Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELL’ORDINE: “ALLE ASL HANNO GLI OCCHI BENDATI”
La presenza di operatori sanitari no vax in luoghi di lavoro è, a quanto pare, ancora molto alto: lo ha spiegato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, ricordando che i sanitari solo una volta sospesi dall’Albo professionale non possono concretamente esercitare
“La possibilità che ci siano medici e operatori sanitari non vaccinati che lavorano, con gli occhi ‘bendati’ delle Asl, c’è eccome”
E non parliamo di una percentuale minima ma “dell’80% di sanitari che stanno lavorando, nonostante non abbiano i requisiti di legge per farlo, ovvero la vaccinazione, perché la legge non è applicata”.
La norma, infatti, ricorda Anelli, “non ha dato il mandato agli Ordini professionali di fare la ricognizione degli iscritti che non si sono immunizzati. E’ un compito affidato alle Asl. E senza questo accertamento noi abbiamo le mani legate”, ha spiegato
“Ad oggi gli Ordini dei medici che hanno ricevuto elenchi parziali dei non immunizzati e hanno potuto assumere i provvedimenti di sospensione dal’Albo, secondo il monitoraggio Fnomceo, sono una ventina. Ma abbiamo 106 Ordini in Italia! Dunque oltre l’80% non ha ricevuto gli elenchi che permettono la sospensione. E, almeno teoricamente, possiamo dire che l’80% degli operatori sanitari che dovevano essere sospesi perché non vaccinati, sono ancora attivi”.
“E’ una stima – ha precisato il presidente dei medici italiani – che non si basa su numeri certi ma che può dare il senso del problema: se l’80% degli Ordini non ha ricevuto gli elenchi degli operatori da sospendere vuol dire che l’80% dei quelli che erano stati riscontrati come non vaccinati continua a fare il proprio lavoro”.
Per Anelli si tratta di una situazione grave che ha molte conseguenze spiacevoli. “La legge, in pratica, non è applicata da 5 mesi – ha denunciato – andava messa in pratica dal giorno dopo la sua pubblicazione, del primo aprile di quest’anno. La mancata applicazione sta determinando una non credibilità delle istituzione. Le norme vanno applicate. Se riteniamo che non siano applicabili vuol dire che sono sbagliate e quindi vanno cambiate. Posso capire che ci siano problemi di tenuta del sistema se si escludono dal lavoro operatori necessari, ma la legge deve essere o applicata o cancellata, non c’è una terza via”.
Come Ordini professionali, ha aggiunto Anelli, “siamo in fibrillazione perché siamo custodi dell’Albo che consente ai cittadini di verificare se un professionista è abilitato a lavorare
Un medico che risulta iscritto all’Albo può esercitare, ma se non ha i requisiti previsti dalla legge e questo non ci viene segnalato dalle Asl c’è una difficoltà da parte nostra, ad oggi, a garantire delle liste chiare. E’ questione di poter garantire ciò che il nostro ruolo richiede e la possibilità dei cittadini di essere informati”.
Anelli lamenta il fatto che, ad oggi, “non ci sono controlli per l’applicazione della legge. Ci sono aziende sanitarie che consentono ai medici di fare i medici, nonostante ci sia l’esplicito divieto. Questo è incredibile. In questo contesto il mio appello è: ‘se non si riesce a far rispettare questa norma la si elimini’. Ci sono Asl che chiudono gli occhi”, denuncia. E non solo per i medici, sono tante le categorie coinvolte: infermieri, psicologi, terapisti, tecnici di laboratorio…tutti devono essere vaccinati per poter lavorare. Posso capire che il sistema può andare in crisi vista la scarsità di personale e ci possono essere problemi. Ma la legge è questa, va rispettata”.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRIMO E’ PARENTE DI ROCCO BELLOCCO, IL SECONDO DI ETTORE LANZINO, CAPOCLAN DELLA ‘NDRANGHETA DI COSENZA
Vincenzo Cusato, ex consigliere comunale di Rosarno, municipio di recente
commissariato per infiltrazioni mafiose, con un passato in Forza Italia, ha aderito alla Lega ed è candidato nella circoscrizione Sud per le regionali in Calabria.
