Luglio 27th, 2015 Riccardo Fucile
PD AL 30%, M5S AL 27% FORZA ITALIA AL 9%, SINISTRA DI LANDINI ALL’11%… FITTO AL 3% SUPERA ALFANO E UDC
L’estate forse non è il periodo migliore per realizzare sondaggi politico-elettorali. 
E questa teoria rincuora leggermente il premier Matteo Renzi. E anche Silvio Berlusconi.
Che il Pd e Forza Italia siano calati rispetto alle Europee dello scorso anno non ci sono dubbi.
Ma stando alle rilevazioni ‘top secret’ che circolano al Nazareno, suffragate da quelle in possesso del leader azzurro, nè il presidente del Consiglio nè l’ex Cavaliere possono dormire sonni tranquilli. Anzi, tutt’altro.
Il Partito Democratico, già penalizzato alle Regionali del 31 maggio dalla riforma della scuola, sarebbe ulteriormente in calo e attualmente non varrebbe più del 30 per cento.
A sottrarre consensi al Pd sarebbe soprattutto l’ipotesi di una formazione della sinistra radicale che si ispira a Syriza di Alexis Tsipras.
L’insieme di Sel, Prc, ex Democratici più altri movimenti sarebbe accreditata di un 7% con la possibilità , nel caso in cui a scendere in campo direttamente fosse Maurizio Landini, di arrivare fino al 10-11%.
Forza Italia, invece, subisce l’attacco da destra della Lega e di Fratelli d’Italia ma anche dei Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto.
Il partito di Berlusconi sarebbe al momento precipitato sotto il 10% e oscillerebbe tra l’8 e il 9%.
Una debacle senza precedenti.
Ottimo debutto, al 3% circa, per i Conservatori e Riformisti di Fitto che avrebbero perfino superato Ncd-Area Popolare sempre più in declino al 2,5%.
Il Movimento 5 Stelle prosegue la sua corsa e nei sondaggi segreti di Renzi e Berlusconi viene accreditato addirittura del 26-27%, ben oltre il dato delle Politiche 2013.
Lega e Fratelli d’Italia stabili rispettivamente al 16% e al 4-5%
Tra gli altri partiti si segnala in particolare l’1,5-2% del Partito Comunista di Marco Rizzo, una alternativa anti-sistema e rivoluzionaria.
(da “Affari Italiani“)
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Luglio 27th, 2015 Riccardo Fucile
SOTTO ACCUSA IL TRASPORTO PUBBLICO NELLA CAPITALE
Alla quarta settimana di sciopero bianco nel trasporto pubblico si discute il futuro della municipalizzata “maglia nera” in Italia tra ipotizzati ingressi di soci privati e numeri da default.
Ecco, in pillole, lo stato di (pessima) salute dell’azienda romana che fa circolare autobus e metropolitane nella capitale :
– Un autista di autobus a Roma lavora 700 ore l’anno, a Napoli 850 a Milano 1200.
– A Roma il 55,18% degli interventi per le riparazioni di autobus non riescono ad aggiustare la vettura
– L’Atac di Roma incassa solo il 38% degli introiti contabilizzati a Milano dall’Amm (l’azienda municipalizzata milanese del trasporto locale)
– I dirigenti Atac hanno retribuzioni che arrivano a 350 mila euro all’anno
– Su 11.900 dipendenti dell’Atac ci sono appena 300 controllori
– A Roma il 40% dei passeggeri viaggia senza biglietto
– Per l’Atac il 2014 si è chiuso con un passivo di 141 milioni di euro.
– Attualmente all’Atac il 40% del parco veicoli (900 mezzi su 2.300) è fermo, molti dei quali per riparazione, altri per fornire pezzi di ricambio perchè la gestione degli acquisti per le officine è in tilt.
– Il report di gestione del primo quadrimestre del 2015 segna una perdita di 58 milioni di euro; il 2015 si chiuderà con un passivo di almeno 150 milioni di euro.
– Negli undici sei mesi sono andati a fuoco dieci mezzi.
