Destra di Popolo.net

TOMMASI PRANZA CON DI MAIO MA DICE NO A UN MINISTERO

Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile

“NESSUN IMPEGNO POLITICO ALL’ORIZZONTE” TWITTA IL PRESIDENTE DELL’ASSOCALCIATORI

“Nessun impegno politico all’orizzonte…oggi ‘grana’ Arezzo per un professionismo sostenibile. Con @assocalciatori per #ilcalcioachiloama #cambiamoilcalcio”.
In un tweet Damiano Tommasi chiarisce di non avere nessun impegno politico all’orizzonte in vista delle prossime elezioni del 4 marzo.
Il suo nome era stato inserito nell’elenco dei possibili ministri di un Governo a 5 Stelle.
Ieri a pranzo il presidente dell’Assocalciatori ha incontrato il capo politico di M5S Luigi Di Maio.
Dopo il rifiuto del campione del mondo Claudio Gentile, che ha detto no al corteggiamento dei pentastellati, anche Tommasi ha declinato.
E mancano pochi giorni all’annuncio della squadra di governo dei 5 Stelle.

(da “Huffingtonpost”)

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IL TESTAMENTO DEL CONSIGLIERE SARDO DEL PCI: “DONO I 450.000 EURO DEL MIO VITALIZIO PER PAGARE BORSE DI STUDIO A UNIVERSITARI MERITEVOLI”

Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile

FRANCESCO COCCO E’ MANCATO IL 24 DICEMBRE… IL PRESIDENTE DELL’ERSU: “UN ATTO MERAVIGLIOSO, EROGHEREMO DIECI BORSE DI STUDIO PER DIECI ANNI”

I suoi vitalizi andranno all’Ente per il diritto allo studio di Cagliari per finanziare borse di studio per aiutare studenti meritevoli e in difficoltà  economiche.
Aveva deciso così Francesco Cocco, esponente sardo del Pci deceduto lo scorso dicembre, scrivendolo nero su bianco nel suo testamento.
L’eredità  di 450mila euro, frutto del vitalizio per la sua attività  di consigliere regionale dal 1984 al 1994, verrà  donata all’Ersu: 300mila euro in denaro e 150mila in titoli, vincolati alla morte della compagna.
“È un atto meraviglioso da un punto di vista umano”, ha detto il presidente dell’Ersu, Michele Camoglio, confermando la notizia riportata dal quotidiano L’Unione Sarda. Intellettuale di stampo gramsciano e assessore alla Cultura con la giunta guidata da Mario Melis, Cocco ha affidato le sue volontà  testamentarie a un notaio dal quale Camoglio si recherà  nei prossimi giorni prima di discutere come i 450mila euro saranno utilizzati nella riunione del consiglio di amministrazione dell’Ente, fissata per giovedì prossimo.
Un’idea, però, c’è già : “Invece di realizzare una biblioteca o una mensa, abbiamo pensato che quei soldi potessero andare direttamente agli studenti — spiega Camoglio — Mentre infatti per i titoli, nel testamento, vi è una destinazione vincolata, cioè quella di aiutare i neolaureati, meritevoli e con problemi economici, a seguire master di specializzazione, nel caso dei fondi non c’è nessun vincolo”.
L’idea del presidente dell’Ersu è quella di organizzare dei bandi che si affianchino a quelli normalmente pubblicati dall’Ente — finanziati con fondi dell’università , della Regione della Fondazione di Sardegna — per creare una borsa di studio pluriennale intitolata a Francesco Cocco. Dai primi calcoli, potrebbero essere disponibili un centinaio di borse di studio da 1000 euro ciascuna, distribuite in 10 anni.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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POLONIA, SCUOLA INTITOLATA A GARIBALDI CAMBIA NOME: “NON ERA ESTRANEO ALL’ANTISEMITISMO”

Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile

UN’OFFESA ALL’ITALIA OLTRE CHE UN FALSO STORICO

In Polonia Giuseppe Garibaldi rischia post mortem di diventare politicamente non corretto.
Pazienza se lui e il suo luogotenente Francesco Nullo e reparti garibaldini inviati a combattere per la libertà  dei polacchi sono da tempo simbolo di amicizia e fraternità  tra i due paesi.
Una scuola elementare di Varsavia, intitolata appunto all'”eroe dei due mondi” dal 1963, adesso cambierà  nome.
Lo ha deciso la direttrice della scuola stessa, come riferisce il quotidiano Gazeta Wyborcza (il più autorevole media indipendente dell’est dell’Unione europea, fondato nel 1989 della rivoluzione pacifica che avviò la caduta dell’Impero sovietico e del Muro di Berlino) dall’eroe e veterano dell’opposizione democratica, storico e giornalista, Adam Michnik.
La motivazione della scelta di cambiare nome alla scuola, stando al resoconto di Gazeta, è quantomeno singolare.
La direttrice ritiene che Garibaldi non meriti l’onore di avere un istituto intitolato a lui in quanto — come avrebbe detto la direttrice in una trasmissione in una radio locale — egli “era un avventuriero non estraneo alla pirateria e all’antisemitismo”.
La notizia ha ovviamente causato una immediata protesta dell’ambasciata d’Italia a Varsavia. L’ambasciatore Alessandro de Pedys ha definito quella frase “parole che offendono inutilmente tutti gli italiani”.
Gazeta scrive che la scuola ha intenzione di rinominare la scuola intitolandola a Jan Bytnar, eroe della resistenza antinazista a Varsavia.
Ma la cancellazione della memoria di Garibaldi arriva, tra l’altro, in un momento non proprio sempice dei rapporti tra la Polonia e la Ue, gli Usa, Israele, altri paesi del mondo libero.
Cioè dopo la controversa legge sulla shoah che punisce con pene fino a tre anni non solo chi assurdamente definisce “campi polacchi” i campi di sterminio nazisti costruiti e gestiti dall’occupante tedesco nella Seconda guerra mondiale per attuare il genocidio del popolo ebraico, bensì punisce anche chi parla di casi documentati da storici di complicità  di singoli polacchi con l’esecuzione della Shoah e di pogrom e massacri di ebrei compiuti da civili polacchi.
La legge entrerà  in vigore il primo marzo ma sarà  operativa solo dopo il pronunciamento in merito della Corte costituzionale.
“Siamo già  in polemica con Israele e con gli Stati Uniti, ora rischiamo di offendere anche gli italiani”, ha commentato il sindaco del quartiere dove sorge la scuola.
Tra l’altro nel 1863 Garibaldi inviò appunto in Polonia Francesco Nullo, un suo luogotenente, e reparti di suoi soldati per appoggiare sul campo l’insurrezione nazionale polacca contro la brutale dominazione della Russia zarista, e a Francesco Nullo sono dedicate anche strade. Il busto di Francesco Nullo, morto sul campo in Polonia nello steso 1863, fu inaugurato davanti al Parlamento polacco nel 1939, poco prima dell’aggressione nazista e sovietica.
Ma questa è l’aria che tira oggi in Polonia. Dopo che alla conferenza internazionale di Monaco sulla sicurezza il premier Mateusz Morawiecki è giunto a dire che ci sarebbero stati anche colpevoli e autori ebrei dell’Olocausto, l’altro giorno diverse organizzazioni ebraiche, come riferito da Repubblica.it, hanno denunciato un crescente clima di antisemitismo, xenofobia e intolleranza.
A suo modo ne fa le spese anche la memoria di Garibaldi.

(da agenzie)

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CANDIDATI ALL’UNINOMINALE, QUEGLI SCONOSCIUTI

Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile

DUE TERZI DEGLI ITALIANI NON SANNO CHI SI E’ CANDIDATO NEL LORO COLLEGIO… MENO DELLA META’ E’ INFORMATO SU COME SI VOTA

Soltanto un terzo degli italiani sa chi sono i candidati del collegio uninominale in cui risiedono sia alla Camera che al Senato. Il 20% conosce solo il nome del candidato che ha già  scelto.
E meno della metà  è informato su come si vota con il Rosatellum.
Questo il risultato di un sondaggio di Antonio Noto pubblicato dal Messaggero.
Per i 232 collegi uninominali della Camera e per i 116 collegi uninominali del Senato la maggioranza degli italiani voterà  probabilmente “al buio”, non sapendo chi si è candidato e fidandosi probabilmente solo del simbolo del partito che ha scelto. E tutto ciò anche a causa delle casse vuote dei partiti, che non hanno potuto spendere più di tanto per la pubblicità  elettorale nè affidarsi ai comizi.
Il tutto dovrebbe consentire di mettere una pietra sopra dietro la strategia disegnata da molti partiti di candidare nel collegio personalità  più conosciute dagli elettori. O forse no, perchè se è vero che molti collegi sono in bilico, la maggiore notorietà  di un candidato rispetto a un altro potrebbe costituire un fattore decisivo (nel bene e nel male).

(da “NextQuotidiano”)

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SVILUPPO SOSTENIBILE, L’ITALIA ARRETRA: “IN CRESCITA POVERTA’ E DISEGUAGLIANZE”

Febbraio 22nd, 2018 Riccardo Fucile

GLI INDICATORI AGGIORNATI   CHE GUARDANO ALL’AGENDA ONU 2030

Aumenta il numero dei poveri, e aumenta la distanza tra redditi alti e redditi bassi, peggiora la qualità  del lavoro, crescono i rapporti “a bassa intensità “: gli indicatori elaborati dall’ASviS, l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, descrivono lo stesso Paese che ieri il ministero dell’Economia ha definito in grande miglioramento.
I parametri, certo, sono diversi: il rapporto del Mef viene elaborato sulla base di indicatori ricavati dal Bes, il rapporto per il benessere equo e sostenibile pubblicato dall’Istat, mentre l’ASviS tiene conto dell’Agenda 2030 dell’Onu.
L’obiettivo però, in entrambi i casi, rimane quello di misurare il benessere degli italiani, al di là  dei parametri ufficiali di misurazione della crescita.
Al di là  del Pil, dunque, ma al di là  del Pil, dimostrano i rapporti pubblicati negli ultimi due giorni, non necessariamente si arriva alle medesime conclusioni.
In particolare dai dati ASviS emerge un netto peggioramento del nostro Paese nel 2016, confrontandosi con il 2010, rispetto al primo obiettivo dell’Agenda 2030, e cioè la povertà  (crescono sia quella assoluta che quella relativa), con un piccolo miglioramento solo rispetto alla percentuale di persone che vivono in abitazioni che presentano problemi e alle famiglie che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione.
Male anche l’indicatore che misura la disponibilità  dell’acqua e delle strutture sanitarie.
Quanto al lavoro, c’è un piccolo recupero, ma la crisi ha fatto aumentare come non mai la “mancata partecipazione”, e i livelli precrisi sono lontanissimi (un dato che in effetti emerge anche dal rapporto inviato dal Mef alle Camere: è vero che in prospettiva c’è un miglioramento, ma i livelli del 2004 sono irraggiungibili al momento).
La disuguaglianza cresce, dal 2009 l’indicatore segna un forte peggioramento. E’ vero che aumenta il reddito disponibile, come attesta il rapporto del Mef, ma cresce anche la percentuale di persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile inferiore al 60% del reddito mediano.
L’indicatore che misura la vivibilità  degli insediamenti urbani risente di tutti i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, e anche quello che misura la qualità  dell’ambiente peggiora.
Migliorano invece l’indicatore della salute e del benessere e anche quello che misura l’istruzione di qualità , crescono i laureati tra i 30 e i 34 anni e diminuiscono le uscite precoci dal sistema scolastico.
Passi in avanti anche sull’uguaglianza di genere e sull’industrializzazione equa e responsabile, migliorano gli stili dei consumi mentre le emissioni di gas serra si sono temporaneamente ridotte solo per la crisi, ma sono già  tornate a crescere
Gli altri indicatori sono piuttosto statici.
In generale, sottolinea il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, “Malgrado i passi in avanti compiuti in alcuni campi, l’Italia resta in una situazione di non sostenibilità  economica, sociale e ambientale. Se i partiti non metteranno lo sviluppo sostenibile al centro della legislatura, le condizioni dell’Italia saranno destinate a peggiorare anche in confronto ad altri Paesi”.

