Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
LA FOTO DEI COMPITI DEI FIGLI E LA IGNORANZA DEL MINISTRO
No, i social non perdonano. Soprattutto quando si tratta di Salvini, ministro dell’Interno
abituato a twittare ampi stralci della propria vita privata.
Questa volta però Salvini “cade” sugli stili di scrittura.
“Mattinata di compiti coi bimbi, ripasso di sillabe e corsivo: missione compiuta!”, scrive il responsabile del Viminale su Twitter. Il tutto corredato da una foto, come spesso fa il ministro, in particolare quando racconta pranzi, cene e colazioni.
Nella foto si leggono le parole: “Pescare, pentola, piatto…”.
Peccato però che tutto sia scritto, inequivocabilmente, in stampatello minuscolo e non in corsivo, come gli fanno notare, con qualche ironia, i follower del social, con l’ausilio di foto.
(da agenzie)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
CONTESTATO A BOLOGNA, PRENDE LE DISTANZE DA DI MAIO
Alta tensione in casa Movimento 5 stelle. Una voce che si rincorre da tempo. Il ‘garante’ Beppe Grillo prima lontano dalla campagna elettorale abruzzese e ora sempre più lontano dal capo politico Luigi Di Maio.
Ora, però, ci sono le immagini a suffragare la tesi che vuole Grillo, diciamo così, non proprio soddisfatto della deriva governativa presa dal Movimento.
Piazza Pulita, il programma di La7 condotto da Corrado Formigli, ha mandato in onda nella serata di giovedì 15 febbraio un servizio in cui viene mostrata la contestazione che una decina di attivisti No Vax ha messo in atto durante uno spettacolo teatrale a Bologna del comico genovese.
Contestazione che ha costretto il comico a interrompere la sua performance. Così, anzichè rifugiarsi nei camerini, il fondatore del Movimento è sceso dal palco e ha iniziato a battibeccare con quella parte di pubblico che lo stava attaccando.
Ed è qui che Grillo ha mostrato tutta la distanza che c’è tra il “suo” Movimento 5 stelle e quello di Luigi Di Maio.
Così, quando i contestatori gli hanno urlato “dimissioni, dimissioni”, Grillo ha replicato: “Ma che ‘Grillo dimissioni’. Io non devo essere dimissionato perchè non ho nessuna carica”.
Ma è quello che viene dopo che mostra se non la rottura almeno i rapporti incrinati: “Sai, il Movimento è nato con delle grandi passioni”, spiega Grillo, “per poi essere a volte contraddittorio”.
Ma i contestatori non mollano e urlano: “Ci hai rotto i coglioni! Ci hai tradito Beppe!”. Ed è qui che il fondatore del Movimento esplode: “Non ho tradito io. Io non sono più il capo politico di un partito!”.
Poi, la bordata finale: “Cazzoo, non venire a menarmela a me, su! Con tutto quello che ho fatto io per questo cazzo di Paese! Non ho nessuna carica io. Andate sotto al Ministero!”.
(da “TPI”)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
CONSEGUENZA DOVUTA ALLO SPOT DELLA LORO AUTODENUNCIA POLITICA SUL SEQUESTRO DI PERSONA DI SALVINI … MA SULLA DECISIONE DEL SEQUESTRO DI PERSONA MANCA UN ATTO FORMALE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, IL RESPONSABILE RESTA SOLO SALVINI
Con la trasmissione degli atti sul caso Diciotti alla procura di Catania, firmati dal premier
Giuseppe Conte e dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, allegati alla memoria del ministro dell’Interno Matteo Salvini sotto esame della Giunta per le immunità del Senato, si va verso l’apertura di un fascicolo.
Un atto che secondo la prassi giudiziaria, è ritenuto dovuto.
E dunque lo scenario giudiziario che si apre, come conseguenza dovuta, lascia immaginare la possibile iscrizione nel registro degli indagati dei tre esponenti del governo e la successiva valutazione da parte dei tribunale dei ministri della loro posizione
Nelle precedenti puntate dell’inchiesta sul ritardato sbarco dei migranti che si trovavano sulla “Diciotti”, il procuratore Carmelo Zuccaro ha già chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta nei confronti del ministro Salvini ritenendo che la decisione era “giustificata dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale”. Tesi non condivisa dal Tribunale per i ministri che ha chiesto l’autorizzazione a procedere. Lo stesso collegio sarebbe chiamato a decidere su una eventuale richiesta della procura per Conte, Di Maio e Toninelli.
