Destra di Popolo.net

SANZIONI INSOSTENIBILI, MOSCA NON REGGERÀ A LUNGO: PUTIN HA LE CASSE VUOTE E LE ORE CONTATE

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

LA RUSSIA NON HA ABBASTANZA SOLDI PER UNA GUERRA PROLUNGATA… SE LA RESISTENZA UCRAINA DURA, MOSCA CONSUMERÀ LE SUE RISORSE (IN ESAURIMENTO) E FINIRÀ IN BANCAROTTA… INTANTO IL RUBLO CONTINUA IL SUO TRACOLLO

Quanto pesano le sanzioni economiche di Europa e America? Quanto può resistere la Russia? Per rispondere, partiamo dal reddito.
Se si osserva la distribuzione del reddito ai tempi dello Zar e a quelli di Putin, si ha che il 10% più abbiente comandava allora e comanda oggi il 50% del reddito nazionale.
Il 50% più povero comandava e comanda meno del 15% del reddito nazionale. In epoca sovietica, il 10% più abbiente comandava il 25% del reddito nazionale, e il 50% meno abbiente comandava il 25% del reddito nazionale.
La distribuzione del reddito era quindi molto meno diseguale in epoca sovietica, ma si aveva una diseguaglianza marcata nell’accesso non monetario ai beni, che non può essere misurata. In Europa la distribuzione del reddito è oggi molto meno diseguale di quella russa, mentre negli Stati Uniti e in Cina la distribuzione del reddito è più vicina a quella della Russia
Passiamo alla ricchezza. Essa in tutti i paesi è composta da terreni agricoli, abitazioni, attività private non quotate, attività private quotate, e beni pubblici. Dalla caduta dell’Urss la ricchezza privata è esplosa.
La parte maggiore dell’ascesa della ricchezza privata si è avuta con le abitazioni, divenute, dopo il socialismo, di proprietà. Segue nell’ascesa delle classi di ricchezza quella in forma di imprese private non quotate. Insomma, nulla di diverso da quanto avvenuto nei paesi sviluppati, dove la quota maggiore della ricchezza privata è quella immobiliare, seguita dalle attività economiche non quotate.
Diversa, invece, è, rispetto ai paesi sviluppati, la distribuzione della ricchezza finanziaria, poco distribuita fra la popolazione e molto diffusa fra le classi di reddito maggiori. La vera anomalia russa rispetto ai paesi sviluppati è la quota di ricchezza detenuta all’estero. Dalla caduta dell’Unione Sovietica la Russia ha registrato delle esportazioni nette, ossia esportazioni meno importazioni, intorno al 10% del Prodotto interno lordo.
L’accumulo del 10% annuo di un surplus della bilancia commerciale per oltre venti anni dovrebbe mostrare una quantità enorme di attività ufficiali estere detenute dalla Russia. Invece, la quota ufficiale di attività estere è di molto inferiore, circa un terzo di quelle teorica. La spiegazione di questa differenza è la presenza di una quota di ricchezza detenuta all’estero in forma non ufficiale
Le attività finanziarie detenute nei paradisi fiscali sono pari al 4% della ricchezza finanziaria statunitense complessiva, al 10% di quella europea complessiva, e al 50% di quella russa sempre complessiva. I paesi africani hanno il 40% stipato nei paradisi fiscali, e le monarchie del Golfo hanno il 60%% stipato nei paradisi fiscali. Dai numeri si può dedurre che minore è la certezza del diritto, maggiore è l’investimento estero nei paradisi fiscali.
Così come si può dedurre che minore è la sicurezza che si ha per l’integrità del proprio patrimonio e per la propria vita in caso di perdita del potere, maggiore è l’investimento estero nei paradisi fiscali.
L’impatto politico delle sanzioni va inteso come quanto di negativo esse generano sul tenore di vita della popolazione nel suo complesso, che è altra cosa dalle sanzioni attuate contro gli oligarchi e la nomenclatura, quelle, appena ricordate, che portano al congelamento dei loro beni stipati all’estero.
Le sanzioni volte a colpire per la popolazione nel complesso sono il blocco dello scambio di informazioni finanziarie (lo SWIFT) che frena le transazioni economiche, il congelamento delle esportazioni di tecnologie, e il blocco delle attività estere, ossia le riserve valutarie, della banca centrale.
Il tenore di vita della popolazione russa dipende in misura non modesta dalla spesa pubblica. Il peso dell’aiuto alle famiglie è il cinquanta per cento del bilancio dello Stato. Il reddito trasferito dallo Stato alle famiglie è essenzialmente spesa per pensioni, e, in misura molto minore, spesa per gli stipendi dei dipendenti statali.
La Russia potrebbe controbilanciare le sanzioni verso la popolazione con delle politiche fiscali espansive finanziate in modo non ortodosso, ossia con l’emissione di moneta.
L’economia russa resta però fragile sul fronte dell’offerta per quanto significativo possa essere l’intervento di politica economica sul fronte della domanda. L’economia russa dipende, infatti, dalle esportazioni di materie prime non rinnovabili con le quali ottiene la valuta che finanzia le importazioni di tecnologia.
Le importazioni occidentali di materie prime non rinnovabili russe possono, ma alla lunga, essere ridotte in misura significativa. Le esportazioni in campo tecnologico possono essere bloccate. Senza queste gli aerei russi non volano e le automobili non possono essere prodotte.
Vero quanto detto, la Russia non ha le risorse per una guerra prolungata. In questo assomiglia alla Germania, che ha tentato in entrambe le Guerre mondiali di vincere, avendo delle risorse scarse, nel minor tempo possibile, inventando il Blitzkrieg. Dal che si arguisce che, più la resistenza ucraina dura, più la Russia consumerà le risorse volte a mantenere il suo esercito in guerra. Le risorse belliche sono quelle tradizionali non quelle atomiche.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

I RAZZI FORNITI DALL’OCCIDENTE DECIMANO L’ARMATA RUSSA

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

I GENERALI RUSSI MANDANO LE TRUPPE ALL’ATTACCO MA LA RESISTENZA UCRAINA COLPISCE ALLE SPALLE E CAUSA DANNI SPAVENTOSI ALL’ESERCITO DI MOSCA

I generali russi non si fermano e mandano le loro truppe all’attacco in tutte le direzioni, da Kiev al Mar Nero. Sul campo si vedono altri soldati e altri mezzi gettati nella mischia per sfondare le difese ucraine: sembrano unità nuove, che forse hanno rimpiazzato quelle provate dai combattimenti.
Ovunque l’avanzata segna piccoli passi avanti, sostenuti dai massicci bombardamenti aerei sulle città assediate. Ma questi successi rischiano di essere effimeri, perché la resistenza colpisce alle spalle delle avanguardie e infligge danni spaventosi all’esercito di Mosca.
I missili terra-aria Stinger e quelli anti-tank Javelin stanno diventando i protagonisti del conflitto: impediscono agli elicotteri russi gli interventi ravvicinati e fanno strage dei cingolati.
Una stima neutrale sostiene che siano già stati distrutti 900 mezzi, tra camion e veicoli corazzati, e il Pentagono ritiene che sia andato in fiamme il 5 per cento dell’arsenale schierato da Mosca in Ucraina.
Un bilancio destinato ad aggravarsi perché stanno venendo distribuiti i 17 mila razzi controcarro forniti finora dai Paesi occidentali: il loro arrivo al fronte rende sempre più forte la resistenza e può aumentare esponenzialmente i caduti. Ogni volontario e ogni recluta con quelle armi diventano capaci di sbaragliare un semovente.
Sulla carta, la Russia è superiore ma soldati e ufficiali cominciano a chiedersi perché invece dell’operazione di pace annunciata da Putin sono finiti in un massacro. Mentre la determinazione degli ucraini continua a crescere.
E il peso della strage inizia a farsi insostenibile per il Cremlino, che rischia di esaurire le risorse della sua armata. Le aperture verso tregue e negoziati di queste ore nascono anche dalla realtà sul terreno, dove le soluzioni militari paiono sempre più remote.
La strategia è quella sovietica: circondare i contingenti nemici, tagliando i rifornimenti, poi andare all’attacco diretto sotto la copertura di aerei e cannoni. Ci stanno provando in tutto il territorio a est del fiume Dnepr, senza prenderne il controllo.
Sul fronte del Mare Nero l’offensiva sta assumendo una direttrice che sembra confermare l’obiettivo di unire la Crimea alla Transnistria, l’enclave filorussa in Moldavia: Odessa si ritroverebbe chiusa in una sacca, sotto il tiro della flotta di Mosca.
Un’altra avanzata procede lungo le rive del Dnepr verso nord: marcia su un’altra grande centrale elettrica e in prospettiva verso Dnipro, la terza città del Paese.
A Mariupol, sul Mare di Azov, i combattimenti non si fermano: i legionari della brigata Azov si confrontano casa per casa con i marines russi.
La battaglia più sanguinosa è quella per la capitale. I russi sono terrorizzati dalle imboscate e sparano su tutto quello che incontrano.
Ieri il paesone di Makariv è stato devastato dai tiri reciproci di razzi, poi i tank sono penetrati tra i condomini e hanno sbarrato l’autostrada per la Polonia: un tentativo di fermare il flusso di nuove armi.
La pressione ormai avviene su tre lati, con un accumulo di parà e mezzi corazzati: si calcola che 18 gruppi tattici mobili stiano combattendo alle porte di Kiev.
La difesa reagisce con ogni strumento e usa con abilità i droni: sia quelli TB2 forniti dalla Turchia, che sfuggono ai radar e lanciano missili con precisione; sia quelli commerciali, sfruttati per dirigere il fuoco dei cannoni.
In mezzo a questi scontri ci sono decine di migliaia di donne, bambini e anziani senza un rifugio sicuro.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

