Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO AVER ACCUSATO MARINO DI VOLERLO FARE, ORA LA RAGGI ESTERNALIZZA IL SERVIZIO DI SPAZZAMENTO DELLE STRADE
Dovrebbe diventare uno sport. 
Andare a leggere quello che dicevano i portavoce del MoVimento 5 Stelle quando erano all’opposizione e criticavano Marino su ogni punto del suo programma di governo e confrontare quelle parole con le azioni concrete e le decisioni prese dalla Giunta Raggi. Un’operazione archeologica per portare un po’ di verità e di onestà (intellettuale) che ha come risultato il ridimensionamento della a portata della “rivoluzione” a 5 Stelle in atto — secondo alcuni — da 18 mesi a questa parte nella Capitale
Quando il M5S criticava Marino e parlava di “privatizzazione di AMA”
Ad esempio il passato recente è costellato di dichiarazioni d’intenti e di suggerimenti a Marino su come assumere assessori e dirigenti pubblici.
Non più tardi di tre anni Raggi&Co chiedevano che venisse pubblicato un avviso pubblico per la selezione dei curricula degli assessori e degli amministratori pubblici.
Le scelte fatte dalla Raggi in questo anno e mezzo (e la sostituzione di sei assessori) dimostrano che quel principio evidentemente non vale per il M5S.
Se mantiene un buon ritmo (al bilancio siamo al quarto assessore in meno di due anni) la Raggi ha buone possibilità di eguagliare il record stabilito da Marino. Sciocchezze, si dirà . Ma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Prendiamo ad esempio un tema caldo come quello della raccolta dei rifiuti.
Nel settembre 2015 Marcello De Vito (oggi Presidente dell’Assemblea Capitolina) e la Raggi si scagliavano contro l’approvazione delle delibere di affidamento del servizio ad AMA.
In particolare secondo i consiglieri d’opposizione Marino stava privatizzando la municipalizzata della raccolta dei rifiuti. Il punto del contendere era il passaggio che impegnava AMA ad esternalizzare, in via sperimentale, per la durata di due anni, il servizio di spazzamento, limitatamente ad alcune aree del territorio della città di Roma. Il Comune sosteneva all’epoca che sarebbero stati garantiti i livelli occupazionali. I sindacati e il M5S non erano d’accordo.
Sul Blog di Grillo il MoVimento 5 Stelle di Roma pubblicò all’epoca una nota per ribadire che «il M5S Roma ha votato no alla Delibera che prevede l’affidamento del servizio di spazzamento e gestione dei rifiuti, il M5S Roma a votato no anche alla seconda parte della delibera in cui è prevista l’ipotesi di privatizzazione del servizio di spazzamento».
Per il M5S era invece il momento di “invertire la rotta” e mettere AMA in condizione di fornire un servizio efficiente. In che modo? Per il MoVimento uno dei problemi principali erano gli impianti di trattamento dei rifiuti. I pentastellati spiegavano che «il 96% dei rifiuti differenziati e il 62% dei rifiuti indifferenziati non vengono trattati presso impianti di AMA, ma presso impianti di terzi, con costi ovviamente maggiori»
Quando il M5S chiedeva più impianti di trattamento dei rifiuti
Ci si aspetterebbe quindi che su un tema così importante il M5S si sia messo subito di buona lena per invertire la rotta. Ma non è così.
Se il buongiorno si vede dal mattino il piano rifiuti, il “nuovo corso di AMA”, presentato dalla Raggi a fine 2016 era sostanzialmente una copia di quello varato dal Commissario Tronca. Il piano industriale approvato nel 2017 dal CdA AMA non va meglio.
L’azienda prevede di raggiungere un’autonomia impiantistica del 29,4% entro 2021 (attualmente al 20%). Questo significa che il 70% dei rifiuti verrà sempre trattato da impianti privati.
Eppure nei precedenti piani industriali erano previsti investimenti industriali per raggiungere un livello maggiore di autonomia (fino all’80% entro il 2021) in modo da non dipendere da impianti terzi. A quanto pare il MoVimento 5 Stelle, che non vuole inceneritori e altri impianti di trattamento non sa come uscire dall’impasse.
«Pochi impianti, significa minori ricavi dalla differenziata: nel precedente piano industriale della gestione Fortini si evidenzia un incremento di autonomia Ama fino all’80% al 2020», hanno spiegato qualche tempo fa le consigliere PD Valeria Baglio e Ilaria Piccolo, fortemente critiche nei confronti del nuovo piano industriale.
