Luglio 16th, 2018 Riccardo Fucile
MA E’ LO STESSO SALVINI CHE AVEVA CRITICATO RENZI PERCHE’ ERA VOLATO A NEW YORK PER LA FINALE DI TENNIS TRA DUE ITALIANE?
Ieri Matteo Salvini è volato a Mosca per impegni istituzionali da svolgere (un incontro con il pari grado russo Vladimir Kolokoltsev) e per andare allo stadio a vedere la finale dei Mondiali per tifare Croazia contro la Francia che gli sta antipatica per motivi politici. E sui social network circola questo scatto pubblicato da Le Parisien in cui si vede il ministro dell’Interno italiano sugli spalti in compagnia di quattro grandi giocatori che hanno fatto parte dell’èquipe che ha vinto il Mondiale del 1998: Trezeguet, Karembeu, Blanc e Desailly.
Nello scatto Salvini non sembra il ritratto della felicità , anzi: guarda in basso mentre gli altri fanno gesti di compiacimento e approvazione verso il campo, dove la Francia ha battuto la Croazia per 4 a 2 dando una delusione al Capitano.
Il quale fino a qualche tempo fa criticava Matteo Renzi che era partito per andare a vedere la finale femminile di Flushing Meadows a New York in programma tra due italiane nel 2015. Ma questa è un’altra storia, no?
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 16th, 2018 Riccardo Fucile
UN TIFOSO ROSSONERO: “TENETE SALVINI LONTANO DALLE PARTITE DEL MILAN”… PRIMA NEGA CHE FOSSE RIGORE, POI DICE CHE LA SARDEGNA E’ MEGLIO DELLA CORSICA E LA CHIUDE LI’
Come gufata mal riuscita resterà memorabile. 
Matteo Salvini è volato a Mosca anche per impegni istituzionali (tra poche ore incontrerà il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev). Ma la vera sfida per lui era quella allo stadio. Dove andava per tifare contro la Francia dell'”odiato” Macron. Come aveva annunciato già da giorni su tutte le piattaforme social e perfino in video, durante una festa della Lega, tra fan esultanti.
E d’altra parte per il “capitano” – come lo chiamano i suoi – il calcio è spesso strumento per attaccare i leader meno amati.
Lo aveva già fatto con la Germania di Angela Merkel dopo l’eliminazione dai mondiali. “Vedere Germania-Corea del Sud non mi è dispiaciuto più di tanto, adesso manca la Francia”, le sue parole del 28 giugno, sempre a una festa leghista.
Già allora la Francia era nel mirino. Insomma, una ostilità antifrancese così pronunciata da aver spinto alcuni antisalviniani in Rete a schierarsi a favore di Macron, e dei bleus, come “baluardo del mondo libero”.
Esagerazioni social a parte, Salvini nel prepartita si sentiva fiducioso. Ai giornalisti italiani, incontrati prima di correre allo stadio, aveva detto: “Mi permetterò di tifare Croazia, come immagino farà il 99% degli italiani”.
Ed è rimasto concentrato sul match almeno fino al rigore che ha portato i transalpini sul 2-1. Un fallo di mano certificato anche dal Var, attentamente visionato dall’arbitro argentino Nestor Pitana.
Ma Salvini non si lascia convincere e su Facebook manifesta tutto il suo stupore. Con l’immancabile emoticon, stavolta a bocca spalancata.
Poi l’evoluzione della partita, fino al 4-2 finale, deve averlo spinto a viaggiare verso altri lidi. Con altri obiettivi da colpire sui social.
Oltre a svariati post sul tema dei migranti, a quel punto il ministro dell’Interno decide di concentrarsi su un altro grande rivale, il presidente dell’Inps Boeri finito nel mirino anche per la relazione tecnica al decreto dignità . E giù tweet.
“Speriamo di non vedere Macron saltellare di gioia”, aveva detto Salvini. E allora chissà che malumore per quel Macron immortalato in una posa plastica a festeggiare il successo francese, immagine diventata la foto del giorno. Proprio lui, “il signorino che beve troppo champagne”, secondo una definizione del presidente francese data dallo stesso Salvini.
