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VOTO DI SCAMBIO: INDAGATO IL DEPUTATO DI FORZA ITALIA CESARO, IL FIGLIO ARMANDO E LA CONSIGLIERA BENEDUCE

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

PROMESSI PERSINO ABBONAMENTI IN PISCINA

Il deputato di Forza Italia Luigi Cesaro e due consiglieri regionali azzurri – Armando Cesaro, capogruppo e figlio di Luigi, e Flora Beneduce – hanno ricevuto avvisi di conclusione indagini da parte della procura di Napoli, per un’ipotesi di voto di scambio in relazione a fatti che, secondo la tesi accusatoria, sarebbero avvenuti tra il maggio ed il giugno del 2015, in occasione cioè delle ultime elezioni regionali.
Tra gli episodi contestati la presunta raccomandazione di un praticante per entrare in uno studio legale che Cesaro avrebbe promesso ad un elettore in cambio di voti per il figlio, ma anche il pagamento di abbonamenti ad alcuni elettori presso la piscina di Portici (Napoli) di proprietà  dei Cesaro.
Non è stato contestato invece alcun passaggio di danaro, come invece è accaduto per l’inchiesta gemella sul voto di scambio di cui si occupa la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che nel maggio dello scorso anno, aveva portato in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa i fratelli del deputato, Aniello e Raffaele.
Nella stessa inchiesta Luigi Cesaro è indagato per   minacce a pubblico ufficiale aggravate dal metodo mafioso.
La nuova accusa di voto di scambio arriva proprio mentre Cesaro è in ballo per ricandidarsi alle lezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Tre anni fa, quando era stato coinvolto dall’ultima inchiesta giudiziaria, aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi alla fine della legislatura.
Nelle ultime settimane, dunque, si è molto parlato di una candidatura del figlio Armando alla Camera dei Deputati. Adesso, però, Cesaro senior ci avrebbe ripensato: sarebbe pronto a correre al Senato. E a anche il figlio — che in ossequio al padre è soprannominato “a purpittina“, cioè la polpettina —   rimarrebbe in lizza per un posto a Montecitorio. Ipotesi che ha spaccato il partito in Campania.
Dai vertici di Forza Italia, però, è arrivato l’ordina di blindare i Cesaro. E il partito ha subito diffuso una nota per bollare l’inchiesta sui Cesaro come giustizia a orologeria.
In ogni caso Forza Italia pare essere intenzionata a candidare comunque i Cesaro. Nonostante siano coinvolti ii un’inchiesta per voto di scambio gli azzurri parlano di “libero consenso”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Giustizia | Commenta »

IN DIFESA DEL MUSEO EGIZIO DI TORINO DALL’IGNORANZA LEGHISTA

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

IL SOLITO ATTACCO PER ISTIGARE ALL’ODIO HA MANDATO FUORI USO IL CENTRALINO… OVVIAMENTE NESSUNO VA A PRELEVARE A CASA IL MANDANTE DEL REATO, MINNITI HA ALTRO DA FARE

