Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
“VOLEVO PRENOTARE 20 GIORNI IN QUESTO HOTEL PER 5 PERSONE, PEGGIO PER VOI, TENETEVI SALVINI E TUTTI I RAZZISTI COME VOI”
Un tweet, prontamente rimosso, che prometteva sconti ai clienti-sostenitori di Matteo Salvini:
“Per tutti gli amici sostenitori di #Salvini vi sarà applicato lo sconto #salvininonmollare all’Hotel Solemar Terme Beach & Beauty di Ischia. Basta scrivere amico twitter di Aldo Presutti titolare”.
Un’iniziativa nata, come ha spiegato lo stesso titolare dell’hotel, dopo le parole del Consiglio comunale di Maiorca, che aveva definito Salvini “persona non gradita”.
Il cinguettio ha poi spopolato sui social, ricevendo anche più attenzioni rispetto a quanto prospettato inizialmente dai gestori dell’albergo, tanto da decidere di cancellarlo.
Gli utenti si sono poi divisi tra chi ha accolto con piacere l’iniziativa e chi, invece, ha intrapreso una vera e propria campagna di boicottaggio: “Lo evito: non sia mai che l’innominabile accetti l’invito che, sciaguratamente, gli è stato fatto, proprio nei giorni in cui stavo per prenotare…Meglio “altri porti ” più sicuri ed accogĺienti!”; “Pensare che volevo prenotare 20 giorni in questo hotel x 5 persone peggio per voi … tenetevi salvini e tutti i razzisti come voi”.
E c’è anche chi ha voluto commentare in diverse lingue per segnalare il fatto che l’hotel è “gestito da razzisti”.
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
“IL CIRCOLO CHE ORGANIZZA IL CONCERTO E’ IN MANO A RAZZISTI CONCLAMATI”
L’annuncio era arrivato qualche giorno fa, sulla pagina Facebook dei Raw Power: «Noi non suoneremo a Villa Bombrini di Genova al Rockabeer Festival».
Poche parole, secche, senza alcuna spiegazione, che avevano fatto immaginare che ci fosse qualcosa che non andava.
Poco dopo, è toccato agli Statuto, sulla loro pagina: «Gli Statuto non suoneranno al Rockabeer festival di Genova come invece era previsto, domenica 29 luglio 2018».
Il motivo potrebbe stare nel lungo post pubblicato, sempre sul noto social, dalla pagina “Trojan Skins Genova”, che punta il dito sugli organizzatori del festival, i membri del circolo Arci Quaalude: «Vari aspetti della gestione di tale circolo – è stato scritto sulla pagina – sono in mano a soggetti che non fanno certo mistero del loro essere razzisti conclamati. Uno di loro è stato anche un candidato al municipio Centro Est per la Lega Nord nel 2017 […] Riteniamo che boicottare e ostacolare certe iniziative, così come gli individui che le promuovono e magari vivono anche grazie a esse, rappresenti il minimo sindacale per chiunque si ritenga un antirazzista».
Per poi specificare che «i Raw Power non parteciperanno all’evento […] anche gli Statuto hanno rifiutato l’invito sul palco di Villa Bombrini».
Cosa sia realmente successo, è ancora poco chiaro. Se dapprima si pensava che i gruppi potessero aver subito pressioni per non suonare all’evento organizzato dal Quaalude, gli Statuto hanno poi precisato, sempre su Facebook, che «non abbiamo ricevuto alcun tipo di minaccia o pressione da nessuno ne’ prima per non suonare ne’ dopo per suonare».
D’altronde è nel loro diritto esibirsi dove gli pare e se non esistono i presupposti non accettare gli inviti.
(da Genova Today)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
ORRORE AD ALESSANDRIA: LA DONNA TROVATA IN MEZZO AGLI ESCREMENTI
I vicini di casa non potevano immaginare cosa avrebbero trovato i vigili in quell’appartamento
del centro storico di Alessandria.
Si lamentavano da qualche mese con l’amministratore di condominio, che a sua volta cercava di trovare soluzioni con il proprietario, per il forte odore che proveniva da quelle stanze. Persistente, acre, insopportabile.
Vedevano tutti i giorni entrare e uscire un uomo, sapevano che aveva una «compagna», che aveva presentato come fidanzata o come moglie.
«Mai più vista» da quando avevano preso possesso della casa, nove mesi fa. Il proprietario dell’immobile si è rivolto al Comune, la polizia municipale è subito intervenuta. E gli agenti hanno salvato una vita.
