TRENI, TRAFFICO IN TILT DA NORD A SUD PER INCENDIO DOLOSO: LA PISTA ANARCHICA CHE FA COMODO A TUTTI
A FUOCO I CAVI DI UNA CABINA ELETTRICA DELL’ALTA VELOCITA’ A ROVEZZANO… SALVINI E DI MAIO SI CONTENDONO LA STELLA DI SCERIFFO… L’UNICA CERTEZZA E’ CHE LA SICUREZZA DECANTATA DAL GOVERNO NON ESISTE
Mattina di caos e passione per chi viaggia in treno a causa di un incendio doloso scoppiato alle
porte di Firenze: tre ore di ritardo, con l’Italia divisa in due, spezzata lungo le rotaie da fiamme che hanno messo in ginocchio per ore tutto il sistema ferroviario dal nord al sud.
Impossibile raggiungere Firenze da Milano e da Napoli, se non con almeno 180 minuti di ritardo.
Dalle 9.30 i convogli sono ripartiti, è stata riprogrammata quasi tutta la circolazione dei treni ad alta velocità e non. Ma le ricadute sul traffico si sentiranno a lungo, anche perchè sono previste limitazioni e cancellazioni.
Tra i viaggiatori sui convogli diretti a Milano e bloccati, anche decine di magistrati, colleghi che si erano messi in viaggio da tutt’Italia per dare l’ultimo saluto a Francesco Saverio Borrelli alla camera ardente di questa mattina al Palazzo di Giustizia.
Si segnalano ritardi fino a quattro ore per i treni dell’alta velocità in partenza da Milano per il Sud. Mentre sono 240 i minuti di ritardo sul treno 9975 Italo da Milano a Roma Termini delle 8:15. Tre ore di ritardo per il Frecciarossa 9509 per Napoli centrale delle 7:20. Cancellati 42 treni alta velocità sia di Trenitalia sia di Italo. Italo ha annunciato che rimborserà o modifichera i biglietti dei viaggiatori rimasti bloccati nel caos fino a mercoledì 24 alle ore 23:00. Trenitalia rimborserà totalmente i biglietti ai viaggiatori con più di tre ore di ritardo. Da 60 a 120 e da 120 a 180 minuti rimborserà rispettivamente 25% e 50% del biglietto.
L’allarme è scattato verso le cinque di questa mattina quando un incendio ai cavi di una cabina elettrica dell’alta velocità , all’altezza della stazione di Rovezzano, periferia di Firenze, in via Chimera, ha bloccato la linea. Sul posto sono arrivati gli uomini della Polfer e della Digos, visto che non è la prima volta che accadono attentati incendiari che mandano in tilt il servizio ferroviario proprio nel nodo della città toscana.
A quanto hanno potuto stabilire gli inquirenti gli attentatori hanno bruciato i fili della cabina elettrica volutamente in due punti diversi e danneggiati due pozzetti per bloccare il traffico in tutte le direzioni.
Sarebbero dunque tre in tutto i roghi innescati all’alba. Una delle piste seguita dalla polizia, che lascia aperte anche altre ipotesi, è che l’attentato abbia qualche collegamento con il processo che dovrebbe concludersi oggi a Firenze contro 28 giovani anarchici rinviati a giudizio per vari episodi.
Ma siamo nel campo delle ipotesi.
Le reazioni politiche
“Massimo impegno per assicurare i delinquenti alla giustizia: meritano anni di galera, visto che hanno bloccato l’Italia e rovinato la giornata a molti italiani. Oggi pomeriggio sarò personalmente a Rovezzano per rendermi conto della situazione. Se sarà confermata la pista anarchica, verificheremo eventuali collegamenti con i No Tav che negli ultimi giorni hanno aggredito le forze dell’ordine” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
“C’è la possibilità che quell’incendio doloso alla cabina di Rovezzano, periferia di Firenze, che gestisce i segnali del traffico ferroviario in snodi nazionali di fondamentale interesse, sia stato un sabotaggio e c’è chi parla di pista anarchica. Se le ipotesi saranno confermate saremmo davanti a un vero e proprio attentato allo Stato” commenta il vicepremier Luigi Di Maio.