Il Museo Egizio di Torino è sotto attacco. Negli ultimi giorni il suo centralino è fuori uso. I leghisti, per iniziativa del capo dei Giovani padani Andrea Crippa, hanno invitato a intasare il centralino del Museo, per contestare la bella iniziativa (una delle tante di questo straordinario Museo) che consente ai componenti della comunità  araba di visitare il Museo in coppia con il pagamento di un solo biglietto (è una promozione peraltro a tempo).
Si tratta di una strumentalizzazione vergognosa.
Forse bisogna ricordare ai leghisti che il Museo Egizio è un pezzo di Egitto in Italia, costituito grazie a scavi e acquisti effettuati nell’ambito di una politica colonialista d’altri tempi.
Non si tratta di mettere in discussione quella fase della nostra storia, ma non si può nemmeno ignorarla.
Bene ha fatto il Museo a ritenere che si dovessero favorire i componenti delle delle comunità  arabe (l’Egizio ha giustamente tutte le didascalie e i pannelli anche in arabo, oltre che in italiano e in inglese) nel conoscere questo pezzo di civiltà  egiziana presente a Torino.
È un atto altamente significativo, anche in termini di pacifica integrazione. In tal modo il Museo Egizio può rappresentare uno ‘strumento’ per risolvere conflitti, per favorire il dialogo pacifico attraverso la reciproca conoscenza e il rispetto.
Ricordo che l’Egizio è anche il Museo che ha intitolato una sala (in cui si documenta uno dei primi ‘sciprei’ dell’antichità ) a Giulio Regeni.
Ma tutto questo per la rozza propaganda leghista appare inconcepibile.
Totalmente falsa è anche la denuncia rivolta al Museo, che farebbe pagare agli Italiani con le loro tasse il biglietto agli arabi: l’Egizio non costa un solo euro allo Stato Italiano, è l’unico Museo in grado di autosostenersi, con introiti pari al 120% dei costi!
A questo proposito mi sembrano appropriate le parole di papa Francesco a proposito dei Musei: “I musei devono accogliere nuove forme d’arte. Devono spalancare le porte alle persone di tutto il mondo. Essere uno strumento di dialogo tra le culture e le religioni, uno strumento di pace. Essere vivi! Non polverose raccolte del passato solo per gli ‘eletti’ e i ‘sapienti’ ma una realtà  vitale che sappia custodire il passato per raccontarlo agli uomini di oggi”.
È triste assistere ad un tale imbarbarimento della battaglia elettorale, che non risparmia nemmeno i luoghi della cultura.
Esprimiamo piena solidarietà  al direttore Christian Greco e all’intero Museo Egizio, che sta svolgendo un’azione meritoria, nella ricerca, nella tutela e nella promozione dello sviluppo della cultura secondo i principi (art. 9) della nostra Costituzione.

Giuliano Volpe
Archeologo, presidente del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBACT

(da “Huffingtonpost”)

argomento: criminalità | Commenta »

LA QUESTIONE DELLA RAZZA SPIEGATA A SALLUSTI (E FONTANA)

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

L’88% DEL PATRIMONIO GENETICO DELL’UMANITA’ E’ COMUNE A TUTTI…CIASCUNO DI NOI E’ EREDE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ANNI DI SCAMBI GENETICI E QUINDI E’ METICCIATO QUANTO BASTA

Con una prosopopea che gli è tipica Alessandro Sallusti bolla come “razza di ignoranti”, oltre che di ipocrisia, coloro che hanno osato criticare le parole di Attilio Fontana, per il quale la razza bianca è a rischio.
Al di là  del fare sogghignare e sfregare le mani ad Adolf Hitler nella tomba, ciò che colpisce è il tono perentorio e ducesco con cui afferma «Tutte le “razze”, quindi, pari sono anche per la legge, e questo è pacifico, ma esistono.»
Con buona pace dei tanti genetisti che hanno dimostrato, con tanto di esperimenti e ricerche, come non sia possibile classificare gli umani in razze, la scienza, come diceva Einstein, può spezzare l’atomo, ma non scalfire un pregiudizio.
Il fatto che l’88% del patrimonio genetico dell’umanità  sia comune a tutti noi, non fa battere neppure un sopracciglio al nostro. Ignoranti sono coloro che non ci vogliono credere.
Si attacca, Sallusti, alla evidente diversità  umana e come smentirlo. Il problema è che quella diversità  non divide i “bianchi” dai “neri”, ma anche i biondi dai castani, quelli alti da quelli bassi, che però sono tutti bianchi.
Come la mettiamo allora? Che la distinzione funziona solo quando ci fa comodo?
Per guadagnare qualche voto in più.
Sarebbe bello che per quest’ultimo fine si proponesse qualcosa di meglio, non una pessima idea, riciclata peraltro dalla spazzatura del secolo scorso, che milioni di morti ha causato.
Per concludere, Sallusti si rifà  alla lingua italiana che prevede la parola razza e cita il Devoto-Oli dove si legge: «Razza: gruppo di individui di una specie contraddistinti da comuni caratteri esteriori ed ereditari».
Leggiamola bene questa definizione, seppure contestabile: parla di esseri umani? No, parla di individui della stessa specie, e nessuno nega che in molte specie animali esistano individui di razze differenti, per selezione naturale o artificiale (vedi cani e gatti).
Quanto ai caratteri ereditari, sarebbe bene sapere che ciascuno di noi è erede di centinaia di migliaia di anni scambi genetici e quindi talmente meticciato (per non dire imbastardito) quanto basta.
Sarebbe bello rileggersi il bellissimo dialogo di due personaggi di Gabriel Garcia Marquez in Dell’amore e di altri dèmoni :«Alla mia età , e con tanto di quel sangue mescolato, non so più con sicurezza di dove sono» disse Delaura, «Nè chi sono». «Nessuno lo sa in questi regni» disse Abrenuncio, «E credo che ci vorranno secoli per saperlo».
P.S. La lingua italiana prevede anche le parole: unicorno, befana, elfo e anfisabena, ma non per questo esistono.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Razzismo | Commenta »

