Destra di Popolo.net

LA MINETTI SI PRESENTERA’ AI PM: SE PARLA, CROLLA IL CASTELLO DI BUGIE DEL PREMIER

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

“QUANDO SI CAGHERA’ ADDOSSO PER RUBY, CHIAMERA’ E SI RICORDERA’ DI NOI, ADESSO FA FINTA DI NON RICEVERE CHIAMATE”… “NON ME NE FREGA UN CAZZO SE LUI E’ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, E’ UN VECCHIO E BASTA, NON MI FACCIO PRENDERE PER IL CULO DA LUI, SI STA COMPORTANDO DA PEZZO DI MERDA PER SALVARE IL SUO CULO FLACCIDO”

Nicole Minetti, il cui ufficio e la cui abitazione sono state perquisite lo scorso 14 gennaio, così come gli appartamenti di una decina di ragazze che avrebbero partecipato alle serate ad Arcore con il premier, è indagata per violazione della Legge Merlin e induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile, cioè di Ruby, insieme a Emilio Fede, Lele Mora e almeno altre 3 persone.
Dagli atti di indagine, inoltre, è emerso che Minetti è intestataria di quattro appartamenti della Dimora Olgettina, dove vivono alcune delle giovani soubrette.
Minetti, insieme a Giuseppe Spinelli, il fiduciario di Berlusconi, avrebbe provveduto alle spese delle ragazze e all’organizzazione delle feste.
Secondo il suo avvocato, Daria Pesce, la Minetti ha intenzione di presentarsi davanti ai pm di Milano: «L’intenzione c’è e probabilmente si presenterà , non abbiamo ancora letto le carte, ma la mia assistita ha intenzione di difendersi davanti ai magistrati».
«Sì, mi ha telefonato il mio avvocato per comunicarmelo, ma non so ancora nulla dei dettagli della convocazione: appena finito qui i lavori in commissione mi confronterò con il mio legale» aveva detto in precedenza la Minetti, consigliere regionale lombardo del Pdl.
Da quanto si legge nelle nuove carte, alla Minetti sarebbero state sequestrate anche fatture riguardanti canoni di Via Olgettina per importi che in un anno arrivano a oltre 50mila euro.
Il consigliere regionale è protagonista anche delle nuove carte. «E’ un pezzo di merda».
Così, secondo quanto riferisce chi ha letto gli ultimi documenti inviati alla Giunta per le autorizzazioni dalla Procura di Milano, si sarebbe espressa Nicole Minetti in un’intercettazione in cui si dice molto arrabbiata con il premier. «Se vuole vedermi mi chiama lui, ma se vado ci vado con gli avvocati» avrebbe ancora detto, intercettata.
In particolare il colloquio della Minetti avviene con Clotilde Strada: «Non me ne fotte un cazzo se lui è il presidente del Consiglio o, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido».
Altre intercettazioni segnalano lo sconforto di altre ragazze finite nell’affare Ruby: «Mi ha rovinato la vita. È un vecchio…» si leggerebbe nelle carte.
Tra le altre ci sono anche le lamentele di Barbara Faggioli che direbbe: «So che mi stanno ascoltando ma queste cose le dico lo stesso…».
Poi un colloquio in cui la Minetti dice alla Faggioli: «Io do le dimissioni. Sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco. Ma a me cioè non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa».
E ancora: «Cioè litigare tutti i giorni con tutti, metterla nel culo a quello che ha fiducia a te. La politica è un casino. Cade lui cadiamo noi».
Nella stessa conversazione, la Minetti direbbe: «A lui gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perchè dice “bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato”» e si lamenterebbe della raccolta delle firme che sarebbe cominciata contro di lei per «scacciarla via» presumibilmente dalla Regione Lombardia.
In una telefonata con Maristelle, la Minetti ne avrebbe anche per Ruby: «Stasera saremo poche. Lui ha detto che è successo un casino perchè ‘sta stronza di Ruby ha detto delle cose e ci sta sputtanando».
Della marocchina parla anche con la Faggioli: «Quando si cagherà  adosso per Ruby chiamerà  e si ricorderà  di noi. Adesso fa finta di non ricevere chiamate».

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ECCO GLI APPUNTI DI RUBY: DIAMANTI E 4,5 MILIONI DI EURO IN ARRIVO DA BERLUSCONI…LA MINETTI ACCUSA IL PREMIER: “E’ UN PEZZO DI MERDA”

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

UNA TESTE: “IL BUNGA BUNGA ERA UNA COSA SESSUALE, LE GEMELLE DE VIVO ERANO IN MUTANDE E IL PREMIER LE TOCCAVA NELLE PARTI INTIME”…LE MANOVRE DEL PREMIER PER CONTATTARLE DOPO LE PERQUISIZIONI… LE FRASI DI NICOLE MINETTI INCHIODANO IL PREMIER

Le nuove carte inviate dalla procura di Milano alla Camera supportano l’invito a comparire per il consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, già  indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile.
Chi ha visionato i documenti parla di un biglietto di appunti di Ruby in cui si fa riferimento a diamanti e denaro attesi dal premier.
Ecco i nuovi resoconti

Ecco gli appunti di Ruby sequestrati dagli inquirenti
Sequestro Ruby 14/11
Diamanti
50 mila per il libro
12.000 campagna intimo
200000 da Luca Risso
70 mila Conservati da Di Maria
170 mila conservati da Spinelli
4 milioni e mezzo da Silvio Berlusconi che ricevo tra due mesi
29/10/2010 rinuncia avvocato giuliante
29/10/2010 nomina avvocato di maria

Telefonata 8/01/2011 da Minetti a Faggioli
N. io do le dimissioni, cioè sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco.Ma a me cioè non me ne frega niente. Io voglio sposarmi fidanzarmi, avere dei bambini, una casa
Cioè litigare tutti i giorni con tutti, metterla nel culo a quello di fiducia a te
La politica è un casino. cioè cade lui… cadiamo noi
A lui fa comodo mettere te e me in Parlamento., perchè dice ? Bene me le sono levate dai coglioni’.

