Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
DI FRONTE AI RISCONTRI GIUDIZIARI IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA COSTRETTO AD AMMETTERE
Giovedì: “Non so assolutamente chi sia questo imprenditore coinvolto, non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole, credo che si tratti di un errore di persona”.
Venerdì: “Ho presentato un emendamento che mi ha chiesto una filiera di piccoli produttori“.
Sabato: “Arata mi ha detto che rappresentava un’associazione dei piccoli imprenditori dell’eolico (…) mi ha fatto una testa così e io gli ho detto va bene, mandamelo“.
Tre versioni in tre giorni: così sono cambiate le spiegazioni del sottosegretario ai Trasporti Armando Siri sulla vicenda delle norme per favorire l’eolico che lo vede indagato per corruzione.
“Mai occupato di eolico nella vita”
Secondo l’accusa, per presentare quell’emendamento (cosa che tentò di fare più volte, senza riuscire a farlo passare) gli furono promessi 30mila euro dall’ex parlamentare di Fi Paolo Arata, autore del programma di governo della Lega sull’Ambiente e ritenuto socio occulto di Vito Nicastri, imprenditore dell’eolico arrestato con l’accusa di aver contribuito alla latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
A caldo Siri, ideologo della flat tax cara alla Lega, aveva detto di essere “allibito” perchè non aveva idea di chi chi fosse Nicastri. “Non ne sono niente, non so se ridere o piangere. Io non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole”, era stata la sua reazione.
“Ho presentato un emendamento chiesto dalla filiera”
La versione è un po’ cambiata venerdì, quando il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Romeo ha confermato come l’emendamento che avrebbe ampliato la platea degli impianti beneficiari tariffe incentivanti fosse stato inviato da Siri, aggiungendo che non c’era nulla di insolito perchè “ci arrivano migliaia di emendamenti da parte del governo per presentarli e noi li presentiamo. E, come da prassi, chi ci mette la firma è il capogruppo”.
A quel punto, intervistato a “Punto di Domanda”, il sottosegretario ha raccontato: “Io non so nulla. Ho presentato un emendamento che mi ha chiesto una filiera di piccoli produttori che mi dicevano di essere in difficoltà . Io non ho fatto altro che portarlo negli uffici, li è finito il mio ruolo”.
Per poi aggiungere di non aver “mai preso un centesimo” perchè “non sono vendibile, non sono comprabile. Chiunque dica una cosa del genere è vittima di suggestioni fantastiche”. Dunque “non sento di dovere lasciare il mio incarico sulla base di illazioni che non hanno fondamento”.
“Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto: Mandamelo”
Oggi però, intervistato dal Corriere, Siri aggiunge un altro particolare: a girargli quell’emendamento caro ai piccoli produttori dell’eolico era stato proprio Arata. “Arata mi ha detto che rappresentava un’associazione dei piccoli imprenditori dell’eolico. Diceva che la filiera era in ginocchio, mi ha fatto una testa così e io gli ho detto va bene, mandamelo. Non sono andato a vedere nel dettaglio“. Nel dettaglio, l’emendamento diceva che “le tariffe incentivanti e i premi di cui al decreto ministeriale 6 luglio 2012 e ai suoi allegati, del ministero dello Sviluppo Economico, si applicano agli impianti aventi accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4 comma 3, del medesimo decreto, alla condizione che siano entrati in esercizio fino alla data del 30 settembre 2017 e documentino di aver inviato lcomunicazione di fine lavori al competente gestore di rete entro il 30 giugno 2017“, quindi senza rispettare il termine originariamente previsto dalla legge.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE CHIEDERA’ A SIRI DI DIMETTERSI, SALVINI O PERDE LA FACCIA E ACCETTA O FA SALTARE IL BANCO, MA A QUEL PUNTO SI ASSUME LA RESPONSABILITA’ DELLA CRISI… DI MAIO BLINDA I SENATORI NEL TIMORE CHE LA LEGA INIZI LA CAMPAGNA ACQUISTI PER AVERE I NUMERI PER UN NUOVO GOVERNO DI CENTRODESTRA
Matteo Salvini ufficialmente è partito per le vacanze di Pasqua e non vuole essere disturbato.
Ufficiosamente, si è dato una settimana di tempo per decidere se far cadere il governo e puntare a elezioni politiche anticipate.
All’inchiesta per corruzione che coinvolge Armando Siri si è aggiunta la storia di Federico Arata, figlio dell’indagato Paolo, assunto a Palazzo Chigi da Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Salvini.