TRAVAGLIO A SALVINI: “ERAVATE CON BERLUSCONI QUANDO HA FATTO UN CONDONO E TRE SCUDI FISCALI”

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

“NON SONO CREDIBILI LE PROMESSE DELLA LEGA SULL’EVASIONE FISCALE, AVETE PROTETTO GLI EVASORI”

Battibecco educativo ieri a Otto e Mezzo (La7) tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sull’alleanza tra Lega e Forza Italia.
Salvini insorge più volte durante il dibattito: “Quando ci sarà  Berlusconi, farete il processo a lui. Io sono qui a rappresentare un movimento che è quello che è cresciuto di più in questi anni”.
“Veramente siete alleati” — ribatte Travaglio — “Non sono credibili le promesse della Lega sull’evasione fiscale, perchè la Lega e tutto il centrodestra hanno votato un condono e tre scudi fiscali. Berlusconi, che era stato cacciato dalla porta, per rientrare dalla finestra, si sta presentando a livello internazionale come il contrario del se stesso negli ultimi 20 anni. Cioè come un moderato filo-europeista, obbediente agli accordi europei. Come fa Berlusconi, che ora sta promettendo alla Merkel, a questo e a quell’altro, che non farà  più lo sfasciacarrozze dell’Europa, come ha fatto per tanti anni?”.
“Prendo atto del fatto che non viene contestato Salvini e che la trasmissione è su Berlusconi” — ribadisce Salvini — “Di processi televisivi a Berlusconi ne avete fatti 150 e ne farete altri 150. Secondo me, sono noiosi”.
“Sto parlando del centrodestra, non solo di Berlusconi” — spiega il direttore del Fatto — “C’era la Lega quando lui faceva i condoni. I leghisti, secondo me, giustamente si vergognano di essere costretti a ripresentarsi un’altra volta con Berlusconi alleato”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

PIROZZI, LO SCARPONARO CHE ODIA LE TATE E VUOLE LE MAMME A CASA

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

SUL TERREMOTO E’ LECITO COSTRUIRSI UNA CARRIERA POLITICA?… L’IMBARAZZANTE CAMPAGNA ELETTORALE NEL PASSATO REMOTO DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA’

