Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
ACCUSATI DI DISASTRO PLURIMO COLPOSO E LESIONI PERSONALI COLPOSE
Il gup del Tribunale di Rieti, Giovanni Porro, ha rinviato a giudizio sei persone per il crollo, avvenuto in seguito al sisma del 24 agosto 2016, causando la morte di 7 inquilini, di una palazzina ex Ina Casa in piazza Augusto Sagnotti ad Amatrice.
Il processo, al via dal 6 febbraio 2020, vedrà tra gli imputati, con l’accusa di disastro colposo plurimo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose, anche l’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, oggi consigliere regionale di Fd
Rinviati inoltre a giudizio il progettista e direttore dei lavori, Ivo Carloni, tre tecnici del Genio civile, Valerio Lucarelli, Giovanni Conti e Maurizio Scacchi, e il comandante dei Vigili urbani di Amatrice, Gianfranco Salvatore.
Secondo le conclusioni dell’inchiesta, condotta dai pm Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti, la palazzina, in seguito al sisma dell’Aquila del 2009, fu ristruttura ma senza rispettare le norme antisismiche, non fu collaudata e quindi, con la successiva scossa dell’agosto 2016, crollò senza lasciare scampo agli inquilini.
Una ulteriore indagata, Virna Chiaretti, responsabile tecnico del Comune di Amatrice, è stata prosciolta, mentre un quarto dirigente del Genio Civile, Maurizio Peron, aveva già scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.
“Siamo soddisfatti – ha commentato l’avvocato dei familiari delle vittime, Wania Della Vigna – perchè avremo la possibilità nella fase dibattimentale di vedere riconosciute le responsabilità umane che la Procura e le perizie hanno evidenziato”.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
NEANCHE IN QUESTO CASO UN RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO HA MOSSO IL CULO… I POLITICI NON SI VERGOGNANO DI ANDARE AI FUNERALI DEI MAFIOSI, MA HANNO PAURA DI ONORARE TREDICI DONNE CHE AVEVANO IL TORTO DI ESSERE POVERE
Sono arrivate a Porto Empedocle (Ag), trasferite da Lampedusa (Ag) con il traghetto Pietro Novelli, le 13
salme delle vittime del naufragio avvenuto, nella notte fra domenica e lunedì scorsi, a circa 6 miglia da Lampedusa.
Le bare sono state sistemate tutte sul molo.
Ad accoglierle un picchetto di guardia costiera, carabinieri e finanzieri, oltre alle autorità locali.
Alcune donne, in quella che è stata una toccante cerimonia, hanno deposto dei fiori su ogni bara.
L’arrivo dei 13 feretri è stato salutato dal suono delle sirene della stessa nave, la “Pietro Novelli”, che li ha sbarcati a Porto Empedocle (Ag).
Le donne morte nel naufragio verranno seppellite nel cimiteri della provincia di Agrigento: due saranno tumulate nel cimitero di Favara, altrettante nei cimiteri di Cianciana, Grotte, Alessandria della Rocca e Camastra. Una salma ciascuna invece sarà accolta nei cimiteri di Joppolo Giancaxio, Campobello di Licata e Naro.
Presto queste donne, di cui la più piccola di appena 12 anni, verranno dimenticate.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
CRESCONO SOLO IL PARTITO DI RENZI E FRATELLI D’ITALIA
I primi tre partiti italiani continuano la loro discesa nei sondaggi.
Stando infatti ai dati raccolti da YouTrend, il progressivo calo delle percentuali di Lega, M5s e Partito Democratico, sommate tra loro, riportano il dato più basso dalle Politiche del 2018.
Singolarmente, la Lega è al 31,4%, registrando così un calo dello 0,7% nelle ultime due settimane.
Il gradimento per il partito di Salvini non scendeva così dal 27 dicembre 2018.
In calo anche Pd e M5s che mantengono entrambi una percentuale sotto il 20%.
Cresce invece la nuova creatura politica di Matteo Renzi, Italia Viva, che arriva a registrare il 4,5%. Progressiva crescita anche per Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, che raggiunge un nuovo massimo storico con il 7,9%.