8/1/2011 SMS da Minettti a Polanco
Giusto che si faccia sentire lui se non lo farà  mi comporterò di conseguenza… quel briciolo di dignità  che mi rimane la voglio tenere

Sms da Minetti a Faggioli 9/1/2011
Quando si cagherà  addosso per Ruby chiamerà  e si ricorderà  di noi.. adesso fa finta di non ricevere chiamate

Sms da Minetti a Maristelle 10/1/2011
Amo’ ma è serio che alla Fico ha regalato la casa? Amo’ se è vero ti giuro che scateno l’inferno…

SMS da Minetti a De Vivo Imma 11/1/2011
A febbraio è pronto il vostro trilocale

Da Minetti a Fabbri 12/1/2011

“Le gemelle non lo vogliono il trilocale però lo prende Barbara Guerra”

Telefonata 15/1/2011 da Faggioli a Sorcinelli

B: mi ha chiamato adesso da un numero sconosciuto mi ha detto di contattare chi è stato perquisito e di dargli appuntamento alle 9 ad arcore che ha bisogno urgentemente di parlare
B: lui ha letto le intercettazioni, son cose brutte

Telefonata da Faggioli a Arisleida 15/1/2011
B: ti chiamo solo perchè mi ha chiamato il presidente Berlusconi… scandisco le parole, visto che mi stanno ascoltando. Mi ha chiesto la cortesia di farti avvicinare ad arcore alle 19. Ci sono gli avvocati

Telefonata 15/1/2011 da Aris a Maristella
A: ha chiamato il presidente B. ha detto che alle 19 devi essere ad arcore

Intercettazione 15/01/2011 da maristella a Faggioli
F: Sono stata chiamata
M: alle 19, amo’
F: mi ha chiesto un colloquio con i suoi avvocati. Da quanto ho capito dalle intercettazioni emergono cose molto brutte che noi ragazze diciamo su di lui

Da Faggioli a Minetti
B: Mi ha chiamato la segreteria del presidente e mi hanno passato il presidente e mi ha di convocare tutte le ragazze per parlare con l’avvocato alle 19
B: Che dici? Che è ok?
N: No perchè … devo parlare al mio avvocato. Io sono indagata, per me la cosa è diversa.. Lui sarà  anche il mio capo, ma io sono indagata e lui altrettanto

SMS Da Minetti a Faggioli

Preferisci che se mi vuole convocare mi convoca lui

Telefonata da Minetti a Faggioli 15/01/2011

B: gliene parlerò al presidente mi hai rovinato la vita

Telefonata 15/1/2011 Da Maristella a Minetti
M: Ma tu ci sei alle 7?
N: No, non credo. Qua la cosa si fa grossa. Io non ci penso neanche sono nella merda seria più di tutti quanti

Serata 12/13 luglio 2010
Da un verbale 15/1/2011

MakDoum Maria: “giugno 2010 lele mora mi chiese se ero interessata a partecipare ad una serata ad arcore presso la residenza del pres consiglio e se sapevo ballare la danza del ventre e se volevo fare parte del suo harem. Mi trasferì a casa sua da giugno ad agosto.
Mi sono recata ad arcore a luglio. Alla partenza da viale monza c’erano altre ragazze. Le vetture erano……….. prima di arrivare ad arcore si sono materializzate da una stradina laterale delle autovetture con i contrassegni della polizia di stato. Si trattava di una sola macchina con un lampeggiante.
Ognuna di noi si è seduta per la cena dove voleva. Finita la cena il pres disse: “e ora facciamo il Bunga Bunga” e spiegò che cosa era, cioè una cosa sessuale. Lei fa la danza del ventre. Le De Vivo in mutante e reggiseno. Il presidente le toccava e loro lo toccavano nelle parte intime. E si avvicinarono anche a Emilio Fede che le toccava il seno e altre parti intime. Poi la ragazza brasiliana con perizoma ballava la samba in maniera hard.
Il presidente le toccava il seno e altre parti intime.
Anche le altre ragazze ballavano facendo vedere il seno e il fondo schiena, tutte loro si avvicinavano al presidente che le toccava nelle loro parti intime. Sono rimasta inorridita. Se avessi saputo prima quello che si faceva alla villa non sarei andata. Mora: per entrare nel mondo dello spettacolo bisogna pagare un prezzo, cioè vendere il proprio corpo. Gli dissi che non sarei mai stata disposta: sono rimasta emarginata. Ho raccontato a Ferrigno

Telefonata 11/1/2011 Da Minetti a Clotilde
N: c’è un limite a tutto non me ne frega un cazzo se lui è il presidente del consiglio e cioè …. Un vecchio e basta.
Io non mi faccio pigliare per il culo così.. si sta comportando da pezzo di merda
C: lo sapevamo
N: perchè uno che fa così è un pezzo di merda. Perchè lui mi ha tirato nei casini in una maniera che solo dio lo sa…. In cui non ci sarei finita neanche se mettevo tutto l’impegno. Gli ho parato il culo e non si può permettere di fare così.