Ma il sequestro di persona non è mai stato formalizzato in Consiglio dei ministri, quindi decade la possibilità di correità , l’unico responsabile rimane il Ministro degli Interni.
(da agenzie)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
LO HANNO SCELTO LORO PER TRADIRE I VALORI DEL MOVIMENTO, ORA SE LO GODANO
In un retroscena pubblicato oggi sul Corriere della Sera, Massimo Franco racconta che alla Casaleggio Associati sono piuttosto preoccupati per Luigi Di Maio, che sembra sempre più in difficoltà nel suo duello interno alla maggioranza con Matteo Salvini:
Da mesi, Di Maio è in tensione per le rilevazioni che danno la Lega in crescita e il M5S in calo. I suoi lo descrivono abbattuto e inquieto. L’ombra di Salvini gli fa commettere errori. Per questo, prima di Natale, complice l’accordo in extremis raggiunto dal premier Giuseppe Conte con la Commissione europea sulla manovra economica, è cominciato un tentativo di virata. Gli uomini della Casaleggio Associati, ispiratori dei Cinque Stelle, hanno stabilito che «Luigi non ce la fa più. Salvini gli mangia in testa». La somma degli incarichi si è rivelata superiore alle sue forze e capacità . E si è pensato a Conte come possibile anti-Salvini, per riequilibrare i rapporti.
Certo, se la risposta della Casaleggio Associati è mettere un gattino al posto di un topolino per fronteggiare uno sciacallo, forse non hanno capito la domanda. In ogni caso anche loro si rendono conto che la soluzione non è semplice:
L’esperimento, però, è complicato. L’irruzione di Di Battista a fine anno ha oscurato il premier e restituito l’immagine di un grillismo estremista, incompatibile con un profilo di governo. E Di Maio, risucchiato fino ad allora dalle parole d’ordine salviniane, si è appiattito sull’antiamericanismo del suo «gemello». Ora l’obiettivo di accreditarsi di nuovo come moderato e «ministeriale», è tutto in salita.
Anche perchè in parallelo è obbligato a insistere sul no alla Tav e a fare accettare un reddito di cittadinanza che produce confusione e diffidenza.
Tutte cose logiche ma risapute.
Pensarci prima no, eh?
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
ENNESIMO EPISODIO A DANNO DI MEDICI ABBANDONATI A SE STESSI DALLO STATO: PAZIENTE SI SCAGLIA CONTRO MEDICO E DEVASTA AMBULATORIO MENTRE SALVINI PENSA A PRESIDIARE I CONFINI DEL NULLA
Proseguono i gravi episodi di violenza nei confronti dei medici e stavolta tocca alla città di
Messina dove ieri notte nel presidio di Continuità assistenziale (ex Guardia Medica) presso la sede del Mandalari, una dottoressa è stata aggredita da un utente italiano che ha letteralmente scaraventato in aria e divelto l’arredamento della stanza mettendo seriamente a rischio la sua incolumità
Dandone notizia, l’Ordine dei Medici, presieduto da Giacomo Caudo, in stretta collaborazione con l’Asp di Messina, rappresentata dal commissario straordinario Paolo La Paglia, scende ancora una volta in campo stigmatizzando questo fenomeno preoccupante e ormai dilagante: per l’ennesima volta – sottolinea una nota – il peggio è stato evitato grazie all’intervento di alcuni operatori della Sues 118, che condividono i medesimi locali, e sono riusciti a neutralizzare l’aggressore; ma non è accettabile continuare a dover sperare nella divina provvidenza o nella vicinanza di qualcuno; i medici si sentono lasciati “soli” e sono sempre più scoraggiati e impauriti, specialmente i camici rosa.
“E’ assolutamente necessario – sottolinea Caudo – rendere concrete tutte le azioni e strategie, sia a livello nazionale che locale, che già il nostro Ordine, in stretta collaborazione con l’Asp di Messina, intende individuare per tutelare la classe medica, specie chi è dedito al pronto intervento, al soccorso e comunque al rapporto diretto con pazienti sconosciuti, possibili aggressori. Inoltre, come già fatto per altri casi, l’Ordine si costituirà parte civile se necessario per difendere la collega vittima di violenza”.
