Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
L’OK AD ALLEANZE PASSA CON IL 60% DEI VOTI, LA DEROGA AL DOPPIO MANDATO CON L’80%
Alle ore 12 di venerdì 14 agosto 2020, si è conclusa la consultazione su Rousseau attraverso la quale
gli iscritti certificati e abilitati al voto hanno potuto esprimersi su due quesiti proposti dal Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Vito Crimi: un primo relativo alla modifica del mandato zero per i consiglieri comunali e un secondo relativo alle alleanze delle liste del MoVimento 5 Stelle a livello comunale con i partiti tradizionali.
Hanno partecipato alle due votazioni un totale di 48 975 aventi diritto che hanno espresso complessivamente 97 685 preferenze.
Di seguito pubblichiamo l’esito della votazione certificata dal Notaio che ne ha garantito la regolarità (i risultati saranno depositati presso due notai):
QUESITO 1
Sei d’accordo a impegnare il Capo Politico ed il Comitato di Garanzia a modificare il cosiddetto mandato zero, escludendo dal conteggio del limite dei 2 mandati elettivi, un mandato da consigliere comunale, municipale e/o Presidente di Municipio?
SàŒ — 39 235 voti (80,1 %)
NO — 9 740 voti (19,9 %
QUESITO 2
Sei d’accordo con la proposta del Capo Politico di valutare, sentito il Comitato di Garanzia, la possibilità di alleanze per le elezioni amministrative, oltre che con liste civiche, anche con i partiti tradizionali?
SàŒ — 29 196 voti (59,9 %)
NO — 19 514 voti (40,1 %)
“Un grande in bocca al lupo a Virginia Raggi per la sua ricandidatura e buona fortuna a tutti i candidati sindaco che saranno a capo di coalizioni politiche nei Comuni dove correremo per le elezioni del 20 settembre. Da oggi inizia una nuova era per il MoVimento 5 Stelle nella partecipazione alle elezioni amministrative. Includere e aggregare saranno le vie da percorrere, rispettando e difendendo sempre i nostri valori. Oggi abbiamo scelto di incidere. Oggi abbiamo scelto di provarci. Si riparte ascoltando i territori. Viva il Movimento 5 Stelle”.
Così su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commenta il voto sulla piattaforma Rousseau che ha aperto all’alleanza col Pd e al terzo mandato.
“È una bella notizia!” esclama Nicola Zingaretti quando gli mettono sotto gli occhi uno smartphone con la notizia del Sì della base M5S alle alleanze. Applausi dei pochi militanti presenti nella piazza Eroi dei due mondi ad Orbetello, dove il leader è venuto a lanciare la candidatura di Eugenio Giani a candidato della Toscana.
“È un passo avanti verso la costruzione di un’alleanza. Ringrazio l’M5s per questa scelta. L’Italia ha bisogno di un punto di riferimento stabile. Ho sempre trovato stravagante che fossimo alleati al governo e divisi nei territori, pur rispettando l’autonomia delle singole realtà locali”.
Ora si possono ridisegnare gli scenari per le Regionali. Zingaretti fa notare che la destra è divisa su tutto, Europa, Mes, nazionalismi, ma poi esprime candidati unitari. “È un fatto positivo se c’è un’evoluzione nel nostro campo. È un bene per l’Italia”.
Sul punto, dice il segretario, ho apprezzato Renzi, che ha detto parole schiette”. Al governo Zingaretti chiede di lavorare su tre priorità : scuola, lavoro, sanità . “Non possiamo perdere un solo giorno di scuola. Neanche un’ora di lezione. Il referendum non blocchi la didattica”
Nessun ripensamento su Virginia Raggi. “Non la sosterremo mai”, ha assicurato con nettezza. “Sono stati 5 anni drammatici. Occorre indicare una speranza nuova, all’Italia serve una Capitale forte”. E lei, Zingaretti, è in campo, per Roma, come si dice da più parti? “No, nuovi leader si misurino con la città “.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
LO STORICO PRIMO DEPUTATO DELLA LEGA LEGA NORD GIUSEPPE LEONE ALL’ATTACCO: “SALVINI, GIORGETTI E CALDEROLI SONO DEI TRADITORI, HANNO SVENDUTO L’AUTONOMIA DEL NORD. A VARESE META’ DEI TESSERATI NON HANNO RINNOVATO”
Giuseppe Leoni, storico primo deputato della Lega Nord, in un’intervista oggi rilasciata a Repubblica va all’attacco di Matteo Salvini dopo la storia del bonus 600 euro partite IVA:
«A me interessano relativamente i 600 euro incassati da quattro furbetti. Mi interessano di più i 49 milioni di euro. Dove sono finiti? Salvini sa dirmelo? No perchè, a volerla dire tutta, in quel gruzzolo ci sarebbero anche i miei, di soldi, quelli di un architetto che ha pagato le tasse per tutta la vita».