– I dipendenti Atac sono gli stessi di Alitalia: 11.900 (inclusi 84 dirigenti e 240 quadri) i cui giorni di malattia per il 70% si verificano a ridosso dei periodi di riposo.
– I chilometri percorsi dai mezzi sono scesi dai 206 milioni del 2009 ai 157 milioni del 2013.
Giacomo Galeazzi
(da “il Secolo XIX“)
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Luglio 27th, 2015 Riccardo Fucile
QUANDO PRENDERSELA CON CHI AMMINISTRA SPESSO E’ UN ALIBI PER NASCONDERE LE PROPRIE COLPE
Il sindaco siamo noi che abbandoniamo le lavatrici vecchie accanto ai cassonetti, e se fa caldo non li
apriamo nemmeno per buttarci il sacchetto della spazzatura domestica, troppa fatica.
Il sindaco siamo noi che lasciamo l’auto in seconda fila, “che vuoi che sia è solo per dieci minuti”, e mille auto in seconda fila intasano il traffico che tanto odiamo, ma anche i polmoni nostri e dei nostri figli.
Il sindaco siamo noi che parcheggiamo all’angolo della strada perchè “sennò mi dice lei dove la lascio, non vede che non c’è un buco?”, e così ogni angolo diventa una gimcana per chi può usare le gambe, figuriamoci per chi sta in sedia a rotelle o per le mamme con la carrozzina.
Il sindaco siamo noi che suoniamo il clacson ogni dieci secondi per nervosismo e per stizza, aggiungendo all’inquinamento dell’aria quello acustico, ancora più cretino e inutile.
Il sindaco siamo noi che se col motorino non riusciamo a zigzagare tra le macchine allora passiamo sul marciapiede, e magari da un portone uscirà un bambino, ma non si ha tempo di pensarci quando abbiamo dentro la carogna di arrivare in fretta.
Il sindaco siamo noi che consideriamo preferenziali le corsie su cui preferiamo passare, non quelle dei mezzi pubblici e delle ambulanze.
Il sindaco siamo noi che pensiamo di avere il diritto di conquistare dieci metri all’incrocio perchè il semaforo è verde anche se davanti ci sono un milione di macchine ferme, e allora è ovvio che bloccheremo l’incrocio quando diventerà verde per gli altri, ma è troppo complicato capire che si può andare avanti solo quando dall’altra parte c’è abbastanza spazio.
Il sindaco siamo noi che non paghiamo l’autobus “tanto non passa mai il controllore”, e ogni biglietto non pagato sarà una ragione economica in più perchè gli autobus rotti non vengano aggiustati, e si sa che le rimesse sono piene di mezzi fermi.
Il sindaco siamo noi che se prendiamo una sacrosanta multa la prima cosa che facciamo è cercare qualche amico o parente che lavora alla polizia municipale per farcela togliere.
Il sindaco siamo noi che pisciamo sui muri e buttiamo le bottiglie vuote di birra per terra a ogni festa di quartiere, ritrovo pubblico, spettacolo all’aperto, corteo di destra o di sinistra che sia.
Il sindaco siamo noi che consideriamo lunare l’ipotesi di raccogliere le cacche dei nostri cani e quindi trasformiamo i marciapiedi in merdai.
Il sindaco siamo noi che paghiamo il parcheggiatore abusivo padrone della piazza, “non si sa mai, non vorrei che se non lo pago poi mi riga la macchina”, e ogni piazza è un’orgia di lamiera, di sfondo i palazzi del Cinquecento ma in mezzo solo macchine.
Il sindaco siamo noi che siamo riusciti a mandare in vacca anche il car sharing lasciando a chi viene dopo macchine col serbatoio vuoto, vandalizzate per sfizio, o prive di qualche pezzo che poi me lo rivendo a mio cugino che fa il meccanico.
Il sindaco siamo noi, ciascuno di noi.
E finchè non lo capiamo potremo eleggere al Campidoglio anche Gesù Cristo, ma non se ne esce.