Sul terremoto Pirozzi ci ha costruito molto. Perfino il nome della sua lista, dedicata allo Scarpone. Il simbolo, questo evidentemente il messaggio per gli elettori, di un uomo che per un anno e mezzo ha combattuto le gigantesche difficoltà  di una città  rasa al suolo dal sisma del Centro Italia.
Sollevando però, questo lo si dimentica troppo spesso, non poche polemiche (per esempio quelle sugli sms solidali, una bufala smontata dalla procura di Rieti).
E in fondo, qualora fosse eletto governatore, lasciando il suo comune nel pieno della difficile ricostruzione. Ma questa è un’altra storia.
Come è storia diversa delle sparate elettorali quella della ristrutturazione della scuola Capranica e dei presunti mancati controlli all’Hotel Roma e alla casa di riposo Don Minzoni. Tutti edifici venuti giù quella notte dell’agosto 2016.
Pirozzi è un uomo di vecchia destra. Alcune sue posizioni, perfino le più retrograde, non stupiscono. Specie per chi conosca la destra di quei territori
L’avventura regionale è però faccenda ben più dura e alla ribalta nazionale fornita dal terremoto occorre aggiungere una forte caratterizzazione politica. Per spingere ancora di più la sua candidatura, un po’ come la “razza bianca” di Attilio Fontana in Lombardia, Pirozzi ne sgancia quindi una al giorno. Due giorni fa sulle donne. Anzi, sulle mamme. L’occasione era d’altronde un incontro con i simpatizzanti del Popolo della famiglia all’Atlantico Live di Roma. Serviva dunque un bel viaggio nel tempo, un ritorno al passato dei diritti, dell’emancipazione, delle libertà  individuali femminili. Altro che politiche di genere: per Pirozzi con le mamme a casa il problema è risolto.
Lo “scarponaro” riesuma dalla tomba della vergogna “argomenti” che fa quasi senso dover recuperare: come se l’educazione dei figli fosse un’esclusiva delle mamme, come se queste non potessero legittimamente ambire a sposare le due sfere della loro esistenza, condividendone alla pari il peso con i padri.
Come se non fossero uguali agli uomini, in tutto e per tutto. Evidentemente c’è ancora da ribadirlo se un candidato alla Regione usa questa immondizia ancestrale per raggranellare il sostegno dei teocon all’amatriciana.
“Questa è la battaglia della mia vita” ha spiegato Pirozzi rispetto alla sua legittima candidatura alle prossime elezioni.
Secondo noi di battaglie della vita, per il sindaco di una città  distrutta dal terremoto, ce ne sarebbero di più dignitose da combattere.

(da “Wired”)

argomento: elezioni | Commenta »

A PIROZZI NON BASTA LA REGIONE LAZIO, HA PRESENTATO UNA LISTA ANCHE PER IL SENATO

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

E’ EVIDENTE LO SCOPO DI DANNEGGIARE IL CENTRODESTRA ANCHE ALLE POLITICHE… E DICE DI AVER RICEVUTO UN MESSAGGIO INTIMIDATORIO

Per la circoscrizione Lazio del Senato è stato depositato al Viminale il simbolo “Sergio Pirozzi Presidente”.
Nel contrassegno è ben visibile l’orma di uno scarpone.
Una mossa che crea ulteriore scompiglio nel centrodestra, alla prese con la lite su chi candidare a governatore nel Lazio. Il caos tra gli alleati per la Regione rischia così di ripercuotersi anche a livello nazionale.
Due giorni fa era stato Francesco Storace, sostenitore del sindaco di Amatrice alla presidenza della Regione, a recapitare l’avviso ai partiti di centrodestra: “Leggo che il centrodestra è alla ricerca della maggioranza assoluta dei seggi per poter governare l’Italia. Mi chiedo perchè se ne vogliamo buttare una ventina alla Camera e una decina al Senato per il capriccio di perdere alle regionali del Lazio pur di non candidare Pirozzi”.
Il ragionamento è semplice: se non appoggiate il sindaco alle Regionali, rischiate di perdere anche le Politiche.
Tutto secondo programma, come avevamo preannunciato: In Lombardia Salvini ha imposto Fontana, come la Meloni fece con Musumeci in Sicilia. Il Lazio spettava a Forza Italia e spunta Pirozzi, sponsorizzato da Salvini per far perdere il centrodestra, come ormai ha capito persino la Meloni.
E dietro Pirozzi un altro grande sponsor, l’uscente Zingaretti con troppi amici in comune e un interesse evidente a spaccare il fronte avverso.
Nella telenovela non poteva mancare la lettera di minacce.
Il sindaco di Amatrice fa sapere, attraverso la sua pagina Facebook, di aver ricevuto un messaggio intimidatorio dai toni molto forti: “Ti facciamo fare la fine della tua Amatrice, ma dove c… credi di andare? Non vai da nessuna parte. Da solo non ce la farai, ti distruggeremo, montato del c….».
Questo, secondo quanto riferisce il primo cittadino del borgo distrutto dal terremoto del 2016, il testo dell’intimidazione.

