Ottobre 8th, 2017 Riccardo Fucile
AVEVA 87 ANNI, RICOVERATO DA TEMPO AL GEMELLI DI ROMA
È morto stamane a Roma Aldo Biscardi, giornalista e conduttore televisivo noto per l’ideazione e la
conduzione del programma televisivo «Il processo del Lunedì».
Nato a Larino (Campobasso), Biscardi avrebbe compiuto 87 anni tra poco più di un mese.
Biscardi era ricoverato da qualche settimana al Policlinico Gemelli, assistito dai figli, Antonella e Maurizio. Da tempo aveva lasciato il video, dove aveva debuttato nel 1979, alla Rai.
È del 1980 l’ideazione del programma «Il processo del lunedì», primo talk show sul mondo del pallone di cui divenne anche conduttore nel 1983, moltiplicandone il successo.
Dopo qualche anno, grandi successi e molte polemiche, il giornalista nel 1993 lasciò la Rai per passare a Tele+, dove esordì col nuovo programma «Il processo di Biscardi», che trasferì poi, sempre con la stessa fortunata formula su altre emittenti, da Telemontecarlo a 7 Gold.
Nel 2015 Biscardi aveva lasciato la sua «creatura» – vanta il record di longevità , certificata dal Guinness dei primati, che ne aveva riconosciuto già nel 2013 33 edizioni consecutive con lo stesso conduttore – ai figli, che hanno ereditato il marchio.
Biscardi viene a mancare nell’anno dell’esordio nel campionato di serie A della Var, quella «moviola in campo» che lui aveva sempre sostenuto come sistema necessario per aiutare gli arbitri grazie alle tecnologie disponibili.
(da agenzie)
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Ottobre 8th, 2017 Riccardo Fucile
“UNITI SIAMO PIU’ FORTI”, STRADE DI BARCELLONA INVASE DALLA MAGGIORANZA SILENZIOSA CHE VUOLE RESTARE SPAGNOLA
“Basta, recuperiamo il buon senso”: con questo slogan pronunciato in coro, decine di migliaia di persone stanno sfilando per le strade di Barcellona contro l’indipendenza. Sono la ‘maggioranza silenziosa’, i catalani e gli spagnoli che si oppongono all’indipendenza della Comunità autonoma.
E che si considerano “quelli che non hanno avuto voce in capitolo” da quando le autorità indipendentiste hanno organizzato lo scrutinio di domenica scorsa.
Secondo i sondaggi, infatti, se la maggioranza dei catalani reclamasse un referendum regolare, il 59% dei catalani voterebbe contro l’indipendenza della regione.
Ieri, per le stesse strade hanno sfilato gli indipendentisti, chiedono dialogo per affrontare la situazione in Catalogna. Fra due giorni il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, pronuncerà nel Parlament un discorso sulla “situazione politica attuale” con la dichiarazione di indipendenza sul tavolo.
La marcia di oggi è organizzata dalla Società civile catalana (Scc), la piattaforma contro l’independenza, e hanno risposto in tanti. È appoggiata da Pp e Ciudadanos. Il Psc (Partito Socialista della Catalogna) non si è unito, ma ha spronato i suoi militanti a partecipare.
Sono arrivati con i colori delle bandiere intrecciati, con la voglia di gridare che “l’unione fa la forza”.
Il corteo è partito da piazza Urquinaona a mezzogiorno, si sono sentiti fischi di protesta al passaggio dei Mossos d’Esquadra, poi le persono hanno sfilato nel centro della città , un chilometro attraverso Via Laietana fino al viale Marques de Argentera, di fronte alla stazione Francia.
In prima fila il prefetto spagnolo in Catalogna Enric Millo, il ministro della sanità di Madrid Dolors Montserrat, il Nobel di letteratura Mario Vargas Llosa, che si è pronunciato più volte contro l’indipendenza, l’ex-presidente spagnolo dell’Europarlamento Josep Borell.
Dietro diversi esponenti politici spagnoli, fra cui la presidente Pp della regione di Madrid Cristina Cifuentes, il presidente di Ciudadanos Albert Rivera e il dirigente del Pp catalano Xavier Albiol.
“In difesa della democrazia, la Costituzione e la libertà . Preserviamo l’unità della Spagna Non siete soli”: ha incitato via Twitter i manifestanti a favore dell’unità della Spagna il premier spagnolo Mariano Rajoy con l’hashtag #RecuperemElSeny (recuperiamo il buon senso).
In un ‘tweet’ di poco precedente il premier spagnolo aveva ripetuto che il governo di Madrid “impedirà l’indipendenza della Catalogna”.
“Devo cercare di essere giusto, devo ascoltare la gente, e so quanto pensano in molti. Ho però soprattutto l’obbligo di mantenere la calma. È il mio primo dovere, altrimenti potrei prendere una decisione sbagliata”, ha dichiarato rispondendo alle critiche di chi lo accusa di non aver ancora sospeso l’autonomia catalana per impedire una dichiarazione di indipendenza. “Ho l’obbligo di non sbagliare, è probabilmente la cosa più difficile di tutte”.
“L’unità della Spagna non è negoziabile”, “sotto ricatto non si può costruire nulla” ha detto Rajoy nell’intervista a El Pais oggi anche su Repubblica.
“Fino a quando non si tornerà alla legalità , ovviamente non negozierò”, ha detto, aggiungendo che impedirà “che qualsiasi dichiarazione d’indipendenza si concretizzi in qualcosa” e che “la Spagna continuerà a essere la Spagna, e lo sarà per molto tempo”.
Rajoy ha sottolineato che il governo, come le autorità catalane sa, è fermo sulla “idea che non si può negoziare sull’unità della Spagna, nè mediare, esser oggetto di mediazione, nè negoziare con la minaccia di rompere l’unità ” nazionale.
(da agenzie)
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Ottobre 8th, 2017 Riccardo Fucile
L’INCONTRO RISERVATO A GIRONA: “FERMATEVI, SI RISCHIA LA DISTRUZIONE DELL’ECONOMIA CATALANA”
In un incontro riservato a Girona, il presidente del Cercle d’Economia Juan Josè Brugera, che
rappresenta il gotha dell’economia catalana, ha chiesto al presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, di fare marcia indietro perchè l’indipendenza rappresenterebbe “una bomba per l’economia catalana”.
Come scrive La Vanguardia, Brugero ha spiegato a Puigdemont che “gli stessi cittadini, con il panico bancario degli ultimi giorni, ritirando contanti, cambiando conto ed entità , hanno creduto che l’indipendenza sia possibile, hanno anticipato analisti ed investitori e hanno messo sul tavolo le conseguenze. I mercati seguiranno”. Secondo il quotidiano di Barcellona, Brugero avrebbe chiesto a Puigdemont di annunciare una rinuncia immediata all’indipendenza prima della riapertura dell’attività economica di lunedì.
La Spagna, intanto, vive una nuova giornata di manifestazioni, a una settimana esatta dal referendum in Catalogna, con la paura di nuove tensioni.
Migliaia di persone, molte delle quali avvolte dalla bandiera spagnola, stanno convergendo verso plaà§a d’Urquinaona, nel centro di Barcellona, per partecipare alla grande manifestazione sull’unità della Spagna. Organizzata dalla Societat Civil Catalana (Scc), si concluderà alla estaciò de Franà§a.
La dimostrazione si chiuderà con un intervento del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa e dell’ex presidente del Parlamento europeo, il socialista Josep Borrell.
Il tema della manifestazione è ‘Prou! Recuperem el seny’, cioè ‘Basta! Recuperiamo il buon senso’, e hanno aderito i popolari del premier Mariano Rajoy e i centristi di Ciudadanos. Il Partito socialista catalano (Psc) ha invitato i suoi militanti e simpatizzanti a parteciparvi.
(da agenzie)
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Ottobre 8th, 2017 Riccardo Fucile
HA 17 ANNI, QUESTA ESTATE HA SALVATO UNA BAMBINA CHE STAVA AFFOGANDO
Dal coraggioso salvataggio in spiaggia a un lavoro da bagnino.
Per Valerio Catoia lo sport è un sogno che si può inseguire, nonostante tutto.
Si allena a nuoto da quando aveva tre anni e ora che ne ha quasi 17 è arrivato il primo contratto nel settore, sarà bagnino nella piscina comunale di Latina.
Lavorare nel mondo dello sport è il sogno di Valerio, ed è anche l’obiettivo del progetto dell’Endas, un ente di promozione sportiva, per l’inserimento lavorativo di ragazzi disabili.
Per Valerio, un ragazzo Down, c’è un contratto di formazione di 1500 euro, della durata di tre mesi.