(da “gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it“)
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Luglio 27th, 2015 Riccardo Fucile
IL PROCURATORE DI REGGIO CALABRIA SULLA LEGGE BAVAGLIO: “GRAVE PUNIRE CHI CERCA DI SCOVARE CRIMINALI”… “IL LIMITE DI 3 MESI PER FARE INCHIESTE E’ RIDICOLO”… “IL PARLAMENTO SEMBRA UN LAVANDINO OTTURATO”
“Un grande regalo ai criminali”: il giudice Nicola Gratteri fatica a prendere seriamente quei provvedimenti nascosti nella riforma del processo penale che renderebbero di fatto “impossibili le indagini di mafia”.
Gratteri, partiamo dal divieto di registrare un colloquio di nascosto: si rischiano fino a quattro anni di carcere
Noi sproniamo continuamente i cittadini a collaborare con lo Stato nella lotta alle mafie, chiediamo che denuncino, che non siano omertosi. È davvero molto grave lanciare il messaggio che lo Stato adesso vuole l’opposto, ovvero punire l’imprenditore che ha la prontezza di registrare col cellulare chi lo minaccia o gli chiede il pizzo. Anche perchè gli avvertimenti avvengono una volta sola, poi arrivano le bombe. Non possiamo permettere contraddizioni così evidenti, e abbiamo davvero bisogno dell’aiuto della gente nella raccolta della prova.
La sua commissione ha introdotto varie proposte, alcune tacciate di eccessiva severità a tutela della privacy.
Ma qui non si parla di un terzo che viene intercettato per errore o della vita privata di qualcuno che, pur non avendo nulla a che fare con un reato, finisce sui giornali. Io proteggo il diritto alla privacy di chi non fa nulla di male, non il diritto del mafioso a chiedere il pizzo in pace. Questa proposta è un grande deterrente per chi vuole aiutarci nella lotta alle mafie: non vi è maggiore tutela del privato, non vi è tutela delle indagini. In più lede il diritto di informazione.
C’è di più: il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, intervistato ieri da “Repubblica”, ha spiegato che la norma Pagano “costringe a chiedere in modo tassativo il rinvio a giudizio o l’archiviazione entro 3 mesi dalla fine delle indagini, pena l’avocazione del procedimento”. Niente più indagini integrative e “tempi supplementari” quindi…
Spero che questa sia solo una sciocchezza. Faccio fatica a credere che sia una proposta seria. Abbiamo bisogno di norme che semplificano, non di ghigliottine che ci impediscono di trovare le prove.
Si può fare un’indagine per mafia o terrorismo in così poco tempo?
È impossibile. Può solo essere un’ipotesi di scuola, ma non succede mai. A volte anche dopo 2 anni di lavoro ci ritroviamo con l’acqua alla gola.
Cosa accadrebbe se una norma del genere venisse approvata ?
Non penso proprio che sia possibile: una cosa del genere segnerebbe la fine delle indagini per mafia. Tre mesi non bastano neppure per dimostrare un’estorsione. Siamo al ridicolo.
La stupisce che proposte del genere, dal bavaglio alla ghigliottina, arrivino da un governo di centrosinistra?
Onestamente mi sembra che ci sia molta confusione. Ho avuto modo di vedere da vicino come lavora il Parlamento: sembra un lavandino otturato. Ci sono troppe riforme, troppi decreti legge che ingolfano tutto, e tante proposte sullo stesso tema. Anche se poi si arena tutto. In questo caso, c’è da sperarci. Le norme di cui stiamo parlando sarebbero un gran regalo alle mafie, anche se stento a credere che il Parlamento possa davvero fare una cosa del genere.
Beatrice Borromeo
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Luglio 27th, 2015 Riccardo Fucile
IN CORSO UN BLITZ PER TANGENTI E CORRUZIONE IN RELAZIONE AI LAVORI DI PUNTELLAMENTO… ARRESTATO L’EX ASSESSORE TANCREDI
Cinque misure cautelari e sequestri a carico di imprenditori ed ex amministratori locali nell’ambito
degli appalti per la ricostruzione post sisma.
