Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
TRASFORMA UN TOMBINO OTTURATO IN UNO RIMESSO A NUOVO CON IL PENNARELLO PAINT: LA RETE SI SCATENA
Alla battaglia per il Campidoglio non poteva mancare il capitolo dei tombini fake.
Tutto nasce da un account Twitter (@battaglia_persa) che posta la foto di una caditoia dopo la posa dell’asfalto su una strada – pare di Boccea, zona nord ovest della Capitale. Nella foto, il tombino ha la griglia occlusa dal bitume, cosicchè in pratica non è più in grado di fare il tombino, ossia raccogliere l’acqua di scolo o piovana ed evitare il noto fenomeno dell’allargamento delle strade romane.
Il documento viene postato sul profilo di Paolo Ferrara, consigliere 5 stelle di Ostia, che nel suo stile, prontamente risponde con lo stesso tombino, ma con griglie libere, e la frase “Dovete aspettare la fine dei lavori. Non stiamo mica ai tempi di Alemanno o Marino”.
Peccato che a occhio nudo si noti il grossolano lavoro di editing – dei tratti grigi da pennarellone – probabilmente riferibili a Paint.
Parte la raffica di commenti, sarcasmo e incredulità , e per qualche minuto il tombino photoshoppato diventa icona di molte cose, l’impossibilità di fare bene a Roma, nello specifico i lavori stradali, la disonestà intellettuale nemesi del movimento dell’onestà , la faciloneria con cui si prova a gabbare la tecnologia che invece non perdona, etc.
Scoperto dagli utenti che si sono sbizzarriti nei commenti, Ferrara ha poi cancellato il tweet. Ma le tracce dei lavori di manutenzione fasulli sono rimaste. “La foto non l’ho modificata io, l’ho trovata. Volevo solo essere ironico ma sono stato frainteso”
Tutto è iniziato dalla segnalazione di un tombino in zona Boccea completamente otturato, con tanto di foto pubblicata dall’account Battaglia persa.
Il consigliere, noto per le metafore con cui ha comparato i lavori di ordinaria amministrazione portati avanti dalla sindaca alla realizzazione della Cappella Sistina, questa volta ha deciso di mettersi lui a dipingere: dopo poco infatti è apparsa un’altra foto, dello stesso tombino, apparentemente risistemato. “Dovete aspettare la fine dei lavori, non siamo mica ai tempi di Alemanno o Marino”, ha twittato Ferrara.
Un’uscita che si è trasformata in un boomerang perchè gli utenti hanno semplicemente zoommato la foto postata dal consigliere e mostrato che era ritoccata. “Dici davvero? – ha chiesto Renzo – la fine dei lavori o la fine de Photoshop?”.
Quelle che dovrebbero essere delle fessure in cui l’acqua può scorrere liberamente, altro non sono che delle strisce nere disegnate. “Ma neanche Photoshop, ha usato direttamente Paint”, ride un altro utente.
Qualcuno fa notare anche che nella foto pubblicata da Ferrara è stata dimenticata mezza cicca di sigaretta: metà è rimasta, l’altra metà è stata ricoperta da una pennellata.
Il consigliere, ricoperto di commenti, ha cancellato il tweet ma qualcuno già chiede ironico “se per favore si possono rifare anche le strisce pedonali”.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
“VA DETTO CHE RIAPRIRE LE SCUOLE SARA’ UN PROBLEMA SERIO”
Sui nodi ancora da sciogliere si esprime il professor Massimo Galli, dall’Ospedale “Sacco” di Milano,
dove è primario del reparto di Malattie Infettive: «Siamo ancora in una situazione in cui gli ospedali stanno rientrando in quella fase in cui non si va chiaramente nè su nè giù, una condizione che merita tutta l’attenzione del caso» ha spiegato l’infettivologo a microfoni di Sky TG24.
«Un riflesso sui dati potremo averlo verso la metà di aprile», ed è per questo che Galli invita alla prudenza anche nelle rassicurazioni. La scuola, fra tutti, l’argomento su cui esprimersi con più cautela. «Affermazioni tipo che le scuole non sono elemento di disturbo e di pericolo, in base ai dati che vedo io, mi sembrano azzardate» ha detto il professore, spiegando come la presenza di varianti «che incidono su bambini e ragazzi» siano oggi un forte elemento di timore.
