Settembre 14th, 2014 Riccardo Fucile
DIFENDE LA ROSSI, ATTACCA FITTO, LE PIACE LA BOSCHI
Ha vinto l’inflazione dentro Palazzo Grazioli dopo aver scoperto che i fagiolini venivano pagati 80 euro al chilo; ha cacciato da Arcore e dintorni alcuni mercanti dal tempio, anche se lo nega.
Ha passato l’estate ai domiciliari volontari con il suo compagno (“però litighiamo tutti i giorni, eh”) ; parla di Forza Italia in periodo di crisi acuta con Raffaele Fitto che minaccia — sottovoce — sfracelli.
È Francesca Pascale da Fuorigrotta, 29 anni, fidanzata ufficiale di Silvio Berlusconi.
Vuole iniziare con il suo cavallo di battaglia?
(Silenzio)… e qual è?
I diritti civili.
Ah, le mie idee fanno più rumore perchè sono sotto i riflettori, ma sono argomenti sui quali insisto da sempre.
Come le tutele per i gay. Saranno contenti i cattolici dentro Forza Italia.
Conosco molti cattolici azzurri che la pensano come me.
Test di liberalità : “fine vita”?
Per me si chiama “dolce morte”, ma non lo farei mai.
Aborto.
È la cosa peggiore che possa capitare a una donna.
Qui è meno liberale. Divorzio breve.
Sì!
In casa come prendono queste idee?
Mio padre, male. Ma lui è fascistone di prima grandezza, da sempre mi chiede: “Ma da dove sei uscita? ”, per questo tra noi non c’è alchimia.
Ultimamente lei è stata fotografata con Noemi Letizia, la famosa Noemi Letizia.
C’ero anche io quella sera del famoso compleanno dei 18 anni, ero lì per amicizia e perchè il presidente doveva incontrare i dirigenti locali per decidere sulle candidature europee.
E invece.
Hanno sporcato tutto per fare del male a Berlusconi, non sa quanto ha sofferto Noemi; lei con il presidente non aveva avuto nessuna relazione intima. Ha smesso di andare a scuola, è caduta in depressione, si è ripresa solo ora grazie alla figlia, bellissima, alla nuova maternità e al marito.
Lei ha scoperto che per Palazzo Grazioli i fagiolini costavano 80 euro al chilo.
Non scherzavo, era vero! Qualcuno se ne è approfittato. Il presidente è rimasto addolorato nel vedere tradite la sua fiducia e la sua generosità .
Per lei un’estate ai domiciliari.
Il presidente mi ha costretta a una vacanza in Sardegna nel suo parco magico di Portorotondo, ma io ho saputo resistere solo cinque giorni perchè lui non c’era.
Anche se litigate. Pare sia stata buttata fuori di casa.
Discutiamo su tutto e tutti i giorni, ma siccome lui sa perfettamente come sono fatta, spesso neanche mi risponde.
Lei ha un “cerchio magico”.
L’unico magico in circolazione è lui. Il resto è solo un’invenzione.
Invenzione di chi?
Di coloro i quali, lui non ritiene di dover incontrare, così attribuiscono ad altri la responsabilità dei mancati colloqui.
Lei è molto vicina a Maria Rosaria Rossi.
È la mia terza sorella. E non mi sono piaciuti gli attacchi che le ha rivolto in questi giorni Raffaele Fitto.
L’ex governatore pugliese si è sentito attaccato.
Raffaele sfrutta ogni occasione per fare il bastian contrario. Maria Rosaria ha tutto il diritto di parlare, come lo ha ogni esponente del partito. Eppoi il presidente ha costruito Forza Italia insegnando a tutti la tolleranza, il rispetto per gli altri, la condivisione delle decisioni e non le contrapposizioni inutili.
Berlusconi ha rimproverato la Rossi per le dichiarazioni contro Fitto.
Non mi risulta proprio.
Però Forza Italia è allo sbando.