E, racconta un retroscena di Tommaso Ciriaco su Repubblica, ieri Luca Zaia ha mandato un messaggio al suo segretario: «Ma che stiamo aspettando? Molliamoli». E lui? Sta vacillando:
«Devo riflettere — confida a sera ai big del Carroccio — non sono più sicuro di andare avanti. Datemi una settimana per decidere. Ma sappiate che se rompiamo noi, rischiamo di restare col cerino in mano. Meglio se si assumono loro questa responsabilità ».
Sette giorni, dunque. I conti tornano, perchè martedì prossimo il consiglio dei ministri deve approvare il decreto crescita che contiene il “salva Roma”.
Se il Carroccio dovesse negare il consenso alla norma, si rischierebbe la crisi dell’esecutivo. La prima scintilla resta sempre l’inchiesta sul viceministro Armando Siri. La Lega continua a difenderlo, il Movimento ne pretende lo scalpo.
«Gli chiederò di farsi da parte per ragioni di opportunità », fa trapelare Giuseppe Conte.
Intende convocarlo dopo Pasqua per chiedergli un passo indietro, in nome della «ragion di governo». Quello che Salvini nega.
La notizia dell’incarico al figlio di Arata che chiama in causa Giorgetti, ad esempio, è evidentemente un successo del MoVimento 5 Stelle nella battaglia contro l’alleato. E le pressioni di Conte su Siri dimostrano che la Lega è accerchiata.
Per questo Salvini comincia a pensare di far saltare il tavolo. Ben sapendo che così mette a serio rischio la sua corsa elettorale.
Intanto il premier in un’intervista al Corriere dice che non ha ancora deciso il destino di Siri:
Presidente, Armando Siri lascerà il governo
«Completerò presto la valutazione e la decisione verrà adottata nei prossimi giorni».
Ma il M5S continua a chiederne le dimissioni, la Lega a difenderlo. E a lei toccherà decidere.
«Questo è un governo del cambiamento. E ho sempre cercato di rimarcare che non si tratta di una formula vuota, ma di una manifestazione programmatica per ridurre la sfiducia e il distacco dei cittadini dalle istituzioni. Dare importanza all’etica pubblica significa vincolare tutti i componenti del governo a agire con “disciplina e onore”, come pretendono la Costituzione e i cittadini. Siamo di fronte a un semplice avviso di garanzia, per accuse delle quali, allo stato, so quanto sanno tutti».
Significa che il giudizio è sospeso?
«Significa che una decisione sarà presa dopo avergli parlato nei prossimi giorni, per avere altri elementi di valutazione nel rispetto dei diritti dell’interessato, che come prima cosa ha il diritto ma anche il dovere di conferire con il suo Presidente».
Salvini ha tempo una settimana. Poi probabilmente ci ripenserà e caccerà Siri per non perdere il governo.
Perchè l’alternativa prevede un accordo con Berlusconi e un voto pieno di incognite. A meno che non riesca un colpaccioN Ovvero che il Carroccio trovi da sè i voti per il suo governo, inglobando i
grillini reduci e Fratelli d’Italia.
Un’ipotesi, a sentire il retroscena di Repubblica, a cui sta già lavorando proprio Di Maio:
Da qualche giorno, “sentinelle” cinquestelle di Montecitorio sono state allertate. «Controllate i movimenti di alcuni parlamentari — è stato l’input informale dei vertici 5S — perchè stanno ragionando di come far proseguire con Salvini e Berlusconi la legislatura».
Spettri, paranoie o guerriglia preventiva? A mezza bocca, i falchi più vicini a Di Maio tirano in mezzo anche qualche nome di chi starebbe sondando gli umori dei colleghi per traghettarli nel centrodestra in caso di necessità .
Uno sarebbe il lucano Gianluca Rospi, un ingegnere edile di Potenza. Lo descrivono come un profilo moderato, ma non forniscono “prove” delle sue trattative. In realtà , se si guarda a Potenza si incontra soprattutto Salvatore Caiata, che fu espulso dal M5S perchè indagato. Già sulla manovra aveva assicurato ai berlusconiani di disporre di una pattuglia di nuovi responsabili. Ed è pronto a riprovarci.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
L’AVVENIRE SPIEGA COME LA GUARDIA COSTIERA LIBICA NON SOCCORRA PIU’ I MIGRANTI, MA ABBIA INSTALLATO MITRAGLIATRICI SULLE NAVI DONATE DALL’ITALIA
La denuncia è forte e viene da una testata, Avvenire, molto attenta alle vicende che riguardano i migranti, le tragedie del Mediterraneo e le terribili storie della Libia
Così il quotidiano dei vescovi, in un servizio realizzato da Nello Sclavo – nonostante i proclami xenofobi del governo italiano che minimizzano la guerra e danno credito alle fonti ufficiali libiche – ha denunciato che la Guardia Costiera libica al momento non può garantire il pattugliamento delle acque di sua competenza e, nel caso, a soccorrere imbarcazioni in difficoltà
Non solo: secondo l’Avvenire “si paventa il rischio di una violazione dell’embargo Onu sulle armi da guerra a causa delle motovedette fornite dall’Italia e «modificate» dai militari della Tripolitania”
Infatti negli ultimi giorni sono comparse fotografie che mostrano le motovedette alle quale sono state aggiunti mitragliatori pesanti, fissati sulle torrette delle navi. Mentre in realtà nessuna arma avrebbe potuto essere a bordo in base all’embargo stabilito dall’Onu e prorogato nel luglio 2018 per altri dodici mesi.
