Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
SONO I CONTRIBUTI DEL COSTRUTTORE PARNASI PER LO STADIO DI ROMA
La procura di Roma accusa il deputato della Lega e tesoriere del partito Giulio Centemero di autoriciclaggio nell’inchiesta sullo Stadio della Roma a Tor di Valle. Insieme al finanziamento illecito, la contestazione riguarda anche l’imprenditore Luca Parnasi e il fiscalista Andrea Manzoni, già condannato nel caso Lombardia Film Commission.
Il reato di autoriciclaggio si riferisce ai soldi che l’imprenditore avrebbe destinato a Radio Padania. Fatti avvenuti tra il 2015 e il 2016. «In esecuzione di un medesimo disegno criminoso – è detto nel capo di imputazione – anche in relazione agli ulteriori reati contestati» i due in concorso con una terza persona» impiegavano nell’attività economica Radio Padania Società Cooperativa le somme così ottenute, ostacolando il riconoscimento della loro provenienza delittuosa.
In particolare, dopo avere ricevuto, in due soluzioni, l’accredito della somma complessiva di 250 mila euro dalla società Pentapigna Srl, sul conto corrente dell’associazione Più Voci, la trasferivano integralmente sul conto corrente intestata alla società cooperativa mediante l’effettuazione di sei bonifici bancari, utilizzando la provvista per il pagamento delle società fornitrici e degli stipendi di lavoratori dipendenti».
L’inchiesta, spiegano oggi Repubblica e Fatto, nasce da una costola del procedimento sulla costruzione del nuovo Stadio della Roma ed è già arrivata davanti al giudice per le indagini preliminari. Al centro c’è un finanziamento da 250 mila euro erogati dalla Immobiliare Pentapigna srl, società in passato riconducibile all ’imprenditore romano. E finiti nelle casse della “Più voci”, onlus ritenuta dai pm di area leghista.
Si tratta di contributi «erogati – secondo il capo d’imputazione – in assenza di delibera da parte dell’organo sociale competente e senza l’annotazione dell’erogazione quale ‘finanziamento a partito’ nel bilancio di esercizio».
Nell’inchiesta 13 persone, tra cui il costruttore Luca Parnasi, l’ex tesoriere del Pd ora iscritto a Italia Viva Francesco Bonifazi e l’ex presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito sono accusate di corruzione, traffico di influenze ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
L’accusa sostiene che Parnasi abbia finanziato numerosi partiti giocando su più tavoli. Una circostanza confermata agli inquirenti anche da Luigi Bisignani e dai collaboratori dell’imprenditore. Che non avrebbe destato l’attenzione dei magistrati se non fosse per alcuni bonifici sospetti e mai dichiarati come “finanziamento a partito nel bilancio di esercizio”.
L’udienza preliminare
I soldi sono arrivati in due tranche. Un primo bonifico da 125mila è stato emesso il primo dicembre 2015, un secondo con lo stesso importo è arrivato nel febbraio 2016. Ieri l’udienza preliminare è stata rinviata al 16 novembre. Il Gup Marzano dovrà decidere anche sulla posizione di Bonifazi, indagato per il solo finanziamento illecito per altri contributi. Ovvero 150 mila euro pagati dalla solita Immobiliare Pentapigna Srl per uno studio dal titolo “Case: il rapporto degli italiani con il concetto di proprietà”.
Commissionato alla Fondazione Eyu da parte della Immobiliare Pentapigna. Che paga con due bonifici: uno del primo marzo 2018 dall’importo di 100 mila euro, un secondo per altri 50 mila euro effettuato quattro giorni dopo. Per i pm, però, la ricerca era solo un modo per “camuffare” il contributo economico. Il Comune di Roma e la Regione Lazio saranno parti civili nel procedimento. Il gup della Capitale ha ammesso come parti civili anche Cittadinanza Attiva, Asia Usb e Codacons.
