Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
LA RAGGI KO, FINITO ANCHE IL BLUFF CALENDA A ROMA… FDI DAVANTI ALLA LEGA QUASI OVUNQUE, MA NON SFONDA… AL NORD LA LEGA NON VA OLTRE IL 10%
Dai risultati parziali ma già consolidati di questa tornata elettorale delle
amministrative, in cui votavano decine di capoluoghi tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli, oltre che la Regione Calabria e le suppletive in Toscana e di nuovo a Roma, emerge soprattutto un dato: il centrodestra è andato male, confermandosi in Calabria e strappando il ballottaggio solo a Roma e a Torino, dove comunque (sulla carta) potrebbe partire sfavorito.
Lega e Fratelli d’Italia saranno anche i primi partiti nei sondaggi a livello nazionale, ma nelle grandi città (domenica e lunedì hanno comunque avuto la possibilità di votare quasi 13 milioni di italiani, non proprio pochi) non funzionano: flop di Bernardo a Milano, dove ha stravinto Sala al primo turno, ma ancora peggio è andata a Bologna e Napoli, dove la coalizione è stata letteralmente umiliata da Lepore e Manfredi.
A Roma Michetti chiude il primo turno in vantaggio, ma tutto lascia pensare ad un testa a testa tra 15 giorni con Roberto Gualtieri: quasi sicuramente il candidato del Pd supera la sindaca uscente Virginia Raggi che finisce ko e anche Carlo Calenda
Il centrosinistra dunque blinda Milano, Napoli e Bologna, e blocca i sovranisti a Roma e Torino, dove si andrà al secondo turno con buone chance per il Pd di portare a casa il sindaco, soprattutto se dovesse replicarsi in quei ballottaggi l’alleanza con i 5 Stelle che così bene ha funzionato ad esempio a Napoli (ma anche a Bologna).
A vincere comunque questa tornata, dai dati disponibili finora e in attesa dei ballottaggi dove ci saranno, è il centrosinistra e soprattutto il Pd, che tra l’altro vince anche la suppletiva di Siena dove per un seggio vacante alla Camera si era candidato il segretario Enrico Letta e quella di Roma Primavalle dove in passato aveva vinto il centrodestra
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL GIORNALE ON LINE HA CORRETTAMENTE CONSEGNATO IL “GIRATO” ALLA PROCURA
Li voleva Giorgia Meloni ma adesso li ha la procura di Milano che – forse – farà un esame molto approfondito e scevro da interpretazioni di parte.
L’acquisizione del video integrale dell’inchiesta giornalista condotta da Fanpage sulla campagna elettorale di Fdi a Milano.
E’ uno dei primi passaggi dell’inchiesta milanese avviata venerdì scorso in seguito all’esposto presentato in procura da Europa Verde.
Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, è in corso in queste ore l’acquisizione del filmato intergrale – circa 100 ore di girato – da parte dei militari della Guardia di Finanza. Il video sarà poi analizzato dagli inquirenti chiamati a valutare la presenza di profili penalmente rilevanti in capo ai protagonisti della vicenda.
Nel servizio, andato in onda giovedì sera su La7, si vedono l’eurodeputato di Fdi Carlo Fidanza, lo storico esponente della destra milanese Roberto Jonghi Lavarini mentre parlano di finanziamenti in nero e di un sistema di “lavatrici” per ripulire le somme di denaro ricevute dal partito.
Altri esponenti del partito fanno saluti romani, inneggiano a Hitler e al fascismo, prendono di mira gli ebrei e dileggiano il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, autore di numerose inchieste giornalistiche sul mondo dell’estrema destra e sui movimenti neofascisti.
Il fascicolo di indagine aperto venerdì scorso dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e affidato ai pm Giovanni Polizzi e Piero Basilone ipotizza i reati di finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio.
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
“QUELLA E’ LA SUA DIMENSIONE ESISTENZIALE, L’INTELAIATURA DEL SUO PARTITO E’ ANCORA QUELLA DA EX MSI”… “I MEDIA SONO STATI TROPPO INDULGENTI CON LEI”
Giorgia Meloni fatica a dirsi antifascista, “perché quella è la sua dimensione
esistenziale, fondamentalmente. Lei viene da una scuola da sezione di Colle Oppio e l’intelaiatura del suo partito è ancora quella da ex Msi. Quindi da un lato avverte l’esigenza di dichiararsi presentabile, dall’altro vuole preservare la propria identità, strizzando l’occhio a un elettorato identitario” .
Lo dice a Repubblica la politologa Sofia Ventura che non crede alla distanza tra Meloni e Fidanza, l’europarlamentare al centro dell’inchiesta di Fanpage.
