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BERLUSCONI: “MI CANDIDO ALLE EUROPEE PER SENSO DI RESPONSABILITA'”

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

E’ IN SARDEGNA PER LA CAMPAGNA DELLE SUPPLETTIVE DELLA CAMERA: “”VADO DOVE MANCA PENSIERO PROFONDO”

Rieccolo.   Silvio Berlusconi si candida alle elezioni europee del 26 maggio 2019.
Lo ha annunciato lo stesso ex presidente del consiglio da Quartu, in Sardegna, dove trascorrerà  due giorni di tour elettorale per le suppletive del collegio della Camera. “Alla bella età  che ho, ho deciso per senso di responsabilità  di andare in Europa dove manca il pensiero profondo del mondo“, ha detto Berlusconi, ottantadue anni: a fine mandato ne avrebbe ottantasette.
Dopo la riabilitazione del maggio scorso, Berlusconi è tornato candidabile
L’ex cavaliere è poi tornato ad attaccare il governo: “L’alleanza gialloverde è innaturale, una vera iattura per tutti noi e non credo che riuscirà  a reggere — dice — Spero che una rottura tra la Lega e il M5s avvenga presto. Anche in Parlamento   ci sono molti fermenti venuti fuori recentemente che mi fanno pensare che questo governo non abbia ancora molto tempo per andare avanti”.
E visto che in Sardegna si vota anche alle regionali, Berlusconi ne ha approfittato per fare uno spot “al centrodestra unito che raccoglierà  risultati molto positivi. La Sardegna molto spesso, anche in passato, ha anticipato situazioni che poi si sono verificate a livello nazionale e mi auguro che già  con il voto di domenica prossima si possa dimostrare che molti sardi hanno capito chi sono i grillini”.
In pratica il leader di Arcore spera di riconquistare i voti persi in questi anni a danno del Movimento 5 stelle: “Chissà  che questa andata fuori di testa di molti elettori che hanno votato M5s non possa subire un cambiamento”.
Poi l’aspirante europarlamentare si è dedicato ad argomenti più consoni al suo nuovo ruolo: “Spero che gli inglesi ci ripensino su Brexit“.
Le elezioni suppletive in Sardegna sono dovute alle dimissioni Andrea Mura, il deputato velista cacciato dal Movimento 5 stelle. Il leader di Forza Italia è arrivato sull’isola per sostenere la candidata azzurra Daniela Noli.
L’annuncio della ricandidatura, arriva a venticinque anni esatto dal messaggio televisivo con cui Berlusconi annunciò la sua “discesa in campo”: era il 26 gennaio del 1994.
Berlusconi vinse le elezioni due mesi dopo dando vita al suo primo governo, durato meno di un anno.
A Palazzo Chigi tornerà  due volte: tra il 2001 e il 2006 e tra il 2008 e il 2011. Poi, il 27 novembre del 2013, era decaduto da senatore dopo la condanna per frode fiscale, scontata in affidamento ai servizi sociali.   Nel maggio scorso a il tribunale di Sorveglianza di Milano gli ha concesso la riabilitazione: da quel momento l’ex premier è di nuovo candidadibile.

(da agenzie)

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FONDO CONSAP: COSI’ IL GOVERNO DIMENTICA DI AIUTARE I GIOVANI A COMPRARE UNA CASA, ALTRO CHE AIUTARE LE GIOVANI COPPIE

