Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL CENTRODESTRA DAL 31% SALIREBBE AL 35-37%, I CENTROSINISTRA DAL 17.6% AL 29-31%
Non c’è la parola “Sardegna” nell’agenda degli appuntamenti del vicepremier del Movimento 5
Stelle Luigi Di Maio.
Il capo politico pentastellato avrebbe cancellato le visite nell’Isola: niente comizi per trascinare la candidatura di Francesco Desogus alla presidenza della Regione.
I sardi saranno chiamati al voto il 24 febbraio ma gli ultimi sondaggi darebbero il M5S intorno al 20 per cento, più sotto che sopra.
Davanti ci sarebbero, nell’ordine, Christian Solinas per il centrodestra e, secondo, Massimo Zedda con il centrosinistra.
Solo il gradino più basso del podio per Desogus. E nello staff di Di Maio temono che un’eventuale conferma delle previsioni da parte delle urne, stando a quanto scrive il Foglio, venga interpretata come un fallimento sul piano nazionale.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
“MAGARI IL MIO VIDEO AIUTERA’ A RIFLETTERE”
“Più accoglienza, più 49 milioni”: appena sei secondi.
È il video selfie fulminante di Valerio, ragazzo di 15 anni di Tula, venti chilometri da Ozieri — sede di uno dei comizi di ieri in Sardegna del leader della Lega e anche del suo liceo classico.
Ciuffo al vento e sorriso sicuro ha immortalato se stesso insieme al ministro dell’Interno.
Com’è andata?
“Ieri mattina — quando sono arrivato in pullman con gli altri studenti — non pensavo certo a tutto ciò. Avevo un’ora buca e insieme a tre compagni abbiamo deciso di raggiungere piazza Cantareddu, dove c’era Salvini. Era un’opportunità , ho pensato… Quando siamo arrivati erano le 11.20, stava per finire”.
E cos’è successo?
“Mi sono messo — educatamente — in fila per i selfie. C’erano circa cento persone. Poi è arrivato il mio turno”.
Era uno sfottò programmato?
“No, per nulla. Mentre aspettavo cercavo di elaborare un modo — sempre educato — per esprimere il mio dissenso. Che fosse breve, conciso e schietto: una frase, poco più”.
E quando è toccato a te?
“Ho attivato la modalità video selfie già da prima. Gli ho chiesto il permesso — che mi ha dato – e ho detto: ‘Più accoglienza, più 49 milioni’. E poi: ‘Grande’. E ci siamo lasciati così, ho abbassato lo smartphone e sono andato via”.
E lui?
“È rimasto spiazzato, non ha avuto il tempo di realizzare. Non se l’aspettava. Anche lui si è allontanato, poi non l’ho più visto”.
Perchè l’hai fatto?
“Ho avuto l’occasione di esprimere la mia davanti a lui in modo corretto, senza insulti, offese nè contestazioni plateali. E l’ho fatto. Poi — certo — ha avuto una diffusione che mai avrei immaginato”.
Cioè?
“Ho mandato il video nella chat di famiglia. Da lì è stato inoltrato ancora, senza controllo. Nonostante mia madre avesse proibito a chi gliel’aveva chiesto la diffusione su Facebook, qualcuno l’ha pubblicato lo stesso. Ed è diventato di tutti, l’ho rivisto ovunque. Anche se io non ho nemmeno un profilo”.
Pentito?
“No, anzi. È stato un modo concreto per realizzare il diritto di libera espressione. Prendo il lato buono: il video è visto da tanti e può esser commentato, magari può stimolare qualche riflessione”.
Sei interessato alla politica?
“Sì: sia a quella nazionale, sia a quella regionale. Mi informo su internet, ma leggo anche i giornali”.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
GRILLO DISGUSTATO E INCATTIVITO DALLA CACCIA ALLE POLTRONE E AL POTERE NEL M5S, ORA TUTTO PUO’ SUCCEDERE
Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera pubblica oggi un retroscena che racconta come dietro
il tweet di sfottò di Beppe Grillo al quesito per salvare Salvini su Rousseau ci sia molto di più.
Nonostante ieri una nota dello stesso Beppe mirasse a sfocare la palese dissociazione di Grillo dal quesito, c’è del fuoco che cova sotto la cenere e la rottura tra il Garante M5S e Di Maio è palese:
Perchè il suo stato d’animo, ormai da mesi, è scosso da incredulità e malinconia, e a prevalere, sempre più spesso, è il puro astio.
Grillo s’è accorto, ha capito, sa. I ministri e i sottosegretari, centinaia di parlamentari e poi capi e capetti e l’intero corteo di portavoce e portaborse, nani a cinque stelle e adulatori randagi, «tutti – chi per scelta, chi per rassegnazione – prendono ordini, e sono ordini indiscutibili, solo da Di Maio.
Che, a sua volta, li prende da Davide Casaleggio» (la catena è questa e te la racconta nei dettagli qualsiasi deputato a Montecitorio, in Transatlantico: si mettono in ginocchio, ti pregano di non scrivere il nome e il cognome, e vuotano il sacco).
Grillo è deluso, amareggiato, incattivito.
È complicata da accettare, si capisce.
Secondo Roncone Grillo è “disgustato dall’occupazione militare dei ministeri, dall’assalto alla Rai, al potere, ai posti di potere («Io l’ho sempre criticata quella robaccia lì… ma ora ci siamo noi, come faccio?»).
Quando sentiva il ministro Toninelli parlare del ponte di Genova gli venivano le bolle. Non gli piace il ritorno di questo Di Battista, che ha verità confuse su tutto, arrogante e saccente, mediaticamente ostile (Grillo sa leggere le curve d ‘ascolto in tivù: e quando arriva Dibba, calano)”.
A Grillo, soprattutto, non è però mai piaciuta l’alleanza con la Lega (la battuta preferita nel suo show è questa: «No, scusate: ma la mamma di Salvini, quella sera, non poteva prendere la pillola?»).
Perciò l’idea di provare a salvare Salvini in questo modo, no, non poteva piacergli, non gli piace. Quel tweet, l’altro giorno, non gli è partito. Nient’affatto. Era studiato, premeditato, una chicca di purissima cattiveria. […]
La scena, però, è finalmente davvero chiara.
Da una parte, c’è Grillo (e con lui Roberto Fico e una base militante ortodossa, combattiva e furibonda per la salvezza concessa al gran capo della Lega).
Di là , ci sono Davide Casaleggio e Luigi Di Maio.
Può succedere di tutto.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
“QUESITO POSTO IN MANIERA TRUFFALDINA, GIANROBERTO NON L’AVREBBE MAI PERMESSO”… “IL M5S NON E’ PIU’ QUELLO DEI FONDATORI: HA LA BASE CHE SI MERITA E VICEVERSA”
Come il Marchese del Grillo, Marco Travaglio nei giorni scorsi ha improvvisamente scoperto che i voti del M5S non sono regolari (cosa di cui la maggior parte della popolazione ha già avuto contezza dall’epoca del “Fidatevi di me” destinato ad affondare senza un perchè Marika Cassimatis da candidata sindaca a Genova) e nell’editoriale di oggi sul Fatto Quotidiano — per scrivere il quale il direttore ha persino evitato, con sforzo che immaginiamo immane, di parlare di Tiziano Renzi — il giorno successivo al salva-Salvini si accorge del fatto che «è bastato meno di un anno di governo perchè il virus del berlusconismo infettasse un po’ tutto il mondo 5Stelle»:
Così le storiche parole d’ordine di Beppe Grillo e la lezione di Gianroberto Casaleggio — “Ogni volta che deroghi a una regola, praticamente la cancelli”— sono finite nel dimenticatoio, con la scusa che “questa volta è diversa”,“non è come con gli altri governi”,“non ci sono di mezzo le tangenti”. Ma “solo” un sequestro di persona, che sarà mai.