“Tenete lontano Salvini dalle partite del Milan”, implorava a quel punto qualche tifoso rossonero in Rete, scaramanticamente.
Il leader leghista, allora, deve aver capito di non poter più tacere. E se n’è uscito cercando di salvare il salvabile. Approfittando della vittoria degli atleti italiani nella staffetta 4×400 nei Mondiali Under 20 di Tampere, in Finlandia.
Al meritato riconoscimento per gli atleti azzurri Salvini aggiunge un po’ di luoghi comuni sul duello tra il vino e lo champagne, sulla contrapposizione tra Sardegna e Corsica. Un messaggio un po’ “rosicone”, si potrebbe dire mutuando un termine assai ricorrente nella comunicazione salviniana?
Come se non bastasse, si è beccato anche le invettive del Pd che lo ha accusato di “aver preso un volo di Stato per una partita in cui non c’era la nostra nazionale”. Insomma, prima di tornare allo stadio per “gufare” una squadra straniera forse Salvini aspetterà un po’ di tempo.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
DATO INTERESSANTE: TRA I GIOVANI SOTTO I 34 ANNI I GIUDIZI NEGATIVI SONO IL 56%
Renato Mannheimer sul Giornale illustra oggi i risultati di un sondaggio di Eumetra sul gradimento del governo Conte nel pieno della luna di miele con l’elettorato, che di solito dura un centinaio di giorni.
l 55% degli intervistati, vale a dire la maggioranza, seppur non molto accentuata valuta in modo positivo l’operato del governo di queste prime settimane.
In particolare, il 18% lo giudica «molto positivamente» e il 37%, un po’ più tiepido, «abbastanza positivamente».
Ma a costoro si contrappone una cospicua minoranza, che raggiunge anch’essa quasi metà del campione (44%) e interpreta invece più criticamente ciò che il governo ha fatto sin qui.
Naturalmente, le due fazioni opposte presentano significative differenze tra loro, sia per ciò che attiene all’orientamento politico delle loro componenti, sia, specialmente, per ciò che concerne la composizione socio-demografica.
Spiega infatti Mannheimer che sono più favorevoli nei confronti del governo le persone di età più avanzata, specie i pensionati, mentre tra i più giovani nei confronti dell’esecutivo Conte c’è scontento: il 56% dei giovani fino a 34 anni non è favorevole all’esecutivo e non ha un giudizio positivo nei confronti del suo operato.
Secondo il sondaggista questo dipende solo in parte dalla mancata realizzazione dei provvedimenti più attesi come il reddito di cittadinanza. L’ostilità dei giovani dipende anche dal fatto di essere cresciuti in scuole e società multietniche (molto più di quelle dei genitori e forse anche dei fratelli) e quindi non condividono le scelte xenofove del governo.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
DA ZWARA A GARABULLI IL TAPPO STA SALTANDO… IL PARADOSSO: UNA PRIGIONE NUOVA DI ZECCA DA DUE ANNI E’ USATA COME MAGAZZINO DAI TRAFFICANTI SENZA CHE LE AUTORITA’ LIBICHE INTERVENGANO
È passato circa un anno da quando alcuni trafficanti di esseri umani, insieme a pezzi della Guardia
Costiera corrotta a ovest di Tripoli, accettarono di sbarrare il passaggio ai migranti.
I trafficanti di esseri umani si trasformarono in guardie, e le guardie tornarono a fare le guardie.
Quel tratto di costa per due anni era stato il principale trampolino di lancio per le persone che cercavano un passaggio verso l’Europa.
E il meccanismo oramai oliato si ruppe portando alla cosiddetta ‘guerra di Sabrata’ tra i principali trafficanti della città , Ahmed Dabbashi e Mus’ab Abu Qarin.
Nel frattempo le istituzioni libiche sono state affiancate e sospinte dall’Europa a mettere in cima alle proprie priorità il flusso migratorio irregolare, ovviamente in cambio di legittimità e denari.
E dunque anche le meno operative unità di Guardia Costiera o altri gruppi armati sono tornati in prima linea.
