TSIPRAS CHIEDERA’ UN PRESTITO PONTE DI 7 MILIARDI, JUNCKER CERCA DI MEDIARE
LA GRECIA PRESENTA UN PIANO AI CREDITORI
Il premier Alexis Tsipras si appresta a chiedere agli altri leader Ue un prestito ponte da 7 miliardi di euro “al più presto”, possibilmente “entro le prossime 48 ore”, per fare fronte all’emergenza, cioè i futuri debiti in scadenza.
A riferirlo sono state fonti europee, nel giorno in cui si riuniscono, per la prima volta dopo la vittoria del no al referendum, l’Eurogruppo e l’Eurosummit.
Durante il quale il leader di Syriza avanzerà appunto nuove proposte ai creditori. Secondo la Sueddeutsche Zeitung, Atene sarebbe pronta a presentare “proposte che sostanzialmente coprono il piano di riforme rifiutato attraverso il referendum”, chiedendo però eccezioni sull’Iva, tagli più moderati alle spese militari e un rallentamento della riforma delle pensioni.
In pratica, richieste identiche a quelle avanzate martedì scorso in una lettera inviata alla ex troika .
Quel giorno, l’Eurogruppo aveva deciso di non decidere e aspettare il risultato della consultazione “prima di ogni nuovo negoziato“, congelando i contatti con il governo ellenico.
Ora, dunque, quelle stesse proposte e concessioni tornano sul tavolo. Con la differenza che ora il Paese ha bisogno immediato di ossigeno finanziario: le banche sono chiuse da dieci giorni e lo rimarranno almeno fino a mercoledì, così come la borsa, e lunedì sera la Bce ha congelato a 89 miliardi di euro la liquidità messa a disposizione degli istituti, riducendo in più il valore attribuito ai titoli forniti come garanzia.
In mattinata il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, intervenuto alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, aveva detto che “l’Unione europea e la Commissione sono pronte a fare di tutto per arrivare in un arco di tempo ragionevole a un accordo con la Grecia: dobbiamo trovare una soluzione e oggi cerchiamo di mettere ordine, di ristabilire la fiducia, di riaprire il dialogo e di comprendere le posizioni reciproche”.
Per il presidente Ue, però, non si può trovare un accordo se “il governo greco non spiega come districarci da questa situazione”.
Ma il lussemburghese ha attaccato anche Berlino, che dopo la vittoria del no alle proposte della ex troika ha assunto posizioni dure solo in parte ammorbidite lunedì sera: “Il ruolo della Commissione Ue rispetto alla Grecia viene molto criticato, in alcuni Stati specialmente dove si parla tedesco“, ha detto Juncker. Ma “io sono un politico: è sorprendente che riguardo alla Grecia si possano esprimere tutti tranne il sottoscritto non mi lascio mettere museruola, sono stato eletto. Lo stesso vale per il presidente del Parlamento Ue che non è una tigre di carta e può esprimersi”.
Il riferimento è al tedesco Martin Schulz, che la scorsa settimana ha fatto (come Juncker) campagna per il sì al referendum e domenica è stato il primo a parlare della necessità di un piano di aiuti umanitari per la Grecia.
Idea ribadita lunedì dal vice cancelliere Sigmar Gabriel e fatta propria dallo stesso Juncker, che ha promesso che la commissione Ue farà “di tutto per aiutare i cittadini greci, di cui molti si trovano in miseria, ma senza dimenticare il resto d’Europa”.
Ora, secondo il lussemburghese, occorre voltare pagina e puntare solo all’obiettivo di mantenere la Grecia nell’Eurozona.
Prima di Juncker, era stato il primo ministro francese Manuel Valls, in attesa dell’Eurosummit delle 18, a chiarire che contrariamente a quanto sostiene Berlino “le basi di un accordo per il salvataggio finanziario della Grecia esistono”, aveva detto Valls intervistato da Rtl, assicurando che per la Francia non ci sono “tabù” sulla ristrutturazione del debito pubblico greco.
Nel frattempo dal Cremlino fanno sapere che Vladimir Putin ha parlato al telefono con il presidente francese Francois Hollande. Ieri è stato il premier greco Alexis Tsipras a parlare con il presidente russo, che ha detto di auspicare il raggiungimento di un accordo tra Atene e i creditori il prima possibile.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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