Destra di Popolo.net

AFRAGOLA, MA CHE BEL SELFIE QUELLO DI SALVINI CON LA MOGLIE DI UN IMPUTATO PER CONCORSO ESTERNO CON LA ‘NDRANGHETA

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

IN POSA CON LA MOGLIE (E ASSESSORE AL COMUNE) DI ANIELLO ESPOSITO, IMPUTATO DI AVER FAVORITO I CLAN

Un selfie con la moglie di un indagato per concorso esterno con la ‘ndrangheta con la quale gestisce centri di accoglienza per migranti. Tutto in una foto.
Anche ad Afragola il ministro dell’Interno Matteo Salvini non ha perso occasione per fare alcuni scatti con gli amministratori locali con i quali ha discusso sul tema dell’emergenza racket.
Tra i tanti ce n’è uno particolare. È quello con Cristina Acri, l’assessore comunale di Afragola a cui il sindaco Claudio Grillo ha affidato le deleghe alla pubblica istruzione e alle politiche giovanili.
Un selfie che però rischia di trascinare nell’ennesima polemica il ministro che in Calabria, nei mesi scorsi, ha dichiarato che “la ‘ndrangheta fa schifo”.
Salvini, tutto sorridente, compare in una foto mentre stringe la mano all’assessore Acri. Il marito, Aniello Esposito, è coinvolto in una storia legata al business dell’immigrazione.
Una storia che gli è costata l’accusa di concorso esterno con la ‘ndrangheta.
Lo scorso anno Esposito è stato arrestato dal gip di Catanzaro (oggi è libero, ndr) e rinviato a giudizio su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Secondo la Procura “risulta legato alla criminalità  organizzata crotonese, con la quale gestisce centri di accoglienza per migranti stranieri”.
Aniello — scrivono i pm nel capo di imputazione — avrebbe fornito “un contributo volontario e consapevole all’esecuzione del programma criminoso. Infatti, gestiva (assieme ad altri indagati, ndr) la “Casa di Cura Clinica Sant’Antonio”, cioè una casa d’accoglienza per minori non accompagnati, in modo confacente agli interessi della consorteria”.
In sostanza, secondo la Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri, il marito dell’assessore “concludeva una serie di contratti per l’acquisto di merci e fornitura di servizi con imprese controllate dalla cosca cirotana, delle quali, inesorabilmente aumentava il fatturato”.
Come se non bastasse, sempre Aniello Esposito “metteva a disposizione del sodalizio le sue influenze in ambito istituzionale, anche al fine di tentare di influenzare gli esiti di un Procedimento di Misura di Prevenzione personale pendente presso la Suprema Corte di Cassazione”.
Leggendo le carte dell’inchiesta “Stige”, la “pacchia” a Cirò non era per i migranti ma per chi ne organizzava l’accoglienza.
Tanto che Esposito a marzo dovrà  comparire davanti al Tribunale di Crotone con l’accusa di avere “consapevolmente offerto alla cosca un contributo determinante per l’attivazione e gestione del centro di accoglienza a CiroÌ€, negli anni 2014-2015.
In favore dei sodali cirotani si era del resto sistematicamente speso, mettendo a loro disposizione le proprie entrature politiche e amministrative in Calabria come a Roma, senza le quali la cosca non avrebbe potuto attivare il centro di accoglienza migranti presso la “Casa Sant’Antonio” e, soprattutto, introitare nella ‘bacinella’ ingenti erogazioni pubbliche a copertura degli asseriti costi di gestione”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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IL VIDEO DEL BACIAMANO CHE SALVINI FA SPARIRE DA TWITTER

