Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
BERLUSCONI SI APPROPRIA DELLA CONFERENZA STAMPA DEL MILAN PER SPARARE SUI MAGISTRATI: “PEGGIO DELLA MAFIA”
“Mi hanno attaccato col bunga bunga, che è un’operazione di mistificazione e diffamazione che si regge sul nulla e ripresa da tutti i giornali di Paesi stranieri dove la magistratura è una cosa seria mentre da noi è una mafia più pericolosa della mafia siciliana”. Proprio non ce la fa, è più forte di lui. Silvio Berlusconi neanche questa volta ha rispettato il silenzio elettorale.
“Sa vivere solo violando le regole”, è scattata Anna Finocchiaro del Pd.
Mentre Antonio Ingroia, coinvolto sia come avversario politico sia come magistrato, ha invocato l’intervento del Colle: “Noi rispettiamo le regole e quindi il silenzio elettorale, altri non lo hanno fatto e, non potendo commentare certe dichiarazioni, chiediamo l’autorevole intervento del Presidente della Repubblica, anche a tutela della credibilità della magistratura di cui il Capo dello Stato è supremo garante”, ha detto il leader di Rivoluzione Civile.
Ovviamente secondo Berlusconi non c’è nulla di male in quanto ha detto. “Non ho violato alcuna regola. Non mi riferivo alla grande maggioranza dei magistrati onesti e irreprensibili, ma a quella minoranza che usa la giustizia a fini di lotta politica”, ritratta con un comunicato a tarda serata.
Troppo tardi.
Anche perchè mica solo di magistratura ha parlato.
Ieri pomeriggio, nella sala stampa di Milanello in vista del derby della Madonnina in programma stasera a San Siro, l’ex premier si è lasciato prendere la mano.
Il governo Monti “ci ha portato alla recessione malgrado il debito pubblico e la disoccupazione” mentre “io ho fatto proposte concrete e sono orgoglioso della mia campagna elettorale”, ha detto.
Purtroppo “ho dovuto sacrificare i miei programmi: il Milan, la fondazione e la costruzione di ospedali in Africa ma Angelino mi ha sollecitato a tornare in politica”. Lui proprio non voleva.
Poi scherza su Monti: “Avete visto lì, il cagnolino? L’ha preso in affitto poche ore… (il che è pure falso n.d.r.) a me invece hanno appena regalato un barboncino bellissimo che domani sera a San Siro darò alle mie nipotine”.
In sala Berlusconi ha davanti una ventina di giornalisti sportivi che seguono il Milan. Amici. Con loro scherza (“devo venire più spesso, avevamo fatto un bel gruppetto”), gli promette creme di bellezza omaggio (“sono introvabili, ve le mando; quante ne servono? Venti? Trenta?”, chiede ad Adriano Galliani seduto al suo fianco) e parla di calcio.
Poi uscendo incrocia alcuni cronisti decisamente meno habituè, tra cui un inviato di una tv greca. “Crede che l’Italia rischi la sorte del nostro Paese?”, chiede.
“Se vincerò le elezioni io batterò i pugni in Europa, vi difenderò. Hanno trovato Monti che è sempre servizievole e che si inginocchiava a tutte le richieste della signora Merkel e ora gli spiace perderlo. Con Bersani succede la stessa cosa, io invece gli do del filo da torcere”.
Breve pausa. “Anzi se sa come posso aiutarvi… Avevo detto a Papadopoulos” (promotore del colpo di Stato del 1967, scomparso nel ’99), “Forse Papandreou?”, lo corregge il giornalista.
“Sì, gli avevo detto che ero pronto a investire. Lo dissi anche a Samas”.. “Forse Samaras?”. “Sì, si. Gli dissi che se aveva una bella isola da vendermi io ero pronto a comprarla; poi visto il crollo dei prezzi mi è sembrato di approfittarne”.
Ma, ripete, “se dovessi vincere le elezioni imposterei in Europa una soluzione per la Grecia”.
