Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
IL FONDATORE FA ASSE CON FICO E LA RAGGI CONTRO I GOVERNISTI
Federico Capurso sulla Stampa racconta oggi di una lite tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio andata in scena la sera del 27 giugno all’hotel Forum a Roma, dove abitualmente il garante M5S risiede quando viene nella Capitale per ragioni politiche. E il problema, racconta il quotidiano, nasce dall’atteggiamento del vicepremier e ministro nei confronti della linea del governo:
Si discute di scelte comunicative, delle priorità del Movimento 5 stelle e del rapporto con l’alleato di governo. Ma il figlio ha deciso di non ascoltare più il padre. Di Maio risponde, rivendica le sue vittorie, i toni della discussione si fanno più duri, fino a quando non si arriva a un soffio dal litigio. E così, al momento del congedo, i due decidono di non rendere pubblico l’incontro.
«Grillo teme di aver perso il controllo del Movimento, la sua creatura, ma non vuole rompere con Di Maio, vuole solo raddrizzare la direzione», spiega una fonte molto vicina al comico genovese.
Per farlo, la mattina seguente convoca su quella stessa terrazza il presidente della Camera Roberto Fico e la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Le fotografie dell’incontro, questa volta, inondano i social: «I miei ragazzi», scrive Grillo a corredo dei suoi post.
Secondo Capurso quella foto è simbolica: serve a far capire a Di Maio chi sono attualmente i cocchi di Beppe, ovvero chi segue i principi fondanti del M5S.
E l’articolo narra come le successive uscite di Fico sui porti che non sono da chiudere e quelle di Raggi in risposta a Salvini che vuole visitare i campi rom della Capitale fossero parte di una strategia di comunicazione successiva che voleva rimarcare la distanza e la differenza con la politica del governo.
Lo scontro si sta consumando nel momento più delicato della vita del M5S, diviso tra le sue origini e il governo del Paese, tra il padre e il figlio.
Ed è difficile dire chi dei due possa sopravvivere, se i pugnali continueranno ad affondare.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
SE LA LEGA DI SALVINI NON C’ENTRA NULLA PERCHE’ NON SI E’ COSTITUITA PARTE CIVILE NEL PROCESSO?
Salvini nei giorni scorsi ha parlato di attacco alla democrazia da parte della magistratura perchè —
hanno spiegato i leghisti — con il sequestro dei 49 milioni di euro dai conti correnti sarebbe la fine della Lega. Partito che non avrebbe colpe e che quindi non può essere costretto a pagare quelle dei padri (come le ha definite Luca Zaia).
Altri dicono che quella vicenda riguarda un’altra Lega, quella di Bossi (dove però militavano da vent’anni i vari Zaia, Salvini e Maroni) e non quella di Salvini che ha “vinto” le elezioni politiche.
La storia di per sè è molto semplice: la Lega Nord non aveva diritto a quei 49 milioni di euro che ha incassato dal 2008 al 2010.
Soldi che sono entrati nelle casse del partito anche tra il 2011 e il 2014, come ha documentato l’Espresso, quindi proprio durante la gestione di Roberto Maroni e Matteo Salvini.
Per il ministro dell’Interno, che nel frattempo ha fondato un altro partito (Lega per Salvini Premier) si tratta di «un processo politico, che riguarda fatti di 10 anni fa su soldi che io non ho mai visto».
La Lega insomma, secondo Salvini e l’attuale gruppo dirigente del partito, non c’entra nulla e il sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Genova il 4 settembre 2017 è illegittimo. La Lega ha fatto ricorso, la Cassazione con la sentenza 29923/2018 ha confermato la decisione del Tribunale. Il decreto di sequestro è diretta conseguenza della condanna in primo grado a carico dell’ex leader della Lega (e attualmente senatore nel gruppo Lega — Salvini Premier) Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per il reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
Come si legge nella sentenza della Cassazione la somma di € 48.696.617,00 da sequestrare alla Lega «corrisponde al profitto — da tale ente percepito — dai reati per i quali vi era stata condanna».
Questo significa che la Lega ha beneficiato dei proventi generati dal reato commesso da Bossi e Belsito (i quali ricordiamolo rivestivano cariche ufficiali all’interno del partito.
