Luglio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
“INCASSO 6 MILIONI IN UNA LEGISLATURA DAI PARLAMENTARI? LE FINALITA’ SONO CHIARE”
“Oggi grazie alla Rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa e’ inevitabile”.
Lo sostiene, intervistato da La Verità , Davide Casaleggio che precisa: “il Parlamento ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti. Tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma”.
Un democrazia diretta che “è già una realtà grazie a Rousseau che per il momento è adottato dal M5S ma potrebbe essere adottato in molti altri ambiti”.
La parte più interessante dell’intervista, firmata da Mario Giordano, è però quella in cui si parla di Rousseau:
Quali sono i rapporti tra Associazione Rousseau e Casaleggio Assodati?
«L’unico rapporto oggi riguarda la mia persona, dal momento che sono presidente di entrambe».
Anche la sede è la stessa
«Le persone che collaborano a Rousseau sono distribuite in tutta Italia e qualcuna anche all’estero. Per legge un’associazione deve avere una sede fisica, un indirizzo e un numero di telefono. Quindi formalmente la sede è dove ho l’ufficio, essendone il presidente. Questo è un tipico esempio di quello che dicevo poco fa: la Rete consente a persone che si trovano in luoghi molto distanti tra loro di collaborare a un unico progetto. La legge, però, ci impone di indicare luoghi fisici. Vecchi schemi applicati a nuovi modelli».
I parlamentari 5 stelle devono versare ogni mese 300 euro all’Associazione Rousseau. I parlamentari 5 stelle sono 331. Cid significa che ogni mese nelle casse della Associazione Rousseau entrano 99.300 euro. Cioè 1.191.600 euro l’anno. Quasi 6 milioni nella legislatura. Ho sbagliato i calcoli?
«Questo è un altro punto che ci differenzia. Sinceramente non comprendo come sia possibile che i partiti in Italia chiedano contributi ai loro eletti in Parlamento fino a io volte tanto dopo aver tra l’altro incassato decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici. È di venerdì scorso la notizia che Pietro Grasso è stato condannato a versare al Pd oltre 83.000 euro di contributi non pagati al partito. Nel Movimento dichiariamo sempre in modo trasparente gli impegni dei nostri eletti e le finalità delle raccolte fondi».
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
CHISSA’ COME SONO CONTENTI I NO TAV DELLA VALLE CHE HANNO VOTATO M5S FIDANDOSI DELLE PROMESSE
La Tav è “un’opera che abbiamo ereditato; quando è nata, se ci fosse stato il M5s al governo,
non sarebbe mai stata concepita in questa maniera, così impattante, così costosa”.
Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a Radio1.
Il ministro ha condannato “fermamente le proteste incivili soprattutto perchè limitano l’espressione delle proteste civili”. “Il nostro obiettivo — ha proseguito il ministro — sarà quello di migliorarla, così come scritto nel contratto di governo. Non vogliamo fare nessun tipo di danno economico all’Italia ma vogliamo migliorare un’opera che è nata molto male”.
Ora, è evidente a tutti che se Toninelli vuole migliorare la TAV significa che vuole farla, al contrario di quello che chiedevano al MoVimento 5 Stelle i NO TAV, alcuni dei quali invitavano a scegliere il M5S proprio per la sua posizione sull’opera: nel febbraio scorso Alberto Perino, ex portavoce dei No Tav, fu protagonista di una polemica con Nicoletta Dosio, esponente in vista dei No TAV che si era candidata con Potere al Popolo.
Nel suo intervento al Salone polivalente di Bussoleno Perino disse che la scelta di Nicoletta era “inutile”: « In politica bisogna fare attenzione: mi dispiace che in Valle ci siano delle persone No Tav che sono in un’altra lista. Ci va la capacità politica di capire che certe posizioni non sono utili, possono essere ideologiche e di speranza, ma è grave se alla fine tolgono delle possibilità di riuscire a fare ciò che hanno fatto i 5 stelle in questi anni».
E ancora: « Starei malissimo se dopo il 4 marzo dovessimo notare che i voti che potrebbero essere mancati a qualcuno di nostri candidati, siano andati persi in un’altra lista, che sarà anche No Tav ma senza portare a nulla » .
È una prospettiva che il Bovè della Valsusa definiva « drammatica » , dopo aver fatto un endorsement totale a favore dei Pentastellati. « Dobbiamo votare e far votare i 5 stelle, gli unici in Parlamento che sono contro il Tav. Chi non lo fa – avverte – poi non si lamenti ».
Chissà oggi come la pensa.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 23rd, 2018 Riccardo Fucile
UN IMPONENTE CORTEO DI ASSOCIAZIONI UMANITARIE METTE ALL’ANGOLO I RAZZISTI E CHI LI PROTEGGE
Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Monaco di Baviera per protestare contro la politica anti-immigrati e la svolta populista di destra dell’Unione cristiano-sociale (Csu) del Ministro degli interni Horst Seehofer e del governatore regionale Markus Sà¶der.
Indetta da oltre 150 organizzazioni politiche e associazioni umanitarie, la manifestazione è partita dalla centralissima Goetheplatz per concludersi alla Kà¶nigsplatz dove si svolge il comizio finale.
Sotto una pioggia battente oltre 30 mila persone sono sfilate per ore per le vie del centro storico del capoluogo bavarese esprimendo il loro sdegno nei confronti dei toni sempre più polemici scelti dal discusso ministro degli Interni in tema di politica migratoria.
Sfidando apertamente la stessa cancelliera Angela Merkel e sposando le tesi del suo collega italiano Matteo Salvini o del primo ministro austriaco Sebastian Kurz, Horst Seehofer aveva annunciato nelle settimane scorse una serie di misure restrittive per bloccare l’ingresso in Germania profughi secondari provenienti da altri Paesi dell’Unione europea intensificando i controlli alle frontiere e allestendo „centri di transito“ per migranti illegali.
«La Csu si sta spostando sempre di più su posizioni di estrema destra e anti-democratiche tentando così di copiare l’esempio della destra populista dell’Alternative fà¼r Deutschland», spiega Thomas Lechner, presidente dell’associazione Diritti Umani e Democrazia.
«A scendere in piazza è oggi la maggioranza silenziosa dei tedeschi, stufa dei toni sempre più apertamente razzisti e autoritari dei politici».
«Non vogliamo che la Germania di Seehofer diventi come l’Ungheria di Orban», si poteva leggere su di uno dei tanti striscioni portati dai manifestanti.
Un altro portava la scritta: «Make racists afraid again» (fa che i razzisti abbiano di nuovo paura).
Alla manifestazione contro la politica migratoria della Csu hanno aderito anche le chiese, il partito socialdemocratico, i Verdi, i sindacati Dgb, il rinomato teatro di Monaco Kammerspiele e il capitano della nave ong Lifeline Claus-Peter Reisch.
(da Globalist)
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