Va verso l’uscita. “Domani se vinciamo tutti da Giannino”, annuncia. Prima si vota, al mattino. Poi si va a San Siro. Insieme ai nipotini e al barboncino Dudu, “bambola in francese”. Ha voglia di parlare.
Se il Milan vince il derby quanti voti conquista il Pdl? “Non si dice, gli interisti potrebbero arrabbiarsi”.
Già , le regole del calcio si rispettano.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
OGGI E DOMANI SI VOTA PER IL RINNOVO DI CAMERA, SENATO E TRE CONSIGLI REGIONALI… HANNO GIà€ ESPRESSO IL LORO CONSENSO 3,43 MILIONI DI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO
Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 si vota (per chi è interessato, servono un documento di
identità e la tessera elettorale). Ecco un breve riassunto di numeri e regole che decideranno il prossimo governo.
VOTANTI
Sono poco meno di 50 milioni gli italiani attesi nei 61.445 seggi sparsi per la Penisola: per la precisione 47 milioni sono gli aventi diritto per la Camera (dove si vota dai 18 anni in su) e 43 milioni la platea che eleggerà il prossimo Senato (bisogna avere almeno 25 anni).
A questi vanno aggiunti i 3,43 milioni di cittadini italiani residenti all’estero che hanno già votato nelle scorse settimane in quattro grandi circoscrizioni: America del Nord, America del Sud, Europa, Asia-Oceania-Africa).
Oltre alle politiche, poi, tre regioni rinnovano consigli e giunte regionali: sono interessati i 9,6 milioni di elettori della Lombardia, i 5,5 del Lazio e i 313 mila del Molise.
RISULTATI
Gli instant poll dovrebbero uscire pochi minuti dopo la chiusura delle urne: c’è il problema che sarà assai difficile siano corretti visto che stavolta la corsa è aperta e i contendenti troppi.
Lo scrutinio partirà con il Senato, motivo per cui anche le prime proiezioni andranno prese con le molle: la platea elettorale è diversa da quella della Camera e i voti si contano su base regionale e non nazionale (ci torneremo).
Per avere numeri certi, anche se non definitivi, bisognerà aspettare la notte di lunedì.
ELETTI
Saranno 630 deputati e 315 senatori, rispettivamente 12 e 6 dei quali appannaggio dei residenti all’estero: a parte Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, le liste sono bloccate (niente preferenze).
SEGGI
La loro suddivisione è decisa dalla legge elettorale, il famoso Porcellum.
Alla Camera vengono divisi su base nazionale: chi prende un voto più degli altri si accaparra il premio di maggioranza, vale a dire 340 deputati (il 55% degli eletti in Italia).
In Senato, invece, il premio si calcola su base regionale, eccetto che per i soliti Val d’Aosta e Trentino Alto Adige: le regioni più rilevanti sono, ovviamente, quelle più popolose (Lombardia, Campania e Lazio le prime tre). La maggioranza siraggiunge a 158 senatori — esclusi quelli a vita — e gran parte della partita, come ripetuto da tutti, si gioca proprio in Lombardia, che assegna 27 senatori al partito/coalizione vincente ed è da sempre una roccaforte del centrodestra.
SOGLIE
Per entrare in Parlamento le liste devono superare una percentuale di voti minima.
Gli sbarramenti per le coalizioni sono al 10% nazionale alla Camera e al 20% su base regionale al Senato (le liste collegate devono raggiungere rispettivamente il 2 e il 4%, ma entra anche la “migliore tra le peggiori” sotto la soglia).
Per chi si presenta da solo, invece, siparte dal 4% e dall’8%.