(da agenzie)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
UN SINDACATO CHE COPRE UNA CHE NON RISPETTA LE ISTITUZIONI E FA PROPAGANDA CONTRO IL GREEN PASS: ABBIAMO TOCCATO IL FONDO
Il sindacato di polizia Cosap ha nominato Nunzia Alessandra Schilirò, il
vicequestore diventato famoso per il suo intervento contro il Green pass a piazza del Popolo, dirigente nazionale per le pari opportunità.
La nomina servirà a Schilirò per continuare a intervenire in manifestazioni politiche, visto che questo è consentito ai sindacalisti della polizia.
Il comunicato della Segreteria Nazionale del Cosap del 7 ottobre 2021 specifica infatti che al nuovo Dirigente Sindacale «vanno attribuite tutte le prerogative previste dalla normativa vigente».
Subito dopo la manifestazione di Roma il ministero dell’Interno aveva fatto sapere in via informale che Schilirò rischiava un’azione disciplinare che avrebbe potuto portare fino al licenziamento.
La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese aveva parlato di «dichiarazioni gravissime», mentre Schilirò aveva accusato la polizia di trattarla come una terrorista. Alcuni cori che la inneggiavano erano intanto partiti nell’ultima manifestazione dei No Green pass a Milano.
(da agenzie)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
FIDANZA E’ ANCORA AL SUO POSTO…. L’AUTOGOL DELLA MELONI CHE DICHIARA IL FALSO SULL’ANPI CHE HA BUONO GIOCO NELLA REPLICA
E’ una Giorgia Meloni che prende posizioni piuttosto chiare quella che oggi parla sulle colonne de Il Corriere della Sera, salvo però rimanere mite nei fatti.
Ai microfoni di Paola Di Caro la leader di Fratelli d’Italia prende posizioni molto chiare, impossibili da fraintendere: “immaginare che Fratelli d’Italia possa essere influenzato o peggio manovrato da gruppi di estrema destra è ridicolo e falso. E dico che queste campagne servono per allevare giovani nostalgici, ignoranti della storia, affascinati dal proibito e dal folklore di un fascismo che non hanno nemmeno vissuto, a differenza di chi la guerra l’ha vissuta e ne porta le ferite. Beh, queste persone sono un’arma per i nostri nemici, perché diventano il loro strumento per attaccarci”.
Una risposta che non sarebbe potuta essere più chiara. Esattamente quella trasparenza che alla leader tricolore viene richiesta da settimane.
Rimane però un dubbio che deve essere affrontato: perché sono ancora tutti dentro il suo partito gli esponenti del ventennio? I nostalgici, per intenderci.
Le risposte le da Meloni, spiegando che Fidanza è uno dei dirigenti migliori che lei abbia conosciuto e per ragioni elettorali ha avuto a che fare con Jonghi. Un’errore, lo definisce Meloni, ma non è fascista.
Poi sul 25 aprile apre un nuovo fronte di scontro, “Noi siamo lontanissimi dal fascismo, ma una cosa è la storia, altra l’antifascismo militante dell’Anpi fatta da persone nate 30 anni dopo la Resistenza e che chiedono lo scioglimento di FdI. Questa è battaglia politica, non è storia”.
Un’accusa che l’Anpi non accetta, ed ecco che arriva in pochi minuto la risposta.
“Giorgia Meloni afferma che l’Anpi chiede lo scioglimento di Fratelli d’Italia. É falso. L’Anpi chiede lo scioglimento di Lealtà e Azione, Forza Nuova, CasaPound. Dato che la Meloni, folgorata sulla via di Damasco, anzi di Fanpage, nega qualsiasi nostalgia del Ventennio e si erge a baluardo democratico, perché non propone lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste come previsto dalla Costituzione?”.
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
INTERROTTA LA CONVENZIONE CON UNA SIGLA DI ESTREMA DESTRA E SI MINACCIANO AZIONI LEGALI
Non ci sta Banco Alimentare ad essere accostata e strumentalizzata da
organizzazioni politiche che pendono pesantemente a destra. E dopo la seconda puntata di Lobby nera, l’inchiesta di Fanpage, arriva la reazione dell’associazione che aveva visto i pacchi alimentari finire sui banchetti di Lealtà Azione.