Il candidato Cusato è consuocero di Rocco Bellocco, avendo la figlia sposato Domenico, figlio del capoclan.
Cusato è incensurato e anche il genero. Resta una parentela acquisita che genera imbarazzo e inevitabili polemiche
Considerato che questo era il presupposto principe delle candidature, forse più attenzione si poteva fare. Tra l’altro per tornare alla Lega, chi ha compilato le liste conosceva la questione, considerato che Cusato è in compagine del 2016 e a Rosarno certe notizie le conoscono tutti, soprattutto il commissario Saccomanno che è proprio di Rosarno.
Ma non finisce qui. La Lega ha presentato per la prima volta una lista elettorale alle comunali di Cosenza. E tra i candidati c’è il giovane Mattia Lanzino, nipote diretto di Ettore Lanzino, capo della ‘ndrangheta della città bruzia.
La ‘ndrangheta basa la sua forza sui rapporti familiari. Prima istituzione cui si deve tenere conto. Non a caso Gratteri ha dichiarato recentemente che le liste pulite sono inutili, perché esistono i prestanome. Figurarsi se sono degli stretti congiunti. Che in caso di bisogno dovranno dare conto.
(da Quotidiano del Sud)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
MICHETTI IN AFFANNO: “NON RIUSCIAMO A PARLARE CON LEI”
Chi ha visto Francesca Benevento?
L’esponente No Vax e antisemita della civica di Enrico Michetti non si trova più. Partita la bufera per i suoi post social sulla campagna vaccinale e il ministro della Salute, Roberto Speranza, la candidata è sparita. Dopo lo scivolone, la coalizione è in affanno. Lo dice lo stesso tribuno radiofonico: “Non riusciamo a rintracciarla”.
L’ammissione di Michetti è stata subito censurata da Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, con il candidato per la presentazione della lista del suo partito, lo ha preso immediatamente da parte. Colloquio flash prima della conferenza stampa: certi errori non sono ammessi in campagna elettorale.
Meglio tornare a dare la caccia a Benevento, consigliera al XII Municipio ed ex grillina, per comunicarle che non potrà usare il simbolo della civica di Michetti. Una diffida dopo le frasi sui vaccini, i “quantum dots” iniettati per il controllo da remoto dei pazienti e il ministro Speranza. Uscite imbarazzanti da cui il candidato del centrodestra ha già preso le distanze.
Possibile, però, che nessuno nella coalizione si sia accorto di quei post? Michetti mette le mani avanti: “Noi abbiamo 2.500 candidati, se dovessimo fare un excursus di tutto quello che hanno dichiarato negli ultimi 10 anni sui social, abbiamo chiesto i carichi pendenti, il casellario giudiziario. Abbiamo preso le distanze in maniera ferma e decisa nel momento in cui abbiamo saputo. Prenderemo provvedimenti di conseguenza. Quali? Valuteremo”. Prima, però, va trovata la candidata scomparsa.
In attesa di buone notizie, intanto arriva un’altra scusa alla comunità ebraica. Questa volta è sotto forma di auguri social, firmati Michetti, per il Capodanno ebraico. Ma la strada per ricomporre la frattura e riemergere dalle macerie lasciate in eredità dalla bomba Benevento è ancora lunga.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
MA SOTTRARSI AI PROCESSI E’ UNA CONDICIO SINE QUA NON PER CANDIDARSI AL QUIRINALE?
Silvio Berlusconi, tramite la sua difesa, ha depositato una richiesta di rinvio per
motivi di salute dell’udienza in calendario per domani del processo Ruby ter.
L’istanza di legittimo impedimento sarà valutata dai giudici della settima sezione penale, presieduti da Marco Tremolada.
Ieri l’ex premier era tornato al San Raffaele di Milano per una visita durata circa 15 minuti con il suo medico personale, il dottor Alberto Zangrillo. Era la terza volta nelle ultime due settimane che il leader di Forza Italia andava all’ospedale milanese: il 26 agosto è rimasto ricoverato per una notte, mentre mercoledì scorso è rimasto solo poche ore.
Nel processo sono imputati a vario titolo per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza l’ex premier e altre 28 persone nell’ambito delle presunte “cene eleganti” organizzate ad Arcore.