Nella sua biografia Giorgia Meloni è piena di elogi per il dirigente Fidanza, definito un osso duro, una delle poche persone che conosco in grado di studiare come me”, aggiunge Ventura.
Per la politologa Giorgia Meloni è “più pericolosa” di Salvini:
Con le parole fascismo e nazismo, secondo Ventura, la leader di FdI ha un rapporto “molto ambiguo. Cerca di non menzionarle mai. L’altro giorno ha fatto un tweet per definire Salvo D’Acquisto “un eroe italiano”. Ma D’Acquisto venne assassinato dai nazisti, e lei non lo dice. In altre occasioni ha equiparato la prima e la seconda guerra mondiale, come se fossero uguali, come se nella seconda non ci fosse stata la Shoah”.
Per cui, “vogliono uscire da quella cultura, candidarsi a forza di governo, allo stesso tempo chiedono di essere accettati per quello che sono”.
E rispetto al leader della Lega, per la politologa, “Meloni è più brava, più “cattiva”, e guida un partito con una cultura vecchia, basta vedere l’idea di famiglia che propone. Salvini alla fine è un bamboccione, anche se senza scrupoli”.
Potrà anche andare a palazzo Chigi, ma “sarebbe inadeguata. Non dispone nemmeno della necessaria classe dirigente”.
E poi da Ventura una critica al sistema mediatico che ha in qualche modo aiutato la popolarità della Meloni, ”è stato troppo indulgente con lei”:
“Nel gioco di contrasto che crea. Si presenta come una donna graziosa, che buca lo schermo. Una leader che si tiene in forma, come rivelano le sue foto dalla palestra su Instagram. E poi al momento opportuno usa il pugno duro – sottolinea Ventura-. In tv sue interviste fanno audience. Perciò non la si vuole disturbare troppo”.
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
“CINQUANTASEI ANNI FUORI CASA BASTANO PER SENTIRSI REALIZZATI”
Cinquantasei anni da fuorisede. Cinquantesei anni da pendolare tra Roma e Piacenza, per poi tornare alla sua Bettola. Una vita passata all’interno dei palazzi del Parlamento e con un ruolo attivo nei partiti che hanno fatto la storia della Sinistra italiana.
Ora, a 70 anni appena compiuti, Pierluigi Bersani dice basta e annuncia che alle prossime elezioni politiche (previste per il 2023, almeno questo dice il calendario elettorale) il suo nome non sarà nelle liste di nessun partito. Ma la politica, anche se fuori dalle “stanze dei bottoni”, rimarrà sempre il fulcro della sua vita.
Nella sua intervista a Il Fatto Quotidiano, Pierluigi Bersani racconta buona parte della sua carriere politica. Una vita fatta di battaglie in parlamento e alcune sconfitta che, inevitabilmente, gli hanno lasciato l’amaro in bocca (come quando, dopo le Politiche del 2013, gli fu dato mandato per la formazione del governo, senza riuscire a trovare una maggioranza sotto la sua guida). Un passato recente che non ha cancellato il passato, ma che ora non vedrà più un futuro attivo a Montecitorio, dove ricopre il ruolo di deputato.
“Tra due anni non lo sarò più. Cinquantasei anni fuori casa bastano a sentirsi realizzato. Non lascerò la politica, quella non si lascia mai. Il seggio sì”.
Tornerà nella sua Bettola, meta del suo continuo andirivieni con Roma. Perché lì ha quelle radici che non ha mai estirpato e che ha sempre coltivato.
Dal 2023, dunque, potrà concludere questo suo pellegrinaggio, ma senza lasciare la politica. Perché il politico resta tale anche fuori dalle stanze del Parlamento. E lo farà con il suo modo di fare, fuori dal tempo ma sempre in sincronia con l’evoluzione della specie dello “zôon politikòn” di memoria Aristoteliana
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
MAI UN VOLTA CHE SI APPLICHI IL REGOLAMENTO E SI SOSPENDA LA PARTITA… POI CHIUDERE I CANCELLI, PRELEVARLI UNO A UNO E IN GALERA
Prima, durante e dopo il triplice fischio. Ancora una volta, come già accaduto
in passato, una partita di pallone diventa il teatro per la deriva razzista nel nostro Paese. Durante il match tra Fiorentina e Napoli (che si è concluso con la vittoria in rimonta, 1-2, per gli uomini allenati da Luciano Spalletti), dagli spalti del Franchi di Firenze si sono alzati cori e grida nei confronti dei tre calciatori neri del club partenopeo. E non solo durante i 90 minuti (più recupero) di gioco, ma anche durante le interviste subito dopo il fischio finale dell’arbitro.