L’appartamento di via Brescia era stato trasformato in una prigione: una donna di 48 anni, incapace di deambulare e con seri problemi di comprensione, era stata chiusa a chiave in una stanza.
Non da sola, ma con due cani. Impossibile per lei uscire e quindi anche accedere al bagno. La carrozzina era in un’altra zona della casa, inaccessibile. L’hanno trovata venerdì pomeriggio coricata su un letto su cui ogni giorno faceva anche i suoi bisogni. E che i cani utilizzavano come latrina.
Senza luce, senza gas, senza acqua, senza telefono. Viveva con le persiane e le finestre chiuse in uno spazio angusto e sporco, insieme ai due animali.
Gli unici momenti di «aria» erano al mattino e verso sera, quando il suo «compagno» (conosciuto in chat nel 2011 e di cui si era innamorata) arrivava per darle da mangiare. Nessun altro contatto con l’esterno nè con la sua famiglia che da Carpi, con disperazione, la cercava da anni senza risultati.
I vigili di Alessandria hanno ricevuto la segnalazione intorno alle 13 di venerdì 27 luglio e dopo un’ora, temendo il peggio per la persona segregata in quell’appartamento, erano sul posto.
Entrare dalla porta principale è stato facile. Hanno chiamato più volte la signora, che si è fatta trovare con dei lamenti. «Sta bene?». «Sì» ha risposto, mentre i cani abbaiavano. È servito l’intervento dei vigili del fuoco per aprire la stanza.
All’interno, una situazione insostenibile: il letto su cui la donna disabile viveva era bagnato e sporco. Per terra, le sue feci e quelle degli animali, che avevano imbrattato anche i muri oltre ad altre parti della casa, in cui giravano nei pochi minuti in cui venivano liberati.
Sul tavolo dove alla donna venivano serviti due pasti al giorno c’erano scarpe, sigarette spente un fornellino da campo, bevande aperte. Tutto buttato alla rinfusa, accatastato. Negli armadi altre scarpe da uomo, bottiglie vuote, confezioni di generi alimentari abbandonate come latte o carne, pasta e olio.
Chi l’ha chiusa lì dentro? Un ragazzo di Cremona che di anni ne ha 37 e che da qualche mese viveva in un altro luogo, sempre in città , in compagnia di un’altra donna.
Quando è tornato nell’appartamento di via Brescia, nel tardo pomeriggio di venerdì, ha trovato gli agenti della municipale ad attenderlo. In tasca custodiva la chiave della stanza-prigione.
È stato denunciato per sequestro di persona, circonvenzione di incapace e abbandono di persona incapace. La donna è stata portata in ospedale dagli operatori del 118.
Probabilmente l’ha fatto per la pensione: le prime indagini hanno portato a un conto co-intestato su cui lei riceveva mensilmente quella di invalidità . Ottocento euro che venivano utilizzati dal suo «carceriere» per vivere. Mentre lei rischiava di morire.
(da “La Stampa”)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
HA 34 ANNI, E’ STATO DENUNCIATO, LA POLIZIA SULLE TRACCE DEL BRANCO… ORA FUORI I NOMI E LE FOTO, VOGLIAMO VEDERLI IN FACCIA, COME PER TUTTI I CRIMINALI
C’è un primo fermo da parte dei carabinieri che da alcuni giorni indagano sull’aggressione razzista ai danni di un giovane senegalese.
E’ stato rintracciato dal carabinieri di Partinico e portato in caserma uno dei tre aggressori del 19enne senegalese che tre giorni fa era stato picchiato e insultato mentre stava lavorando in un bar di piazza Caterina nel comune in provincia di Palermo.
E’ un uomo di 34 anni di Partinico che è stato denunciato dai carabinieri per lesioni con l’aggravante dell’odio razziale.
Il ragazzo senegalese, che ha chiesto asilo politico ed è ospite da due anni di una comunità , stava servendo ai tavoli del locale, quando un gruppo di persone l’ha aggredito, insultato e malmenato. “Vattene via sporco negro”, gridavano i tre mentre lo picchiavano. “Non ho reagito perchè non alzo le mani – ha raccontato la vittima – Mi potevo difendere, ma gli educatori della comunità mi hanno insegnato che non si alzano le mani”. Subito dopo ha sporto denuncia ed è stato portato al pronto soccorso, dove sono state medicate le ferite al labbro e alle orecchie, giudicate dai medici guaribili in 7 giorni. Le indagini dei carabinieri hanno portato a identificare e denunciare uno degli aggressori.
