Novembre 27th, 2018 Riccardo Fucile
SCAMBIO DI BADGE E FALSE PRESENZE… MA MUSUMECI NON DOVEVA PORRE FINE AL MALCOSTUME?… SE I DIRIGENTI FACESSERO IL LORO DOVERE DI CONTROLLO, NESSUNO FARE IL FURBETTO
All’assessorato regionale alla Salute la pausa caffè durava davvero tanto. C’era poi la pausa per la spesa, per lo shopping, la pausa per una lunga passeggiata e quella per andare dal parrucchiere.
E molti non si presentavano neanche in ufficio, o arrivavano con tre ore di ritardo, però risultavano sempre presenti.
Un’indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla procura di Palermo, svela l’ufficio della Regione dove ci sono più furbetti del cartellino. Undici sono finiti agli arresti domiciliari nel corso del blitz scattato all’alba, ad undici dipendenti è stato notificato l’obbligo di firma, altri venti sono stati denunciati.
Un’inchiesta dai numeri pesanti, saltata fuori grazie alle telecamere piazzate dai militari del Gruppo di Palermo all’ingresso degli uffici di piazza Ziino.
“Questa attività di indagine è un esempio dell’impegno della Guardia di finanza nella tutela della spesa pubblica”, dice il generale Giancarlo Trotta, il comandante provinciale delle Fiamme Gialle.
Adesso, i dipendenti dell’assessorato alla Salute pizzicati fuori dall’ufficio sono accusati di truffa aggravata, accesso abusivo al sistema informativo e false attestazioni e certificazioni.
“C’era una prassi consolidata negli uffici dell’assessorato”, dice la Guardia di finanza in una nota. “I dipendenti gestivano i loro turni di servizio con presenze fittizie debitamente e furbescamente certificate”.
Si scambiavano i badge oppure attestavano false presenze. L’indagine ha svelato più di 400 ore attestate in maniera fraudolenta sui computer dell’assessorato.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2018 Riccardo Fucile
“ATTENDIAMO UNA DECISIONE PER L’INIZIO DEL 2019”
La ministra francese dei Trasporti, Elisabeth Borne, chiede al governo italiano di decidere
“rapidamente”, “entro inizio 2019”, se proseguire o meno i lavori della linea ad alta velocità Torino-Lione, altrimenti i lavori “saranno fermati”.
Parlando ai cronisti a margine della presentazione di una legge sulla mobilità pubblica a Parigi, la ministra francese dei Trasporti ha detto che per quanto riguarda il progetto di tunnel transfrontaliero sul tracciato della Tav Torino-Lione “possiamo solo rispettare la posizione del governo (italiano,ndr.) che desidera prendere il tempo di fare nuove valutazioni”.
“Attendavamo uno studio questo autunno”, ma ora, ha precisato Borne, si parla piuttosto di “inizio anno (2019, ndr.) e dovrebbe essere oggetto di un dibattito con delle istituzioni internazionali”.
Una tabella di marcia, ha fatto sapere la ministra a Parigi, che “mi ha comunicato il mio collega”, Danilo Toninelli, incontrato circa un mese fa.
Quindi l’avvertimento al governo di Roma. “Bisogna essere consapevoli che i lavori avviati continuano, e che se non c’è una decisione all’inizio dell’anno 2019, i lavori saranno fermati”.
Borne ha quindi ricordato che l’Ue, che già finanzia il progetto al 40%, ha fatto sapere di essere pronta a salire al 50%. “Non voglio mettere fretta al nostro partner italiano”, ma “ritengo che una decisione andrebbe presa rapidamente”.
E ancora: “Capisco chi trova che sia un’infrastruttura abbastanza gigante, al tempo stesso la Francia è molto legata alla realizzazione di questo progetto” che consentirà “un trasporto delle merci più efficace e più rispettoso dell’ambiente”, ha concluso
Pressioni che arrivano a pochi giorni dallo sbarco a Torino di 1500 imprenditori, in arrivo da tutta Italia e in rappresentanza di diverse categorie, per dire “Sì alla Tav”. Ma proprio oggi la maggioranza comunale grillina ha confermato che il vicesindaco Montanari sfilerà con la fascia tricolore alla manifestazione No Tav dell’8 dicembre “perchè siamo un Comune No Tav”.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2018 Riccardo Fucile
DI MAIO RACCONTA LA FAVOLA DEL TUTOR O NAVIGATORE CHE DOVRA’ “ACCOMPAGNARE” CHI AVRA’ IL REDDITO DI CITTADINANZA … AL CENTRO DELL’IMPIEGO DA SOLI C’E’ IL RISCHIO CHE SI PERDANO?
Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è tornato a spiegare il funzionamento del Reddito di Cittadinanza e del tutor che dovrà affiancare coloro che ne avranno diritto. La settimana scorsa il Capo Politico del M5S ne aveva rivelato l’esistenza senza però spiegare se i tutor fossero i dipendenti dei centri per l’impiego (che però si devono occupare anche delle offerte di lavoro) o una nuova figura professionale.
Oggi il vicepremier ha rivelato che contemporaneamente alla ristrutturazione dei centri per l’impiego — per la quale servirà un miliardo dei nove miliardi stanziati per il RdC — «la cosa su cui stiamo investendo è il tutor o il navigatore».
Ci sarà quindi un piano di assunzione straordinaria per i tutor che guideranno chi avrà il reddito di cittadinanza.