In merito ai test salivari da eseguire a tappetto su tutti gli studenti, e a cadenza settimanale, Galli si mostra favorevole: «Mi auguro che possano rappresentare un elemento di protezione importante. Tamponare tutti i bambini è invasivo e traumatico, ma test salivari con conferma dal tampone eventualmente è un’altra cosa».
Secondo il professore, istruzione e scuola in presenza, oggi vanno riconosciuti come beni primari con l’onestà però di «dichiarare quanto la questione presenti anche implicazioni negative e rischiose». L’arma più potente di tutte per lo scienziato rimane il vaccino, «ma fino a 16 anni non possiamo farlo, per cui sarà fondamentale non prendere sotto gamba i sistemi di riapertura».
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
“QUANDO SI DECIDE DI FARE UN LAVORO SI SPOSANO DIRITTI E DOVERI”
«Pensare di arrivare in pronto soccorso o nei reparti di emergenza senza vaccino non rispetta i canoni etici e morali della nostra professione: chi fa il contrario deve fare probabilmente un altro lavoro».
Felice Arcamone, infermiere pugliese «lucano d’adozione», si rivolge così a tutti i colleghi e professionisti della sanità , lanciando un appello affinchè si sottopongano alla somministrazioni del vaccino contro il Covid.
Lo scorso dicembre, l’uomo è stato il primo infermiere della Basilicata a essere immunizzato presso l’Ospedale San Carlo di Potenza, e oggi ricorda ai colleghi della sanità che non intendono vaccinarsi «gli ideali» che muovono la professione.
«Quando si decide di fare un lavoro si sposano diritti e doveri», ha detto Arcamone in un’intervista all’Ansa, «i nostri sono quelli di aiutare chi ci chiede aiuto, usando le conoscenze mediche a disposizione. Ho fatto il vaccino anche per dare l’esempio a tutti coloro che avevano dubbi», ha raccontato l’infermiere.
Che ha sottolineato: «Le preoccupazioni sono fondate per il personale non-sanitario, che ha il diritto di informarsi e riferirsi ai professionisti per porre dei quesiti, ma questo non può essere argomento di discussione per il personale sanitario, che ha sposato degli ideali che non possono scontrarsi con la campagna vaccinale. Specie in questo momento dove abbiamo bisogno di credere nella medicina», ha concluso l’operatore.
(da Open)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
INFATTI VOGLIONO RIAPRIRE LE SCUOLE, MASSIMA COERENZA… E C’E’ CHI AUSPICA IL LIBERI TUTTI DOPO PASQUA
In occasione dell’apertura di un maxi hub vaccinale nella zona Fiera della città di Genova, il capo
della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha parlato così della campagna vaccinale contro il Coronavirus: «Non ci interessa» fare classifiche, ha detto. «A noi interessa che ci si vaccini. Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamo (i vaccini) per fare un salto in avanti. I numeri devono aiutarci per capire come procedere». «Sappiamo che ci sono differenze tra i vari territori — ha aggiunto Curcio — Ma il nostro è un territorio bellissimo e complicato. Questo però non significa che da un lato sono più bravi e dall’altro meno».
Curcio ha poi messo in chiaro: «Siamo in guerra. Servono norme da guerra».
Dopo la visita di oggi, Curcio il prossimo 31 marzo sarà in Lombardia, insieme al generale e commissario straordinario all’emergenza Covid, Paolo Figliuolo. «Verranno a vedere che cosa stiamo facendo — ha dichiarato Guido Bertolaso — verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto”
(da Open)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
LA PRIMA PUNTATA DELLA RUBRICA “PRIMA L’ITALIANO”, DURATA UN MINUTO, FINISCE NELLA FARSA: HA COPIATO COME UNA STUDENTESSA SVOGLIATA DI PRIMA MEDIA… E’ IL GOVERNO DEI MIGLIORI
La pasionaria leghista Lucia Borgonzoni, celebre alle cronache per essere stata promossa sottosegretaria alla Cultura dopo essersi vantata di non leggere libri, da ieri tiene una rubrica di un minuto sulla sua pagina Facebook, “una curiosità su un grande italiano”. L’ha chiamata “Prima l’italiano”. L’ha lanciata con questo commento: “Le curiosità dall’estero per oggi no”.