Nessuno scandalo per i leghisti che hanno ricevuto il bonun Iva e che sono stati sospesi?
«Sa cosa? In Lega molti hanno la partita Iva e una leggerezza, purtroppo, ci può stare. Soprattutto se hanno sbagliato a fare la legge, senza escludere i politici: uno scandalo. Il fatto è che la società è malata di soldi. E quando selezioni i politici dalla società malata, allora il virus te lo porti dentro. Da consigliere comunale di Varese non ho mai percepito un gettone di presenza. Quando sono diventato presidente di Aeroclub Italia, ho fatto modificare lo statuto per eliminare l’indennità del presidente da 150 mila euro l’anno. Ma non ho mai smesso di fare l’architetto, anche quando ero in Parlamento. Altra storia, insomma»
Che ne pensa della Lega a propulsione nazionale di Salvini?
«Penso che non c’entri nulla con la nostra tradizione. Hanno cambiato nome, hanno stravolto le cose. Qui a Varese, dove vivo, la tensione è molto alta. Più del 50 per cento dei tesserati ha rinunciato a rinnovare l’iscrizione al partito di Salvini. Non sono interessati a quella roba lì. E vogliono adesso tornare a fare politica sotto i vecchi simboli. Non coi traditori».
Traditori addirittura? E perchè?
«Perchè hanno soffocato lo spirito autonomista che soffiava dentro la Lega Nord. Noi avevamo un progetto federalista. Matteo Salvini ha scambiato il concetto di federalismo con quello di federale fascista. Penso che si accorgeranno presto dell’errore compiuto. Quel che mi spiace e mi stupisce è che non dicano nulla coloro che hanno portato avanti il progetto di Bossi e che ora sono vicini al leader, da Giorgetti a Calderoli».
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
ACCUSANO IL GOVERNO DI PANDEMIA COLPOSA? AVREBBERO DOVUTO ARRESTARE LORO, VOLEVANO RIAPRIRE TUTTO
La politica del ‘senno di poi’ dovrebbe vivere maggiormente nel ‘qui e ora’. Eppure Salvini e Meloni,
dopo la notizia dell’inchiesta aperta nei confronti di Giuseppe Conte e di sei ministri (Lamorgese, Speranza, Di Maio, Bonafede, Gualtieri e Guerini) con l’accusa di pandemia colposa — e altri reati connessi alla gestione dell’emergenza Covid -, hanno chiesto rispettivamente l’arresto e le dimissioni.
Ma i due protagonisti di questa sollevazione social-popolare, come avrebbero gestito l’emergenza? La risposta è in due video pubblicati sui social alla fine di febbraio.
Partiamo, seguendo il valore dei sondaggi, da quel video-cult di Matteo Salvini che — prima di una serie di capriole, tuffi carpiati e ritornati — chiedeva di riaprire tutto: discoteche, ristoranti, negozi e tutte le altre attività commerciali.
Il tutto nelle prime fasi dell’epidemia italiana, con i numeri che iniziavano inesorabilmente a crescere.
Tutte le attività , ma proprio tutte. Libera circolazione, libertà di lavoro e libertà anche di andare a correre. Era il 27 febbraio e Salvini attaccava il governo per aver deciso l’interruzione di molti aspetti della nostra quotidianità . Quel famoso ‘riaprire tutto’, arrivato a cinque giorni dalla richiesta di chiudere tutti i confini, rimarrà alla storia come uno degli aspetti più grotteschi di propaganda politica durante un’emergenza sanitaria.