Certo, qualcuno avrebbe votato diversamente se il caso Diciotti fosse stato presentato sul blog in maniera corretta e veritiera, e non nel modo menzognero e truffaldino studiato apposta per subornare gli iscritti (il No per il Sì al processo, e viceversa; il quesito cambiato in corsa ieri mattina per blindare ancora meglio il Sì all’impunità ; il sequestro di persona spacciato per un banale “ritardo nello sbarco”; l’invocazione del salvacondotto per “l’interesse dello Stato”, del tutto sconosciuto alla norma costituzionale, che consente il no al processo solo in caso di “interesse pubblico preminente”o“ costituzionalmente rilevante”).
Ma la perfetta identità di vedute fra la maggioranza degli eletti e il quasi 60% degli iscritti votanti è un dato di fatto da prendere in considerazione per quello che è: i vertici hanno ormai la base che si meritano, e viceversa.
Però, da ieri, il M5S non è più il movimento fondato dieci anni fa da Grillo, Casaleggio e decine di migliaia di militanti. È qualcosa di radicalmente diverso, che ancora non conosciamo appieno e di cui dunque non possiamo immaginare il destino.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL M5S SI E’ ROTTO, NUGNES: “COSI’ SI ALIMENTA RECESSIONE MORALE”… “TRADITORI, AVETE CONSEGNATO L’ITALIA A SALVINI E BERLUSCONI”… UNA LUNGA SERIE DI ADDII
“Si sta dando spazio a una visione di chiusura, che non appartiene al Movimento Cinque stelle.
Una recessione anche etica e morale”.
A Radio Capital, Paola Nugnes, senatrice dissidente M5S, commenta così il voto della piattaforma Rousseau sul caso Salvini.
Ma è il blog delle stelle, nello spazio dedicato ai commenti, a dar voce ai mal di pancia della base grillina.
Sono molti i post di insulti indirizzati ai leader pentastellati, di militanti grillini delusi, arrabbiati, traditi, grillini che danno l’addio al Movimento. .
Molte anche le critiche a Davide Casaleggio per il mal funzionamento della piattaforma Rousseau, alla quale, a detta di molti, si poteva accedere con gran difficoltà , e senza inserire le credenziali.
Non mnancano, ovviamente, le voci inneggianti al M5S, ma ciò che colpisce è la rabbia di parte della base nei confronti di un cambio di rotta su un caposaldo della propaganda grillina: l’immunità parlamentare.
Per Francesco Fazio “questo è l’inizio della fine del movimento. Negare l’autorizzazione lasciando agli iscritti la decisione è stato un atto irresponsabile e vigliacco del capo politico. Chi vivrà vedrà “.
Casulaaldo è tra i più arrabbiati. “Democrazia un tubo – dice – ho sempre votato M5s per eliminare l’immunità parlamentare, quindi prima delle elezioni devi dirmi che l’immunità parlamentare può avere un senso e non dopo. No, cari Davide Casaleggio, Di Maio , Di Battista e m… varie. Contate 15 voti in meno in Sardegna.( mio e dei miei familiari.) Io il M5S non lo voterò più. Viva Gianroberto Casaleggio, aff….il figlio”. Dalla Sardegna interviene anche Fabio: “Anche io in Sardegna questa volta non voto 5 stelle, sono convinto che perderà di brutto. Stanno solo rafforzando Salvini, ma ne raccoglierà i frutti negativi l’Italia intera”.
“Arrabbiata” anche Katia Tangorra: “Ho creduto in voi fin da piazza Navona. Ora mi viene solo una parola: BUFFONI!”.
Più pacato il dissenso di Pastrocchio che ammette di “non aver votato”. “Non ritenevo fosse giusto intervenire su una questione che è delegata al Parlamento – spiega – e che richiede una attenta lettura delle carte. Ma quanti sono quelli che hanno fatto come me? In altri termini, quanti sono gli iscritti al Movimento e quanti sono quelli he hanno diritto di voto? Non lo trovo da nessuna parte”.
