Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
L’INTERVENTO A LA ZANZARA IL 30 SETTEMBRE: “IL 9 OTTOBRE A ROMA CI PRENDEREMO IL PARLAMENTO”
«Ci dovrebbe essere un processo pubblico, un colpo di stato popolare. Riappropriarsi del Parlamento».
La deputata ligure Raffaella Paita, appartenente a Italia Viva, ha segnalato sui social le dichiarazioni rese a fine settembre Nicola Franzoni, l’imprenditore ligure diventato uno dei volti del movimento No Green pass.
Intervenendo il 30 settembre alla trasmissione La Zanzara su Radio 24 – condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo – aveva dichiarato: «Ci dovrebbe essere un processo pubblico, un colpo di stato popolare. Il 9 ottobre a Roma porteremo un milione di persone. Ci riapproprieremo della casa del popolo, il Parlamento».
Ieri, 9 ottobre, alcuni violenti manifestanti hanno fatto irruzione nella sede romana della Cgil devastandone alcune stanze.
Condividendo una parte dell’audio dalla trasmissione sul suo profilo Twitter, Paita ha definito le affermazioni di Franzoni «gravissime»: «Subdola istigazione proprio ora che l’Italia riparte grazie al Green Pass – ha scritto nel post.- Vergogna e individuazione dei responsabili».
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
DUE ORE PRIMA IL TENTATIVO DI SFONDARE IL CORDONE DI POLIZIA
Volevano arrivare a Palazzo Chigi. Per un assalto sullo stile di quello
organizzato dai seguaci di Qanon a Capitol Hill.
Solo dopo che il cordone dei poliziotti presenti davanti alla sede del governo li ha respinti è partito il torpedone che ha poi assaltato la sede della Cgil.
I manifestanti No Green Pass protagonisti degli scontri a Piazza del Popolo avevano un altro obiettivo. E Roma doveva essere soltanto il primo step della protesta.
Questo dicono i risultati delle prime indagini su Forza Nuova e sugli altri organizzazioni della manifestazione. E lo spiega anche un audio su Telegram diffuso da Pamela Testa, la donna che ha chiesto l’autorizzazione per il corteo e che milita nel partito di Fiore e Castellino. Testa è tra i dodici fermati per gli scontri e in un video si vedeva sanguinante sabato dopo una carica della polizia
L’audio su Telegram
L’audio degli organizzatori su Telegram lo riporta oggi Repubblica. Comincia così: «Cari, in vista della manifestazione di sabato abbiamo creato un gruppo whatsapp nel quale andrà inserito il nome, il cognome e gli indirizzi mail. Inoltre sarà importante scrivere cosa sapete fare, in modo da mettere a disposizione di tutti quanti le vostre capacità: chi è avvocato, chi è meccanico, la professionalità o un hobby che può essere utile. Se avete un’attività commerciale, segnalatela anche perché potrà essere utile per il percorso che faremo in questa lotta».
Poi arrivano le istruzioni: «Questa manifestazione è soltanto un simbolo ma l’obiettivo è crescere, finché ci sarà la libertà da difendere», spiega la voce del messaggio inviato da Testa. Andare nel resto d’Italia, «continuare a fare sentire la nostra voce». Restando a Roma, spiegano, «le piazze devono essere gestite in maniera dinamica». Altro che un raduno immobile in piazza del Popolo, come era stato comunicato alla questura. «Cambieremo percorso da un momento all’altro», per evitare la polizia.
Poi c’è l’idea dell’assalto alla sede del governo. Un paio di ore prima dell’appuntamento a Piazza del Popolo diversi gruppi si avvicinano a Palazzo Chigi. Il quotidiano racconta che dalla sala operativa della questura di Roma li vedono attraverso le telecamere.
Il cordone dei poliziotti messo a protezione del Parlamento e della sede del governo li riesce a respingere. Ma, spiega una fonte qualificata della questura a Repubblica, «quelli di Forza Nuova tentano sempre di raggiungere Chigi, per loro è come un feticcio. Il successivo attacco alla Cgil è stato una sorta di piano B».
E infatti alle 17 in piazza del Popolo ci sono diecimila persone, forse anche di più. Alle 17.30 in tremila si incamminano verso Villa Borghese e puntano alla sede nazionale della Cgil. E da lì in avanti, i tremila seguono il canovaccio visto a Washington lo scorso gennaio: sfondano l’ingresso, entrano, si riprendono coi telefoni, spaccano l’arredo.