Primo Di Nicola
(da “l’Espresso“)

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RAGAZZO GRIDA “COGLIONE” A BERLUSCONI CHE REPLICA “SENTI CHI PARLA”

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

MENTRE IL PREMIER SI STAVA INTRATTENENDO CON UNA SCOLARESCA, UN VENTENNE GLI DICE : “LEI E’ UN COGLIONE”… IDENTIFICATO E LASCIATO ANDARE

«Lei è un coglione».
È la frase pronunciata da un ragazzo di poco più di 20 anni che si trovava tra la folla mentre il premier Silvio Berlusconi si era fermato a salutare una scolaresca fuori da palazzo Chigi prima di un incontro sull’Expo di Milano.
Il presidente del Consiglio, evidentemente convinto che la frase fosse indirizzata a lui, ha subito replicato «Senti chi parla …».
Il ragazzo è stato fermato dagli agenti delle forze dell’ordine, identificato e subito rilasciato.
Non è la prima volta che Berlusconi viene prese a cattive parole.
Nel 2003 Piero Ricca, figlio di un ex magistrato e attivista, urlò così al premier mentre usciva dall’aula del processo Sme: « Fatti processare, buffone!» .
Nel febbraio 2005 Ricca fu condannato dal giudice di pace di Milano a un’ammenda di 500 euro, successivamente la Cassazione annullò la sentenza e la rinviò al giudice di pace di Milano, da cui venne definitivamente assolto nel 2006.
Nel 2006 c’è poi il discorso di Berlusconi in Confcommercio quanto attaccando la sinistra il premier definì «coglioni gli elettori che voteranno per i partiti schierati per l’Unione».
Poi il Cavaliere si corresse ed affermò di aver detto quelle frasi con ironia e con il sorriso sulle labbra.

(da “Il Corriere della Sera“)

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CASO RUBY, LA PROCURA INVIA ALTRE 227 PAGINE ALLA CAMERA E UN INVITO A COMPARIRE ALLA MINETTI: NEL PDL E’ CRISI ISTERICA

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

NUOVA DOCUMENTAZIONE DEI PM PER LA RICHIESTA DI PERQUISIZIONE DOMICILIARE A BERLUSCONI…. IL PARTITO DEGLI ACCATTONI STAVA TENTANDO IL BLITZ DI VOTARE OGGI, ORA DEVONO LEGGERSI ALTRE CARTE… TIMORE SUI NUOVI ELEMENTI CONTENUTI NEL PLICO, MENTRE “FAMIGLIA CRISTIANA” SPARA SUL PREMIER

Due nuovi atti della Procura di Milano ridanno impulso alle indagini sul caso Ruby.
I pm hanno infatti fatto recapitare un invito a comparire al consigliere regionale Nicole Minetti, indagata nell’inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile e un nuovo plico di 300 pagine alla Camera dei deputati, che proprio in questi momenti è sul tavolo del presidente della Giunta per le autorizzazioni, Pierluigi Castagnetti, che lo ha aperto di fronte ai commissari.
Si tratta quindi di nuovo materiale per chiedere la perquisizione degli uffici del tesoriere del premier Giuseppe Spinelli.
Secondo quanto si apprende, non si tratterebbe di nuove richieste di perquisizioni.
Il comunicato stampa della presidenza di Montecitorio ha fatto andare su tutte le furie il Pdl.
Con Maurizio Paniz che ha criticato il presidente della Camera per la mancanza di «riserbo» dimostrata, visto che i componenti della Giunta hanno dovuto apprendere la notizia «dalle agenzie di stampa».
In realtà  il Pdl e la Lega, spiegano alcuni esponenti dell’opposizione, volevano tentare di fare il «blitz» votando la richiesta di autorizzazione dei Pm milanesi entro oggi. Invece di mercoledì come era previsto.
Ora il nuovo incartamento rischia di rallentare le cose.
E questo non va giù agli esponenti del centrodestra.
Intanto la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha rinviato l’esame della richiesta della procura di Milano sul caso Ruby a mercoledì mattina alle 10.
Nella nota diramata dal procuratore capo della Repubblica Edmondo Bruti Liberati c’è scritto: «A seguito delle perquisizioni effettuate a Milano il 14 gennaio – si legge – e di ulteriori atti di indagine sono emersi nuovi elementi a sostegno dell’ipotesi che presso gli uffici di Giuseppe Spinelli si trovino atti e documenti relativi alla vicende di cui alla richiesta avanzata nella stessa data del 14 gennaio alla Camera dei deputati di autorizzazione a eseguire la perquisizione degli uffici siti in Segrate»
«Questa procura – prosegue la nota – ha ritenuto pertanto doveroso portare a conoscenza della Camera dei deputati tali ulteriori elementi che emergono dall’invito per la presentazione di persona sottoposta a indagini, notificato a Nicole Minetti».
Nle frattempo è tornata a farsi sentire la stampa cattolica.
In particolare Famiglia Cristiana, già  in passato severa con il premier. “La misura era colma. Così come l’indignazione. Al punto che era impossibile tacere di fronte alle squallide vicende del presidente del Consiglio” scrive il direttore, don Antonio Sciortino, in risposta alle lettere di protesta dei lettori.
“Il mondo cattolico ha reagito compatto, più che in passato – si legge sul numero oggi in edicola – e se una parte di esso fatica ad aprire gli occhi e, giustamente, chiede prudenza e attesa dell’esito dei procedimenti, a torto tace sul rispetto delle istituzioni e sulla chiarezza da fare nelle sedi competenti. E in tempi rapidi, per fugare anche il minimo sospetto che chi guida il paese e lo rappresenta, lo fa calpestando il decoro che l’alto ruolo richiede. Anche secondo la carta costituzionale”.
Sono ben quattro le pagine che ospitano le lettere di protesta dei lettori. A loro don Sciotino dice che “la vera gogna mediatica è quella di un Paese sbertucciato nel mondo, non certo per colpa dei media che ‘mettono a nudo il re’. I nostri ragazzi all’estero sono apostrofati come ‘italiani bunga bunga’, e non è una lusinghiera definizione”.
Infine una presa di posizione di Casini sulle dichiarazioni recenti di Berlusconi: “Che Fini sia il regista del caso Ruby fa scappare dal ridere, anzi forse da piangere”.
Così il leader dell’Udc, risponde ai giornalisti durante una conferenza stampa a Montecitorio.
Quanto poi alle accuse rivolte al presidente della Camera, Casini aggiunge: “Se Berlusconi e la maggioranza affidano a Lavitola (il direttore dell’Avanti coinvolto nella vicenda della casa di Montecarlo, ndr) i propri destini vuol dire che questo è un Paese molto, molto singolare”.

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LE ASSENZE NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE OGGI SALVERANNO BONDI: TANTO RUMORE PER NULLA

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

INUTILE PRESENTARE UNA MOZIONE DI SFIDUCIA AL MINISTRO E POI MARINARE: AL DIBATTITO AL CONSIGLIO D’EUROPA CONTRO LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI BASTAVA INVIARE LO STESSO NUMERO DI DEPUTATI DEL PDL E IL RAPPORTO DI FORZA SAREBBE RIMASTO INALTERATO… O L’OPPOSIZIONE LA SI VUOLE FARE E LA SI SA ANCHE SOSTENERE O ANDATE A GIOCARE ALLA BOCCIOFILA

La maggioranza serra le fila intorno al ministro della Cultura, Sandro Bondi, e respinge la richiesta di rinvio della conta attorno al voto di sfiducia nei confronti del rappresentante di governo presentato da Pd e Idv.
Sulla carta, Pdl, Lega e sedicenti Responsabili possono contare sui numeri necessari ad affossare oggi la mozione di sfiducia, aiutati anche dalle assenze, già  messe in conto, tra le fila dell’opposizione e con il Terzo Polo che tira il freno a mano.
Assenze preannunciate dallo stesso leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, tra i rappresentanti del nuovo Polo. «Dei miei c’è Pezzotta che è malato, mentre altri tre-quattro sono impegnati al Consiglio d’Europa, e non gli farò certo rinunciare a questo appuntamento», spiega il leader centrista, sminuendo la portata del confronto sui voti di domani.
«Di Fli – aggiunge Casini – sono malati vari deputati. C’è la Bongiorno che ha appena partorito. Se permettete è più importate partorire che votare su Bondi».
Anche i finiani voteranno, infatti, a favore della sfiducia, salvo tuttavia mettere nel conto che tra i 32 parlamentari del gruppo mancheranno i voti della Bongiorno e probabilmente di Luca Barbareschi.
Così come i voti dell’Udc, stando a quanto annunciato da Casini, scenderanno da 35 a circa 30-31.
Altri assenti ci saranno inoltre tra le fila del Pd, dove ci sono tra le 4 e le 6 assenze per problemi seri mentre sono stati “richiamati” a Roma i rappresentanti al Consiglio d’Europa, che si riunisce per votare una mozione contro la persecuzione dei cristiani.
Piero Fassino, Dario Franceschini e Andrea Rigoni saranno quindi a Roma invece che a Strasburgo dove, in totale, la delegazione dei deputati italiani avrebbe dovuto contare su 18 presenze.
Sarà  invece a Strasburgo Luca Volontè che sarà  lì in rappresentanza del Ppe e, quindi, anche dei colleghi del Pdl che, comunque, dovrebbe in teoria inviare Deborah Bergamini, Gennaro Malgeri e Luigi Vitali. I
n tutto, mettendo insieme i 22 voti dell’Idv, i 6 dell’Api, i 3 dei Libdem assieme a Giorgio La Malfa, 3 dei 5 dell’Mpa e quelli di Antonio Gaglione, Giuseppe Giulietti e dell’incerto Paolo Guzzanti, i voti a favore della sfiducia dovrebbero a stento arrivare a 300, con la maggioranza che dovrebbe invece contare sul suo pacchetto 315 voti e in attesa che la Svp, con i suoi due voti sciolga le riserve sul Ministro.
In ballo c’è una trattativa sul filo di lana per il contestato monumento alla Vittoria di Bolzano.
Quello che sconcerta, in questa vicenda, non sono tanto le assenze per reale malattia, ma la sottovalutazione dell’appuntamento.
Ovvio che la maggioranza gode di almeno tre voti di margine e quindi è in grado di salvare il suo ministro, indipendentemente dalla presenza al gran completo dell’opposizione.
Ma sarebbe naturale che quest’ultima si presentasse con 311 deputati (casi particolari a parte).
Qualcosa ci dice che invece oggi scenderà  sotto i 300 voti, mentre la maggioranza sarà  sostanzialmente stabile, appena sotto i 316.
Se Bondi si salva con un margine di 20 voti, per capirci, Berlusconi potrà  dire stasera che il governo gode “di una ampia maggioranza” e che quindi può andare avanti.
I casi sono due: o l’opposizione non è capace di organizzarsi e allora meglio passi i pomeriggi alla bocciofila a centrare il pallino.
O preferisce garantire un “aiutino” al governo per non andare a votare.
Se poi il “caso Bondi” non fosse reputato l’occasione giusta per provarci, vogliamo vedere se sul federalismo fiscale verrà  mantenuta una linea intransigente o se anche qua, alla fine, si arriverà  al pateracchio.
Tanto per regolarci.