A margine è interessante far notare che Bossi risulta ancora essere Presidente (“a vita”) della Lega. Il reato in questione è una truffa sui rimborsi elettorali che la Lega ha indebitamente ricevuto in base a rendiconti contabili irregolari riguardanti gli esercizi del 2008, del 2009 e del 2010 presentati alla Camera e al Senato.
Proprio in seguito alle elezioni politiche dell’aprile 2008 Matteo Salvini era stato eletto deputato per la prima volta (rimarrà in carica fino a luglio 2009 quando sarà eletto al Parlamento Europeo).
Sostenere che Salvini non abbia mai avuto a che fare con quella Lega quindi è assolutamente pretestuoso.
Nè Bossi nè Salvini (e la Lega) hanno saputo o voluto dire dove siano finiti quei soldi. Salvini ha detto che sono stati spesi tutti, Bossi ha detto di “chiedere ai Servizi”, adombrando l’ipotesi di un complotto ai suoi danni.
La Lega di oggi proclama la sua totale estraneità ai fatti; eppure parte di quel denaro sarebbe stato accreditato sui conti del partito successivamente alla caduta del Senatur e del suo Cerchio Magico.
Il Tribunale ha rilevato che in questo senso la Lega — pur incolpevole o in buona fede — ha beneficiato dei profitti derivanti dal reato commesso da Bossi e Belsito: «è pacifico che il movimento Lega Nord per l’Indipendenza della Padania abbia percepito, attraverso l’accredito sui conti correnti a lui intestati, il profitto dei reati commessi dai suoi rappresentanti, Bossi e Belsito con il concorso di Aldovisi Turci e Sanavio e che tale profitto, costituito dalle somme erogate ai sensi della L 2/97 e 57 /99 sia costituito da bene fungibile e quindi aggredibile indipendentemente dalla prova di nesso pertinenziale diretto con il reato».
Non è vero quindi che il partito è estraneo.
E del resto, se la Lega non c’entra nulla perchè non si è costituita parte civile nel processo?
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
SAVIANO SCRIVE AL “FATTO” E FA A PEZZI TONINELLI: “UN BURATTINO NELLE MANI DI SALVINI”
Roberto Saviano oggi invia una lettera al direttore del Fatto Quotidiano in cui fa a pezzi il responsabile delle Infrastrutture Danilo Toninelli, definendolo “un burattino nelle mani di Salvini” e “una caricatura di ministro” a cui va “tutto” il suo “disprezzo”.
L’attacco è talmente virulento che la domanda sorge spontanea: ma Toninelli ha anche dei difetti
Gentile direttore,
ho letto l’intervista rilasciata al vostro quotidiano dal ministro Danilo Toninelli, che ogni giorno di più mostra il suo vero volto di burattino nelle mani di Matteo Salvini. Non esiste più per questa politica degenerata alcuna differenza tra vita e morte, tra dignità e mancanza di diritti, tra legge e illegalità . Parlano delle prime e dei secondi come se tutto si equivalesse.
Tre questioni secondo me vanno chiarite:
1) L’orientamento del governo di delegare unicamente ai libici la gestione dei salvataggi in mare è folle e criminale, e non a caso si parla di recupero degli accordi stretti tra Berlusconi e Gheddafi: che bel cambiamento!
2) Il legame tra traffico di persone e Ong è da rigettare con forza (non c’è una sola prova di legame fra trafficanti e Ong), in special modo dopo il fallimento giudiziario delle elucubrazioni di Carmelo Zuccaro, ma a Toninelli e al suo burattinaio (Lei lo definisce non a torto “Cazzaro Verde”) fa comodo fare disinformazione e continuare ad alimentare falsi sospetti verso chi salva vite e in più è testimone degli esiti criminali degli accordi tra Italia e Libia
3) (e rispondo su ciò per cui mi si chiama in causa) le Ong hanno più volte effettuato salvataggi in quell’area in passato, anche con il coordinamento del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma, visto che i libici non erano in grado di farlo e non lo sono neanche adesso.
Queste le informazioni che ho riportato per mostrare quanto il ministro ignori colpevolmente la storia recente dei salvataggi in mare e le dinamiche che l’hanno governata.
Mi rendo conto di quanto sia inutile chiedere a Toninelli di studiare, poichè l’obiettivo suo, e del suo compare, è mantenere un potere nella maniera più becera possibile, creando paura e armando disperati contro altri disperati. Per questo non posso che concludere manifestando il più profondo disprezzo, umano e politico, per questa caricatura di ministro.