E’ quanto eseguito questa mattina su richiesta della Dda dell’Aquila dai carabinieri, al termine di articolata attività d’indagine coordinata dalla locale Procura Distrettuale della Repubblica.
Nel mirino degli inquirenti una serie di vicende di corruzione legate alla ricostruzione post terremoto dell’Aquila, in particolar modo i lavori di puntellamento affidati dopo l’ottenimento di presunte tangenti.
Nella vicenda vi sarebbero stati ricatti ed estorsioni.
Tra gli arrestati Pierluigi Tancredi, ex assessore comunale già coinvolto nell’inchiesta “Do ut des”, riguardante presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione post-sisma, con riferimento sempre ai puntellamenti.
All’operazione stanno partecipando oltre 80 carabinieri che stanno operando oltre che all’Aquila, nelle province di Teramo e Chieti e anche nel litorale laziale
(da “Agenzie”)
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Luglio 26th, 2015 Riccardo Fucile
DALLA RUSPA AL PEDALO’: NON PASSA GIORNO CHE NON ARRIVINO FOTO DEL PADAGNO CHE NUOTA IN PISCINA, CHE SI TUFFA, CHE PASSEGGIA SULLA BATTIGIA O CHE FA SELFIE CON BAGNANTI…. E ORA FINGE PURE DI LEGGERE: E’ LA STRATEGIA DELL’UOMO MEDIO
Di questo passo a fine estate avremo una gallery di Matteo Salvini al mare così ricca da riempire gli archivi per anni.
Ormai non passa giorno che non arrivino istantanee del segretario leghista che nuota in piscina, che si tuffa, che passeggia sulla battigia o che posa con i bagnanti.
Al repertorio tradizionale degli album delle vacanze manca, al momento in cui va in stampa il giornale, solo il torneo di beach volley.
Salvini non è certo il primo leader a proporsi a torso nudo, di recente il suo amico Vladimir Putin ha fatto ampio ricorso alla fotografia di regime.
Il presidente russo però anche senza divisa tende a incutere timore, cerca insistentemente di sottolineare la sua primazia persino fisica (nonostante l’età , in fondo è un classe 1952). Salvini invece non ricerca l’eccezionalità , anzi la rifugge.
Guai ad apparire abbronzato e pronto per un film dei Vanzina, meglio esibire un pallore studiato.
Vuole apparire esattamente in media con gli italiani e nelle foto fa le cose che i nostri zii o cugini ripetono da secoli
Il leader del Carroccio punta a inscriversi nell’antropologia italiana più convenzionale, se avesse un Pellizza leghista si farebbe immortalare nella fiumana che corre verso le onde. È la fase due dello spin dopo il cambio compulsivo di felpe ad uso delle telecamere, ora bisogna rassicurare il ceto medio.
Dalla ruspa al pedalò.
Ma può bastare la campagna fotografica dell’estate per mettere al muro il suo avversario Renzi?
L’impressione è che di solo ombrellone non si vada molto avanti: la proposta leghista della flat tax non ha fatto breccia tra le masse popolari, troppo complicata da raccontare e spiegare persino nelle feste del Carroccio.
I sociologi balneari la paragonerebbero a un castello di sabbia .
Dario Di Vico
(da “il Corriere della Sera“)
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Luglio 26th, 2015 Riccardo Fucile
SU TWITTER L’ESPONENTE DI FORZA ITALIA DA’ DELL’IMBECILLE AL COMICO CHE REPLICA: “ARROGANTE CHE PARLA A VANVERA”
Il caso dei due marò, tornato recentemente d’attualità , diventa la miccia per una “lite” su Twitter
tra il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) e il comico genovese Luca Bizzarri .
Nel mirino dell’esponente forzista è finita infatti una foto di Luca e Paolo vestiti appunto da fucilieri di Marina che rimanda a un loro sketch (di oltre un anno fa): «Intanto ‘sta gente li prende per i fondelli (i due marò, ndr). Imbecilli», ha twittato Gasparri, al quale ha replicato rapidamente Bizzarri con un «non ha visto lo sketch, se no avrebbe capito che non erano i marò il bersaglio, ma i politici che parlano a vanvera. Tipo lui».
