Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
AL “BUFALINI” DI CESENA UN 50ENNE NEGAZIONISTA INVECE DI RINGRAZIARE CHI LO STA CURANDO LI INSULTA E LANCIA OGGETTI CONTRO DI LORO
Presso l’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena è ricoverato un 50enne con polmonite bilaterale per COVID. Ma l’uomo è anche un negazionista. E invece di apprezzare chi lo sta curando si ribella spiegando di essere sequestrato illegalmente e addirittura arrivando a dei gesti come il lancio di oggetti contro il personale sanitario.
La storia la racconta il Corriere di Romagna che spiega che il 50enne ripete ossessivamente che il Coronavirus “È tutta una invenzione, non mi potete tenere qui, sono sequestrato illegalmente”.
L’uomo ha iniziato a ribellarsi fin dal momento che il suo tampone è risultato positivo e ha capito che sarebbe stato ricoverato. Oltre alle lamentele però sarebbe passato anche all’azione. Ogni volta che il personale sanitario prova a entrare nella sua stanza tira degli oggetti. Il Nobel per la Pace a cui sono candidati medici e infermieri italiani non potrebbe andare a nessuno di più meritevole.
La vicenda ricorda quella che una dottoressa dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli aveva raccontato durante la trasmissione Oggi è un altro giorno qualche tempo fa.
I suoi colleghi, medici e infermieri sono stati insultati da un paziente negazionisti che stavano curando perchè non riusciva a respirare. Il malato di COVID-19 ha urlato che non aveva niente e ha chiamato assassini i medici strappandosi la maschera che lo faceva respirare: “Un signore sui 58 anni che era stato preso in grave insufficienza respiratoria, la situazione non andava bene per cui gli stavamo mettendo quella che noi chiamiamo la CPAP, la ventilazione non invasiva, e lui ha insultato il medico e l’infermiere dicendo «assassini, voi mi volete uccidere, io non ho il COVID, io sto benissimo e adesso me ne vado». Si è strappato la maschera dalla faccia e si è alzato. Ovviamente come si è alzato si è sentito male e abbiamo dovuto soccorrerlo nuovamente. Questa cosa è molto difficile da gestire perchè il personale del pronto soccorso ma in generale tutto il personale ospedaliero è sotto una pressione pazzesca. Stanno dando l’anima. Lavorano incessantemente e fanno dei turni lunghissimi. Metterci tutta l’anima e tutta la scienza e poi venire anche maltrattati è una cosa molto pesante”.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
LE COMPAGNIE AEREE DEL MONDO SCOMMETTONO SULLE VACCINAZIONI PER FAR RIPARTIRE I VIAGGI INTERNAZIONALI
Due delle più grandi compagnie aeree europee, British Airways e Ryanair, hanno iniziato a
permettere ai passeggeri di fornire i dettagli delle vaccinazioni e i risultati dei test Covid insieme ai dati personali, come il numero di passaporto e le informazioni sui visti, durante le prenotazioni.
Le compagnie aeree dicono che la mossa alla fine aiuterà i passeggeri a dimostrare quando atterrano che sono stati vaccinati — scrive il Wall Street Journal.
In tutti gli Stati Uniti, i viaggi interni stanno riprendendo, mentre sta avvenendo una stabilizzazione o addirittura un calo dei casi di Covid-19, grazie a un’azione di vaccinazione abbastanza rapida.
Quel rimbalzo non si sta ancora manifestando nei viaggi internazionali, dove un mosaico di divieti di viaggio, regole di quarantena e requisiti di test hanno ostacolato i voli transfrontalieri.
I vettori nazionali statunitensi hanno aumentato la capacità programmata di oltre il 50% tra settembre e marzo, secondo la società di analisi dell’aviazione Cirium. La capacità globale su tutte le rotte internazionali, nel frattempo, è aumentata di poco più del 7%.