Il più colpito da questo ennesimo episodio di razzismo è stato il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly (già in passato “oggetto” di cori discriminatori) che, anche durante l’intervista a caldo (a bordocampo) con Dazn, è finito nel mirino dei “pensieri” di alcuni sostenitori viola.
Qualcuno gli ha gridato “scimmia”, accompagnando il tutto con i classici “buuu” e ululati. Poi, mentre il giocatore stava uscendo dal manto erboso per recarsi negli spogliatoi, le urla razziste sono proseguite. Il calciatore ha provato a mantenere la calma volgendo il suo sguardo verso le tribune e gridando: “Continuate, continuate pure”.
Poi, però, ha individuato un tifoso che continuava a urlargli “scimmia” e allora si è rivolto direttamente a lui: “Hai detto scimmia a me? Vieni qui a dirmelo se hai il coraggio”. Poi è uscito dal campo e si è diretto verso gli spogliatoi. Ma nel corso di tutta Fiorentina-Napoli anche altri due calciatori partenopei sono finiti nel mirino dei razzisti da stadio: il centrocampista Anguissa e l’attaccante Osimhen. Proprio quest’ultimo ha condiviso sui social il suo pensiero su quanto accaduto.
A scrivere contro l’odio anche l’attaccante della squadra Viktor Oshimen: «Parla con i tuoi figli, i tuoi genitori. Fai capire loro quanto sia disgustoso odiare un individuo per il colore della sua pelle». Un invito alla tolleranza e all’educazione sociale nei confronti di una diversità che non esiste.
Nel frattempo la Procura, dopo aver ascoltato il calciatore e acquisito i referti dei propri ispettori, ha aperto un’indagine sul fatto.
Per le prossime ore saranno compiuti ulteriori passi avanti con l’acquisizione di alcuni atti anche dalla Questura di Firenze. La nota ufficiale arrivata dalla società viola invece ha preso le distanze da quanto accaduto: «Ci dissociamo dai cori e le offese razziste provenuti dagli spalti del Franchi dopo Fiorentina-Napoli all’indirizzo di alcuni giocatori avversari».
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2021 Riccardo Fucile
E’ L’ORGANIZZAZIONE CHE HA POTUTO FARE UN CONVEGNO IN UN’AULA DEL SENATO GRAZIE ALLA LEGA
Le terapie alternative con cui si era curato non hanno funzionato e un uomo di Ferrara malato di Covid-19 finisce in terapia intensiva.
Mentre l’uomo di 68 anni lotta tra la vita e la morte il sito di telemedicina IppocrateOrg responsabile delle sue cure resta ancora aperto.
Si tratta di medicina alternativa, consulti online e una strisciante ideologia No vax che spinge le persone a convincersi che no, per proteggersi dal virus il vaccino non è cosi poi indispensabile.
Arrivato in condizioni gravi nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara, è stato lo stesso 68enne, non vaccinato, a parlare ai medici delle cure consigliate da IppocrateOrg scrupolosamente seguite per guarire dall’infezione.
È così che la procura di Ferrara ha aperto un’inchiesta conoscitiva per capire di più sul medico a distanza che ha cominciato a curare l’anziano ora ricoverato, sull’associazione e sul sito che porta il nome del medico che ispirò il solenne giuramento professionale.
Il titolo del libro sponsorizzato sul sito IppocrateOrg parla chiaro: «Guarire il Covid-19 a casa. Manuale per terapia domiciliare personalizzata». Così l’associazione chiede di essere finanziata nella convinzione ribadita che SARS-Cov-2 sia «una malattia curabilissima» e con una terapia domiciliare, se il paziente viene preso in cura all’esordio dell’infezione.
Parlando di una «rete internazionale di Medici, Ricercatori, Operatori della Sanità e Operatori nel Sociale» offrono assistenza per arginare «il panorama caotico e contraddittorio che ha indotto diversi livelli di potere a fornire risposte “non risposte”».
Un approccio che sembra aver convinto il 68enne No vax ora in terapia intensiva e altre centinaia di persone.
Pochi giorni fa IppocrateOrg è stato il protagonista di una contestatissima ospitata al Senato durante l’International Covid Summit 2021 organizzato dalla senatrice della Lega Roberta Ferrero: tra le cure alternative presentate la vitamina D, la curcuma e non ultime l’idrossiclorochina e l’antiparassitario ivermectina, i due baluardi delle teorie di cura domiciliare non autorizzate su cui la comunità scientifica ha più volte messo in guardia.
Tra le prescrizioni di cure fai da te non sono mancate la passeggiata all’aria aperta e la socializzazione. Intanto circa il 90% dei pazienti in rianimazione risultano non vaccinati.
(da Open)
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