In una nota pubblicata anche sui social Banco Alimentare spiega che “sono stati assunti i necessari provvedimenti nei confronti della struttura coinvolta che ha impropriamente ceduto gli alimenti ricevuti da Banco Alimentare a Lealtà Azione” e sottolinea che “tra Banco Alimentare e Lealtà Azione non c’è alcun rapporto in essere”.
L’associazione tiene a precisare che la onlus che ha ceduto i pacchi a Lealtà Azione è una delle “7.557 strutture caritative, che portano aiuto a 1.673.000 persone in difficoltà a cui “ha distribuito nel 2020 oltre 100mila tonnellate di cibo”, e che “una struttura caritativa su 7.557 metta in atto comportamenti scorretti, da cui fermamente ci dissociamo, è cosa che ferisce e danneggia innanzitutto noi, le altre 7.556 strutture, le aziende e le persone che ci sostengono, i dipendenti e i volontari che ogni giorno operano con esclusivo spirito di condivisione. Non possiamo permettere ad un singolo episodio di intaccare 32 anni di impegno al fianco dei più deboli”.
Banco Alimentare, dopo l’inchiesta di Fanpage andata in onda a Piazza Pulita e dopo le opportune verifiche, ha provveduto immediatamente alla sospensione della convenzione con la struttura caritativa che ha ceduto gli aiuti ricevuti da Banco Alimentare a Lealtà e Azione”.
E ancora: “Si rimarca, a scanso di equivoci, che non c’è alcun rapporto in essere con Lealtà e Azione. Banco Alimentare è parte lesa e si riserva di prendere ogni ulteriore provvedimento a tutela della propria immagine e del proprio lavoro”. Non solo.
Su Fanpage inoltre Banco Alimentare spiega che “il comportamento della struttura, una delle 7.600 convenzionate in tutta Italia, non è accettabile ed è assolutamente non conforme al regolamento di convenzionamento con Banco Alimentare, che vieta di utilizzare gli alimenti distribuiti per qualunque fino diverso dall’aiuto gratuito a persone in difficoltà”
Del resto si era già mossso il ministero del Lavoro che aveva disposto delle verifiche sulla distribuzione degli aiuti alimentari, come si leggeva in una nota del ministero che spiegava come “emergerebbe l’ipotesi che alcune realtà che beneficiano di fondi pubblici ed europei, avrebbero erogato gli aiuti per famiglie indigenti, consistenti in pacchi alimentari, ad associazioni che li avrebbero, a loro volta, utilizzati per svolgere attività connesse alla campagna elettorale.
Da quanto emergerebbe dalla stessa inchiesta, tra queste associazioni ve ne sarebbero alcune legate all’estremismo di destra. In seguito a quanto riportato nel servizio andato in onda, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha chiesto alle strutture Ministeriali competenti di disporre le necessarie verifiche in proposito”.
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
SE DAVAMO RETTA ALLE TESI SOVRANISTE SAREMMO ANCORA NELLA BRATTA, SALVINI VOLEVA ELIMINARLO (PER CHI HA LA MEMORIA CORTA)
È gara tra i partiti a chi si intesta la paternità dell’allargamento delle maglie – rispetto al parere fornito dal Cts – sulle percentuali massime di presenza all’interno delle strutture, da quelle sportive a quelle di carattere culturale, decise giovedì dal Governo. A partire dalla Lega.
Che però ha poco da esultare dal momento che “l’allargamento” in questione è stato reso possibile dal Green Pass contro cui Matteo Salvini si è sempre fieramente scagliato.
“Grande soddisfazione per il decreto del governo sulle riaperture, che ha il marchio di Forza Italia, calibrando insieme la necessaria prudenza anti Covid e le sacrosante istanze delle categorie più penalizzate”, dichiara la presidente dei senatori azzurri, Anna Maria Bernini.
Esulta il Partito democratico. Con le nuove norme ha vinto il buon senso, dice il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. “Sono state accolte le nostre richieste”, commenta con entusiasmo il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.