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

IL TAGLIO DELLA SCENA CHE NON HA PORTATO FORTUNA AL SUO PREDECESSORE ANTONIO GAVA

Matteo Salvini si concede il bagno di folla nella piazza di Afragola, la città  della periferia settentrionale di Napoli dove il clan hanno fatto esplodere otto ordigni esplosivi in meno di una settimana.
E tra le immagini iconiche del ministro dell’Interno nel paese dove il racket impera c’è un baciamano di un sostenitore che, dopo aver afferrato la mano del Capitano durante il bagno di folla, gliela bacia con un gesto che non ricorda periodi luminosi.
Nel video su Twitter, però, come racconta oggi Repubblica, la scena scompare, forse anche per scaramanzia, visto che a uno dei predecessori di Salvini al Viminale, Antonio Gava, la foto del baciamano non ha portato granchè fortuna.
Ma il filmato fa ugualmente il giro del web, suscitando la reazione della senatrice grillina Paola Nugnes che dichiara: «Sto per emigrare, non l’ho fatto a vent’anni, non l’ho fatto a trenta, … lo farò per cultura politica e civiltà . Bisogna sapere sempre chi e cosa si plaude».
Non viene tagliata invece la parte in cui un altro sostenitore chiede a squarciagola al ministro di «non far pagare la scorta a Roberto Saviano».
E che glielo dica in una terra di camorra è significativo
Il parroco di Afragola don Ciro Nazaro almeno lancia un avvertimento: «Ci fa piacere l’attenzione, ma questa non deve restare una passerella, abbiamo bisogno di risposte concrete».

(da “NextQuotidiano“)

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LA CONSIGLIERA REGIONALE LEGHISTA CONDANNATA PER IL POST RAZZISTA

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

FEDERICA EPIS DOVRA’ RISARCIRE DUE COOPERATIVE CHE ASSISTONO I RICHIEDENTI ASILO CHE AVEVA DIFFAMATO

Federica Epis è consigliera regionale in Lombardia grazie alle 3415 preferenze che hanno ritenuto di darle a Brescia.
Luigi Ferrarella racconta che la popolarità  della consigliera è dovuta anche a post come quello in cui se la prendeva con una serie di cooperative per i migranti:
«Questo è l’elenco di cooperative e operatori che con la faccetta misericordiosa di chi fa la beneficenza stanno invece lucrando sul traffico di clandestini».
Su ricorso di due coop, ora la I Corte d’Appello civile di Brescia dichiara il «carattere discriminatorio e/o molesto» del post in base alla norma del 2003 antidiscriminazione che qualifica molestia razziale il «comportamento indesiderato posto in essere per motivi di razza o origine etnica, avente lo scopo o l’effetto di violare la dignità  di una persona e di creare un clima intimidatorio o ostile».
Il post della leghista (condannata a pagare 2.000 euro a testa alle due associazioni patrocinate da Marta Lavanna e Alberto Guariso di Asgi, più 6.500 euro tra spese legali e lite temeraria) era «certo idoneo» (laddove evocava il lucro) «a creare un “clima intimidatorio” e “ostile”nei confronti delle associazioni che può avere senz’altro ripercussioni dirette sui servizi resi ai richiedenti asilo».
E chiamarli clandestini «significa insinuare siano in posizione di illegalità , con“l’effetto di violare la dignità ” di questa categoria di individui».

(da “NextQuotidiano”)

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IL GOVERNO DIMENTICA UN MILIONE DI DISABILI: “BASTA SPOT ELETTORALI”

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE INVALIDI DENUNCIA: “IL REDDITO DI CITTADINANZA NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI LO PRENDERANNO 185.000 DISABILI SU UN MILIONE CHE VIVONO IN ITALIA”