A stare ai sondaggi, sono cinque le liste o coalizioni che potrebbero essere rappresentate nel prossimo Parlamento: oltre a Pd-Sel e Pdl-Lega-altri, infatti, è assai probabile che anche Movimento 5 Stelle, la coalizione di Ma-rio Monti e, forse, Rivoluzione Civile riescano a entrare in entrambe o in una delle due Camere (la formazione centrista rischia di rimanere fuori da Montecitorio, il movimento di Ingroia invece difficilmente eleggerà anche solo un senatore e lotta sul filo per la soglia del 4% nazionale alla Camera).
REGIONI
Nelle elezioni regionali vince il candidato presidente che prende un voto più degli altri (niente ballottaggio) aggiudicandosi il premio di governabilità collegato agli eletti del suo listino.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
DELLE OPERE PROMESSE NEL 2001 SOLO IL 9% E’ STATO REALIZZATO (17 SU 192)…PER MOLTE ALTRE L’ITER E LE SPESE VANNO AVANTI ANCHE SE NON SARANNO MAI REALIZZATE
Un miliardo e mezzo di euro buttati via.
E’ il prezzo del giochetto televisivo del 2001, a “Porta a porta”, con la lavagna su cui veniva tracciato l’elenco delle grandi opere: ha fruttato un bel pacchetto di voti a Berlusconi e una consistente dispersione di denaro pubblico.
Da allora – tra studi, consulenze, commissari, società ad hoc – per progetti mai realizzati è andata in fumo una cifra equivalente a tre volte il bilancio del ministero dell’Ambiente.
I dati sono contenuti in uno studio della Legambiente: “Chi ha visto la Legge Obiettivo?”
Della mitica norma che per anni è stata al centro delle polemiche non si parla più. Quasi sparita da questo dibattito elettorale.
Rimossa da chi ne aveva fatto una bandiera e oggi guarda con imbarazzo ai risultati ottenuti in più di un decennio.
“La bulimia di opere, grandi e piccole, ma tutte definite strategiche è stata tale in questi anni da aver fatto lievitare l’elenco fino a 192 infrastrutture tra strade, autostrade, linee ferroviarie, porti, aeroporti”, si legge nel rapporto.
“Dal 2001 ad oggi, di questo elenco di opere solo il 9% è stato realizzato (17 su 192) ma per tutte le altre l’iter va avanti e quindi continuano le spese, malgrado in molti casi sia assolutamente evidente che non potranno mai essere realizzate”.
L’80 per cento della domanda di trasporto, quella urbana, non è neanche in lista d’attesa perchè i soldi vengono dirottati altrove.
“Nel Decreto Sviluppo approvato a dicembre”, continua il rapporto, “il ministro Corrado Passera ha inserito ulteriori risorse per le grandi opere sotto la forma di credito d’imposta fino al 50% del valore dell’opera a valere su Ires e Irap. L’aspetto incredibile è che queste risorse pubbliche andranno a opere per le quali ‘è accertata la non sostenibilità del piano economico finanziario’. Ci troviamo quindi di fronte a un autentico regalo, in soldi pubblici, per opere che non servono (non sono prioritarie) e che non si ripagano neanche con i pedaggi”.
In molti casi dunque a bloccare i progetti non sono stati i veti ambientalisti ma i conti che non tornano.
Ad esempio per il passante autostradale di Mestre sono stati investiti 900 milioni di euro, una cifra con la quale si sarebbero potuti comprare 100 treni pendolari ad alta capienza.
Per correggere il tiro – suggerisce Legambiente – occorre intervenire sui 304 miliardi di euro di debiti che sono la spesa prevista (e giudicata sottostimata) per le 175 opere mirate ai trasporti ancora da realizzare. Una voragine da chiudere dirottando altrove buona parte degli sforzi.
Ecco un rapido elenco delle priorità proposte.
Investire sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane.
Far crescere il trasporto ferroviario pendolare in modo da arrivare a 5 milioni di utenti nel 2020 (oggi sono 2,9 milioni).
Ridurre del 20% la quota di trasporto merci che viaggia su gomma, investendo seriamente nella logistica e nell’offerta di servizi efficienti, concorrenziali, integrati su treno e nave.