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

IL FONDO PRIMA CASA E’ ESAURITO E LEGA E M5S NON L’HANNO RIFINANZIATO: L’ALLARME DI ADICONSUM

La legge di stabilità  2014 (legge 27 Dicembre 2013, n, 147) ha istituito il Fondo di garanzia per la prima casa conosciuto anche come Fondo prima casa o Fondo Consap. Il Fondo — che è stato istituito — con una dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 — prevede la concessione di garanzie statali a prima richiesta su mutui, dell’importo massimo di 250 mila euro, per l’acquisto e per interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica.
Il Fondo — tramite il quale lo Stato garantisce il 50% della quota capitale del mutuo ipotecario — è gestito da Consap, Concessionaria servizi assicurativi Pubblici S.p.A, e da quando è diventato operativo nel 2015 fino a settembre 2018 ha consentito l’accensione 90.170 operazioni di mutuo per un controvalore di circa 10,1 miliardi di euro.
Ad accedere al Fondo sono stati principalmente (il 58%) giovani coppie e persone al di sotto dei 35 anni di età , ovvero quelle categorie di persone che hanno maggiori difficoltà  ad accendere un mutuo proprio a causa della mancanza di garanzie dovuta spesso al tipo di contratto di lavoro e ad una generalizzata situazione di precarietà .
L’attuale esecutivo però ha deciso di non rifinanziare la dotazione del Fondo Consap. Già  a fine novembre 2018 Adiconsum aveva denunciato il rischio della mancanza di un rifinanziamento lanciando l’allarme sul progressivo diminuire delle risorse.
In una congiuntura economica come quella attuale, nella quale anche a causa dell’aumento dello spread, per i giovani è sempre più difficile accendere un mutuo senza ricorrere alle garanzie fornite dai genitori il rifinanziamento del Fondo è importante sia perchè consente alle giovani coppie di comprare casa sia per dare una boccata d’ossigeno all’asfittico mercato immobiliare.
Nella Manovra del Popolo però il governo Conte non ha previsto un rifinanziamento della dotazione del Fondo Consap.
Secondo le stime di Adiconsum le giacenze del Fondo prima casa dovrebbero andare ad esaurirsi entro i prossimi mesi.
Ma di fatto — spiega l’Associazione di difesa dei consumatori — le banche hanno già  smesso di erogare i mutui a chi fa richiesta di poter usufruire della garanzia del Fondo Consap. I tempi necessari per istituire la pratica infatti non consentirebbero ai richiedenti di poter accedere alle garanzie statali che nel frattempo potrebbero essere terminate.
E così sulla pagina Facebook di Adiconsum hanno iniziato ad arrivare numerose segnalazioni da parte dei consumatori che hanno tentato di accendere   un mutuo tramite il Fondo Consap ai quali il proprio istituto di credito ha risposto che non c’è più questa possibilità .
Si tratta per la maggior parte di giovani coppie oppure di lavoratori precari con un contratto a tempo determinato che difficilmente potrebbero avere la possibilità  di accendere un mutuo senza ricorrere alle garanzie dei genitori.
Adiconsum ha quindi deciso di lanciare un appello al ministro dell’Economia Giovanni Tria affinchè venga rifinanziato il Fondo Consap.
Un’operazione che non richiede alcun onere a carico dello Stato e che è vista con favore anche da ABI, l’Associazione bancaria italiana.
A novembre il direttore generale Giovanni Sabatini durante un’audizione alla Camera portava all’attenzione della Commissione Bilancio l’esaurimento delle possibilità  finanziare del Fondo Consap chiedendone il rifinanziamento.
Un’operazione che non solo avrebbe potuto «favorire l’acquisto della prima casa per molte famiglie, soprattutto composte da giovani di età  inferiore ai 35 anni» ma anche «sostenere il mercato immobiliare residenziale che negli ultimi anni ha registrato una significativa riduzione delle compravendite e dei valori di mercato».
Sorprende che il governo che vuole rilanciare i consumi, far ripartire l’economia e tutelare i precari si sia dimenticato del Fondo Consap.

(da “NextQuotidiano”)

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INDAGINI SU 15 MAGISTRATI CALABRESI, IPOTESI DI REATO CORRUZIONE E FAVOREGGIAMENTO MAFIOSO