Tra metà giugno ed oggi sono almeno otto i casi (con nove feriti) di stranieri che sono stati fatti bersaglio di colpi di armi ad aria compressa senza un apparente motivo. Ad essi va aggiunta anche la tragedia di Sacko Soumalya, il giovane del Mali ucciso a Vibo Valentia il 3 giugno mentre stava prendendo da una fabbrica abbandonata del materiale per costruirsi una baracca.
L’allarme per questi episodi ha indotto a una presa di posizione anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che due giorni fa, dopo il caso della bimba nomade ferita a Roma da un uomo che le ha sparato del balcone, ha messo in guardia contro la deriva da Far West che sta correndo il Paese.
Gli ultimi due episodi sono dell’altro ieri: nel vicentino un operaio di Capoverde è stato centrato da pallini sparati da un terrazzo, mentre a San Cipriano d’Aversa (Caserta) un migrante della Guinea richiedente asilo e ospite di un centro di accoglienza, è stato colpito in pieno volto con una pistola ad aria compressa. Sempre a Caserta, l’11 giugno, si era verificato il primo caso di questa serie, ma quattro mesi prima, nelle Marche, c’era stato il raid di Traini.
L’aggressione al cameriere a Partinico ha scatenato una serie di reazioni. «Fa paura leggere la frequenza con cui aumentano episodi di razzismo», afferma lo scrittore Antonio Modaffari.
Prese di posizione anche sul web, ospitate soprattutto dal profilo Partinico e-news di Facebook.
C’è chi afferma che «l’inciviltà e l’ignoranza di questo paese sta rasentando i limiti della decenza e della civile convivenza, è ora di agire e tornare ad educare»; chi sottolinea che «la democrazia si perde poco per volta» e chi aggiunge che «la xenofobia va combattuta, questo è il risultato di tutte le chiacchiere che si sentono sul conto degli extra comunitari e della loro presunta paga giornaliera».
(da agenzie)
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Luglio 29th, 2018 Riccardo Fucile
IL PASTORE TEDESCO CHE HA SALVATO TANTE VITE UMANE AVVELENATO NEL GIARDINO DI CASA IN UN COMUNE IN PROVINCIA DELL’AQUILA… SARA’ STATA QUALCHE “PERSONA PERBENE” COME SI USA ORA DEFINIRE I DELINQUENTI
Si chiamava Kaos ed era stato tra gli eroi a quattro zampe di Amatrice. Ma è stato ucciso.
L’annuncio è arrivato in una nota di Rinaldo Sidoli, responsabile comunicazione della onlus Animalisti Italiani, presieduto da Walter Caporale: “Hanno ucciso il cane eroe di Amatrice, Norcia, e Campotosto. Kaos salvava gli umani, gli stessi umani che lo hanno avvelenato”.
Prosegue la nota: “Il corpo senza vita del pastore tedesco – prosegue – è stato trovato da Fabiano Ettore, il suo istruttore, nel giardino di casa a Sant’Eusanio Forconese, comune in provincia dell’Aquila. Kaos era stato determinante di recente nel ritrovamento di un uomo di Roio, di cui si erano perse le tracce”.
“Era un salvatore avvezzo a scavare tra macerie e inferno – conclude l’animalista – Chi ha posto fine alla sua vita in questa maniera è un criminale pericoloso che va fermato. Non ci daremo pace fino a quando non verrà fatta giustizia. Credo che sia arrivato il momento che l’indignazione delle persone sensibili spinga il mondo politico a lavorare in maniera trasversale su una nuova proposta di legge che preveda pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali. Non si devono più verificare casi come questo”.
Serve urgentemente, prosegue “un rafforzamento sulla tutela degli animali a partire da una modifica del codice civile e penale. Il Parlamento deve prendere provvedimenti contro i casi di maltrattamento e animalicidio e rivedere le norme attualmente in vigore”.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2018 Riccardo Fucile
“SPIAGGE SICURE” SONO QUELLE DOVE NON SI ANNEGA, “PULITE” DOVE I COMUNI PROVVEDONO A TOGLIERE I RIFIUTI, SI COMPRI UNO ZANICHELLI… IN ITALIA 400 MORTI ANNEGATI OGNI ANNO, IN GRAN PARTE NELLE SPIAGGE LIBERE
«Finalmente spiagge sicure e ripulite, senza venditori abusivi. A differenza del passato, ai Comuni le risorse necessarie per i controlli: 2 milioni e mezzo di euro per 54 località ».