Da qui è nato un serrato botta e risposta, con Gasparri che, in un altro tweet, ha ammesso di non conoscere il comico, lo ha invitato a «rispettare» la vicenda dei marò, attaccando nuovamente: «Non ho visto e non parlo a vanvera come lei, deduco sia l’interprete di cui non conosco il nome, mia lacuna, ma non grave».
Secca la (nuova) replica del comico genovese: «Dare dell’imbecille a uno che non conosce senza aver visto che ha fatto non è lacuna, è arroganza. Si informi. Stia bene».
Non è finita: «Le dico solo di non blaterare imbecilli a caso, senza sapere a chi lo sta dicendo», ha twittato ancora Bizzarri.
Cui Gasparri ha risposto con un «buona vita. Lei sembra uno che si crede importante. Poi vedo chi è, così stiamo sereni. Quello dei marò però è un dramma vero».
A chiudere, l’intervento del deputato Ernesto Carbone (Pd) che, rivolgendosi al senatore di Forza Italia, ha twittato così: «Ma intanto sei andato a vedere chi è Luca Bizzarri?».
(da “il Secolo XIX”)
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Luglio 26th, 2015 Riccardo Fucile
L’EX SINDACO BOCCIA IL PIANO DI PRIVATIZZAZIONE DI MARINO PER LA MUNICIPALIZZATA DEI TRASPORTI
“Ci vorrebbe un emiro sotto stupefacenti per prendere delle quote dell’Atac”.
Risponde così l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, intervistato da Rai News 24, alla domanda sul progetto di parziale privatizzazione dell’azienda di trasporto pubblico di Roma, con l’ingresso di un socio di minoranza, proposta dal sindaco Ignazio Marino. “Bisogna invece riprendere un cammino di trasformazione nel senso della concorrenza. Sono necessarie riforme profonde, una concorrenza vera e una trasformazione che deve arrivare ai dirigenti. Perchè poi quando l’effetto degli stupefacenti terminasse, dubito che l’emiro confermerebbe la sua firma, accettando di entrare come socio di minoranza in Atac solo per ripianarne i debiti”.
Dalle pagine del Tempo parla l’ormai ex amministratore delegato di Atac, Danilo Broggi, il quale punta il dito contro il Campidoglio e dice di essere stato “vittima dello scontro Renzi-Marino, e il sindaco mi ha sorpreso e deluso al contempo…”.
Il manager rivendica il lavoro di chi, come lui, ha “ereditato un’azienda che ha 1,6 miliardi di debiti” e critica l’assenza di compattezza nella gestione dei “sabotaggi interni che ci hanno messo in ginocchio”.
Ora, spiega Broggi, “i conti sono in ordine. Tutto scritto nel piano industriale, nero su bianco, arriveremo a pareggio di bilancio non nel 2016, ma nel 2019. Seguitemi, e mi darete ragione”.
I piani hanno trovato tuttavia trovato “nel nostro personale una resistenza che si è anche tradotta in una raffica di 104 (permessi) e una quantità spaventosa di malattie improvvise. Un’epidemia!. Nell’ultimo mese le malattie sono aumentate all’improvviso del 400 per cento”.
Però, prosegue il manager, “quel signore lì”, Ignazio Marino, “doveva spiegare alla gente come stavano le cose”.
Anche secondo Broggi non è possibile credere nell’arrivo di un partner industriale per Atac: “chiunque chieda a un privato di investire in Atac viene preso per matto”.
I lavoratori dell’Atac, che in questi giorni sono rappresentati da un video diventato virale sulla rete di un autista che spiega perchè i mezzi pubblici a Roma sono nel caos, sono pronti a protestare.
“Coloriamo il Campidoglio con il celeste delle nostre divise” è l’appello lanciato dagli autisti dell’Atac, in vista della manifestazione in programma mercoledì prossimo in piazza del Campidoglio.