Lo scorso giugno il Consiglio di sicurezza Onu ha inserito Dabbashi e Abu Qarin nella propria lista nera insieme al capo della Guardia Costiera Abdul Rahaman Milad e il responsabile della raffineria della città di Zawiya, 30 chilometri a est di Sabrata.
“Con la stretta delle forze di sicurezza sul traffico degli esseri umani, i prezzi del mercato sono aumentati molto. E i grandi pesci sono tornati a lavorare con le vecchi modalità ”, ha detto al Fatto una fonte di Zawiya. E giovedì, dalle coste libiche, è partito il barcone in legno con a bordo 450 migranti.
Anche le rotte su territorio libico cambiano assetto. A Ovest di Tripoli, Sabrata e Zawiya hanno ceduto il passo a Zuwara, la città che per vent’anni è stata il principale snodo per la traversata del Mediterraneo e che negli ultimi tre anni ha visto le forze locali stringere in una morsa i trafficanti locali.
Secondo la Guardia Costiera di Tripoli, il barcone sarebbe partito proprio da Zuwara. A est della Capitale si estende la costa da cui partono l’80% delle imbarcazioni cariche di migranti, secondo una fonte vicina alla intelligence libica.
Garabulli, 50 chilometri a oriente di Tripoli, è il principale punto di imbarco insieme alla città di Al Khoms, 50 chilometri più a est.
Già ai tempi di Gheddafi, a Garabulli erano diverse le famiglie che lavoravano nel business del trasporto dei migranti: le bianche spiagge rendono quel tratto di costa idoneo per le partenze delle carrette del mare. Le dune scoscese lungo la costa sono un reticolo di sentieri che portano alla battigia.
Garabulli torna oggi a essere un importante punto di imbarco. Non solo per via dello sbarramento a ovest di Tripoli, ma anche perchè, pochi chilometri a sud, a Bani Walid, si trova il principale punto di transito per i migranti tra il deserto e la costa.
Dalla nascita dello Stato Islamico a Sirte nel 2015, il punto di smistamento tra sud e nord si è spostato dalla città natale di Gheddafi, Sirte, a Bani Walid. A Garabulli, inoltre, da più di due anni non esiste una struttura, seppure minima, di forze di sicurezza.
Nel 2016 pesanti scontri a fuoco tra le milizie locali e quelle della vicina città di Misurata, portarono al fuggi fuggi generale dei gruppi armati incaricati della sicurezza. A sud, nel Fezzan, la situazione resta completamente fuori controllo.
Bande di ladroni senza appartenenza politica si moltiplicano nel vuoto di controllo da parte del governo del premier Serraj, di base a Tripoli, e del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte dell’est del Paese.
Dal Niger i migranti continuano ad arrivare in migliaia, anche se battendo sentieri più pericolosi in seguito alle attività di controllo al confine con la Libia.
Nel deserto la città -oasi di Saba, la principale nella regione del Fezzan, resta il punto di passaggio principale.
Proprio alla periferia di Saba, una prigione nuova di zecca e mai utilizzata dalle autorità locali, da un paio di anni funge da magazzino per i principali trafficanti della zona.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
OPEN ARMS, LA NAVE DI PROACTIVA, TORNA DAVANTI ALLA LIBIA PER SALVARE VITE UMANE
La nave Open Arms si sta dirigendo di nuovo verso la zona sar libica, secondo quanto segnala Marine Traffic, seguita da un’altra nave della Proactiva, lo yacht Astral.
“”Anche se l’Italia chiude i porti – scrive su Facebook l’organizzazione non governativa – non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale”.
Troppi morti davvero, oltre 600 nei primi mesi del nuovo governo in Italia.
Questo perchè la Guardia Costiera libica, oltre ad acclarati legami con i trafficanti e con la complicità dell’inesistente governo, non arriva mai in tempo in quanto impegnato a ‘salvare’ i barconi che non sono ancora a rischio naufragio.