I progetti riguardano principalmente l’assunzione a tempo determinato di personale della polizia locale, il pagamento degli straordinari, l’acquisto di mezzi e attrezzature da fornire al personale dei comuni per il contrasto all’abusivismo commerciale e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione. Quindici comuni beneficiari si trovano al Nord, 23 al Centro e 16 al Sud.
Nel vocabolario leghista che capovolge la logica umana “spiaggia sicura” quindi non è quella dove si evita che le persone, magari per un improvviso malore, anneghino per mancanza di bagnini di salvataggio, ma quella che “caccia” i vu cumpra dalle spiagge, pericolo mortale per la percezione dei razzisti.
Quindi sono più importanti i rastrellamenti di chi si consuma i piedi per mettere insieme il pranzo con la cena che investire in salvataggio in mare .
Allora informiamo il ministro che ogni anno in Italia 400 persone muoiono per annegamento (dati Istat) e sarebbe necessario mettere in campo strategie di prevenzione, fare una mappa delle spiagge a rischio e ridurre i decessi, stabili da 20 anni dopo il passaggio dai mille morti l’anno degli anni Settanta agli attuali numeri.
In una gran parte dei casi, come origine dell’annegamento c’è un malore.
“La semplice cartellonistica potrebbe evitare molte tragedie – conferma il dott. Funati, ricercatore Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss – Sappiamo, inoltre, che molti annegamenti avvengono nelle spiagge libere, dove non c’è un bagnino che, a volte, solo con la sua presenza scoraggia comportamenti pericolosi ed è in grado di aiutare chi si trova in difficoltà . Pochissimi Comuni si sobbarcano spese per personale in queste zone”.
Ma che fa Salvini?
Invece di destinare 2,5 milioni di euro all’assunzione stagionale di bagnini per permettere ai Comuni di pagare esperti di salvataggio, nonchè la pulizia delle spiagge libere, lasciate spesso nel degrado dagli enti locali per difficoltà di bilancio, pensa a finanziare la polizia locale “anche attraverso mezzi e attrezzature” (che si riferisca a ciabatte da spiaggia?) per neutralizzare i pericolosi sovversivi che vendono berretti e magliette definiti “abusivi” senza considerare che molti hanno invece la licenza e sono spesso ben accolti dai bagnanti.
Sarebbe interessante vedere quanti sono i Comuni a guida centrodestra o leghista tra quelli beneficiati dal contributo: se volete una anticipazione, in Liguria il 100%.
E così si capiscono tante cose.
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Luglio 28th, 2018 Riccardo Fucile
MA PRESTO FINIRA’ INVECE LA PAZIENZA DEGLI ITALIANI PERBENE VERSO I DELINQUENTI RAZZISTI, CHI LI ISTIGA E CHI LI PROTEGGE
“L’allarme ‘razzismo è una invenzione della sinistra, gli italiani sono persone per bene, ma la loro
pazienza è quasi finita”
Matteo Salvini chiude così la sua lunga giornata passata a twittare, bacchettare, ammonire, annunciare.
Decide di rispondere così il ministro dell’Interno dopo che da più parti si è alzata la richiesta di dire qualcosa sul tiro a bersaglio che alcuni italiani hanno fatto su rom e immigrati.
Risponde così a chi gli chiede di fare conoscere il suo pensiero sull’episodio di Partinico, in provincia di Palermo. Un 19enne senegalese richiedente asilo è stato malmenato in piazza da quattro persone che lo hanno “invitato” a tornarsene al suo paese.
E invece Salvini nega che ci siano episodi di razzismo, non dice nulla sugli spari e continua la sua campagna contro gli immigrati.
Twitta gongolante. Ma di Partinico nulla. Non sa nulla e non twitta nulla.
Anche quando gli avranno detto che esiste perchè nella zona un barbiere ha ucciso con 5 colpi di pistola un falegname. Ma è meglio tacere.
Altrimenti potrebbero chiedere ancora del senegalese “invitato” a tornare a casa sua.
(da “La Repubblica”)
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Luglio 28th, 2018 Riccardo Fucile
O VUOL DIRE CHE IN CAMBIO DI QUALCHE POLTRONA FORZA ITALIA CONTINUERA’ A FARE LA RUOTA DI SCORTA DEL REGIME?