British Airways, Ryanair e altre compagnie aeree dipendenti dai viaggi internazionali sperano di aumentare le vendite di biglietti capitalizzando il nascente ottimismo sulle vaccinazioni. La mossa non è proprio il tipo di passaporto di vaccinazione che alcuni governi e agenzie internazionali stanno pensando di creare per aiutare a sbloccare le economie colpite dalla pandemia. I paesi hanno esaminato documenti che permetterebbero ai residenti vaccinati di andare in bar e ristoranti, o andare in ufficio o a un evento sportivo.
Invece, si tratta di uno sforzo più modesto per rendere più facile l’archiviazione e l’esibizione dei documenti di vaccinazione e del test Covid-19 per i passeggeri che stanno pensando di approfittare del benvenuto anticipato di alcuni paesi ai viaggiatori vaccinati.
L’obiettivo è quello di rendere la transizione al volo post-pandemia il più facile possibile, riducendo al minimo le paure di essere rifiutato all’ingresso alla frontiera e limitando la quantità di tempo che un passeggero deve trascorrere al check-in in aeroporto.
British Airways si sta muovendo anche in un momento in cui il suo mercato interno, il Regno Unito, sta beneficiando di uno dei più veloci lanci di vaccini al mondo. TUI AG, il più grande tour operator in Europa, ha riportato un aumento del 500% settimana dopo settimana nelle prenotazioni per viaggi in Turchia, Grecia e Spagna.
Cipro e la Grecia, che hanno intermittentemente chiuso le loro frontiere alla maggior parte dei turisti, hanno detto che avrebbero iniziato ad accogliere i visitatori britannici senza restrizioni se possono mostrare la prova di aver ricevuto la loro vaccinazione a due dosi.
Entrambi stanno riaprendo ai visitatori britannici da inizio e metà maggio, rispettivamente. In Islanda, il governo sta permettendo a qualsiasi viaggiatore vaccinato in arrivo di bypassare i protocolli di screening sanitario Covid-19.
La Cina martedì ha detto che stava allentando le restrizioni di viaggio per gli stranieri vaccinati. Le ambasciate cinesi negli Stati Uniti, in Italia, in India, nelle Filippine e in altre località prevedono di offrire “facilitazioni per i visti” ai candidati stranieri che possono certificare di essere stati vaccinati.
I viaggiatori sono ancora soggetti a un test Covid-19 negativo e alla quarantena, e c’è un altro problema: l’unica vaccinazione qualificante è quella fatta dalla Cina.
“Ci stiamo preparando per il significativo ritorno ai viaggi internazionali nei prossimi mesi”, ha detto Sean Doyle, Chief Executive di British Airways. “Questo significa fare tutto il possibile per semplificare il viaggio per i nostri clienti”.
Ryanair, la più grande d’Europa per traffico, ha sviluppato un simile strumento di “portafoglio di viaggio” sul suo sito web e app mobile. Ha detto che si sta preparando per un’ondata di domanda repressa in maggio e giugno, una volta che le popolazioni a più alto rischio in Europa sono state vaccinate.
“Molti clienti Ryanair faranno la loro prima vacanza in più di un anno, aderendo alle nuove linee guida di viaggio”, ha detto Dara Brady, capo del marketing di Ryanair. Il portafoglio da viaggio permetterà ai passeggeri di conservare tutti i loro documenti Covid “in un’unica posizione senza problemi o scartoffie di cui preoccuparsi”.
Mentre i programmi di vaccinazione in tutto il mondo accelerano, le compagnie aeree stanno testando una serie di altri modi per rendere più facile per i passeggeri di navigare diversi regimi sanitari internazionali Covid-19.
Vettori tra cui Singapore Airlines Ltd., Emirates Airline e Qatar Airline. Emirates Airline e Qatar Airways hanno lavorato con l’International Air Transport Association, un organismo commerciale delle compagnie aeree, per testare un cosiddetto sistema Travel Pass.
Il sistema, che include un’applicazione mobile, mira a consentire ai passeggeri di dimostrare la vaccinazione Covid-19 e le registrazioni dei test, identificando anche i requisiti di test e vaccinazione per diverse località e centri di test locali accessibili durante il viaggio.