Forza Italia conquista il 6,6%, con un incremento dello 0,2%, mentre +Europa è in ribasso e si attesta sotto la soglia del 2%.
In lieve calo anche La Sinistra (2%, -0,2%) e i Verdi (1,8%).
La nuova alleanza politica, composta da Pd, M5s, LeU e IV, rimane stabile al 45,8% rispetto ai dati raccolti dopo il giuramento di settembre.
L’opposizione, invece, cui fanno capo Lega, FdI e FI, è al 45,9% (in calo rispetto a un paio di settimane fa quando i tre partiti raggiungevano complessivamente il 47,2%.)
(da Open)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
DUE COLPI ESPLOSI A POCA DISTANZA DAL RADUNO DELLA STAMPA INTERNAZIONALE: ERDOGAN E’ LA VERGOGNA DEL MONDO
Lorenzo Cremonesi è l’inviato del Corriere della Sera a Ras al-Ain, la cittadina della Siria al confine con la
Turchia.
Si tratta di una cittadina assediata dall’esercito di Recep Tayyp Erdogan e che era stata data per caduta. Invece, in città , i curdi continuano a resistere, nonostante i 30 morti che sono stati contati da un fotografo che è riuscito a entrare nelle mura della città sotto assedio. Ma la notizia più clamorosa è quella che i turchi sparano ai giornalisti.
Poco dopo aver registrato un intervento per il Corriere della Sera, infatti, Lorenzo Cremonesi ha dato conto di due esplosioni arrivate a 50 metri dal luogo in cui si trovavano i giornalisti della stampa internazionale.
«Sono caduti davvero a pochissima distanza da noi — ha spiegato l’inviato di guerra -, non si è trattato di un errore, ma di un vero e proprio gesto intimidatorio per impedire alla stampa di raccontare quanto sta accadendo in città ».
Se quanto raccontato da Lorenzo Cremonesi dovesse essere confermato, ci troveremmo in presenza di un gesto molto grave, sebbene inserito in un contesto ancora più grave come l’aggressione di Istanbul in Siria del Nord.
La Turchia, infatti, non soltanto sta assediando un territorio lasciato solo dopo la ritirata degli americani, non soltanto si sta scagliando contro il popolo curdo, ma cerca di impedire anche che quanto sta accadendo venga raccontato nelle altre parti del mondo.
In base al racconto dell’inviato del Corriere e stando a quanto raccontato dalle fonti locali, la Turchia sta compiendo raid aerei, mentre sul terreno sono i miliziani di una formazione anti-Assad che è passata in mano turca e che starebbe preparando il terreno all’invasione dell’esercito di Erdogan.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO CHE I GIUDICI HANNO SANCITO CHE NON ESISTE UN SISTEMA BIBBIANO, ALLA LEGHISTA VIENE MENO L’UNICO ARGOMENTO DELLA SUIA CAMPAGNA ELETTORALE E NON SA DARSI PACE
Un paio di giorni fa è uscita la notizia sull’esito del riesame delle richieste di affido fatte dai servizi sociali del comune di Bibbiano compiuta dal Tribunale dei minori di Bologna.
Commentando la notizia ci eravamo sorpresi che molti di quelli che da mesi chiedono di parlare di Bibbiano non ne avessero parlato.
Tra questi la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, che in Senato durante la fiducia al governo Conte 2 aveva esibito una graziosa maglietta con scritto parliamo di Bibbiano e che inizialmente non aveva detto nulla.
La sera del 9 ottobre la senatrice della Lega ha condiviso un pensiero della deputata Alessandra Locatelli che pur ribadendo «il massimo rispetto per il lavoro dei giudici» faceva presente che «tutti noi abbiamo visto i VIDEO, ascoltato le INTERCETTAZIONI e parlato con le VITTIME di quel sistema che di sano non ha proprio nulla!».
Insomma massimo rispetto per la magistratura ma sembra quasi di capire che il lavoro della magistratura è inutile perchè noi, la gente, sappiamo che il sistema non è sano. «Una vergogna!» conclude il post.