“Siamo terrorizzati anche solo di andare in giro in divisa – spiega la leader del sindacato Cambia-Menti M410, Micaela Quintavalle, che ha organizzato il sit-in – Ricevo quotidianamente centinaia di messaggi di colleghi minacciati anche fuori dall’orario di servizio. Tutto questo è frutto anche e soprattutto delle parole del sindaco Ignazio Marino che non ha fatto altro che ‘armare’ i cittadini contro di noi con le sue dichiarazioni. Mercoledì pomeriggio saremo tutti in piazza – sottolinea -, senza bandiere, solo con le nostre divise. Ci hanno tolto tutto, ma non vogliamo farci togliere anche la nostra dignità “.
Sulla rete spunta anche una pagina Facebook dal titolo “Disagio pubblico”, con tanto di logo Atac, accompagnata da slogan sarcastici su quello che sta accandendo alla municipalizzata dei trasporti.
Foto, video e commenti dilagano sui social network e immortalano disagi ormai all’ordine del giorno. E così, accanto al video dell’autista che ieri ha provato a difendere la propria causa contro le critiche, compaiono anche vignette ironiche, come quella che riporta l’entrata di una delle stazioni della metro e la scritta “attraversa uno di questi portali per lo spazio intergalattico”.
E, per i più appassionati, sono già disponibili le t-shirt del “disagio”.
(da “Huffingtonpost“)
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Luglio 26th, 2015 Riccardo Fucile
SPERANZA: “E’ UN FILM DELL’ORRORE”
“La diaspora di Forza Italia ha tante cause, ma avrebbe potuto essere scongiurata se fosse stata
possibile un’analisi seria e rigorosa della storia del centrodestra e del futuro del nostro Paese, anche alla luce del profondo cambiamento dell’elettorato di sinistra che Renzi ha saputo rappresentare”.
Lo afferma la senatrice Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, con il quale ha condiviso l’uscita da Forza Italia e il voto a favore del Governo di Matteo Renzi nelle ultime occasioni in cui è stato posto il voto di fiducia.
“Al punto in cui siamo – prosegue Repetti – perciò è innegabile che tutte quelle forze liberali e riformiste che non intendono schiacciarsi e allearsi con una destra come quella rappresentata da Salvini ricerchino fra di esse un minimo comun denominatore e indichino una prospettiva politica che vada oltre questa legislatura stabilendo un progetto di governo riformatore con la sinistra di Renzi”.
Manuela Repetti fa parte di quel gruppo di senatori provenienti dal centrodestra che stanno rimpolpando l’esigua maggioranza a Palazzo Madama.
Una riedizione di quei “responsabili” che andarono in soccorso del Governo di Silvio Berlusconi, fra cui figuravano Antonio Razzi e Domenico Scilipoti.
Negli ultimi giorni si è consumato un nuovo strappo all’interno di Forza Italia, con Denis Verdini che starebbe organizzando un nuovo gruppo parlamentare (quindi almeno 10 senatori) intenzionati a fornire il proprio sostegno a Matteo Renzi sulle riforme.
Si tratta di presenze ingombranti, secondo la minoranza Pd.
Ieri Roberto Speranza – seguito da Miguel Gotor e da altri – ha lanciato l’hashtag #RenzirottamaVerdini, mentre la sua corrente di riferimento, Sinistra Riformista, aggiungeva che “con Verdini e gli amici di Cosentino non c’è più il Pd. Così si tradisce il nostro popolo”.
Oggi Roberto Speranza, ex capogruppo Pd alla Camera, intervistato da Sky Tg24 chiede chiarezza a Matteo Renzi.
“Il Pd deve cambiare l’Italia, non penso che si cambia con passi incomprensibili con Verdini e con gli amici di Cosentino che ci sono in Senato. Non dobbiamo alimentare un nuovo trasformismo”.
Secondo Speranza, “un patto con loro è un vero e proprio film dell’orrore e sono convinto che Renzi chiarirà che non è così. Per governare e cambiare questo paese bisogna tenere unito il Partito Democratico”.
(da “Huffingtonpost”)
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