Nazaro Pagano, presidente di Anmic, associazione nazionale invalidi civili (150 mila iscritti), ma anche vicepresidente di Fand, la federazione delle cinque storiche associazioni italiane dei disabili, va all’attacco del reddito di cittadinanza in un’intervista rilasciata a Repubblica nella quale accusa il governo di aver dimenticato un milione di disabili:
«Le persone non si aiutano con gli spot elettorali. Il reddito di cittadinanza non è una soluzione per noi. E il calcolo del ministro Di Maio è sbagliato. Ad essere ottimisti, solo 185 mila disabili lo prenderanno, altro che 255 mila. Una percentuale minima rispetto al milione di disabili gravi che vivono in Italia».
Il punto è che nel decreto non esiste una riserva specifica per gli invalidi. E il loro assegno non sarà  toccato dai 286 euro previsti per il 2019.
«Abbiamo proposto al ministro della Famiglia e della Disabilità  di partire con gradualità , alzando quell’assegno così basso almeno per i disabili gravi. E nel frattempo correggere il decreto considerando, come requisito per gli invalidi, il solo reddito personale e non quello famigliare. Se in un nucleo ci sono due disabili, sono fuori dal reddito».
Il ministro leghista Fontana li ha ricevuti più volte. Al momento però, come pure ammette il vicepremier Salvini — che pure aveva minacciato di non votare il provvedimento — la speranza di correggere il testo si sposta in Parlamento, durante l’iter di conversione in legge.

(da agenzie)

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IL BOOH ECONOMICO

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

GIGGINO E’ STATO FRAINTESO MA HA SEMPRE RAGIONE

Lo aveva detto, il ministro Giggino, lo aveva detto con chiarezza, ma era stato malignamente frainteso dalla stampa sovvenzionata e sorosiana (che d’accordo con Bankitalia, Istat e la Manina trucca le cifre, cracca i video e cambia le carte in tavola): ci sarà  un grande booh economico
E infatti, ora è evidente che Giggino ha sempre ragione.
Se tutto va bene, nel 2020 finalmente la crescita si sarà  azzerata, il Pil sarà  sceso alle percentuali della sinistra e il Paese — dal quale salperanno ogni giorno barconi di migranti economici che partono “perchè gli va”, con in tasca lauree e specializzazioni d’eccellenza, pronti a fare i lavapiatti in Francia, Olanda, Germania e Gran Bretagna, anzi no, scusate, Gran Bretagna no che ha chiuso i porti e lavapiatti terroni laureati in ingegneria nucleare non ne vuole — sarà  popolato di pensionati defornerizzati, cioè che potranno andare in pensione a quota 30 per cento (che sarebbe la parte di pensione a cui dovranno rinunciare nei tre anni in cui la Fornero sarà  sospesa) (no, le accise no, non chiedetelo perchè non saranno sospese) e di destinatari degli 80 euro, no, scusate, di Reddito di Cittadinanza, perchè la domanda si sarà  incontrata con l’offerta e ciascun disoccupato avrà  avuto tre proposte di lavoro (quindi più o meno 9 milioni di proposte per quasi 3 milioni di disoccupati: e chi lo poteva immaginare che c’era tanto lavoro, in Italia?).
Intanto coi nostri Btp ci fodereranno le gabbie del pappagallo, e Iva e spread faranno un derby per stabilire chi arriva prima a 400
Gli unici a prosperare saranno i nuovi forestali, i Navigator (per ogni Navigator ci sarà  un Navigator che deve essere formato da un Navigator che è stato selezionato da un Navigator…) e i fabbricanti di divise delle forze dell’ordine taglia XXL per l’armadio d’un ministro.
Saviano non avrà  più il suo attico, il suo rolex e nemmeno la sua scorta, che come sappiamo minacciava la sicurezza dei territori della Camorra (che infatti si sentirà  molto più sicura).
Allora — e ha fatto bene chi lo ha vigorosamente ricordato in questi giorni — la Fornero piangerà  di nuovo.
Assieme a una sessantina di milioni di italiani.