Idem il M5S. “Tanto il presidente Giuseppe Conte, quanto il sottosegretario Pierpaolo Sileri, da settimane avevano messo in atto un forcing per dare voce ai proprietari dei locali notturni. Alle riaperture di quest’ultimi si accompagna un ritorno praticamente alla normalità anche per cinema e teatri, sul quale ci siamo fortemente spesi”, dichiara il senatore del M5S, Marco Croatti. “La cultura è patrimonio dell’Italia e di ciascuno di noi. Per questo è una bellissima notizia la riapertura al 100% di teatri, cinema, musei per cui Italia Viva si è battuta moltissimo in queste settimane”, commenta il renziano Luciano Nobili.
Ma più di tutti pare entusiasmarsi il partito di Salvini. “Grazie alla Lega al governo, nessuna tassa in più per gli italiani e aumento del 50% della capienza delle discoteche. Avanti con il buonsenso per favorire riaperture, lavoro e salute”, sentenzia il vicesegretario Andrea Crippa.
Ma l’esultanza della Lega appare, appunto, quanto mai “impropria”.
Le disposizioni del decreto sulle riaperture e sulle capienze massime consentite nei luoghi culturali e nelle sale da ballo si accompagnano all’obbligatorietà del Green Pass.
Vale a dire quel certificato verde contro cui si era opposta, in precedenza, la Lega. E a cui ora, con un tantino di faccia tosta, si aggrappa il partito di via Bellerio per dire che probabilmente si poteva fare di più.
“Forse si poteva osare di più, anche perché gli ingressi saranno possibili soltanto mediante Green Pass, quindi in situazione di sicurezza”, commenta l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi.
E sembra alludere maliziosamente all’esultanza inopportuna del Capitano il leader M5S. “Bene i provvedimenti che consentono le riaperture, come chiedevamo da tempo. Qualche cautela maggiore per discoteche e sale da ballo dove c’è un atteggiamento dinamico dei clienti”, ha detto Conte.
E poi la puntura di spillo: “L’unica cosa che non capisco è la gioia di alcune forze politiche che sono sempre state diffidenti e contrarie al Green Pass ed oggi quindi entrano in contraddizione. In realtà il Green Pass è lo strumento delle ripartenze”.
Le ultime scelte del Governo, spiega il ministro della Salute Roberto Speranza, sono possibili “prima di tutto grazie ai vaccini e ai comportamenti corretti delle persone”. E con un ragionamento sulle sale da ballo ribadisce lo stesso concetto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: “Il 50% di capienza per le discoteche permette finalmente al settore di iniziare un percorso di graduale ritorno alla normalità”. E questo è un risultato che “si deve ai 43 milioni di cittadini che si sono vaccinati”.
(da agenzie)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
“PER AVERE IL GREEN PASS RICORDO CHE ESISTE UNA ALTERNATIVA GRATUITA: VACCINARSI”
“A chi dal 15 ottobre dovrà spendere un sacco di soldi in fastidiosi tamponi
per avere il Green pass ricordo che esiste una alternativa gratuita: vaccinarsi e godersi i soldi risparmiati con maggiore tranquillità”.
Lo scrive su Twitter il virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni.
Dal 15 ottobre, infatti, entrerà in vigore l’obbligo di Green Pass in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati.
Per ottenere la carta verde bisogna certificare l’avvenuta somministrazione di entrambe le dosi di vaccino.
L’alternativa sarebbe esibire la negatività al tampone che però è totalmente a carico dell’individuo.
(da agenzie)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
ZAIA SPIEGHI ALL’85% DEI LAVORATORI CHE SI SONO VACCINATI PERCHE’ DOVREBBERO OPERARE ACCANTO A CHI PUO’ METTERE IN PERICOLO LA LORO SALUTE, FREGANDOSE DEL PROSSIMO
Con l’obbligo di Green Pass, per evitare che si crei il caos nei luoghi di lavoro,“il governo deve intervenire tempestivamente, per consentire alle imprese di organizzarsi”.
Così Massimiliano Fedriga, presidente leghista del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, in un’intervista a La Stampa. “Non possiamo penalizzare le aziende in questa fase fondamentale di ripresa”.
