SOCIAL CARD… I CONTI NON TORNANO
IL GOVERNO AVEVA GARANTITO CHE I BENEFICIARI SAREBBERO STATI 1.300.000 ITALIANI, TRA PENSIONATI E FAMIGLIE A BASSO REDDITO… NE SONO STATE DISTRIBUITE SOLO 366.000, MA APPENA 200.000 SONO STATE ATTIVATE, LE ALTRE SONO STATE BLOCCATE PER MANCANZA DEI REQUISITI RICHIESTI… E NEL 40% DEI CASI LA CARD E’ STATA RESPINTA DAI SUPERMERCATI PERCHE’ NON ERA CARICA… QUALCUNO ORA NE RISPONDA
Ci siamo sinceramente stancati di dover fare le pulci ai provvedimenti di un governo di centrodestra che avremmo voluto diverso nella forma, ma soprattutto nella sostanza. Abbiamo cercato di essere sempre obiettivi, segnalando i lati positivi ( pochi, in verità ) e quelli che invece lasciavano a desiderare, in questi primi mesi di legislatura.
Il fatto di provenire dall’esperienza fallimentare del governo Prodi, abbiamo sostenuto, ha sicuramente facilitato l’esito elettorale, ma, una volta iniziato a governare, il Centrodestra avrebbe dovuto stabilire due priorità : misure economiche per i ceti medi e quelli meno abbienti e una seria politica della sicurezza. Il resto era secondario.
Invece i primi interventi sono stati per il lodo Alfano, per il carrozzone di Alitalia, per andarsi a cercare complicazioni con la pseudoriforma della scuola ( con relativa retromarcia), per la barzelletta del federalismo che risolverebbe ogni magagna italica e che in realtà creerà ancora più tasse locali quando verrà attuato.
Il Governo ha poi fatto un secondo errore: pensare che si possa governare così come si riescono a vincere le elezioni: puntando solo sulla grancassa mediatica. Ovvero spacciando ogni giorno provvedimenti virtuali come reali, dando un’immagine del nostro Paese di cui poi il cittadino non trova riscontro nella realtà quotidiana.
Si è dipinto un Eden che non esiste, operando in realtà solo tagli ovunque, dalla scuola alle forze dell’ordine, dall’economia alla occupazione, salvo non tagliare, come invece promesso, sui costi della Casta.
Sulla sicurezza occorreva procedere con un’ampia intesa che non sarebbe mancata in Parlamento puntando sull’espulsione dei 100mila clandestini che delinquono, invece ci si è messi a fare la guerra anche alle badanti col risultato penoso di dover fare marcia indietro dopo il veto europeo sul reato di “immigrazione clandestina”.
Qualcuno pensava di risolvere il problema come nelle liti tra avvinazzati nelle osterie della padagna che frequenta, cacciando il cliente a tasso alcolico eccessivo fuori dall’uscio.
Quando invece che fare la voce grossa senza poi sostanza, sarebbero bastati pochi e mirati provvedimenti con ampio consenso parlamentare.
Per voler fare i primi attori, invece, ci siamo fatti ridere dietro da tutta Europa e la rappresentazione è stata trasferita dal teatro del centro a quello dell’avanspettacolo di periferia. Anche perchè non si è mai visto risolvere un problema di sicurezza non pagando gli straordinari agli agenti o diminuendo l’organico.
Intanto le notizie dei Tg continuano a segnalarci gli sbarchi dei clandestini perchè ha ragione Gheddafi purtroppo: la scusa per non pattugliare le coste gliela abbiamo fornita noi non avendo approvato ancora in Parlamento il relativo accordo con la Libia. Gheddafi l’ha fatto. Noi no perchè dormiamo da in piedi, Maroni per primo, visto che non può dire di non saperlo.
Se poi dice che si poteva applicare un accordo analogo del 2007, benissimo, perchè non l’ha fatto applicare lui appena divenuto ministro?