Ma nel centrodestra c’è stato anche un altro personaggio che si è distinto per aver lanciato messaggi simili a quelli descritti dal leader della Lega il 27 febbraio.
Due giorni dopo quel famoso filmato di Salvini, infatti, Giorgia Meloni si presentò davanti alle telecamere e, con un inglese invidiabile, invitò i turisti di tutto il mondo a venire nel nostro Paese, mostrando immagini di un’emergenza sanitaria assente, baciata dalla luce del sole romano.
Un invito a non dar retta alle narrazioni esterne (e interne) su quanto stava accadendo in Italia dopo le notizie dei primi contagi (dal caso della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma) ai primi risultati dei tamponi (con moltissimi ricoveri in terapia intensiva) a Codogno e Vo’ Euganeo, sottolineando come le misure di isolamento prese dal nostro Paese — parla di ‘rigido protocollo’ lei stessa — garantiscano a tutti i turisti una permanenza in Italia al sicuro. Insomma, posizioni ben diverse dalla richieste di arresto e dimissioni dopo l’inchiesta per pandemia colposa.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
“NON SI PUO’ CHIUDERE I LOCALI SE UNA CRETINA SI FA IL TAMPONE LA MATTINA E LA SERA VA A BALLARE SENZA CONOSCERE L’ESITO”… MA NON DICE CHE QUELLA DISCOTECA ERA STATA MULTATA GIA’ DUE VOLTE PERCHE’ NON APPLICAVA LE MISURE ANTI-COVID
Repubblica Firenze oggi racconta cosa ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini a proposito della ragazza tornata da una vacanza all’estero e risultata contagiata dal Coronavirus:
«Non è possibile che il nemico sia il ragazzo che va in discoteca o in spiaggia o quello che prende l’aperitivo, il problema del virus in questo momento sono gli sbarchi».
Arriva in bicicletta e pantaloni corti Matteo Salvini all’Hotel Villa Grey di Forte dei Marmi, dove il leader della Lega è in vacanza e ha convocato una conferenza stampa. Ringrazia «i versiliani», albergatori, commercianti, imprenditori che «con coraggio stanno ripartendo» dice che non si può chiudere i locali se «una cretina si fa il tampone la mattina va in discoteca il sabato sera e risulta positiva il giorno dopo. Non è colpa di Viareggio nè di Forte dei Marmi nè del Seven Apples… È deficiente ‘sta ragazza e chiudere il locale mi sembra veramente irriguardoso rispetto alla gente che lavora anche perchè io vedo qua che la gente prende la febbre all’ingresso… e c’è molta prudenza in Versilia».
Poi si innervosisce quando una giornalista del Tirreno gli fa notare che il giorno prima era stato rimproverato da una oncologa che ha lavorato nei reparti Covid a Lucca perchè al mercato non portava la mascherina:
«Ragazzi facciamo domande serie? Con tutto il rispetto: all’aperto la mascherina è obbligatoria? No» e tira dritto. Il fatto è che al Forte c’è un’ordinanza che obbliga alla mascherina chi entra al mercato.
Poi riprende: «Bisogna mettere la mascherina in treno, al ristorante, al bar, alle giostrine di Tonfano l’ho messa, ma se mi dite che passeggiando per il Forte o andando in spiaggia a Viareggio si deve portarla… avete dei problemi».
Il Tirreno però racconta una storia diversa rispetto a quella di Salvini e dei gestori: ci sarebbe la mancata applicazione delle misure per il contenimento del virus tra le motivazioni della richiesta di chiusura.
La discoteca era stata già multata due volte dai carabinieri: a luglio e nei giorni scorsi.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
IL BUFALARO DEI “TAXI DEL MARE” ORA CERTIFICA LA NECESSITA’ DI ALLENAZE CON IL PD NEI TERRITORI: SENZA PUDORE
“Due sì perchè io mi fido dei territori”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio,
rendendo pubblico il suo orientamento per le votazioni in corso sulla piattaforma Rousseau.
