PROTESTE IN IRAN, CENTINAIA DI MORTI, OSPEDALI IN TILT E BACKOUT A OLTRANZA
CI MANCAVA PURE IL FIGLIO DELLO SCIA’ DI PERSIA CHE SI DICE PRONTO A TORNARE
«Morte a Khamenei». Proseguono le proteste in Iran, tra repressione e sangue, con
centinaia di morti e feriti. Solo sei ospedali della capitale avrebbero registrato almeno «217 morti» tra i manifestanti, per lo più giovani, molti dei quali colpiti da proiettili veri. Lo ha dichiarato un medico di Teheran alla rivista Time. Ma i numeri non sono ancora definitivi e l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency afferma che il numero delle vittime delle proteste in Iran è salito almeno a 65. Il sistema sanitario è sotto pressione estrema. Secondo quanto riferiscono i medici e gli assistenti sociali di due ospedali iraniani contattati dalla Bbc, le strutture sono «sopraffatte» dai feriti. All’ospedale Farabi, principale centro oculistico della capitale, i ricoveri e gli interventi non urgenti sono stati sospesi e il personale richiamato a gestire i casi di emergenza. Un medico di Shiraz ha confermato la carenza di chirurghi per far fronte all’afflusso, con molti pazienti colpiti
alla testa e agli occhi.
Blackout da oltre 36 ore
Il blackout nazionale di internet imposto dalle autorità iraniane, ormai in vigore da oltre 36 ore, complica ulteriormente la diffusione delle informazioni, come segnala l’osservatorio NetBlocks. Intanto, dalla comunità internazionale arrivano messaggi di sostegno ai manifestanti. «Gli Stati Uniti sostengono il coraggioso popolo iraniano», ha scritto su X il segretario di Stato Marco Rubio.
Il figlio dello Scià «pronto a tornare»
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha sollecitato stamattina con un videomessaggio online uno sciopero generale. «Sono certo che, rendendo la nostra presenza in piazza più concentrata e, allo stesso tempo, interrompendo i canali finanziari, rovesceremo completamente la Repubblica Islamica e il suo logoro e fragile meccanismo di repressione». Il videomessaggio è stato riportato dalla tv pubblica israeliana Kan. «Invito i lavoratori e gli impiegati dei settori chiave dell’economia, in particolare nei trasporti, nel petrolio, nel gas e nell’energia ad avviare un processo di sciopero a livello nazionale. Chiedo inoltre a tutti voi di scendere in piazza oggi e domani dalle 18 con bandiere, immagini e simboli nazionali e di occupare gli spazi pubblici. Il nostro obiettivo non è più solo scendere in piazza, ma prepararci a occupare e difendere i centri cittadini», ha detto. Pahlavi ha inoltre chiesto di prepararsi a rimanere in piazza a lungo e di fare scorta di provviste. «Mi preparo anche a tornare in patria e a essere con voi”
(da Open)
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