Anche i vettori statunitensi si sono rivolti a nuove app per aiutare i passeggeri a tenere traccia dei vari requisiti di viaggio e a caricare i risultati dei test, sistemi che potrebbero alla fine essere utilizzati per le registrazioni dei vaccini.
Israele, prima della maggior parte dei paesi nella sua campagna di vaccinazione, ha implementato un passaporto per i vaccini che permette ai cittadini di verificare le loro vaccinazioni per visitare hotel e palestre, una misura a cui sta pensando anche il governo britannico. Le frontiere di Israele sono ancora effettivamente chiuse ai visitatori stranieri.
L’Unione europea prevede di svelare più tardi mercoledì un “pass verde digitale” per i cittadini dell’UE che registra i risultati dei test Covid-19 e i vaccini per consentire viaggi intra-UE sia per lavoro che per turismo. I governi lungo il Mediterraneo stanno spingendo affinchè la misura entri in vigore in tempo per prevenire una seconda stagione estiva persa.
Il certificato proposto dall’Ue mira a smorzare le polemiche sui passaporti vaccinali, e a salvare una stagione estiva che rischia di essere troppo simile a quella dell’anno scorso
La proposta — che non contiene nè la parola “vaccino”, nè “passaporto” — è il tentativo della Commissione di smorzare le polemiche sul rischio che i passaporti vaccinali risultino discriminatori, e dare una riposta ai governi con le economie più dipendenti dal turismo dei mesi estivi. Secondo il piano, per avere il Cvd non sarà necessario essere vaccinati, si potrà avere anche con un tampone negativo o dopo essere guariti dal Covid-19.
In questo modo anche una persona che non può, o non vuole, vaccinarsi potrà avere il suo Cvd e andare in vacanza. Nessuno sarà discriminato, neanche i no-vax.
Questo vuol dire anche che i titolari del Cvd dovranno rispettare tutte le restrizioni vigenti come chiunque altro, a meno che un Paese non introduca un regolamento specifico, un’opzione che a questo punto potrebbe risultare rischiosa e controproducente.
Come funziona il Certificato Verde Digitale
Il certificato sarà disponibile gratuitamente, in versione elettronica o cartacea, con un QR code e firma digitale. Ogni organismo di rilascio (ospedali, centro di test o altre autorità sanitarie) disporrà della propria firma, conservata in una banca dati protetta in ciascun Paese. La Commissione creerà un gateway con cui verificare i dati in tutta l’Ue senza far circolare i dati personali del titolare (non necessari), proteggendone così la privacy.
Il titolare di un Cvd avrà gli stessi diritti dei cittadini dello Stato membro visitato che sono stati o vaccinati, o sottoposti a test, o guariti. Tuttavia, non rappresenta un prerequisito per la libera circolazione nell’Ue, la responsabilità finale di decidere le restrizioni sanitarie richieste ai viaggiatori resta agli Stati membri. Se un governo decide di imporre ai titolari del Cvd la quarantena o il l tampone, dovrà notificarlo alla Commissione e agli altri Stati membri. In ogni caso qualsiasi governo ha la libertà di procedere su questa strada.
(da Wall Street Journal)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
ALIANDRO AVEVA PURE MINACCIATO L’ALLORA PREMIER RENZI… QUANDO PARLA IN PUBBLICO TENTENNA E CERCA DI NON SBAGLIARE LE PAROLE IN ITALIANO
C’è qualcuno che cerca di giustificarlo, con un misero: “Embè? Era 7 anni fa. Nario Aliandro è giovane ora, figurati nel 2014”. Come a dire: alla fine è perdonabile, aveva solo 28 anni. Solo?
Comunque, sui social e prima di entrare attivamente in politica scriveva testualmente rivolgendosi all’allora presiedente del Consiglio e segretario del Partito democratico Matteo Renzi: (In maiuscolo, tanto per render tutto più esplicito) “Renzi chi te muort”…. Prima di venire in Basilicata pensaci bene….”. Quattro puntini prima e quattro dopo. E che già così, comunque, sarebbe grave. Anzi lo è, senza il condizionale.