“Il paziente è stato denunciato sia dal medico per l’aggressione subita che dall’ASP di Messina per danneggiamento dei locali. Episodi simili sono ormai all’ordine del giorno in tutte le strutture sanitarie, dall’ospedale alla guardia medica, i professionisti rischiano aggressioni da parte di pazienti o parenti ed in guardia medica il problema è anche più accentuato ed aggravato dall’estrema solitudine in cui è costretto ad operare il medico. I sanitari sono ormai in preda ad uno stato di rassegnazione ritenendo le aggressioni, verbali o fisiche, come un fatto inevitabile e abituale. In Italia ogni anno nelle guardie mediche vengono visitati circa dodici milioni di pazienti e vengono salvate migliaia di vite umane”.
(da agenzie)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
PAOLO ROMANO E’ ACCUSATO DI AVER DIFFUSO MATERIALE PROTETTO DA SEGRETO D’UFFICIO
Il deputato del MoVimento 5 Stelle Paolo Nicolò Romano è indagato dalla procura di Roma perchè accusato di aver diffuso materiale protetto da segreto d’ufficio: visto il tempo che è passato dai fatti, è probabile che Romano abbia ricevuto l’avviso di chiusura indagini, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
La storia risale al Capodanno 2015, quando Romano pubblicò un post sulle “Vacanze Renziane”: «Martedì 30 dicembre un Falcon 900 della flotta di Stato solca i cieli del Mediterraneo. Riporta a casa da Tirana il nostro SuperPremier. Secondo i piani di volo il Falcon dovrebbe far rotta su Roma ma il premier ha fretta. Deve andare in vacanza. Quindi il Falcon si deve adeguare. Dirottato su Firenze, imbarca moglie e figli del premier e riparte alla volta di Aosta. Arriva l’ordine e la struttura si adegua tra paglia di roccia imballata, cartongesso in disfacimento. E il Falcon con Renzi e famiglia atterra alle 21,25 sempre di martedì. Vacanze a Courmayeur. All’insegna del risparmio ovviamente. Di chi? Di Renzi e famiglia che alloggia nella caserma degli Alpini a spese della comunità (noi)»Romano oggi su Facebook ha raccontato di essere indagato per quel post:
Vi ricordate quando Renzi, nel Capodanno 2015, utilizzò l’aereo di Stato per andare a fare la settimana bianca a Courmayeur? Ho pubblicato in quell’occasione, per denunciare l’abuso commesso dall’ex premier, i piani di volo. Era un gesto doveroso per far vedere come migliaia di euro di denaro pubblico andassero letteralmente bruciati.
Pensavo di aver svolto bene il mio lavoro di deputato di opposizione, fino a pochi giorni fa, quando ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono stato accusato di aver diffuso materiale protetto da segreto d’ufficio, dovrò difendermi per aver difeso gli interessi degli italiani, questo è proprio un Paese alla rovescia.
Il fatto non costituisce reato in quanto quei dati non sono protetti da segreto di Stato, e soprattutto perchè tutti i voli di Stato DEVONO essere pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con tanto di motivazione (art. 3 L. 15 luglio 2011, n. 111).
Non vedo l’ora di poter portare avanti le mie ragioni, credo nel lavoro della magistratura, conscio di non aver commesso nessun reato. Fornirò tutto quello di cui avranno bisogno, sarò completamente a loro disposizione. La cosa davvero grave è il danno erariale, ed a commetterlo è stato l’allora Premier.Nel banner con cui annuncia di essere indagato Romano scrive “ecco come i potenti vogliono farci tacere”, e non si capisce chi siano i misteriosi potenti che vogliono farlo tacere visto che il reato è perseguito dalla magistratura (sono loro i potenti) che, come sempre, procede d’ufficio in quanto in Italia vige l’obbligatorietà dell’azione penale.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
“IL MOVIMENTO E’ IN CRISI DI IDENTITA’, FINO A UN ANNO FA NESSUNO SI SAREBBE POSTO IL PROBLEMA DI COME VOTARE SU UN MINISTRO INDAGATO PER SEQUESTRO DI PERSONA AGGRAVATO”
“Fino a un anno fa, di fronte a un qualsiasi ministro indagato per sequestro di persona
aggravato, il M5S non si sarebbe neppure posto il problema, perchè avrebbe chiesto le immediate dimissioni dell’interessato. Ora nessuno si sogna di chiedere a Salvini di sloggiare: nemmeno le opposizioni, figurarsi gli alleati”. Marco Travaglio critica la decisione del Movimento 5 stelle di affidare al voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau la scelta se autorizzare o meno il processo a Matteo Salvini per il caso Diciotti.