Ridurre il numero delle vittime degli incidenti stradali del 20%.
Creare un’Authority per il settore dei trasporti
Antonio Cianciullo
(da “La Repubblica“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
“VOLEVANO OBBLIGARMI A DIRE QUELLO CHE VOLEVANO LORO”
Angela Bruno, la venditrice della Green Power di Mirano al centro delle polemiche per le frasi a
doppio senso («quante volte viene?») rivoltele da Silvio Berlusconi, ha deciso di postare attraverso Facebook tutti gli sms scambiati con il suo superiore dopo l’accaduto.
Un modo per smentire le insinuazioni sulla sua «partecipazione divertita» al siparietto con il Cav e reagire alle accuse e minacce piovutele in questi giorni.
«Ne tirano fuori una dietro l’altra, è uno skerzo», si legge negli sms scambiati con il suo direttore commerciale a cui è allegato un messaggio offensivo per essersi prestata al gioco di Berlusconi in occasione della tappa alla Green Power.
«Mi offendono pure». «Non sto bene. Mi stanno massacrando. Nn me l’aspettavo. No comment», continuano gli sms della Bruno.
«Il no comment non va bene – rispondono dall’azienda – Hai voluto salire sul palco ora devi assumerti con noi la responsabilità . Angela, se la capisci e la gestisci questa è una grande opportunità per tutti».
Ma Angela Bruno non ci sta più. Dopo aver visto apparire su alcuni siti uno scambio di messaggi (con tanto di foto, nome e data) a caldo con i colleghi della Green Power («Mi scrivono su whazz up, mi chiedono l’amicizia su Fb, Rugggg, so’ vip!») e dopo essere stata massacrata da commenti poco eleganti sul suo profilo, la Bruno ha deciso di chiudersi in casa e prendersi due settimane di ferie.
A quel punto però i tentativi di qualcuno della Green Power di tranquillizzarla («Abbiamo cercato di proteggerti, e capisco il tuo turbamento, ma non comprendo la tua reazione») non hanno funzionato e Angela Bruno ha regito male smentendo la prima ricostruzione pubblica che la vedeva onorata di essere stata protagonista della battuta di Berlusconi: «Ma se c’era tua figlia li (al posto mio) era onorata? Pesatele le parole cazzo!».
La Bruno dunque pretende le scuse.
Ma la risposta dell’azienda diventa dura: «Non ti sei fidata di noi. È stata una delusione».
Gli sms sono accompagnati su Facebook da messaggi in cui la Bruno dichiara «di non avere paura» per le conseguenze del suo gesto.
In riferimento al comunicato diffuso dall’azienda e attribuito a lei in cui minimizzava quanto successo si sfoga ulteriormente: «Infami! Volevano obbligarmi a dire quello che volevano loro! Vergogna!».
Nel divulgare il contenuto di tutti i messaggi, la donna non manca di commentare con rabbia: «Nelle mani degli sciacalli! Vergogna!».
(da “la Repubblica“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
STOP AI CACCIA CHE L’ITALIA VUOLE COMPRARE
Sembra proprio nato sotto una cattiva stella il supercaccia F-35.
I tecnici si sono accorti addirittura che, a causa di un punto debole in una delle pale della turbina del reattore, un pezzo metallico potrebbe all’improvviso staccarsi e mandare in frantumi il motore.
Un caso di emergenza assoluta, tanto che i generali del Pentagono, per evitare disastrose conseguenze hanno dato ordine di interrompere i voli di collaudo dei jet finora costruiti.
Tutti i velivoli resteranno a terra fino a quando non sarà risolto il grave problema.
Quello che è l’aereo più tecnologico e costoso della storia continua quindi a essere afflitto da difetti che ne minano la sicurezza.
Un mese fa si era appreso che il supercaccia F-35 è vulnerabile alle scariche elettriche.
Il rischio di solcare sistemi nuvolosi è emerso quando un caccia F-35 si preparava a levarsi in volo dalla base di Eglin, in Florida, dove era in corso un violento temporale.