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

IL FATTO RIVELA UNA INDAGINE DELLA PROCURA DI SALERNO SU COLLEGHI CALABRESI

Magistrati calabresi sotto indagine dei colleghi salernitani.
Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, se le ipotesi dovessero trovare riscontri, ci sarà  un terremoto giudiziario in diverse procure della Calabria, investendo magistrati anche con ruoli apicali per reati di vario tipo che vanno dalla corruzione al favoreggiamento mafioso.
L’inchiesta è condotta dalla Procura di Salerno, competente per territorio.
Secondo quanto risulta al Fatto, tra gli inquisiti c’è il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo, sotto indagine per corruzione e corruzione in atti giudiziari.
Secondo una ipotesi accusatoria, tutta da verificare da parte dei pm salernitani, nel 2016 Spagnuolo avrebbe favorito l’indagato Giuseppe Tursi Prato in cambio del suo silenzio sul fratello: Tursi Prato, ex consigliere regionale socialdemocratico ed ex presidente dell’Asl di Cosenza, avrebbe favorito in precedenza Ippolito Spagnuolo per il suo trasferimento dal reparto di psichiatria dell’Asl di Cosenza al servizio territoriale.
C’è poi una indagine che tocca l’ufficio di Nicola Gratteri, a carico del procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto.
Secondo una accusa, anche questa tutta da verificare, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio. L’accusa di violazione del segreto d’ufficio riguarda notizie su una operazione di polizia che Luberto avrebbe rivelato all’ex vicepresidente della Calabria Nicola Adamo (PD) che si trovata in compagnia di Giuseppe Tursi Prato.
Per quanto riguarda l’ipotesi accusatoria di abuso d’ufficio, è connessa a un arresto per mafia nel marzo del 2016.
Altro filone d’indagine riguarda invece il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, per abuso d’ufficio. Chiamato in causa da un maresciallo della Forestale di Cava di Melis, Carmine Greco, fatto arrestare per mafia a luglio scorso dalla procura di Catanzaro. Greco sostiene di aver manipolato degli atti una indagine, con il presunto avallo del procuratore Facciolla.
“A Salerno, per quanto riguarda la posizione del procuratore Facciolla, è in corso un approfondimento su temi amministrativi e organizzativi della procura di Castrovillari. Soltanto questo”.
Lo dice all’Agi l’avvocato Antonio Zecca, legale del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, in riferimento all’inchiesta della procura campana su 15 magistrati calabresi. “Ho letto l’articolo che riguarda un grappolo di magistrati calabresi per reati associativi o per collusioni con reati associativi – dice l’avvocato – ma assolutamente nulla ha a che vedere l’indagine che riguarda Eugenio Facciolla con questi temi. Il dottor Facciolla ha già  ampiamente chiarito il suo ruolo e il suo comportamento – aggiunge il legale – ma, ripeto, sotto l’aspetto amministrativo ed organizzativo dell’ufficio. E’ a dir poco sorprendente che ci sia una fuga di notizie su questi temi – conclude l’avvocato Zecca – mi sembra un vero e proprio salto nel passato, quando negli anni Novanta le informazioni di garanzia gli interessati le ricevevano dalle testate giornalistiche”.

(da “Huffingtonpost”)

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LETTERA DI MINACCE A MENTANA CON SVASTICA E INSULTI ANCHE ALLE GIORNALISTE DE LA7

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

CONTE: “SONO PREOCCUPATO”… SONO IL PRODOTTO DEGLI ISTIGATORI ALL’ODIO A CUI AVETE DATO SPAZIO, INVECE CHE LAMENTARVI METTETELI IN GALERA

Una lettera di minacce scritta in stampatello fatta arrivare a Enrico Mentana. “Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi, punirvi è un dovere”, è il testo del messaggio che lo stesso conduttore del Tg di La 7 ha pubblicato su Instagram.
La lettera è firmata con un “Boia chi molla” e il disegno di una svastica. E arriva a pochi giorni dall’aggressione a due giornalisti dell’Espresso durante una manifestazione neofascista.
Oltre che a Mentana, l’anonimo fa riferimento ad altri giornalisti “i vari Giannini, Floris, Formigli, Damilano”, cui sono rivolti pesanti epiteti.
“La tua enfasi contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole”, comincia la lettera. E poi giù offese e minacce contro i giornalisti: “Siete degli sfascisti che sperano che si affondi”, e ancora “Acqua e non benzina, pietre e non pane, per non parlare di via Rasella”. E ancora insulti sessisti nei confronti delle giornaliste Gruber e Fanuele.
Contro questo nuovo episodio di intimidazione nei confronti dei giornalisti, si muove il mondo politico. “Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile – dice il premier Giuseppe Conte, in una nota – le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sè ma anche perchè costituiscono un grave attentato alla libertà  di stampa”.
“Sono molto preoccupato – aggiunge – perchè questo episodio segue di pochi giorni un altro fatto gravissimo, un’aggressione fisica di cui sono stati vittime il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti dell’Espresso”. Solidarietà  anche da Luigi Di Maio: “Un gesto vile che va stigmatizzato nella maniera più assoluta”.
E poi da Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna di Forza Italia (“Le minacce non piegheranno la libera stampa”).
E da molti esponenti del Pd. “È intollerabile che continui a crescere questo clima di odio verso professionisti liberi e indipendenti. Non facciamo finta di niente per favore. C’è un aumento grave di odio e minacce”, dice il deputato dem Emanuele Fiano.