Perchè come è mai possibile che una persona che “avvertiva” in questo modo un politico, il premier, possa mai ricoprire un incarico di tutto rispetto all’interno di una regione? Come è possibile che la Lega si faccia rappresentare da costui?
Ma vabbè, questa domanda sconvolge (alcuni, pochi), ma non sorprende affatto i più. Comunque. Comunque il punto è un altro.
Ed è la firma a quella frase, perchè prima “avverte” Renzi, poi va a capo e scrive (ricordando i tempi delle medie in cui ognuno inneggiava alla propria squadra del cuore), “W il Duce”.
Che, tradotto per i più anzianotti e conservatori della lingua è: “Viva il Duce”. Una sorta di “hip hip urrà ”, di “lunga vita”: un tifo, appunto. La Lega in Basilicata lo ha promosso capogruppo del partito nel Consiglio regionale.
Nario Aliandro, all’anagrafe Gianuario Aliandro, è il nuovo capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Basilicata. Lo è diventato da poco, prendendo il posto di Tommaso Coviello, che ha deciso di andare a casa dei cugini, e trasferirsi in Fratelli d’Italia.
Crestina e brillocco all’orecchio sinistro, un sorriso bianco scolpito tra gli zigomi, e l’occhio di quello che tradisce fierezza, a mo’ di: tranquilli ci penso io.
Anche se poi un po’ di emozione la tradisce, specie quando parla in pubblico e tentenna: conta le parole, le pesa, e soprattutto cerca di non sbagliarle (in italiano).
Ma comunque, ora in pochi avranno la fortuna di vedere il suo profilo, perchè appena il suo vecchio messaggio sul duce è diventato virale, è corso a renderlo privato.
Rimane la sua pagina ufficiale, quella in cui tratta Salvini come un dio, e in cui — si vede — lancia il: “Prima la Basilicata!”.
Quello che si sa leggendo il suo curriculum sul sito della Regione: Nario Aliandro è imprenditore nel settore lattiero-caseario, in un’azienda di famiglia con 7 dipendenti, in cui lavora dal 2005. Anno in cui si è diplomato al liceo scientifico. Di sè dice di essere “determinato e motivato”. Quelle caratteristiche che lo hanno fatto diventare Consigliere del Comune di Paterno (paese in cui è nato e vissuto), e consigliere regionale poi. Con chi? Salvini, di cui si è sempre definito “Militante”.
Ah, dimenticavamo: è vicepresidente di un’associazione sportiva di Paterno di Soft air, quel “gioco” in cui ci si spara con fucili e pallottole di vernice, vestiti da militari. Sapete come si chiama l’associazione? “Semper Fidelis”, con tanto di aquila. Vi ricorda qualcosa? A noi sì.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
RAGGI 26,2%, BERTOLASO 19,7%, GUALTIERI 17.9%, CALENDA 15,3%… BALLOTTAGGI: RAGGI SCONFITTA DA GUALTIERI, BERTOLASO SCONFITTO DA RAGGI E GUALTIERI
Oltre mille interviste (1.042 per l’esattezza), realizzate tra lunedì e martedì scorso, rivelano che ad
oggi la sindaca uscente parte in vantaggio con il 26,2% delle preferenze forte di mesi di campagna elettorale alle spalle avendo annunciato la ricandidatura ad agosto.
Se si candidasse per il centrodestra, l’ex capo della protezione civile Bertolaso arriverebbe secondo con il 19,7%. L’ex ministro dell’Economia ed esponente del Pd segue con il 17,9% staccando di oltre due punti il leader di Azione Carlo Calenda che si è candidato a metà ottobre e ad oggi è dato al 15,3%. Il senatore e candidato con la lista Rinascimento Vittorio Sgarbi invece si deve accontentare del 5,9% dei voti.
Infine gli scontenti e gli astenuti: il 15% degli intervistati non voterebbe nessuno tra i cinque sfidanti presentati dal sondaggio mentre il 5,8% non andrebbe proprio a votare.
Il ballottaggio tra primo e secondo classificato (Raggi – Bertolaso), finirebbe per favorire la sindaca uscente che conquisterebbe il bis con il 36,6% dei voti contro il 34,7% dell’avversario. Gli astenuti sarebbero il 28,7%.