La prima puntata è dedicata a Leonardo da Vinci e al suo rapporto con la moda, “pensate! ci teneva tantissimo, una particolarità che in pochi conoscono”, scandisce la sottosegretaria con aria sorridente e spigliata. “Nell’età matura Leonardo continuava a portare i capelli lunghi sulle spalle, cosa completamente atipica in quel tempo dove quasi tutti li tagliavano corti e indossava una veste corta fino alle ginocchia, cosa che non era sicuramente abituale nelle persone di una certa età “.
E siccome Lucia disdegna la fatica della lettura, ha pensato bene di assumere queste informazioni – “particolarità che pochi conoscono” – direttamente dalla pagina Wikipedia di Leonardo alla voce Vita personale, come farebbe una studentessa di prima media svogliata.
Si legge su Wikipedia: “I ritratti indicano che, avanti con gli anni, teneva i capelli lunghi e fluenti cadenti sulle spalle, questo in un tempo in cui la maggior parte degli uomini li teneva tagliati corti”. E “in un momento in cui gli uomini maturi indossavano vesti lunghe e severe l’abbigliamento preferito da Leonardo era quello costituito da una tunica corta e flessibile”.
Potremmo limitarci a scrollare le spalle di fronte a queste povere pillole prese dal web, del resto abbiamo ben altri problemi, oppure, al contrario, lo si potrebbe ritenere un episodio istruttivo di questo tempo confuso, dove la foto di Matteo Salvini che si abbuffa di Nutella ottiene vagonate di like.
Direte: magari con questa rubrica qualche cittadino si accenderà di curiosità per il Rinascimento, chissà . Al momento i commenti prevalenti sono: “Sempre italiano!” “Sempre Lega!”. “Non dimenticare anche i dialetti”.
E nell’attesa che scatti la scintilla per il genio di Leonardo, Livio Giachetti scrive: “Non solo prima ma solo gli italiani, gli altri se ne vadano altrove”.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
SINDACO E GIUNTA AVEVANO FATTO IL VACCINO SENZA AVERNE DIRITTO: PRIMA ANNUNCIA LE DIMISSIONI, POI LE RITIRA
“Mi alzo in piedi”: così Vauro a Non è l’Arena ha iniziato la sua invettiva contro il sindaco di Corleone
Nicolò Nicolosi che aveva appena annunciato di ritirare le dimissioni dopo le polemiche per la vaccinazione sua e della sua giunta saltando la fila.
“Sono il più bischero, io ho 66 anni, nessuno mi ha vaccinato, nessuno mi chiama, ma com’è che voi invece…non vogliono vaccinarsi e li vaccinano per forza! Questa cosa qui è una meraviglia!” — ironizza — “In questo periodo in cui tutti pensano al COVID io penso a questo Paese prima del COVID…Avete sempre fatto il c…o che vi pare, anche prima del COVID. Lei ha fatto un giro delle sette chiese che è una meraviglia, per fare il sindaco è andato con tutti…”.
Nicolosi spiega che lo hanno cercato mentre Vauro ricorda che il sindaco è nel Movimento delle Autonomie di Lombardo che, commenta “ha una certa storia giudiziaria”.
Poi tornando al vaccino il vignettista rincara la dose: “Vorrei sapere perchè non mi cercano, sono pro vax, vorrei fare anche l’Astrazeneca…
La vicenda è diventata di dominio pubblico dopo le indagini della Procura di Termini Imerese che hanno evidenziato come Nicolò Nicolosi — eletto sindaco di Corleone nel novembre del 2018 dopo la sua esperienza da primo cittadino (sempre nella cittadina siciliana) conclusasi nel 2007 — avesse, di fatto, saltato la fila.
E lui lo sapeva bene, come dimostrano alcune dichiarazioni rilasciate prima dell’annuncio delle sue dimissioni: “Il sindaco è l’autorità sanitaria del territorio: per questo mi sono vaccinato, avvertendo anche il presidente Musumeci”.
Ma il Presidente della Regione Sicilia lo scarica: “Esprimo la mia amarezza per quegli amministratori e titolari di cariche pubbliche che ritengono di dovere anticipare il loro vaccino. Non ci sono scuse: siamo tutti esposti ma dobbiamo essere di esempio alla gente, c’è un protocollo e va rispettato”.
