IL SOTTOSEGRETARIO ABUSIVO E’ UN ESPERTO
Giugno 10th, 2008 Riccardo FucileIL LEGHISTA BALOCCHI AVEVA GIA’ SEMPLIFICATO: SENZA CONCESSIONE EDILIZIA, CERTIFICATI DI ABITABILITA’ E PREVENZIONE INCENDI, AUTORIZZAZIONE SANITARIA, CAMBIO DESTINAZIONE D’USO AVEVA APERTO UNA SALA BINGO ABUSIVA …. LA LIGURIA RINGRAZIA PER LA QUALIFICATA NOMINA
Se qualcuno nella Lega e nel Centrodestra ligure, aveva storto il naso alla prospettiva
che l’unico sottosegretario nominato da Silvio Berlusconi per la Liguria avesse il nome di Maurizio Balocchi, socio di affari del Senatur e quindi da lui imposto alla base padana ligure, personaggio per molti “improponibile” su piazza, dovrà ricredersi . E’ vero che la Liguria aveva tanti “politici di livello” che avrebbero potuto portare la loro esperienza nel campo portuale, amministrativo e gestionale, ma che volete che siano i Musso, i Biasotti, le Oliveri , qualche esponente qualificato di An, di fronte alla competenza specifica di Balocchi nonchè Maurizio nel campo della “semplificazione”? E pensare che ci sono dotti giuristi che passano insonni le notti per studiare come “sburocratizzare” le leggi del nostro Paese, perdendosi in inutili rivoli giurisdizionali. Ci si lamenta che ci si sono troppi lacci e lacciuoli che frenano l’iniziativa privata? Ecco che arriva lui e ci indica la strada da seguire già nel 2002 , altro che Calderoli che a quel tempo pensava a Maometto. San Maurizio il Precursore aveva già la “semplificazione” nel Dna, per questo Bossi l’ha premiato, nominandolo sottosegretario di tutti i Liguri , per sua sfortuna capaci di intendere e di volere. Continua »
In carcere è rimasto solo l’ex portuale e consigliere comunale diessino Claudio Fedrazzoni, ritenuto al vertice del Comitato di affari che avrebbe organizzato un giro di tangenti, per garantire gli appalti delle mense scolastiche di Genova e della Asl2 di Savona. L’imprenditore del catering Roberto Alessio avrebbe ammesso di aver pagato, per esportare in Liguria i propri affari, esattamente 5 mila euro all’avv. Massimo Casagrande ( ex cons. com. Ds), sotto forma di consulenza, ne avrebbe promessi 20 mila a Stefano Francesca, portavoce del Sindaco, per ” aiuto alla campagna elettorale”, mentre avrebbe pattuito con Fedrazzoni una maxi tangente di centinaia di migliaia di euro per garantirsi la piazza Usl di Savona, da pagare a rate. Mentre l’accusa sostiene che da “garanti” avrebbero fatto Giuseppe Profiti ( che nega ogni coinvolgimento) e Alfonso Di Donato ( direttore amministrativo della Asl 2 di Savona). Negli ambienti giudiziari genovesi, l’evoluzione dell’inchiesta è stata accostata, nelle ultime ore, a un’immagine eloquente, quella di “operazione Pandora”, dal nome di colei che sfidò Zeus, aprendo un vaso proibito per soddisfare la propria curiosità . Dal primo nucleo di investigazioni si stanno infatti ramificando molti filoni di malaffare sui quali far luce.