(da agenzie)

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PER DIFENDERE BONAFEDE, CONTE BUTTA NEL CESSO L’ITALIA CULLA DEL DIRITTO

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

UN GIURISTA AL SERVIZIO DELLA BECERO-POLITICA

Prendete tutti i libri che raccontano l’età  d’oro dell’Italia come culla del diritto. Prendete tutti i manuali di storia del diritto che raccontano l’importanza del Belpaese e delle sue scuole di diritto nello sviluppo della giurisprudenza mondiale.
Prendete tutta questa roba, buttatela nel cesso e ammirate la risposta del professore e avvocato Giuseppe Conte, presidente del Consiglio pro-tempore nella culla del diritto sul video di Bonafede rilasciata in un’intervista alla Stampa:
Lei è presidente del Consiglio ma anche giurista: ci sono state molte critiche su quei video dei suoi ministri in cui il prigioniero Battisti viene ostentato come un trofeo. Da avvocato che effetto le ha fatto
«Al signor Battisti è stato riconosciuto il trattamento e sono state riservate tutte le garanzie che spettano a un ogni condannato con sentenza passata in giudicato, come è giusto che sia. Quanto al dibattito in corso, capisco anche le differenti sensibilità , ma come uomo di governo e come giurista mi sento più incline a riconoscere le ragioni e lo stato d’animo di tutte quelle persone che hanno avuto un familiare ucciso, ridotto sulla sedia a rotelle o gambizzato, e che in tutti questi anni al dolore dell’evento hanno dovuto affiancare la frustrazione di vedere il colpevole vivere, impunito, in una ostentata latitanza».
(Una spiegazione a beneficio dei meno svegli: il video-gogna di Bonafede non c’entra nulla con le ragioni che ritiene più giusto riconoscere Conte visto che in nessun modo il diritto alla gogna altrui si sostanzia nel nostro ordinamento; le vittime hanno diritto ad ottenere giustizia e l’hanno ottenuto con le sentenze di condanna nei confronti del criminale e terrorista e con il fatto che adesso sconterà  finalmente la sua pena dopo aver coglionato la giustizia italiana per anni; Conte tutte queste cose le sa benissimo ma le sacrifica sull’altare della copertura da dare a chi lo ha infilato a Palazzo Chigi).

(da “NextQuotidiano”)

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IL VIDEO DI BONAFEDE SU BATTISTI? ERA GIA’ TUTTO PREVISTO

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

SEGUE GLI INSEGNAMENTI DI CASALEGGIO CHE INVITAVA A ESPORRE IN UNA GABBIA I DELINQUENTI

Filippo Facci oggi su Libero ci racconta che il video-gogna di Alfonso Bonafede su Battisti non è frutto di un estemporaneo colpo di genialità  di quelli a cui ci hanno abituato i geni della comunicazione assunti dal MoVimento 5 Stelle nei ministeri.
No, per niente: i grillini stanno soltanto mettendo a frutto gli insegnamenti di Gianroberto Casaleggio
Eppure non è la millesima gaffe, quella di Bonafede: c’è un disegno, diciamo così.
Se, tre anni fa, aveste letto l’ultimo libro di Gianroberto Casaleggio prima che salutasse — il titolo è «Vedi vidi web», Adagio editore, prefazione, ehm, di Fedez — avreste scoperto che non solo «l’emissione di Co2 sarà  punita con la reclusione fino a 30 anni», ma che i delinquenti saranno «esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città ». E pare chiaro. Scusi, per lo stadio? Prenda la Nord ed esca a Battisti,oppure, se c’è coda, esca più avanti a Pietrostefani.
Bonafede si è difeso così: «L’intento era dare risalto agli agenti di Polizia penitenziaria». Ci hanno creduto tutti. Tranne, forse, l’Unione delle Camere penali, che ieri stava valutando se denunciare il video di Bonafede inteso come «cinica e sguaiata autopromozione propagantistica». Le Camere penali sarebbero gli avvocati.
Bonafede è un avvocato. Gli avvocati quindi vogliono denunciare un avvocato: la pacificazione prosegue.
C’è anche un elenco di reati che il ministro avrebbe commesso: ma probabilmente non voleva, non ha fatto apposta. Nessuno — neanche i suoi più strenui difensori o membri del suo staff — si spinge a credere che sappia quello che fa.

