Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
DOPO GIORNI DI SILENZIO, FDI PROVA A NON PERDERE LA FACCIA
Ha atteso di vedere se il vento che arrivava dall’Est fosse talmente forte da dover prendere una posizione. Alla fine quelle raffiche sono arrivate a suon di sirene antiaeree che riecheggiano sui cieli di Kiev, di esplosioni in moltissime città ucraine e dei carri armati che sono entrati in Ucraina dalla Bielorussia. Ha atteso lo scoppio della guerra, ma alla fine anche Giorgia Meloni si è schierata dalla parte del fronte anti-Putin.ù
A differenza delle ultime occasioni, questa volta la leader di Fratelli d’Italia ha temporeggiato e ha aspettato il nuovo posizionamento anti-russo della Lega prima di esporsi.
Perché nei giorni scorsi Giorgia Meloni è rimasta in silenzio, mentre la Russia annunciava il riconoscimento delle auto-proclamate repubbliche indipendenti di Lugansk e Donetsk e i militari che si schieravano lungo i confini. Pronti a intervenire, come dimostrato dagli eventi delle ultime ore. E ora arriva la condanna.
“Inaccettabile attacco bellico su grande scala della Russia di Putin contro l’Ucraina. L’Europa ripiomba in un passato che speravamo di non rivivere più. È il tempo delle scelte di campo. L’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev e del rispetto del diritto internazionale”.
Giorgia Meloni contro Putin. Contro quella mossa non solo di sostenere le repubbliche indipendenti nel Donbass, ma contro l’intervento militare che sta provocando esplosioni continue, con notizie di morti e feriti sparsi (e non solo sul fronte militare) in tutta l’Ucraina.
Meglio tardi che mai, certo. Ma i sintomi di una situazione instabile provocata proprio dal ruolo del Cremlino erano evidenti a tutti e non solo nelle ultime ore.
Ma fino a poche ore fa si è deciso di mantenere un basso profilo, un gioco del silenzio. Prima di svegliarsi, ascoltando il suono delle esplosioni, dalla parte di chi condanna Putin.
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
UN ALTRO GRANDE ESPERTO DI GEOPOLITICA
La lungimiranza geopolitica di Alessandro Di Battista. Solo 48 ore fa, l’ex deputato del
MoVimento 5 Stelle aveva dato la sua versione della storia delle tensioni tra Russia e Ucraina, assicurando che – secondo lui – non era nelle intenzioni di Vladimir Putin l’invasione militare in direzione Kiev.
Nel giro di poco tempo, però, l’analisi Dibattistiana è stata smentita dagli eventi. Dai bombardamenti, dall’ingresso dei carri armati facendo sponda sulla Bielorussia. Dalle sirene antiaeree che risuonano nei cieli di Kiev.
Martedì, alle 11, Alessandro Di Battista diceva la sua attraverso la sua pagina Facebook, sulla crisi tra Russia e Ucraina. Una sorta di testimonianza di chi pensava di conoscere i pensieri del Cremlino e di chi lo guida. Ma il vaticinio non sembra essere – visti gli eventi – il superpotere dell’ex deputato pentastellato.
“La Russia non sta invadendo l’Ucraina. Poi, per carità, tutto può accadere ma credo che Putin (e non solo) tutto voglia fuorché una guerra. Oltretutto se per le truppe russe invadere l’Ucraina potrebbe esser semplice, controllare un territorio vasto e in gran parte ostile ai russi è un’operazione impossibile. Ieri la Russia, in una fase di stallo dei negoziati, si è limitata a formalizzare l’esistenza (dunque riconoscere) di due repubbliche separatiste e russofone: la Repubblica Popolare di Doneck e quella di Lugansk. Si tratta di territori che la Russia controlla politicamente e militarmente da otto anni. Nulla di nuovo dunque e, per adesso, nulla di particolarmente preoccupante (posto che in tali contesti la situazione può sempre precipitare velocemente)”.
Certo, si è celato dietro a quel “per carità, tutto può accadere”. Ma si tratta di un esercizio stilistico che cela quella previsione che si è rivelata fallace e sbagliata. Perché Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina e ha iniziato la sua invasione a suon di militari e missili. Colpendo anche la popolazione ucraina e non solo gli “obiettivi militari”. Ma c’è anche l’altra previsione errata, in chiusura del suo post social.
“Ad oggi neppure Washington sta pensando a nuove sanzioni alla Russia. Semmai intende sanzionare le repubbliche indipendentiste del Donbass. Sono alcuni leader europei, al contrario, a chiedere durezza contro Mosca ignorando che nuove sanzioni alla Russia colpirebbero più l’Europa della Russia stessa e, oltretutto, spingerebbero ancor di più Mosca tra le braccia di Pechino. L’ennesimo storico errore capace di commettere l’Europa”.