Tra l’altro, come sottolinea in quotidiano, “Gli scatti vengono fatti circolare da quanti, proprio a Tripoli, vogliono smentire che la Guardia costiera non sia operativa. Un boomerang, perchè secondo gli accordi le navi di fabbricazione italiana avrebbero dovuto essere usate solo per il pattugliamento marittimo e non per operazioni militari”
Ma l’Italia lo sa? Ovviamente lo sa, ma fa finta ti non saperlo.
Così siamo alle prese con una direttiva ‘ad navem’ emanata da Salvini per impedire qualsiasi attività della Mare Jonio mentre lo stesso ministro ha sprezzantemente detto nei giorni passati che in Libia non c’è nessuna guerra e chi scappa non può essere considerato un rifugiato.
Eppure non solo le informazioni della nostra intelligence sono state puntuali ma anche dalle parti di Toninelli le notizie sono arrivate.
E infatti l’Avvenire ha riportato le considerazioni di un portavoce del ministero delle Infrastrutture: “La prosecuzione del conflitto potrebbe distogliere la Guardia costiera libica dalle attività di pattugliamento e intervento nella loro area Sar, per orientarsi su un altro genere di operazioni”
Ma ignorare e minimizzare rientra nel gioco del governo M5s-Lega: ammettere la realtà significherebbe cancellare la rappresentazione della Libia porto sicuro, della Guardia Costiera libica efficiente e presente.
I naufraghi possono affogare lontano dagli occhi. Nel silenzio e nell’indifferenza. E quindi niente soccorsi e le motovedette usate per la guerra.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
ALLE 10 DEL MATTINO AL BAR IN UN GIORNO LAVORATIVO A BERE SPRITZ E PIOVONO COMMENTI: “MA QUANDO MAI LAVORI, FANCAZZISTA?”…. “NON BASTAVANO LE CAZZATE DA SOBRIO”
È un venerdì santo ‘nero’ per i sovranisti: dopo l’autogol di Giorgia Meloni con il sondaggio
‘chi è anti-italiano’ cui il popolo di twitter ha risposto con “tu “, è il turno di Matteo Salvini che posta una foto che lo ritrae sorridente, al sole e con un Aperol Spritz davanti
Insomma, Salvini ci tiene a fare gli auguri di Pasqua ma Twitter oggi non perdona: “Almeno di venerdi santo l’alcool potevi evitarlo…” scrive qualcuno, altri ironizzano: “non bastavano le cazzate dette da sobrio, vogliamo proprio esagerare!”.
“Co la maglietta del Papeete, lo spritz e i braccialetti de gomma belli i 18 anni” scrive qualcun altro, cui fa eco chi dice: “Sempre sul pezzo capitano. Spritz alle 10 del mattino e via, belli alticci fino a sera a mandare bacioni ai rosiconi. Chi non vorrebbe un ministro così…”.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
“CHI E’ ANTI-ITALIANO?” E ARRIVANO LE RISPOSTE: “TU E CHI COME TE CERCA DI METTERE GLI ITALIANI UNO CONTRO L’ALTRO”
In vista delle elezioni europee la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha cercato di coinvolgere i suoi follower e i possibili elettori con un sondaggio.
Peccato però che la domanda posta agli utenti si sia dimostrata un vero e proprio boomerang social.
“Pronto per la sfida dell’anno?”, chiede Meloni alla rete. “Scrivi nei commenti chi o cosa rappresenta per te l’anti italianità . Sono aperte le selezioni al Torno Antitaliano”.
Le risposte che la leader di Fratelli d’Italia si aspettava però non erano di certo quelle che si è invece ritrovata a leggere e che, anzichè prendere di mira i suoi avversari, si sono rivolte proprio contro di lei e Caio Giulio Cesare Mussolini.