(da agenzie)

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LA FONTANA ORA SGORGA LACRIME: CONTRO IL FISICATO ARIANO LEGHISTA UNA LISTA ISPIRATA DA MARONI E GUIDATA DALL’ASSESSORE DEL CARROCCIO FAVA

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

LA VOCE SE CONFERMATA POTREBBE GENERARE IL CAOS ALLE REGIONALI LOMBARDE… I MARONIANI NON FARANNO CAMPAGNA ELETTORALE PER FONTANA

Circola già  il nome di chi sarà  chiamato a guidare una lista anti-Fontana in Lombardia: l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava.
Nome a parte, come rivela il Fatto quotidiano, i maroniani stanno pensando a mettere in atto uno sgambetto nei confronti di Matteo Salvini, presentando appunto una propria lista in Lombardia.
Il Fatto descrive così l’atmosfera in casa Lega:
“La minoranza leghista non solo non farà  campagna, ma ragiona addirittura se farla contro. Per presentare una lista, i consiglieri ‘maroniani’ uscenti non avrebbero nemmeno bisogno di raccogliere firme, visto che la legge regionale lo impone solo a chi non era già  rappresentato al Pirellone”.
Una strategia, quella dei maroniani in Lombardia, che potrebbe avere riflessi a livello nazionale:
“Il ‘riservista’ Maroni potrebbe essere richiamato in servizio dai moderati Berlusconi e Renzi, finalmente liberi dal fardello fascioleghista”.
Nelle tensioni interne alla Lega pesa anche la decisione di candidare Giulia Bongiorno, scelta criticata dai maroniani.
Fontana finge di ostentare sicurezza. “Giulia Bongiorno è una persona sicuramente molto capace, è una mia collega”, ha detto ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare le tensioni all’interno del suo partito. “Sono piccoli dettagli che non incidono sulla sostanza di una Lega forte e coesa – ha detto – sono magari visioni diverse, ma la Lega non si dividerà  mai”, ha aggiunto.
Ormai sente l’alito di Gori sul collo.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: elezioni | Commenta »

SILURO DI ASIA ARGENTO A GIULIA BONGIORNO: “HAI DIFESO UN MAFIOSO, MA TI SEI RIFIUTATA DI DIFENDERE VITTIME DI VIOLENZA SESSUALE”

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

ALTRO COLPO DALLA BONINO: “QUANDO LA BONGIORNO DICE DI ESSERE STATA CONVINTA DALLA BRILLANTEZZA INTELLETTUALE DI SALVINI, QUALCHE DUBBIO SORGE”