Il ristoratore Biagio Passaro, leader di “IoApro” e brand manager del franchising Regina Margherita che nei mesi scorsi si è incontrato con Salvini e Sgarbi, attiva una diretta Facebook sulla pagina del movimento. Ne esce una cronaca live di come i locali del più antico sindacato dei lavoratori siano stati vandalizzati. «L’invasione è cominciata dalla Cgil…stiamo entrando dentro…hanno sfondato…abbiamo sfondato ragazzi, questo è il primo! Poi tocca a qualcun altro!».
A fine giornata sarà arrestato anche lui. Insieme a Roberto Fiore, nato nel 1959 e fondatore di Terza Posizione che nel 2008 è stato eletto al Parlamento Europeo. A Giuliano Castellino, romano 45enne con una condanna sul groppone per un’aggressione a due giornalisti de l’Espresso. E a Luigi Aronica, Er Pantera di Monteverde, tra i fondatori dei primi Nuclei Armati Rivoluzionari e con 18 anni di carcere alle spalle per terrorismo.
Con loro c’è anche Fabio Corradetti, 20 anni, figlio dell’attuale compagna di Castellino e protagonista di un patteggiamento a un anno di reclusione per aver tirato sassi ai carabinieri.
E Pamela Testa, che di anni ne ha 39, era la promotrice della manifestazione di sabato ed è l’unica donna tra gli arrestati per gli scontri.
(da Open)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
LE CHAT WHATSAPP DEGLI ORGANIZZATORI DELLA MANIFESTAZIONE RIVELANO IL PIANO CRIMINALE PER CAMBIARE IMPROVVIAMENTE DIREZIONE E ASSALTARE “I PALAZZI DEL POTERE”
Quanto accaduto sabato pomeriggio a Roma non è stato frutto della casualità.
Tutto era programmato, nei minimi dettagli: prima la “finzione” di un sit-in fermo in piazza del Popolo, poi la transumanza per le vie circostanti.
Gli obiettivi erano due: il primo (quello colpito) la sede capitolina della CGIL; il secondo, invece, era Palazzo Chigi, la sede del governo.
L’itinerario variabile, per tentare di arginare il cordone delle forze dell’ordine, veniva “comandato” attraverso una chat di gruppo su Whatsapp messa in piedi dagli organizzatori no Green Pass.
Come riporta il quotidiano La Repubblica, il piano ricalca in pieno quello messo in piedi negli Stati Uniti a Capitol Hill lo scorso 6 gennaio.
Una chat (declinata anche su altre piattaforme) fungeva da collante tra i partecipanti, con istruzioni e repentini cambi di percorso.
L’obiettivo minino è andato in porto: colpire la sede della CGIL. Quello grande, invece, è miseramente fallito. Palazzo Chigi, infatti, non è stato assaltato. E a tessere le file di queste comunicazioni sarebbe stata una 39enne romana che ha condiviso un messaggio audio con il piano “d’assalto”. Lei è considerata la figura che ha unito il movimento no Green Pass ai neofascisti di Forza Nuova.
“Questa manifestazione è soltanto un simbolo ma l’obiettivo è crescere, finché ci sarà la libertà da difendere. Perché noi siamo contrari a ogni forma di violenza, ma sappiamo perfettamente cosa sia la legittima difesa. E noi saremo gli angeli custodi di quelle mamme, di quegli uomini che combattono la loro battaglia per la libertà. Con tutti i mezzi”.
Contrari alla violenza, anzi no. Il messaggio contraddittorio è la sintesi di quanto avvenuto nella capitale.
In quelle chat si fa riferimento anche ai cambi di percorso per evitare le forze dell’ordine, con tanto di indicazioni per arrivare fino alle porte di Montecitorio, per poi tentare l’assalto al vicino Palazzo Chigi.
Con tanto di “sopralluogo” iniziale, con alcuni gruppi sparuti di manifestanti che, intorno alle 12, si sono avvicinati alla sede del governo. Movimenti che hanno allertato la Questura che, di fatto, è riuscita a evitare l’assalto. Ma non quello alla sede della CGIL.