I migranti che invece stanno annegando possono contare solo sulle Ong
(da Globalist)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
L’OPPOSIZIONE LO ATTACCA: “E’ ANDATO IN RUSSIA A SPESE DEI CONTRIBUENTI ITALIANI PER ASSISTERE A UNA PARTITA DOVE LA NOSTRA NAZIONALE NON ERA PRESENTE”
Il mondiale non ha visto l’Italia in competizione, ma sugli spalti, ad assistere allo scontro tra
Francia e Croazia, c’è il ministro dell’Interno Matteo Salvini, una presenza che ha suscitato qualche polemica.
“Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è in Russia a spese dei contribuenti per vedere la finale dei Mondiali di calcio? Ha preso il volo di Stato per assistere a una partita dove la nostra Nazionale non è presente, peraltro dopo essere rimasta fuori dall’intera competizione? È il solito chiacchierone, chiarisca”, ha polemizzato il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi
“Nel 2015 – prosegue Anzaldi – ebbe il coraggio e la faccia tosta di attaccare il premier Renzi perchè decise di non far mancare l’opportuna presenza dello Stato italiano a un evento senza precedenti, la storica finale tutta italiana dell’Us open di tennis tra Roberta Vinci e Flavia Pennetta, e ora vola in Russia grazie al privilegio di essere membro del Governo per assistere abusivamente a un grande evento sportivo, al quale tutti gli italiani vorrebbero essere presenti”.
Il presidente francese è stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin. “Voglio anche felicitarmi per la bella prestazione della nazionale della Russia”, ha detto Macron, che, per la prima volta nella storia, è arrivata fino ai quarti di finale. “E voglio ugualmente congratularmi per come avete lavorato da Paese organizzatore per il buon progresso di questi eventi, che non solo sono guardati in tutto il mondo, ma tutto il mondo arriva lì”, ha continuato il presidente francese. “E averlo fatto in condizioni di sicurezza e di progresso perfetto è stata una sfida e congratulazioni per questo!”, ha affermato.
Da parte sua, Vladimir Putin si è congratulato con la Francia
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
ANCHE COTTARELLI DENUNCIA: “IL DECRETO DIGNITA’ PORTERA’ A PERDITE DI POSTI DI LAVORO”
Tito Boeri nel mirino del governo. Un uno-due pesantissimo contro il presidente dell’Inps. Prima la nota congiunta Di Maio-Tria che negano tensioni tra ministeri e Ragioneria e accusano l’Inps sui dati della relazione del decreto dignità “manomessa” secondo lo stesso Di Maio, poi l’attacco da Mosca (!) dell’altro vicepremier Matteo Salvini che ne chiede le dimissioni.
Boeri replica: “Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all’opinione pubblica. Nel mirino l’INPS, reo di avere trasmesso una relazione “priva di basi scientifiche” e, di fatto, anche la stessa Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell’Inps”.
“Consapevoli dell’incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d’ora, di fronte a questi nuovi attacchi – e a quelli ulteriori del ministro Salvini – non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire”, continua Boeri.
Cottarelli: “Il decreto può portare a una riduzione dei posti di lavoro”
“Sul piano generale il decreto può portare a perdite di posti di lavoro perchè introduce delle rigidità . Presumibilmente si ridurranno contratti a tempo determinato e non è detto che si trasformeranno in contratti stabili”, così a Radio Capital Carlo Cottarelli, economista, ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica (governo Letta) e ex presidente del Consiglio incaricato dal presidente Mattarella prima della nomina a premier di Giuseppe Conte
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
L PRESIDENTE EMERITO DELLA CORTE COSTITUZIONALE RITIENE PERICOLOSA LA “BULIMIA POLITICA” DI SALVINI
Il presidente emerito della corte Costituzionale Ugo De Siervo si dice “preoccupato dalla bulimia
politica di Matteo Salvini”.
In un’intervista a La Stampa il giurista vede il rischio dell'”assunzione di potere improprio per un solo ministro” e auspica “che tutto ciò non si collochi nella prospettiva di un regime autoritario”.
Per De Siervo “Salvini evidentemente ha una forte personalità che esercita, in quanto ministro agli Interni, in un modo discutibile dal punto di vista della normativa costituzionale e in particolare della legge generale del funzionamento del governo del 1988, che affida competenze esclusive e non rinunziabili al presidente del Consiglio dei ministri”.