E non si capisce se la vergogna è il risultato dell’esame del sistema degli affidi compiuto dal Tribunale competente o il fatto che i giudici non accettino il verdetto della giuria del popolo in un processo che deve ancora iniziare.
Ieri Lucia Borgonzoni è tornata sull’argomento per spiegare che «il Sistema Bibbiano non erano i magistrati ma i servizi sociali» e che «il Sistema Bibbiano esiste, quello denunciato da molti, che ha portato ad arresti ed altre misure cautelari, non era contro i magistrati del Tribunale per i Minori, dei quali oggi si dichiara l’estraneità ai fatti, ma di dirigenti dei servizi sociali territoriali della Val D’Enza, tutt’ora sottoposti a misura».
Ora in linea di principio vale la pena di ricordare che un sistema “esiste” se ne viene provata l’esistenza nelle aule di tribunale. Visto che non solo non è stata emessa alcuna sentenza definitiva ma nemmeno è iniziato il dibattimento dire che “il sistema esiste” solo perchè è stata avviata un’indagine è un’affermazione quantomeno azzardata.
Ma la Borgonzoni continua e spiega che il suo partito «non ha infatti attaccato il Tribunale per i Minori ma i servizi sociali, come dimostra quest’ultima verifica, il Sistema Bibbiano era formato da “mele marce” a livello di servizi sociali che hanno di fatto raggirato la magistratura che ne era ignara».
Il problema che questa versione dei fatti non corrisponde esattamente alla verità . Perchè la Lega ha puntato il dito anche contro il Tribunale dei Minori di Bologna.
Ad esempio il 19 settembre l’onorevole Alessandro Morelli (già direttore di Radio Padania) spiegava il sistema di Bibbiano affidandosi alle rivelazioni dell’ex giudice del Tribunale dei Minori di Bologna Francesco Morcavallo: «il tribunale dei minori può rischiare di essere una macchina giudiziaria infernale secondo Morcavallo. Perchè vede le toghe troppo vicine agli assistenti sociali, è il giudice infatti che dispone gli allontanamenti».
Il che è ben diverso da sostenere che la magistratura “era ignara” come dice oggi la Borgonzoni. Tanto più che Morelli nel suo video pubblicato anche sulla pagina Facebook della Lega parlava anche del fatto che «non si verifica se le notizie sono vere» (intendendo i fascicoli dei Servizi Sociali) e elencava i tre elementi del “sistema”: «cooperativa, magistratura dei minori e politica».
Ora che la Borgonzoni fosse a conoscenza delle teorie di Morcavallo è fuori di dubbio, visto che ha partecipato ad un convegno proprio assieme all’ex giudice di Bologna che nei giorni caldi dell’inchiesta su Bibbiano raccontava delle «anomalie enormi» delle mancanze di verifiche da parte dei giudici sulle relazioni dei Servizi Sociali che si traducevano di fatto nel lasciare mano libera agli assistenti sociali per poter poter portare via i bambini.
Anche se la narrazione contro i Tribunali dei Minori non è stata il filone principale è indubbio che la Lega abbia parlato dello strapotere dei Servizi Sociali della Val D’Enza (e in generale in tutta Italia) che riescono in qualche modo a condizionare l’operato dei giudici e ad ottenere quello che vogliono.
E se vogliamo credere all’esistenza del “Sistema Bibbiano” non potrebbe essere altrimenti visto che stiamo parlando di affidi giudiziali, ovvero casi in cui l’affidamento dei minori viene stabilito da un giudice.
Si è parlato di centinaia di casi quando i numeri reali sono questi. E si è parlato di centinaia di casi ben sapendo che l’inchiesta “Angeli e Demoni” ne riguarda una decina.
Per di più la senatrice Borgonzoni finge di non aver letto che l’indagine interna del Tribunale dei Minori di Bologna ha dimostrato che su cento richieste di affidamento giudiziale presentate dai servizi sociali della Val d’Enza ne erano state accolte solo quindici.