(da “La Repubblica”)

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QUARTA PUNTATA FANPAGE, A MARGHERA: “SONO SOLDI DELLA CAMORRA? NESSUN PROBLEMA”

Febbraio 21st, 2018 Riccardo Fucile

LA MEDIATRICE E’ LA MOGLIE DI COLONNELLO DEI CARABINIERI E RAPPRESENTA UNA CORDATA DI IMPRENDITORI INTERESSATI A UN SITO DI STOCCAGGIO A MARGHERA… CHIEDE UNA MAZZETTA DI DUE MILIONI DI EURO

Quarta puntata dell’inchiesta Bloody Money, su rifiuti, appalti e politica.
Alcune anticipazioni dell’episodio, dal titolo “L’oro di Marghera” sono state mostrate durante il programma “Bersaglio Mobile” di Enrico Mentana, dove è intervenuto il direttore Francesco Piccinini, che insieme al video reporter Sasha Biazzo ha firmato l’inchiesta.
Il racconto si sposta in Nord Italia, in particolare in Veneto.
Nelle immagini si vede Nunzio Perrella, ex boss della Camorra infiltrato per Fanpage.it, questa volta insieme a un’interlocutrice, e i due discutono chiaramente di denaro della Camorra da utilizzare per un affare.
La donna risponde positivamente a Perrella, rassicurandolo del fatto che il denaro in questione possa essere utilizzato senza problemi: “Questi sono soldi della camorra? Va bene, dov’è il problema”.
Scopriamo che la donna è la moglie di un colonnello dei carabinieri, che incontra appunto la fonte “infiltrata” di   Fanpage.it per parlare di un business, la costruzione di un sito di stoccaggio a Marghera.
La donna però funge da intermediario per una cordata di imprenditori, e in un incontro successivo, che sarà  pubblicato nella quarta puntata di Bloody Money, ci chiederà  due milioni di euro.
Mentana, dopo che l’anticipazione è andata in onda, chiede a Piccinini se la donna è stata coinvolta precedentemente o se è la prima volta che incontra Perrella, e Piccinini gli risponde: “Al momento in cui ci siamo messi in contatto la signora era latitante. Ed è stata una delle prime persone ad agganciarci”.
E dopo aver mostrato il video in cui il governatore Vincenzo De Luca parla di “aggressione squadristica e camorristica” ai danni della sua famiglia, Piccinini gli risponde: “A me, da cittadino campano, ha fatto male vedere che quei politici ci hanno detto “a noi non interessa dove andate a sversare i rifiuti”. Se allo Stato non interessa del cittadino, mi chiedo che Stato sia questo”.
Alla domanda provocatoria di De Luca “Chi vi paga?”, che il governatore rivolge ai giornalisti di Fanpage.it, Piccinini replica: “Noi non riceviamo finanziamenti pubblici, noi viviamo di pubblicità “.
“Nell’inchiesta di Fanpage.it ci sono delle cose che andranno chiarite — ha detto al giornalista Claudio Velardi — perchè dal video non si capisce il reale coinvolgimento di Roberto De Luca, assessore a Salerno. Anch’io al suo posto avrei ricevuto un imprenditore”.
Ma a che titolo Roberto De Luca si stava occupando del business delle ecoballe in Campania? “Io stresserei il punto fondamentale — dice Piccinini — siamo andati da Roberto De Luca, ma non perchè lo abbiamo scelto. Ci sono persone che ci contattano, come si vede nei video, sono i mediatori che ci portano dai politici”.

(da Fanpage)

argomento: denuncia | Commenta »

REGIONE LOMBARDIA, RICOPERTA DI INSULTI RAZZISTI CANDIDATA ITALO-AMERICANA: “ORA SO COSA PROVAVA MIO PADRE NEGLI ANNI ’30”

Febbraio 21st, 2018 Riccardo Fucile

INSERITA NELLA LISTA OBIETTIVO LOMBARDIA PER LE AUTONOMIE, AVEVA POSTATO IL SUO SANTINO ELETTORALE… E LA SOLITA FOGNA RAZZISTA SI MANIFESTA