La sfida tra M5s e centrodestra è uno scenario possibile nell’ipotesi in cui Roberto Gualtieri e Carlo Calenda corressero divisi: “Nel campo del centrosinistra la certezza è che in mancanza di un accordo tra i due competitori il rischio di essere esclusi dal ballottaggio è molto concreto”, commenta l’amministratore delegato di Izi Giacomo Spaini. Uno scenario di cui sono consapevoli sia il Pd sia Calenda che ieri, intervistato da Repubblica ha prospettato la ricerca di un candidato unitario per il centrosinistra.
La coalizione però, al momento è indefinita tanto quanto la scesa in campo di Gualtieri: Italia Viva deve ancora fare le sue valutazioni e l’ipotesi che vada a sostenere la corsa solitaria di Calenda insieme ai Radicali e ai Verdi non è da escludere.
Se ipoteticamente i due andassero al ballottaggio, ad avere la meglio sarebbe Gualtieri con il 29,6% dei voti, staccando Calenda di 3 punti (il leader di Azione conquisterebbe il 26,3%). Alta l’astensione, data al 44,1%.
Secondo Izi, l’ex ministro dell’Economia batterebbe tutti al ballottaggio: vincerebbe con il 34,6% contro Virginia Raggi e con il 39,1% se lo sfidante fosse Bertolaso.
L’ex capo della protezione civile attualmente impegnato in Lombardia per il piano vaccinale sarebbe sconfitto anche da Calenda e, come detto, da Raggi. Insomma da tutti.
Torniamo a quel 15% di persone che non sceglierebbe nessuno dei 5 nomi presentati nel sondaggio: è proprio il centrodestra a pagare lo scotto più alto perchè tra gli scontenti la maggior parte (il 45,8%), appartiene a questa area politica.
Sul destino di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia pesa infatti l’incognita del candidato reale che ancora non c’è visto che Bertolaso, corteggiato in particolare da Matteo Salvini e Forza Italia, ha detto più volte che non correrà anche se a malincuore. Dall’altra parte della barricata il 34,7% sempre degli scontenti è invece di centrosinistra: anche in questo caso le divisioni e la mancanza di un chiarezza sulla candidatura toglie una fetta importante di voti. Al contrario, essendo Raggi l’unica candidata del M5s, la percentuale di scontenti tra gli stellati scende al 19,4%.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
LA NOMINA NEL COMITATO SCIENTIFICO DI ALBERTO GERLI FA DISCUTERE: NON NE HA AZZECCATA UNA… E’ STATA LA LEGA A VOLERLO NEL CTS, UNA GARANZIA
In queste ore sta facendo molto discutere la nomina nel CTS di Alberto Gerli, ingegnere che ha ideato un modello di matematica predittiva in grado di prevedere l’evoluzione dell’epidemia. Il problema è che le previsioni si sono dimostrate sbagliate
A parlarne per primo è stato Matteo Villa di ISPI che ha analizzato la teoria dei 17 giorni di Alberto Gerli. In pratica, spiegava l’ingegnere all’epoca in cui la Lombardia finì per la prima volta in zona rossa, l’ondata si sarebbe esaurita in 40 giorni, ma in ogni caso l’andamento era deciso dai primi 17, a prescindere dalla forza delle misure di contenimento. Quindi il lockdown sarebbe stato inutile.
Villa spiega però che “quando si è in lockdown *costante* è facile prevedere che le infezioni piegheranno e si arresteranno dopo un certo numero di giorni. Lo dice qualsiasi modello epidemiologico, non ne serve nessuno di speciale” e che i pressupposti da cui parte Gerli sono viziati dalla scelta dei dati secondo un modello che si chiama “overfitting” e produce risultati ottimi su dati su cui è stato calibrato, ma si perde in un bicchiere d’acqua quando gliene dai di nuovi”. Infatti numerose previsioni di Gerli si sono dimostrate sbagliate. A partire da quella sui contagi a New York:
Sarà forse anche per questo che le predizioni che ne escono sono praticamente sempre sbagliate.