Magari bastava, visti i precedenti, utilizzare le telecamere o far pattugliare la zona e nessuno si sarebbe potuto avvicinare: sarebbe da chiedersi perchè non è stato fatto dato che non è la prima volta.
La zona della stazione di Rovezzano già in passato è stata teatro di un tentativo, in quell’occasione fallito, di una cosiddetta “azione dimostrativa” per bloccare il traffico ferroviario. Era il 21 dicembre 2014 quando i tecnici delle ferrovie, che erano riusciti a spegnere l’incendio di un pozzetto elettrico nei pressi della galleria di San Donato, trovarono dalla parte opposta del tunnel, vicino a Rovezzano, una bottiglia inesplosa con liquido infiammabile, fiammiferi e diavolina attaccati. Il 2 dicembre dello stesso anno, una tanica di benzina venne trovata su una gru impegnata nei lavori dell’alta velocità nella vicina stazione di Campo di Marte. Gli episodi non vennero mai rivendicati.
Il post sul sito anarchico che non rivendica un bel nulla.
Intorno alle 13, sul sito di area anarchica Finimondo.org, comparso un post dal titolo: “La strategia della lumaca” in cui si parla di quanto avvenuto questa mattina alla stazione di Rovezzano e che in queste ore gli inquirenti stanno valutando con attenzione: “Questa mattina – dieci giorni dopo il ventunesimo anniversario della morte di Maria Soledad Rosas, due giorni dopo il diciottesimo anniversario della morte di Carlo Giuliani, e poche ore prima della prevista sentenza da parte del Tribunale di Firenze contro una trentina di anarchici – la linea ferroviaria che collega Roma e Firenze è ferma, sospesa, bloccata. Cosa è successo? All’alba, nella prima periferia del capoluogo toscano, una cabina elettrica dell’Alta Velocità si è surriscaldata al punto da andare in fiamme. Sarà stato un caso? Una coincidenza? Una “vile provocazione”? Oppure, più semplicemente ed umanamente, un gesto d’amore e di rabbia? È facile immaginare che sul posto sia tutto un brulichio di tecnici delle Ferrovie e della Questura. Dopo i primi accertamenti, i responsabili della Rfi hanno dichiarato che “il principio d’incendio agli impianti che gestiscono la circolazione dei treni è stato causato da un atto doloso ad opera di ignoti”. Ignoti che con un nonnulla hanno gettato nel caos la circolazione ferroviaria nazionale, settore importante di quel sistema pubblico di trasporti che ogni giorno fa funzionare la nostra amabile società , spostando merci umane e inumane a seconda delle esigenze del mercato. Ma quando non funziona più nulla, si sa, si è costretti a pensare a tutt’altro”. “Eh, lo sappiamo, lo sappiamo, che sbirri e giornalisti – abituati come sono o al mutismo dell’obbedienza o al coro del consenso – prenderanno queste nostre parole nientepopodimenoche per una “rivendicazione” – continua il post – Ma che ci volete fare? È più forte di noi. Non riusciamo a trattenere la nostra emozione nel constatare come questo gigante chiamato Potere abbia sempre e comunque i piedi di argilla. Come sia sufficiente accendersi una sigaretta all’aria aperta in campagna e sotto la luna per mandarlo in tilt. Come tutta la sua esaltata magnificenza, tutta la sua tracotante invincibilità , dipendano da fragili cavi disseminati un po’ dovunque. Talmente vulnerabili da poter essere neutralizzati persino da una lumaca. Lo spettro della morte e la minaccia della galera potranno fermare chi ha da curare i propri interessi, ma non hanno mai fermato chi desidera ardentemente la propria libertà “.
Un post che non aggiiunge nulla se non la voglia di protagonismo: un conto è rivendicare un attentato entro 30 minuti, altra cosa dopo 8 ore quando ne parlano con dettagli tutti i maggiori quotidani on line.
L’unica cosa certa è che in Italia non esiste sicurezza: se fossero stati terroristi di altro livello ora saremmo a contare i morti , non le ore di ritardo.
(da agenzie)
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