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MASI PREPARA LA GUERRIGLIA PER FAR SALTARE “ANNO ZERO”: IN STUDIO I GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE A FARE CASINO

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

IL PUBBLICO SARA’ SELEZIONATO DAL DIRETTORE DI RETE: BASTERA’ QUALCHE GUASTATORE TALEBANO PER TAPPARE LA BOCCA AI TALK-SHOW CRITICI CON IL GOVERNO… LA SANTANCHE’ SI ERA PRESENTATA CON 60 CLACQUISTI… E IL PDL PRESENTA LA BOZZA CENSURA

A volte le coincidenze sono poco, anzi per niente, misteriose.
Nemmeno una settimana fa, in Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi ha criticato ferocemente Annozero: “Orribile”.
E ieri Mauro Masi ha scritto, firmato e inviato l’ennesima circolare per obbligare i conduttori, ovviamente Michele Santoro, ad accettare le claque che i politici di destra arruolano per l’occasione.
E chi disobbedisce? Non va in onda.
Masi esaudisce (anche) un desiderio di Daniela Santanchè che giovedì scorso, prima di abbandonare contrita Annozero, aveva raggiunto lo studio con una sessantina di accompagnatori personali, nient’altro che una claque per fare un po’ di rumore (e confusione ) durante il dibattito.
Santoro li ha lasciati all’ingresso, ma ora il direttore generale Rai impone di far gestire il pubblico ai “direttori di rete e testata e non ai conduttori o autori dei programmi”.
Significa che il giornalista perde un suo diritto editoriale e quando invita un politico, a sua insaputa, l’azienda e l’ospite convocano un tifo organizzato.
Per la Rai è soltanto un ordine — mica un consiglio — per la “presenza del pubblico attivo all’interno di programmi di approfondimento informativo”.
Molte trasmissioni del servizio pubblico hanno accolto senza protestare, Santoro ha rispedito al mittente: “Scelgo il pubblico da trent’anni”.
Un dirigente di Raidue pronostica le conseguenze di uno scontro tra Masi e Santoro: “Così non va in onda”.
Il direttore generale ha calato le sue carte per frenare Annozero o addomesticare le trasmissioni sgradite.
Il colpo grosso è pronto per le elezioni anticipate: una norma sulla par condicio confezionata su misura in commissione di Vigilanza, tale e quale al bavaglio che sospese per cinque settimane l’informazione durante la regionali 2010.
Nell’attesa, ecco la claque.
Che serve a interrompere le discussioni, a innervosire il giornalista, a modificare le scalette.
Avanti la rissa, così sarà  più facile chiudere le trasmissioni.
Oppure è difficile spiegare perchè Masi, in pochi mesi, abbia firmato tre note ufficiali e sia intervenuto a distanza ravvicinata dalle fughe del sottosegretario Santanchè (da Santoro e poi da Andrea Vianello, Agorà ).
L’operazione è politica e televisiva, insieme: la Rai limita la libertà  dei conduttori e concede un bel po’ di poltrone in studio ai politici e i partiti, nel caso specifico il Pdl, offre a Santoro il provocatore Vittorio Sgarbi – prossimo al debutto su Raiuno – al posto dei vari Niccolò Ghedini.
Non c’è più spazio per legulei precisi e inappuntabili, occorrono kamikaze pronti a urlare e insultare (o disertare) pur di proteggere il Capo.
La circolare di Masi è a breve scadenza, per ora alimenta l’infinita lotta tra la Rai e Santoro, mette a rischio l’indipendenza dei giornalisti, ma nel tempo sarà  sostituta da un documento che proviene sempre dalla Vigilanza e che rischia di mutilare l’informazione del servizio pubblico.
Il capogruppo Alessio Butti (Pdl), la settimana scorsa, ha presentato una bozza per l’atto di indirizzo sul pluralismo che la Commissione parlamentare, una volta approvata, invierà  al Consiglio di amministrazione di viale Mazzini che, a maggioranza Pdl e Lega, avrà  tutto il suo interesse a farla propria.
La bozza Butti prevede che se una trasmissione parla di Ruby il lunedì – e il lunedì c’è Porta a Porta – per otto giorni nessun programma potrà  trattare l’argomento.
Il Pdl ha pensato di saldare i conti con editorialisti e giornalisti non allineati: doppio conduttore e doppio giornalista.
Il senatore Butti precisa che la bozza non è soltanto sua, ma espressione della maggioranza in Vigilanza: una maggioranza che con 21 voti a favore e 19 contro ha via libera.
La bozza è in discussione, oggi c’è un’altra seduta: “Entro la settimana prossima – aggiunge Butti – voteremo”.

