Ottobre 7th, 2019 Riccardo Fucile
“SVOLTA POSSIBILE SOLO CON UN TAGLIO SIGNIFICATIVO AL CUNEO FISCALE, AMPLIAMENTO DELLA PLATEA DEGLI 80 EURO E INTERVENTO SULL’IRPEF”
Altro non si poteva fare perchè l’eredità lasciata dal governo gialloverde era “un’ipoteca” sui
conti pubblici, ma tutti gli impegni obbligati hanno un prezzo da pagare e quello del Conte 2 è l’aver tirato su la manovra più restrittiva dai tempi del governo guidato da Enrico Letta.
È il Centro studi di Confindustria a delimitare il perimetro della prima legge di bilancio dell’esecutivo M5s-Pd: l’espansione di cui parlano il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non c’è.
C’è invece un intervento di natura sanitaria, con coperture che non sono “esaustive” e un assetto che potrebbe addirittura non bastare a rispettare il Patto di stabilità . E questo significa che Bruxelles potrebbe chiedere una nuova correzione già a novembre.
L’analisi dei tecnici di viale dell’Astronomia misura l’efficacia dell’intervento del governo, che si cala in un clima difficile.
L’economia è in bilico tra ripresa e recessione. Il Pil è inchiodato allo zero (+0,4% il prossimo anno solo senza gli aumenti di Iva e accise), come i consumi. Ogni passo è delicato, a maggior ragione che gli impegni obbligati ci saranno anche nel 2020: bisognerà ancora destreggiarsi tra la flessibilità da chiedere all’Europa e la possibilità di mettere solo pochi spiccioli sulla crescita. Per quest’anno, come per il prossimo, la vera questione è questa: l’equilibrismo tra il recente passato e uno sforzo verso il futuro che non può concretizzarsi se non in un segnale appena accennato.
Numeri alla mano, la legge di bilancio del governo giallorosso è restrittiva per circa 8 miliardi.
Era dal 2013 che un esecutivo non era costretto a un intervento simile. “Il giudizio non è negativo”, precisa il capo economista di Confindustria Andrea Montanino, perchè il deficit si sta avvicinando alla soglia critica del 3%: una strada alternativa alla correzione, insomma, non era possibile, ma questo dato deve contemplare anche una considerazione di realtà e cioè che questa manovra ha uno spazio di crescita ridotto al lumicino.
E poi c’è l’impegno a trovare le risorse per coprire i costi della manovra da 29 miliardi. Chi pensa di toccare le aliquote Iva – tema che ha fatto deflagrare lo scontro tra il Pd e i renziani – è avvisato: riordinarle può fare pagare alle famiglie un salasso da 169 euro all’anno. Al massimo, se proprio sarà necessario, allora il consiglio delle imprese è di aumentare le aliquote sui beni di lusso.
Come provare allora a dare un segno diverso all’economia e soprattutto come può il governo provare a smarcarsi dal peso del passato?
Per le imprese il 2020 può essere un anno di svolta solo a patto di sfruttare i tassi bassi per ricreare fiducia, rilanciare gli investimenti privati e avviare il taglio del cuneo fiscale “in modo significativo”. Qualcosa di molto diverso rispetto a quanto scritto nella cornice della manovra, dove all’intervento sulle tasse che gravano sulle buste paga sono stati destinati appena 2,7 miliardi, con un alleggerimento previsto di 500 euro.
L’agenda di Confindustria per la svolta punta principalmente su lavoro e fisco. Oltre all’intervento sul cuneo, la direzione di marcia ingloba l’ampliamento della platea dei beneficiari degli 80 euro ai lavoratori incapienti. E poi si suggerisce un intervento sull’Irpef, con l’allineamento dell’aliquota del secondo scaglione a quella prevista oggi per il primo. Per farlo, però, servono 8 miliardi. A trovarli.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2019 Riccardo Fucile
IL KILLER CHE AZIONO’ LA LEVA PER FAR ESPLODERE L’AUTO DI FALCONE E DELLA SUA SCORTA E CHE SCIOLSE NELL’ACIDO IL PICCOLO DI MATTEO HA SCONTATO 23 ANNI DI CARCERE… DIVENTATO “PENTITO” E CONDANNATO SOLO A 30 ANNI HA GIA’ USUFRUITO DI 80 PERMESSI PREMIO E USCIREBBE IN OGNI CASO FRA TRE ANNI
Giovanni Brusca può finire di scontare la pena agli arresti domiciliari. Per la prima volta l’Antimafia dà parere positivo alla scarcerazione del killer di Capaci, l’uomo che ordinò di sequestrare, uccidere e sciogliere nell’acido il figlio del pentito Santo Di Matteo, che ha nuovamente chiesto di lasciare la cella cercando così di ribaltare l’ennesimo rifiuto del tribunale di Sorveglianza.