Il 4 aprile Gerli scrive a Cuomo, Governatore dello Stato di New York in piena pandemia.
Prevede 130.000 contagi al 30 giugno. La realtà sarà appena diversa: 420.000 infezioni.
Quella fu la prima di una lunga serie. Recentemente, ovvero a fine gennaio, Gerli aveva spiegato che in Lombardia a marzo ci sarebbe stato un quarto dei contagi. All’epoca i casi giornalieri si attestavano intorno ai 1200, 1500 al giorno. L’altroieri nella regione governata da Attilio Fontana, ricorda Villa, sono stati registrati più di 5mila casi. Non solo.
Secondo il modello matematico dell’ingegnere il Veneto aveva un futuro da zona bianca già a febbraio. Le cose sono andate diversamente: il Veneto è finito in arancione l’8 marzo e ora si trova in zona rossa.
Gerli è un assiduo ospite di Quarta Repubblica, dove anche da poco ha continuato a spiegare che il lockdown è inutile. Un mantra rassicurante che ben si accorda con l’atteggiamento aperturista portato avanti dalla Lega. Non è un caso se oggi Repubblica spiega che la nomina dell’ingegnere sarebbe stata spinta proprio dal Carroccio
Le sue previsioni hanno sempre un che di rassicurante e, non a caso, è molto apprezzato nelle pagine social che sostengono Matteo Salvini. Dove è spesso citato come il “controcanto” al “catastrofismo” del vecchio Cts e del governo Conte, a partire dal ministro della Salute Roberto Speranza di cui oggi si ritrova consigliere. È entrato nel nuovo Cts pare su indicazione della Lega. Ora, queste previsioni sbagliate hanno fatto storcere il naso all’intera comunità scientifica
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
OLTRE 530.000 CASI ATTUALMENTE POSITIVI AL COVID, IN 10 REGIONI OCCUPAZIONE TERAPIE INTENSIVE SOPRA IL 40%…IL CAMBIO DI PASSO NON C’E STATO
A due settimane dalla fine del primo trimestre manca all’appello il 45% delle dosi, quasi la metà dei
vaccini previsti. Mentre il numero dei positivi al virus supera quota 530.000 e in 10 regioni il tasso di occupazione dei reparti delle terapie intensive è uguale o supera la soglia limite del 40%.
È quanto emerge dal monitoraggio basato sui dati della settimana dal 10 e il 16 marzo nel quale la Fondazione di Bologna registra un incremento di tutti i numeri.
Aumentano i nuovi positivi, i ricoverati con sintomi e, come detto, l’occupazione delle terapie intensive. E la campagna vaccinale stenta a entrare nel vivo, rallentata dal “caos AstraZeneca”
Dati alla mano, dal 10 al 16 marzo, la Fondazione rileva un ulteriore incremento dei nuovi casi (157.677 da 145.659) e dei morti (2.522 da 2.191). Continuano a salire i casi attualmente positivi (536.115 da 478.883), le persone in isolamento domiciliare (506.761 da 453.734), i ricoveri con sintomi (26.098 da 22.393) e le terapie intensive (3.256 da 2.756). In particolare, nelle terapie intensive si registra un incremento del tass9 di occupazione del 18,1%.
“L’ulteriore incremento dei nuovi casi – spiega il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – ha determinato nell’ultima settimana la netta espansione del bacino dei casi attualmente positivi, aumentato di oltre 57 mila unità ”.
Cresce anche l’incidenza del virus. Rispetto alla settimana precedente, aumenta l’incidenza deii casi attualmente positivi per 100.000 abitanti in 16 Regioni e in 15 si registra un incremento percentuale dei nuovi casi.
L’aumento dei contagiati si riflette sulle curve dei servizi ospedalieri: l’occupazione dei posti letto di area medica da parte di pazienti Covid supera in 9 Regioni la soglia di allerta, fissata al 40%. Anche nelle terapie intensive, il cui tasso di saturazione nazionale oltrepassa la soglia critica attestandosi al 36%, l’occupazione da parte di pazienti Covid supera il 30% in 13 Regioni: in particolare, in 5 Regioni (Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Molise) è uguale o superiore al 40% e in altre 5 (Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Marche, Prov. autonoma di Trento) è uguale o superiore al 50%.