Neanche per idea, forse qualcuno vuole fare il figo, vuole fare il piccolo Berlusconi senza riuscirci. Il carisma del presidente è unico.
Alfano rientra?
Non lo so, mi pare difficile, ma la politica ha altre regole rispetto a quelle della vita normale…
E gli altri di Ncd?
Lì dentro ci sono persone con le quali mi sembra difficile poter ricostruire un rapporto personale.
Renzi le piace?
È coraggioso, al limite della temerarietà . È caparbio, è fortunato, forse anche un po’ cattivo, di quella cattiveria che in politica ci vuole e che il nostro presidente non ha.
Il presidente cosa pensa del premier?
Gli piace. E poi gli riconosce, mi ripeto, una certa dose di cattiveria, quella che a lui è mancata.
Chi altro le piace?
La Boschi. Il trattamento che le stanno riservando è simile a quello subito dalle nostre ministre, giudicate male e criticate solo perchè belle. Non è giusto. Io comunque la trovo brava
Marina Berlusconi in politica.
È bravissima ma è molto impegnata con la sua splendida famiglia e con le sue importanti responsabilità di lavoro. E poi il presidente è assolutamente contrario.
Insomma, vi sposate?
No! Ripeto, no. Oltretutto il presidente, divorziato, non può sposarsi in Chiesa.
Le pesa il suo ruolo?
Se intende politico, non ne ho. Sono solo un’elettrice azzurra e parlo come tale! Dentro Forza Italia ciascuno è libero di farlo.
Quello pubblico?
Anche in questo caso, non penso di aver un ruolo: mi spiace che ci sia sempre qualcuno che cerchi di attribuire significati a quel che dico e faccio.
Alessandro Ferrucci
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Settembre 14th, 2014 Riccardo Fucile
A BARI IL PREMIER HA BATTEZZATO LA FABBRICA DI VITO PERTOSA, FINANZIATORE DELLA LEOPOLDA
Diciamo che è un po’ un vizio. Niente di illegale, però è bizzarro: ci sarà in Italia una fabbrica, una realtà
produttiva meritevole di una visita del presidente del Consiglio che non appartenga a qualche suo amico, finanziatore, alleato?
Ieri pomeriggio, per dire, Matteo Renzi ha inaugurato lo stabilimento Sitael – una società che opera nel settore dell’aviazione e dell’aerospazio – a Mola di Bari: il proprietario, informano le agenzie, è la “Angelo Investments” di Vito Pertosa, che è pure a capo del Gruppo Mer-Mec, storica impresa di Monopoli (Bari), che lavora tra gli altri per le Ferrovie dello Stato ed è già stata benedetta da una visita del premier a maggio, durante la campagna per le Europee.
Niente di male, ma Vito Pertosa risulta essere un grande sostenitore del Pd in generale e di Renzi in particolare fin dalla prima Leopolda (era presente): ieri ad esempio, a Mola di Bari, c’era pure Romano Prodi, di cui Pertosa fu finanziatore anche per via dell’amicizia con Angelo Rovati, plenipotenziario del Professore per i rapporti con le imprese.
Questioni di opportunità , ad esempio, potevano consigliare il presidente del Consiglio di non fare la seconda visita in due mesi a uno stabilimento della famiglia Pertosa, visto che il Gruppo riceve anche fondi pubblici: oltre sei milioni di euro nell’ultimo anno.
Il rapporto tra Pertosa e Renzi, però, è talmente forte che supera persino l’imprenditoria: sui giornali pugliesi a lungo l’imprenditore è stato dipinto come il candidato del premier, in funzione anti-Emiliano (nel senso di Michele), alle primarie per il governatore pugliese
Chiedergli cautela, comunque, è inutile.
In questo Renzi è molto “americano”: non nasconde i suoi rapporti, anche economici, anzi li esibisce.
