RIDICOLO: ESCE DALLA LEGA PER DIVERGENZE SULLA LINEA FILO-UCRAINA, MINACCIA DI FARE SCINTILLE CON L’EMENDAMENTO ANTI-KIEV E POI AL PRIMO VOTO IN AULA CHE FA? FA VOTARE LA FIDUCIA AL SUO MANIPOLO DI PARLAMENTARI
IL CAPOGRUPPO LEGHISTA ALLA CAMERA, RICCARDO MOLINARI: “PIÙ CHE DAVANTI AL FUTURISMO MARINETTIANO ANNUNCIATO, CON VANNACCI SIAMO DAVANTI AL TRASFORMISMO GIOLITTIANO CERTIFICATO”… +EUROPA: “CON IL GIOCHETTO DELLA FIDUCIA IL GOVERNO HA LASCIATO UNA PORTA APERTA ALL’INGRESSO DEI PUTINIANI IN MAGGIORANZA, ALTRO CHE DIMOSTRAZIONE DI MAGGIORE RESPONSABILITÀ”
“Il generale Roberto Vannacci, l’uomo senza macchia e senza paura, lascia la Lega perche’ non vuole inviare armi all’Ucraina. Accusa Matteo Salvini di non avere il coraggio di tenere la posizione. Con fanfare, trombe e petto in fuori fonda un partito di uomini veri, tutti d’un pezzo, che non arretrano, non tentennano, non si piegano. Uomini duri.
Granito politico. Poi arriva il primo atto parlamentare. Primo voto. Pronti, via”. Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva. “Il governo mette la fiducia. E gli uomini di granito si ritirano in buon ordine. Voto a favore dell’invio delle armi. Dopo aver detto di tutto contro. Non e’ politica. E’ cabaret. Sembra Sturmtruppen”, conclude.
“Siamo alle comiche. E’ tutta una finzione, un pessimo spettacolo. Se si dice, giustamente, di essere contro l’invio delle armi in Ucraina, quando il governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro (la fiducia). Cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore. Spiace davvero. Non si possono prendere in giro gli Italiani”. Così Marco Rizzo, coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana e Popolare in merito alle dichiarazioni di voto sul dl Ucraina.
“La Lega ovviamente ha diritto all’ultima parola”. Lo ha detto il leader di Fi e vicepremier Antonio Tajani, interpellato dai cronisti in Transatlantico sul possibile collocamento di Futuro nazionale di VANNACCI con il centrodestra alle prossime elezioni politiche. “Ne parleremo al momento opportuno”, ha concluso.
”Come avevo previsto ieri, il giochetto parlamentare di porre la fiducia sul decreto Ucraina ha consentito ai vannacciani di votare no al provvedimento ma di votare a favore della fiducia al governo Meloni. In pratica, hanno lasciato una porta aperta all’ingresso dei putiniani in maggioranza, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità come ha detto ieri Crosetto. Un fatto inedito, visto che da oggi in maggioranza c’è chi si distingue e vota contro al sostegno all’Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese. Un colpo alla credibilità internazionale dell’Italia e una crepa nella tenuta del governo Meloni, visto che ora Salvini farà la gara a essere più vannacciano di Vannacci stesso, con tutto ciò che comporta”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
“Apprendiamo che si intende fondare un partito contro il governo di centrodestra perche’ accusato di sostenere l’Ucraina, salvo, alla prima prova parlamentare, votare la fiducia allo stesso governo per cui si e’ detto fosse necessario un nuovo partito, proprio sull’invio di aiuti all’Ucraina. Piu’ che davanti al futurismo marinettiano annunciato, siamo davanti al trasformismo giolittiano certificato”. Cosi’, interpellato dall’Agi, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari commenta il voto di Futuro nazionale al decreto Ucraina (si’ alla fiducia, no al provvedimento).
(da agenzie)
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