Il rischio, evidenzia, è “che non vi sia un indirizzo uniforme e sufficientemente autorevole del governo, ma l’assunzione di un potere del tutto improprio da parte di un solo ministro”.
“Io mi auguro – prosegue De Siervo – che tutto ciò non si collochi nella prospettiva di un regime autoritario. Certo è preoccupante vedere la faciloneria con cui si fa a meno di altri ministri e della collegialità del governo. Su scelte come quelle dell’immigrazione sarebbe invece auspicabile il contrario”.
“Qui davvero, in modo irresponsabile, si teorizza che un ministro degli Interni possa decidere su misure limitative della libertà personale. Far dipendere l’irrogazione di sanzioni restrittive dal Ministro degli Interni è fuori da ogni regola – dice De Siervo – Forse, cinicamente, le persone aspettano qualche scivolone. Forse non si rendono conto della gravità di ciò che sta accadendo”.
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2018 Riccardo Fucile
E’ ANCORA PRIVA DI DELEGHE OPERATIVE
I grillini sono molto arrabbiati con Giovanni Tria. E non c’entra il boicottaggio del decreto dignità che del resto non si può certo imputare al ministero dell’Economia ma alla Ragioneria Generale dello Stato e all’INPS, che ha materialmente redatto la tabella incriminata.
No, il nervosismo dipende dai dubbi del ministro nei confronti delle scelte di leghisti e M5S e anche riguardo i consigli sulle nomine — come quello sul direttore generale del Tesoro — che il ministro non sembra per niente intenzionato a seguire. E c’è anche il caso di Laura Castelli:
Altro capitolo, la situazione del viceministro dell’Economia Laura Castelli. È stata spedita al ministero per osservare da vicino le mosse del ministro, e per far pesare le indicazioni politiche del vicepremier Di Maio. A un mese e mezzo dal giuramento dell’Esecutivo, però, nè Castelli nè l’altro viceministro leghista Massimo Garavaglia hanno ricevute delle deleghe operative, indispensabili per poter esercitare una qualunque azione concreta.
Su due giornali è stata riportato uno sfogo pesantissimo di Castelli contro Tria(«Io questo lo asfalto»). Frase smentita come «pura invenzione», ma certamente è plausibile che la deputata torinese di M5S che per ora resta sottosegretario — non sia molto contenta della situazione.
Uno dei due giornali a riportare la frase di Castelli è stato il Foglio in un articolo a firma di Salvatore Merlo.
L’altro giornale è il Corriere della Sera, a cui la Castelli ha inviato una richiesta di rettifica che però è stata respinta al mittente dall’autore dell’articolo Francesco Verderami.
Poi c’è il caso Cdp. Di Maio e Salvini si erano già messi d’accordo: alla guida operativa della Cassa Depositi e Prestiti ci sarebbe andato come amministratore delegato Marcello Sala, monzese, considerato vicino alla Lega, già curatore fallimentare di Euronord Holding, la società nata dalle ceneri della banca leghista Credieuronord fallita nel 2004.
I grillini puntavano su Fabrizio Palermo per la direzione generale e ad Antonio Guglielmi di Mediobanca, già protagonista involontario della querelle sulla direzione generale del Tesoro. Un piano che però non va bene a Tria:
Una intesa fatta saltare proprio dal ministro Tria, che per la poltrona più importante di Via Venti Settembre punta su Alessandro Rivera, attuale dirigente generale della Direzione del Tesoro. Rivera, però, non va bene nè a Di Maio nè a Giorgetti: è troppo in continuità con la gestione Padoan.
E insospettisce anche il fatto che molte persone che facevano parte dello staff di Pier Carlo Padoan (o da lui nominate) continuino a vari livelli a ricoprire ruoli significativi. A cominciare dal Ragioniere Generale dello Stato Daniele Franco. Persone che pesano, e che condizionano secondo Di Maio e Giorgetti le decisioni di Tria.
Guarda caso, Daniele Franco è anche l’obiettivo scelto da Di Maio per parlare di complotto dietro la tabella degli ottomila posti di lavoro nel decreto dignità . Coincidenze?
(da “NextQuotidiano“)
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