Nel frattempo, come ha ricordato l’assessore regionale all’ambiente qualche giorno fa, nel 2017 Roma Capitale ha esportato circa 110.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (40.000 Abruzzo e 70.000 Austria), 200.000 tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata (Friuli, Lombardia e Veneto), circa 150.000 tonnellate di rifiuti combustibili (Lombardia, Emilia-Romagna) e circa 250.000 tonnellate di rifiuti da interrare (Emilia-Romagna, Toscana, Puglia). Roma vengono “esportate” in altre province laziali (Latina, Frosinone, Viterbo) circa 200.000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati
Il fronte caldo delle foglie che cadono a Roma
Anche sul fronte dello spazzamento delle strade i pentastellati di governo si comportano in maniera diametralmente opposta da quelli di lotta. Il grandioso “piano foglie” della Giunta Raggi è stato messo nel cassetto perchè non funzionava. Certo, la Raggi prima ha dato la colpa al riscaldamento globale, me poi ha dovuto riconoscere che AMA da sola non ce la poteva fare.
Al suo posto il 5 Stelle ha rispolverato una vecchia idea. La stessa che criticavano quando erano sui banchi dell’opposizione. AMA ha pubblicato un bando da 13 milioni di euro in due anni per affidare a ditte esterne ad AMA la pulizia delle strade della Capitale.
Il bando riguarda sia il servizio di raccolta foglie in tutti i quindici Municipi sia «l’attività di estirpazione sfalcio e diserbo presso le strade, marciapiedi, parcheggi, aree pubbliche e private soggette a uso pubblico» su tutto il territorio del Comune di Roma.
Lo spazzamento delle strade è stato suddiviso in tre periodi in funzione dell’intensità della caduta foglie nel corso dell’anno.
Il M5S ha preso quindi coscienza del fatto che AMA, con i mezzi e il personale a sua disposizione, non è in grado di garantire un servizio efficiente. Di questo se ne era reso conto anche Marino ma all’epoca il MoVimento urlava alla privatizzazione. I sindacati sono già sul piede di guerra e hanno iniziato a ricordare all’Amministrazione le promesse fatte in campagna elettorale.
Scriveva il M5S nel 2015: «in molti hanno capito che M5S Roma ha un grande seguito tra i lavoratori delle aziende municipalizzate».
Chissà se è ancora così.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI IN TOSCANA, LA FRASE VERGOGNOSA DI UNO DEGLI INDAGATI
“Ci mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale, che muoiano”. Così uno degli indagati nell’inchiesta della Dda di Firenze per traffico illecito di rifiuti, che oggi ha portato all’arresto di sei persone, parlando dei rischi di stoccare abusivamente rifiuti pericolosi in una discarica situata vicino a una scuola.
“Non mi importa nulla dei bambini che si sentono male — prosegue l’uomo senza sapere di essere intercettato -, io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”.
Un altro degli indagati si lamenta di alcuni rifiuti tossici che sono stati portati in discarica, sempre senza essere trattati, ma poi li accetta: “Mi ci hanno messo tre o quattro big bag tipo toner — dice — me lo devono dire quando fanno queste cose, bisogna parlarne”.
L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri forestali che ha portato ai domiciliari 6 persone e a contestare traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana, quantificata in circa 4 milioni di euro.
Perquisizioni sono state eseguite da circa 150 carabinieri in case, sedi legali e discariche di persone e società del settore in varie zone della Toscana, ma anche nelle province di Chieti, Cuneo, Bologna e La Spezia.
Carte e documenti informatici sono stati sequestrati. L’attività d’indagine, iniziata dall’ex corpo forestale dello Stato nel marzo 2015 per conto della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, è stata coordinata dal procuratore Ettore Squillace Greco (ora a capo della Procura di Livorno), affiancato dal pm Giulio Monferini.
Secondo quanto ricostruito, i rifiuti speciali, in alcuni casi pericolosi e nocivi, venivano miscelati con altri e mascherati come ordinari, per abbattere i costi di smaltimento.
Dalla Lonzi e dalla Rari i rifiuti, secondo i carabinieri forestali, transitavano in due discariche del Livornese gestite da due aziende a partecipazione pubblica, la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino. Tra i rifiuti che arrivavano in discarica passando per ordinari e innocui, materiali nocivi come stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri olio motore e toner.
La Lonzi Metalli e la Rari di Livorno, due importanti aziende di smaltimento rifiuti che collaborano spesso con il servizio di raccolta della provincia, sono state sequestrate. Sono circa 200mila le tonnellate che secondo gli inquirenti sarebbero state smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno, tra il 2015 e il 2016, dalla presunta organizzazione criminale al centro dell’inchiesta della Dda di Firenze.
