SARA’ MARCHINI IL CANDIDATO SINDACO DEL CENTRODESTRA A ROMA: L’ACCORDO CON BERLUSCONI
FDI AL PRIMO TURNO CON RAMPELLI CANDIDATO DI BANDIERA E ALLEATI DELLA LEGA, POI APPOGGIO A MARCHINI… MARCHINI NON VUOLE IN LISTA CONSIGLIERI CHE ABBIANO AVUTO RUOLI NELLA GIUNTA ALEMANNO E CHE VERRANNO OSPITATI IN FDI
Si affilano le armi nel centrodestra capitolino. Nonostante manchi un leader unitario. Nonostante la crisi dei partiti, Forza Italia in primis, renda difficile anche il dialogo interno. Nonostante la lotta fraticida che da sempre contraddistingue i moderati-conservatori della Capitale.
La cornice entro la quale affrontare la campagna elettorale tuttavia è quasi pronta. Salvo sorprese dell’ultima ora il leader della Civica, Alfio Marchini sarà con ogni probabilità il candidato di punta del centrodestra.
Una lista civica composta dalle costole dell’ex Pdl, la corrente di Raffaele Fitto che ha fatto il suo ingresso in Campidoglio con i consiglieri Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato e, probabilmente, dal senatore Andrea Augello e dall’ex coordinatore regionale Vincenzo Piso, che hanno dato l’addio al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
Forza Italia, invece, nell’attesa che Silvio Berlusconi cali qualche asso nella manica, si presenterà a sostegno di Marchini con un nuovo simbolo.
Ma il nodo, al momento più complesso da sciogliere, sarebbe quello del “diktat” di Marchini di non volere in lista i consiglieri uscenti che abbiano avuto ruoli nell’amministrazione targata Alemanno.
Una ghigliottina praticamente per diversi eletti. A partire dall’ex vicesindaco Sveva Belviso, oggi a capo dell’Altra Destra, augelliana doc. Stessa musica tuttavia potrebbe essere suonata anche per l’attuale capogruppo degli azzurri e il suo vice, Davide Bordoni e Dario Rossin.
Di fatto, assecondare il divieto, significherebbe azzerare completamente il partito di Berlusconi a Roma.
A quel punto infatti il «cambio casacca» degli uscenti, che vogliono ricandidarsi, andrebbe ad ingrossare le fila di Fratelli d’Italia.
Il partito di Giorgia Meloni perderebbe il treno della candidatura a sindaco, correndo tuttavia in solitaria al primo turno con una candidatura «di servizio», ad esempio di Fabio Rampelli. Una partita da giocare al fianco di Noi con Salvini. Una «conta» insomma da mettere poi sul tavolo nazionale e giocarsi la fiche più alta.
Una roulette russa, per la destra capitolina. Al momento, la candidatura della Meloni resta una meteora in un cielo, ancora sognante, che guarda troppo e solo ancora a destra.
(da “il Tempo”)
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