Nel giorno degli appelli di Pd e Leu al partito di Berlusconi, arriva da Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, un No “per il momento” alla nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai: “La maggioranza, prima di proporre un suo nome per la presidenza della Rai, avrebbe dovuto avviare un’istruttoria tra i gruppi parlamentari presenti in Commissione di Vigilanza Rai e solo dopo esprimere un candidato di sintesi, in grado di avere il voto dei 2/3 dei componenti, necessari per concludere l’iter. Proponendo Foa al buio, il governo ha utilizzato un metodo sbagliato. Forza Italia farà un’attenta riflessione, ma al momento il nostro voto è ‘no'”.
Nella nota, la Gelmini ha poi specificato le intenzioni del suo gruppo: “Nelle prossime ore cercheremo ancora il dialogo con tutte le altre forze politiche per individuare una figura terza, di garanzia, e che possa ricevere il via libera dalla stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari. Il ruolo di presidente della Rai è troppo delicato per essere imposto a colpi di maggioranza. È il momento della buona politica, non servono inutili prove muscolari”.
Sulla stessa linea anche Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, ai microfoni di TgCom24: “Il metodo utilizzato dal governo ci ha sorpreso trattandosi di individuare e proporre una figura di garanzia qual è il presidente della Rai. Per una figura del genere e per la maggioranza che richiede, i due terzi e dunque non solo i voti della maggioranza, era necessario una verifica preliminare”.
“Il governo – ha proseguito – ha inteso invece sottoporre alla Vigilanza un candidato che per le posizioni espresse e i giudizi anche su importanti figure istituzionali come il Presidente della Repubblica ha incontrato immediatamente il ‘no’ di Pd e Leu. Nessuno pensa che esista una figura che raccolga il 100 per cento dei consensi, ma il momento dell’informazione che viviamo pretendeva la più ampia condivisione. Il nome di Foa non la avrà ed è una certezza e questo contraddice lo spirito della nomina”.
“Quanto a noi – ha sottolineato Mulè – abbiamo tempo fino a mercoledì per verificare se è possibile ritrovare questa condivisione. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo. A Foa è stato fatto credere che la sua indicazione corrispondesse automaticamente alla nomina a presidente.
Basta leggere le sue dichiarazioni di stamattina e questo dimostra ancora di più come la maggioranza non abbia tenuto in nessun conto il ruolo dell’opposizione. Metodo sbagliato, fortemente sbagliato. Foa oggi cita tra le sue qualità quelle di saper riconoscere quando si commettono errori: vediamo – conclude Mulè – se inizierà questo percorso, se intenderà chiarire alcune prese di posizione sul Capo dello Stato, sui diritti civili, sui vaccini. Non gli si chiede un’abiura, gli si chiede di dimostrare che è super partes, cioè un Presidente di garanzia”.
Insomma, per ora è no, ma in cambio di qualche poltrona “strategica” si tramuterà in un si’.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2018 Riccardo Fucile
RIPRENDE SPESSO I TWEET DI FRANCESCA TOTOLO, IDEATRICE DELLA BUFALA SULLO SMALTO DI JOSEFA… E QUESTO DOVREBBE FARE IL PRESIDENTE DELLA RAI
Abbiamo avuto a che fare con Francesca Totolo negli scorsi giorni, quando i media hanno
smontato la bufala da lei ideata sulle unghia smaltate di Josefa.
In un’intervista alla Stampa la Totolo, che scrive per Il Primato Nazionale (foraggiato da Casapound) e che è – per sua stessa ammissione – vicino a molti account twitter finti ma ben attivi nel rilanciare e far diventare virali notizie spesso, se non sempre, inventate, ha fatto lei stessa uno screen del servizio del tg dove si vedeva Josefa con le unghia rosse e ha cavalcato il “dubbio” che non fosse veramente una migrante ma un’attrice protagonista di una messinscena.
La bufala è stata abbondantemente smontata, ma tra i sostenitori della Totolo (ma c’è da vedere, sempre per il principio del ragionevole dubbio, quanti di questi account siano gestiti da persone vere) è circolata a lungo e con forza, tanto da diventare per i complottisti anti Ong un’ennesima prova del grande complotto foraggiato da Soros per l’africanizzazione dell’Europa, qualunque cosa voglia dire.
E fa riflettere che, come fa notare il giornalista David Allegranti, tra i “retwittatori seriali” della Totolo ci sia anche il neoeletto presidente della Rai, Marcello Foa.
Tra i retweets, compaiono anche molte frecciate alle Ong, definite non più taxi ma “pirati” del mare.
Che dire, crediamo sia lecito aspettarci notizie sui bambolotti e sulle unghia non più rilanciate da qualche nera pagina twitter, ma direttamente dall’edizione serale del Tg1.
(da Globalist)
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