I quesiti posti agli iscritti riguardano la modifica al ‘mandato zero’ e la possibilità di stringere alleanze sui territori alle elezioni amministrative. Quindi di fatto Di Maio certifica la necessità di alleanze col Pd e supporta il Raggi bis. Una mossa che nelle sue intenzioni dovrebbe farlo tornare centrale nel futuro del Movimento.
“Quasi cinque anni fa, quando Virginia Raggi è stata eletta, ero responsabile dei Comuni 5 Stelle. Ciò che è successo e abbiamo vissuto insieme nei primi mesi del suo mandato non ha precedenti storici. L’aggressione nei suoi confronti avrebbe schiacciato una mandria di bufali. In questi anni non sempre siamo stati d’accordo su tutto, ma è indiscutibile che su di lei si sia abbattuto un uragano e che solo insieme siamo stati più forti di tutto”, spiega l’ex capo politico.
“E tutti oggi le riconoscono la capacità di aver sostenuto una pressione senza precedenti. Questo è molto utile per un amministratore, perchè se sostieni una pressione del genere sostieni anche le pressioni dei malintenzionati che ronzano intorno alle casse della città . Oggi siamo chiamati a votare su Rousseau per sbloccare il terzo mandato a Virginia Raggi e a tutti gli altri nostri Sindaci che vogliono ricandidarsi per un altro mandato. Io voterò sì, credo che sia giusto. Perchè il MoVimento si evolve e mai come in questo momento sta prendendo coscienza del fatto che perdere persone che abbiano maturato una tale esperienza come Virginia sarebbe suicida. Meglio tardi che mai”, sottolinea.
E poi la spinta alle alleanze col Pd sui territori. Con il voto su Rousseau “siamo chiamati a sbloccare nelle elezioni comunali la possibilità di allearci con altre forze politiche. Io voterò SàŒ perchè innanzitutto ho fiducia nei nostri gruppi comunali” sulla possibilità di fare delle coalizioni a livello territoriale insieme ad altre liste, “niente di più e niente di meno di quello che abbiamo già fatto al Governo centrale”. “Sono pronto a testimoniare con i fatti che il MoVimento 5 Stelle senza molta ma molta elasticità e contro molta ma molta rigidità , non avrebbe mai portato Giuseppe Conte alla presidenza del Consiglio”.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
“COME SI FA A FAR VOTARE SU ROUSSEAU A FERRAGOSTO, VOGLIONO FORSE FAR VINCERE IL NO?”
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano oggi parla del voto su Rousseau che deve certificare il sì o il no alla deroga parziale al limite di due mandati (solo per chi ne ha svolto uno in un Comune) e all’abolizione del divieto (che non è un obbligo) di allearsi con partiti tradizionali. E va all’attacco di chi lo ha proclamato:
Due svolte molto attese e anche utili. Due segni di maturità e di crescita, oltrechè di realismo, da parte di quella che gli elettori due anni fa hanno eletto a prima forza politica del Paese, che ha espresso il presidente del Consiglio, dato vita a due governi e realizzato molti punti del suo programma. Purtroppo una scelta così importante avviene fra il lusco e il brusco, senza preparazione nè discussione, quando la gente pensa a tutt’altro: la vigilia di Ferragosto. C’è da restare basiti dinanzi all ‘improvvisazione e al dilettantismo di chi —Davide Casaleggio, con l’avallo dei tre garanti Crimi, Lombardi e Cancelleri — ha deciso i tempi e i modi. Al punto da far sospettare che chi un anno fa vantò il record mondiale di partecipazione (sul governo giallorosa si espressero 80mila iscritti) ora sia ben felice che votino in quattro gatti. Magari solo i trinariciuti contrari a deroghe e alleanze.
Una vittoria del No sui due fronti, o anche solo sul secondo, condannerebbe il M5S all’isolamento e all ‘irrilevanza, arretrando di tre anni le lancette della storia, danneggiando il governo e facendo un regalo insperato alla Casta, che non ha mai smesso di sognare il ritorno alle ammucchiate pre-2018 per tagliar fuori gli odiati grillini e rimettersi a tavola. Chi, fra i 5 Stelle, lo apprezza non deve dimenticare che il governo Conte è stato possibile perchè i voti su Rousseau autorizzarono il capo Di Maio ad allearsi con partiti: che senso ha ora vietarlo a priori nelle Regioni e nei Comuni? Sta poi ai vertici locali e nazionali valutare caso per caso opportunità e convenienza.