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
“4-5 MILIONI DI LAVORATORI NON VACCINATI, TROPPI TAMPONI”… “TAMPONE RAPIDO OGNI 72 ORE? NON SERVE A NULLA, E’ GIA’ TANTO 48 ORE, ANDREBBE FATTO OGNI 24 ORE, COME IN ALTRI PAESI EUROPEI”
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai
microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sull’obbligo di Green Pass per i lavoratori ha affermato:
Noi oggi abbiamo raggiunto una percentuale importante di vaccinati, forse anche inimmaginabili fino a qualche mese fa. Bisogna però anche tenere conto che oggi abbiamo 8,4 milioni di italiani over 12 che non hanno fatto nemmeno una dose, tra questi ci sono 4-5 milioni in età lavorativa. L’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori finora ha prodotto un effetto modesto sulle vaccinazioni. Mi aspettavo di più in questo senso. Se questi 4-5 milioni di lavoratori non si vaccineranno in questa settimana bisognerebbe fare 12-15 milioni di tamponi a settimana e questo non sarebbe proprio fattibile, perché non abbiamo questa capacità produttiva. La soluzione è che questi 4-5 milioni di lavoratori si vada a vaccinare oppure bisognerà andare verso un obbligo vaccinale
Sull’ipotesi del tampone rapido con validità a 72 ore Cartabellotta è scettico. Secondo il presidente andrebbe fatto un tampone ogni 24 ore, come avviene in altri Paesi europei.
Di fatto la validità del tampone molecolare è già stata estesa a 72 ore, però ha dei costi molto superiori rispetto a quello antigenico e i tempi di risposta non sono immediati. Il problema reale è che le 48 ore fissate per il tampone rapido rappresentano un ragionevole compromesso che sta a metà tra politica, esigenze sociali, scienza e la reale affidabilità del tampone che in altri Paesi d’Europa viene richiesto ogni 24 ore. Più ci si allontana dal momento in cui viene effettuato il tampone più aumenta la possibilità di contagio
Secondo Cartabellotta il confronto con la situazione dell’anno scorso fa ben sperare, soprattutto grazie all’effetto dei vaccini
Noi l’anno scorso, al di là del lockdown lungo e rigoroso che aveva abbattuto in maniera netta contagi e ricoveri, non dobbiamo dimenticare che avevamo l’epidemia che era arrivata fino a Roma, non tutta Italia. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo una variante che è il doppio più contagiosa. Nel 2020 in questo periodo le curve erano tutte in salita, ora sono in discesa, l’elemento che ha determinato questo tipo di risultato è l’effetto dei vaccini
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DI FRANCESCO PUGLIESE: “UN PRONTO SOCCORSO E’ SACRO, INTOCCABILE”
“La sala emergenze era isolata, se fosse arrivato un paziente grave, in quei minuti l’accesso sarebbe stato impedito. Mai vista una tale furia”.
È il racconto di Francesco Pugliese, direttore del pronto soccorso del Policlinico Umberto I, sull’incursione no vax nel suo ospedale, in una breve intervista al Corriere della Sera. E spiega:
“Avevamo questo paziente, arrivava dalla manifestazione, ma rifiutava i trattamenti, persino il tampone. Inveiva contro il personale. Dieci persone si erano radunate fuori dal pronto soccorso per lui, come fossero venuti a liberarlo. La tensione è salita quando sono diventati quaranta, parenti, amici, ma anche no vax e no green pass a sentire quello che urlavano… insulti irripetibili, minacce. Mai i colleghi si erano sentiti addosso parole di tale violenza. Cieca. Pura. Eppure parliamo di personale formato, con anni di esperienza, sanno gestire tossici, ubriachi, pazienti psichiatrici. Queste persone hanno fatto irruzione nell’area accettazione, in pratica isolando la sala rossa, quella dei pazienti critici. Se fosse arrivata un’urgenza in quei minuti….”.
Il primario racconta l’assalto al PS.
“Prima che arrivasse la polizia, nella zona sanitaria c’è stato l’assalto vero, con i medici, gli infermieri, le guardie che tentavano di respingere queste persone. Aggressioni, spintoni, bottiglie lanciate addosso. Hanno rotto la porta d’ingresso del pronto soccorso, ci sono stati altri danni, ma soprattutto hanno costretto il personale a barricarsi dietro le porte blindate della sala gialla. Era piena di pazienti, anche loro terrorizzati. Una rabbia mai vista, in un luogo dove si curano malati, moribondi. Un pronto soccorso è come la Croce rossa in zona di guerra: sacro, intoccabile”.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
LA VIOLENZA DELL’UOMO IN STATO DI FERMO E L’ATTACCO DI TRENTA CRIMINALI PER LIBERARLO
Non solo le strade del centro di Roma. Non solo la sede della CGIL. 