LA TRAGEDIA SMONTA LA RETORICA DI SALVINI

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

PENSAVA DI RIFARSI UNA VERGINITA’ MA LA SUA REPUTAZIONE NE E’ USCITA A PEZZI

Era evidente che la guerra in Ucraina, cioè in Europa, avrebbe spazzato via anche in Italia un vecchio modo di far politica, impastato di astuzie, giochi verbali, ammiccamenti, retorica da “talk show”, enfasi stile “ultras” allo stadio.
La guerra ribalta tutte le pseudo certezze e impone una nuova serietà.
Qualcuno sembra averlo già capito – ad esempio il Pd di Enrico Letta – , qualcun altro invece paga un prezzo salato alla propria ostinazione. In fondo non era difficile supporre che il viaggio di Salvini al confine polacco-ucraino avesse discrete probabilità di risolversi in un disastro.
Tuttavia la realtà è andata oltre ogni previsione. L’immagine del sindaco di Przemysl che accoglie – si fa per dire – il capo della Lega srotolando la maglietta con l’effige di Putin davanti alle telecamere, e gli ricorda il suo stretto legame con l’autocrate di Mosca, resterà nella storia a testimoniare una straordinaria insipienza politica.
Se Salvini pensava davvero di far dimenticare i suoi errori con un viaggetto di un paio d’ore alla frontiera così da inalberare il cartello “Sos Ucraina” – senza mai citare Putin, s’ intende – , significa che ha perso ogni lucidità. Nel mondo globale tutti sono al corrente di tutto: basta un’occhiata a Twitter o alle vignette di Osho.
Anche in una cittadina polacca di confine hanno avuto il tempo di procurarsi una maglietta identica a quella che un paio d’anni fa il leghista esibiva orgoglioso sulla Piazza Rossa. Veramente strano che l’uomo che è stato vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno non lo avesse messo in conto. Forse è mal consigliato o forse non riesce a distinguere ciò che è drammatico da ciò che è ludico.
Nel 2019 aprì la crisi di governo da uno stabilimento balneare, ieri ha tentato goffamente di ricostruirsi un’immagine con un colpo di dadi dall’esito catastrofico. Aveva invece una carta semplice da mettere sul tavolo. Comprendere la portata del passaggio storico che l’Italia e l’Europa stanno vivendo e agire di conseguenza.
Sostenere senza ambiguità e fino a tempi migliori il governo di cui peraltro la Lega fa parte, considerando che non ci sono alternative a Draghi e a una linea di politica estera condivisa, nel rispetto del sistema di alleanze in cui l’Italia è collocata.
Accantonare i vari “sovranismi” ed euro-scetticismi che non sono di alcuna utilità al momento: non a caso l’incidente è avvenuto in Polonia, uno dei paesi nazionalisti a cui la destra italiana guardava con attenzione. Ma è la guerra, appunto.
La guerra che restituisce spessore alle cose e una gerarchia ai valori. Il problema politico riguarda adesso la Lega e il centrodestra nel suo insieme. Salvini esce dall’episodio polacco con una reputazione a pezzi, anche se egli cerca di minimizzare accusando “la sinistra polacca e italiana”. Davvero poco convincente.
L’uomo ambiva a essere il “leader” dell’intero schieramento, ma adesso non è credibile che tutto prosegua come prima.
Per cui il dibattito a destra diventa interessante e potrebbe condurre a esiti imprevisti. Il che non significa una destra che rinuncia ai suoi principi. Il tema del catasto, ad esempio, è controverso, ma non può essere oggetto di ironie, nemmeno in un’epoca di tensioni internazionali. Contribuisce all’identità di una parte politica che teme l’aumento delle tasse, magari a torto, ed è pronta a farne oggetto della prossima campagna elettorale
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

DA CHI E’ STATO ORGANIZZATO IL VIAGGIO DI SALVINI IN POLONIA, NONOSTANTE IL PARERE CONTRARIO DEI NOSTRI SERVIZI DI SICUREZZA E L’IMBARAZZO DELLE AMBASCIATE

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

IN POLONIA DA UN CANDIDATO DI FORZA NUOVA, POI DA UNA ONLUS PRESIEDUTA DA UNA NOTA LOBBYSTA FINITA NELLO SCANDALO VATILEAKS

“Salvini, la sua presenza non è opportuna”. A dissuadere il leader della Lega dal viaggio in Polonia per primi sono stati gli italiani. Il viaggio della speranza del capo del Carroccio, unico leader in questo momento a passeggiare sul confine con l’Ucraina, ha messo in imbarazzo le ambasciate polacche, ucraine, il ministero degli Esteri e i servizi segreti italiani.
Salvini ha messo in imbarazzo anche l’Aise: il servizio di sicurezza esterno, costretto ad attivare dispositivi antisequestro come si confà all’arrivo di un leader politico all’estero.
La prassi nei momenti normali, un di più da evitare in questa fase così delicata. Ma non c’è stato nulla da fare. E così Salvini è partito per la Polonia.
Con una raccomandazione: di non pubblicizzare le visite pubbliche e di ridurre al minimo la delegazione al seguito (alla fine lo hanno seguito solo il deputato Luca Toccalini e l’europarlamentare Marco Campomenosi).
Il leader leghista avrebbe voluto mettere un piede a Leopoli, ma dalla nostra ambasciata in Ucraina gli è stato vivamente sconsigliato. Così è rimasto in Polonia. Con figura barbina mondiale.
Lui, ovviamente, ha tentato subito la manovra diversiva, se l’è presa con chi, “nella sinistra italiana come in quella polacca”, alimenta inutili polemiche. L’ordine di scuderia è stato subito diramato e rilanciato: “E’ una roba da centri sociali. Un agguato di due piddini in trasferta”, ha subito twittato Claudio Borghi.
Poi gli hanno spiegato che il sindaco di Przemysl è uno dei leader di Kukiz’15, movimento di estrema destra con cui nel 2019 il M5s aveva sottoscritto un accordo per le elezioni europee.
E a quel punto al leader del Carroccio non gli è rimasto che prendersela con chi gli ha organizzato il viaggio, con chi insomma non l’ha messo in guardia sui rischi politici legati all’incontro con Bakun.
E qui sta infatti un altro dei problemi. Davanti ai quali anche Giancarlo Giorgetti fatica a non trasalire. Perché infatti tutta la trasferta sul fronte orientale è stata allestita in nome dell’improvvisazione.
Prima l’approdo a Varsavia affidandosi al presidente dell’associazione umanitaria Manalive, quel Gianmarco Oddo che è collaboratore parlamentare dell’europarlamentare No Euro Antonio Rinaldi, e che nel 2016 si candidò a Roma nelle liste del candidato sindaco di Forza Nuova: insomma, non esattamente uno sherpa.
Poi, per raggiungere il confine, ha chiesto supporto logistico – lui che è un ex ministro dell’Interno, lui che si sogna presidente del Consiglio – alla onlus Ripartiamo, fondata da Francesca Immacolata Chaouqui, lobbista non esattamente stimata dal ministro dello Sviluppo e finita al centro dello scandalo Vatileaks 2 e difesa all’epoca, nelle aule di tribunale, da Giulia Bongiorno, attuale responsabile Giustizia del partito. Insomma, una diplomazia di quart’ordine che non poteva che far naufragare la missione diplomatica verso una messinscena sbracata.
Il cui esito, quell’imbarazzo del capo irriso da un ignoto sindaco di una città impronunciabile che lo umilia agitandogli in faccia il suo mai rinnegato amore per Putin, piomba in Transatlantico a far impallidire i leghisti, che schivano domande e richieste di commenti.
(da il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

“NON SI PUÒ SCIACALLARE SU UNA TRAGEDIA DEL GENERE PER CONVENIENZA POLITICA”: PARLA SERGIO FERRI, UNO DEI DUE FOTOGRAFI CHE HANNO URLATO “BUFFONE” A SALVINI IN POLONIA

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

“HA PROVATO A CAVALCARE QUESTA STORIA DRAMMATICA PER RIFARSI UNA VERGINITÀ, QUANDO FINO A QUALCHE GIORNO PRIMA DICEVA COSE TERRIBILI. È UN ATTEGGIAMENTO SCANDALOSO. DOVREBBE STARE IN SILENZIO E FARE UNA PROFONDA RIFLESSIONE”… “CREDO CHE ANCHE NELLA LEGA, DOPO QUESTA FIGURACCIA, QUALCUNO GLI DIRÀ CHE NON PUÒ ANDARE AVANTI COSÌ”

