Dicembre 20th, 2013 Riccardo Fucile
DOPO IL CASO DELL’ASSESSORE CHE CHIEDEVA PRESTAZIONI SESSUALI ALLA SEGRETARIA, A PESCARA SI APRE LA QUESTIONE MORALE: “SI RITORNI ALLA POLITICA COME SERVIZIO”
E’ chiaro ed è evidente che la questione ormai, a Pescara, come in altre parti d’Italia, è più morale che politica.
La vicenda dell’ex assessore De Fanis è peraltro solo l’ultimo caso in Abruzzo: basti pensare come già questa estate un Assessore della Giunta Comunale di Chieti, Ivo D’Agostino, è stato arrestato per presunte richieste di prestazioni sessuali in cambio dell’assegnazione di alloggi popolari.
La questione sta diventando seria, e non a caso i protagonisti di queste storie sono in primis i politici, ovvero proprio coloro che ci rappresentano e che dovrebbero pensare al bene comune.
E non pensare di utilizzare la loro posizione “privilegiata” solo ed esclusivamente per propri tornaconti, ora persino per ottenere un contratto d’amore.
Ma non tutti coloro che fanno politica sono così: molti si pongono al servizio della propria comunità e fanno molteplici rinunce, dagli affetti familiari al proprio lavoro.
Eppure, caso strano, costoro non fanno notizia sui media e finiscono così per essere le prime vittime di questi vergogonosi fatti,
Sappiamo quanto sia facile liquidare la “Casta” in un “tutti a casa”.
Tutti ladri e ora pure tutti mostri del sesso e pervertiti .
Chi deve tutelarci? I Partiti prendendo posizioni nette e chiare, senza se e senza ma.
In Abruzzo invece, ma credo accada anche a livello nazionale, tutti in silenzio, nessuno parla, nessuno si esprime o condanna l’accaduto.
Pare che la questione non riguardi la politica, ma qualcuno le avrà pure fatte le liste dei candidati, qualcuno avrà pur presentato le candidature, qualcuno avrà pure deciso chi doveva fare l’Assessore e chi il Consigliere, o no?
Sono i veri responsabili coloro che dovrebbero dimostrare che questi sono episodi isolati, fatti da cui la politica è lontana, ma i presupposti del silenzio già fanno venir la pelle d’oca.
A Pescara, per esempio, come consigliere comunale avevo presentato una proposta di Codice Etico, a simboleggiare la promessa solenne di chi si occupa del bene comune, perchè rappresentante del popolo, a esercitare il proprio mandato nel rispetto più totale delle regole etiche e morali.
Ebbene, l’allora PdL (Capogruppo Foschi) dichiarò di essere contrario, tant’è che ad oggi non so in quale cassetto del Palazzo giaccia la mia proposta .
Il vero scandalo va ricercato nel sistema dei partiti, perchè oltre al mancato coraggio di assumersi le proprie responsabilità , scelgono la classe degli amministratori o politici locali solo se questi rispondono o meno a certe logiche.
Quindi non per merito, per capacità , per appartenenza al territorio: persone del genere potrebbero non rispondere più a losche logiche partitiche, quelle da cui, invece, i vari De Fanis sicuramente dipendevano.
Fino a quando i partiti saranno guidati dai soliti noti, non possiamo meravigliarci di nulla.
Il Paese è allo sbando e nessuno si rende conto che la politica non ha più il tempo per rigenerarsi agli occhi della gente.
A scegliere devono tornare ad essere i cittadini. non le conventicole di partito.
Renato Ranieri
Consigliere comunale Pescara – Gruppo Blu per l’Italia
Presidente Commissione Finanze Comune di Pescara
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Dicembre 20th, 2013 Riccardo Fucile
LE REGIONI SONO ORMAI UN FLORILEGIO DI MOSTRI VIVENTI
Non c’è più incredulità , ed è questo che alla fine fa più paura. 
