Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
NESSUN ARRESTO, DENUNCIATO A PIEDE LIBERO PER LESIONI AGGRAVATE DA ODIO RAZZIALE UN OPERAIO ITALIANO 34ENNE CON PRECEDENTI PENALI… TANTO PER CAMBIARE NON SONO STATE FORNITE LE GENERALITA’ E LA FOTO
Nel corso della mattinata di oggi i carabinieri di Partinico hanno deferito in stato di libertà , B. G., classe 1984, di Partinico (altro non si può sapere, evidentemente)
L’uomo è ritenuto uno dei responsabili dei reati di lesioni personali, aggravate dall’odio razziale, nei confronti di un cittadino senegalese, classe 1999, ospite presso un centro di accoglienza.
Le indagini dei carabinieri hanno consentito di individuare l’uomo, la cui presenza sul luogo di commissione del reato è stata confermata da diverse testimonianze. L’aggressore è un disoccupato con precedenti per lesioni e minacce.
Il giovane senegalese tre giorni fa era stato picchiato e insultato mentre stava lavorando in un bar di piazza Caterina nel comune in provincia di Palermo.
Secondo una ricostruzione al vaglio dei carabinieri ci sarebbe stato anche l’intervento di qualcuno che ha cercato di fermare gli aggressori.
Subito dopo l’aggressione, il giovane immigrato ha sporto denuncia ed è stato portato al pronto soccorso, dove sono state medicate le ferite al labbro e alle orecchie, giudicate dai medici guaribili in 7 giorni. Le indagini dei carabinieri hanno portato a identificare e denunciare uno degli aggressori.
Si cercano gli altri sei aggressori.
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
COME FAR DIVENTARE COMANDANTE IN CAPO DELLE FORZE ARMATO UNO CHE NON E’ PIU’ IN SERVIZIO ATTIVO
Carlo Magrassi, ufficiale dell’Aeronautica oggi Segretario Generale della Difesa e Direttore
Nazionale degli Armamenti, è la persona giusta per diventare il nuovo comandante in capo alle forze armate.
Ma c’è un problema: non può farlo perchè è “in ausiliaria”.
Ma la ministra della Difesa M5S Elisabetta Trenta potrebbe cambiare il codice dell’ordinamento militare per consentirgli di approdare alla carica.
A raccontare la vicenda è Gianluca Di Feo su Repubblica: l’articolo spiega che Carlo Magrassi attualmente è già praticamente in pensione, troppo anziano quindi per occupare quello che una volta si chiamava Comando Supremo. Inoltre non è più in servizio attivo ma “in ausiliaria”, ossia una sorta di riserva dove vengono parcheggiati gli alti ufficiali. Il codice dell’ordinamento militare all’articolo 25 precisa: “Il capo di Stato maggiore della Difesa è scelto tra gli ufficiali in servizio permanente”.
Ma Elisabetta Trenta sta studiando un decreto di poche righe per abolire il limite d’età e l’obbligo del servizio permanente per il nuovo comandante in capo delle forze armate, anche se nel governo c’è qualche perplessità : il Quirinale potrebbe non accettare una forzatura delle norme. Ma bisogna muoversi per tempo visto che l’attuale numero uno, il generale Claudio Graziano, lascerà il prossimo 5 novembre per passare al vertice della struttura militare di Bruxelles.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
“NEMMENO GLI IDRAULICI VENGONO SCELTI PER SORTEGGIO”…. OGGI LA CONTROREPLICA
Ieri Sabino Cassese sul Corriere della Sera ha ridicolizzato la proposta di Grillo di scegliere con il sorteggio i parlamentari ricordando che nemmeno gli idraulici vengono scelti con il sorteggio e il buon Beppe gli ha risposto sul suo blog in un video in cui lo definisce “parruccone”: «Queste assemblee di persone sorteggiate a caso sono un movimento che si sta sviluppando in tutto il mondo, non capisco proprio quale sia l’esagerazione che abbiamo suscitato in certi parrucconi del nostro sistema informativo. In Ontario, in Canada, nella Columbia britannica già lo fanno».