“Musulmana”, “Vai a fare la tr…. nel tuo Paese”, “Via dalla Lombardia, giù le mani dalla nostra regione”. L’hanno ricoperta di insulti volgari, tanto da costringerla a spiegare che lei, Jessita Mc Kinney, candidata alle regionali in Lombardia con Giorgio Gori, è italiana.
È nata in provincia di Brescia sessant’anni fa, ma ora per colpa degli insulti ricevuti dice di aver vissuto “nel 2018 quello che provava mio padre, afroamericano, negli Stati Uniti negli Anni Trenta e Quaranta”.
Inserita nella lista Obiettivo Lombardia per le autonomie a sostegno del candidato di centrosinistra, Mc Kinney ha pubblicato un post sui social con il suo ‘santino’ elettorale e tra i commenti si leggono insulti a sfondo razzista.
La candidata ha così sintetizzato la sua amarezza: “Viva la libertà  d’espressione — ha scritto — ma qui si supera il livello di decenza. Mi presento perchè pare che non mi conosciate, nè abbiate letto le mie origini che mi pare aver capito odiate“.
Quindi ha spiegato: “Sono nata a Desenzano del Garda (Brescia per chi non lo sapesse, Lombardia) nel 1958. Giuro che in 60 anni un’asfaltata del genere non l’ho mai ricevuta. Vi ringrazio di farmi vivere nel 2018 quello che provava mio padre (Afroamericano) negli Stati Uniti negli anni ’30 e ’40”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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“ACCOLTELLATO ALLA SCHIENA MENTRE APPENDEVO I MANIFESTI, HO RISCHIATO DI ESSERE UCCISO”

Febbraio 21st, 2018 Riccardo Fucile

PARLA L’ESPONENTE DI   “POTERE AL POPOLO” AGGREDITO A PERUGIA DA QUATTRO INCAPPUCCIATI   COI BASTONI: “LA VIOLENZA E’ DETTATA DALLA STUPIDITA'”

«Ci hanno accerchiato in quattro. Coi bastoni. C’è stata una colluttazione. Quando sono scappati mi sono accorto che avevo i pantaloni imbrattati di sangue e la giacca squarciata. Mi hanno accoltellato alle gambe e alla schiena. Ho rischiato di essere ucciso».
Mario Pasquino, 37 anni, stava affiggendo alcuni manifesti elettorali di Potere al Popolo insieme al cugino quando è stato aggredito martedì a Ponte Felcino, estrema periferia di Perugia, intorno alle 22.30.
Cosa è accaduto?
«In questi giorni sto dando una mano ai compagni di Potere al Popolo per fare attacchinaggio. Ieri sera ero con mio cugino quando all’improvviso siamo stati accerchiati da un gruppo di quattro persone, tutte quante incappucciate, c’è stata un’aggressione dalla quale è nata una colluttazione durata qualche minuto, fino all’arrivo di alcuni passanti che hanno fatto dileguare i nostri aggressori».
Avevano il coltello.
«Mi sono accorto di essere stato ferito. In un primo momento c’era adrenalina e concitazione e non mi ero accorto, poi però mi sono reso conto che stavo sanguinando. La gamba era piena di sangue, ho rimediato due coltellate alla coscia. Anche la giacca, dietro, era bucata, mi hanno colpito pure alla schiena. Sono stato molto fortunato perchè se la lama fosse entrata a quest’ora forse non sarei qui a parlare con lei… la giacca è di un tessuto molto solido e ha attutito il fendente».
È un episodio molto grave
«Quello che è accaduto è allucinante, faccio politica da tanti anni, ci può stare lo scontro verbale, il battibecco, quattro coltellate sono gravi. Lo ritengo un episodio dettato più che altro dalla stupidità  e dall’inesperienza. Faccio politica da una vita, sono antifascista e non darei mai a nessuno una coltellata, non mi verrebbe mai neppure in mente di girare col coltello».
Palermo, Modena, Livorno, Busto Arsizio, Como, Macerata. All’elenco degli episodi violenti si aggiunge Perugia.
«Il livello dello scontro politico si sta incattivendo molto, la società  sembra spaccata in due e se non si sta attenti ai toni da usare gli stupidi, appunto, possono commettere gesti incredibili. I miei aggressori erano bendati e non saprei riconoscerli, non so chi siano, potrebbero far parte di qualche formazione di estrema destra, è un’ipotesi che non si può certamente escludere. Quattro coltellate? A Perugia non ricordo nulla di simile perchè è una comunità  tranquilla. Ci può essere lo scontro, appunto, verbale, una scazzottata tra ventenni, ma quattro coltellate sono una cosa molto diversa e molto più grave»
Ora come ti senti?
«Dolorante, stanotte alle tre sono stato dimesso dall’ospedale. Sono consapevole del fatto che ho rischiato la vita, se i fendenti mi avessero centrato un polmone o un rene a quest’ora sarei morto. Penso anche al mio aggressore: per una cosa così violenta si va in galera…».
Tuo cugino è stato ferito?
«Lui ha riportato una contusione sulla fronte per la bastonata ricevuta. Loro, i quattro incappucciati, sono arrivati con i bastoni. Questa cosa è molto grave. Lo ripeto: credo ci sia più stupidità  che delinquenza, alcuni vivono nel mito di storie passate senza rendersi conto della realtà … ancora fare i fascisti, gli squadristi fascisti… di fronte ci sono persone, esseri umani, la comunità , la collettività , bisogna abbassare i toni».
Quali sono i tuoi trascorsi politici?
«In passato ho fatto parte di Sinistra e libertà , ho sempre orbitato nella sinistra. Ora non sono iscritto ma ho sempre fatto attività  politica come attacchinaggio di manifesti, mi sono sempre dato da fare durante le campagne elettorali per offrire il mio supporto. In Sel, invece, ero iscritto, ero un militante attivo nel partito. Ieri sera è accaduto qualcosa che non succedeva da tantissimo tempo, è un episodio grave, forse qualcosa di simile è accaduto negli anni Sessanta e Ottanta».