Carlo Tecce
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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LE CARTE DEI PM DI MILANO: “RUBY VIVE FACENDO LA SQUILLO”

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

UN TESTE: “LA RAGAZZA FACEVA IL GIRO DEI TAVOLI DI UNA DISCOTECA PER CERCARE CLIENTI”…”FACEVA MINACCE A UN UOMO CON CUI ERA ANDATA: DAMMI 1500 EURO ALLA SETTIMANA O TI DENUNCIO”

Per prima è stata Michelle, di professione squillo. Ma la stessa versione l’ha fornita anche Caterina P, Diana O. e Antonio G..
Grazie alle loro testimonianze, o alle conversazioni intercettate, la procura di Milano ha avuto la conferma che Ruby Karima, almeno fino a pochissime settimane fa, si manteneva facendo la prostituta.
La prima a confessarlo, al telefono, lo scorso 6 giugno, è Michelle Concecao, la ragazza brasiliana che si è precipitata il 27 maggio scorso in questura dopo l’arresto della presunta “nipote del presidente egiziano Mubarak”.
Ecco come la trentaduenne descrive la reale attività  della minorenne all’amica “Francy”.
“Ho conosciuto un signore – dice – che è andato a letto con questa “zoccola”. L’ha pagata. A pagamento, hai capito?”.
E ancora, per Michelle “lei una volta a settimana… lei faceva minacce a lui che se lui non le avesse dato 1500 euro a settimana, lei andava a fare una denuncia contro di lui che è andato con una minorenne”.
Michelle, nell’intervista rilasciata a novembre ad Annozero (inclusa ora agli atti processuali), pur negando di esercitare la professione più antica del mondo (circostanza smentita dalle indagini) alla domanda se sapeva che anche Ruby si prostituiva, risponde: “Sì, mezza Milano lo sapeva”.
Nel verbale del 7 luglio scorso, Caterina P. è ancora più esplicita circa i racconti di Ruby: “Ricordo che diceva di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro”.
Pure millanterie di una minorenne? Può anche darsi.
Ma Diana O., colombiana, lo scorso 17 dicembre, proprio quattro giorni prima dell’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati, messa di fronte ad alcune telefonate risalenti all’estate scorsa, prima tentenna. “Le faccio presente – le ricorda allora la procura – che dall’utenza di Karima El Mahroug, detta Ruby, risultano delle telefonate con lei, nel senso che le telefonate sono verso un’utenza che è risultata a lei intestata. Le telefonate sono del 20 agosto 2010 e in questo periodo vi sono anche degli sms tra lei e la Ruby”.
I magistrati leggono. “Ruby: Ma tanto vieni perchè c’è tanto lavoro qua, perchè io vivo qua a Nervi, perchè c’è la casa qua, però vado sempre a Portofino, Santa Margherita, eccetera”.
Nel resto della conversazione intercettata, Diana chiede dettagli alla ragazza marocchina: “Sì, ma quanto mi dai a me e alla mia amica?… non ti chiedo tanto, mille”.
Alla domanda se potesse spiegare il senso della telefonata, di fronte a queste frasi, la testimone, non ha più alibi e crolla.
“È evidente – la incalzano infine i magistrati – che la Ruby le sta proponendo di recarsi a Genova o nelle località  dove lei in quel periodo dimorava e che le ha proposto un incontro con uomini, incontro per il quale lei avrebbe potuto ricevere 500 euro per la serata”.
“È evidente – è la mesta risposta della ragazza di origini colombiane – che il senso della telefonata e delle frasi che Ruby mi ha detto erano che lei era in grado di procurare persone che erano disposte a pagare per delle prestazioni sessuali”.
Il colloquio prosegue con altre precisazioni che non lasciano, se ancora ce ne fosse bisogno, dubbi alla reale attività  delle ragazze.
Ruby, nel resto della telefonata aggiunge testualmente: “Sì, oggi è venerdì, sappi che oggi c’è poco, ma domani sera ci deve essere per forza, domani c’avrò come minimo cinque clienti che comunque dobbiamo fare per diversi orari della serata, cioè torniamo a casa almeno con 4 mila euro, e perciò domani ci devi essere per forza”.
Michelle e Diana sono prostitute, anche se in tutti i modi cercano di negarlo. Un altro testimone, invece, è un ragazzo genovese, ascoltato a verbale nemmeno un mese fa, il 20 dicembre.
Il nome di Antonio G., nell’inchiesta, ci finisce per i suoi contatti telefonici con Ruby.
Racconta di come ha conosciuto la ragazza marocchina (“faveva l’autostop una sera in una zona di Genova”), di come si sono iniziati a frequentare, a vedersi nella discoteca genovese Albikokka.
Poi, a una precisa domanda dei magistrati milanesi, confida: “Sì, ho avuto la netta percezione che Ruby intrattenesse rapporti con tutti i clienti (della discoteca, ndr) girando tra i tavoli. Certamente la Ruby ho avuto la sensazione che cercasse gente facoltosa a cui spillare dei denari”.
E ancora: “D’altra parte – aggiunge Antonio G. – la vita che faceva la Ruby in quel periodo, ragazza immagine nel locale Albikokka, così come ho appurato in un periodo successivo allo scambio degli sms, mi ha convinto che la stessa avesse un modo di vivere dedito anche alla prostituzione, anche se, lo ripeto, con me non ha avuto rapporti”.