In effetti anche l’episodio di ieri che ha visto Toninelli appoggiare Salvini sull’approdo a Messina della nave militare irlandese Samuel Beckett nell’ambito della missione Eunavformed mentre la ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha attaccato “chi cerca i titoli dei giornali” ha dimostrato una particolare concentrazione da parte del responsabile delle Infrastrutture nei confronti delle esigenze politiche del ministro Salvini.
Il braccio leghista dei 5 Stelle sui migranti ha raramente interferito nella questione di sua competenza, e quando lo ha fatto ha avuto una pericolosa tendenza a dire fregnacce indegne di un essere umano.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
STUDIO BANKITALIA: I FLUSSI DI STRANIERI BILANCIANO L’INVECCHIAMENTO DEGLI ITALIANI IN ETA’ PRODUTTIVA… SOLO I COGLIONI E I RAZZISTI NON LO CAPISCONO
Un’Italia senza stranieri vedrebbe svuotarsi i cantieri edili e i campi, perderebbe un terzo dei
componenti delle squadre che puliscono gli uffici, troverebbe chiusa una bancarella su due al mercato quando deve andare a comprare frutta e verdura.
In casa, dovrebbe salutare due collaboratrici domestiche su tre e la metà di coloro che danno una mano a prendersi cura dei propri familiari.
Se si alza lo sguardo, ipotizzando uno scenario economico estremo, rischierebbe di perdere la metà del Pil – quindi della propria ricchezza nazionale – nel giro di quattro decenni.
La presenza dei migranti nella società italiana non è solo una questione di sostenibilità delle pensioni del futuro, come richiamato più volte dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che si è lanciato in una polemica col vicepremier, Matteo Salvini, a seguito della presentazione del rapporto annuale dell’Istituto della previdenza.
L’apporto del lavoro degli stranieri è fondamentale per sostenere l’economia del Paese e quindi la ricchezza di tutti i cittadini italiani.
Che senza il “contributo demografico” dovrebbero attivare nel medio-lungo periodo altre leve per tenere alti i giri del motore economico: far crescere la produttività come mai ci è riuscito nel recente passato, posticipare l’età della pensione (con buona pace di quota 100 e affini), aumentare il livello d’istruzione dei lavoratori e immettere milioni di donne nel tessuto occupazionale.
Due approfondimenti aiutano a capire cosa fanno gli stranieri in Italia e che impatto hanno sulla nostra economia, provando pure a immaginare cosa ne sarebbe senza di loro.
A chiarire questi concetti ci pensa da una parte l’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro, che ha fotografato la situazione lavorativa degli immigrati.
Cui si può aggiungere un lavoro di Bankitalia di qualche mese fa, che torna attuale in questi giorni di polemiche – a firma di Federico Barbiellini Amidei, Matteo Gomellini e Paolo Piselli – nel quale gli economisti hanno indagato quanto, in due secoli di storia d’Italia unita, la demografia abbia contribuito alla crescita del Paese e di come diventerà un fattore negativo nei prossimi decenni.
Un aspetto nel quale il flusso migratorio gioca ormai un ruolo-chiave.
Come sappiamo bene, gli italiani stanno ineluttabilmente invecchiando. La previsione è che nel 2041 il cosiddetto “indice di dipendenza strutturale” – ovvero il peso della popolazione che non lavora su quella che lavora – sarà superiore al massimo storico registrato a inizio Novecento. La ‘piccola’ differenza è che allora lo squilibrio era dato da neonati e piccoli, mentre tra poco più di vent’anni a pesare saranno gli anziani.
Negli ultimi 10 anni, dice l’Osservatorio, gli stranieri residenti in Italia sono aumentati di 1,8 milioni per sfiorare quota 5 milioni alla fine del 2017.
Quasi 4 stranieri su 5 (79,1%) sono in età lavorativa (15-64 anni) a fronte del 63% della popolazione italiana, che è molto più anziana.
Secondo via Nazionale, nel 2061 la popolazione in età da lavoro sarà costituita proprio per un quarto da stranieri. Senza di loro, crollerebbe dal 55 al 40% del totale dei cittadini. Di fatto, ci sarebbero molti più italiani fuori dall’età della produttività .