All’istanza, alla quale a quanto si è appreso non sono stati indicati dei termini temporali, è stata allegata della documentazione medica relativa agli esiti dei recenti controlli a cui il leader di Forza Italia è stato sottoposto all’ospedale San Raffaele di Milano nelle ultime due settimane.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
UN CONDANNATO A CAPO DELLO STATO SAREBBE UN BEL SEGNALE PER L’ITALIA NEL MONDO
Da anni ormai la vicenda politica e giudiziaria di Berlusconi si intreccia con quella dei problemi fisici e delle malattie, con periodi più o meno lunghi di convalescenza e guarigioni.
Ovviamente spunta sempre il sospetto che usi il suo corpo come “pretesto” per un “legittimo impedimento” a non presentarsi nelle aule giudiziarie.
C’è chi parla persino di ‘virus processuale’, facendo notare che i malanni del Cavaliere coinciderebbero con le udienze processuali. L’entourage dell’ex premier però smentisce ogni volta.
Ad ogni modo, soprattutto nelle ultime settimane, Silvio Berlusconi è riuscito sempre a mantenere i contatti con gli “aficionados” e non sono pochi quelli che sono riusciti ad incontrarlo e a parlarci durante le vacanze agostane nel buen retiro di Villa Certosa. Tutti hanno tratto la convinzione che il Cavaliere viva una specie di fissazione: quella di essere il candidato unico del centrodestra per l’elezione del Capo dello Stato.
Ogni discorso che fa prima o poi finisce lì (e lo sa bene Matteo Salvini; infatti è questo l’unico vero motivo per il quale gli sta dando il via libera, almeno per il momento, sulla “federazione” del centrodestra di governo).
Lui pensa sinceramente di potercela fare e in tanti glielo lasciano credere, anche ben sapendo che in verità è molto ma molto difficile, per non dire impossibile.
È vero infatti che al centrodestra unito, dalla quarta votazione bastano solo 52 voti , ma questi potrebbero arrivare solo dagli uomini di Renzi o Di Maio (molto più difficilmente dal Pd di Enrico Letta) che li potrebbero anche dare ad un candidato vicino al centrodestra (Gianni Letta? Marcello Pera? lo stesso Casini) ma mai direttamente a Silvio Berlusconi.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
A COSA PORTA DARE POTERE A UN CRIMINALE
È guerra tra Jair Bolsonaro e le piattaforme di social media. 
Il presidente brasiliano ha emesso un decreto con effetto immediato (ma deve essere ancora ratificato dal Congresso per avere forza di legge) che modifica le regole per la moderazione dei contenuti sulle piattaforme, con l’obiettivo di contrastare «la cancellazione arbitraria e ingiustificata di account, profili e contenuti da parte dei fornitori».
Nei mesi scorsi il presidente brasiliano aveva subito la rimozione di alcuni contenuti contenenti false informazioni sul Coronavirus, e ha definito «censura» la cancellazione dei post che le piattaforme hanno applicato nei suoi confronti e a quella di alcuni suoi sostenitori.
Nel nuovo provvedimento di Bolsonaro sono stati stabiliti i presupposti per rimuovere contenuti o sospendere utenti secondo un principio di “giusta causa”, imponendo anche nuovi protocolli alle piattaforme per applicare tali sospensioni.
Dopo l’emanazione del decreto, un portavoce di Facebook ha commentato: «Questa misura provvisoria limita in modo significativo la possibilità di limitare gli abusi sulle nostre piattaforme».
La società fondata da Mark Zuckerberg ha poi specificato che «diversi specialisti e avvocati sostengono che la proposta di Bolsonaro violi diritti e garanzie costituzionali». Il deputato dell’opposizione Alessandro Molon ha dichiarato che lo scopo del presidente Bolsonaro «non è proteggere la libertà di espressione, ma quello di impedire che la disinformazione e l’incitamento all’odio che lui e i suoi sostenitori diffondono continuino a essere rimossi dalle piattaforme pubbliche».