In questo modo, ipotizzano gli investigatori, sarebbero stati realizzati profitti illeciti per 26 milioni di euro, omettendo tra l’altro di versare 4,3 milioni di euro di ecotasse alla Regione Toscana.
Gli arrestati sono Emiliano Lonzi, gestore di fatto della Lonzi e della Rari; Stefano Fulceri, responsabile del piazzale rifiuti della Lonzi Metalli; Marco Palandri, collaboratore e gestore della Rari; Anna Mancini, dipendente e funzionaria amministrativa della Rari; Stefano Lena, responsabile del piazzale Rari, e Alessandro Bertini, collaboratore della Fbn di Prato.
Più precisamente una parte consistente degli scarti tossici pericolosi al centro dell’inchiesta — almeno tre tir ogni settimana — arrivava nelle discariche del Livornese da una ditta di Prato, la Fbn, specializzata nel trattamento dei rifiuti.
In alcuni casi, come testimoniato da alcune telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, gli indagati si limitavano a far transitare i tir carichi di rifiuti speciali pericolosi nei cortili delle ditte specializzate nello smaltimento, da dove uscivano subito dopo senza che fosse stato eseguito alcun trattamento.
I rifiuti, entrati come pericolosi, ne uscivano declassificati a ordinari e poi venivano stoccati nelle discariche.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
NESSUNO SI E’ PRESO LA BRIGA DI LEGGERE COSA DICE ESATTAMENTE L’ARTICOLO DEL SUN E DEL DAILY MAIL
Ci risiamo, un nuovo attacco britannico al Prosecco. Per l’ennesima volta la stampa
d’oltremanica insinua sospetti contro le bollicine venete dicendo che il consumo di Prosecco danneggia i denti facendoli addirittura marcire.
Ad agosto era stato il Guardian, in un editoriale, ad avvisare le donne inglesi sui rischi del Prosecco per il loro sorriso.
La columminist del Guardian, Zoe Williams, spiegava in un articolo piuttosto ironico che il Dottor Mervyn Druian del London Centre for Cosmetic Dentistry aveva consigliato alle donne britanniche di non bere le bollicine venete e friulane per evitare il cosiddetto “Prosecco smile”
Questa volta l’attacco arriva — secondo il Gazzettino e il Corriere del Veneto e RaiNews— dal tabloid The Sun.
Ed effettivamente il Sun ha pubblicato un articolo dal titolo “Shocking pictures reveal how prosecco can rot your teeth and turn them into chalk-like powder”.
Ovvero: il Prosecco può far marcire i vostri denti fino a farli diventare una polvere simile al gesso. Per la verità il Sun dice anche che un effetto simile è stato riscontrato anche con la Coca Cola. Ma il titolo è sul Prosecco dal momento che i britannici sono i più grandi consumatori del vino italiano.
Subito sono insorte le associazioni di categoria. Armando Serena — presidente del consorzio della Docg di Asolo — ha parlato di una “notizia palesemente infondata che non merita alcun commento”. Stefano Zanette, presidente del consorzio della Doc ha invece parlato di “attacco pretestuoso”.
E più di qualcuno ha ipotizzato che dietro ci sia una campagna diffamatoria contro le importazioni di Prosecco. Già in passato il ministro degli Esteri Boris Johnson aveva minacciato l’Italia spiegando che ci sarebbe convenuto appoggiare le richieste inglesi se non avessimo voluto perdere l’accesso al mercato britannico
Cosa dice davvero l’esperimento della Oral Health Foundation
A fare chiarezza ci ha pensato Riccardo Guazzo, docente di Igiene dentale dell’Università di Padova.
“Se mettiamo un dente dentro un qualsiasi alimento o bevanda acida, dal succo di frutta alla Coca Cola — spiega — si scioglierà sicuramente. In bocca non accade perchè dopo l’iniziale demineralizzazione dello smalto dei denti a contatto con l’acido, si attiva un sistema tampone naturale che in venti minuti riforma le particelle che erano state sciolte”. Ma in realtà l’intervento di Guazzo non sarebbe stato necessario se chi ha dato la notizia si fosse preso la briga di verificare la fonte (citata alla seconda riga del pezzo sul Sun). Che non è il Sun ma un altro tabloid: il Daily Mail
Anche sul Mail il titolo è sul Prosecco ed ha lo stesso tono allarmistico di quello del Sun: “Rotten truth about what prosecco does to your teeth: How the ‘triple whammy’ of acidic bubbles, alcohol and sugar are ruining smiles”.