Gli studiosi parlano di “dividendo demografico” per spiegare come l’evoluzione della composizione della società abbia influito sulla crescita, simulando di lasciare costanti le altre variabili come occupazione e produttività (che resta il parametro determinante per misurarci e non ci vede certo primeggiare).
Ebbene, nella ricognizione di Bankitalia si vede come questo dividendo sia stato particolarmente positivo negli anni Ottanta, quando cogliemmo i frutti del “baby boom”, ma poi dagli anni Novanta è diventato un elemento che “sottrae crescita”. Anche nel confronto con gli altri Paesi europei, il contributo è decisamente peggiore. Se l’Italia non avesse iniziato ad accogliere flussi migratori, le cose si sarebbero messe decisamente peggio.
Negli anni Ottanta, quando il dividendo demografico italiano era assai positivo (5,4% di contributo alla crescita) la componente straniera è stata marginale (+0,1%), viste le ancora scarse presenze sul territorio. Via via è salita e ha compensato il nostro invecchiamento: tra il 2001 e il 2011 la crescita cumulata è stata positiva di 2,3 punti percentuali.
In un’Italia “virtuale” e senza stranieri, la crescita sarebbe stata -4,4 per cento. Tra il 2011 e il 2016 abbiamo registrato un -2,8%, ma avremmo fatto -6,1 per cento senza l’immigrazione.
Detto del recente passato, a gettare le ombre maggiori è lo sguardo sul futuro. Il risvolto economico del rallentamento dei flussi migratori è il prosciugamento di quel serbatoio di lavoratori in grado di sostenere la nostra economia.
Secondo lo studio, il 2041 sarà proprio l’anno dal quale il contributo migratorio alla crescita rischia di girare in rosso. E paradossalmente (per chi ne fa un mantra) anche l’omologazione degli stranieri allo stile di vita italiano (quindi al fare pochi figli) è un fattore negativo.
Gli economisti tracciano uno scenario-limite, che spiega bene cosa significhi per noi la presenza di lavoratori (e famiglie) migranti. “Cosa accadrebbe se si azzerassero i flussi migratori futuri e la componente di popolazione straniera già residente in Italia al 2016 assumesse parametri demografici (come la fertilità ) identici a quelli dei nativi italiani?”, si chiedono.
“Il risultato è netto”, rispondono. Il Pil aggregato sarebbe dimezzato con un calo del 50 per cento (a fronte di -24,4 per cento in una traiettoria demografica ‘normale’). “Il livello del reddito pro capite nel 2061 risulterebbe inferiore di un terzo rispetto al livello del 2016, con un calo doppio rispetto al benchmark (-33,3 contro -16,2 per cento)”.
Senza gli immigrati a rimpolpare la nostra popolazione lavorativa, “il calo del prodotto potrebbe essere severo”. Per compensare quell’assenza, la produttività dovrebbe crescere dello 0,64% annuo.
E’ poco? Sarebbe il doppio della crescita ‘normale’ attesa e richiederebbe uno sforzo notevole per invertire il “trend declinante da almeno due decenni” che riconoscono gli stessi studiosi di Bankitalia.
(da agenzie)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
IL FAMOSO PAPARAZZO SI E’ FRATTURATO LA GAMBA DESTRA A CAUSA DELLA STRADA SCONNESSA
Non c’è pace per Virginia Raggi con le buche di Roma.
Ieri i giornali romani hanno raccontato del suo inciampo in una buca a via del Corso con tanto di dolore annesso per la storta presa.
Oggi il fotografo Rino Barillari, simbolo della Dolce Vita e dell’epopea dei paparazzi, fa sapere al Messaggero che ha intenzione di chiedere i danni al Comune di Roma per la caduta di qualche giorno fa in via di Campo Marzio a causa di un sanpietrino — che a breve, dicono, sarà oggetto di referendum — e della strada sconnessa che gli ha causato una frattura alla gamba destra, la stessa dove lo accoltellarono anni fa alcuni tifosi della Lazio che non gradivano di essere oggetto dei suoi scatti.
«Mi sento umiliato, rotto, questo è un danno per tutti i romani. Povera Roma, com’è ridotta. Serve davvero un miracolo del Vaticano.
Cos’è successo?