“Il sovraccarico ospedaliero – fa notare la responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione, Renata Gili – oltre a rendere più complessa l’assistenza dei pazienti Covid, aumenta lo stress di personale e servizi ospedalieri e impone di rimandare interventi chirurgici e altre prestazioni non urgenti per pazienti n9n contagiati dal virus”.
“A preoccupare — spiega il direttore operativo di Gimbe, Marco Mosti— è anche il trend in continua ascesa dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva: in 4 settimane la media mobile a 7 giorni è aumentata del 94,2%, passando da 134 a 260”.
Quanto alla campagna vaccinale, delle dosi previste per il primo trimestredi quest’anno, al 17 marzo risultano consegnate alle Regioni 8.597.500 dosi, poco più della metà di quelle previste. Hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 2.145.434 milioni di persone (il 3,6% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 2,71% della Calabria al 5,12% della Valle D’Aosta.
Ma l’accelerazione della vaccinazione di massa registrata nelle ultime settimane “ha subìto un’inevitabile battuta d’arresto dopo il blocco precauzionale e temporaneo del vaccino AstraZeneca”, si legge nel monitoraggio. Il nuovo parere dell’Ema è atteso per oggi.
“A seguito di questo increscioso episodio – commenta Cartabellotta – al di là dei tempi organizzativi per ripartire, non è possibile stimare la riduzione dell’adesione generale alla campagna vaccinale, nè l’impatto della diffidenza (o del rifiuto?) individuale rispetto al vaccino AstraZeneca”.
Degli oltre 4,4 milioni di over 80, 1.258.139 (28,5%) ha ricevuto solo la prima dose di vaccino e 469.783 (10,6%) hanno completato il ciclo vaccinale con rilevanti differenze regionali. Insomma, “la terza ondata è ripartita da un “altopiano” determinando la rapida saturazione di posti letto in area medica e terapia intensiva, in particolare in alcune Regioni – avverte il presidente di Gimbe –
In secondo luogo, il trend dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva è in rapida ascesa e difficilmente raggiungerà il picco prima di 3 settimane dall’introduzione delle nuove misure restrittive. Infine, i ritardi delle forniture vaccinali e il caso AstraZeneca allontanano gli effetti della campagna vaccinale”.
Da qui la domanda di Cartabellotta: “In questo scenario, con una popolazione psicologicamente ed economicamente sfiancata e operatori sanitari allo stremo, quale sarà il cambio di passo del Governo Draghi per salvare, almeno in parte, la stagione estiva?”.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
SOLUZIONE PONZIO PILATO IN EUROPA
Astrazeneca, Ema verso il sì? Oggi nel pomeriggio gli esperti dell’Ema, probabilmente in una conferenza stampa dal quartier generale di Amsterdam, daranno il loro parere sul siero della casa anglo-svedese dopo lo stop cautelativo alle somministrazioni in oltre 16 Paesi europei, Italia inclusa, in seguito ai casi sospetti di trombo-emboli.
Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, ieri ha spiegato che “Il rapporto rischi-benefici per il vaccino di AstraZeneca è nettamente a favore dei benefici”, avvertendo che Ema con ogni probabilità autorizzerà il vaccino anche se con delle avvertenze: “Si può attendere che l’Ema dia una nota di avvertenza” perchè “se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, andranno studiati. Soprattutto le donne che prendono la pillola, un farmaco pro-trombotico” o comunque soggetti a rischio, verso cui occorrerà avere “maggiore attenzione”.
