Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
IL REGISTRO DEI PORTATORI DI INTERESSE CHE AVEVA ANNUNCIATO? DOPO OTTO MESI ANCORA NON ESISTE
In un video postato il 6 luglio sulla sua pagina Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli prometteva trasparenza come una Raggi qualsiasi e faceva sapere che avrebbe portato al ministero un registro degli interessi:
«Appena arrivato ho chiesto, “con la trasparenza come siamo messi? C’è un registro dei portatori di interesse?”. No, non c’era», spiegava Toninelli.
Il suo racconto continuava: «Voi ricorderete vero la cricca degli appalti?, vi ricorderete quanto è stata danneggiata l’immagine di uno dei più importanti ministeri, dove si parla di trasporti, viaggi, infrastrutture, è la spina dorsale del nostro Paese».
Però ora sarebbe cambiato tutto: «Da adesso potete sapere chiunque entri qua, a che ora, in che giorno, di che cosa abbiamo parlato e quando se n’è andato, perchè quando ci sono delle zone grigie, senza sapere cosa accade, poi parte anche la corruzione…».
Oltre otto mesi dopo, però, quel registro con gli incontri fatti dal ministro, annunciato e dato per cosa fatta, non esiste.
E non che fosse una invenzione del M5S, perchè il viceministro del governo passato, il socialista Riccardo Nencini, metteva regolarmente in rete i propri appuntamenti dal febbraio 2015.
Insomma, Toninelli si è dimenticato di fare quello che aveva promesso e che già facevano i suoi predecessori
Primo in Italia, poi si aggiunse anche Carlo Calenda al Mise.
Cosa è accaduto quindi? «Stiamo chiudendo l’accordo con il ministero dello Sviluppo economico — è la risposta che arriva dal Mit — purtroppo sono cambiati gli interlocutori tecnici con la rotazione di febbraio. Il lavoro comunque è quasi completato, andrà tutto online fra tre o quattro settimane».
Ed è talmente tutto a posto che ci vorrà un mese per fare tutto. Danilo Toninelli, un uomo, una garanzia.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
IL SOLITO VIDEO CONTRO IL GIORNALISTA… MA ACCANTO AGLI INSULTI ANTISEMITI DEGLI PSICOPATICI SOVRANISTI PIOVONO LE CRITICHE AL CAPITONE
La sua abitudine di mettere alla gogna social l’avversario di turno è nota. Del resto cosa ci si
può aspettare da un gradasso che grazie ai camerieri a 5 stelle è diventato una sorta di Sultanetto che punta i piedi e ordina?
Però il ministro della Nutella e maniaco dei selfie sta stufando. E adesso, altre al coro reazionario dei commenti, arrivano le pernacchie
E capitato così che, a scoppio ritardato, Salvini abbia rilanciato una dichiarazione fatta alcuni giorni fa da Gad Lerner a Piazza Pulita quando, provocatoriamente, ha detto: “Viva Soros”, in risposta a tutti i sovranisti che nel magnate ebreo ungherese hanno individuato la causa di tutti i mali e utilizzano quella figura per cavalcare l’antisemitismo.
Salvini o chi per lui ha manipolato il video trasformandolo in una spot sovranista per denunciare la pericolosità di Lerner e accompagnato dalla scritta:
Gad Lerner: “Viva Soros!”. Contento lui….. Io dico: viva gli italiani!.
I soliti applausi deI razzisti ma anche commenti negativi:
“Video ad alto livello di contenuti, i miei complimenti al taglia e cuci.
“Lercio a confronto è ilsole24ore.”
E ancora:
“Questi montaggi sembrano usciti da Striscia la notizia. E non fanno ridere.
“Dicevi anche “Padania is not Italy”
“Ma è a scoppio ritardato..Anche sul pezzo…..È di giorni fa … Finiti pizza ……..e immigrati?”
Ovviamente accanto alle voci critiche è inutile dire che nei commenti emerge anche un odio antisemita contro Lerner e Soros.
Ma notoriamente il razzismo in Italia non esiste…
(da Globalist”)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
ZINGARETTI VUOLE LASCIARE LA TROPPO COSTOSA SEDE DEL NAZARENO… E POTREBBE FINIRE SULLA TIBURTINA IN UNA VIA CHE SA DI SBERLEFFO
Una nuova sede in un quartiere semi-periferico. Nicola Zingaretti, appena eletto segretario del Partito Democratico, ha lanciato l’idea dell’addio al Nazareno, “sporcato” dal Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi e anche troppo costoso (600mila euro l’anno) come affitto.
