Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
PER IL CAPITONE “I VACCINI GENERANO VARIANTI”, FAKE NEWS EPICA… I VIROLOGI VERI INSORGONO
Siamo abituati ad ascoltare e osservare Matteo Salvini in tutte le sue
interpretazioni: il ministro poliziotto, l’apostolo col rosario, il politico gourmet, il tifoso sfegatato, il papà amorevole, l’amante appassionato e via dicendo.
Basta dare un’occhiata alle sue pagine social e potrete aggiungere tanti altri personaggi alla mini-galleria qui descritta.
Però il virologo Salvini, per piacere, anche no.
Il leader leghista infatti è appena caduto nella trappola dei milioni di virologi da tastiera che ogni giorno sparano verità assolute su virus e vaccini, salvo poi ritrovarsi come propagatori, inconsapevoli o meno, di fake news.
Trappola che avrebbe dovuto evitare con grande destrezza uno che sui social ha costruito gran parte del suo consenso. E invece la Bestia dà, la Bestia toglie.
“Le varianti nascono come reazione al vaccino. Se io provo ad ammazzare il virus lui prova a reagire variando, mutando”, ha detto collegato con gli studi di L’Aria che Tira, diffondendo così la sua verità a qualche milionata di telespettatori.
Peccato però che la verità, quella vera e non quella propagandata, stia da tutt’altra parte.
Non è un caso che a distanza di qualche minuto tutta la comunità dei virologi (quelli veri) è insorta per correggere il tiro totalmente sballato del Capitano.
Matteo Bassetti ha dato fuoco alle polveri ricordando come “le varianti nascono quando le persone non sono vaccinate e il virus si muove liberamente, vedi la Delta in India dove la popolazione non era immunizzata e così si è sviluppata anche la Mu”.
A dargli man forte poi è arrivato Massimo Galli che precisa come le varianti si generano tanto più facilmente quanto più il virus si diffonde. Quindi non c’è nessun legame con la vaccinazione.
“Voi capite perché sono scoraggiato?” conclude con un laconico tweet Roberto Burioni.
Il Capitano delle fake news quindi ha appena preso una topica clamorosa, come avviene spesso alle persone che parlano più per strizzare l’occhio a una parte della popolazione che per amor di verità.
E pensare che tutto ciò Salvini avrebbe potuto evitarlo nel tempo di un clic: gli sarebbe bastato andare sulla pagina “Dottore, ma è vero che?” della Federazione nazionale dei medici italiani e dare una veloce letta all’articolo nato proprio per smontare la bufala del vaccino che genera varianti.
Sintetico, chiaro, a portata di tutti. Tempo di lettura 3 minuti. Tre minuti che avrebbero evitato al leghista la solita prestazione da Papeete.
(da Huffingtonpost)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“LE VARIANTI NASCONO COME REAZIONE AL VACCINO”: UNA BALLA COLOSSALE CHE FA PERDERE LE STAFFE AGLI ESPERTI… E’ CRIMINALE USARE LA TV PER DIFFONDERE FAKE NEWS E PROVOCARE ALTRI MORTI
Ostenta sicurezza, scuote la testa mentre Myrta Merlino prova a spiegare perché è necessaria la vaccinazione (anche per contenere le varianti del Sars-CoV-2).
Ma se questo non bastasse, Matteo Salvini sale in cattedra e prova a dare anche una lezione di giornalismo.
Peccato che la sua tesi sulle varianti che nascono come reazione al vaccino sia di una superficialità da far cadere le braccia.
Intorno al quarto minuto del video pubblicato da La7, il leader della Lega – in collegamento con “L’Aria che Tira”, afferma: “Io sono vaccinato, posso prendere il virus e posso trasmetterlo. Se faccio un tampone ora, vedo se sono negativo. Lo strumento imbattibile per vedere se una persona è negativa in un momento è il tampone. Il vaccino non mi rende totalmente immune. Proviamo a fare informazione corretta: le varianti nascono come reazione al vaccino”.