Di colpo i reattori si sono spenti.
La ricerca delle cause ha portato a una scoperta allarmante: le scariche elettriche, i fulmini possono influenzare la strumentazione di quello che è considerato un gioiello tecnologico progettato in tre versioni, A per decollo e atterraggio convenzionali, B per decollo corto e atterraggio verticale, C per operare sulle portaerei con catapulta.
Molto preoccupati, al Pentagono i responsabili dell’«Operational test and evaluation office» hanno preparato un dossier in cui vengono messi in evidenza i guai che affliggono il superjet.
Per evitare incidenti sono state imposte delle restrizioni ai voli di prova, gli F-35 devono tenersi alla larga dai cumuli nuvolosi e sfrecciare ad almeno 45 chilometri dalle aree in cui sono in corso temporali.
Ora salta fuori un altro aspetto preoccupante, la debolezza insita in una pala della turbina del reattore.
Ogni volta che si scopre un difetto, i tecnici cercano di rassicurare, dicendo che i prototipi del velivolo sono fatti apposta per scoprire eventuali difetti tecnici in modo da poterli poi correggere.
Anche in questo caso arrivano dai capi militari parole tese a tranquillizzare, dicono che si sta verificando cosa è successo e in ogni caso verrà messo rimedio prima che i supercaccia possano di nuovo levarsi in volo.
Ma queste notizie sui guai del velivolo che continuano ad arrivare dagli Stati Uniti non fanno altro che alimentare le polemiche di chi vorrebbe cancellare l’accordo firmato dall’Italia che prevede l’acquisto di 90 velivoli a un prezzo ritenuto eccessivo.
Contro gli avversari dell’F-35 ha reagito il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il quale ha ricordato che il governo ha già proceduto a una riduzione del numero dei caccia dagli iniziali 131 previsti ai 90 attuali.
«Una riduzione molto importante delle spese – ha scandito il ministro –. E dobbiamo ricordare che siamo uno dei grandi Paesi dell’Alleanza in Europa».
In altre parole, il nostro impegno non può essere inferiore, perchè «non possiamo parlare, confrontandoci, con tutto il rispetto, con il Costa Rica».
La settimana scorsa è venuto in Italia Stephen O’Bryan, vicepresidente del programma che sviluppa l’F-35 per conto della Lockheed.
Di fronte alle proteste di chi non vuole il supercaccia, ha detto che l’Italia farebbe un cattivo affare a ridurre ulteriormente il numero dei jet acquisiti, perchè si ridurrebbe anche «il beneficio che deriva dal ritorno industriale».
Marco Nese
(da “il Corriere della Sera“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
IL CONCORSO L’HANNO PAGATO I MILLE CITTADINI: BASTA CHIAMARLA “PROMOZIONE TURISTICA”… E 24.000 EURO SONO FINITI ALLA SOCIETA’ DI UN CONSIGLIERE COMUNALE LEGHISTA
Soldi pubblici per finanziare un evento che per la Lega è propaganda. 
La semifinale di Miss Padania 2012 l’hanno pagata con oltre 37mila euro i cittadini di Sestriere, la località sciistica dove si è svolta la manifestazione.
E 24mila sono finiti alla società di un consigliere comunale leghista di Milano.
Così ha deciso l’anno scorso la giunta guidata da Valter Marin, che oggi è candidato alla Camera nella lista del Carroccio per la Circoscrizione Piemonte 1.
In una posizione di tutto riguardo: il suo quarto posto è di fatto un terzo, visto che il capolista Roberto Cota difficilmente rinuncerà a fare il governatore per trasferirsi a Roma.
Marin non vuole sentire parlare di propaganda di partito: per lui Miss Padania è stata solo un’occasione di promozione turistica.