Anche in questo caso, Alessandro Di Battista ha sbagliato. Insomma, meglio chiedergli 84 numeri per il Superenalotto. Solo per poi giocarsi i sei che non ci ha consigliato.
(da NetQuotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
ULTIMATUM DI SALA: “CONDANNI LA GUERRA DI PUTIN O FINE DELLA COLLABORAZIONE”… I COMPLICI DI CRIMINALI VADANO A DIRIGERE L’OPERA DI MOSCA E NON INFANGHINO IL TEATRO DELLA SCALA
“Abbiamo alla Scala ‘La dama di picche’ diretta dal maestro Valery Gergiev che ha più volte dichiarato la sua vicinanza a Putin, con il sovrintendente del teatro gli stiamo chiedendo di prendere una posizione precisa contro questa invasione e se non lo facesse saremmo costretti a rinunciare alla collaborazione”.
Lo ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala, commentando quanto accade in Ucraina nel corso di un confronto con l’ex candidato sindaco del centrodestra a Milano e consigliere comunale, Luca Bernardo. “Di fronte a queste situazioni bisogna intervenire”, ha detto il sindaco.
Nel momento in cui la Russia è al centro dell’attenzione internazionale per il conflitto con l’Ucraina, alla Scala ha debuttato ‘La dama di picche’, opera del russo Cajkovskij diretta dal russo Valery Gergiev, considerato amico di Putin.
Qualche buuuu e un ‘vattene’ gridato dal loggione fra gli applausi del resto del pubblico hanno accolto al suo arrivo in buca il maestro russo soprannominato zar per la sua amicizia con Vladimir Putin.
Il Teatro alla Scala di Milano era sceso nuovamente in campo in difesa dei diritti umanitari e aveva chiesto una ‘presa di posizione’ pacifista al sovrintendente Dominique Meyer e al direttore d’orchestra russo, Valery Gergiev. Dopo la contrarietà dimostrata la settimana scorsa a una tournée in Egitto per vicinanza con la famiglia Regen,i i lavoratori della Scala si erano schierati contro la crisi Ucraina-Russia.
In una nota della FISTel CISL Milano Metropoli e della RSA FISTel CISL Teatro alla Scala, si ricordava alla vigilia de ‘La dama di picche’ che il Gergiev “non ha mai perso occasione per ribadire la sua vicinanza e la sua amicizia al Presidente russo Vladimir Putin”. “Sarebbe importante – continuava il comunicato dei sindacati – se Gergiev, uomo di cultura e, auspichiamo, uomo di pace, volesse lanciare un messaggio di speranza e di pace all’Italia e al mondo da un palcoscenico cosi’ importante come quello del Teatro alla Scala”
(da NetQuotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
CINQUE MILIONI DI PROFUGHI IN ARRIVO
Lunghe colonne di veicoli in fuga da Kiev. Dove suonano le sirene d’allarme e continuano
a verificarsi esplosioni. E lunghe file davanti ai benzinai di chi sta scappando il più lontano possibile.
Mentre i rifugi anti-aerei si affollano di donne e bambini e cominciano anche le file al bancomat.
Questo è lo scenario della grande fuga dei civili da Kiev mentre la Russia bombarda i punti sensibili ed entra in forze nel territorio ucraino.
Nella Capitale le scuole sono chiuse e tutti sono stati invitati a restare a casa. Ma diversi aeroporti sono stati bombardati. E la Banca centrale ucraina ha adottato una serie di misure di emergenza per far fronte all’attacco della Russia. Tra queste figurano la sospensione del mercato dei cambi, il divieto di trasferimento di denaro all’estero e limiti giornalieri ai prelievi di contanti.
«Mantenete la calma»
Il giornalista del Guardian Luke Harding su Twitter ha mostrato la piazza che ospita la cattedrale di Santa Sofia completamente deserta. Il sindaco di Kiev Vitali Klichko ha chiesto ai cittadini di mantenere la calma. Lo spazio aereo della nazione è stato completamente chiuso, mentre ieri l’ambasciatrice statunitense all’Onu Linda Thomas-Greenfield ha parlato dell’arrivo di cinque milioni di profughi e sfollati in conseguenza della guerra: «Se la Russia continua su questa strada potrebbe, secondo le nostre stime, creare una nuova crisi dei rifugiati, una delle più grandi che il mondo deve affrontare oggi». Repubblica scrive oggi che l’Europa sta preparando un piano d’accoglienza per i profughi.