Ma questo non basta. In aperta contestazione con Myrta Merlino prosegue nel suo ruolo da “virologo” della prima ora: “Se provo ad ammazzare il virus, il virus cerca di sopravvivere mutando e reagendo al vaccino. Il virus si trasforma: io vaccinato non sono immune. Il mio problema non sono i non vaccinati, il mio problema è il virus che varia. In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta circolando tra migliaia di persone. Cosa vuol dire?”.
Domanda sbagliata perché il concetto di base è sbagliato.
La replica degli esperti
Il primo a intervenire sulla vicenda è stato Matteo Bassetti (che, in passato, è stato spesso ospite delle dirette social del leader della Lega).
Contattato da AdnKronos, il Direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova ha aspramente criticato la faciloneria con cui Salvini ha espresso quel suo pensiero (che non ha nulla a che vedere con la virologia): “L’affermazione che le varianti nascono come reazione al vaccino è una delle cose più inesatte che ho sentito da quando si parla di pandemia. Le varianti nascono quando le persone non sono vaccinate e il virus si muove, liberamente vedi la Delta in India dove la popolazione non era immunizzata così la Mu. Dire quello che ha detto Salvini è profondamente inesatto”.
Pochi istanti dopo, interviene uno scoraggiato Roberto Burioni che si limita a un sintetico tweet che vale più di mille parole.
Scoraggiato perché a parlare, in diretta tv, è stato il leader del secondo partito in Italia. Un politico che ha deciso di rivestire le vesti di “esperto” senza apparenti meriti sanitari.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
SONO 95 I SANITARI CHE HANNO RICEVUTO L’AVVERTIMENTO, 28 HANO CAMBIATO IDEA… METTANO UN AVVISO CHE NON SONO VACCINATI, PERCHE’ MAI UN PAZIENTE DEVE RISCHIARE DI CONTRARRE IL VIRUS PER LA LORO SCELTA?
Ci sono 30 medici tra i 200 operatori sanitari sospesi in Emilia-Romagna per
non aver adempiuto all’obbligo vaccinale contro il Coronavirus. Quattro di questi sono neolaureati con 110 e lode.
Luigi Bagnoli, presidente dell’Ordine di Bologna, si è detto «colpito e sorpreso» dalla mancata immunizzazione dei colleghi: «Ci sono dentisti, tre medici di medicina generale, di cui due a Bologna e uno a Imola, e gli altri sono fondamentalmente ospedalieri».
Il direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Paolo Pandolfi ha fatto sapere che sono 95 i sanitari che hanno ricevuto l’avviso di accertamento.
Di questi, 61 sono dipendenti Ausl, 27 fanno parte del Policlinico Sant’Orsola e sette lavorano nel privato. Nel frattempo in 28 hanno provveduto a vaccinarsi o a fornire una giustificazione per la mancata immunizzazione.
E alla fine sono stati sospesi 67 sanitari: «Spero che la maggioranza di queste persone si ravveda — ha detto ieri Pandolfi all’agenzia di stampa Dire — perché fa male all’immagine della sanità pubblica e perché fa male sapere che ci sono colleghi che non accettano regole stabilite non per fare male a qualcuno, ma per fare del bene agli altri».
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
LA DECISIONE DELL’AZIENDA ANTICIPA IL GOVERNO…L’ALTERNATIVA E’ LO SMART WORKING
Dal 27 settembre chi lavora in Siemens potrà entrare in azienda soltanto con il Green Pass. E i dipendenti che non vogliono immunizzarsi dovranno pagare il tampone di tasca propria.
«Abbiamo deciso di garantire il pagamento dei tamponi ai dipendenti fragili che per motivi di salute non si possono vaccinare. Chi per scelta non si vaccina dovrà invece fare il tampone a proprie spese», spiega al Corriere della Sera Pierfrancesco De Rossi, presidente e amministratore delegato ad interim di Siemens in Italia.