Nel dicembre scorso, per dire, appena diventato segretario del Pd, si presentò a inaugurare la sede di Eataly di Firenze: il patron Oscar Farinetti, come si sa, è uno degli imprenditori più vicini al capo del governo e qualcuno lo vaticinò pure ministro.
Da Presidente del Consiglio, va detto a suo merito (forse), non ha cambiato abitudini. A maggio, per dire, oltre a fare la prima visita in un impianto di Pertosa, durante un tour elettorale in Emilia Romagna, ci ha regalato delle indimenticabili foto mentre si allena nel Technogym Village di Cesena: il giovane premier è attento al fisico, si sa, e accanto a lui – tanto in palestra a sudare che nel cortile della fabbrica per i flash – c’è un signore che risponde al nome di Nerio Alessandri, che poi è il fondatore e proprietario di Technogym, nonchè storico finanziatore degli happening renziani.
Pure durante il tour nel Mezzogiorno fatto a Ferragosto, il capo del governo ha trovato il modo di far visita a un amico: Renzi, durante la sua permanenza-lampo a Napoli, annullò le passeggiate a Scampia e a Pompei e andò invece a Ponticelli, dove ha sede la K4A (Knowledge for aviation), impresa che produce elicotteri leggeri fondata e diretta da Dario Scalella, manager napoletano e amico del premier (che peraltro Luigi De Magistris ad aprile aveva fatto fuori da Napoli Servizi Spa a favore di un presidente in quota Udc, Domenico Allocca).
Anche in questo caso il rapporto di stima va oltre la politica, visto che Scalella è stato inserito nella terna dei possibili presidenti della Autorità portuale di Napoli e in questi giorni il suo nome viene associato con costanza anche alla carica di commissario per il risanamento dell’area di Bagnoli
Pure la visita di venerdì scorso, al nuovo stabilimento delle Rubinetterie Bresciane a Gussago, è stato calcolato in un’ottica – per così dire – amicale.
È servito a Renzi, infatti, per cementare plasticamente l’alleanza con la Confindustria di Giorgio Squinzi (l’economia reale) contro il circoletto dei poteri spompati riuniti al Forum Ambrosetti di Cernobbio, tradizionale punto d’incontro tra la finanza privata e quel “capitalismo di relazione” sempre esecrato da Renzi (a meno che le relazioni non siano le sue).
La nuova fabbrica del Gruppo Bonomi – guidato da Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria con delega alle politiche territoriali, ai distretti industriali e alle reti d’impresa – è stato il palcoscenico in cui il premier ha rilanciato la veltroniana “alleanza dei produttori” contro l’immobilismo dei salotti.
È vero che tanto Squinzi che Bonomi non sono tanto a loro agio col nuovismo renziano e, a quanto risulta, non sono nemmeno mai stati alla Leopolda.
Nella vita, comunque, per fare ammenda c’è sempre tempo
Marco Palombi
(da “il Fatto Quotidiano)
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Settembre 14th, 2014 Riccardo Fucile
LA AUSENGINEERING E’ VICINA ALLA COSCA MANCUSO
Grandi vetrate e lamiere grigie con inserti colorati. Alta poco più di due piani, la sua singolare forma geometrica la rende molto riconoscibile dentro a questo dedalo di vie e palazzoni di periferia.
Via Drago a Milano, zona nord a pochi passi dal sito di Expo 2015. E non a caso. Perchè nei progetti questa struttura, di proprietà del Comune, deve ospitare la centrale operativa per la gestione della sicurezza di tutta l’Esposizione universale che si prepara ad accogliere venti milioni di visitatori.
Da ieri però, i lavori si sono fermati. E non per problemi tecnici, ma perchè il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, su indicazione del capo centro della Dia di Milano Alfonso Di Vito, ha emesso un’Expo 2015, società legata alla ‘ndrangheta si occupava della sicurezza dell’Esposizione nei confronti dell’azienda che nell’aprile scorso si è aggiudicata l’appalto di riqualificazione.