Lucio Crusca in un lungo post propone un ragionamento: “La domanda era un’altra. Non ci interessa se Salvini abbia agito nell’interesse della nazione, perchè a volte ci sono valori più importanti in gioco e noi che abbiamo votato M5S lo abbiamo fatto esattamente perchè credevamo che nel M5S tali valori fossero prioritari. In pratica io e credo buona parte di quel 40%, pur capendo esattamente quale fosse la domanda, abbiamo votato sull’alleanza con la Lega, per la quale a suo tempo non fummo interpellati, ma semplicemente fottuti senza pietà . Abbiamo votato sull’umanità di Salvini, ma non solo la sua, perchè tutto il governo ha difeso il suo operato, Di Maio compreso. Abbiamo votato esprimendo il nostro dissenso a questo governo infetto, purulento, malformato e che ci hanno sempre raccontato che non sarebbe mai nato”.
Noxmaux interpreta quanto avvenuto con “pragmatismo”. “Non importa del domani, oggi vinciamo noi, il governo è salvo e faremo tutte le riforme di cui il paese ha bisogno, se perderemo voti potremo rifarci in futuro e se perderemo ancora consegneremo il paese in buone mani; l’amico Salvini che ci sarà grato, la Meloni che scalpita, e uno dei vari Berlusconi che diranno: “reati? che reati…noi siamo eletti dal popolo e decidiamo noi chi può essere giudicato e chi no….i grillini ? La pensano come me.”
Manu annuncia il suo “arrabbiato” addio al Movimento. “Con questa votazione – scrive – avete perso il 41% della base, penso che a tendere questa percentuale si rifletterà anche alle elezioni. Di sicuro il mio voto lo avete perso. Sono davvero arrabbiata, questa votazione non si sarebbe dovuta proprio fare! Questo non è più il movimento 5 stelle, ma il movimento 5 stalle proprio come dice Travaglio nel suo editoriale di oggi. Avete regalato il Paese a Salvini e Berlusconi. Che rabbia! Che delusione! Non riesco a trovare pace e a calmarmi nemmeno scrivendovi questo messaggio, ma se vi becco per strada penso che la rabbia mi farà utilizzare un linguaggio non proprio consono ed educato”
Ezio Roppolo si sofferma sulla “difficoltà operativa nelle operazioni di votazione”. “Sembra ingiustificabile – dice – soprattutto dopo i consistenti versamenti mensili di tutti i portavoce per il miglioramento della struttura”.
“Le modalità /metodologia con cui è stata approcciata la votazione – aggiunge – è tale da aver sicuramente indotto un notevole condizionamento nei votanti, secondo i ben noti principi comportamentali ormai scientificamente provati”. “In ogni caso – conclude – in situazioni del genere non è accettabile il concetto di ‘maggioranza semplice’: un solo voto può, ipoteticamente, dirimere la questione in esame. Quando non tutti i potenziali votanti hanno potuto liberamente esprimersi (accesso difficoltoso al sito) e quindi il principio di casualità avrebbe un’incidenza decisiva, la maggioranza semplice non è semplicemente corretta”.
Cetta lancia un appello: “Basta con le bufale! Renzi si era dimesso dal governo e da segretario del partito! Vediamo se Di Maio avrà la stessa correttezza o si comporterà da casta attaccandosi alla poltrona. La casta va difesa sempre e comunque. Il movimento che avevo votato affermava esattamente il contrario. Questo cambio di linea politica sta facendo perdere al movimento milioni di elettori”. E poi pone un interrogativo: “Siamo sicuri che sia una scelta vincente?”
Giuseppina Belloisi è preoccupata dell’abbraccio ‘mortale’ del leader del Carroccio: “Continuate a dare carta bianca a Salvini – ammonisce – così contribuirete alla distruzione del SUD e dell’intero Paese.
Luigi (Mi) si aspetta “le immediate dimissioni di Di Maio da leader politico del movimento. Avendo lo stesso sempre dichiarato per anni che la sua linea politica era fermamente contro qualunque forma di impunità , dopo essere stato sconfitto dalla votazione non potrà di certo mantenere quel ruolo. Anche Renzi ebbe la decenza di dimettersi dopo il referendum costituzionale”.