«Siamo arrivati a questa decisione dopo un percorso che ha visto il coinvolgimento dei sindacati e dei dipendenti — continua De Rossi —. Molti hanno risposto volontariamente a un questionario. Ne è risultato che oltre il 90% sono vaccinati. La decisione a cui siamo giunti è largamente condivisa».
L’azienda non sembra temere il rischio di cause legali: «Mi auguro che non si generi alcun contenzioso. Eventuali situazioni individuali non strumentali si possono comporre trovando soluzioni».
Come lo smart working, visto che in azienda si è deciso di lasciare libertà di scelta sul luogo da cui lavorare. In teoria un No vax potrebbe lavorare sempre da casa. Il Green Pass obbligatorio sarà limitato alle sedi amministrative dell’azienda.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
ALTRO CHE PROCLAMI PER I GONZI DEL LEGHISTA, IL GREEN PASS SARA’ SEMPRE PIU’ NECESSARIO
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che con nuove
misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale.
Ovvero il green pass sarà necessario anche per i genitori che entrano a scuola, o per le tate. Ed è in arrivo anche un’altra novità: gli statali senza certificato verde potrebbero vedere il loro stipendio sospeso.
Ma Salvini non aveva parlato con Draghi ed era contento dei risultati ottenuti?
Infatti, e le nuove norme sono in vigore fino al 31 dicembre, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative è tenuto a possedere la Certificazione Verde.
Questa disposizione non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione. Il dirigente scolastico e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative e formative hanno il compito di controllare il possesso del Green Pass da parte del lavoratore.
Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Quindi anche mamme e papà, e ovviamente baby sitter o qualsiasi adulto delegato a entrare nella scuola per le necessità di bambini e ragazzi dovrà avere il green pass.
Spiega Il Messaggero:
Per i docenti e i bidelli il Qr code valido è necessario per lavorare, visto che senza la certificazione risultano assenti ingiustificati, hanno una sanzione da 400 a mille euro e la sospensione dal servizio dopo il 5 giorno di assenza. I genitori non avranno alcuna sanzione, ovviamente, ma non potranno accedere a scuola
Ma non è finita qui: infatti nonostante i proclami di Salvini il percorso del green pass non si fermerà.
Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo alla domanda “Sull’allargamento del Green Pass avete ceduto a Salvini?”, ha spiegato intervistato dal direttore de La Stampa Massimo Giannini, al “Festival Ritorno al futuro.
La lezione di Covid e il domani che ci aspetta”: “Assolutamente no, la nostra valutazione su questa materia è sempre di natura sanitaria, sul piano delle scelte di merito, e anche di grande attenzione sul piano della scrittura delle norme. Io penso che questi temi saranno ancora affrontati, ma non vedo nessun elemento di natura politica, c’è solo l’interesse del Paese. Le dinamiche politiche non posso avere spazio, sono troppo piccole rispetto alla posta in gioco. Chiedo a tutti un atteggiamento diverso: non si fa politica sul Covid. E pensare di poter prendere qualche voto su questa materia fa solo male al Paese.
“Stiamo estendendo il Green pass e lo estenderemo ancora nelle prossime settimane e come ha detto il presidente Draghi l’obbligo è una facoltà che la Costituzione ci offre all’articolo 32. Il vaccino Covid è già obbligatorio per il personale sanitario e con il decreto approvato oggi – ha ricordato il ministro – lo è anche per il personale non sanitario esterno o interno che lavorano nelle Rsa, luoghi molto delicati e una ferita per il Paese per quello che è successo”, ha aggiunto.
E infatti nei prossimi giorni con ogni probabilità la prossima settimana, toccherà alla Pubblica amministrazione: come spiega Il Messaggero, “il ministro della Pa, Renato Brunetta, sta lavorando da tempo al provvedimento e il testo, filtra da fonti di governo, «è pressoché pronto». «Si tratta solo di decidere nel dettaglio il sistema dei controlli», che dovrebbero spettare al capo ufficio”:
Salvini chiede che l’obbligo del lasciapassare verde sia limitato al personale a contatto con il pubblico, ma è considerato «certo» che la misura riguarderà «l’intero comparto del pubblico impiego».
Tutti i dipendenti pubblici, insomma. Senza eccezioni, se non per quelli che per ragioni di salute non possono vaccinarsi. La sanzione sarà uguale a quella adottata per i professori: dopo 5 giorni scatterà la sospensione dallo stipendio
Insomma il green pass che da oggi è obbligatorio per il personale scolastico, nelle Rsa, per i dipendenti delle aziende e alle coop che forniscono servizi di mensa, pulizia e guardiani nelle scuole e nelle università presto diverrà obbligatorio anche per il personale di pubblici esercizi come bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, aerei, navi, bus e treni a lunga percorrenza, stadi e congressi, sale gioco e parchi tematici. Oltre che per il pubblico impiego.
(da NextQuotidiano)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“SIAMO STATI PAZIENTI, ORA BASTA”… CHI SGARRA MULTA DI 14.000 DOLLARI
Con due ordini esecutivi, il presidente Usa Joe Biden ha disposto il vaccino obbligatorio per tutti i lavoratori federali e per i contractor (impiegati di aziende a cui il Governo ha affidato appalti).
Inoltre, verrà chiesto alle aziende private con più di 100 dipendenti di rendere obbligatorio il vaccino.
“Siamo stati pazienti. Ora basta. Abbiamo gli strumenti per combattere il Covid-19 ma una minoranza di americani, sostenuta da una minoranza di funzionari di governo, continua a creare problemi”, ha detto Biden in un discorso alla nazione in cui ha annunciato le nuove misure.
Chi trasgredirà le norme rischia una multa fino a 14mila dollari.
Le misure, nel complesso, riguardano circa 100 milioni di lavoratori.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
“MI HANNO LEGATO MANI E PIEDI E BASTONATO”
Nei giorni scorsi abbiamo parlato della Marcia delle Donne di Kabul e di una
manifestante picchiata e frustata da un talebano. Le immagini erano state pubblicate su Twitter da Zaki Daryabi, giornalista e reporter investigativo del sito Etilaatroz.
In un altro tweet Daryabi scriveva che cinque giornalisti di Etilaatroz erano stati arrestati durante la protesta.
Due di questi hanno denunciato di essere stati sequestrati, frustati e torturati per aver documentato quello che stava accadendo. Taki Daryabi, 22 anni, ha larghe lacerazioni sotto il mento. È stato colpito agli zigomi, pochi millimetri dagli occhi. Il suo collega Nematullah Naqdi, 28 anni, ha un’ampia garza incerottata sulla guancia destra.
Il Corriere della Sera scrive oggi che i due sono stati picchiati a sangue, frustati, colpiti con i fucili, presi a calci per una decina di minuti da una quindicina di talebani infuriati. Non per la strada, ma nel chiuso di una stazione di polizia, dove poi sono rimasti prigionieri per quattro ore, prima di poter tornare al loro giornale e da lì medicati quindi in ospedale.
«È avvenuto ieri mattina (due giorni fa per chi legge ndr), dai social avevamo saputo che ci sarebbe stata una nuova manifestazione di donne nel Distretto numero tre della capitale. Siamo arrivati presto, abbiamo incontrato una trentina di loro che stavano preparando cartelli e volantini. Quando hanno iniziato a sfilare sono arrivati i talebani armati. Mi hanno catturato una prima volta. Sono riuscito a divincolarmi. Le donne si sono messe attorno per proteggermi. E questo perché i talebani picchiano e persino minacciano di uccidere gli uomini che li contestano. Con le donne sono relativamente più leggeri. Poi però mi hanno preso una seconda volta e non c’è stato scampo», spiega Taki al quotidiano.
«Sono svenuto una prima volta. Mi hanno buttato in faccia un secchio d’acqua e hanno ripreso. Ho perso di nuovo i sensi. Uno di loro mi aveva legato mani e piedi, premeva la suola di una scarpa sul collo mentre gli altri bastonavano. Poi ho visto che picchiavano anche Nematullah», continua.
Zaki Daryabi conferma che almeno 5 dei suoi 45 giornalisti sono stati arrestati negli ultimi giorni: «Per noi è l’eclissi dell’era della libertà di stampa in cui siamo cresciuti negli ultimi vent’anni. Siamo tutti minacciati, non ci resta che denunciare pubblicamente gli abusi nella speranza che la comunità internazionale possa aiutarci».
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
E’ TORNATA A KABUL PER CONTINUARE IL SUO LAVORO DI CORRISPONDENTE: IERI NEL SERVIZIO IN ONDA LO SCONTRO CON UN TALEBANO DELLA BRIGATA BADRI’
Lucia Goracci, giornalista Rai. E’ la sua la voce che arriva dall’Afghanistan nel nostro paese, oltre ogni ragionevole dubbio il coraggio delle giornaliste italiane è inquantificabile.
Non facile buonismo, ma coraggio vero.
A raccontare i fatti afghani in Italia sono state due croniste, donne (con lei anche Cecilia Sala), in un paese che ha marcato il cambio di rotta proprio nel mutamento delle possibilità consentite al genere femminile. Tornate anni addietro in materia di diritti.
Goracci, inviata Rai, è tornata a Kabull da pochi giorni. Era andata via con l’ultimo volo degli italiani, ed ora è di nuovo in Afghanistan. Nel servizio andato in onda ieri su Rai 3 la cronista è ripresa mentre ingaggia un colloquio acceso con un militare talebano, una delle forze d’elite.
“Perchè non mi guarda in volto?” chiede l’inviata del servizio pubblico, dopo aver rivolto diverse domande alla guardia armata fino ai denti. Lui accaldato ed in mezzo alla gente con un fucile ben saldo tra le mani, ed una serie di ordigni legali sul corpo pronti ad essere utilizzati, risponde “Non mi è permesso guardare in faccia le donne”. E’ un membro della Brigata Badri, spiega Goracci, la divisione d’assalto che utilizza le armi americane.
Ha gli occhiali sul volto, non si sa bene dove stia guardando. Sarebbe bello se il suo sguardo fosse in camera, dove finirebbe negli occhi di migliaia di donne davanti allo schermo.
(da NextQuotidiano)
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Settembre 10th, 2021 Riccardo Fucile
ORA SERVE IL SI’ DEL SENATO
Dopo che il Senato ha autorizzato l’utilizzo di sei intercettazioni telefoniche
su 28, il gip di Napoli ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di Luigi Cesaro, senatore di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli: arresti domiciliari per il reato di concorso esterno nell’associazione camorristica capeggiata dal boss Pasquale Puca e attiva a Sant’Antimo, la città di origine del politico.
Per questa vicenda tre fratelli del senatore (Aniello, Antimo e Raffaele) sono già a giudizio. Secondo l’accusa i Cesaro, in qualità di imprenditori e Luigi anche di politico, agevolavano le attività illecite dei Puca. La misura cautelare ovviamente non può essere notificata prima dell’autorizzazione a procedere del Senato.
L’indagine
Quando scattarono le 59 misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sugli intrecci tra politica, imprenditoria e camorra a Sant’Antimo, nel giugno del 2020, i pm di Napoli avevano chiesto l’arresto in carcere per il senatore di Forza Italia. Richiesta rinviata dal gip all’esito dell’autorizzazione per l’uso delle intercettazioni e trasformata in domiciliari. Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del parlamentare di Forza Italia, erano già stati arrestati nel 2017 nell’ambito dell’inchiesta sul Piano di insediamento produttivo (Pip) di Marano.
(da agenzie)
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