(da “NextQuotidiano“)

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IL KIT DI CASALINO PER INDOTTRINARE I PARLAMENTARI GRILLINI

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

OPERAZIONE PAPPAGALLO: SEI PAGINETTE SU COME RISPONDERE AI GIORNALISTI SUI TEMI DI ATTUALITA’

Goffredo De Marchis su Repubblica oggi ci racconta la storia di un kit-manuale approntato dall’Ufficio Comunicazione del MoVimento 5 Stelle per indottrinare i parlamentari.
Si tratta di un documento intitolato “Spunti comunicativi. Settimana 12-18 gennaio 2019”, ovvero un mix di indottrinamento, suggerimenti per post, interviste, apparizioni televisive, spiegazione dei provvedimenti “caldi” e consigli per attaccare l’opposizione che, racconta l’articolo, è stato classicamente ritrovato “abbandonato su un divano” dal giornalista.
Sei pagine fitte di propaganda grillina, studiata nei dettagli.
Bignamino per parlamentari, amministratori locali, candidati, ministri e sottosegretari. Ci sono tutti i temi di attualità : Carige; Tasse; Enti Locali; Referendum propositivo; Trivelle; Tav; Ires terzo settore; Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza; Europee. Per chiudere, l’annosa spina nel fianco del Movimento: Buche-Roma-Esercito.
Anche in una settimana con il Parlamento a mezzo servizio (la Camera ha riaperto ieri, il Senato è ancora inattivo), con l’arresto di Cesare Battisti a monopolizzare la grancassa governativa, si può notare come questo prontuario influenzi le scelte di comunicazione dei grillini. Basta un giro sulle agenzie di stampa e su Facebook.
In molti casi scatta una vera “operazione pappagallo”, con i portavoce a 5 stelle che rilanciano i contenuti del prontuario quasi alla lettera.
Certo, se il giornalista dice che l’ha ritrovato abbandonato su un divano, bisogna credergli.
L’ipotesi alternativa è che gliel’abbia dato qualche parlamentare M5S in vena di “ribellioni” (mascherate, perchè molti eletti grillini hanno questa caratteristica: vogliono un sacco cantargliele ai dittatori, ma a volto coperto perchè tutti tengono famiglia — cristiana), ma è — appunto — soltanto un’ipotesi.
Ciò non toglie che tra frasi suggerite ai grillini e pubbliche dichiarazioni dei grillini ci sia una corrispondenza perfetta
Il 12 gennaio alle 19,47 Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, posta la sua posizione sulle banche: «Nessun regalo ai banchieri, abbiamo salvato i risparmiatori. E se lo Stato mette del capitale in Carige la banca deve diventare pubblica».
È quello che si legge nel bignamino.
Sempre il 12 la deputata campana Conny Giordano, vicina a Di Maio, usa Facebook per attaccare la Tav: «Piuttosto che investire miliardi di euro per la Torino-Lione, pensiamo prima a collegare il Sud al resto d’Italia! #NoTav Torino-Lione. Sì alle opere utili».
Esattamente ciò che dice l’ufficio comunicazione nel suo prontuario settimanale.
Luca Carabetta, deputato, sempre il 12, detta alle agenzie: «Qualche anno fa Renzi scriveva nero su bianco che la Tav è inutile. Faccia pace col cervello». La candidata alle regionali in Abruzzo Sara Marcozzi esegue: «Matteo Salvini ha cambiato idea e si è dichiarato a favore delle trivelle. Questo è il centrodestra abruzzese».
Giorgio Bertola, candidato governatore in Piemonte, si mette in scia e promette che i soldi risparmiati sulla Tav rimarranno nella regione: «Investiremo in trasporti, scuole e sanità ». Come recita il bignamino.
La parte curiosa della vicenda è che tutte le bufale ripetute in questi giorni dal M5S sulla TAV erano scritte in quel manuale.

(da “NextQuotidiano”)

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TIMES ACCUSA IL GOVERNO ITALIANO: “NON HA MOSSO UN DITO PER CHIEDERE L’ESTRADIZIONE DELL’EX NAR SPADAVECCHIA”