Per gli altri 85 non era stato deciso l’allontanamento dalla famiglia e quindi è davvero difficile parlare di “bambini rubati” come ha fatto ad esempio Matteo Salvini parlando della vicenda.
Già questo dovrebbe bastare per capire che il presupposto “sistema” non solo non esiste ma nemmeno ha tutto questo potere di condizionare la magistratura “ignara”. Ma ci sono anche altri numeri.
Il mensile Vita ha pubblicato un articolo dove spiega che per quanto riguarda i casi dei minori oggetto dell’indagine della Procura di Reggio Emilia su 9 bambini che erano stati dati in affido 7 erano già tornati nelle proprie famiglie d’origine prima dello scoppio del caso.
Parlare di Bibbiano per quattro mesi non è quindi servito a nulla. I bambini erano già tornati a casa, l’intreccio demoniaco servizi sociali-magistratura-cooperative non esercita alla prova dei fatti quel potere enorme al fine di strappare i bambini dalle famiglie di cui parlavano certi politici e se ci sono delle “mele marce” o persone che hanno abusato della loro posizione lo si vedrà al processo.
Nel frattempo alla Borgonzoni s’è sgonfiato Bibbiano.
(da “NextQuotidiano“)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
E CHI CURA LA PAGINA SOCIAL DELLA MELONI USA GLI STESSI METODI SESSISTI, MA LA MELONI FA FINTA DI NULLA
Che Internet sia anche un luogo dove alla ricerca della battuta “brillante” o “ad effetto” spesso capiti di
trascendere i limiti della decenza è cosa nota. Di esempi ne abbiamo anche troppi, c’è quello che fa la battuta sui morti e la chiama black humour e quello che fa la battuta sessista e quando viene beccato dice che la sua era solo una considerazione su un vestito.
Questo fenomeno, che se volete potete chiamare pure stupidità o cattiveria gratuita, è trasversale. Nel senso che tutti, a destra e a sinistra prima o poi ci cascano.
E sbagliano, ovviamente. Così come certi giornali sbagliavano a fare i titoli sessisti su Virginia Raggi o Maria Elena Boschi. Così come sbagliava Beppe Grillo a chiedere ai suoi cosa avrebbero fatto se si fossero trovati in macchina con Laura Boldrini o retwittava cose come «#Boschidovesei in tangenziale con la Pina».
E sbaglia chi il 3 ottobre ha pubblicato nel gruppo “Honest People” un sondaggio su quattro donne del centrodestra: Giorgia Meloni, Daniela Santanchè, Anna Maria Bernini e Lucia Borgonzoni. Un sondaggio non sulle posizioni politiche o per esprimere una critica (legittima) su quell’argomento ma semplicemente per chiedere “con quale andreste a letto pur di farle smettere di fare politica”.
Una battuta? Certo. Una battuta sessista però, ed è questo il punto.
E bene fa Giorgia Meloni ad indignarsi per i commenti sessisti, per il bodyshaming e per gli insulti. Sbaglia però su una cosa: a definire il gruppo “Honest People” (che un tempo si chiamava Giente Honesta) un gruppo di sinistra.
Perchè il gruppo che ora ha provvisoriamente cambiato il nome in Barzellette e colmi — Gruppo fans (l’ultima volta che dal gruppo era uscito qualcosa di poco consono era stato ribattezzato “Falegnameria che passione”) non è certo un covo di comunisti.
Per la prima cosa è un gruppo di troll “legato” al Partito Anarco-Capitalista italiano, che non è un vero partito ma non è certo ideologicamente “di sinistra”.
Il gruppo è famoso per aver dato vita alla pagina “Generatore di immagini gentiste di bassa qualità ”. Ed inizialmente faceva proprio questo: creare finte notizie gentiste. Una su tutte? La fake news di Matteo Renzi in giro in Lamborghini ad Ibiza. Alcuni utenti del gruppo hanno invece creato la famigerata bufala della sorella di Laura Boldrini titolare di 340 cooperative.