A differenza del Sun però il Mail riporta in maniera più estesa la ricerca condotta dalla Oral Health Foundation.
È altrettanto facile trovare, sulla pagina Facebook della Fondazione, il video YouTube dove il Dottor Ben Atkins spiega che l’esperimento è stato condotto testando cosa succede a dei denti sani una volta tenuti in immersione per due settimane dentro alcuni liquidi come acqua, latte, bevande energetiche, cola, integratori per lo sport, sidro e il nostro Prosecco.
Dal momento che si tratta di una campagna di sensibilizzazione non dobbiamo prendere i risultati come se fosse un vero studio scientifico.
In ogni caso, anche solo leggendo il pezzo sul Daily Mail, emerge che in una scala da 0 a 10 il “potere corrosivo” del Prosecco è superiore solo a quello — nullo — di latte e acqua. Atkins dà al Prosecco un voto pari a 6/10, inferiore a quello degli sports drink (7/10) degli energy drink (8/10) e di Cola e sidro, che si piazzano in testa alla “classifica” con un punteggio pare a 9/10.
Lo stesso Atkins ammette che si tratta di un esperimento “estremo” perchè nessuna persona tiene le bevande in bocca così a lungo.
Il che è abbastanza ovvio. Come è ovvio che l’acqua sia meno nociva per lo smalto di altre bevande (tra cui il Prosecco).
Il consiglio finale di Atkins è semplicemente di buon senso ed è quello di evitare di abusare di bevande zuccherine e di consumarle solo durante i pasti per minimizzarne gli effetti sui denti.
Quindi la notizia già in partenza era una non-notizia.
Sarebbe bastato leggere qualcosa in più per accorgersene evitando così di cascare nel titolo clickbait del Sun e del Daily Mail.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
IN OGNI CASO CHE EMERITI BALLISTI COME DI MAIO E COMPAGNI DI MERENDA ACCUSINO ALTRI DI AVER MENTITO FA SCOMPISCIARE DALLE RISATE… E DAL RESOCONTO STENOGRAFICO NON RISULTA UNA MAZZA SULLA PRESUNTA MENZOGNA
Maria Elena Boschi su Facebook dimostra un coraggio da leonessa dopo le parole di Vegas in Commissione Banche, chiedendo di andare in tv a parlare di quanto detto dal presidente della Consob da Lilli Gruber insieme a Marco Travaglio.
“Anche oggi ricevo attacchi dalle opposizioni sulla vicenda Banca Etruria. Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perchè avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento. Ho incontrato più volte il presidente della Consob in varie sedi come ho incontrato altri rappresentanti istituzionali: mai e poi mai ho fatto pressioni. Mai.
Non è giusto subire aggressioni sul nulla, ma non mi fanno certo paura. E voglio che tutti sappiano la verità . Dopo due anni di strumentalizzazione adesso basta. Ho chiesto a Lilli Gruber di ospitarmi stasera a Otto e Mezzo insieme a Marco Travaglio.”
(da agenzie)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
PER CHI GAREGGIA NEI COLLEGI IN BILICO PARACADUTE NEL PROPORZIONALE
Le piantine delle regioni d’Italia ingrandite per l’occasione e suddivise tra collegi della
Camera e del Senato, con nomi, cognomi e appartenenze, sono infilate in una cartellina che ben pochi finora hanno potuto vedere, solo quelli che contano del giglio magico renziano.
La mappa delle candidature, ancora suscettibile di molte correzioni, ha già preso forma: gran parte dei candidati, di cui la gran parte ignari, figurano già assegnati ad una zona se non addirittura a dei collegi precisi. E se la fotografia restituita da chi ha letto questi elenchi appare quella di un dossier già istruito a un mese dalla chiusura delle liste elettorali, di certo questa prima lista dei candidati farà a breve il giro vorticoso nel tormentato mondo dei Dem.
I gruppi
Il team delle candidature che pare faccia capo a Luca Lotti, che alla fine lascerà l’ultima parola a Matteo Renzi, ha suddiviso i collegi in quattro gruppi: al primo posto i «collegi sicuri», seguiti dalla categoria «collegi contendibili, verso-vinti», questa la dizione colorita per dare l’idea di una partita quasi scontata. La classe successiva è quella dei «collegi contendibili, verso-persi», dove bisogna giocarsela senza troppe speranze.