Emilio Randacio
(da “La Repubblica”)

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LE CARTE DELLA PROCURA: COSI’ I GIUDICI DI MILANO SMENTISCONO LA DIFESA DEL PREMIER

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

LE INTERCETTAZIONI RIVELANO CHE AD ARCORE NON SI TENEVANO FESTE PER EDUCANDE O MERENDINE SUI PRATI… I LEGALI DI BERLUSCONI HANNO CITATO DIPENDENTI DEL PREMIER E RAGAZZE CHE NON HANNO CERTO INTERESSE A DEFINIRSI PROSTITUTE

Domande generiche e risposte stringate da parte della difesa Berlusconi, domande molto circoscritte e risposte lunghe dal parte della procura, che pare sempre più certa delle proprie carte.
Analizziamo i punti controversi
1) La competenza
La concussione è un reato a formazione progressiva. Quando la telefonata del premier lo sveglia, il capo di gabinetto è a casa sua, a Sesto San Giovanni. Ma telefona a sua volta alla questura.
E il reato si perfeziona quando Ruby alle 2 – l’identificazione non è finita – esce dalla questura.
Ci esce per – parole del questore – “una balla” di Berlusconi.
Il premier era nell’esercizio delle sue funzioni e quindi il fascicolo deve andare al tribunale dei ministri?
Per la Procura di Milano nient’affatto, e i casi citati non c’entrano.
In quello di Trani, per dire, la presidenza del Consiglio nomina alcuni membri dell’Agcom, quindi “c’entra”.
Invece le vecchie sentenze dell’epoca di Tangentopoli distinguono bene tra “essere ministro” e commettere reati: come si ricorda, decine di parlamentari affrontarono il processo.
2) Sesso tra Ruby e il premier?
Ruby ha reso quattro interrogatori alla procura milanese. Sono tutti secretati e in larga parte ignoti.
Ma in uno di questi, rivelato da Repubblica a ottobre, parla del bunga bunga e dice: “Io ero la sola vestita”.
Se ha detto di più, lo sanno i pm.
Per intanto, le conferme al “fattaccio” sono moltissime.
Dal verbale (7 luglio 2010) di Caterina Pasquino:
“Ricordo che diceva di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro”.
Dalla telefonata tra Ruby e Antonio: Noemi Letizia, l’ex minorenne di Casoria, “è la pupilla, io sono il culo (ride)”.
Dai messaggini di Luca Risso, ora comparso in tv come promesso sposo di Ruby, alla sua fidanzata (di allora) Serena: “Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante, è pazzesco! È sempre peggio… Siamo solo a gennaio 2010 e in mezzo ci sono pezzi da 90… C’è Lele, l’avv., Ruby, un emissario di Lui, una che verbalizza”.
Dalla telefonata di Luca a Serena: “Lei è su, che si son fermati un attimino perchè siamo alle scene hard con il pr.. con una con la persona”.
Inutile aggiungere le stranote telefonate in cui Ruby parla dei soldi promessi da Berlusconi per tacere e per fare la pazza (la “vita parallela”?).
E anche le varie testimonianze raccontano che Ruby non evitasse di vendersi.
Solo un dettaglio su Luca Risso vale la pena citare.
Ruby il 28 ottobre 2010 dice a Davidia: “Sanno tutti tutto… Luca mi sta semplicemente proteggendo perchè. . Lele gli ha chiesto di proteggermi… in cambio avrà  un sacco di soldi… ma lui (Luca) dice non mi interessa dei soldi, “io ti voglio bene e ti copro””.
3) Era minorenne e il premier lo ignorava?
È il 26 ottobre 2010, nulla si sa dello scandalo imminente e Ruby parla con il padre venditore ambulante di Letojanni: “Sono con l’avvocato… Silvio gli ha detto “dille che la pagherò il prezzo che lei vuole, l’importante è che lei chiuda la bocca, che mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia”… stiamo parlando di queste cose”.
Può una ragazza (anche come Ruby) mentire al padre su questo punto?
Ma una traccia porta a Emilio Fede, considerato il reclutatore di ragazze, e al concorso di bellezza a Sant’Alessio Siculo. Dal verbale di C. Z., organizzatore: “”Ruby” si è presentata la sera del 3 settembre, in ritardo rispetto all’arrivo delle altre ragazze… di avere 15 anni di età …
Nel corso della premiazione il presidente della giuria signor Emilio Fede, prima di proclamare la vincitrice… invitava spontaneamente la ragazza a nome “Ruby” a farsi avanti, poichè questi rimasto particolarmente colpito dalla sua storia personale”.
Dalla videoregistrazione di Fede: “Mi sono commosso, ho solidarizzato, bisogna seguire con i fatti… per aiutarla”. Fede non è stato interrogato dai difensori di Berlusconi.
Dal verbale di un amico milanese di Ruby, carabiniere: “L’ho incontrata per la prima volta nel maggio/giugno 2009 nella discoteca. .. Mi confidò anche che all’inizio della sua conoscenza con il presidente del Consiglio neanche lui sapeva che era minorenne, dopodichè Ruby lo aveva informato che era minorenne… Sono certo di poter collocare il fatto a gennaio/febbraio 2010… Tengo a precisare che non ero io a fare domande sul presidente del Consiglio, ma era Ruby che spontaneamente mi riferiva questi particolari”.
4) Quando arriva ad Arcore e con chi?
Ruby conferma ai difensori del premier quello che ha detto alla procura (andò con Emilio Fede il giorno di San Valentino 2010), ma è l’unica.
Lele Mora anticipa i tempi: dice di averla vista ad Arcore nel 2009. Non solo: aggiunge che venne accompagnata da Giampaolo Alessio Traversi.
Il quale smentisce: “No, ero insieme alla mia amica C. Insomma, una difesa caotica sulla data d’ingresso della minorenne ai party di Arcore.
La procura nel frattempo ha accertato una sua più che continua presenza ad Arcore a febbraio (14, 20, 21, 27, 28), marzo (9), aprile (Pasqua, Pasquetta, 25 e 26), maggio (1 e 2). Visite anche molto lunghe.
5) Serate decorose o bunga bunga?
Il sesso tra maggiorenni consenzienti non è sicuramente reato, Berlusconi e tutti gli interrogati a suo favore escludono il bunga bunga e i “dopocena”. Eppure, Nicole Minetti è molto chiara quando telefona all’amica M. T.: “Ti volevo un attimo briffare sulla cosa… Detto fuori dai denti, ci sono varie tipologie di persone: c’è la zoccola, c’è la sudamericana che non parla l’italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria”.
Dalla telefonata di M. T. a un’altra amica: “… Ero imbarazzata… per i camerieri… l’atteggiamento del maggiordomo in mezzo a questo troiaio… “. Per M. T. c’è la cena tranquilla, i balli ammiccanti con “toccamenti” per Silvio Berlusconi (bunga bunga) e poi “qualcuna resta” per la notte, non di sonno.
6) I soldi da Spinelli
Il ragionier Giuseppe Spinelli è per l’accusa la “cassa continua” delle papi-girl. Tra lui e Ruby, per esempio, ci sono 7 telefonate tra il 26 maggio e il 1 giugno.
Ci sono numerose telefonate in cui la ragazza marocchina “bussa” a soldi. C’è la menzogna che Ruby dice alla polizia, che le trova con 5.070 euro, il 22 settembre.
“Me li ha dati Lele Mora”. Invece, glieli aveva dati Spinelli.

