Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile
IL MARCHIO DI BEVANDE SOLUBILI RITIRA LA PUBBLICITA’ AL GIORNALE DI FELTRI
Ieri la prima pagina di Libero con l’aumento dei gay è riuscita a monopolizzare il dibattito
pubblico ma ha anche ottenuto un altro bel risultato per Senaldi e Feltri. L’europarlamentare del Partito Democratico Daniele Viotti aveva infatti scritto all’azienda Ristora, che compariva nella prima pagina del quotidiano, per chiedere di dissociarsi dall’articolo di Filippo Facci, che in nome di una delle correlazioni più cretine della storia delle correlazioni cretine, collegava i dati della crisi economica all’aumento degli omosessuali e poi faceva finta di non averlo fatto secondo un principio retorico di grande efficacia alla Scuola d’Infanzia, ma che già quando si passa lo scoglio delle elementari diventa più problematico.
Ristora aveva poi spiegato a Lettera43 che avrebbe ritirato la pubblicità : il marchio di bevande solubili che fa capo all’azienda bresciana Prontofoods ha chiesto al giornale diretto da Pietro Senaldi (direttore responsabile) e Vittorio Feltri (direttore editoriale) di non comparire più in prima pagina dopo la figuraccia di ieri.
Detto, fatto: sulla prima pagina di oggi c’è la solita arrampicata sugli specchi di Senaldi che, come il matto in autostrada, ogni volta deve spiegare che hanno capito tutti male tranne lui (e che nemmeno leggiamo perchè non ne vale la pena) ma c’è anche la Immobildream di Roberto Carlino e non più Ristora.
D’altronde è bene colpire dove fa più male: nel portafogli.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile
L’AVV. BORRE’ COLPISCE ANCORA, ORA GRILLO DOVRA’ PAGARE
‘Tegola’ giudiziaria per M5S. Il Tribunale di Roma, sedicesima sezione civile, in una sentenza emessa lo scorso 21 gennaio dal giudice Guido Romano ha stabilito che è nulla l’espulsione decretata dal Movimento 5 Stelle nel 2016 nei confronti di Mario Canino – il quale aveva ottenuto 124 preferenze alle primarie online del Movimento per la scelta dei candidati consiglieri in Campidoglio, per poi essere estromesso dalla corsa.
A dare la notizia è l’Adnkronos, che aggiunge che la corte ha condannato l’Associazione Movimento 5 Stelle del 2009 e quella del 2012 (entrambe ‘presiedute’ da Beppe Grillo) a versare circa 22mila euro a Canino come rimborso per le spese di lite.
Canino era stato espulso dal Movimento 5 Stelle perchè, secondo i vertici grillini, non avrebbe dichiarato “la sua pregressa militanza all’interno del partito politico Italia dei Valori” al momento della candidatura alle primarie online.
Ma, come si legge nella sentenza, il Tribunale “ritiene che, sia ai fini dell’iscrizione al movimento politico che ai fini della partecipazione alla procedura di selezione dei candidati alla carica di consigliere comunale di Roma Capitale, non era richiesto, dal ‘Non Statuto’ e dal bando, il presupposto di non avere ‘mai’ partecipato ad altri movimenti o partiti politici, ma esclusivamente l’attestazione di non essere – evidentemente, all’attualità – iscritto a detti movimenti e partiti all’atto della candidatura”.
Per Lorenzo Borrè – legale di Canino e avvocato spesso in campo nelle cause contro i 5 Stelle – “la sentenza ha valenza politica perchè – spiega all’Adnkronos – conferma la illegittima mattanza di candidati avvenuta in occasione delle comunali romane, senza che alcuno battesse ciglio”.
Canino ha fatto causa al MoVimento 5 Stelle assistito dall’avvocato Lorenzo Borrè, che oggi cura il ricorso di Gregorio De Falco contro l’espulsione di Capodanno e segue anche la causa per nome e simbolo dell’Associazione M5S 2009.
Ha ottenuto la riammissione in lista che però non è stata mai eseguita dai grillini.
Chi pagherà ? Grillo come legale rappresentante che ha agito in giudizio dovrebbe risponderne ai sensi dell’articolo 38 del Codice Civile.