E non dica corbellerie sul rimpatrio immediato di chi sbarca a Lampedusa: ci sono norme internazionali precise che lo vietano e poi pensate che Gheddafi faccia sbarcare in Libia clandestini di altri paesi africani che può dire di neanche conoscere?
Maroni ha espulso un migliaio di clandestini in un anno, pari a quelli che sbarcano a Lampedusa in due giorni. E due giorni fa ha raccattato in giro 40 egiziani per poter dire di avere espulso qualcuno ( l’Egitto è uno dei pochi paesi con cui esiste una convenzione, con altri se le scorda).
Ma non siamo ridicoli, per una volta.
La verità è che abbiamo un ministro dell’Interno inadeguato e che tale Ministero non andava assegnato a un esponente della Lega, che pensa più a fare propaganda virtuale al partito che sostanza.
Un Alfredo Mantovano sarebbe stata una scelta migliore, persona seria e senza tante palle mediatiche.
Veniamo all’economia, ne abbiamo trattato già a lungo e qua ci limitiamo a rivelare dei dati ufficiali di cui quasi nessuno parla, ma che sono purtroppo significativi.
Parliamo della famosa “social card” di cui si è venduta l’utilità già in estate, poi ripresa a novembre, così che sembrava assegnata due volte.
Doveva aiutare 1.300.000 italiani indigenti, sulla base dei calcoli precisi del Ministero, in particolare i pensionati sotto un certo reddito minimo e le famiglie in difficoltà . Scadenza per la fare domanda il 31 dicembre.
Già appena letto dell’iniziativa avevamo sollevato una prima osservazione: per la miseria di 40 euro ai pensionati prestabiliti, non si faceva prima ad accreditarglieli nella pensione, invece che fare tutto questo casino della card ?
A quest’ora se li erano spesi per Natale, invece che vagare per uffici postali come disperati. La risposta sta sempre nella politica mediatica: volete mettere sventolare la card in Tv per farla vedere, neanche fosse una carta milionaria?
Dato che siamo persone pratiche, come la maggioranza degli italiani peraltro, ci irritano queste sceneggiate senza senso.
Come la cavolata della ricarica di 40 euro al mese, ma ogni due mesi: chi avrà partorito questa stronzata non si sa.
Fatto sta che ora abbiamo i dati ufficiali. Su 1.300.000 italiani che avrebbero avuto diritto, sono state distribuite solo 366.000 social card, ma appena 200.000 sono state poi attivate realmente perchè gli altri non avevano diritto. Quindi siamo a una percentuale di circa il 15% rispetto a quella prevista, un fallimento clamoroso.
Non basta: di questi 200.000, il 40% si è presentato alle casse dei supermercati per fare la spesa coi primi 120 euro dei tre mesi arretrati e si è vista respinta la carta in quanto non caricata tempestivamente.
La morale è che tra code chilometriche e più volte alle poste, documenti necessari neanche si fosse vinto alla lotteria di capodanno, macchina burocratica inceppata e infernale tipicamente italiana, categorie escluse a capocchia, aggeggio di difficile comprensione per un anziano, siamo riusciti a non dare un euro a 1.100.000 italiani aventi diritto su 1.300.000, vi rendete conto?
Ma chi è quell’imbecille che ha inventato una presa per i fondelli di questo genere? Cosa aspetta, chiunque esso sia, a dare le dimissioni e tornarsene a pascolare le pecore ( con tutto il rispetto per i pastori e le pecore)?
Ma possibile che il popolo di centrodestra debba essere rappresentato da soggetti che invece di semplificare, incasinano pure il poco che si fa?
Questo pensa l’elettore di centrodestra, noi siamo solo un tramite, basta parlare con la gente umile che conosciamo noi, invece che frequentare i salotti bene.
E poi non si crea una tessera di povertà da esibire come segno distintivo, ricordatevelo: anche i poveri hanno una dignità e, a giudicare dai risultati e dai comportamenti, forse hanno più dignità di tanti politici di cui vediamo i faccioni ogni sera in Tv… Buon anno a tutti…
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