Il sabato capitolino è stato sferzato anche da un altro fatto di cronaca, strettamente collegato a quanto accaduto durante e dopo la “manifestazione” sfociata in violenza: l’assalto al pronto soccorso del Policlinico Umberto I.
Tutto è partito dalle “cure” a uno dei partecipanti alla manifestazione dei “No Green Pass” che – privo di certificazione verde – si rifiutava (con violenza) di sottoporsi al tampone necessario e previsto dai protocolli per l’accesso in ospedale.
A raccontare quei momenti concitati, iniziati ancor prima dell’assalto dei no Green Pass e parenti del paziente ricoverato (un 50enne di origini siciliane), è una delle infermiere del Policlinico Umberto I.
Proprio lei doveva effettuare il tampone sull’uomo che, però, ha reagito con grandissima violenza. La donna ha spiegato a Repubblica Roma le dinamiche di quell’attacco sconsiderato nei suoi confronti. Lei che stava soltanto facendo il suo lavoro:
“Improvvisamente si è scagliato contro di me cercando di colpirmi con una bottiglietta di acqua che aveva in tasca, mischiata con non so cosa e comunque potenzialmente infetta: mi ha versato il contenuto sul viso, in testa. Ho tentato di allontanarlo, ma porto le lenti a contatto e con l’acqua sul viso mi si è appannata la vista”.
L’infermiera aggredita del Policlinico Umberto I ha annunciato che sporgerà denuncia contro l’uomo e ha anche raccontato di come i parenti e gli altri no Green Pass “accorsi” in ospedale, abbiano messo a ferro e fuoco il pronto soccorso.
I calci al portone del triage e “l’occupazione” del corridoio hanno paralizzato l’intero settore del nosocomio capitolino. Fortunatamente, l’intervento dei vigilantes ha impedito che questo atto di follia deliberata arrivasse fino alle stanze degli altri pazienti ricoverati.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2021 Riccardo Fucile
“AVEVO PROPOSTO BERTOLASO PER ROMA, ALBERTINI E MORATTI PER MILANO: SE NON MI AVESSERO BOCCIATO QUESTI NOMI, SAREMMO ANDATI SICURAMENTE MEGLIO…” … IL VERO OBIETTIVO DI SILVIO E’ IL COLLE MA SUL SUO CAPO PENDE UNA SPADA DI DAMOCLE: IL PROCESSO “RUBY TER”
“Serve un mio ritorno in campo”. Rieccolo, Silvio Berlusconi, annunciato da una telefonata con Mario Draghi (“lunga e cordiale” secondo prassi) e dalla solita, strabordante, voglia di protagonismo. Tornerà a Roma a breve, e farà base nella residenza sull’Appia Antica che fu di Franco Zeffirelli.
Berlusconi intende riprendersi un ruolo da “regista”, nel partito e in una coalizione nella quale fa fatica a vedere un federatore. Le amministrative hanno posto in luce le difficoltà dei sovranisti. Lui, l’ex premier, fino a ieri l’altro – parlando coi suoi – ha ribadito il disappunto per le scelte sbagliate per le amministrative: “Avevo proposto Bertolaso per Roma, Albertini e Moratti per Milano: se non mi avessero bocciato questi nomi, saremmo andati sicuramente meglio…”.
È così motivato, il Cavaliere, da non vedere la corsa al Colle come sogno. Ma come ipotesi realizzabile. Pubblicamente non ne parla ma tutti sanno delle mire quirinalizie, alla sua corte. E certamente non si oppongono.
Antonio Tajani parla “a titolo personale” ma dice una cosa esplicita: “Berlusconi è l’uomo che ha più esperienza di tutti a livello nazionale e internazionale. Il centrodestra sceglierà più avanti il suo candidato ma per me è la soluzione migliore”.
Un puzzle al quale manca però un tassello fondamentale: di qui ai prossimi mesi potrebbero arrivare a sentenza i due filoni del processo “Ruby Ter”, a Siena e Milano. Una condanna potrebbe far saltare ogni progetto. La spada di Damocle sulla strada dell’ennesimo ritorno.
(da agenzie)
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