Nei giorni scorsi il presidente brasiliano aveva apertamente dichiarato che contava su un massiccio supporto e mobilitazioni da parte dei suoi sostenitori, per convincere della sua innocenza i giudici della Corte suprema che nel corso degli ultimi mesi hanno aperto diverse indagini contro di lui e contro il suo staff, con l’accusa di aver (anche) diffuso informazioni false.
E nella serata di ieri, i sostenitori del presidente Bolsonaro sono scesi per le strade del centro di Brasilia con camion e altri veicoli, e «hanno abbattuto le barriere di contenimento», entrando nel viale che conduce proprio al Congresso e alla Corte suprema brasiliana.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
SI PARTE A FINE SETTEMBRE, DA GENNAIO GLI OPERATORI SANITARI
Il virus corre più di quanto riesca a fare la campagna vaccinale italiana, che vede ancora oltre 3 milioni di over 50 che non hanno ancora ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid.
Un vuoto ancora da colmare che si andrà a sovrapporre all’inizio delle somministrazioni delle terze dosi, ormai urgenti secondo il governo Draghi a fronte dei dati che emergono dalle ricerche scientifiche sul calo di protezione a distanza di circa sei mesi dall’ultima dose. La campagna per i richiami partirà da subito a settembre, come annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza a margine del G20 di Roma sulla Salute.
Con una variazione rispetto alla prima campagna dello scorso anno: i primi a ricevere il richiamo saranno i pazienti fragili, innanzitutto quelli oncologici e chi ha ricevuto un trapianto. Subito dopo sarà il turno degli over 80 e degli ospiti delle Rsa. In seguito sarà il turno degli operatori sanitari, dagli ospedalieri in poi.
A cosa serve la terza dose di vaccino
Prima di procedere, però, si attende il via libera dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che darà il proprio parere «a tempo debito» (presumibilmente entro la fine del mese) sulla terza dose, per fornire indicazioni chiare e precise sulle procedure da seguire per il terzo richiamo. La terza dose di vaccino servirà a queste categorie per riattivare e portare a livelli più alti la soglia di risposta immunitaria contro il virus. Questo perché a 6-7 mesi di distanza dalla fine del primo ciclo vaccinale, in particolare nei soggetti più fragili e a rischio, la memoria immunitaria si abbassa, e pertanto richiede un boost, una spinta, a riattivarsi a pieno contro il Coronavirus e le sue varianti.
E mentre si attende il parere dell’Ema, gli esperti del ministero della Salute sono già al lavoro per definire i nuovi criteri che delineeranno le platee che necessitano con maggiore priorità la terza dose di vaccino.
Cambieranno, in parte, le categorie di persone per cui la vaccinoprofilassi era altamente «prioritaria», così come descritto nelle «Raccomandazioni sui gruppi target della vaccinazione» dello scorso marzo. Dal ministero della Salute fanno sapere che l’elenco delle persone che riceveranno con priorità la terza dose sarà «ridefinito», ma non è ancora chiaro in che misura.
Il calendario dei richiami per la terza dos
Settembre – ottobre
Dai mesi di settembre e ottobre si dovrebbe iniziare dai pazienti oncologici, immunodepressi (o in cura con farmaci immunosoprressori), persone sottoposte a trapianto d’organo o di cellule staminali e dializzati. Complessivamente questa platea dovrebbe attestarsi intorno al mezzo milione di persone.
Dicembre – gennaio 2022
Subito dopo, a cavallo tra il dicembre 2021 e il gennaio 2022, sarà la volta della terza dose di richiamo dei cosiddetti pazienti fragili. Questa platea comprende anziani over 80 e ospiti delle Rsa, per un totale di oltre 4,5 milioni di persone.
Gennaio – febbraio 2022
In terza battuta, da gennaio e febbraio 2022, saranno sottoposti a terza dose tutti gli operatori medici e socio-sanitari che ormai hanno concluso il primo ciclo vaccinale da oltre sei mesi e la cui risposta immunitaria al virus si è ridotta nel corso dei mesi e va rinforzata, per un totale di quasi 2 milioni di persone.