“L’amministrazione comunale ritiene opportuno contribuire a tale evento a fronte del ritorno di immagine e pubblicitario in quanto le riprese, con conduttore Marco Columbro, sono state trasmesse nelle trasmissioni di Canale 5, Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque”, si legge nella delibera della giunta del 13 giugno 2012.
Per questo l’amministrazione decide che 37,7mila euro siano destinati alla Pro Loco per finanziare il concorso di bellezza in salsa padana.
Una somma consistente per un comune di nemmeno mille anime.
La delibera arriva dopo la semifinale, che si è svolta in una tre giorni a cavallo di marzo e aprile. Ma l’esborso è già stato deciso da un po’, visto che a settembre 2011 Marin scrive alla società Media Padania una lettera per annunciare che “è nostra intenzione formalizzare l’accordo nel più breve tempo possibile previo incontro per definire tempi, modalità , costi” della semifinale.
La Media Padania condivide la sede con la Lega, in via Bellerio: il suo amministratore unico è il deputato Davide Caparini, mentre la proprietà è in mano alla Fin Group spa, una società al 99% della Lega e all’1% di Umberto Bossi.
Il denaro stanziato dal comune, però, non va nè alla Media Padania, nè alla Fin Group. Tredicimila euro vengono infatti spesi direttamente dalla Pro Loco per la preparazione di quasi 800 pasti, i volantini e le locandine, le installazioni dell’elettricista e la pulizia del palazzetto messo a disposizione per la manifestazione.
Mentre i restanti 24,2mila euro (20mila al netto dell’Iva) vengono versati alla Due Elle Produzioni srl, di cui è socio al 70% Luca Lepore, vice presidente in quota Lega del consiglio comunale di Milano.
Insomma, il comune di Sestriere spende denaro pubblico per organizzare uno dei principali eventi con cui il Carroccio si fa propaganda.
E parte dei soldi finiscono alla società di un esponente milanese del partito. “Io produco eventi televisivi — ribatte Lepore -. Quei soldi sono per lo speciale sul concorso a Sestriere che ho prodotto e che è andato in onda sulle reti Mediaset. Miss Padania è legato al movimento politico, ma è anche un evento di spettacolo, per il quale io ho fatto un preventivo, che poteva anche non essere accettato”. Nessuna questione di opportunità ? “Non è che uno della Lega non possa lavorare”.
Non ci vede nulla di male nemmeno Marin: “Lepore? Nemmeno lo conosco, non l’ho mai visto in faccia e non mi sono occupato io di scegliere a chi affidare i lavori”.
E se a qualche concittadino ora venisse il dubbio che la candidatura alla Camera sia un premio per aver finanziato Miss Padania? “Basse idee. Sono sindaco da quattro anni, i miei cittadini mi conoscono benissimo. E io ho ricevuto la telefonata per la candidatura appena due giorni prima della scadenza dei termini”, risponde il sindaco. Con una speranza: comprare a giorni un biglietto per Roma.
Luigi Franco
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Febbraio 24th, 2013 Riccardo Fucile
IN ITALIA I MINORI IN POVERTA’ ASSOLUTA SONO 653.000, IN QUELLA RELATIVA 1.876.000, LA MAGGIOR PARTE NEL MERIDIONE
La Commissione europea ha diramato una raccomandazione ufficiale dal titolo “Investire nei bambini: rompere il circolo vizioso di svantaggio” con la quale gli stati membri vengono sollecitati ad affrontare il tema dell’infanzia e degli investimenti necessari per combattere la povertà dei bambini. Eurochild (Rete europea impegnata a promuovere i diritti e il benessere dei bambini ) e L’albero della vita (Fondazione che tutela i diritti dei bambini, adolescenti e mamme in situazioni di disagio sociale) accolgono la raccomandazione e ricordano che è urgente adottare misure contro la povertà e le disuguaglianze.
Come emerge dal dossier de L’albero della vita “Sguardi oltre”, i minori in stato di povertà assoluta sono 653 mila e la povertà relativa raggiunge quota 1 milione e 876 mila, circa 120 mila in più rispetto al 2009.