Sulle colonne del Fatto Quotidiano, il direttore segnala una crisi d’identità .
“Se i vertici 5 stelle interpellano gli iscritti, significa che non sanno che pesci pigliare, o preferiscono che a pigliarli al posto loro sia la “base”.
E questo – prosegue Travaglio – è già preoccupante, per un Movimento nato per contestare i privilegi della casta e per affermare la legge uguale per tutti. Un caso tipico di crisi di identità “.
Secondo il direttore del Fatto, questa decisione contraddice la storia e i valori del Movimento, ma anche il comportamento tenuto dal leader Di Maio nel caso Diciotti.
“Chi ha sempre predicato che i politici devono difendersi nei processi e non dai processi perchè nessuno può essere sottratto alla legge e dunque alla magistratura, non può avere dubbi sull’autorizzazione a procedere per Salvini. Soprattutto dopo che i ministri Di Maio e Toninelli si sono di fatto autodenunciati, con una memoria a sostegno della sua condotta, da inviare ai magistrati perchè decidano se indagare anche su di loro: se uno si autodenuncia, poi non può impedire ai giudici di pronunciarsi. Sarebbe un altro controsenso”.
Secondo Travaglio nella gestione del caso Diciotti i 5 stelle hanno progressivamente “perso la testa, la calma e la compattezza”.
I giudici non stanno chiedendo al Parlamento di assolvere o condannare Matteo Salvini, quanto piuttosto il permesso di giudicarlo. E secondo il direttore non ci sono dubbi sul voto che dovrebbero esprimere gli iscritti pentastellati sulla piattaforma Rousseau.
“Qualunque persona perbene di qualsiasi orientamento, e a maggior ragione un militante M5S, deve dire Sì al processo a Salvini: sia che lo ritenga un bieco sequestratore, sia che lo giudichi un benemerito difensore dei patrii confini. Affinchè a giudicarlo sia un tribunale e non la sua maggioranza parlamentare”.
Travaglio chiede che su Rousseau ci sia una votazione regolare, con un quesito non orientato, “non deve essere suggestivo, ma neutro” e non dovrebbe essere introdotto da un video di Mario Giarrusso “con il rischio che la sua irruenza, anche animata dalle migliori intenzioni, sortisca un appello non proprio asettico”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
BASTA CON QUESTA BUFFONATA DI UN VOTO CHE NESSUNO ENTE TERZO CONTROLLA, CON NESSUNA VERIFICA SUL VOTO,CON UN QUESITO POSTO IN MODO CAPZIOSO
Non è da oggi che i voti organizzati dal MoVimento 5 Stelle quando chiede un parere agli iscritti non sono regolari.
E per molti motivi: la mancanza di una certificazione da parte di un ente terzo sul risultato, l’impossibilità di verificare il voto in sicurezza, ma soprattutto il metodo che viene utilizzato.
Ovvero, si pubblica un post in cui si invita a votare in un certo modo spiegando solo le ragioni dell’invito e via.
Il M5S l’ha fatto sempre, gli esempi più eclatanti sono il caso Cassimatis, in cui Beppe diceva “Fidatevi di me” sostenendo che l’attivista non potesse essere la candidata sindaca ma senza spiegarne i motivi, o quello con cui cercarono di benedire l’alleanza sfumata con l’ALDE.
Ciò premesso, oggi Marco Travaglio sul Fatto se ne accorge improvvisamente in occasione del prossimo voto su Salvini:
Ora, siccome il voto dei 7 senatori M5S sarà decisivo per il sì o per il no, e che a deciderlo saranno gli iscritti, è importante che il referendum di lunedì su Rousseau sia regolare. E la sua regolarità dipende dal quesito, che non dev’essere suggestivo, ma neutro. Tipo questo: “In base all’art. 96 della Costituzione, i membri del governo ‘sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale’.