Secondo il direttore del Fatto oggi il M5S deve ottenere l’appoggio del centrosinistra con alleanze strategiche per battere la destra:
A Roma e Torino, le candidate in pole positionper battere la destra sono Raggi e Appendino; a Milano, Sala potrebbe passare la mano; a Bologna e Napoli, Merola e De Magistris devono lasciare a nomi nuovi tutti da inventare. Che ci sarebbe di male se il M5S ottenesse l’appoggio del centrosinistra dove può vincere e, dove può solo perdere, sostenesse candidati del Pd in cambio di una svolta radicale su ambiente e legalità ? Si spera che anche stavolta gli iscritti siano più maturi di chi dovrebbe esserlo più di loro.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
L’EPIDEMIOLOGO: “IL VIRUS NON HA PERSO CARICA VIRALE”
«Se lasciamo correre, rischiamo davvero una seconda ondata. Adesso il nostro obiettivo è bloccare i
focolai e rallentare la circolazione del Coronavirus». A parlare a Open è il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa a capo della task force pugliese per l’emergenza sanitaria. Oggi, in Italia, 6 morti e oltre 500 contagi.
«Siamo ancora in piena pandemia. Abbiamo meno casi gravi perchè l’età media dei contagiati si è abbassata, non perchè la carica virale è inferiore. E poi basta puntare il dito contro qualcuno, basta con questo atteggiamento da tifoseria, non serve dare la colpa ai giovani o ai migranti. Ognuno deve fare la propria parte e dobbiamo allearci contro il virus».
Il virus non è cambiato affatto e l’estate non ci ha aiutato. Ne è convinto Lopalco secondo cui il vero problema adesso sono soprattutto gli italiani che tornano dalle vacanze all’estero: «In Puglia (dove è scattato l’obbligo della mascherina all’aperto e in discoteca, ndr) nelle ultime due settimane il 47% dei contagiati rientra da Malta e Grecia».
Riflettori puntati anche sulle discoteche dove molti giovani «si ammassano» e non rispettano il distanziamento sociale. Proprio Open ha raccontato il caso dei nove ragazzi tornati positivi da Malta dopo il viaggio di maturità . I contagi sociali avvengono soprattutto tra «giovani coetanei» spiega l’epidemiologo.
L’augurio è che «non debba esserci un secondo lockdown» e il consiglio, quasi un appello, è quello di frequentarsi in piccoli gruppi, viaggiare il meno possibile, restare comunque in Italia ed evitare, ad esempio per il Ferragosto, di affollare le spiagge con tende e falò (già vietati da alcuni comuni). «Le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami» conclude.
(da Open)
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Agosto 14th, 2020 Riccardo Fucile
A QUESTO PUNTO NON SAREBBERO PIU’ NECESSARI I BANCHI SINGOLI E SI RIAPRIREBBERO LE SCUOLE SENZA PROBLEMI… MA NON POTEVANO DIRLO PRIMA?
Manca un mese esatto alla ripresa delle lezioni in aula, ma la questione del distanziamento a scuola sembra ancora essere lontana da una soluzione. Si parla di spazi, di banchi e di mascherina: tutte questioni ancora irrisolte, mentre l’estate scorre velocemente e ci porta a grandi passi alla ripresa dell’anno scolastico.
Tantissime le questioni ancora in ballo, ma in soccorso del Ministero della Pubblica Istruzione arriva l’ultima riunione del Comitato Tecnico-Scientifico che potrebbe consentire a Lucia Azzolina di divincolarsi in modo migliore dalle lancette che corrono inesorabilmente.
Nella riunione, la numero cento, del Cts effettuata lunedì scorso, infatti, è emersa un’indicazione che sembra essere un assist ideale per il governo e il Ministero: il distanziamento a scuola può essere derogato attraverso l’utilizzo della mascherina in classe.