La vicenda dell’assessore regionale abruzzese (del Pdl) che impone alla segretaria una prestazione sessuale settimanale come elemento accessorio della retribuzione ci conduce nello sconforto, ma quasi non ci stupisce.
Siamo davanti alla disperata certezza di non aver toccato ancora il fondo, che anzi il fondo non esiste e non c’è più un limite al contegno pubblico, una misura massima persino nella depravazione.
Siamo in presenza di un vero e proprio codice del crimine (l’assessore è stato arrestato per tangenti) ed esiste purtroppo anche una alterazione psicologica del comportamento pubblico che insieme è scempio dell’etica e testimone della idea anarcoide che si è fatta strada.
Non c’è crisi economica che tenga. O elettore, partito, giudice a cui rendere conto. Ciascuno tira la carretta come può e arraffa come sa.
Perchè siamo giunti a questo punto? Aver prodotto cinque livelli concorrenti e sovrapposti di governo (Europa, governo centrale, Regioni, Province, Comuni) e una serie interminabile di enti collaterali, ha procurato a migliaia di cialtroni (temiamo siano la maggioranza) l’opportunità di avere accesso — grazie alla politica — a una postazione di comando. E non è certo un caso che l’orrido si annidi dove il bancomat pubblico è più ricco e disponibile.
Le Regioni sono oramai un florilegio di mostri viventi.
Qui siamo al livello di devianza compulsiva, quotidiana, di dettaglio.
Il presidente del Piemonte Cota acquista le mutande verdi, gli emiliani si dirigono sulla Nutella, i laziali alla Fiorito si abbuffano, tra le altre ruberie, di quintali di fettuccine. E poi, riassunto delle puntate precedenti: il ricevimento per le nozze
della figliola, i regalini per mogli e fidanzate, le auto e le case.
Tribù da sfamare. Una cloaca.
Non è un caso che il debito pubblico sia raddoppiato da quando le Regioni hanno preso vita.
Davanti a questa storia oramai distintamente criminale, il Parlamento non ha impegnato una sola giornata del suo tempo a interrogarsi se magari non sia più utile e giusto ripulire questi luoghi della vergogna e dello spreco (ora anche della violenza fisica) e restituire un minimo di onore alla classe dirigente e un po’ di speranza al Paese.
Antonello Caporale
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Dicembre 20th, 2013 Riccardo Fucile
LEGGENDO L’ELENCO DELLE SPESE DEL “GRUPPO PARLAMENTARE M5S SENATO” ECCO LA SORPRESA: GLI ANTIKASTA, OLTRE A UN LAUTO STIPENDIO, HANNO AFFITTI DA 3.000 EURO PAGATI CON FONDI PUBBLICI
Dipendenti non parlamentari che, oltre a ricevere un lauto stipendio pagato da noi, hanno pure l’affitto e le bollette pagate a parte sempre da noi.
Questi sarebbero gli anti-kasta di 5 Stelle.
E’ quanto emerge dalla lettura delle spese del Gruppo parlamentare Cinquestelle al Senato.
In dettaglio paga Pantalone:
€ 3.000,00 Affitto di settembre 2013 appartamento ad uso n. 3 dipendenti comunicazione
€ 1.568,00 Affitto di settembre 2013 appartamento ad uso n. 1 dipendente comunicazione
€ 2.075,00 Affitto di settembre 2013 appartamento ad uso n. 2 dipendenti comunicazione
= 6.643 euro al mese di affitto più bollette pagate per far vivere a Roma a spese nostre i “dipendenti comunicazione” del Senato di 5 Stelle.
Soldi pagati a gente senza nessuna esperienza che non è stata assunta in base alle proprie capacità o curricola ma tra militanti più vicini a Grillo.
Ingrandisci la foto: https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/893083_568011469942171_483720368_o.jpg
Forse, essendo gente che prima di questa botta di culo non ha mai lavorato, non erano informati del fatto che se ricevi uno stipendio, l’appartamento te lo devi pagare con i tuoi soldi.