La candidatura del pronipote del Duce infatti ha scatenato non poche polemiche fin dal suo annuncio, avvenuto con un video Facebook in cui Meloni presenta ai suoi elettori l’ultima aggiunta alla sua lista. Alle spalle, il Colosseo Quadrato.
“Per me antitaliano è chi candida un tizio chiamato Mussolini che ha sempre vissuto all’estero, tra l’Argentina e Dubai”, è il commento di un utente.
“Il sovrnanismo”: scrivono ancora altri follower, o ancora: “Chi cerca di mettere gli italiani l’uno contro l’altro per ottenere un miserevole tornaconto personale”.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
“QUESTA SI CHIAMA CRISI DI GOVERNO, INUTILE GIRARCI INTORNO”
“Chiamiamo le cose con il loro nome … questa escalation di smargiassate e gaglioffate da
guappo di cartone ha un solo nome: crisi di governo”. Lo scrive Marco Travaglio nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano, individuando un responsabile: Matteo Salvini.
“Nel breve volgere di una settimana il vice premier Matteo Salvini ha, nell’ordine:
delegittimato il premier Giuseppe Conte, impegnato in una difficilissima mediazione diplomatica sulla guerra in Libia, facendo incontri paralleli con rappresentanti libici e non;
impartito direttive sulla panzana dei “porti chiusi” ai vertici militari e costringendo lo Stato maggiore della Difesa a spiegargli con un’inedita nota scrita la corretta linea gerarchica Quirinale-Palazzo Chigi-Difesa-Esercito, escluso dunque il Viminale;
tentato di commissariare i sindaci di tutta Italia con una sgangherata direttiva ai prefetti […];
aggredito con assalti quotidiani la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, fino alla ridicola richiesta di dimissioni […];
difeso a spada tratta la permanenza al governo del pluri-impresentabile sottosegretario Armando Siri […];
annunciato il no della Lega a una misura già concordata in Cdm per la fine della gestione commissariale del debito di Roma […].
Secondo Marco Travaglio è in atto una “lucida e cinica strategia” da parte di Matteo Salvini, volta a “schiacciare” i 5 stelle.
“Il vice premier sabota sistematicamente il Governo. Straccia il contratto di programma”
Se la crisi di Governo non si è ancora manifestata, prosegue il direttore del Fatto, è perchè Salvini non la saprebbe spiegare.
“Spetta dunque ai 5 stelle e al premier Conte rompere gli indugi, evitare altri compromessi al ribasso e sfidare Salvini a viso aperto: o libera il governo dalla presenza inquinante di Siri, vota la norma taglia-debito di Roma e riprende a collaborare lealmente con i partner che si è scelto 10 mesi fa, oppure è lui ad aprire la crisi. E sarà lui a dover spiegare ai fan perchè, fra l’Italia e gli Arata, sceglie i secondi”.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
OSCURANTISTI DEGNI DELL’ISIS A CASTELFRANCO VENETO, ROBA DA TSO URGENTE … ALCUNE DONNE INTERVENGONO A SUA DIFESA
Insultata perchè stava allattando il figlio al tavolino di un bar. E’ accaduto alcuni giorni fa a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, dove una giovane mamma — senza nessuna ostentazione ma con grandissima semplicità — era seduta in un caffè insieme la bimbo, con un seno scoperto, quando una signora l’ha insultata.
L’aggressione verbale ha spinto la mamma a difendersi, seppur con pacatezza, e in suo soccorso è intervenuta un’altra donna che ha assistito alla scena.
L’episodio è stato argomento di discussione in città e il battibecco ha finito per animare anche una discussione sui social dove sono intervenuti anche testimoni oculari dell’episodio: “Ho assistito alla scena — ha raccontato una ragazza -, la mamma era seduta in un angolo e in maniera molto dignitosa allattava il suo piccolo … bravissima la signora che l’ha difesa … l’avrei fatto anch’io”.
Moltissime donne si sono schierate con la mamma, spiegando che l’allattamento al seno è migliore per la salute del piccolo e che non può essere condizionato da luoghi e orari ma non solo: “In un mondo in cui ci sono donne in reggiseno che ballano in prima serata — commenta Elisa -, pubblicità di donne in atteggiamenti sexy e quant’altro, cartelli pubblicitari appesi sulle strade, come si può considerare una mamma che allatta in pubblico un gesto di cattivo gusto”.