(da “Huffingtonpost”)

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HEATER PARISI RIDICOLIZZA LA NEO-SOVRANISTA CUCCARINI: “IGNORANTE, HONG KONG NON E’ UN PARADISO FISCALE”

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

DOPO L’ACCUSA CAMPATA IN ARIA TIPICA DEL MODELLO SOVRANISTA, LA PARISI METTE KO LORELLA

Riassunto delle puntate precedenti: Lorella Cuccarini ha fatto un’intervista per criticare il Papa sui migranti e per sostenere le posizioni ‘sovraniste’ dei gialloverdi al governo.
Heather Parisi aveva ironizzato definendo la Cuccarini una ballerina sovranista
La replica della ‘Lorella’ nazionale non si era fatta attendere: “Parla dai paradisi fiscali”.
E adesso la replica della replica
In un post pubblicato sul suo sito e titolato in latino “Ignorantia non excusat” l’artista italo-americana ha replicato alla replica:
“Noto con dispiacere che per qualcuno/a, democrazia significa “l’ignoranza mia vale quanto la conoscenza tua” (Isaac Asimov)
A costui/costei dico che:
Hong Kong NON è compresa nella lista dei paradisi fiscali redatta e aggiornata dal Ministero italiano dell’Economia ed è quindi equiparato a qualsiasi altro paese.
Un cittadino americano è soggetto a tassazione su base della cittadinanza e quindi paga le tasse, oltre che nel paese straniero di residenza, anche negli Usa.
Un Tweet sulla Danza non appartiene solo a chi risiede in Italia. Grazie a Dio, la danza non ha confini.
Ah saperlo?! Ora lo sai!”

Il colpo del ko è stato assestato.

(da agenzie)

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LO STUDIO DELLA CGIA DI MESTRE: GLI INVESTIMENTI RESTANO INFERIORI DEL 19% AL PERIODO PRE-CRISI

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

ANCHE SUL PIL SIAMO SOTTO DI 4,2 PUNTI… LO SPAURACCHIO DI UNA MANOVRA CORRETTIVA

Banca d’Italia ha appena aggiornato la stima sulla crescita per il 2019, tagliandola dall’1 allo 0,6 per cento e facendo indispettire il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio.
La Cgia di Mestre allarga il campo di visione e – mettendo a confronto il presente con il pre-crisi – mostra quanto questi tassi di crescita allunghino la strada per un pieno recupero dell’attività  economica, sempre che sia sventato il rischio di una recessione più pronunciata.
La nota settimanale dell’Ufficio studi degli artigiani riflette sul fatto che “rispetto l’anno ante-crisi (2007) dobbiamo ancora recuperare 4,2 punti percentuali di Pil e ben 19,2 punti di investimenti”.
A generare questo gap sono stati “in gran parte il crollo degli investimenti pubblici e privati” e la diminuzione dei consumi delle famiglie, che da soli “costituiscono il 60 per cento circa dell’intera ricchezza prodotta dal paese ogni anno”.
A distanza di 10 anni, infatti, le spese dei nuclei “sono inferiori di 1,9 punti e il reddito disponibile, sempre delle famiglie, è in calo di 6,8.
In materia di lavoro, l’occupazione è aumentata dell’1,7 per cento, mentre il   tasso di   disoccupazione è cresciuto dell’84,4 per cento.
Se, infatti, nel 2007 il tasso di coloro che era alla ricerca di un’occupazione si attestava al 6,1 per cento, nel 2018 è salito al 10,5 per cento (dato ancora ufficioso)”.
Pur avendo recuperato in termini di occupati (23,3 milioni l’anno scorso contro i 22,9 del 2007), a dare una fotografia della fragilità  di questo recupero è il crollo delle ore lavorate: tra il 2007 e il 2017 (ultimo anno in cui il dato è disponibile) il monte ore è sceso a 43,2 miliardi (-6,1 per cento che in termini assoluti equivalgono a – 2,7 miliardi di ore).
Se a questo dato si aggiunge il boom dei contratti a termine (cresciuti di un quarto nel raffronto col pre-crisi), si completa l’immagine della precarietà  occupazionale.
Tra le poche voci positive si registra l’export: “A distanza di un decennio le vendite all’estero sono cresciute del 13,9 per cento”. “Sebbene negli ultimi cinque anni il Pil sia tornato a crescere, il risultato è presto detto: rispetto l’anno pre-crisi siamo meno ricchi, sono franati gli investimenti, spendiamo meno e abbiamo più disoccupati”, ha annotato il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo.
La Cgia ha previsioni un po’ più ottimistiche sulla crescita del 2019, fissata allo 0,8 per cento grazie alla previsione di un incremento dell’1,9 per cento degli investimenti, del +1,1 per cento dei consumi delle famiglie.
“Seppur in frenata, l’export aumenterà  del 2,9 per cento, a dimostrazione che le nostre produzioni continuano a essere apprezzate dai mercati internazionali”. Anche in questo caso, comunque, non si esclude che “se la crescita del Pil dovesse essere molto inferiore del +1 per cento stimato dal Governo Conte, quest’ultimo dovrà  approvare una manovra correttiva già  prima dell’estate”. Sarebbe un compito non da poco, “visto che entro la fine di quest’anno bisognerà  trovare 23 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva.