Piero Colaprico
(da “La Repubblica“)

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SILVIO DA’ I VOTI: FEDE IN PENSIONE, BERNINI BOCCIATA, CARFAGNA E GELMINI MOSCE, SANTANCHE’ FUTURA COORDINATRICE UNICA

Gennaio 26th, 2011 Riccardo Fucile

IL PREMIER AVEVA CHIAMATO A RACCOLTA I POCHI FEDELISSIMI PER LE COMPARSATE IN TV…MA FEDE HA PENSATO SOLO A DIFENDERE SE STESSO, MARA E MARIASTELLA SONO APPARSE POCO INCISIVE, LA BERNINI UN DISASTRO, LA MELONI E LA PRESTIGIACOMO SONO SPARITE…ALLA FINE NON GLI RESTA CHE LA DANIELONA CHE RECITA BENE LA PARTE DI CHI ENTRA ED ESCE DAGLI STUDI TV E STARNAZZA A VISTA

L’intervista al direttore del Tg4 di Lucia Annunziata non è piaciuta al Cavaliere.
Emilio Fede ha deluso il premier.
Il direttore del Tg4, fedelissimo sostenitore del Cavaliere, si è lasciato intervistare da Lucia Annunziata a “In Mezz’Ora” sul caso Ruby.
Berlusconi si attendeva una difesa appassionata, simile alle performance di Daniela Santanchè.
Invece ha assistito a una presa di distanza da parte di Fede.
“Nessuna delle ragazze è mai stata invitata da me, a partire da Ruby”, ha detto, lasciando intendere che quindi ad Arcore le giovani le aveva chiamate il padrone di casa o l’agente Lele Mora.
E comunque, ha aggiunto, “io me ne sono sempre andato via all’una di notte”, quindi ciò che accadeva dopo non è affar suo.
Un’intervista, quella di Fede, che ha stupito negativamente il premier.
E, complice anche il procedimento che l’ordine dei giornalisti di Roma sta avviando nei confronti del direttore del tg4, in casa Mediaset si sta valutando l’ipotesi di pensionamento per Emilio Fede.
Invece che finire sul satellite, probabile che l’ottantenne Emilio finisca a casa.
Silvio Berlusconi sa di aver perso un amico e un soldato.
Le truppe di Arcore sono già  piuttosto esigue e di rinforzi non ce ne sono, come dimostrato dal gruppo dei responsabili cui il Pdl ha dovuto prestare due deputati per arrivare a 20 componenti così da poter vedere la luce in parlamento.
Rimangono i fedelissimi, i generali per lo più in gonnella.
E’ stato lo stesso premier a convocare le donne del Pdl a Palazzo Grazioli invocandole a impegnarsi attivamente.
Finora in prima linea non si sono viste Prestigiacomo nè Meloni, mentre la più attiva ed efficace è apparsa, agli occhi del Cavaliere, la sottosegretaria all’attuazione del programma.
Con la performance ad Annozero giovedì scorso Santanchè si è guadagnata sul campo i galloni, più tiepide le difese del ministro Mara Carfagna a Matrix e di Mariastella Gelmini a Porta a Porta.
Nell’area di Ballarò il premier ha inviato la “Bellucci della destra”, Anna Maria Bernini.
Una prestazione deludente, la sua, tanto che Berlusconi telefona a Floris per intervenire in diretta ma il conduttore non passa la chiamata invitandolo a partecipare di persona.
La migliore, agli occhi del premier, rimane in assoluto Daniela Santanchè. Alle trasmissioni televisive considerate “pericolose” (Annozero e Ballarò in primis) l’ordine è quello di mandare lei, la sottosegretaria di ferro.
Passata da una campagna elettorale, appena tre anni fa, contro Berlusconi (con lo slogan del tipo “Io non gliel’ho mai data”) a una difesa strenua e senza precedenti del premier.
Ora si è pure assicurata la concessione pubblicitaria de “il Giornale”, dove dicono comandi più lei del suo fidanzato Sallustri
Se il Cavaliere riuscirà  a passare indenne nell’ennesimo scandalo, il sottosegretario diventerà  coordinatore unico del Pdl e sarà  sicuramente premiata per il lavoro svolto.
Così come tutti i soldati caduti sul campo, Fede probabilmente no.
Lui era un amico e, agli occhi del Cavaliere, raccontano persone a lui vicine, è stata una delusione.

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