“L’avvocato Bongiorno aveva difeso il mafioso Andreotti (“Assolto! Assolto! Assolto!”) ma si è rifiutata di tutelare alcune vittime di violenza sessuale nell’industria cinematografica… DoppiaDifesa? Dissociazione totale”.
E’ il tweet micidiale di Asia Argento contro Giulia Bongiorno, finita in queste ore al centro di polemiche anche all’interno della Lega per la sua candidatura nel partito di Salvini.
A chi, via Twitter, ha chiesto all’attrice di “spiegarci meglio o segnalarci qualcuno con cui approfondire”, Asia Argento ha risposto: “Sarebbe bello conoscere l’opinione delle altre attrici italiane, visto che fino ad oggi sono state mute riguardo la rivoluzione metoo”.
E fa intendere che ha in serbo il colpo da ko.
Parla anche Emma Bonino che si dice “stupita della scelta di Bongiorno”.
“L’ho solo incrociata per qualche dibattito, mi ha stupito perchè lei è stata un ottimo presidente della commissione Giustizia. Capisco ancora meno la giustificazione che sarebbe stata convinta dalla brillantezza intellettuale di Salvini”, chiosa Bonino.
Colpo più raffinato, ma di sicuro effetto.
E alla fine la mossa di Salvini di candidare la Bongiorno per conquistare i salotti buoni sta rivelandosi un boomerang non da poco.
E siamo solo agli inizi.

(da agenzie)

argomento: Costume | Commenta »

GLI STRANI MESTIERI DICHIARATI DAI GRILLINI: DI MAIO STUDENTE E DI BATTISTA GIORNALISTA

Gennaio 20th, 2018 Riccardo Fucile

PER BERLUSCONI SONO UN BRANCO DI FANCAZZISTI DISOCCUPATI,      I GRILLINI REPLICANO: “SOLO 6 SU 123”, MA AVERE UN TITOLO NON VUOL DIRE LAVORARE

C’è tutto un duello tra Berlusconi e i 5 Stelle sul lavoro. Non abbiate paura: non è su chi risolverà  il dramma della disoccupazione. No. Berlusconi sostiene che i 5 Stelle non possano governare perchè sono un branco di disoccupati.
I grillini ne hanno abbastanza e così hanno spedito uno di loro a casa dell’ex Cav con una lettera contenente l’elenco dei parlamentari uscenti con tanto di mestiere, o professione, corrispondente.
Tanto per dimostrare che è una bufala che l’87% degli eletti del M5S siano disoccupati, come dice Berlusconi. «Sono solo 6 su 123». Tutti gli altri?
Per esempio il leader Di Maio? «Studente». A 31 anni? Si intende che lo era quando cinque anni fa ha varcato il portone della Camera. Cioè a 26 anni. Comunque un fuoricorso. Ma studente, per amore dei libri, si può essere a vita.
Studenti ce ne sono un po’ nella lista. E resteranno tali per altri 5 anni (magari arrivando alle soglie dei 40) se verranno rieletti.
Poi c’è una figura un po’ strana: «La studentessa/lavoratrice». Non si specifica che lavoro, perchè il mestiere è l’atto in sè.
Fico è «comunicatore», anche se non si capisce bene cosa sia. Di Battista «giornalista», sebbene abbia sempre preferito definirsi reporter e questo è un Paese dove, nonostante ci sia un Ordine, il titolo di giornalista non si nega a nessuno.
Poi tanti avvocati e ingegneri, che non sono mestieri in sè o prove di una carriera lavorativa ma titoli concessi dopo un esame professionale.
Ma a volte il vocabolario tradisce inaspettate somiglianze anche tra chi passa il tempo a misurare le reciproche distanze.
«Professionisti della politica», fu un’efficace espressione coniata da Berlusconi ai tempi in cui la verginità  dalla politica sembrava il valore da appendere alle forche con cui infilzare i partiti.
Per questo l’effetto è spaesante quando la stessa espressione la usano i 5 Stelle contro l’avversario. «Nessun professionista della politica da noi, come l’89% dei parlamentari di Forza Italia».
Tutto dipende dall’angolatura delle parole.
Perchè in effetti Berlusconi, dai e dai, è da 24 anni che fa politica. Però è pur vero che se uno un reddito lo trae solo dalla sua carica in Parlamento, letteralmente cos’altro è se non un professionista della politica?

(da “La Stampa”)

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