(da agenzie)

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IL QUOTIDIANO “O GLOBO” RIVELA: “MORALES HA ESPULSO BATTISTI PER VENDERE IL GAS AL BRASILE”

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

IL SOCIALISTA MORALES HA FATTO UN FAVORE AL RAZZISTA BOLSONARO PER FAVORIRE I COMMERCI DEL SUO PAESE… UN ALTRO COMUNISTA DELLA DOMENICA

Realpolitik, solo realpolitik: con l’espulsione di Cesare Battisti dalla Bolivia, il presidente boliviano, Evo Morales, ha cercato di “ammorbidire” il rapporto con il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro, con il quale «dovrà  negoziare il rinnovo del contratto per l’esportazione di gas»: è quanto sostiene oggi il quotidiano brasiliano, O Globo, come molti già  avevano suggerito
Secondo la stampa verdeoro, nonostante appartenga alla corrente dei leader bolivariani, Morales ha agito con estremo “pragmatismo” nell’autorizzare l’estradizione in Italia dell’ex terrorista, domenica scorsa, poche ore dopo il suo arresto a Santa Cruz de la Sierra.
Per O Globo, con il gesto di consegnare all’Italia l’ex primula rossa, Morales ha voluto “ingraziarsi” il collega brasiliano, un capitano dell’esercito in pensione divenuto il principale esponente dell’estrema destra brasiliana, nonostante le “differenze ideologiche” tra i due capi di Stato.
Morales adotta una “strategia contraddittoria” per poter stare allo stesso tempo tra i suoi “partner bolivariani e gli altri leader (della regione), specialmente del Brasile”, sottolinea O Globo, ricordando che nel 2019 scade l’accordo per l’export in Brasile di gas boliviano.
Il contratto energetico è strategico non solo per l’economia di La Paz, ma anche per lo stesso presidente della Bolivia, che proprio quest’anno si candida per un quarto mandato, nonostante le proteste di buona parte dell’opinione pubblica interna.

(da agenzie)

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STRAGE IN MARE, 120 MORTI SULLA COSCIENZA DEI BORGHESI D’OCCIDENTE

Gennaio 19th, 2019 Riccardo Fucile

CHI SI FA RAPPRESENTARE DA POLITICI DELINQUENTI CHE FANNO AFFOGARE BAMBINI INNOCENTI PERCHE’ NESSUNO DISTURBI IL LORO BENESSERE NON HA DIRITTO AD ATTENUANTI, E’ SOLO UN INFAME

