Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
ELETTO SPAGNOLLI CON IL 51,4% , OBERRAUCH (PDL) APPENA AL 33,5%…. IL PDL SCENDE DAL 30% al 22,4% , BASSA LA LEGA AL 5,7%… SCONFITTA E CALO DEL PDL ANCHE A BRESSANONE E MERANO, DISASTRO A ROVERETO…. A BOLZANO SI ERA PRESENTATO DIVISO E LE DUE FAZIONI SI ERANO PRESE A PUGNI PER DEI MANIFESTI STACCATI
Tranquilli che i vertici del Pdl stasera parleranno di “vittoria del centrodestra” in Trentino Alto Adige per la tornata elettorale che ha visto andare al voto ieri gli elettori di 315 Comuni (111 in Alto Adige, 204 in Trentino).
In effetti non c’è mai limite al peggio.
Molti i piccoli centri: occhi puntati dunque sui 27 Comuni superiori (a 15mila abitanti in Alto Adige, a 300 abitanti in Trentino).
Con alcune sfide cruciali che hanno già dato le prime indicazioni.
A partire da Bolzano dove il candidato del centrosinistra Luigi Spagnolli viaggia al 51,4%.
Un’affermazione che sta gettando nel caos il Pdl (33,5%) che, in questa tornata elettorale, si è spaccato in varie anime.
Il Pdl, infatti, si diviso tra l’ala dell’onorevole Michaela Biancofiore e quella del deputato Giorgio Holzmann.
Il tutto è culminato giovedì sera in una rissa tra rappresentanti dei due schieramenti per dei manifesti staccati.
“E’ un disastro. Roma si dovrà rendere conto che il Pdl in Alto Adige così non può andare avanti” dice Alberto Sigismondi, uno dei due co-coordinatori del Pdl altoatesino.
Replica la Biancofiore: “Ne parlerò con Berlusconi. Non mi dimetto, almeno non oggi. Qui in Alto Adige il Pdl non è un partito unito, ma ce ne sono due”.
Che Fini non abbia tutti i torti quando parla di un partito inesistente sul territorio e spesso in balia delle beghe locali ?
Eppure si era mosso pure Gasparri, noto ideologo di corte, per prendere parte a una delle fazioni in lotta: strano che abbia solo ottenuto di far precipitare il Pdl dal 30% del 2005 al 22,4%.
Ma non sono solo questioni locali a incidere: a Bressanone e Merano guidano lo spoglio i candidati Svp (tutti e due sindaci uscenti di giunte di centrosinistra). Va male il candidato del Pdl. Continua »
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Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
I MANCATI RINNOVI DEI CONTRATTI INCIDERANNO PER 60 EURO MENSILI IN BUSTA PAGA, IL TAGLIO DEI PREMI DI PRODUTTIVITA’ 30 EURO, ANCHE NEL SETTORE PRIVATO… IL 5% IN MENO AI PARLAMENTARI SARA’ SOLO SULLO STIPENDIO BASE, QUINDI APPENA 274 EURO: CONTINUERANNO A METTERSI IN TASCA 15.455 EURO AL MESE
Se ci sono cose che indignano gli italiani è essere presi per i fondelli dai politici:
soprattutto da coloro che vogliono apparire come i moralizzatori della vita pubblica italiana, esperti in falò fittizi e in inalazioni di fumo.
Di fronte alla grave crisi internazionale e al deficit pubblico italiano che non dà tregua, il ministro Tremonti preannuncia l’esigenza di recupare 25-30 miliardi di euro per rientrare nel 3% del Pil europeo.
Porte sbarrate per chi dovrebbe andare in pensione entro l’estate, con blocco delle finestre di uscita e risparmio per lo Stato di 1 miliardo di euro.
In secondo luogo i dipendenti pubblici dovranno rinunciare al rinnovo del contratto triennale, scaduto alla fine del 2009, fino alla fine del 2012.
Questa categoria di lavoratori è tutt’altro che ricca: con 26 anni di anzianità lo stipendio medio è di 1.300 euro netti al mese, tanto per chiarire.
Sgombrato il campo dagli equivoci, andiamo nel dettaglio: in pratica l’aumento contrattuale previsto era di di 60-70 euro al mese, già a partire da un anno e mezzo fa.
Costoro non vedranno un euro.
Il mancato rifinanziamento degli sgravi fiscali del 10%, riservato ai premi di produttività del settore privato (800 milioni di valore), colpirà poi non solo il settore pubblico.
Gli statali a loro volta si vedrebbero poi congelate le risorse del Fua (Fondo unico di amministrazione) con i quali vengono pagati i premi di produttività delle amministrazioni pubbliche.
Se si procedesse a taglio anche dell’indennità integrativa, la perdita media mensile sarebbe di 20-30 euro, con punte anche di 60-80 euro.
Risparmio previsto un altro milione di euro.
Ma il taglio, nella busta paga decurtata, arriverebbe a quasi 100 euro in meno.
Evitiamo qua di approfondire altri aspetti che tratteremo in successivi articoli e passiamo all’annuncio farsa di Calderoli, il ministro più inutile della storia italiana, colui a cui hanno dovuto inventarsi un ministero per semplificarne l’esistenza . Continua »
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Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
I MINISTRI NE HANNO INTESTATE 126, I SOTTOSEGRETARI 222: DA AGGIUNGERE 295 APPEZZAMENTI DI TERRENO….SUL PODIO TREMONTI (14), FITTO (12), LA RUSSA (10), CASTELLI (10), CALDEROLI (9), URSO (9), BRUNETTA (8), ROTONDI (8), GALAN (7), PRESTIGIACOMO (7), GELMINI (6)….ANCHE A SINISTRA NON SCHERZANO
Nessuno batterà il capo del governo che ha una decina di ville di rappresentanza e appartamenti disseminati in tutto il mondo, ma non si può dire che i nostri ministri non amino la casa, anzi le “loro case”.
Ne hanno in totale 126, in media 6 a testa.
Secondo i dati di “Sister-Agenzia del territorio”, più precisamente posseggono 348 fabbricati ( 126 i ministri e 222 i sottosegretari) a cui vanno aggiunti 295 appezzamenti di terreno (154 i ministri e 141 i sottosegretari).
Fanno in tutto 643 proprietà immobiliari: evidentemente il mattone sembra coincidere con l’attività politica.
Guida la classifica il ministro Tremonti, proprietario di 14 case e 4 terreni, seguono Raffaele Fitto con 12 case e ben 73 terreni, Ignazio La Russa con 10 case e 1 terreno, Calderoli con 9 case e 9 terreni, Urso con 9 case, Brunetta con 8 case e 6 terreni, Rotondi con 8 case, Prestigiacomo con 7 case, Galan con 7 case e 15 terreni, Gelmini con 6 case, Carfagna con 5 case, Fazio con 5 case e15 terreni, Frattini con 4 case, Brambilla con 4 case, Matteoli con 3 case e 4 terreni, Romani con 3 case e 1 terreno, Meloni con 3 case, Alfano con 2 case, Bondi con 2 case, Maroni con 1 casa e 12 terreni, Castelli con 1 casa e 10 terreni, Bossi con 1 casa e 4 terreni, Vega con 1 casa e Vito con 1 casa. Continua »
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