«In via di Campo Marzio, un sampietrino rialzato, la strada disconnessa e una maledetta buca mi hanno tradito. Per salvare la borsa, dove custodisco macchina fotografica, flash, obiettivo e altri segreti, sono caduto dalla parte della gamba sbagliata».
Poi?
«Per fortuna i romani sono straordinari»
Anche la sindaca Virginia Raggi sabato è inciampata in centro storico, un paio d’ore prima di te
«È la democracy, bellezza»
Ora sei out per una buca.
«Già , ma stavo lavorando. Ho rischiato la vita tante volte. Sono stato accoltellato, per salvare una ragazza a piazza Navona di notte per poco non vado al Creatore, ma questo è un segno dei tempi, pessimo».
Denuncerai il Comune?
«Ci penserà mia moglie, poi appena vedo Grillo glielo dico: meno male che non c’erano le buche».
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
DOPO LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE REGIONALE DEI VERDI LA ASL SOSPENDE IL MEDICO
Il reparto di Chirurgia Vascolare del nuovo Ospedale del Mare a Napoli “è stato chiuso con
dimissione di tutti i pazienti nella notte tra venerdì e sabato scorsi per consentire a medici e infermieri di partecipare alla festa organizzata in un locale a Pozzuoli dal neo primario per celebrare il nuovo incarico”.
Lo denuncia il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità , affermando di aver ricevuto diverse segnalazioni in tal senso.
“Ho contattato il direttore dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ed il direttore sanitario dell’Ospedale del Mare, Giuseppe Russo, per chiedere conferma sull’incredibile vicenda” aggiunge.
Dal canto suo, Forlenza annuncia di aver disposto “la sospensione del primario di Chirurgia Vascolare, Francesco Pignatelli, in attesa di ulteriori accertamenti”. “Domani formalizzerò il provvedimento” fa sapere.
Spiega Borelli: “L’intero reparto si sarebbe organizzato tra ferie, turni, malattie, affinchè nessuno potesse mancare all’evento”.
Il direttore generale della Asl NA1 fa sapere di aver informato oggi il primario della sospensione “per motivi cautelari con riferimento a notizie riferite da più parti” attraverso whatsapp in attesa domani della formalizzazione del provvedimento. Forlenza aggiunge anche di aver convocato per domattina il dottor Pignatelli
Il consigliere dei Verdi non ha dubbi: si tratta di “un episodio che, se confermato, getta discredito su tutta la sanità campana”.
“Tutti i protagonisti di questa vergogna devono essere sanzionati e puniti – evidenzia Francesco Emilio Borrelli – Al di là del mancato rispetto di norme e regolamenti quello che mi preme sottolineare è l’assoluta mancanza di etica professionale.
Come si fa ad avere fiducia in una intera equipe medica che decide di chiudere un reparto di un ospedale pubblico per andare a una festa? Non è pensabile continuare ad avere questi comportamenti proprio mentre la Regione da tempo sta conducendo una battaglia feroce contro i furbetti del cartellino, gli assenteisti e i truffatori”.
“Ringrazio i direttori, Forlenza e Russo, per aver assicurato che su questa storia si andrà fino in fondo adottando provvedimenti esemplari a riguardo nel momento in cui fosse confermata l’intera vicenda” aggiunge il consigliere regionale dei Verdi.
(da agenzie)
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Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile
ANCORA SETTE RAGAZZI E L’ALLENATORE INTRAPPOLATI NELLA GROTTA
Il primo dei ragazzi che saranno estratti oggi dalla grotta Tham Luang, in Thailandia è uscito poco fa.
I ragazzi che saranno tirati fuori oggi sono quelli “più preparati” a farlo.
Le operazioni di recupero degli otto ragazzi più l’allenatore intrappolati nella grotta Tham Luang, in Thailandia, sono riprese oggi dopo che ieri, 8 luglio, sono stati estratti dalla grotta i primi quattro ragazzi.
“L’operazione è cominciata ed è in corso”, ha detto un ufficiale della Marina thailandese alla Cnn, che ha confermato sono al lavoro gli stessi sub che hanno tratto in salvo i primi quattro ragazzi ieri: “Tra qualche ora avremo buone notizie – ha affermato il capo delle operazioni di salvataggi, nel corso di una conferenza stampa – il livello d’acqua non è preoccupante..le piogge di ieri non hanno avuto impatto su esso all’interno della grotta”.
