UNA DETERMINA MINISTERIALE HA STANZIATO 21MILA EURO PER PUBBLICARE UN LIBRO DEL MINISTRO GIULI, FINITO NEL DIMENTICATOIO: SI TRATTA DEL VOLUME “VENNE LA MAGNA MADRE. I RITI, IL CULTO, L’AZIONE DI CIBELE ROMANA” CHE, DOPO PIÙ DI 10 ANNI, VIVE UNA NUOVA VITA GRAZIE ALL’USO DI RISORSE STATALI DEL DICASTERO DELLA CULTURA ORA DIRETTO DALLO STESSO GIULI
IL MINISTERO SI È AFFRETTATO AD ASSICURARE: “GIULI NON PERCEPIRÀ ALCUN TIPO DI PAGAMENTO”. RESTA IL FATTO CHE IL LIBRO, PUBBLICATO LA PRIMA VOLTA DALLA CASA EDITRICE DE’ DESTRA “SETTIMO SIGILLO”, ERA FINITO FUORI DISTRIBUZIONE E ORA TORNERÀ IN CIRCOLAZIONE GRAZIE AI SOLDI PUBBLICI
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non ha /letto i libri in gara al premio Strega,
con tanto di coda al veleno per non averli ricevuti gratis. Ma, sempre in materia editoriale, ha reso disponibile un suo vecchio testo, pagato con soldi pubblici, nella mostra al Parco archeologico del Colosseo Magna Mater tra Roma e Zama, inaugurata il 5 giugno al Foro romano e palatino, che terminerà il prossimo 5 novembre.
L’ex direttore del Maxxi indossa una doppia veste: ministro, quindi gran cerimoniere dell’inaugurazione dell’evento, e autore di uno dei volumi del catalogo.
Ma c’è di più: il Mic, di cui è a capo, ha messo a disposizione i fondi necessari alla pubblicazione e alla distribuzione di un saggio che ha scritto nel lontano 2012. E che era finito fuori distribuzione. Tutto scritto in una determina ministeriale del 15 gennaio 2025, ottenuta da Domani.
Il libro, che evoca il vate D’Annunzio, si intitola “Venne la Magna Madre. I riti, il culto, l’azione di Cibele Romana”. Dopo più di dieci anni vive una nuova vita, dunque, grazie all’impiego di risorse statali del dicastero oggi diretto dall’autore del testo.
La spesa complessiva ammonta a 21mila euro includendo nel conto un altro volume, “La tomba di Romolo” di Attilio Mastrocinque, docente di storia all’università di Verona.
«Non ha percepito e non percepirà alcun tipo di pagamento, né alcuna corresponsione di diritti», tiene a precisare una nota del ministero, interpellato sul caso da Domani, ribadendo che non c’è alcuno «scopo di lucro». Un fatto è certo: l’attività privata di Giuli viene promossa direttamente dal ministero che guida.
Operazione che per quanto gratuita, rischia di alimentare
polemiche su un potenziale conflitto di interesse. La storia è scritta nella determina di sei mesi fa che concede l’affidamento diretto, da 21mila euro appunto, alla casa editrice L’Erma Di Bretschneider. Realtà che ha preso sotto la sua egida il volume di Giuli per portarlo alla mostra. La firma in calce al documento è quella di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del dipartimento culturale, oltre che direttrice del parco archeologico del Colosseo.
La dirigente è direttrice dal dicembre dal 2017, quando al ministero della Cultura c’era Dario Franceschini. Con Giuli al Mic ha ottenuto un altro salto di carriera: è diventata anche la guida del dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale. Il progetto è scattato nell’agosto del 2024 quando Russo è stata indicata responsabile unica del progetto (pochi giorni prima del passo indietro di Gennaro Sangiuliano al ministero), dando seguito alla delibera – approvata l’anno precedente – che metteva a disposizione un plafond di 190mila alla voce «altre spese per relazioni pubbliche, convegni e mostre, pubblicità».
L’iniziativa, in ogni caso, è andata in porto definitivamente a gennaio, quando al Mic c’era già Giuli. Ed era evidente che il ministero avrebbe pubblicato il libro del ministro; quello stesso testo che nel 2016 – sulle pagine del Foglio – autorecensiva, citando uno dei suoi cavalli di battaglia, Julius Evola. La mostra, come raccontano dal Mic, rientra nel piano Mattei, tanto caro alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
L’opera è stata rivitalizzata proprio quando Giuli è diventato
ministro. Nel 2012 era stata data alle stampe da Settimo Sigillo, la casa editrice di Enzo Cipriano, militante missino dell’ala di Pino Rauti , che negli anni Ottanta rilevò anche l’Europa Libreria Editrice sas, già punto di ritrovo dei “seguaci” rautiani.
Secondo gli esperti, l’editrice Settimo Sigillo è la più grande e influente dell’area di destra. Tuttora pubblica volumi dai titoli emblematici: “Esame di coscienza di un fascista”; “Budapest Roma Salò”; “Dioniso nel terzo Reich”.
(da Domani)
Leave a Reply