La maggior parte di questi minori si concentra nel sud Italia (423 mila in Sicilia ).
Il problema della povertà infantile è legato a quello della dispersione scolastica che a livello nazionale è pari al 12,3% e si verifica particolarmente nelle zone periferiche delle città di Bari, Napoli, Palermo e Calabria.
Non presentano variazioni le condotte delinquenziali, spesso legate a situazioni di disagio: dal 2007 al 2011 il numero di minorenni presenti all’interno di istituti penali ammonta a 505 giovani, per il 95% di sesso maschile, di origine italiana 65%.
Cresce la percentuale rispetto al 2009 di bullismo all’interno delle scuole.
In Europa oltre 25 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà (1 su 4), senza alcun mezzo di sostentamento o in famiglie dove entrambi i genitori sono disoccupati.
Come afferma la commissione, gli investimenti sul sociale sono necessari per riuscire ad uscire dalla crisi.
Nelle raccomandazioni diramate da Là szlò Andor (commissario per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione) sono elencati alcuni pilastri fondamentali intorno ai quali bisogna combattere la povertà infantile: sostenere politiche per i genitori che facilitino il loro accesso al lavoro; accesso garantito a servizi di qualità e a prezzi accessibili; investire in istruzione ed educazione per dare a tutti uguali opportunità , politiche edilizie e urbanistiche a dimensione di bambino; maggiore partecipazione dei bambini e dei giovani anche utilizzando i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
A Milano dal 13 al 15 novembre si svolgerà una conferenza della rete europea Eurochil, dal titolo “Building an inclusive Europe — the contribution of children’s participation”, che sarà organizzata dalla fondazione L’albero della vita in collaborazione con l’autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza, il comune di Milano e alcune organizzazioni del terzo settore italiano membri delle reti Eurochild e Pidida.
(da “Redattore Sociale“)
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Febbraio 23rd, 2013 Riccardo Fucile
LA PROCURA DI MONZA HA INDAGATO GIULIANO BERETTA, CONSIGLIERE PROV. DEL CARROCCIO…SU 1200 FIRME BEN 900 SAREBBERO NON VALIDE
Con l’accusa di aver falsamente autenticato circa 900 firme raccolte nella circoscrizione Monza e
Brianza a sostegno della lista ‘Maroni presidente’ alla Regione Lombardia, il consigliere provinciale monzese della Lega Nord, Giuliano Beretta, è stato indagato per falso dalla Procura di Monza.
L’inchiesta è stata avviata dal pm Franca Macchia in seguito alla denuncia presentata qualche settimana fa dai radicali.
Gli atti, con l’esito degli accertamenti, sono già stati trasmessi all’ufficio centrale elettorale presso la corte d’appello di Milano.
Le indagini hanno riguardato circa 1.200 firme raccolte nella circoscrizione brianzola e sono emerse irregolarità per quanto riguarda le procedure di autenticazione dell’80 per cento delle sottoscrizioni.
Da quanto si è saputo, il pm non solo ha interrogato Beretta, ma ha anche sentito a campione, come testimoni, un gruppo di elettori; alcuni di loro avrebbero raccontato di aver firmato un foglio fatto ‘girare’ in famiglia.
Nel loro esposto i radicali avevano chiesto di indagare sulla sospetta raccolta delle 1.200 firme avvenuta in poco tempo, quattro o cinque giorni.
(da “La Repubblica“)
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Febbraio 23rd, 2013 Riccardo Fucile
“ME NE FREGO DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE” CHE INTIMA A “LA DESTRA” DI ONORARE LE SPESE DI 40.000 EURO DA LUI AUTORIZZATE DELLA CANDIDATA SINDACO DI GENOVA…”IL CONTRATTO LO STRACCIO, AL BALLOTTAGGIO VOTO’ DORIA”
Storace se ne frega.