I ragazzi che sono stati estratti ieri dovranno aspettare ancora prima di riabbracciare i loro genitori: “Saranno tenuti separati dalle loro famiglie per un periodo a causa del rischio di infezioni”, ha spiegato il capo dei soccorritori. Le mamme e i papà che attendono i loro figli dal 23 giugno potranno vederli solo “a distanza o al di là di un pannello di vetro”.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2018 Riccardo Fucile
E IL MINISTERO DELLA DIFESA LO SCARICA: “NON E’ SUA COMPETENZA CHIUDERE I PORTI ALLA MISSIONE, EUNAVFORMED E’ UNA MISSIONE EUROPEA CHE RIGUARDA ESTERI E DIFESA, NON GLI INTERNI”
Il «folle accordo» di cui parlano il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il suo maggiordomo Danilo
Toninelli è la missione internazionale Sophia di cui l’Italia ha il comando affidato all’ammiraglio Enrico Credendino.
Si tratta di un’operazione decisa in sede di Unione Europea e alla quale aderiscono tutti gli Stati membri ad eccezione della Danimarca.
La missione è stata rinnovata il 25 luglio 2017 e il Consiglio Europeo ha aggiunto al suo mandato tre nuovi compiti integrativi che vengono elencati sul sito internet: «Istituire un meccanismo di controllo del personale in formazione per assicurare l’efficienza a lungo termine della formazione della Guardia Costiera e della Marina libica; svolgere nuove attività di sorveglianza e raccogliere informazioni sul traffico illecito delle esportazioni di petrolio dalla Libia, conformemente alle risoluzioni 2146 (2014) e 2362 (2017) del Consiglio di sicurezza dell’ONU; migliorare le possibilità per lo scambio di informazioni sulla tratta di esseri umani con le agenzie di contrasto degli Stati membri, Frontex ed Europol».
Finora le navi sono intervenute solo in casi di grave emergenza per soccorrere migranti in difficoltà e li hanno portati nel primo porto sicuro con l’accordo del Viminale. Una procedura seguita anche ieri.
Se davvero il governo decidesse di rimettere in discussione l’accordo, il rischio è quello di rinunciare al comando di un importante organismo internazionale lasciando ad altri il controllo del Mediterraneo.
La sortita di Salvini è stata accolta con fastidio dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, tanto che a sera, fonti del suo ministero sottolineano che la competenza sulle missioni internazionali non è del Viminale.
“Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione e per farlo occorre farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck”.
Di più: “L’azione deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio”.
(da agenzie)
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Luglio 8th, 2018 Riccardo Fucile
LA GIUSTIZIA HA PROCEDUTO PER LO SCANDALO DEGLI ASSISTENTI TAROCCO ALL’EUROPARLAMENTO … DIECI PERSONE INDAGATE, SOTTRATTI DAI SOVRANISTI SETTE MILIONI DI FINANZIAMENTI
La Lega chiama e il Front National risponde. Almeno in caso di soldi.
La giustizia francese ha sequestrato, nell’ambito del caso dei presunti assistenti parlamentari fittizi degli eurodeputati del Front National, due milioni di euro di finanziamento pubblico al Rassemblement National (ex FN).
Il partito rischia di non poter pagare gli stipendi dei dipendenti e la presidente, Marine Le Pen, denuncia un “assassinio politico”.
Nel caso del presunto uso per fini di partito di assistenti parlamentari pagati da Strasburgo, 10 persone – fra cui la Le Pen – sono indagate per aver procurato un danno di 7 milioni di euro all’Europarlamento dal 2009 al 2017.
Anche Matteo Salvini parlando dei 49 milioni ‘missing’ della Lega ha parlato di ‘assassinio politico’.
E intanto parla Giuseppe Leoni, 71 anni, varesotto doc, nato e residente a Mornago, fondatore insieme a Bossi della Lega Nord, ora architetto a tempo pieno dopo la convivenza con la politica, e dopo quattro legislature da senatore e due da deputato nelle sue parole ancora “militante” del partito.
Che dice: “Il caso dei soldi scomparsi della Lega, che siano 40 o 49 milioni non cambia, sembrano un caso di malaffare. I cassieri, i tesorieri devono spiegare dove sono finiti”.
(da Globalist)
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