(da “Umbria24″)

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“HANNO FERITO LA MIA DIGNITA'”: PARLA L’ANZIANO INVALIDO AGGREDITO DALLA BABY GANG

Febbraio 21st, 2018 Riccardo Fucile

AUTORI QUATTRO MINORENNI NEL PISTOIESE… IL VESCOVO: “LA VIOLENZA QUEI RAGAZZINI L’HANNO IMPARATA DA NOI”

“Mi hanno tolto il bastone e io sono finito in terra. Ora sto bene, ma non c’è rispetto, questi ragazzi non hanno rispetto.”
A parlare è Angelo Brozzi, 76 anni, ex imbianchino in pensione di Casalguidi, nel comune di Serravalle Pistoiese.
Qualche giorno fa stava passeggiando in strada quando è diventato l’oggetto del divertimento di una banda di cinque ragazzini, 16 anni il più grande, 13 il più piccolo. Uno di loro gli ha strappato il bastone, facendolo cadere a terra.
Uno scherzo spietato filmato con uno smartphone e poi fatto circolare su Whatsapp e altre piattaforme. A
lla fine è stato proprio un loro coetaneo a denunciarli, spiattellando tutto su Facebook:   “Ancora loro, ma guarda cosa hanno combinato, stavolta”, ha commentato.
E, dopo pochi minuti, i responsabili sono stati individuati.
Prima dai compaesani che si sono scatenati sul social network e poi dalla squadra mobile di Pistoia che li ha bloccati e interrogati. Quattro i loro (il 13enne non imputabile) devono ora rispondere di furto con strappo, e la vicenda è finita alla Procura del Tribunale per i Minorenni di Firenze.
“Li ho perdonati, sono pur sempre ragazzi — dice Angelo con un sorriso rassegnato -. Ma ora spero che mettano la testa a posto. Perchè non mi hanno fatto solo male al ginocchio, ma hanno ferito la mia dignità ”.
Sull’episodio è intervenuto anche il vicesindaco di Serravalle, Federico Gorbi, al Corriere fiorentino: “Per fortuna l’anziano aggredito ha riportato solo qualche ecchimosi ed escoriazione, ma l’episodio è gravissimo”, dice. “Sono fatti che amareggiano profondamente e che vanno stroncati sul nascere, prima che si diffondano ulteriormente”.
Ma è davvero tutta colpa di cinque ragazzini allo sbaraglio? Il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, ammonisce: “Di fronte a un video postato fingiamo di scandalizzarci, fingiamo di indignarci, condanniamo, emettiamo sentenze per non riconoscere semplicemente una cosa: il voyeurismo, l’indifferenza e forse la violenza, i ragazzini le hanno imparate da noi”.

(da agenzie)

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