La risposta di Cassese pubblicata oggi sul Corriere della Sera costituisce una robusta ed elegante asfaltata:
Immaginiamo un consiglio dei ministri composto di «persone scelte a caso e per tempo limitato».
All’ordine del giorno vi sono i seguenti argomenti: nuova disciplina delle esportazioni dei beni culturali; norme sulla progressione in carriera degli impiegati civili; misure per ridurre il riscaldamento terrestre; provvedimenti per la tutela delle specie viventi del mare; ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani; ratifica ed esecuzione del protocollo n.15 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; ratifica ed esecuzione della convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive; ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa.
Molti di questi argomenti erano all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri italiano il 26 luglio scorso.
Come pensate che decida il Consiglio dei ministri, composto da «persone scelte a caso e per tempo limitato»?
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
APPELLO DEL PD AGLI AZZURRI: BLOCCHIAMO LA NOMINA IN VIGILANZA
La nomina di Marcello Foa nel cda Rai e la sua indicazione per la presidenza di viale Mazzini sta
assumendo la portata di un pesante scontro politico, non solo tra tutta l’opposizione e la maggioranza giallo-verde.
A spezzarsi potrebbero essere gli ultimi residui legami tra Lega e Forza Italia.
Silvio Berlusconi è furioso con Matteo Salvini per la scelta di un ruolo apicale, che dovrebbe essere di garanzia, senza essere stato consultato: nessuna telefonata diretta, nemmeno una consultazione con gli esponenti azzurri in commissione Vigilanza Rai. Non ci sono stati ambasciatori al lavoro e infine una scelta, quella leghista, di un personaggio così caratterizzato politicamente e culturalmente, lontano da tempo dal mondo berlusconiano.
Ma anche Salvini è irritato con il Cavaliere per il fuoco incrociato dei suoi ormai ex alleati del centrodestra. Compresi i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.
Le stesse parole di Berlusconi nell’intervista che pubblichiamo oggi sono un messaggio che non lascia molto spazio alle interpretazioni: molto difficilmente in commissione Vigilanza gli azzurri voteranno Foa per la presidenza.
La reazione di Salvini che filtra da ambienti della Lega attribuisce a Berlusconi un ipotetico e clamoroso cambio di passo politico e avverte che, se Forza Italia decidesse di votare contro Foa, quindi insieme al Pd, sarebbe chiaro che la prossima alleanza Forza Italia la farà con il Pd.
Una deduzione ardita, un avvertimento dai mille risvolti. Cosa intende Salvini per prossima alleanza? Quella per le regionali d’autunno e della primavera 2019? Oppure è un avvertimento generale che vale per il futuro del centrodestra?
Il vicepremier leghista in queste settimane ha accumulato una buona dose di rabbia nei confronti degli ex alleati. Non ha digerito gli attacchi al governo a prescindere dal merito, l’accusa alla Lega di far passare provvedimenti che le danneggiamo le imprese come il decreto Dignità , di soffiare sul fuoco delle polemiche che arrivano dalle organizzazioni confindustriali territoriali, a cominciare da quelle venete.
Fi infatti ha organizzato cento manifestazioni in giro per l’Italia proprio sui «disastri» del governo giallo-verde, iniziando proprio dal Veneto: domani, a Mestre, Antonio Tajani terrà una conferenza stampa per illustrare l’azione parlamentare contro il decreto Dignità .
In Parlamento in diverse occasione i berlusconiani si trovano a votare insieme al Pd. Sembra questa la prospettiva che si sta preparando in commissione Vigilanza: un’asse contro l’elezione di Foa alla presidenza della Rai.
L’appello del segretario dem Maurizio Martina va in questa direzione: «Tutte le opposizioni devono reagire a questa forzatura».
Se effettivamente si dovesse saldare tutta l’opposizione, Foa non avrebbe alcuna possibilità di farcela, come conferma Giorgio Mulè, tra i forzisti che siedono in commissione dove mercoledì si voterà . F
oa deve ottenere la maggioranza di due terzi dei componenti della Vigilanza ovvero 27 su 40 voti. M5S e Lega ne hanno solo 21: sono necessari quindi i 7 voti di Fi.