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

PER IL RIFUGIATO A LONDRA CONDANNATO PER TERRORISMO L’ITALIA NON HA FATTO NULLA PER RIPORTARLO IN ITALIA

L’Italia ha abbandonato la caccia a Vittorio Spadavecchia, ex Nar latitante dal 1982 in Gran Bretagna. A scriverlo è il Times.
Nonostante gli annunci dell’attuale governo di proseguire con la cattura dei terroristi fuggiti all’estero, dopo l’arresto dell’ex Pac Cesare Battisti, secondo il quotidiano di Londra l’Italia avrebbe rinunciato all’estradizione dell’ex terrorista di destra, vicino in passato anche a Massimo Carminati.
Lo si desume dal fatto che da Roma non sono arrivati nuovi mandati nè presentati ricorsi dopo che un giudice britannico della corte di Westminister nel 2016 si è pronunciato contro l’estradizione di Spadavecchia.
Com’è noto, l’ex Nar è fuggito a Londra nel 1982, ed è stato condannato dalla giustizia italiana nel 1986 in contumacia con 21 capi d’accusa relativi a terrorismo, possesso di armi da fuoco, furto e rapina a mano armata, ricorda il Times. Lui ha sempre negato coinvolgimenti in attività  terroristiche.
Due anni fa un giudice inglese si è pronunciato contro la richiesta di estradizione, sostenendo che Spadavecchia non era a conoscenza di alcun processo a suo carico quando ha lasciato l’Italia per raggiungere Londra.
L’ex Nar è stato condannato sulla base delle testimonianze di due co-imputati che non sono stati contro-interrogati, e ai quali sono state offerte riduzioni di pena in cambio delle loro dichiarazioni.
Le autorità  italiane hanno fatto tre tentativi, tutti falliti, per ottenere la sua estradizione dalla Gran Bretagna, presentando richieste nel 1999, nel 2012 e nel 2015.
Oggi Spadavecchia vive a Kensington, gestisce un’attività  immobiliare di successo ed è stato giocatore e manager di un club dilettantistico di rugby a Ealing, dove era conosciuto come “Ricky”.

(da “Huffingtonpost”)

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IN TASCA UNA PAGELLA: LA STORIA DEL BAMBINO CHE ABBIAMO LASCIATO MORIRE IN MARE

Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile

AVEVA 14 ANNI, VENIVA DAL MALI: SI ERA CUCITO NELLA GIACCHETTA LA PAGELLA CON IL MASSIMO DEI VOTI COME CURRICULUM PER FARSI ACCETTARE IN EUROPA… NON GLIENE ABBIAMO DATO MODO

Lo scrittore Paul Auster diceva che la verità  è nei dettagli e che i dettagli fanno la storia. Lo scrittore Giulio Cavalli che con “Caranaio” ha narrato una mostruosa miscela di cadaveri, potere, egoismo e denaro, spiega che quando i pescatori del Mediterraneo tirano su i corpi dei migranti ciò che resta nelle reti è “lesso”. La carne si sfalda. E’ l’acqua. E’ per colpa dell’acqua e del sale. E’ colpa di tutti quei giorni alla deriva, tra le onde
Cristiana Cattaneo fa il medico legale, ma ha scritto un libro.
Si intitola “Naufraghi senza volto” (Cortina Editore). Come riporta Il Foglio: “In collaborazione con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse, Cattaneo ha creato il primo protocollo al mondo per identificare le vittime di uno stillicidio che, dal 2001 a oggi, ha visto scomparire in mare oltre trentamila persone, cospargendo l’Italia di lapidi senza nome”.
Tra le mille, disperanti vicende riportate nelle pagine del suo libro tra pietas e disperazione ce n’è una che è il dettaglio di cui parla Paul Auster.
Il cadavere del naufrago ha età  apparente 14 anni, provenienza Mali. Indossa una giacchetta. All’interno della tasca una pagella cucita con cura. Ha ottimi voti. Questo ragazzino di cui non sappiamo, non sapremo il nome, aveva sperato in un lasciapassare per un mondo più libero e più giusto, un mondo più accogliente, con la sua pagella da “perla rara”.
L’illustratore Makkox gli ha dedicato una struggente vignetta. Dolorosa. Di sale, come le lacrime.   C’è sempre un prima e un dopo nelle storie dei migranti, così simili a quelle dei terremotati, di chi a un certo punto si trova costretto a lasciare, a fuggire, ad andare via di corsa dalla sua casa e porta con sè, un particolare che fa la storia.
Una foto, una ciocca di capelli, un documento, uno scritto, un biberon, una maglietta. Sono le ferite loro e le cicatrici nostre. Sono storie negate che galleggiano. Una pagella per dire al mondo: prendetemi con voi, studio e sono bravo.
Non è arrivato in tempo per dircelo. Chissà  che ingegnere abbiamo perso, che meccanico, che fisico, che matematico o che poeta.
Com’è profondo il mare.
Come sono buie, buie come un pozzo, le coscienze di chi non alza un dito davanti a questa strage.

(da Globalist)

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