E la legge costituzionale stabilisce che l’autorizzazione può essere negata solo se il ministro indagato ha ‘agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o per il perseguimento di un preminente interesse pubblico’.
Alla luce di queste norme, i senatori del M5S devono concedere o negare ai magistrati l’autorizzazione a processare Salvini?”.
Invece pare che la domanda agli oltre 100 mila iscritti la farà in un video Giarrusso,che s’è già espresso per il no.
Col rischio che la sua irruenza, anche animata dalle migliori intenzioni, sortisca un appello non proprio asettico.
Vista la delicatezza e le conseguenze di quel voto che — quale che sia — i 5 Stelle si sentiranno rinfacciare finchè cà mpano, è molto meglio un quesito scritto. Di casino, in giro, ce n’è già fin troppo.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 16th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA OCCORRE GARANTIRE ACCESSO A TUTTE LE INFORMAZIONI E TAVOLI DI DISCUSSIONI, ALTRIMENTI NON HA VALORE UN VOTO SENZA CONOSCENZA DEI PROBLEMI
Si parla tanto di democrazia partecipata, di democrazia diretta, di democrazia liquida, ma
poi nessuno o pochi si pongono davvero il problema di cosa davvero sia e delle modalità con cui questa democrazia, rivoluzionaria rispetto alla sola democrazia rappresentativa, si debba attuare.
La nostra Costituzione prevede i referendum consultivi e recenti proposte avanzano la possibilità di referendum propositivi, con o senza quorum.
Quale formula garantisce i più deboli e le minoranze? È un discorso ancora aperto…
Ma i modelli di democrazia diretta, le applicazioni di essa, ci sono, dagli anni ’70, assembleari e di piazza, come gli esperimenti di urbanistica partecipata di Renzo Piano, per esempio, che lavorava direttamente nei quartieri, sotto i tendoni a contatto con i diretti interessati, e poi più avanti con le meeting town, esempi di partecipazione on line, dalla fine degli anni del 900, inizio anni 2000, su piattaforma rigorosamente pubblica con cui alcune amministrazioni territoriali in europa condividono problematiche e decisioni con tutta la cittadinanza.
Cosa se ne trae da questi modelli non codificati, da questi esempi?
Innanzitutto che la partecipazione può definire agilmente i procedimenti ma che le procedure, quando le questioni sono complesse e tecniche, vengono poi quasi sempre definite solo da alcuni, diciamo gli esperti, i tecnici.
Ma ciò non toglie nulla alla partecipazione perchè in pratica sono i procedimenti che definiscono gli obiettivi, le procedure stabiliscono solo gli strumenti per raggiungere quegli obiettivi condivisi.
Naturalmente quanto più sono interattive queste fasi tanto più sarà garantita ed attuata la partecipazione.
Un altro punto importante per attuare la cd partecipazione è l’accesso di tutti a tutte le informazioni.
È imprescindibile, poichè in mancanza di accesso ai dati, ai documenti e alle informazioni è impossibile elaborare una posizione ed un giudizio.
Questo avviene sicuramente per le “osservazioni” dei cittadini ai piani, alle VIA e alle VAS, ma qui la interazione è nulla.
È indispensabile per la vera partecipazione, dopo aver ottenuto l’accesso di tutti a tutte le informazioni, una congrua fase di discussione per la elaborazione delle idee e delle proposte.
Questo può avvenire anche dividendo i soggetti in tavoli di discussione virtuali cui dare un tempo congruo per giungere alla definizione di una o più proposte.
Quando i tavoli avranno messo a punto le loro proposte si dovrà passare alla fase di esposizione di tutte le proposte a tutti.
Solo dopo questa esposizione, con discussione, si potrà passare in fine alla fase conclusiva, alla votazione di tutte le proposte. Proposte elaborate dai tavoli di discussione dei partecipanti, dal basso.
Questa è una estrema sintesi di quello che può essere un modello di partecipazione tratto dalle varie esperienze messe in atto nel tempo.
Poi ci sono le consultazioni on line, le cd ratifiche, i sondaggi, che pure hanno un loro valore, statistico, si intende, ma che sono lontani anni luce dalla cosiddetta democrazia partecipata, orizzontale e liquida che dir si voglia.
Paola Nugnes
Senatrice M5s
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