Forse credono che la Fiat oltre a pagare gli stipendi paghi pure l’affitto dei loro dipendenti.
QUIZ: CHI SONO I RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE 5 STELLE CHE VIVONO A ROMA IN APPARTAMENTI PAGATI DA NOI?
Chi sono i “fantastici” anti-kasta a 5 Stelle a beneficiare di questi appartamenti pagati con i nosti soldi?
I “responsabili della comunicazione di 5 Stelle” sono: l’ex gieffino Rocco Casalino, l’ex camionista Nick il Nero, il tuttologo esperto di scienze confuse Claudio Messora, il nientalista Matteo Incerti.
Sono solo loro gli anti-kasta che vivono a Roma a spese nostre oppure c’è anche qualche altro #GrillinoMedio?
Sono aperte le scommesse.
E’ tutto scritto nero su bianco nei bilanci del “Gruppo Parlamentare M5S Senato”.
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Dicembre 20th, 2013 Riccardo Fucile
IL LEADER DEL MOVIMENTO CHIAMATO A TESTIMONIARE SUI DISORDINI IN PIEMONTE: “NON ME LO POSSO PERMETTERE”
«Non posso venire a Torino, non ho soldi per pagare il viaggio». E’ la giustificazione che Danilo Calvani, il
leader dei forconi, diventato noto alle cronache italiane per aver viaggiato nella Jaguar del suo amico che gli fa da autista, ha dato ai sostituti procuratori Andrea Padalino e Antonio Rinaudo che giovedì 19 dicembre alle 14 lo aspettavano in procura per ascoltarlo.
Calvani non è indagato.
Il capo dei manifestanti del Movimento 9 dicembre doveva essere sentito come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta che i due magistrati hanno aperto sui disordini avvenuti la scorsa settimana a Torino. Ma non si è presentato.
Ai pm ha fatto arrivare un fax, da parte di un legale di Latina, l’avvocato Alessandro Saieva, con scritto: «Devo precisare che le difficoltà economiche del predetto impediscono di fatto di affrontare le spese del viaggio da Latina a Torino». Calvani però, precisa sempre il suo legale, «è disponibile ad affrontare il viaggio con mezzi della pubblica autorità ».
TRASPORTO«COATTIVO»?
Ovvero, se glielo paga lo Stato.
Un biglietto notturno di sola andata da Latina a Torino costa 53 euro. Uno in alta velocità costa circa 100 euro.
Preso atto che Calvani non verrà a farsi sentire, i pm Rinaudo e Padalino potrebbero nelle prossime ore decidere — come rientra nelle loro facoltà — di procedere «coattivamente».
Potrebbero mandare la polizia giudiziaria a prenderlo e trasportarlo nel capoluogo piemontese. Antonio Rinaudo, quando il legale di Calvani lo ha chiamato per confermargli che non sarebbe venuto, gli avrebbe risposto, forse pensando all’immagine di lui sulla Jaguar: «Ma se non può venire con i suoi mezzi, perchè non si fa accompagnare da qualcuno?».
«LA JAGUAR È DI UN MIO AMICO»
«Ho detto alla procura che l’interrogatorio si può fare anche a Latina» ribatte Calvani ai giornalisti che lo hanno contattato al telefono.
A chi gli chiede se davvero cento euro di viaggio siano davvero insostenibili, risponde: «Ma come, mica posso andare a tornare. E l’autostrada, e la benzina, vai e torna sono almeno 300 euro. Perchè vai, guida… non è che posso andà e poi mi ammazzo… devo pure fermarmi a dormire no?».