L’idea alternativa è quella di spostarsi sulla Tiburtina, in un luogo che però ha qualche problema dal punto di vista mediatico.
Spiega oggi Giovanna Vitale su Repubblica:
Si tratterebbe del complesso “Città del sole”, nome che è tutto un programma, come la strada dove sorgeva l’ex deposito Atac accanto alla stazione Tiburtina, demolito e ricostruito grazie a un poderoso intervento di rigenerazione urbana (lo stesso che serve al partito): via della Lega Lombarda, intitolata all’alleanza militare tra alcuni comuni del Nord stretta a Pontida nel Medioevo.
Un trasloco che sa di rinascita dopo la stagione delle sconfitte renziane e anche un po’ di sberleffo ai danni del leader padano, quel Matteo Salvini primo obiettivo dell’opposizione al governo gialloverde.
Una scelta dettata anche dalla tempistica, mai tanto propizia. Il 30 giugno scade infatti il quindicennale contratto stipulato nel 2004 dall’allora tesoriere della Margherita Luigi Lusi: nel 2010, dopo la fusione coi Ds, i 3.400 metri quadri di uffici in via Sant’Andrea delle Fratte vennero subaffittati ai dem per 600mila euro l’anno.
Troppi soldi e una eredità scomoda da lasciarsi per sempre alle spalle. Inclusa la “guerra dei cacciavite”, a lungo si narra combattuta intorno alla targa Dl-Margherita: sparita dall’ingresso principale senza preavviso, poi riapparsa e di nuovo scomparsa, a riprova della difficile coabitazione tra i due gemelli diversi del centrosinistra.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
“MI FACCIO DA PARTE, SE CAMBIATE IDEA FATEMI SAPERE”
Dibba il Sommergibile s’è offeso tra il 10 e l’11 febbraio. Quello è stato il giorno in cui Dibba
l’Anguilla ha mollato (provvisoriamente) il MoVimento 5 Stelle e si è rinchiuso nel suo silenzio offeso come racconta oggi Tommaso Labate sul Corriere della Sera:
È successo tutto nella notte tra il 10 e l’u febbraio, mentre in Abruzzo si scrutinavano le schede che certificavano il primo successo del 2019 leghista e la prima disfatta dell’anno per il Movimento.
Tempo qualche ora e Di Battista, a colloquio con Di Maio e con il gotha della comunicazione pentastellata, si ritrovava «fuori linea». Anzi, addirittura, artefice di una «comunicazione che ci ha mandato a sbattere».
A sentire le testimonianze dirette a un mese di distanza da quella riunione, alla fine del summit il ragionamento opposto dal leader dell’ala barricadera del Movimento è più o meno questo: «Ho una presenza in televisione già fissata e mi adeguo a quello che chiedete. Dopodiche, mi faccio da parte. Se cambiate idea, fatemi sapere».
L’intervista in questione era quella a Giovanni Floris per Di Martedì, su La7, rimasta celebre per gli applausi del pubblico invocati da un Di Battista rimasto anni luce distante dagli attacchi a Salvini. Ed è, a oggi, l’ultimo suo segnale di vita pubblica, reale e sui social network. Dopo di quella, il nulla.
«Simul stabunt, simul cadenti», si diceva già nel 2013 di Grillo e Di Battista, che da subito avevano incarnato un Movimento più intransigente che votato al dialogo, più ideologico che pragmatico, decisamente tutto di lotta e per nulla di governo. Adesso sono nella fase in cui «simul cadenti».
l primo in giro col suo show, spesso oggetto di fischi e contestazioni in realtà rivolti a un governo in cui non crede. Il secondo desaparecido, ormai con un piede e mezzo di nuovo fuori dalla contesa politica, disposto a cambiare i piani del suo avvenire solo nel caso in cui il Movimento decidesse di divorziare da Salvini.
Il problema è anche stavolta Salvini, che è diventato l’unica speranza di salvezza per chi è al governo e un problema per chi non c’è all’interno del M5S.
Alessandro Di Battista ha rifiutato anche di partecipare al piano di emergenza, quello di ignorare Salvini per concentrarsi esclusivamente sul tamponare l’emorragia di voti verso il Pd. Ad esempio è rimasto in silenzio sull’arresto dei genitori di Renzi. E chissà quanto deve essergli costato.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
IL DRAMMA E’ CHE NON NEANCHE IL PERCHE’… GLI STAFF DEI VICEPREMIER COSTANO DUE MILIONI IN PIU’
Qualche giorno fa durante una conferenza stampa una giornalista di Quarta Repubblica ha chiesto al vicepremier e bisministro Luigi Di Maio come mai il bilancio di Palazzo Chigi è cresciuto di 600 milioni rispetto allo scorso anno.
La risposta del ministro dà tutta la misura della preparazione di Di Maio in materia «forse perchè ci sono due vicepremier che prima non c’erano? Però verifichiamo».
Non solo Di Maio non sa perchè il bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri è aumentato ma addirittura la sua prima ipotesi è che l’aumento delle spese sia dovuto al fatto che il governo del Cambiamento ha due vicepremier (ovvero il Capo Politico del M5S e Matteo Salvini) mentre prima di vicepremier ce n’era solo uno.
Insomma secondo il vicepresidente del Consiglio, ovvero il “vice” di quel premier che il 19 dicembre 2018 ha approvato il bilancio di previsione 2019 il solo fatto di avere due vicepresidenti del Consiglio costerebbe agli italiani ben 600 milioni di euro in più.
Per quanto infatti gli staff di Salvini e Di Maio siano costosi (per le tasche degli italiani s’intende) è davvero difficile immaginare che un solo vicepresidente del consiglio possa costare così tanto.
Tanto per essere chiari il bilancio di previsione 2019 (perchè stiamo parlando di bilanci di previsione e non consuntivi) è pari a poco più di 2 miliardi e 141 milioni di euro. Ritenere — come sembra fare Di Maio — che circa un quarto di quel bilancio se ne vada perchè “ci sono due vicepremier” non ha senso.
Ma è vero che le spese sono aumentate?
Verificarlo è semplice, è sufficiente andare sul portale amministrazione trasparente della Presidenza del Consiglio dei Minisitri e selezionare la voce “bilanci di previsione e conto finanziario” dove sono pubblicati tutti i bilanci di Palazzo Chigi dal 2011 ad oggi.
Da una rapida occhiata si nota come il costo della macchina della Presidenza sia passata dal miliardo e 495 milioni di spesa previsti per il 2018 ai due miliardi del 2019 (non è ancora stato pubblicato il consuntivo del 2018).
A sua volta il bilancio di previsione del 2018 era già aumentato di poco più di 100 milioni di euro rispetto a quello del 2017 (1.377.750.680 euro).
Quindi la risposta è sì, per il 2019 Palazzo Chigi ha previsto un aumento della spesa.
Come spende i soldi Palazzo Chigi?
La domanda davvero interessante però è quali sono le voci di spesa che sono aumentate. Checchè ne pensi Di Maio Palazzo Chigi non serve solo per pagare gli stipendi degli uffici del premier e dei due vicepremier. In attesa delle verifiche da parte di Di Maio ve lo spieghiamo noi.
Il bilancio della Presidenza del Consiglio consiste ad esempio, oltre alle spese di funzionamento “del Palazzo”, le diverse strutture e “missioni” di Palazzo Chigi a cui fanno capo la Protezione Civile, il fondo per gli interventi a sostegno delle famiglie o per il fondo per le emergenze e le calamità naturali.
Per quanto riguarda gli uffici dei vicepremier alla voce “trattamento economico fondamentale del personale non proveniente da pubbliche amministrazioni, degli uffici di diretta collaborazione del presidente, degli eventuali vice presidenti e del sottosegretario di Stato” rispetto al 2018 il bilancio prevede un aumento di 1 milione e 722 mila euro. Questa è all’incirca la differenza di costo dovuto al fatto che oggi ci sono due vicepremier che prima non c’erano.
E il resto? Sono sprechi come suggerisce qualcuno? Per farlo bisognerebbe andare a guardare le singole voci di spesa del bilancio di previsione e confrontare cosa è stato tagliato (perchè sì, sono previsti dei tagli) e invece cosa è aumentato.
Il confronto con i “governi precedenti”
Qualcuno ha colto la palla al balzo per “dimostrare” che con il M5S e la Lega al governo le spese per il mantenimento del Palazzo sono aumentate e che quindi quelli che oggi sono al potere costano di più agli italiani (e sottointeso: si portano a casa più soldi). L’aumento delle spese risulterebbe evidente confrontando i bilanci di previsione dell’ultima legislatura (2013-2018) con gli ultimi due bilanci di previsione.
C’è però da sottolineare che un conto è confrontare le previsioni di spesa un altro è invece confrontare quanto poi risulta al bilancio consuntivo.
Ad esempio per il 2017 il conto finanziario (ovvero quanto effettivamente speso) di Palazzo Chigi si discosta notevolmente da quanto previsto inizialmente.