Incalza Davide Remonti secondo cui “lo sport nazionale è quello di trovare giustificazioni e cavilli per cambiare le carte in tavola di volta in volta”. “È un FATTO – ricorda – che Di Maio si scagliava CON FORZA contro ogni tipo immunità usata come scudo per difendere politici e governi che altrimenti sarebbero caduti… ed è un FATTO che ora si rallegri di aver usato l’immunità e di aver evitato una crisi di governo”.
Moreno antonio bucci protesta con la piattagorma della democrazia in rete: “Non si può andare avanti così ad ogni votazione non riesco a votare perchè Rousseau ha dei problemi. Dovete risolvere prima possibile, non è giusto”.
Analogo lo sfogo di GB82: “La piattaforma ieri era completamente in tilt, già prima delle 10 era difficile anche solo accedere. L’accesso è avvenuto senza il codice di conferma. Ci sono volute ore e svariati tentativi prima di riuscire a votare. Tutto si è svolto con estrema lentezza e difficoltà . Per me la votazione non è valida: Salvini deve essere processato! State snaturando questo movimento, svegliatevi!!”
GMignano propone la sua analisi politica. “Mai come adesso si è spaccato il movimento in due, e per giunta, dietro le strategie di Salvini che, per la Lega stanno funzionando alla grande e a danno dei 5S. Forse si è salvato il governo, nella retorica che in ogni caso non averebbe subito danni, ma la sensazione prevalente è che il pasticcio è fatto e a prenderne i frutti saranno i leghisti, come sempre”. Adesso, sarebbe il caso di riprendersi il primo posto nella scena politica e mostrare più decisionismo di quanto fatto fin’ora. Questa sarà l’unica strada per cancellare questo neo che segnerà la fedina penale di un sogno, forse troppo frettoloso, per una notte che potrebbe finire nel risveglio di una amara realtà .
Francesco conferma la difficoltà della votazione online: “Molti iscritti non ce l’hanno fatta… Specialmente le prime ore sono state un disastro. Si è rinunciato al messaggio di verifica. Il nostro Davide deve dirci perchè deve funzionare bene solo l’Agenzia delle Entrate!”.
Critico anche Franco Picchi: “Caro Movimento 5 Stelle, i tuoi azzeccagarbugli hanno dato l’idea di essere ciò di cui ho sempre accusato la stampa ostile e le altre formazioni politiche cioè: mistificatori. Per te d’ora in poi sarà molto più dura perchè ti sei inoltrato in una china accidentata che non lascia ben sperare per l’auspicata rivoluzione dolce. A riveder (forse) le stelle”.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
“ALTRI AMICI HANNO VOTATO TRE VOLTE, NON ARRIVAVA LA NOTIFICA DELLA VOTAZIONE”
Mentre il MoVimento 5 Stelle festeggia il voto per salvare Salvini tirando un sospiro di sollievo, un attivista M5S di Giugliano, Salvatore D’Agostino, 32 anni, dipendente di un’azienda privata, annuncia in un’intervista rilasciata a Repubblica che ha votato cinque volte su Rousseau:
D’Agostino è vero che lei ha votato più volte, ieri?
«Sì, è così».
Quante volte?
«Ho votato cinque volte».
Ha votato “Sì” o “No”?
«Ho scritto no, per consegnare il ministro Salvini alle legittime valutazioni dei suoi giudici».
Perchè ha ripetuto il voto, per mostrare le falle del sistema?
«No. L’ho fatto perchè a me, che ho votato “no” a quell’assurdo quesito, non è arrivata la notifica della votazione. E non sono mica l’unico ad aver avuto questi problemi».
Altri iscritti hanno votato più volte?
«Sì, alcuni amici: tre volte».
Potrebbe esser accaduto anche per chi ha votato a favore di Salvini?
«Certo, è possibile»
Quindi ha ragione la senatrice Nugnes a parlare di Rousseau come piattaforma inadeguata?