Il fondatore del gruppo è un troll che si diverte a creare notizie inesistenti. Ad esempio la confessione dell’impiegato della Commissione Europea Davide Guetti che nell’ottobre dello scorso anno rivelava il complotto della UE contro l’Italia. Nello stesso periodo i politici, quelli veri, quelli che stavano al governo parlavano proprio di complotti, manovre e manine contro il nostro Paese. Cosa è peggio?
Da tre anni nel gruppo c’è anche il famoso blogger sovranista tutto fatti e logica Luca Donadel, che da qualche tempo è stato promosso moderatore del gruppo (vale a dire che come gli altri moderatori ha il potere di cancellare i post degli utenti).
Dopo il post di Giorgia Meloni ieri Donadel ha pubblicato un post dove si legge: «in caso di indagini da parte di entità federali o simili non ho alcun coinvolgimento con questo gruppo o con le persone in esso, non so come sono qui, probabilmente aggiunto da una terza parte, non sostengo alcuna azione da parte di i membri di questo gruppo».
Il fondatore del gruppo ieri ha commentato il post su Instagram di Giorgia Meloni per ribadire che la squadra dei moderatori (tra cui anche Donadel) «ogni giorno lavora per cancellare questi post orrendi e bloccare la gente che li pubblica». Ma sta trollando, perchè il post incriminato è ancora visibile e commentabile (non sono stati bloccati i commenti) e l’utente è ancora all’interno del gruppo.
Tutto questo per dire cosa? Che il post va bene perchè sarebbe una “trollata”? No, assolutamente. Ma Giorgia Meloni non aveva alcun bisogno di aggiungere che è un gruppo “di sinistra” per denunciare il post sessista di cui è vittima.
Avrebbe potuto semplicemente fare un post contro gli odiatori e i troll che seminano odio nei suoi confronti. O andare all’attacco di chi fa battute sessiste sulle donne che fanno politica insultandole per il loro aspetto fisico.
Ma a quel punto c’è un problema. Perchè quello che da qualche tempo cura le pagine social della Meloni fa esattamente la stessa cosa. C’è un post di Tommaso Longobardi con “l’ex Ministro Fedeli”. Per Longobardi a quanto pare la maschera di IT 2 assomiglia all’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Che è lo stesso genere di battute di chi scrive che la Meloni assomiglia a Gollum o la Santanchè alla bambola assasina.
E sono tutte e tre battute pessime, nel caso non fosse chiaro. Un po’ come quando la Meloni postò una foto di Macron assieme a due ragazzi di colore che scatenò una ridda di battutine omofobe che i solerti admin della pagina della leader di Fratelli d’Italia non hanno mica rimosso.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
L’IMPRENDITORE NON SAREBBE INTERESSATO A “RILEVARE” FORZA ITALIA MA A CREARE QUALCOSA DI NUOVO AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO POLITICO
Marco Palombi sul Fatto Quotidiano racconta oggi di un incontro tra Urbano Cairo e Silvio Berlusconi prima del vertice di centrodestra con Salvini e Meloni che si è svolto nel pomeriggio di domenica ad Arcore.
Il quotidiano ipotizza che l’incontro sia servito a preparare la presuntissima discesa in politica di Cairo, editore di La7 e del Corriere della Sera, che potrebbe fare l’ennesimo partito dei moderati per contendersi il centro con Calenda, Renzi e +Europa:
Ovviamente i tacchini di Forza Italia, già pronti alla strage di Natale via taglio dei parlamentari e crollo elettorale, non vedono di buon occhio le mosse di Cairo: loro preferirebbero gestire il declino, magari trovando un modo gentile per farsi salviniani. Eppure il suo nome è considerato quello giusto per prendere in mano l’eredità di Forza Italia dentro pezzi rilevanti dell’inner circle berlusconiano: ad esempio i lettiani (nel senso dello zio Gianni e non di #enricostaisereno), ma anche Marina Berlusconi gradirebbe la “discesa in campo” (citazione) di un imprenditore così simile al padre.
