ESPONENTE DI FRATELLI D’ITALIA. ANCHE DEGLI ALTRI APPUNTAMENTI LA MELONI NON SAPEVA NULLA?) – LA PREMIER VIENE DESCRITTA “AMAREGGIATA” AL PARI DI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, SOTTOSEGRETARIO DA SEMPRE SCHIERATISSIMO PER KIEV – IL DEM SENSI CHIEDE LE DIMISSIONI DI CIRIELLI, RENZI INCALZA TAJANI E CALENDA GRAFFIA: “LA RUSSIA HA ATTACCATO PIU’ VOLTE IL CAPO DELLO STATO”
Troncare e sopire. Alle 8 di mattina il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli (Fratelli
d’Italia) conferma la notizia svelata dal Corriere: lo scorso febbraio ha visto l’ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov. L’incontro, ormai alla luce del sole, rimbalza tra Palazzo Chigi e la Farnesina e suscita le reazioni delle opposizioni. Al ministro Antonio Tajani il compito di «circoscrivere il caso», mentre nessuno di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni e di Cirielli,
interviene. Al contrario del capo leghista Matteo Salvini: «Avrà avuto i suoi motivi: non siamo in guerra con Mosca».
Cirielli per l’intera giornata cerca di spiegare: «Non è un’anomalia: se un ambasciatore accreditato chiede di parlare, ci parliamo. E in genere per prassi con l’ambasciatore parla il viceministro», dichiara.
Aggiungendo che alla Farnesina erano «presenti un funzionario della direzione generale e il mio capo della segreteria: hanno preso nota di tutto». E che non è stata neanche l’unica occasione: «È capitato almeno un’altra volta un anno fa sempre su loro richiesta».
Cirielli assicura che con Paramanov «è stato molto rigido» e che con Meloni non ci sono problemi: «Quattro o cinque giorni dopo l’incontro sono stato con la premier in Etiopia, non ne abbiamo proprio parlato. Ho agito per conto del governo».
Da Bruxelles interviene Antonio Tajani: «L’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, la stessa che ho ribadito 5 minuti fa a Rutte», il segretario generale della Nato. «Non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore», dice ancora Tajani.
Matteo Renzi è tagliente: «Svegliate il soldato Tajani, non dico di sapere che cosa succede, cosa fanno gli israeliani quando bombardano in Iran, a lui non lo dicono, ma almeno di sapere che cosa sta facendo il viceministro potrebbe essere un’idea».
Carlo Calenda, leader di Azione: «Ricordo a Tajani che la Russia ha attaccato più volte il presidente della Repubblica e conduce continui attacchi ibridi contro l’Italia, come più volte ricordato anche dal ministro Crosetto. Cercate di difendere la dignità delle istituzioni e ammettere il grave errore: Cirielli deve lasciare». Sulla vicenda è dura anche la segretaria del Pd Elly Schlein: «Lo abbiamo scoperto oggi: Meloni chiarisca. Se il governo sta riaprendo le relazioni con la Russia, si allontana dalla posizione unitaria europea. Occorre capire di cosa abbiano discusso».
«Non servono spiegazioni evasive», incalza Pina Picierno, vicepresidente dem del Parlamento europeo. Lo stesso chiede il capogruppo in Senato Francesco Boccia e un gruppo di parlamentari, a partire da Lia Quartapelle. Il senatore del Pd Filippo Sensi vuole le dimissioni di Cirielli ed evoca un contesto di tradimento: «Il punto ormai non è più solo la Lega. Ma lo smottamento da Cirielli alla Biennale: si mette in dubbio la linea fin qui tenuta dal governo sulla Russia. Proprio mentre la
resistenza ucraina guadagna terreno sull’esercito russo». Non pervenuti i leader di M5S e Avs.
(da Corriere della Sera)
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