Oggi Repubblica scrive che:
A ieri sera si attendeva un giudizio positivo sul rapporto tra rischi e benefici accompagnato però dall’indicazione che sono stati riportati eventi avversi estremamente rari, 11 casi su 5 milioni di vaccinati con AstraZeneca, per i quali non c’è l’evidenza di una correlazione tra trombosi e vaccinazione, ma non si può nemmeno escludere al 100% . Per questa ragione l’Ema potrebbe decidere di inserire nel foglietto illustrativo del farmaco l’eventualità di effetti collaterali, sebbene tanto rari da non avere rilevanza statistica. In sostanza, tra i 50 casi registrati in Europa, il focus cade sugli 11 di trombosi cerebrale del seno traverso osservati in Germania, Spagna e Norvegia.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX PREMIER SU FB: “SAREMO GRANDI ANCHE NEI GIORNI DELLA SPERANZA”
“Il ricordo di tante vite spezzate, il dolore per tanti affetti perduti ci deve ora trasmettere la forza per
vincere questa sfida. Abbiamo dimostrato di essere una grande comunità nei giorni del dolore. Dimostreremo di esserlo anche nei giorni della speranza e del riscatto. Li attendiamo presto”. Così Giuseppe Conte in un post su Facebook in occasione della Giornata nazionale per le vittime del Covid. Un messaggio, quello dell’ex premier, accompagnato da una delle foto simbolo dei giorni più bui della prima ondata: la foto dei camion militari che trasportavano fuori città centinaia di bare.
“Esattamente un anno fa questa fotografia, scattata da un balcone di Bergamo, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, divenendo la tragica icona del nostro lutto nazionale”, scrive Conte, presidente del Consiglio durante quei giorni terribili. “I camion militari che trasportavano fuori città centinaia di bare delle vittime della prima, grande ondata di Covid-19, ci costrinsero a misurarci con una ferita destinata ad aprire uno squarcio di dolore senza fine nella nostra comunità nazionale”.
“Sono stati giorni terribili”, prosegue l’ex premier. “Il grande senso di responsabilità e la necessità di rimanere lucidi e reattivi ci hanno dato la forza per affrontare questa grande sofferenza collettiva. L’adesione dei cittadini allo slancio unitario di protezione dei più fragili ci ha consentito di non rimanere sopraffatti nel momento più duro della nostra storia più recente”.
“Oggi è la Giornata nazionale dedicata alle vittime di questa pandemia”, aggiunge. “Il ricordo ci riporta a quei giorni in cui acquistammo tutti la piena consapevolezza che la salute dei nostri cittadini, anche dei più anziani e vulnerabili, sarebbe stato il valore supremo da difendere, la cifra della nostra civiltà . Fu allora che ci persuademmo che i sacrifici personali, grandi o piccoli che sarebbero stati, la solidarietà collettiva, la responsabilità condivisa sarebbero stati i nostri imperativi categorici”.
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2021 Riccardo Fucile
SECONDO IL CENTROSINISTRA (+8 SEGGI), SCONFITTA DEI SOVRANISTI (-4 SEGGI)
Secondo gli exit poll il Vvd, il Partito popolare della libertà e della democrazia del premier uscente Mark Rutte, è in testa come previsto alle elezioni parlamentari olandesi con 35 seggi sui 150, due in più. Il centro sinistra è secondo.
Il primo ministro è dunque incamminato verso un nuovo mandato, ma anche in questa occasione dovrà formare un’alleanza per ottenere la maggioranza dei seggi: si va dunque verdo un nuovo governo di coalizione.
Il partito pro Ue di centro sinistra, D66, secondo le proiezioni otterrebbe 27 seggi (+8). Per raggiungere i 76 seggi necessari dunque il partito di Rutte dovrebbe allearsi con almeno altri due partiti.
Il Partito della Libertà degli anti islamici di Geert Wilders arretra e dovrebbe perdere 4 seggi, la coalizione Cristiano democratica ne perderebbe 5 e i laburisti resterebbo invariati. Le elezioni, tra le prime convocate nell’era Covid, si sono tenute in tre giorni proprio per ridurre gli assembramenti. Nonostante una campagna elettorale quasi tutta virtuale, giocata quasi esclusivamente dagli schermi delle televisioni, alla fine l’affluenza è stata dell’81%, appena un punto percentuale in meno rispetto a quella di cinque anni fa.
(da agenzie)
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