Sul suo stato di “indigenza”, Calvani precisa: «Lavoro nell’azienda agricola, ma qui siamo al disastro ormai. E la Jaguar non è mia ma di un mio amico io non ho niente». «La lotta la continueremo — ribadisce — e stiamo collaborando con la procura. Il problema è che chi ha fatto questi danni a Torino lo scorso 9 dicembre durante gli scontri, con noi non c’entra niente. Anche noi vogliamo capire chi sono i responsabili di questa violenza che non ci appartiene».
APERTA UN’INCHIESTA SUGLI SCONTRI
I pm Rinaudo e Padalino hanno aperto un’inchiesta sugli scontri e sui disordini avvenuti a Torino durante la scorsa settimana.
I reati ipotizzati sono violenza privata, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.
Le persone che erano state fermate sono sei, ma i denunciati ammontano a un centinaio.
In particolare, i pm indagano sugli scontri avvenuti lunedì 9 dicembre davanti al Palazzo della Regione in piazza Castello.
Per due ore alcuni manifestanti, insieme a circa 400 ultrà , avevano lanciato bottiglie, bombe carta e bastoni contro le forze dell’ordine che presidiavano l’edificio. Alla fine feriti erano stati quattro.
(da “il Corriere della Sera”)
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Dicembre 20th, 2013 Riccardo Fucile
E’ STATA SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA, IN ATTESA DEL PROCESSO
Immersa in un parco di oltre 10 mila metri quadri, una piscina incantevole, 400 metri quadri divisi su tre «corpi immobiliari».
La villa di Schina Manna (Olbia), è un vero incanto. In posizione leggermente collinare, con una vista che spazia dall’Isola di Tavolara fino a gran parte della Costa Smeralda.
Può valere diversi milioni di euro. Dal 4 settembre scorso, il titolare della nuda proprietà , l’ex assessore regionale lombardo Antonio Simone, ha dovuto fare «fagotto». O, meglio, ha dovuto ritirare gli effetti personali che ancora aveva negli armadi, con il forte rischio di non poterci rimettere più piede.
Visto che la proprietà è stata sequestrata, in attesa che il processo accerti la verità .
Questa spettacolare abitazione, secondo la procura di Milano infatti, è stata comprata con parte dei milioni – quasi 70 in tutto – , che il duo Simone e il faccendiere Pierangelo Daccò, hanno ottenuto dalla fondazione pavese Maugeri.
Finte consulenze, sostengono oggi le indagini dei pm milanesi Antonio Pastore, Laura Pedio e Gaetano Ruta, per mascherare le mazzette destinate all’ex governatore lombardo, Roberto Formigoni.
In cambio di oltre 200 milioni di finanziamenti regionali, la fondazione convenzionata specializzata nella riabilitazione, avrebbe corrotto i vertici politici del Pirellone.
Nel luglio di un anno fa, era scattato il sequestro dei beni, frutto per le indagini, proprio delle consulenze.
E nella rete, tra case e titoli azionari, era finita anche la villa faraonica di Schina Manna. L’acquisto da parte di Simone, che risale al 2002, sarebbe stato possibile proprio grazie alle mazzette incassate da Maugeri. In attesa che il gup, dal 7 febbraio prossimo, decida se rinviare a giudizio tra gli altri Formigoni, Daccò e lo stesso Simone, per accuse che parlano di associazione a delinquere, corruzione, truffa, i magistrati si sono portati avanti.
Gli ex vertici della Maugeri, in vista del probabile patteggiamento, hanno già risarcito i danni provocati alle casse regionali.
Agli altri imputati, invece, il gip Vincenzo Tutinelli ha nel frattempo sequestrato praticamente tutti i loro beni. Nel caso il processo dovesse concludersi con le condanne degli imputati, lo Stato è già cautelato.
Proprietà immobiliari e azionarie, compresa la villa di Schina Manna, diventeranno automaticamente di proprietà dello Stato.
In questo lasso di tempo, il custode giudiziario pagherà un giardiniere attraverso «buoni lavoro o voucher» dell’Inps, per mantenere la residenza in tutto il suo splendore.
Emilio Randacio
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