«Ha ragione: una piattaforma che di democrazia diretta ha ben poco nonostante i parlamentari la finanziano con 300 euro al mese. Nessuno ci ha mai spiegato nulla, e pretendono la fiducia incondizionata di un server mai certificato da società terze».
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
DA UNA TALPA ANONIMA IL DIARIO UFFICIOSO DEL VOTO ONLINE
Da una talpa che vuole rimanere anonima (nome in codice D4v1d3 C45a1e9910) riceviamo il
diario ufficioso del voto svoltosi ieri sulla Piattaforma Rousseau a proposito di quella roba lì che Salvini è un bravo ragazzo e nessuno lo può negar.
Ore 10 Il primo stagista si presenta in ufficio nell’orario esatto in cui il voto dovrebbe avere inizio. Non gli è suonata la sveglia: era collegata a un server della Casaleggio.
Ore 10.05 Colazione.
Ore 10.10 Lo stagista rovescia il Nescafè sul Commodore 64 destinato al disbrigo delle operazioni di voto. Il sistema collassa.
Ore 10.15 Primo tentativo di riconnessione: il modem analogico non funziona perchè il numero di Italia On Line risulta inesistente.
Ore 10.30 Lo stagista riesce ad accendere il server. Purtroppo è affetto da un virus scaricato inavvertitamente dal sito DILF (democrat I’d like to f*ck) e spedisce a tutti gli iscritti pubblicità oscene: una di “Enlarge your penis” e una degli spettacoli di Beppe Grillo.
Ore 11 Arriva Casaleggio: «Ciao raga, tutto rego?».
Ore 11.30 Lo stagista scarica dalla posta elettronica il quesito ufficiale, lo copincolla sulla piattaforma e preme invio. Per un errore, inserisce però la url dell’ultimo sito visitato. Sul portale appare la scritta “Come gestire un sito Internet senza alcuna esperienza”.
Ore 12 Boom di accessi: due persone. Il sistema collassa di nuovo.
Ore 13 Casaleggio chiama direttamente Salvatore Aranzulla, il guru dei tutorial in rete, che gli suggerisce per prima cosa di effettuare una connessione protetta.
Ore 13.30 Intorno al Commodore 64 viene avvolto un grosso profilattico rosa.
Ore 14 Il sistema collassa così, perchè gli va.
Ore 15/17 Lunga telefonata tra Casaleggio e Di Maio. Nel frattempo il voto è sospeso perchè Casaleggio Associati ha una sola linea telefonica.
Ore 17/18 Il vicino di casa chiama la nuova fidanzata. Il voto è sospeso perchè ha il duplex con Casaleggio Associati.
Ore 18 Primi exit poll: risulta in testa Mahmood. Ultimo chiede il riconteggio dei voti.
Ore 19 Un hacker anonimo (nome in codice 83PP3 5M0R70) riesce a penetrare nel server e manda in testa il candidato più votato dai visitatori del sito Repubblica.it: un gattino di nome Calimero.
Ore 20 Toninelli tenta di votare con lo smartphone: collassano il sistema e tutte le linee Vodafone e Tim del Nord e Centro Italia.
Ore 21.30 Il voto è concluso. Le proiezioni ufficiose danno in testa la Monarchia col 56% dei voti.
Ore 22 Dati ufficiali: sì 62% (pari a 56.131.723 voti), no 79% (pari a 3 voti). Matteo Salvini è il vincitore di Italia’s got talent.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
KEVIN MASOCCO, CONSIGLIERE COMUNALE DI BOLZANO, DOPO TRE GIORNI COSTRETTO AD AMMETTERE DI ESSERE L’AUTORE DELL’AUDIO E A RASSEGNARE LE DIMISSIONI
Kevin Masocco, consigliere comunale della Lega a Bolzano finito nelle polemiche per un messaggio audio su Whatsapp in cui invitava un amico a venire in discoteca perchè c’era «una dj figa da violentare» da lui sempre smentito, ha oggi ammesso che quella voce è la sua e si è dimesso. L’audio è stato pubblicato online dal giornale Tageszeitung.