Fa spallucce della sentenza del tribunale di Genova che intima a “la Destra” di pagare i 40.000 euro di spese elettorali per le Comunali dell’anno scorso anticipate da Susy De Martini, allora candidata sindaco.
Se ne frega perchè ” al ballottaggio la De Martini invitò a votare per un candidato di sinistra e io non posso spendere i soldi del mio partito per una cosa del genere”.
Il candidato in questione è Marco Doria per il quale in effetti la De Martini aveva espresso una preferenza rispetto al candidato centrista Enrico Musso.
Ma può una simile considerazione politica strappare un accordo con tanto di firma che prevedeva la copertura di spese elettorali fino a 50.000 euro?
No, infatti il procedimento del tribunale va avanti e potrebbe finire con dei pignoramenti.
La De Martini replica: “Storace, senza rendersene conto, mi fa un complimento. Evidenzia e sottolinea la mia grande autonomia e indipendenza: qualità che, disse proprio lui, lo avevano convinto nella mia scelta come candidato sindaco. Storace sapeva benissimo che mi ero candidata alle Europee con il Pdl e poi in una lista civica che sosteneva Burlando in Regione. Io lavoro per il mio territorio e le mie competenze”.
E aggiunge: “La Giustizia farà il suo corso, chiedo solo il rispetto di un contratto firmato da Storace e così sarà . Certamente non è un bell’esempio non rispettare la legge da parte di chi si ritiene la punta di diamante del centrodestra”.
(da “il Secolo XIX”)
Commento del ns. direttore
La vicenda non riveste solo aspetti locali, trattandosi del comportamento di un politico candidato a governare una delle più importanti regioni italiane, il Lazio, e che dovrebbe quindi in primis onorare i propri impegni interni per pretendere di avere credibilità nei confronti degli elettori della propria regione.
Abituato a lasciare miliardi di buchi nella Sanità laziale, forse di un debito certificato in 40.000 euro “basta fregarsene”, motto in sintonia con il destino di un caratterista e di una macchietta, non certo di un ideologo “sociale”.
Avendo seguito la campagna elettorale per le comunali a Genova, non possiamo negare che l’amica Susy avesse fatto acquisire visibilità a “la Destra” proprio grazie al suo movimentismo fuori dagli schemi.
Tanto è vero che, pur nella modestia del risultato raggiunto dal partito, Susy, come candidata sindaco, aveva raccolto diversi voti in più de “la Destra”.
Interpretando una linea alternativa ai due candidati moderati targati Pdl e terzo Polo, aveva avanzato la provocazione “tanto vale votare Doria” solo al ballottaggio, combattendo fino a quel punto una battaglia in prima linea, scarsamente supportata dal partito.
Non pagare un debito perchè “ha indicato uno di sinistra” al ballottaggio non solo è ridicolo giuridicamente, ma anche patetico politicamente per uno che scimmiotta per interesse la destra sociale.
Trattandosi di soggetto che è rimasto negli annali del Msi per essersi sempre schierato tra gli a-sociali con compiti prima di autista e poi di portaborse e portavoce di Fini.
Insomma portava sempre qualcosa: o un’auto o una borsa.
Fino a indossare la livrea di maggiordomo alla corte di palazzo Grazioli.
Per questo suggeriamo a Susy, in mancanza di denaro contante, visto che la Destra pare non abbia neanche un conto corrente diretto da pignorare, di indirizzare gli ufficiali giudiziari verso il sequestro di qualche cimelio caro a Storace: il crick dell’auto di Marchio, la borsa che ha portato, da stipendiato del partito, a Fini per anni (prima di definirlo “un maiale”, per capirci), la seggiola su cui, da stipendiato, ha posate le chiappe al Secolo d’talia per anni, la livrea da maggiordomo che ha indossato per servire alle cene eleganti del Cavaliere a palazzo Grazioli.
Sicuramente sempre ben ripagato per i suoi servigi.
argomento: Giustizia, Storace | Commenta »