Lo stesso si può dire per il conto finanziario 2016 e per quello del 2015.
Al limite si può dire che i famigerati governi precedenti sono stati più bravi a mettere a preventivo una spesa inferiore a quanto preventivato per il 2019 (e a fare qualche economia a fine anno) ma un confronto del genere lascia il tempo che trova.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA SOCIETA’ CHE AVEVA RILEVATO L’EX STABILIMENTO FIAT SEQUESTRATI BENI PER 16,5 MILIONI DI EURO
Il blitz è scattato nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla procura della
Repubblica di Termini Imerese.
I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip Termitano per il reato di malversazione a danno dello Stato.
Al centro del caso Blutec emerso nei mesi scorsi anche la restituzione di 20 milioni a Invitalia. Stabilita una misura interdittiva concernente il divieto per la durata di 12 mesi di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle relative quote sociali della Blutec, nonchè delle disponibilità .
Secondo l’accusa Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi avrebbero distratto 16 dei 21 milioni di euro di contributi statali che dovevano rappresentare una grande occasione di sviluppo per 700 lavoratori.
A Roberto Ginetta e Cosimo Di Cursi è stata notificata anche una misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, che riguarda il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese
Da tempo gli operai sono in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, sotto accusa la mancata attuazione del piano industriale e soprattutto il silenzio del MISE.
Luigi Di Maio il 26 ottobre 2018 lanciava un collegamento in diretta su Facebook assieme ai lavoratori della Blutec durante il quale avrebbe annunciato che «non possiamo più cedere al ricatto occupazionale di chi viene qui a dire “tu mi dai i sodi altrimenti licenzio” e poi allo stesso tempo prendi i soldi e non fai lavorare le persone. Questo è solo un modo per sfruttare le sofferenze della gente».
Ma come è già successo in altre occasioni Di Maio ha dimenticato quelle promesse e ieri gli operai, alla soglia dell’esasperazione, hanno occupato la sede del Comune di Termini Imerese.
Un mese fa i segretari di Fim Fiom e Uilm, Ludovico Guercio, Roberto Mastrosimone e Vincenzo Comella hanno appreso che nonostante le numerose rassicurazioni e promesse del bisministro del lavoro e dello Sviluppo Economico «ci sarebbero delle perplessità da parte degli uffici preposti del ministero alla firma del decreto per il rinnovo della cassa integrazione per i lavoratori di Blutec e dell’indotto a Termini Imerese nonostante sia stato firmato l’accordo a gennaio per la proroga».
La Fiom siciliana commenta a caldo: “Il grande bluff è stato svelato, il quadro si è chiuso”. Intanto i lavoratori stanno assistendo al sequestro da parte dei finanzieri che si trovano negli uffici amministrativi. Uomini della guardia di finanza si trovano all’interno della fabbrica Blutec di Termini Imerese per eseguire il sequestro dei cespiti su disposizione della Procura
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
HA CONVINTO IL SINDACO DELLA SUA CITTA’ A ESPORRE LE SUE TELE E RICEVE TANTI AIUTI DA OGNI PARTE DELLA FRANCIA… QUANTI ADULTI, CHUSI NEL LORO EGOISMO, DOVREBBERO IMPARARE DAI BAMBINI
Una bella storia, la storia di Arthur, un bambino di 10 anni di Cambrai (Francia) che vende i suoi disegni e con il ricavato compra panini per i senzatetto.
Tutto comincia quando il bambino ha solo 4 anni, e si imbatte per la prima volta in una persona senza dimora. L’incontro lo colpisce molto e sente il bisogno di fare di più che dare una semplice moneta, così la famiglia lo aiuta a capire in quale modo potrebbe, facendo quello che ama fare, creare qualcosa di buono per le persone che vivono ai margini
Il bambino decide quindi di disegnare, attività che piace a tutti i bambini, e di vendere i suoi disegni per aiutare i senzatetto.
Il suo obiettivo è ben più grande dei panini, il suo sogno è poter comprare una casa alle persone senzatetto, e in questi anni sta mettendo da parte i suoi ricavi
Arthur è riuscito a convincere il sindaco della sua città a esporre le sue tele e riceve tantissimi aiuti da ogni parte della Francia, per il suo progetto.
Una bellissima storia di differenza all’indifferenza
Ed è emozionante vedere come questa iniziativa sia partita da un bambino.
(da Globalist)
argomento: radici e valori | Commenta »
Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
LA DONNA E’ GRAVE… LUI E’ UN ITALIANO EVASO DAGLI ARRESTI DOMICILIARI
Voleva uccidere l’ex moglie, vederla bruciare viva sotto i suoi occhi. 