Sul tavolo circa un milione di euro. Ma in questo caso non è tanto la cifra a fare scandalo, quanto il fatto che i lavori per mettere a punto l’intera sicurezza di Expo sono stati affidati a una società infiltrata dalla ‘ndrangheta.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la Ausengineering srl — con sede a Pieve Emanuele e proprietà quasi completamente calabrese — è legata alla cosca Mancuso di Limbadi in provincia di Vibo Valentia.
Alla base della decisione del Prefetto ci sono “frequentazioni dei titolari con uomini del clan”, uno dei più potenti della ‘ndrangheta, capace di monopolizzare il proprio territorio intrattenendo relazioni anche con uomini delle istituzioni, come ha dimostrato una recente inchiesta del Ros dei carabinieri.
Ed è di ieri (12 settembre) la notizia che la squadra Mobile di Catanzaro ha arrestato in Argentina il boss latitante Pantaleone Mancuso soprannominato ‘l’ingegnere’.
Dalle campagne di Limbadi al cuore della sicurezza di Expo.
Questo racconta l’ultimo episodio di infiltrazione dei boss all’interno dell’Esposizione universale.
Il City Commande Centre di via Drago, infatti, avrà funzioni di raccordo operativo tra Protezione civile, sicurezza, viabilità e pronto intervento. Nella sede rinnovata prenderanno posto tutte le forze dell’ordine.
La palazzina inoltre ospiterà uno sportello internazionale di prima accoglienza per le informazioni e la sede della task force per coordinare le polizie locali di Milano, Rho, Pero e Baranzate.
Stando al capitolato di gara, la Ausengineering, vincitrice di mega appalti per gli aeroporti di Firenze e Napoli, avrebbe dovuto cablare l’intera palazzina tirando oltre un chilometro di cavi direttamente dal sito di Expo.
Sostanzialmente tutto ciò che riguarda le telecamere di sicurezza installate nei padiglioni e all’esterno dell’esposizione. Nel maggio del 2013, il comune di Milano ha dato il via libera alla convenzione con Expo spa. Affidamento gratuito della palazzina e grandi annunci.
Come quando Tullio Mastrangelo, comandante della Polizia locale, dichiarava: “Dal centro avanzato di controllo Expo 2015 sarà possibile seguire il grande flusso di persone, mezzi e merci che 24 ore su 24 nel semestre espositivo graviteranno sull’area e in tutta la città . Qui opereranno tutte le Forze dell’Ordine, le public utilities, Vigili del Fuoco, 118, aziende di trasporto eccetera in collegamento con tutte le relative centrali operative esterne”.
Mentre l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli annunciava: “Con la firma di questa convenzione l’Esposizione Universale si dota di una sede strategica per il coordinamento operativo dell’evento. Grazie ai lavori che saranno effettuati dalla società Expo 2015 restituiremo alla città un centro avanzato e potenziato per la sicurezza e la gestione delle emergenze”.
Era il 2013 e ancora i lavori per i cablaggi dovevano iniziare. L’aggiudicazione definitiva arriverà solo nell’aprile scorso.
L’Ausengineering vince la gara con un ribasso del 33%.
Al punto f) del documento però si rende noto che “in ragione del numero di offerte pervenute, inferiori a dieci, e della conseguente impossibilità di applicarel’esclusione automatica delle offerte anomale, Expo ha provveduto a richiedere al concorrente primo classificato elementi idonei a consentire di valutare la congruità dell’offerta presentata”.
Insomma, fin da subito la società era risultata sospetta. E del resto già ad agosto scorso alcuni vigili che controllano la zona di via Drago avevano intuito la presenza della mafia.
Assieme all’interdittiva per il centro interforze di via Drago, sempre ieri il prefetto ha bloccato altre due aziende che lavorano al cantiere della Tangenziale esterna Milano. In totale le imprese escluse per sospette collusioni con la mafia salgono così a trenta.
Davide Milosa
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