Quanto alla proposta di Zaia che chiede un decreto apposito, per autorizzare le imprese all’auto-somministrazione dei test nasali rapidi, Fedriga afferma: “E’ sicuramente una proposta utile da valutare, del resto sono test già acquistabili in farmacia. Se si sceglie di percorrere questa strada, però, bisogna fare presto, perché il 15 ottobre è arrivato e le aziende non possono organizzarsi dall’oggi al domani”
(da agenzie)
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Ottobre 9th, 2021 Riccardo Fucile
IL GIP HA NEGATO LA REVOCA DELLA MISURA: “RESTA SOCIALMENTE PERICOLOSO”
Rimane ai domiciliari l’ex assessore leghista alla Sicurezza di Voghera,
Massimo Adriatici, che uccise con un colpo di pistola il marocchino Youns Boussettaoui, il 20 luglio scorso nel corso di una colluttazione in piazza Meardi, vicino al centro della città.
Sconfessando la valutazione del pm Roberto Valli che aveva aderito alla richiesta dei difensori del politico leghista, il gip di Pavia Maria Cristina Lapi ha respinto la richiesta di revoca dei domiciliari.
A differenza di quanto sostenuto dalla procura, che ritiene il fatto colposo e decadute le esigenze cautelari, l’accusa per Adriatici resta quella di eccesso colposo di legittima difesa, e per questo dovrà restare ai domiciliari.
Per il gip persistono le “esigenze cautelari” già indicate nella misura precedente (l’uomo politico era ritenuto socialmente pericoloso). Il gip ritiene che “anche l’ipotesi del colpo accidentale”, ritenuta la più probabile dalle consulenze, sia comunque frutto di “una scelta gravemente imprudente di mostrare una pistola armata e senza sicura, con il dito già posizionato sul grilletto, condotta ancor più rimproverabile in quanto rivolta a un soggetto disarmato da parte di un ex appartenente alle forze dell’ordine, avvocato penalista, istruttore delle forze dell’ordine”.
Una valutazione più dura di quella della procura che, nel suo parere favorevole alla rimessione in libertà rilevava come la qualificazione del delitto fosse “colposa” e questa qualificazione fosse “confortata dall’esito degli accertamenti tecnici compiuti”, “con l’accertata esclusione della volontaria detenzione e porto di munizioni per armamento da guerra.
I legali che assistono invece la famiglia della vittima, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, ribadiscono invece la necessità di aggravare le imputazioni proprio perchè – hanno ricostruito in una memoria al gip – Adriatici “aveva utilizzato proiettili “espansivi” vietati dalla legge italiana e persino dalla convenzioni internazionali”.
Oltre alla decisione di non revocare i domiciliari (la misura cautelare scade il 20 ottobre) il gip ha fissato per lunedì 11 ottobre – alle 10.45 in tribunale a Pavia – l’incidente probatorio chiesto dalla procura – e alla quale ha aderito anche la difesa dell’indagato, gli avvocati Gabriele Pipicelli e Colette Gazzaniga – su tre testimoni. Persone presenti in piazza Meardi la sera della tragedia, ma “sprovviste di regolare permesso di soggiorno” e che quindi potrebbero rendersi irreperibili, nonostante vivano a Voghera. Da questi atti istruttori si potrebbero “ricavare elementi di prova fondamentali – si legge nella richiesta di incidente probatorio – per la verifica dell’ipotesi accusatoria”.
Il gip dovrà decidere anche sull’acquisizione dei video di una telecamera di piazza Meardi, in grado di documentare l’intera sequenza dell’aggressione, l’incontro tragico tra il marocchino Youns El Boussettaoui e l’allora assessore alla sicurezza Massimo Adriatici.
La procura giudica le immagini inutillizzabili, mentre i legali della famiglia della vittima intendono acquisirle. E capire soprattutto perchè in un primo momento sono stati informati che i vetri di quella telecamera erano ricoperti di resina, poi invece che la stessa telecamera non funzionava a causa della presenza d’acqua, che avrebbe danneggiato la qualità delle immagini.
(da agenzie)
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