Nella Lega pensano che Fi voglia trattare altre nomine, dentro e fuori la Rai: alzare la posta per ottenere ruoli strategici a viale Mazzini ora che arriverà l’infornata di nuovi direttori e vicedirettori di rete e delle testate giornalistiche.
(da “La Stampa”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
“ARROGANTI SULLA TELEVISIONE E IL DECRETO DIGNITA’ E’ CONTRO LAVORO E IMPRESE”
Sulle nomine in Rai Silvio Berlusconi attacca il suo alleato Salvini senza mezzi termini: “Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale”.
L’ex Cavaliere ha inoltre aggiunto che non pensa che “l’alleanza nel centrodestra con la Lega abbia vita lunga”.
In un’intervista a La Stampa, Berlusconi esprime il suo parere: “nella prima Repubblica il Psi di Craxi per 15 anni governò a Roma con la Dc e invece nella maggior parte dei Comuni e delle Regioni con il Pci. Non credo però che questa volta accadrà la stessa cosa”.
E anche per il governo presagisce vita breve. “Se il governo mangerà il panettone, sarà molto amaro per gli italiani”.
Sul decreto Dignità , si rivolge a Salvini: “Come può la Lega permetterlo? Come può permettere che si approvi un ‘Decreto Dignità ‘ contro le imprese e contro il lavoro? Se questo è l’inizio, cosa succederà nella legge di stabilità ?”.
“Noi stiamo rinnovando e rilanciando Forza Italia, con la democrazia dal basso e con un vasto cambiamento dei vertici, per essere pronti al momento in cui l’esperimento giallo-verde fallirà “, conclude Berlusconi.
(da Globalist)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
L’AUTRICE DELLA BUFALA SULLO SMALTO ROSSO DI JOSEPHA SMENTITA DALLA BOCCONI: “NON E’ PIU’ ISCRITTA DAL 2005″… CERCAVA NOTIZIE QUANDO L’INDAGINE ERA ANCORA COPERTA DAL SEGRETO ISTRUTTORIO…I RAPPORTI CON AGENZIE RUSSE
Per orientarsi nel caos delle notizie manipolate sui migranti e le Ong occorre appuntarsi una
data: marzo 2017.
Siamo nel picco del flusso di persone che lasciano a migliaia l’inferno libico. Francesca Totolo, la “dama” dei dossier sovranisti – rilanciata più volte nei giorni scorsi dal presidente designato della Rai Marcello Foa – al centro di una rete di account Twitter anonimi ostili alle Ong, è ancora una sconosciuta sui social network. Nessuna informazione è rintracciabile in rete sul suo conto e sulla sua vita precedente. Ma, già allora, ha un obiettivo ben preciso in testa.
Nessuno sa in quel momento che è in corso l’indagine della Procura di Trapani sulla Ong tedesca Jugend Rettet.
Solo il 2 agosto successivo verrà sequestrata la sua nave Iuventa, solo una delle 13 in quel momento attive nel Mediterraneo centrale. Eppure quella stessa Ong, nel marzo dello scorso anno, finisce nel mirino di Francesca Totolo.
Mentire in rete: “Sono una specializzanda alla Bocconi”
Il 29 marzo 2017 – come La Stampa è in grado di ricostruire – contatta uno dei responsabili della Jugend Rettet, qualificandosi come specializzanda dell’Università Bocconi impegnata nella redazione di una tesi sulle Ong nel Mediterraneo.
Una chat amichevole, con un tono ben diverso da quello che mostrerà poi nei suoi tweet e negli articoli pubblicati dal giornale di riferimento di Casapound.
Ammicca, e anche se sta per diventare l’avversaria numero uno delle Ong sulla rete, sostiene di volersi unire a loro: «Quanto vorrei imbarcarmi», scrive in un messaggio inviato in chat. Poi entra nel vivo, inizia a chiedere informazioni sull’organizzazione, «dati economici, bilancio, atto costitutivo e una lista dei principali finanziatori».
Cerca di giustificare la richiesta con esigenze di ricerca universitaria: «Sono appena andata dal mio relatore», scrive, cercando di convincere gli interlocutori a fornire informazioni non pubbliche.
Dopo il primo contatto in chat la conversazione prosegue con il responsabile della Jugend Rettet via telefono.
Francesca Totolo ha fretta e la sera stessa del primo contatto, dopo aver confermato di essere una laureanda della Bocconi, chiede informazioni dettagliate su altre Ong, sulle rotte della Iuventa e l’elenco del personale imbarcato.
Questa sua insistenza insospettisce il responsabile della Ong, che decide di fare una semplice verifica: contatta il docente della Bocconi, che nega tutto.
Totolo, risponde il professore, «non risulta nel database dei miei studenti».
Una circostanza confermata anche alla Stampa dall’Università Bocconi: «Francesca Totolo non ha concluso il percorso di studi universitari e nel 2005/2006 è decaduta dallo status di studente», ovvero più di dieci anni fa.
Un episodio, questo, che Jugend Rettet decide di denunciare alle autorità di polizia il 30 marzo 2017.
Nell’esposto il responsabile della Ong inserisce la formula di rito, con la richiesta di essere informato in caso di archiviazione. Ad oggi nessuna notifica è arrivata.
Dossier paralleli
In quello stesso mese su Twitter appare l’account, oggi strettamente legato alla Totolo e in grado di sfornare una media di 44 tweet al giorno, “James the Bond” (@IAmJamesTheBond), che ai primi di aprile inizia a diffondere informazioni ostili alle Ong.
A maggio lo stesso utente prepara ben tre dossier ancora reperibili in rete, sul servizio di bacheca anonima Paste Bin, relativi ai movimenti delle organizzazioni umanitarie. Una sorta di indagine parallela, che si svolge completamente in rete, in un rimpallo di informazioni tra utenti che mantengono l’assoluto anonimato e che, da lì a poco, diverranno la fonte informativa principale di Francesca Totolo.
La nave Iuventa della Ong Jugend Rettet, per questo particolarissimo team, è una vera fissazione.
All’inizio di luglio appare in rete un altro account, che rimarrà attivo poco più di un mese. Si chiama “Migration watch MED” (@migration_med) e sulle info dichiarava apertamente: «Che fate Ong? Controlliamo la vostra attività nel Mediterraneo».
Ma è l’icona dell’account ad attirare l’attenzione: lo stesso logo della Jugend Rettet, che da lì a poco sarebbe finita nel centro delle cronache.
Il 2 agosto dello scorso anno la nave Iuventa viene sequestrata. E proprio quel giorno Francesca Totolo inizia ad usare l’account Twitter aperto due anni prima.
Tra i primissimi account a seguirla c’è proprio “Migration watch MED”. E quasi subito lei inizia a menzionare Marcello Foa.
Siti sovranisti e legati all’Alt right americano
Sono stati due siti dell’area sovranista internazionale a lanciare, già a luglio del 2017, l’attivista Totolo: Gefira (@GefiraFundation) e ZeroHedge (@zerohedge).
Il primo è un think tank con sede in Olanda, specializzato in studi demografici e convinto assertore del pericolo di una sostituzione della popolazione europea causata dalla migrazione.
Qualche giorno prima dell’esordio su Twitter della Totolo, Gefira riprende un suo dossier su Soros e sulle associazioni che tutelano i diritti in Italia; subito dopo è ZeroHedge a rilanciare i post della “dama” sovranista.
Non un sito qualsiasi: secondo una ricostruzione di Bloomberg – poi ripresa e confermata da altre testate del settore finanziario – il sito, registrato in Bulgaria, è riconducibile a Daniel Ivandjiiski, broker finanziario accusato nel 2008 dall’autorità di controllo statunitense di Insider Trading.
Il sito “ZeroHedge” funziona oggi come piattaforma anonima di pubblicazione di notizie e studi provenienti soprattutto dal mondo della nuova destra e dall’alt-right statunitense.
A confermare l’importanza del rilancio da parte di ZeroHedge è la stessa Totolo, che – nell’intervista rilasciata alla Stampa – attribuisce il contatto con SputnikNews alla visibilità ottenuta con la pubblicazione dei sui report su quel sito.