Non sono ancora stati resi noti i criteri per le assunzioni nè quanti tutor verranno assunti. Non si sa nemmeno che competenze dovranno avere i tutor o se verranno formati successivamente.
L’unica cosa che si sa è che si dovranno occupare della sorveglianza di coloro che accederanno alla misura di sostegno al reddito.
Di nuovo: non è chiaro se i tutor si occuperanno unicamente dei disoccupati a reddito zero o anche di coloro che riceveranno un’integrazione al reddito ma che già hanno un lavoro (seppure con uno stipendio modesto).
Così come per la storia dei sei milioni di tessere per il RdC anche quello dei tutor è un semplice annuncio giacchè al momento non risulta essere stato compiuto alcun atto formale in tal senso.
Anzi, la riforma dei centri per l’impiego non si sa ancora come verrà svolta. Si sa solo che il tutor sarà una sorta di “navigatore” che avrà il compito di portare chi riceve il Reddito di Cittadinanza «in un’agenzia o in un centro per l’impiego a formarsi».
Non sembra quindi possibile che a chi prende il Reddito di Cittadinanza venga offerto di lavorare come tutor.
E non si sa nemmeno a quanto ammonterà il loro stipendio. Tutto dovrà essere pronto entro l’aprile del 2019, quando secondo gli annunci del governo inizierà ad essere erogato il Reddito di Cittadinanza.
Al momento però non c’è ancora un decreto legge o un disegno di legge collegato alla legge di bilancio.
Di Maio ha anche ribadito che il reddito di cittadinanza potrà essere scambiato dal disoccupato alle imprese che assumono, in modo differenziato tra uomini e donne: «quando un’azienda ti assume prenderà per tre mesi il reddito che avrebbe preso la persona come disoccupato e se assume una donna lo sgravio sarà di 6 mesi e equivale sempre all’ammontare del reddito. In pratica il reddito se lo scambiano il disoccupato e l’impresa».
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 27th, 2018 Riccardo Fucile
PREVALGONO I CONTI CORRENTI, PIU’ FACILI DA SPOSTARE IN CASO DI CRISI
I depositi in banca sono raddoppiati negli ultimi dieci anni, arrivando a una media italiana
di circa 21mila euro pro capite.
A dirlo sono i dati dell’Abi-Banca d’Italia, rielaborati dal Sole 24 Ore in rapporto con la popolazione su base provinciale dal 2008 al 2018.
I numeri dicono che a Milano oggi questa cifra sfiora la vetta dei 58mila euro per abitante, mentre dieci anni fa si fermava a 29.100 euro.
Queste somme includono tutte le forme di deposito (consistenze calcolate al 31 dicembre dell’anno precedente): con durata prestabilita, a vista, overnight, rimborsabili con preavviso, buoni fruttiferi, certificati di deposito e infine i tanto amati conti correnti.
A dir la verità sono soprattutto questi ultimi a raccogliere il flusso di denaro in fuga da altre forme di investimento.
Oggi si contano quasi 1.200 miliardi di euro parcheggiati in banca, uno stock che — sempre negli ultimi dieci anni — è cresciuto quasi del 75 per cento.
Una situazione che dovrebbe far capire quanto sia difficile far aderire gli italiani ai piani per l’Oro alla Patria di cui hanno favoleggiato Lega e M5S negli ultimi mesi.
Il flop del BTp Italia — che la scorsa settimana ha raccolto fra le famiglie appena 863 milioni di euro, il minimo di sempre per questo strumento creato dal Tesoro appositamente per il retail — è infatti soltanto l’ultimo episodio di un fenomeno che procede ormai da anni.
Senza infatti scomodare l’era dei «BoT people» di 30 anni fa (quando i piccoli risparmiatori detenevano oltre il 60% del debito pubblico italiano), la quota di titoli pubblici italiani custodita dai privati si è ridotta dal 19,1% del 2008 al 4,8% registrato a fine luglio.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 27th, 2018 Riccardo Fucile
RESPINTA DAGLI ELETTORI L’INIZIATIVA DEI SOVRANISTI CONTRO I “GIUDICI STRANIERI”
Una vittoria per l’Europa e una sconfitta per i sovranisti. Questo l’esito del referendum in Svizzera promosso dal partito sovranista e populista Udc contro i “giudici stranieri”.
Dopo un’accesa campagna referendaria gli elettori hanno bocciato chiaramente l’iniziativa: non ci sarà quindi nella Costituzione svizzera un articolo che fissa la preminenza del diritto elvetico su quello internazionale.
La bocciatura del referendum è già certa, perchè non è stata neanche raggiunta la necessaria maggioranza dei cantoni.
Secondo le proiezioni, l’iniziativa è stata respinta dal 67% dei votanti.
Se approvato il quesito per “l’autodeterminazione, il diritto svizzero invece di giudici stranieri” rischiava di mettere a rischio trattati internazionali e i rapporti con l’Ue, di cui la Svizzera non fa parte ma alla quale è strettamente legata, tanto da far parte dell’area di Schengen.
Soddisfazione del Consiglio d’Europa.
“Il Consiglio d’Europa – ha scritto in un tweet il portavoce dell’organizzazione, Daniel Holtgen – si rallegra con tutto il cuore del risultato del referendum in Svizzera. Questo è un voto a favore degli obblighi derivanti dalla ratifica della Convenzione europea dei diritti umani (quella che impone il rispetto delle sentenze della Corte di Strasburgo) e degli obblighi assunti con altri trattati e organizzazioni internazionali”.
(da agenzie)
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