Se non lo fa, magari i ricorrenti potrebbero pignorare il contrassegno…
Ma è probabile che alla fine a presentarsi alla cassa sarà Rousseau. Dopo i trentamila del febbraio 2018, il conto della Democrazia Diretta da Beppe Grillo e dell’incredibile metodo antidemocratico con cui il M5S seleziona i suoi candidati arriva a superare i 50mila euro.
E non c’erano dubbi che i ghirigori e le vacuità con cui i grillini hanno costruito il loro sistema di controlli e sanzioni avrebbe trovato prima o poi “un giudice a Berlino”, a Roma e a Napoli.
(da agenzie)
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Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile
INVECE CHE RISPETTARE IL DIRITTO DELLA NAVIGAZIONE E LE NORME INTERNAZIONALI DI SOCCORSO, SALVINI PARLA DI “PROVOCAZIONE”… MA SE LA FA SOTTO, PERCHE’ SA CHE SE MUORE QUALCUNO STAVOLTA FINISCE A SAN VITTORE IN COMPAGNIA DI TONINELLI E CONTE
Onde alte sette metri almeno per 48 ore, raffiche di vento a 70 chilometri l’ora. La Sea
Watch 3, da cinque giorni nel Mediterraneo con i 47migranti salvati che nessun paese vuole, si dirige verso nord e cerca riparo sotto Lampedusa al limite delle acque territoriali italiane
La situazione a bordo è estremamente delicata.
Il comandante deve innanzitutto garantire la sicurezza della nave che fino ad ora non ha ricevuto alcuna risposta alla richiesta di un porto sicuro dove approdare. Da qui la decisione di dirigersi comunque verso l’Italia in cerca di riparo.
La notizia del movimento della nave, arrivata al Viminale, indispone Matteo Salvini che la definisce una “provocazione”
“Ennesima provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi, la nave olandese Sea Watch3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso l’Italia. Ribadisco che la nostra linea non cambia, nè cambierà . Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire ma i porti italiani sono e resteranno chiusi”.
Ma stavolta il bullo trema: il diritto della navigazione e le norme internazionali dicono chiaramente che non si può rifiutare l’approdo di una nave in emergenza. Se muore qualcuno, in Italia si finisce in galera, inlatri Paesi davanti al plotone di esecuzione.
(da agenzie)
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Gennaio 24th, 2019 Riccardo Fucile
IL QUOTIDIANO FRANCESE: “SONO QUELLI CHE ERANO CONTRO L’EURO, LO SPREAD, L’ENTITA’ MAGICA CHE AFFAMEREBBE I POPOLI”
Che fosse propaganda – e pure rozza- lo avevano capito perfino Toninelli e Laura Castelli. Il che è tutto dire: “In Italia, Di Maio fa campagna sulle spalle della Francia”. E’ quanto scrive Le Figaro, raccontando le tensioni fra Roma e Parigi dopo le dichiarazioni del vice premier del M5s.
Ma il quotidiano francese sottolinea anche che i vertici dello Stato non hanno seguito Di Maio
“Il Quirinale come Palazzo Chigi – si legge – hanno passato la giornata a tentare di rassicurare la Francia, distanziandosi dall’ingombrante ministro”
“Provocazione, contro attacco, nuova provocazione.. la sequenza degli eventi è tale che a Roma non si parla più di una divergenza politica, ma di una crisi diplomatica fra stati”, scrive Le Figaro.
“Tuttavia – continua il giornale – all’inizio queste dichiarazioni puntavano soltanto a dare una postura al M5s in cerca di una strategia per la campagna delle Europee”
“Per il M5s, Macron è la figura perfetta del nemico da abbattere”, dice al quotidiano Massimiliano Panari, docente della Luiss, che lega gli attacchi alla Francia al ritorno sulla scena di Alessandro Di Battista.
Gli attacchi contro la valuta del Cfa, argomenta, “sono come quelli di ieri contro l’euro, il mercato, lo spread, un’entità magica che affama i popoli”. “Solo che, essendo Luigi di Maio al potere, la sua iniziativa non poteva che coinvolgere il governo”, nota Le Figaro.
(da agenzie)
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