Una strage. A bordo di quel gommone naufragato ieri mattina a 45 miglia da Tripoli erano 120. E sono rimasti senza soccorsi in mare per oltre tre ore prima dell’intervento di un aereo della Marina militare italiana.
Semplicemente perchè i criminali della Guardia Costiera libica come sempre se ne sono fottuti e perchè politici europei complici hanno voluto eliminare i soccorsi delle Ong dopo aver disertato il campo della civiltà .
Prendiamo atto che l’Europa non esiste più sostituita da una associazione a delinquere sovranista.
E’ drammatico il racconto ai rappresentanti dell’Oim degli unici tre superstiti trasferiti d’urgenza ieri pomeriggio a Lampedusa da un elicottero della Marina in grave stato di ipotermia.
I dispersi di questo primo naufragio dell’anno sarebbero dunque 117, nessun altro oltre ai due sudanesi e a un gambiano, ora portati nell’hotspot di Lampedusa, si sarebbe salvato.
Le ricerche continuate per tutta la notte in zona attorno alle due zattere lanciate ieri pomeriggio da un elicottero della Marina militare italiana ai naufraghi caduti in mare dal gommone affondato a 45 miglia a est di Tripoli in piena zona sar libica non ha dato alcun esito.
Non è stato neanche più ritrovato il gommone che era stato avvistato ieri dall’aereo militare mentre stava inabissandosi.
Secondo le testimonianze dei tre superstiti a bordo c’erano anche dieci donne, tra cui una ragazza incinta, e due bambini piccoli, uno dei quali di soli dieci mesi.
” Purtroppo – dice Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim – i contorni di questa tragedia sono molto più gravi di quello che sembrava all’inizio. C’era confusione sul numero delle persone a bordo, l’aereo della Marina aveva avvistato una cinquantina di persone, ma i superstiti ci hanno detto di essere partiti in 120″.
Il gommone è partito giovedi notte da Garabulli   e dopo 10-11 ore di navigazione avrebbe cominciato a sgonfiarsi per poi affondare.
I tre superstiti dicono di essere rimasti in acqua per oltre tre ore prima dell’arrivo dell’aereo della Marina italiana che ha tirato loro le due zattere.
Dopo il rocambolesco salvataggio dei soli tre superstiti, recuperati con il verricello dall’elicottero partito dalla nave Duilio, il centro coordinamento dei soccorsi di Tripoli ha dirottato sul luogo del naufragio un cargo liberiano.
E anche la nave della marina italiana, che era lontana 110 miglia, si è spostata alla ricerca di eventuali sopravvissuti.
Che, dopo tante ore in acqua, con il freddo e la temperatura del mare proibitiva, non sono stati trovati. Sul numero delle persone a bordo del gommone c’è stata molta incertezza.
Il primo alert diffuso dalla sala operativa di Roma dopo l’avvistamento da parte dell’aereo militare partito da Sigonella e in perlustrazione sul Mediterraneo parlava di cinquanta persone, nel pomeriggio dopo il recupero dei tre superstiti da parte dell’elicottero decollato dalla nave Duilio, la Marina parlava di 25 persone.
Ma questa mattina i tre superstiti, che erano stati trasferiti d’urgenza ieri al poliambulatorio di Lampedusa in grave stato di ipotermia, sono stati dimessi e hanno raccontato agli operatori dell’Oim di essere partiti in 120.
I tre sono stati trasferiti nel centro di contrada Imbriacola dove sono anche i 67 sbarcati ieri mattina. E dove sono stati portati anche i 13 immigrati approdati indisturbati all’alba di oggi, secondo sbarco in 24 ore nell’isola delle Pelagie.
Il naufragio è avvenuto in un Mediterraneo totalmente sguarnito di soccorsi e in cui sono già  avvenuti diversi incidenti nelle prime due settimane del 2019 a giudicare dal numero dei corpi, almeno 25 recuperati nei giorni scorsi sulle spiagge libiche.
L’unica nave umanitaria in mare rimasta è la Sea Watch che ieri, a 10 ore di navigazione, ha messo in acqua due gommoni veloci per andare in aiuto.
” Le persone rischiano di affogare in un Mediterraneo svuotato da navi di soccorso. Nessun programma europeo di salvataggio in mare, Open Arms bloccata in Spagna, Sea Eye in cerca di un porto per cambio di equipaggio. Non possiamo coprire il Mediterraneo centrale da soli”: questo il commento delle Ong.

(da agenzie)

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