Ed è forse il riconoscimento più grande, tra i tanti che ha ricevuto, per non aver esitato dal lanciarsi in acqua, quest’estate in spiaggia a Sabaudia, riuscendo a salvare una bambina che stava affogando.
«Conoscendolo sapevo che si sarebbe buttato senza esitazione, Valerio è sempre pronto ad aiutare gli altri», così il papà , Giovanni Catoia, spiega il gesto di eroismo del figlio.
Nel 2016 aveva fatto un corso di salvamento in acqua, con dimostrazioni davanti a una giuria internazionale. Proprio pochi giorni fa, a Ostia per la giornata nazionale paralimpica, ha simulato un salvataggio davanti agli atleti. Valerio è campione di nuovo diversamente abile della Polisportiva Hyperion.
Valerio ha ricevuto medaglie ed encomi, complimenti da sindaci e ministri, ma forse non si aspettava addirittura il primo contratto di lavoro.
Ma, in fondo, «ha sempre vissuto una vita normale, come sua sorella. Va a scuola col pullman, in autonomia, è scout, suona la chitarra, fa atletica. Certo, noi abbiamo il compito di stimolarlo e stargli dietro. Spero che anche gli amici lo coinvolgano sempre più nelle loro uscite», spiega il padre.
Di fronte a tanta attenzione che il suo gesto di generosità ha suscitato, Valerio gli ha chiesto, con un sorriso: «Papà , quando finiscono i complimenti?».
(da “La Stampa”)
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Ottobre 8th, 2017 Riccardo Fucile
QUESTI SAREBBERO I VALORI IDENTITARI OCCIDENTALI CHE DOVREMMO DIFENDERE?… I CATTIVI ESEMPI VENGONO DA CERTI GENITORI
Un atto di bullismo commesso non da adolescenti ma da bambini di appena dieci anni. 
Erano in tre, in un parco giochi alle porte di Sarzana, e per ragioni ancora inspiegabili hanno aggredito una bimba, loro coetanea, spingendola giù dalla balaustra di un ponticello di legno. La piccola è caduta all’indietro e ha sbattuto forte la testa.
In un primo momento non riusciva neppure ad alzarsi da terra: accusava un senso di nausea. La scena è stata molto forte e ha spaventato anche gli altri bambini che si trovavano al parco.
Erano stati tutti invitati al compleanno di una compagna di scuola. L’episodio è accaduto venerdì pomeriggio e ha innescato un’indagine della polizia dopo la denuncia presentata dalla madre della bambina.
Va premesso che i tre piccoli bulli, vista la loro giovanissima età , non sono “imputabili” neppure dalla Procura per i minorenni.
E’ vero però che i genitori potrebbero essere chiamati, qualora venissero appurate le responsabilità dei piccoli, a saldare un eventuale risarcimento danni.
La bimba è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia perchè ha riportato diverse ferite.
I medici le hanno diagnosticato un trauma cranico e un ematoma al costato. E’ stata dimessa in serata ma una manciata di minuti prima delle 20 una pattuglia della polizia è arrivata in corsia per raccogliere la denuncia di sua madre.
E’ stata proprio lei a telefonare al “113” e a chiedere l’intervento di una volante.
«Quei tre bambini non erano invitati al compleanno dove si trovava invece mia figlia — spiega la donna contatta dal Secolo XIX — sono arrivati al parco da soli e subito hanno cominciato a infastidire gli altri bimbi. Mia figlia ha un carattere forte e ha risposto a tono dopo essere stata presa in giro. Allora l’hanno spinta giù dal ponticello. La scena mi è stata raccontata dagli altri bambini. Premesso che mia figlia si è fatta male per davvero, può succedere che i bambini, magari in gruppo, si rendano protagonisti di comportamenti sbagliati. Ma il fatto più grave è avvenuto dopo. I bulli sono fuggiti perchè probabilmente si sono resi conto di averla combinata grossa. Si erano nascosti tra le auto nel parcheggio. Li ho trovati io. Dopo poco è arrivata la madre di uno di loro che ha cominciato a fare storie. Mi ha detto che lei non aveva visto nulla. Quando le ho chiesto se potevano parlare della vicenda un attimo con calma è salita sulla sua auto e se n’è andata. Sono riuscita a prendere la targa scattando una foto con il cellulare».
Le immagini sono state allegate alla denuncia presentata alla polizia. Gli investigatori dovrebbero impiegare pochi giorni per eseguire tutti gli accertamenti del caso e stabilire eventuali responsabilità .
(da “il Secolo XIX”)
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