In un comunicato Masocco ha condannato quella che definisce “la sua bravata, per quanto inopportuna e condannabile”, che si sarebbe “trasformata in un accanimento mediatico”.
Il sito on line del giornale aveva pubblicato l’audio, spiegando che si trattava di un messaggio vocale su Whatsapp destinato a una chat interna ad uso di esponenti della Lega. “Qualcuno ha chiaramente imitato la mia voce. Non è la prima volta che la Lega subisce questo attacco”, sosteneva Masocco la scorsa settimana.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2019 Riccardo Fucile
ANTITRUST: “IL VICEMINISTRO ALLO SVILUPPO GALLI HA CARICHE INCOMPATIBILI CON UN INCARICO DI GOVERNO”
Il viceministro allo Sviluppo Galli ha cariche in aziende private incompatibili con la carica di
governo.
E’ quanto afferma l’Antitrust nella delibera con cui chiude il procedimento aperto a settembre 2018 nei confronti dell’esponente di governo leghista.
L’authority sottolinea che Galli ha chiesto per tre volte il rinvio della conclusione dell’iter, adducendo “criticità ” connesse alla sua rinuncia a quelle poltrone.
La prima volta la proroga è stata concessa, poi il garante ha valutato che fosse già passato troppo tempo.
Nel frattempo, in compenso, è venuta meno l’incompatibilità per la carica di sindaco del comune di Tradate: l’Autorità ha verificato “la sopravvenuta cessazione della situazione di incompatibilità ipotizzata nell’atto di avvio” visto che Galli si è dimesso da primo cittadino nell’ottobre 2018 dopo che la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato l’incompatibilità tra gli incarichi ricoperti.
Quanto “alle cariche di componente del consiglio di amministrazione nella società Ticino Plast e di Presidente del consiglio di amministrazione nella società Ticino Holding, entrambe ricoperte dal Vice Ministro per lo Sviluppo economico”, l’Antitrust nella delibera afferma “che le stesse sono incompatibili con la carica di governo, ai sensi dell’articolo 2” della legge 20 luglio 2004, n. 215, sul conflitto di interessi e “risultano ancora in essere alla data di adozione del presente provvedimento, come attestato dalle risultanze del Registro delle Imprese”.
L’Antitrust spiega come Galli “con nota del 6 settembre 2018” abbia “dichiarato di aver cessato il rapporto di lavoro privato con la società Ticino Plast S.r.l., rinviando ad un momento successivo la soluzione delle rimanenti situazioni di incompatibilità ” per poi, in data 26 novembre 2018, “rappresentare talune criticità connesse con la rimozione delle situazioni incompatibili costituite dalle cariche in Ticino Plast S.r.l e in Ticino Holding S.r.l.” e riferire “di aver intrapreso la realizzazione di talune operazioni societarie finalizzate alla loro rimozione, destinate, secondo quanto dichiarato dalla Parte, a concludersi nell’arco di alcune settimane”.
A quel punto l’autorità ha concesso la proroga, ma il 24 gennaio Galli ne ha chiesta un’altra, “motivata sulla base di “alcune complicazioni che hanno rallentato la tempistica prevista””.
Il 30 gennaio l’authority ha deciso di non accoglierla, “tenuto conto, in particolare, dell’ampio periodo di tempo trascorso dalla prima richiesta di informazioni sottoposta alla Parte (9 agosto 2018) e dall’avvio del procedimento (25 settembre 2018), nonchè della circostanza che il termine per la conclusione del procedimento originariamente fissato era già stato oggetto di proroga”.
Nonostante questo, “in data 5 febbraio 2019, l’On. dott. Dario Galli ha depositato un’ulteriore istanza di proroga del termine per la chiusura del procedimento.
Con propria delibera del 6 febbraio 2019, l’Autorità ha rigettato anche tale istanza, considerata la mancata allegazione di elementi nuovi a supporto della stessa”.
La delibera, pubblicata su Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “sarà comunicata al soggetto interessato, inviata ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati” conclude l’Antitrust.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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