Nonostante i pareri e le versioni siano differenti, Nicolosi, è evidente come il primo cittadino siciliano abbia deciso autonomamente di prendersi la precedenza all’incrocio tra la fase-1 e la fase-2 della campagna vaccinale in Sicilia. E, dopo le polemiche e la riflessione, ecco il passo indietro comunicato con un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Corleone.
E al post Facebook, si sommano le dichiarazioni alla stampa rilasciate dal sindaco Corleone: “Ho passato una notte insonne a riflettere su questa decisione e ho concluso che è giusto che io rassegni le dimissioni anche se rivendico di aver fatto la scelta giusta nel decidere di vaccinarmi e di far vaccinare la Giunta”.
Il passo indietro, quindi, arriva non per ammissione di un “errore”, ma perchè troppo forti sono state le critiche nei suoi confronti.
Poi ci ha ripensato e ha ritirato le dimissioni.
Una farsa
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
ALL’80% E’ NELLA GIUSTA DIREZIONE MA L’OPERAZIONE E’ ANCORA DELICATA
L’aiuto della luna piena sblocca l’impasse del Canale di Suez. Alle 5.40 di stamattina — grazie al lavoro di 12 rimorchiatori e all’acqua salita grazie a un picco di marea di 2,1 metri – la Ever Given, la portacontainer arenata tra le due sponde da martedì scorso ha iniziato lentamente a spostarsi ed è stata quasi liberata.
”Eliche e timone sono ora in grado di funzionare”, ha annunciato la società di gestione. La nave si è già mossa di circa 30 gradi e la poppa è nel mezzo del canale. “Siamo all’80% della giusta direzione”, dicono le squadre di soccorso che hanno festeggiato all’alba facendo suonare a lungo le loro sirene anti-nebbia.
Per raddrizzarla del tutto saranno decisive le prossime ore e l’arrivo in loco di due super-rimorchiatori d’altura — l’olandese Alp Guard in azione da ieri sera e l’italiano Carlo Magno arrivato alle sei di stamattina — sarà fondamentale per l’ultima fase.
Queste due imbarcazioni — che insieme hanno una potenza di 400 tonnellate — si sono agganciate alla poppa della nave incagliata. A prua lavora la Ezzat Adel. E con la nuova super-alta marea di 2,08 metri delle 11.42 di oggi (tra una settimana l’altezza sarà di 1,7) si cercherà di raddrizzare completamente la Ever Given, per poi trainarla dopo tutte le verifiche del caso verso il Grande lago Amaro, lo specchio d’acqua a metà canale, consentendo la riapertura del corridoio di 193 km. che collega Mediterraneo a Mar Rosso. Le navi in attesa di passare sono ormai oltre 350.
L’ultima fase dell’operazione è ancora delicatissima.
L’acqua di zavorra e gran parte del carburante all’interno della gigantesca imbarcazione spiaggiata (lunga 400 metri) sono stati infatti levate nei giorni scorsi con pompe idrauliche per alleggerire lo scafo e facilitare il recupero.
La nave quindi, una volta riportata a galla, rischia di essere molto instabile. I nove piani di container impilati sul ponte (sono 20mila in tutto) portano l’altezza dello scafo dall’acqua a 60 metri. E tutte le manovre vanno fatte con molta attenzione per evitare di peggiorare la situazione sbilanciando la Ever Given.
Osama Rabie, numero uno della autorità di controllo del Canale di Suez, canta già vittoria. “Mi complimento con gli eroici soccorritori — ha scritto in una nota — avevamo fiducia al 100% nel loro operato”. Il petrolio ha festeggiato la notizia con un calo del 2,2%.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL PARROCO DI BONASSOLA CONTRO IL DOCUMENTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE: “TANTO C’E’ DIO A BENEDIRLE”
Un gesto forte e significativo che arriva al termine di alcune settimane di aperto dibattito all’interno
(ma anche all’esterno) della Chiesa dopo il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede che impedisce, di fatto, ai sacerdoti di benedire le coppie composte da persone dello stesso sesso.
A compierlo è stato don Giulio Mignani, parroco di Bonassola (in provincia di La Spezia) che non ha voluto benedire i ramoscelli di ulivo nella domenica della Palme in segno di protesta.
La benedizione delle palme è “collegata alla processione in ricordo dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Non potendo fare tale processione, a motivo delle norme anti-Covid, personalmente ritengo non abbia allora senso benedire le Palme”, ha detto don Giulio Mignani.