«Al solo scopo di garantire l’avvio dell’anno scolastico — scrive La Repubblica riportando un estratto dell’ultimo verbale del Cts -, in eventuali situazioni in cui non sia possibile garantire nello svolgimento delle attività scolastiche il distanziamento fisico prescritto, sarà necessario assicurare la disponibilità e l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico».
In attesa dell’ufficializzazione, occorre ricordare come quella del Comitato tecnico-scientifico sia solamente un’indicazione. Ma si tratta di un dettaglio non di poco conto.
La questione degli spazi, delle aule e del distanziamento a scuola è quella più delicata in vista della ripresa delle lezioni (che ripartiranno ufficialmente il 14 settembre, ma già dal 1° settembre in aula torneranno gli studenti che dovranno recuperare alcune materie).
In ogni caso, nello stesso verbale del Cts si ricorda come questa sia una deroga temporanea.
Insomma, il Ministero deve trovare al più presto soluzioni per garantire la sicurezza degli studenti e degli alunni con il distanziamento a scuola: sia con l’arrivo dei nuovi banchi monoposto (quelli con le rotelle), sia con nuovi spazi per evitare le cosiddette ‘classi pollaio’. Si tratta, dunque, di una soluzione tampone affinchè l’anno scolastico inizi regolarmente.
“Tanto rumore per nulla”. La sintesi è di Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi (Anp). Una reazione a caldo, lo stato d’animo di chi si sente in corsa con l’acqua alla gola e con regole che cambiano continuamente.
La premessa è: “Ci atteniamo a quanto dicono le autorità sanitarie”. Ma l’indicazione del Comitato tecnico scientifico sul fatto che si può scendere anche sotto il metro di distanza, laddove non ci sarà la possibilità di rispettarlo, spiazza un po’ tutti.
“Sono un po’ stupito, non si capisce perchè questa prescrizione non sia arrivata prima. Quello che mi viene da dire è che siamo passati dalla tragedia alla commedia: tanto rumore per nulla di William Shakespeare! – osserva Giannelli – per cosa ci siamo arrabattati sino ad ora? Pare tutto inutile, un’attività febbrile fatta in questi mesi che ci si poteva risparmiare. A questo punto il ministero mandi il prima possibile l’organico aggiuntivo necessario per sdoppiare le classi e basta”.Il Cts, nelle sue indicazioni a verbale, poi trasmesse dal capo Dipartimento del ministero dell’Istruzione Max Bruschi a tutti i dirigenti scolastici e ai direttori degli Uffici regionali, aggiunge che l’uso della sola mascherina dovrebbe essere una misura temporanea, per dare tempo nel reperire gli spazi e ripristinare la distanza di un metro. La lettera di Bruschi, commenta il responsabile dell’Anp, “è apprezzabile nei toni, molto empatica, orientata a fare fronte comune per la scuola”.
Però, che fatica. Sino a ieri i presidi erano ancora lì a misurare le aule col metro.
La ministra ha ricordato quanto il Cts aveva già scritto il 7 luglio: “La mascherina è fondamentale laddove il distanziamento non c’è”. Per ribadire: “Ma noi stiamo lavorando al distanziamento e continueremo a farlo. Ci sono paesi europei che dicono: se non hai il distanziamento metti la mascherina e basta. Noi stiamo facendo di più: stiamo lavorando per garantire a tutti il distanziamento”.
Insiste Lucia Azzolina: “L’obiettivo non è solo riaprire le scuole, ma fare in modo che non richiudano. Tutti i pezzi stanno andando al loro posto. Le linee guida pronte da fine giugno, protocollo di sicurezza, forniture di gel, banchi, mascherine, 100 mila assunzioni a tempo indeterminato e almeno altre 50 mila a tempo determinato per l’emergenza. È un lavoro enorme, gigantesco. Sto facendo i salti mortali con tutto il governo e tutti quelli che stanno lavorando per la riapertura delle scuole. Vorrei tanto che lo stesso sforzo lo facessero tutti, mi aspetto di vedere responsabilità . Lo sforzo per il bene della scuola deve essere di tutti”.
(da agenzie)
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