Racconta oggi Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera:
Brusca, anche lui ora collaboratore di giustizia, si è rivolto alla Corte di Cassazione, e proprio oggi la prima sezione penale si riunirà per decidere. A sostegno del ricorso, i suoi avvocati hanno puntato anche sul decisivo «contributo offerto» alle indagini e sul «provato ravvedimento» dell’ex boss mafioso.
Il mafioso che a Capaci azionò la leva per far esplodere la bomba che uccise Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ha già usufruito di oltre ottanta permessi premio.
Ogni volta esce di prigione per vari giorni e resta libero 11 ore al giorno (la sera deve rientrare a casa), solitamente trascorse con il figlio oggi ventottenne.
Dando prova della «affidabilità esterna» certificata dagli operatori del carcere romano di Rebibbia, che aggiungono: «L’interessato non si è mai sottratto ai colloqui e partecipa al dialogo con la psicologa, mostrando la volontà di dimostrare il suo cambiamento».
Il tribunale di sorveglianza ha dato sempre parere negativo alla sua scarcerazione:
La difesa di Brusca ribatte che l’ex boss mafioso ha più volte chiesto pubblicamente perdono alle vittime, e di poter effettuare attività di volontariato durante i permessi in segno di concreto ravvedimento, ma «non gli è stato concesso per motivi di sicurezza». Di qui il ricorso in Cassazione, contestando la pretesa di «un ravvedimento ad personam modellato sulla figura del Brusca». Che in ogni caso, a 62 anni di età , è ormai arrivato in vista del traguardo del fine pena: calcolando i tre mesi sottratti per ogni anno di detenzione scontato, la scadenza dei trent’anni dovrebbe arrivare a novembre 2021.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2019 Riccardo Fucile
A BORDO CI SAREBBERO STATI CIRCA 50 MIGRANTI. MOLTI ANCORA I DISPERSI… L’IMBARCAZIONE SI SAREBBE ROVESCIATA DURANTE I SOCCORSI DELLA NOSTRA GUARDIA COSTIERA… OPEN ARMS TRAE IN SALVO ALTRI 40 NAUFRAGHI
Ci sarebbero otto bambini tra le vittime del naufragio di questa notte a Lampedusa dove un
barchino con una cinquantina di migranti si è ribaltato per il mare mosso mentre era in corso l’intervento di soccorso da parte delle motovedette della Guardia costiera e della Finanza
Finora le vittime i cui corpi sono stati recuperati sono solo due, due donne, altri due sono stati avvistati ma gli inquirenti confermano che i dispersi sarebbero almeno una ventina
A seguire le ricerche e a coordinare le indagini i magistrati della Procura di Agrigento. “Non si puo’ continuare a morire così a poche miglia dall’isola. E’ necessario un dispositivo di soccorso”, dice il sindaco di Lampedusa Totò Martello che, avvertito dell’accaduto questa notte alle 3, ha seguito tutte le fasi del soccorso sul molo Facaloro dove sono stati portati i 22 superstiti e i corpi delle due donne
I migranti sono quasi tutti tunisini ma ci sono anche alcuni subsahariani a conferma di quello che sta avvenendo da alcune settimane con l’intensificarsi degli sbarchi autonomi provenienti dalla Tunisia, dalle spiagge al confine con la Libia dove i trafficanti stanno spostando via terra i migranti di origine subsahariana da far partire su quella che è diventata la rotta più battuta del Mediterraneo, la più corta dalla Tunisia a Lampedusa.
Le condizioni meteo sono proibitive. Forte vento di maestrale, mare mosso e pioggia e le previsioni sono in ulteriore peggioramento.
Nonostante questo le partenze non si fermano e questa notte anche la Open Arms ha soccorso 40 persone, tra cui un neonato, su una barca la cui presenza era già stata segnalata ieri sera.
Il barchino rovesciatosi davanti Lampedusa era partito ieri mattina dalla Tunisia. A chiamare i soccorsi gli stessi migranti che intorno a mezzanotte, dicendo di essere una cinquantina, hanno contattato il centro di ricerca della Guardia costier di Palermo che ha subito avvertito Lampedusa.
L’incidente intorno alle 3 del mattino quando, con i mare molto mosso, alla vista delle due motovedette i migranti si sono spostati tutti da una parte dell’imbarcazione facendola ribaltare.
Dice il ministro delle Infrastrutture De Micheli :” Il tempestivo intervento e l’abnegazione della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza non hanno potuto impedire il naufragio di un barchino questa notte al largo di Lampedusa con circa 50 persone a bordo. Le ricerche dei dispersi, che hanno portato al salvataggio di 22 persone, sono ancora in corso e lasciano purtroppo presagire che il bilancio dei morti sia destinato a salire. La perdita di vite umane in mare e’ una tragedia immane e una realta’ inaccettabile che non possiamo sopportare. Siamo al fianco degli uomini dello Stato che in queste ore sono impegnati senza risparmio nelle difficili operazioni di ricerca e di salvataggio”.
(da agenzie)
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