In poco tempo, Francesca Totolo conquista il suo posto di “dama dei sovranisti” in rete.
Con una missione: seguire, passo dopo passo, ogni minima mossa delle organizzazioni umanitarie che dal 2015 operano nella zona search and rescue (ricerca e salvataggio) davanti alle acque di Tripoli, protagoniste del recupero in mare di decine di migliaia di rifugiati e migranti strappati dalle onde.
E così, nei suoi tweet, i volontari impegnati nei salvataggi di naufraghi nel Mediterraneo centrale diventano «pirati umanitari», la Sar Zone libica una «zona pescosa» e la presenza delle navi delle Ong, il «canto delle sirene».
Pubblicate dalla stessa Totolo che, solo un anno e mezzo prima, confessava alla Jugend Rettet di volersi imbarcare.
(da “La Stampa”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
IL PD CHIEDE CHE IL PRIMO CITTADINO CONDANNI IL GESTO, MA E’ TEMPO PERSO, PROVVEDA LA MAGISTRATURA… A COSA SI E’ RIDOTTO IL PARTITO DELLA MELONI
Il gruppo Pd in Comune chiede al sindaco di Genova una condanna del capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Campanella che ha definito “Boldracca” su Facebook l’ex presidente della Camera Laura Boldrini.
Il caso è stato raccontato da Repubblica.
“Il pesante turpiloquio di Alberto Campanella contro Laura Boldrini – dichiara il Gruppo Pd del Comune di Genova – va duramente condannato. E’ estremamente grave che chiunque usi termini offensivi di genere per attaccare le donne, mettendo in atto una sistematica delegittimazione del loro ruolo, qualunque esso sia. Diventa intollerabile se a farlo è il capogruppo FDI del Comune di Genova, un capogruppo di maggioranza che esercita per legge ed elezione la funzione di rappresentanza, anche dell’elettorato femminile, purtroppo non esente da un linguaggio simile, nei confronti dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini. La storpiatura offensiva del cognome Boldrini, tra l’altro, è già stata duramente condannata in passato, riprovazione che Campanella non solo fa finta di ignorare ma infrange”.
Nella nota diffusa dalla capogruppo Cristina Lodi si legge ancora “Non sono solo parole. Le parole riflettono pensieri che, così ripetuti come se fossero battute divertenti, anestetizzano la loro potenza offensiva e possono spianare la strada a comportamenti sintonizzati su tanta gratuita violenza. Le battaglie politiche si devono combattere usando altri strumenti. Ci aspettiamo una presa di posizione della Giunta e del sindaco Bucci a cui martedì prossimo in Consiglio chiederemo una presa di posizione ufficiale e netta sulle frasi di Campanella. Chiediamo che si dissocino pubblicamente”.
Per il sindaco Bucci che ha sempre dribblato altri casi spinosi, dai suoi consiglieri che commemorano Salò con gruppi neonazisti, un’altra situazione imbarazzante.
(da Globalist)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
I DELINQUENTI NON SI FERMANO NEANCHE DAVANTI ALLA MORTE
La fine del mondo non passerà per un cataclisma, ma per la fine dell’umanità come la
conosciamo.
E a leggere i commenti sulla morte di un giovane 21enne senegalese, annegato questa mattina nella acque del fiume Cornappo, nella zona di Nimis, c’è da pensare che abbiamo abbondantemente superato il punto di non ritorno. Il ragazzo era arrivato in Italia nella speranza di una vita migliore, ma ha trovato la morte oltre a tanto odio che non lo lascia in pace nemmeno dopo la sua tragica fine.
“Forza Cornappo, sei tutti noi”. “”Se era a lavorare non sarebbe successo” (come sempre analfabetismo e razzismo vanno di pari passo). E
ancora, “Nessuna Ong in servizio”, “non era abituato a lavarsi con l’acqua corrente”.
Odio, irriverenza, culto della morte.
Ecco in cosa si è trasformata l’Italia di Salvini.
(da Globalist)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
L’IMPRENDITORE INDAGATO PER LO STADIO DELLA ROMA HA VERSATO 295.000 EURO A UNA ONLUS CONTROLLATA DAL CARROCCIO
A caccia dei soldi di Luca Parnasi finiti alla Lega.