Ma le normative vigenti anti-contagio non hanno rappresentato l’unico elemento che ha portato il parroco di Bonassola a prendere questa decisione. Il forte gesto, nella domenica che apre la Settimana Santa per i cristiani, è anche una protesta dopo le ultime “indicazioni” arrivate dalla Congregazione per la dottrina della fede.
“Sono estremamente contento che questa mia decisione di non benedire le palme e gli ulivi avvenga a pochi giorni dalla pubblicazione del documento della Congregazione per la dottrina della fede — ha detto don Giulio Mignani facendo riferimento al documento che impedisce ai sacerdoti di benedire le coppie composte da persone dello stesso sesso -. Nella chiesa si benedice di tutto, non solo le palme ma a volte, purtroppo, sono state benedette anche le armi, però non si può benedire l’amore vero e sincero di due persone perchè omosessuali. Ma, ancora più grave, è il fatto che si continui a chiamare ‘peccato’ questo loro amore”.
“Tanto c’è Dio a benedirle”
La protesta nel giorno della Domenica delle Palme non è solo simbolica e dà un forte segnale alla Chiesa, dal suo interno. E ricalca anche quanto avvenuto solo dieci giorni fa in Austria. Il parroco di Bonassola, infatti, ha concluso il suo discorso facendo riferimento a quel che accade sulla terra che, non per forza, combacia con il vero senso della fede cristiana: “A rimetterci non sono certo le persone omosessuali, le quali possono tranquillamente fare a meno della benedizione della Chiesa, perchè intanto c’è Dio a benedirle. A rimetterci è piuttosto la Chiesa”.
Qualche anno fasi schierò apertamente contro uno spot anti-gender confezionato dalla Regione Liguria guidata — anche allora — da Giovanni Toti.
Attraverso una chat dei parrocchiani di Bonassola, don Giulio Mignani, ha ribadito la sua posizione in favore dei diritti delle coppie omosessuali. Poi ha anche rivelato di aver partecipato a una cerimonia di unione civile tra due uomini. Insomma, il parroco di Bonassola è sempre stato un passo avanti rispetto all’atteggiamento medievale della Chiesa.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
“BISOGNA RIPORTARLO IN UN PERIMETRO ACCETTABILE”
Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia spiega quando dovremo convivere ancora con il Coronavirus. Ma anche perchè abbiamo gli strumenti per farcela
“Parliamoci chiaro: ormai è impossibile eliminare il virus” della Covid-19, che “si è talmente radicato. Siamo riusciti finora a eliminare con il vaccino un solo patogeno, il vaiolo, e siamo quasi al limite per eliminare la polio, ma ci sono voluti decenni e decenni di vaccinazioni. Quindi non è realistico pensare che questo virus lo eliminiamo”, ha spiegato ad ‘Agorà ‘ su Rai3 Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino.
Se non riusciremo a eliminare Sars-CoV-2, però “potremo controllarlo abbattendo la letalità ”, precisa il virologo.
“L’allarme sociale della pandemia — sottolinea infatti Crisanti — è legato al numero dei morti, quindi se si riesce a diminuire la letalità sicuramente riusciamo a riportare questa malattia in un perimetro accettabile da un punto di vista sociale”.
“Allo stesso tempo dobbiamo fare una sorveglianza sulle varianti — esorta l’esperto — Perchè se finora è vero che alcuni vaccini non proteggono contro l’infezione, ma proteggono contro le complicazioni più gravi, è possibile che il virus vari ancora e diventi ancora più aggressivo. Ormai siamo entrati in quella che si chiama giostra evolutiva del virus: dobbiamo purtroppo cercare di inseguirlo, come si fa con il virus dell’influenza”.
Poi Crisanti ha fatto una previsione sull’immunità di gregge, raggiungibile già in estate: ‘ “finalmente una previsione realistica”, ha spiegato.
“Gli esperti hanno detto sempre tra fine agosto e settembre, quindi penso che a quel punto saremo vicini all’immunità di gregge”. Attenzione, però: “L’immunità di gregge non significa che la trasmissione” virale “è bloccata — ha ribadito il virologo — Significa che si possono eliminare determinate restrizioni tenendo basso l’indice di trasmissione” Rt.
(da “NextQuotidiano”)
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