Ma, spiega l’articolo, Cairo non vorrebbe “ereditare” FI da Silvio per il semplice fatto che l’ideona è un po’ stagnante mentre secondo lui ci vorrebbe un “prodotto” nuovo per attirare l’elettore:
Il buon Urbano intanto, che praticamente tutti i giorni finisce in pagina sui suoi giornali, costruisce con cura la sua figura pubblica, si guarda intorno curioso, fa quattro chiacchiere con l’uomo che dal nulla s’inventò un partito di governo giusto 25 anni fa e gioca coi media sulla leggenda del suo impegno politico. L’annuncio, se mai ci sarà , arriverà solo a cose fatte: d’altronde ha progettato la scalata a Rcs per dieci anni senza dirlo a nessuno. E poi pure Berlusconi fece più o meno così…
L’articolo, che si innesta in un filone pubblicistico che dà ogni giorno Cairo pronto al grande salto, somiglia a quello di Montezemolo, che veniva ogni giorno annunciato dai media qualche anno fa. Com’è finita ce lo ricordiamo tutti.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
“CON IL PD FACCIAMO MENO VERTICI, MENO FOTO E CONCLUDIAMO DI PIU'”
“Con il Pd ci sono meno vertici, meno photo opportunity, ma concludiamo molto di più. Prima il taglio,
ora il decreto clima”. Luigi Di Maio ha cambiato partner di governo ed è felice di questo. In un’intervista alla Repubblica, il ministro degli Esteri dice chiaramente che non rimpiange il cambio di maggioranza.
“Non ho mai rimpianto Salvini, ho fatto un’operazione verità . Il 2019 è stato l’anno più pazzo del mondo: due governi di diversa natura, una crisi in pieno agosto. Ci sono due persone a sapere come sono andate le cose e una sono io. Non c’è stato nessun complotto, il governo se lo sono buttati giù da soli”.
Il rischio di parlare troppo viene però sottolineato nuovamente da Di Maio. “Parlare meno e fare di più” è la frase con cui glissa su Matteo Renzi.
Poi aggiunge: “Lunedì in Cdm avvieremo la legge di bilancio. Una tentazione potrebbe essere quella di rincorrersi a lanciare cose sui giornali, ma è un metodo che non porta bene”.
Questione migranti. Di Maio ci tiene a differenziarsi da Salvini
“Salvini faceva gli show in tv, io mi sto impegnando silenziosamente a fare le cose. E come vede non mi ha sentito dire durante la presentazione del piano rimpatri sicuri che ho risolto il problema. Ci saranno diversi step. Lavoro in sinergia con altri ministeri per trovare una soluzione a più livelli”
Difesa a oltranza sul caso di Giuseppe Conte e il Russiagate. “Conte spiegherà . È sempre stata una persona trasparente e lo sarà anche in questo caso” afferma il leader M5S, che respinge come “illazioni che rasentano la fantasia” le teorie secondo cui il sostegno di Trump a “Giuseppi” sia legato proprio all’aiuto italiano alle indagini per smontare l’inchiesta contro il presidente Usa.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
A CASTELVETRANO ALTRO CASO INQUIETANTE SULLA PREPARAZIONE DEGLI AGENTI
Un video testimonia un episodio accaduto ieri a Castelvetrano, dove un giovane ha seminato il terrore nel parcheggio del supermercato Lidl, rubando la pistola dalla fondina di un’agente della polizia municipale.
Il giovane si chiama I.O, ha 20 anni, è senza fissa dimora
E’ stato arrestato dai Carabinieri. In pratica ha tentato una rapina ad una macchina posteggiata davanti il supermercato, il proprietario ha reagito, sono intervenute altre persone, che hanno chiamato i vigili urbani.
E il rapinatore, nella confusione, è riuscito a prendere la pistola ad una delle due vigilesse intervenute. Per fortuna è stato subito disarmato, grazie anche all’intervento di un giovane tunisino, e sono stati chiamati rinforzi.
Poi, l’arresto. Le due vigilesse sono state portate al pronto soccorso in stato di shock.
(da agenzie)
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