Per recuperare parte di quei 49 milioni di euro provento della truffa ai danni dello Stato da parte di Umberto Bossi e Francesco Belsito.
Così, si apre anche a Genova un filone di inchiesta riguardante i finanziamenti del costruttore, ex amministratore unico della Eurnova, andati alla onlus “Più Voci” e da questa a delle società controllate dal partito.
Tanto che adesso i magistrati genovesi (i pm Paola Calleri e i procuratori aggiunti Vittorio Ranieri Miniati e Francesco Pinto) studiano le mosse su come “aggredire” quei 265 mila euro che — secondo la ricostruzione dell’Espresso — la “Più Voci” avrebbe trasferito a Radio Padania ed i 30mila andati a MC-Srl, società leghista che controlla il giornale “Il Populista”
La fondazione è stata costituita nel 2015 da Giulio Centemero, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni.
Attenzione: Centemero è il tesoriere della Lega, nonchè amministratore unico di MC-Srl e di Radio Padania. Le azioni della società a responsabilità limitata appartengono a Pontida Fin e l’1% è di proprietà della famiglia Bossi.
Parnasi è il “dominus” dell’associazione a delinquere – come lo definisce il gip di Roma – dell’operazione “Rinascimento”, sullo stadio di Roma, finito in carcere insieme all’avvocato genovese Luca Lanzalone, ex presidente di Acea e vicino al M5S. Parnasi è il costruttore che avrebbe fatto “del suo sistema corruttivo l’asset della sua azienda”.
Durante l’interrogatorio a Rebibbia ai pm ha spiegato di aver pagato sempre i partiti e le associazioni satelliti. Fra cui la “Più Voci”. Sicchè, i magistrati romani hanno spedito a Genova lo stralcio d’inchiesta.
A Palazzo di Giustizia, a Genova, tacciono. Non vogliono alimentare altre polemiche con i vertici del Carroccio.
Sopratutto da quando Salvini ha dichiarato che l’inchiesta genovese sulla confisca dei soldi “è un processo politico e una persecuzione giudiziaria”.
E però da giorni i militari del Nucleo di Polizia Giudiziaria, guidati dal colonnello Maurizio Cintura, studiano come poter arrivare a quei soldi.
D’altra parte la Cassazione ha stabilito che si possono confiscare anche somme arrivate nelle casse di Via Bellerio dopo la truffa compiuta tra il 2008 e il 2010 dall’ex segretario Bossi e dall’ex tesoriere Belsito; e soldi finiti ad associazioni e fondazioni della Lega.
I magistrati genovesi indagano su un centinaio di conti, distribuiti su 40 istituti di credito: hanno aperto un fascicolo per riciclaggio. I finanzieri setacciano prelievi, bonifici, giroconti da una banca all’altra. Tra cui la Sparkasse dell’epoca di Maroni e la Popolare di Vicenza.
Si cerca il legame economico tra la vecchia Lega e la “Lega per Salvini Premier”. Come si ricorderà , il fascicolo è stato aperto sull’esposto presentato dall’ex revisore dei conti Stefano Aldovisi, condannato in primo grado insieme a Bossi, Belsito e agli altri due suoi colleghi Diego Sanavio e Antonio Turci.
Alla sentenza è seguita l’ordinanza di confisca dei 49 milioni di euro, per la quale loro sono chiamati a risarcire in solido, più il partito.
Anche se è proprio l’altro ieri l’avvocato del Carroccio, Roberto Zingari, ha depositato la querela di parte contro Belsito. L’ex tesoriere, quindi, dovrà rispondere anche di appropriazione indebita e contro di lui (in caso di condanna in Cassazione) la Lega potrebbe rivalersi.
Nel frattempo, però, gli investigatori cercano di recuperare le somme attualmente disponibili sui conti bancari della Lega. Anche se al momento sono stati trovati poco più di 3 milioni di euro. La ricerca, adesso, cade appunto sui 295mila euro versati da Parnasi alla “Più Voci”.
(da “La Repubblica”)
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