(da agenzie)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
DUE EX OPERAI DI POMIGLIANO CONTRO LA MANCATA CONCESSIONE DEL SUSSIDIO SONO SALITI PER PROTESTA SU UN CAMPANILE A NAPOLI
Due operai, che furono licenziati dalla Fca dopo aver esposto nell’ambito di una
manifestazione a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, il manichino di Sergio Marchionne impiccato, sono da stanotte per protesta sul campanile della Chiesa del Carmine, in piazza Mercato a Napoli, dove hanno esposto un grande striscione con la scritta “Reddito di cittadinanza per licenziati non c’è”.
Altri operai, tra i quali i licenziati della ditta ‘Bruscino Ambiente spa’, sono in piazza a sostenere la contestazione dei due occupanti.
Il campanile scelto per inscenare la protesta è tra i più alti di Napoli ed è visibile anche dal centro cittadino.
“Passeremo qui la Pasqua”, dice al telefono all’Ansa Mimmo Mignano, uno degli operai saliti sulla torre. “Abbiamo iniziato uno sciopero della fame e non lasceremo la torre fino a quando non ci saranno risposte concrete alla nostra vertenza”, aggiunge Mignano.
I due ex operai Fca di Pomigliano hanno portato con loro sul campanile, anche un paio di orecchie da coniglietto. “Dopo la presa in giro di un impiegato Inps rivolto ad una utente che chiedeva chiarimenti sull’accesso al reddito – spiegano i licenziati – le orecchiette da coniglio sono ormai diventate il negativo simbolo di questo reddito”.
“Come noi – aggiungono – altri licenziati con ancora cause pendenti ma che non percepiscono reddito da anni, non possono accedere al reddito di cittadinanza. Ma allora, ci chiediamo, a cosa serve se non è possibile neanche per gli operai licenziati accedervi?”.
Il riferimento dei due operai è all’operatore dell’Inps che sul sito web, oltre alle risposte su come chiedere il pin e sui tempi di attesa per conoscere gli importi del sussidio, spazientito ha scritto commenti taglienti, che sono diventati subito virali. “Perchè invece di ripetere le stesse cose – ha risposto a un profilo dal nome “Candy Candy forza Napoli, attivo sul social da ottobre 2018 – non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono cinque minuti?” e alla risposta “Non so farlo” ha ribattuto: “Basta richiederlo a Poste o Inps. O è troppo impegnata a farsi i selfie con orecchie da coniglio”. A stretto giro sono poi arrivate le scuse dell’Inps attraverso una nota.
Intanto oltre la metà degli assegni già pronti per il reddito di cittadinanza viaggia sotto i 500 euro al mese: si tratta degli importi destinati a quasi 274 mila richieste (il 58%) delle prime 473 mila domande elaborate dall’Inps. Quasi il 21% (oltre 97 mila) si piazza tra i 500 e i 750 euro, oltre il 21% si attesta oltre i 750 euro (oltre 101 mila).
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 20th, 2019 Riccardo Fucile
LE IMMAGINI DEGLI ALUNNI DELLA SCUOLA DI TRASTEVERE NON SONO STATE AUTORIZZATE DAI GENITORI… DENUNCIA AL GARANTE DELLA PRIVACY
La scena di Giuseppe Conte insieme agli alunni della scuola Regina Margherita di Trastevere ha fatto il giro dei giornali ma adesso rischia di arrivare anche nei tribunali.
Perchè quelle riprese, rilanciate martedì scorso dai Tg e sugli account Fb e Twitter del presidente del consiglio, accompagnate da numerosi scatti dell’evento partecipato da tutto l’istituto, non sono mai state autorizzate dai genitori. Che adesso sono sul piede di guerra.
E i parenti dei bambini hanno presentato un reclamo formale al Garante della Privacy per denunciare la violazione e sollecitare una rapida rimozione di foto e video.
La cui pubblicazione non è rimasta confinata, come pure sarebbe stato lecito, al sito della Regina Margherita: circolano ovunque.
Le immagini si trovano attualmente ancora sulla pagina della Presidenza del Consiglio, così come i commenti dei genitori che si lamentano.
Repubblica racconta che la dirigente Pasqualina Mirarchi se ne deve essere accorta solo a cose fatte. E per evitare guai, ha cercato di correre ai ripari.
Il pomeriggio stesso, all’uscita da scuola, i bambini hanno consegnato ai genitori il modulo prestampato da siglare e consegnare l’indomani. Ma in parecchi si sono rifiutati, promuovendo una sorta di disobbedienza civile. Nell’immediato hanno protestato per iscritto con la dirigente, senza però ricevere risposta. Poi hanno iniziato a tempestare i profili social di Conte.
(da “NextQuotidiano”)
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