Il quotidiano fa sapere che la scorsa settimana la commissaria agli Affari interni, la svedese Ylva Johansson, è volata in Polonia proprio per preparare le possibili contromisure. Che sono state concordate in parte con il ministro polacco Kaminski, il quale, nonostante la linea sovranista del governo polacco, non si opporrà all’accoglienza.
Lo stesso problema, del resto, potrebbe coinvolgere l’Ungheria e quasi tutti i paesi limitrofi. Anche la Germania si sta preparando. «Aiuteremo anche i profughi che arriveranno nel nostro paese», ha detto nei giorni scorsi la ministra dell’Interno tedesca Nancy Faeser. La commissaria Johansson ha avvertito che le probabili mete della fuga sono la Polonia, l’Ungheria e la Germania. Ma anche l’Italia e la Francia potrebbero essere coinvolte.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
LE IMMAGINI DAL CHECK-POINT DI SENKIVKA
Immagini primordiali di una guerra annunciata nei giorni scorsi, anche se in molti speravano in una soluzione diplomatica. Prima i bombardamenti, poi l’invasione militare da parte della Russia nei confronti dell’Ucraina.
Non – o almeno non solo – nella regione del Donbass, dove l’influenza del Cremlino è diventata sempre maggiore nel corso degli ultimi anni, ma anche in tutte le città.
Il Paese ucraino è circondato dall’esercito russo da settimane, con la sponda della Bielorussia che ha permesso prima lo stazionamento e poi l’ingresso dei carri armati russi al confine Nord dell’Ucraina.
Le immagini trasmesse dalla CNN sono quelle immortalate, all’alba di oggi, dalle telecamere poste al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia, al check-point di Senkivka. Si vedono i carri armati russi scendere da Nord in direzione Sud, dando vita all’offensiva settentrionale nei confronti del Paese ucraino.
I mezzi militari corrono spediti, passando dalla Bielorussia, verso le città centrali. Distanti dal Donbass, da Lugansk e da Donetsk. Geograficamente, infatti, la città più vicina a quel confine è Kiev. La capitale.
Quel video è il simbolo di una guerra, di un problema sottovalutato. Di annunci fatti alla luce del sole con parole che volevano rendere più mite la minaccia imminente.
Un piano studiato a tavolino, come una partita a scacchi: pedine piazzate lungo tutti i confini per poi procedere con l’offensiva. Poi i carri armati russi che entrano nel Paese facendo sponda sulla Bielorussia di Lukashenko.
Poi le esplosioni a macchia di leopardo in tutte le principali città. E non solo contro obiettivi strategici militari, ma anche contro altre strutture. Perché la guerra è iniziata, anche se chi ha lanciato l’offensiva non usa quel nome
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 24th, 2022 Riccardo Fucile
LE DEMOCRAZIE EUROPEE NON HANNO CAPITO CHE CON GLI EREDI DEI GULAG NON SI DISCUTE PIU’, SI COMBATTE A FIANCO DEL POPOLO UCRAINO
Il conflitto armato e l’invasione russa in Ucraina è ufficialmente iniziata nelle notte.
Tantissime città, non solo quelle nella zona contesa del Donbass, sono state attaccate. Missili hanno colpito palazzi e non solo siti militari.
Le prime esplosioni sono state avvertite poco dopo le 5 di questa mattina. Come riporta la CNN – che parla anche di centinaia di persone colpite (anche se è presto per un bilancio e non è chiaro se si tratti di morti o feriti) -, le città colpite da attacchi missilistici sono sparse su tutto il territorio ucraino: dalla capitale Kiev a Kharkiv, passando per Kramatorsk, Dnipro, Mariupol, Odessa e Zaporizhzhia.
Esplosioni che, come detto, non si sarebbero limitate – come invece annunciato da Vladimir Putin, a siti militari per quell’operazione definita di “de-nazificazione e demilitarizzazione” dell’Ucraina.
Alcuni inviati della CNN hanno anche riportato il suono delle sirene nella città di Leopoli che annunciavano un imminente raid aereo sulla città. Nel frattempo molte ambasciate hanno chiesto ai cittadini di iniziare ad abbandonare le zone del conflitto. Anche lo stesso ministero dell’Interno ucraino ha chiesto ai cittadini residenti nel Donbass di lasciare la zona e alle autorità di procedere con l’evacuazione. Perché negli ultimi minuti l’operazione russa – con i militari entrati nel Paese anche dal confine bielorussa – si è intensificata.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »