ORA MELONI NON E’ PIU’ MAGIARA: TEMENDO CHE L’INFAME POSSA PERDERE, IN FDI C’E’ LA CONSEGNA DEL SILENZIO
IN COMPENSO SALVINI SI È MESSO PANCIA A TERRA PER L’AMICO VIKTOR: IL GIORNO DELLO SPOGLIO REFERENDARIO IN ITALIA, È VOLATO A BUDAPEST PER SOSTENERE ORBAN , E’ IL COLPO DI GRAZIA
A metà gennaio Giorgia Meloni inviava i suoi auguri speciali a Viktor Orbán, in un video
in cui compariva insieme a Netanyahu, alla leader dell’Afd tedesca Alice Weidel e alla francese Marine Le Pen.
Una compagnia […] diventata per la premier italiana sempre più imbarazzante. È un fatto che, dopo quell’exploit, da Fratelli d’Italia non si è più alzata una voce a favore del leader magiaro. Nulla, da tre mesi. Troppo per non vederci un disegno preciso.
L’unico indizio di vita è stato uno stringato comunicato di Elisabetta Gardini in cui la vicecapogruppo di FdI alla Camera riferiva di essersi rifiutata di sottoscrivere la dichiarazione (molto critica con Orbán) che la delegazione di osservatori dell’Assemblea del Consiglio d’Europa aveva concordato sulle elezioni ungheresi di domenica. Tutto qui.
Nessuno viola la consegna del silenzio, ma a taccuino chiuso uno dei capi del partito di maggioranza spiega le ragioni di questa prudenza: «Giorgia può fargli da sponda, come ha fatto nell’ultimo Consiglio europeo quando ha sostenuto le ragioni dell’Ungheria sull’oleodotto danneggiato Druzhba. Ma di certo non può cambiare la sua postura filo-Ucraina e rinnegare tutto quello che ha detto in questi quattro anni sulla Russia».
Insomma il problema è uno, «la campagna elettorale in Ungheria è stata monopolizzata dalla questione dei rapporti con Putin, che è proprio il tema che più ci allontana da Orbán». Tuttavia, assicura il meloniano, «i rapporti restano immutati e Viktor, che è uomo di mondo, ha compreso la nostra cautela».
Se Fratelli d’Italia naviga sottocosta e non si espone, aspettando di vedere come andrà il 12 aprile, è Matteo Salvini ad aver buttato il cuore oltre l’ostacolo. Del resto sulla necessità di coltivare buoni rapporti con Putin il leader della Lega la pensa esattamente come Orbán, che è stato ufficialmente invitato alla manifestazione dei “Patrioti europei” il 18 aprile a piazza Duomo.
Dopo essere stato a Budapest per sostenere «l’amico Viktor» (il giorno dello spoglio referendario in Italia, non un segnale benaugurante), Salvini anche ieri è tornato a sostenere la causa magiara, in concomitanza con JD Vance: «Viktor è un amico, ha fatto scelte di autonomia, ma non mi permetto di interferire. Stimo Orbán, confido in una sua riconferma, è un grande leader, una persona di valore e di coraggio, di cui gli ungheresi e l’Europa hanno bisogno».
Già che c’era, di fronte alla domanda di una giornalista russo alla Stampa estera, il leader della Lega è tornato ad augurarsi una ripresa dell’acquisto di gas e petrolio da Mosca: «In questo momento parlare di business con una guerra in corso è complicato. Ma mi auguro che arrivi presto il giorno in cui si parli di cooperazione sull’energia, di partnership e di trasporti anche con la Russia, a conflitto finito». Alla domanda della giornalista della Tass, Salvini ha scherzato: «Se rispondo all’agenzia russa mi portano via». E la giornalista: «Eh, prima però rispondeva…complimenti per l’abbronzatura, ha passato bene la Pasquetta?».
(da Repubblica)
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