Per finire con l’ultima categoria «collegi persi», girone dantesco dove ovviamente nessuno vuole finire bruciato. Ma accanto ai collegi figurano poi i cosiddetti «listini», ovvero quel breve elenco di nomi che si contano sulle dita di una mano, che spiccano nella quota proporzionale della scheda elettorale. Il primo posto e anche il secondo dei listini sono spesso sicuri ed è quello il paracadute concesso ai big che andranno a rischiare l’osso del collo in collegi affatto certi sulla carta.
I grandi
E dunque, partendo dall’alto, il nome di Matteo Renzi, figura nella piantina nel collegio di Firenze città e potrebbe campeggiare anche nei listini di Torino, Milano e Napoli.
Il premier Paolo Gentiloni farà la sua battaglia in un collegio di Roma, così come il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti e Matteo Orfini.
Chi non si doterà di «paracadute» nei listini sarà proprio Luca Lotti, candidato solo nel collegio di Empoli (considerato però blindato). Boschi pare destinata nel collegio di Ercolano e forse nei listini della Campania.
Dario Franceschini di certo ci sarà (le deroghe ai tre mandati in Parlamento valgono per tutti i ministri e i graduati del Pd) e correrà nella sua Ferrara, coperto dalla presenza nei listini dell’Emilia. Andrea Orlando correrà tra Genova e La Spezia, Gianni Cuperlo in un collegio sicuro dell’Emilia o in un listino a Roma, Michele Emiliano In Puglia.
A Firenze saranno candidati anche la senatrice Rosa Maria De Giorgi e David Ermini, che avrà il suo paracadute nei listini della sua zona, il Valdarno fiorentino.
Il tesoriere Bonifazi, se pur toscano, pare sarà candidato a Torino dove è stato già eletto, mentre in Toscana resterà il sottosegretario Giacomelli e il segretario regionale Dario Parrini.
Così come la ministra Fedeli e il plenipotenziario di Renzi al Senato, Andrea Marcucci, destinato al collegio di Lucca Massa Carrara (a rischio) e ai listini circostanti come tutela.
Anche Lorenzo Guerini avrà il suo paracadute nei listini, gareggiando in quel di Lodi dove nulla è scontato. In Lombardia ci saranno anche il ministro Martina, Emanuele Fiano e il segretario del Pd regionale, Alfieri.
A Trieste correrà il capogruppo Ettore Rosato, mentre la governatrice Debora Serracchiani dovrebbe avere un collegio senatoriale che copre tutto il Friuli Venezia Giulia.
Graziano Delrio correrà a Reggio Emilia. Torneranno da Bruxelles le europarlamentari Simona Bonafè, che correrà a Scandicci, Alessandra Moretti nel Veneto e Pina Picierno in Campania.
In Calabria spiccherà il nome di Marco Minniti, in Sicilia sarà candidato il sottosegretario Davide Faraone. Tra le new entries, ricorrono i nomi di Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido protagonista di battaglie contro la violenza sulle donne, salita sul palco alla Leopolda e dell’astronauta Samantha Cristoforetti.
I cespugli
Ora, come avvenne ai tempi del Mattarellum (quando piazza Santi Apostoli, sede dell’Ulivo era teatro di trattative notturne a oltranza tra le varie sigle), anche stavolta la coalizione bonsai messa in piedi da Renzi obbligherà il leader a fare buon viso a cattivo gioco.
Visto che in molti casi la vittoria dei collegi si decide sui decimali, il potere dei piccoli cresce a dismisura. Malgrado ciò il Pd – tolta la trentina di collegi da destinare alle minoranze interne – almeno ad oggi non vorrebbe concedere più di una ventina di candidature tra tutti i gruppi extra Dem: che saranno molti.
Nella lista dell’Ulivo bonsai battezzata oggi (si chiamerà Insieme) appaiono personaggi come il prodiano Giulio Santagata, Bonelli per i Verdi, Nencini per i socialisti e qualche sindaco ex Sel.
Quella centrista avrà di certo Casini, Lorenzin, Galletti e Dellai. Poi ci sarà la lista Bonino, con Della Vedova e Cappato.
(da “La Stampa”)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
“MI VUOLE RICONOSCERE UN COMPENSO PER UN LAVORO CHE NON HO MAI FATTO, VI SEMBRA NORMALE?”
“Ho ricevuto una lettera, firmata dal presidente Bagnacani, in cui mi si vuole riconoscere un compenso per un periodo, da gennaio ad aprile 2016, di circa 20mila euro, per un lavoro che non ho mai fatto”.
Lo ha detto Paola Muraro, ex assessore all’Ambiente di Roma della giunta Raggi, a margine dell’audizione presso la commissione parlamentare ecomafie interpellata sui dettagli di quanto illustrato nel corso del suo intervento a Palazzo San Macuto.
“Siamo davanti a un’azienda che vuole pagarmi quando io non sono minimamente entrata negli impianti, e questo è grave — ha spiegato Muraro nel corso dell’audizione -. Penso di essere la prima a cui l’azienda vuole riconoscere un lauto compenso non avendo lavorato e non avendo messo piede negli impianti. Quando un’azienda per mascherare le sue inadempienze vuole riconoscere un compenso maggiore, è assurdo. Non prenderò mai un euro in più, ma questa è una lettera a firma del presidente Bagnacani che deposito, insieme al mio ultimo interrogatorio alla presenza del Noe”.
Secondo Muraro l’obiettivo è “sviare da quelle prescrizioni che erano state già evidenziate dalla Dda nel 2015” in base alle quale “si poteva diffidare l’azienda” ed “evitare l’emergenza del 2016”.
“Ci sono fatti nuovi che evidenziano che già nel 2015 la Dda, all’interno di un altro procedimento che riguardava la gara dei rifiuti tessili di Ama, aveva ritrovato tra le telefonate di due dirigenti intercettati, che già si intravedeva l’emergenza sulla mancata manutenzione, che io ho sempre manifestato nelle mail ai dirigenti — ha illustrato Muraro nell’audizione -. Le intercettazioni del settembre 2015 evidenziano che il sistema Ama era già in emergenza. C’è da chiedersi perchè nessuno è intervenuto. Io sono nominata assessore a luglio 2016 quando gli impianti sono ormai strapieni, con una manutenzione che era impossibile fare perchè si era perso tempo da metà 2015. Ho ritrovato all’interno del mio procedimento che l’autorità , in questo caso la polizia della squadra mobile, individua il mio ruolo di attivazione nei confronti dei dirigenti ed espone anche le difficoltà di Ama, individuando gli aspetti critici che comunica al magistrato. Però nessuno è intervenuto in questa fase qui, abbiamo pagato tutti e soprattutto i cittadini romani che si ritrovano l’anno dopo a dover affrontare un’emergenza. Mi sono triovata con un’emergenza conclamata l’anno prima, dove tra l’altro vogliono inserirmi quando non ero più consulente di Ama”.
L’ex assessore ha poi proseguito, dicendo: “Vi sembra normale che un’azienda pubblica voglia far decorrere il mio contratto mesi prima, quando io non ho lavorato e non sono andata in un impianto? Vi sembra normale che un’azienda pubblica faccia una lettera, una nota in questi giorni, in cui si dice che io devo adeguare la mia parcella da gennaio ad aprile, quando io da gennaio ad aprile non sono mai andata in impianto? Questo per sviare da quelle prescrizioni che erano state già evidenziate dalla Dda. Questo è importante, perchè gli strumenti per evitare certe emergenze ci sono. Quando la polizia giudiziaria scrive ripetutamente che ci sono emergenze, che ci sono criticità , si poteva diffidare l’azienda per fare le cose. A questo punto si poteva benissimo evitare l’emergenza del 2016. Perchè non si è fatto? Non sta a me rispondere, ma voi sapete che nell’emergenza qualcuno ci guadagna sempre. Questo è il fatto provato, che io ho ritrovato dentro gli atti”.
C’è tempo anche per una battuta su Roma: come sta lavorando la giunta Raggi in materia di rifiuti? “Lo si vede tra le strade di Roma, non dico altro”.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
DALLE DAT AL CONSENSO INFORMATO, ECCO LE NOVITA’
Ecco cosa prevede la legge sul testamento biologico approvato in via definitiva dall’aula del
senato.
Consenso informato.
La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione di ogni persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell’unione civile o il convivente ovvero una persona di sua fiducia. Nella relazione di cura rientrano, per le rispettive competenze, anche gli altri componenti dell’equipe sanitaria.
Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonchè sulle possibili alternative e sulle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi. Il consenso informato è acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità , attraverso dispositivi che lo consentano
Possibile stop a nutrizione e idratazione artificiale.
Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento. Nutrizione e idratazione vengono equiparate a trattamenti sanitari e quindi sarà possibile chiedere lo stop alla loro sommministrazione o rifiutarli.
Abbandono delle cure e obiezione di coscienza per i medici.
Al paziente è riconosciuto il diritto di abbandonare le terapie. Ai medici è riconosciuta l’obiezione di coscienza. Di fronte alla richiesta di un malato di ‘staccare’ la spina, non avranno quindi ‘l’obbligo professionalè di attuare le volontà del paziente. Il malato potrà comunque rivolgersi a un altro medico nell’ambito della stessa struttura sanitaria.
Divieto di accanimento terapeutico e sedazione profonda.
Divieto di accanimento terapeutico in caso di malattia terminale. E possibilità , in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua, in associazione con la terapia del dolore. Secondo la legge, il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. E’ sempre garantita un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente.
Sostegno psicologico.
Qualora il paziente esprima la rinuncia o il rifiuto di trattamenti sanitari necessari alla propria sopravvivenza, il medico prospetta al paziente e, se questi acconsente, anche ai suoi familiari, le conseguenze di tale decisione e le possibili alternative e promuove ogni azione di sostegno al paziente medesimo, anche avvalendosi dei servizi di assistenza psicologica.
Minori e incapaci.
La persona minore o incapace ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione. Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messa nelle condizioni di esprimere la sua volontà . Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità , e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore. Nel caso in cui il rappresentante legale della persona minore o interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno rifiuti le cure proposte, la decisione è rimessa al giudice tutelare.
Cosa sono le dat.
Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (dat), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto a idratazione e nutrizione artificiali. Le dat saranno vincolanti per il medico a meno che appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente, oppure qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal disponente all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Le dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o consegnata presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie qualora si servano di modalità telematiche di gestione. Possono essere espresse anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento, anche a voce in caso di emergenze o urgenza.
Banche dati regioni in attesa registro nazionale dat.
Le regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al servizio sanitario nazionale possono regolamentare la raccolta di copia delle dat. Non è stato possibile, per mancanza di coperture, istituire nel passaggio alla camera un registro nazionale delle dat. Con un ordine del giorno del pd si è impegnato il governo a trovare una soluzione in un altro provvedimento. Il registro nazionale dovrebbe entrare nella legge di bilancio.
Fiduciario.
Si potrà indicare una persona di fiducia, che rappresenterà il malato nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Al fiduciario sarà rilasciata una copia delle dat, redatte con atto scritto o con videoregistrazione.
Pianificazione condivisa delle cure.
Nella relazione tra medico e paziente, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico. L’equipe sanitaria deve attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità . La pianificazione può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.
Relazione annuale ministro Salute.
Annualmente il ministro della salute presenta al parlamento una relazione sull’applicazione della legge stessa. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di febbraio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal ministero della salute.
Norma transitoria.
Ai documenti atti ad esprimere le volontà di fine vita in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o davanti a un notaio prima della data di entrata in vigore della legge, si applicano le disposizioni della legge approvata dal parlamento.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
E SI SCATENA LA SOLITA POLEMICA TRA OPPOSIZIONE E GOVERNO
Su Banca Etruria “ho avuto modo di parlare della questione con l’allora ministro Boschi”, che espresse “un quadro di preoccupazione perchè a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro”.
Lo ha detto il presidente della Consob Giuseppe Vegas in audizione alla commissione banche precisando che “io le risposi che Consob non era competente” sulle scelte di aggregazione delle banche.
In quell’occasione, ha precisato Vegas, fu il ministro “che chiese di vedermi e venne a Milano”. A chi gli chiedeva se avesse affrontato il tema di Etruria in altri momenti, Vegas ha detto che “Boschi mi disse in un’altra occasione che suo padre sarebbe diventato vicepresidente”.
Alla domanda di Davide Zoggia sulle anomale oscillazioni del titolo Etruria a cavallo del decreto di riforma delle Popolari, Vegas ha risposto: “Abbiamo riscontrato che c’erano stati alcuni movimenti anomali, sono state fatte indagini anche con rogatorie internazionali e sono state sentite anche diverse persone, soprattutto un noto finanziere”.
“Però – ha continuato Vegas – gli uffici hanno riscontrato che i movimenti fatti da questo finanziere…”. A questo punto il presidente della commissione, Pier Ferdinando Casini, è intervenuto per secretare la seduta per qualche minuto.
Inutile dire che le parole di Vegas costituiranno arma di polemica politica contro Maria Elena Boschi e il Partito Democratico
Vegas ha detto poi di aver incontrato anche altri ministri: “E’ chiaro, è una cosa ovvia, a cominciare dal ministro dell’Economia. Non dico che ci sia una interlocuzione giornaliera ma quasi”. Le preoccupazioni sulla fusione di Banca Etruria e BPVI non sono una novità , visto che la Boschi ne parlò apertamente in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera qualche tempo fa che oggi appare profetica.
Durante l’audizione Vegas ha parlato anche di indagini della Consob su un “noto finanziere”, senza farne il nome.
“Abbiamo riscontrato che c’erano stati alcuni movimenti anomali, sono state fatte indagini anche con rogatorie internazionali e sono state sentite anche diverse persone, soprattutto un noto finanziere”.
Facile indovinare chi sia il “noto finanziere” e come sia terminata la frase di Vegas, anche se Casini ha secretato la seduta: probabilmente si tratta di Davide Serra, che era stato chiamato in causa dal MoVimento 5 Stelle in occasione della mozione di sfiducia nei confronti di Maria Elena Boschi pur avendo da tempo chiarito di non aver operato su Banca Etruria.
Successivamente Serra aveva annunciato di aver querelato Luigi Di Maio ed è quindi facile comprendere come finisse la frase di Vegas: i movimenti fatti dal finanziere non c’entravano nulla con Banca Etruria.
Giuseppe Vegas, due volte viceministro dell’Economia e Finanze dei governi Berlusconi, presidente uscente di Consob, negli ultimi tempi era stato dato come favorito per il ruolo di presidente della Lega Calcio.
Nell’occasione l’avanzata di Vegas, che si diceva fosse appoggiato da Claudio Lotito, è stata stoppata da Luca Lotti e Malagò.
Intanto fioccano le richieste di dimissioni per Maria Elena Boschi: le chiedono Liberi e Uguali con Roberto Speranza e il MoVimento 5 Stelle con Carlo Sibilia, accusandola di aver mentito al Parlamento.
Qualche tempo fa MEB ha annunciato un’azione di risarcimento civile nei confronti di Ferruccio De Bortoli per la storia di Ghizzoni
Vegas ha anche difeso l’operato di Banca d’Italia a proposito della mancata circolazione di informazioni sensibili sugli istituti di credito. Bankitalia, ha sostenuto Vegas, “ha il diritto di fare quello che ritiene più opportuno, perchè l’obiettivo della stabilità è ritenuto fondamentale dalla legge”. Se la Banca d’Italia ritiene che l’operazione effettuata da una banca “debba essere fatta perchè questa serve a mantenere la stabilità del sistema, fa bene a non comunicarlo alla Consob”.
(da agenzie)
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Dicembre 14th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO TANTI ANNUNCI BELLICOSI ORA PREVALE IL DESIDERIO “DI NON DANNEGGIARE IL CENTRODESTRA”…SALVINI HA OTTENUTO FEDRIGA IN FRIULI E LO HA SCARICATO
Tanto tuonò che alla fine non piovve. 
Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, aveva presentato la sua candidatura a governatore della Regione Lazio precisando che avrebbe corso anche contro il centrodestra, se necessario. Ovvero, anche se Fratelli d’Italia e Forza Italia non l’avrebbero appoggiato, visto che era sponsorizzato da Matteo Salvini.
Ora però, scrive oggi il Messaggero, Pirozzi dice che «Non sarò io a far vincere Zingaretti: la mia storia non me lo permette».
E quindi non si candiderà se ci sarà un altro candidato del centrodestra, causando un’emorragia di voti alla sua parte politica che potrebbe favorire il candidato del centrosinistra.
I maligni aggiungono anche che la Lega ha incassato il via libera per un suo candidato in corsa in Friuli Venezia Giulia (Massimiliano Fedriga) e quindi, visto che la Sicilia con Musumeci è stata appannaggio di Fratelli d’Italia, il candidato nel Lazio sarà espressione di Forza Italia.
§Questo esclude quindi Pirozzi, che adesso avrà però il “piccolo” problema di ricucire con la Meloni — dopo che non si è presentato al congresso di FdI — oppure di passare definitivamente con Salvini.
Mentre Forza Italia il suo candidato non l’ha ancora individuato: l’ideona di Paolo Liguori, l’ex Lotta Continua, sembra essere tramontata mentre si fanno ancora i nomi di Maurizio Gasparri e Fabio Rampelli, che però è di FdI.
Il tutto mentre i competitors già hanno individuato i loro candidati che sono in corsa da un bel po’: Zingaretti sarà appoggiato anche da Liberi e Uguali e quindi la sua candidatura sarà unitaria, mentre Roberta Lombardi da tempo è partita con la sua campagna elettorale.
Per Pirozzi invece ci sarebbe in ballo una candidatura da senatore nel Lazio.
(da “NextQuotidiano”)
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