Per questo Ciro Russo non ha esitato a evadere dai domiciliari, viaggiare per oltre 400 chilometri per raggiungerla a Reggio Calabria. E questa mattina ha agito.
Erano da poco passate le 8.40 questa mattina, quando l’uomo, 42 anni, originario di Napoli con diversi precedenti di polizia, si è avvicinato all’auto dell’ex moglie con in mano un contenitore. In pochi istanti ha aperto la portiera, le ha lanciato addosso del liquido infiammabile, e le ha dato fuoco.
Un’azione di pochi secondi, probabilmente progettata nei dettagli. L’uomo sapeva dove trovare l’ex compagna e a che ora, l’ha aspettata e non appena l’ha vista non ha esitato un secondo, nonostante la donna si trovasse in una via semicentrale e trafficata, nei pressi del liceo artistico, uno dei più frequentati della città .
Dopo aver appiccato il fuoco si è allontanato in fretta a bordo della sua auto, una Hyundai i30 di colore grigio scuro targata FF685FW, fra le urla della donna e quella dei passanti attoniti. Subito sono arrivati i soccorsi.
La donna, gravemente ustionata in più punti, è stata immediatamente trasferita in ospedale, mentre in città è scattata la caccia all’uomo.
Ciro Russo, informa la Questura, è di corporatura robusta, brizzolato, alto quasi un 1.90, con occhi marroni. Gli agenti delle Volanti e della Mobile stanno battendo le strade di Reggio e dell’hinterland sulla base delle poche testimonianze raccolte.
Nessuno sembra saper indicare verso che direzione sia fuggito. Tutto — hanno detto gli abitanti della zona— “è successo troppo in fretta, solo quando la donna ha iniziato ad urlare ci siamo resi conto dell’accaduto”.
(da agenzie)
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Marzo 12th, 2019 Riccardo Fucile
AGRIGENTO: COSTRETTA DALLA MADRE AD AVERE RAPPORTI SESSUALI, IN MANETTE CINQUE ITALIANI DAI 18 AI 68 ANNI
Alle prime luci dell’alba, a conclusione di una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca (Agrigento) hanno eseguito le sei Ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Palermo, nei confronti di cinque uomini ed una donna, tra Menfi e Gibellina.
Le accuse sono: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonchè violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poichè consumati ai danni di una vittima infra quattordicenne).
L’indagine portata a termine dai Carabinieri, “fotografa una realtà di profondo degrado e disagio sociale, dove la vittima, purtroppo, è una ragazzina che all’epoca dei fatti era appena 13 enne”.
L’attività investigativa ha preso spunto da un controllo su strada effettuato da una pattuglia dell’Arma nel dicembre del 2017, lungo la S.S. 624, nel comune di Sambuca di Sicilia (Agrigento).
In quell’occasione, nel cuore della notte, era stata fermata un’auto, a bordo della quale vi erano un 60 enne originario di Gibellina ed una ragazzina 13 enne.
I Carabinieri, insospettiti dalle dichiarazioni rese dall’uomo e per la presenza dell’adolescente, con la quale non aveva alcun legame di parentela, decisero subito di approfondire la situazione, accompagnando i due presso la Stazione Carabinieri di Menfi, comune di residenza della minore.
“Dopo aver ascoltato l’uomo, la realtà che ne affiorava lasciava intendere che lo stesso aveva accompagnato la ragazza presso un ovile nei pressi di Gibellina, dove altri due individui non meglio identificati avrebbero abusato sessualmente della minore, tutto questo con la piena consapevolezza ed il benestare della madre stessa della giovane”, dicono gli investigatori.
In quell’occasione, i Carabinieri fecero subito scattare le manette ai polsi dell’uomo, Pietro Civello di Gibellina, per sfruttamento della prostituzione minorile nonchè denunciarono la madre per lo stesso reato, collocando la ragazzina presso una struttura protetta.
Ma per fare piena luce sulla scioccante vicenda, i militari hanno continuato mediante sofisticate intercettazioni e attraverso pedinamenti, nonchè con il supporto dei Carabinieri del RIS di Messina, a raccogliere tutti gli elementi che hanno permesso oggi di eseguire i provvedimenti restrittivi non solo nei confronti della madre della ragazzina e del Civello, ma anche nei confronti dei clienti con i quali la minore, sotto costante minaccia di morte, era stata costretta ad avere rapporti sessuali.
(da agenzie)
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