Queste sono le tre categorie che nel corso dei prossimi quattro o cinque mesi dovrebbero rientrare nelle platee con elevata priorità di accesso alla terza dose di vaccinoprofilassi. Dopodiché, dall’inizio del 2022, le platee che potranno accedere alla terza dose di vaccino dovrebbero tornare a seguire il criterio anagrafico, per età decrescente e per patologie che potrebbero essere state inizialmente escluse dalla nuova definizione di paziente fragile. In tutti i casi, le terze dosi di richiamo verranno fatte con vaccini a mRna, ossia Pfizer e Moderna.
(da Open)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
PUGLIESE HA DETTO CHE LA SUA AZIENDA INTENDE MANDARE IN ASPETTATIVA NON RETRIBUITA I DIPENDENTI CHE RIFIUTANO IL VACCINO…TROPPO BUONO, ANDREBBERO LICENZIATI
Torna di moda il boicottaggio. Questa volta a finire nel mirino dei No Vax è stato
l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese che lunedì sera, ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica (su Rete4), ha detto la sua sul Green Pass per i lavoratori.
Secondo lui, infatti, la certificazione verde andrebbe estesa ad altre categorie rispetto al personale sanitario e ai docenti. E questo coinvolgerebbe anche i suoi dipendenti. Una posizione che non è stata digerita dai social.
“Sono favorevole al greenpass, se io ha fatto due dosi di vaccino, perché poi devo rischiare di contagiarmi andando al ristorante o al supermercato? I dipendenti che non vogliono vaccinarsi andranno in aspettativa non retribuita”.
Parole sintetiche che mostrano un indirizzo ben preciso da parte dell’amministratore delegato di Conad. E da lì è partito un vero e proprio shitstorm targato no vax che annunciano il loro boicottaggio nei confronti dei numerosi supermercati che fanno parte della nota catena.
Tra gli utenti, però, c’è anche chi fa molta ironia sottolineando alcuni paradossi: boicottando i supermercati della catena si mette a rischio il lavoro dei dipendenti; se i no vax non andranno più in quei luoghi, allora i supermercati Covid diventeranno una sorta di paradiso Covid-free.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2021 Riccardo Fucile
MARCUS PACE VITTIMA DI INSULTI DURANTE UN INCONTRO PUBBLICO A MILANO AD OPERA DI DUE SEDICENTI “FASCISTI” CHE AL TEMPO DEL DUCE AVREBBERO PULITO I CESSI
“L’Italia non è un Paese razzista, ma…”. Ma proseguono gli episodi di intolleranza xenofoba lungo tutto lo Stivale.
L’ultima vittima di questa assurda dialettica che si basa sull’odio è Marcus Pace, giovane candidato al Consiglio Comunale di Milano con la lista del sindaco uscente Beppe Sala. Frasi ed epiteti razzisti rivolti durante un incontro con la cittadinanza nella zona di Santa Maria del Suffragio, nella zona Est del capoluogo lombardo.
“Ieri doveva essere una giornata di festa e condivisione ma ho subito un attacco razzista – ha raccontato Marcus Pace sulla sua pagina Facebook, raccontando quanto gli è accaduto domenica scorsa -. Ero all’incontro con la cittadinanza presso la pagoda di Santa Maria del Suffragio con Stefano Bianco, amico e candidato Presidente del Municipio 4, quando due individui, abitanti del mio quartiere, mi hanno insultato con quelle parole”.
Epiteti razzisti, usciti dalle bocche di due persone che vivono nel suo stesso quartiere. “Io sono un fascista e tu puzzi, prendi sussidi che sono nostri”.
Classici cliché tipici di quell’assurda ideologia xenofoba nei confronti di un giovane che si sta spendendo in politica e con un ruolo attivo nella città.
Ma lui non ha la minima intenzione di farsi intimidire da quanto gli è accaduto: “Non ho mai vissuto di vittimismo e tanto meno inizierò oggi perché sono parte di questo Paese, e tra gli ultimi promotori con il mio lavoro della manifattura artigiana italiana. Da figlio adottivo prima di genitori italiani e Italiano poi, condanno ogni forma di fascismo e intolleranza becera. Non siamo più un Paese sotto regime ma parte del Mondo.Poco fa sono stato alla polizia a denunciare gli aggressori”.
(da Agenzie)
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