Ci sono momenti nei quali non si può tacere. E i fotografi piacentini Sergio Ferri e Marco Salami, di fronte alla scena a cui hanno assistito, sono sbottati rendendo la visita di Matteo Salvini nella stazione di Przemysl, al confine tra la Polonia e l’Ucraina, una contestazione civile che ha fatto il giro del mondo e passerà alla storia.
I due, che si trovavano in zona dopo aver deciso di portare un sostegno alle popolazioni che scappano dalla guerra – oltre che per documentare quanto sta avvenendo con i loro scatti – non hanno infatti resistito a quella che, secondo loro, era una operazione decisamente ipocrita del leader della Lega.
Cioè di dichiararsi vicino alle persone che cercano una via di fuga dai bombardamenti russi, dopo che in passato aveva pubblicamente e a più riprese sostenuto Vladimir Putin.
Il pretesto per urlargli “buffone” o “vergognati”, inoltre, gli è stata data dalle dichiarazioni a sorpresa del sindaco della città Wojciech Bakun, il quale prima si è rifiutato di ricevere Salvini e poi, di fronte ai microfoni dei reporter di diverse testate europee, ha sventolato una maglietta con l’immagine del presidente russo.
Un chiaro riferimento alla t-shirt che il leghista esibì al Parlamento europeo nel 2017 dichiarando: “Agli eurocretini che giocano a fare la guerra alla Russia”. Immagini, quelle di oggi, che nel giro di poche ore sono diventate virali.
Per questo abbiamo contattato Sergio Ferri, uno dei due fotografi che hanno contestato Salvini, per farci spiegare come mai non ha resistito a fargli notare l’incongruenza del suo comportamento in un momento così drammatico.
Sergio, c’è chi dice che la vostra contestazione fosse preparata. È così?
Assolutamente no. Eravamo lì il giorno prima per portare aiuti e trasportare in Italia alcune persone che stanno scappando dalla guerra. E il giorno dopo, cioè oggi, visto che non parliamo russo o ucraino, eravamo in piazza perché stavamo cercando qualcuno che potesse aiutarci a tradurre. In quel momento ci siamo accorti della piazza transennata e ci siamo avvicinati per capire cosa stesse avvenendo.
E in quel momento è arrivato Salvini
Abbiamo chiesto alle altre troupe e ci hanno detto che sarebbe arrivato a breve. Per cui non ce lo volevamo perdere. E infatti è arrivato verso l’orario in cui vanno in onda i telegiornali, verso l’una.
Ma sapevate che il sindaco della città avrebbe esposto quella maglietta che ricordava il sostegno di Salvini a Putin?
Macché, anche perché parlava in polacco e noi non conosciamo quella lingua. In più non me ne sono accorto subito, perché ero impallato da una giornalista spagnola. Quando ho visto la maglietta pensavo avesse dei simboli di solidarietà. Però mi è venuto spontaneo dire: “Tira fuori quella di Putin”. Solo dopo qualche secondo, quando ho visto Salvini rabbuiarsi e balbettare qualche parola in inglese, ho notato che sulla maglia c’era effettivamente l’immagine di Putin.
Una coincidenza incredibile.
Sì, davvero. Allora Marco, il mio collega, inizia a dire: “Adesso mettiti la maglietta di Putin”. Mentre io lo seguo, visto che Salvini ha provato ad allontanarsi, e gli dicevo “sei un ipocrita” e poi “buffone”.
Come mai non hai resistito dal contestare Salvini?
Perché secondo me era una situazione vergognosa. Non si può un giorno dire una cosa e il giorno dopo dirne un’altra. Ma soprattutto sciacallare su una tragedia del genere per una convenienza politica. Ha provato a cavalcare questa storia drammatica per rifarsi una verginità, quando fino a qualche giorno prima diceva cose terribili sulle persone che hanno sofferto le conseguenze di altre tragedie, oppure non dava sostegno a chi ha il colore della pelle diverso o bloccava i porti per chi aveva bisogno. Per cui, per me, è un atteggiamento scandaloso. Dovrebbe stare in silenzio e fare una profonda riflessione.
È una scena che, in qualche modo, passerà alla storia.
Tra l’altro c’è una curiosità. Io e Marco (Salami, nda) siamo stati a Pontida nell’ultima apparizione di Umberto Bossi come leader della Lega. E poi sappiamo tutti come finì. E l’altro giorno abbiamo assistito a uno dei momenti, credo, di svolta nella parabola politica di Salvini. Credo che anche nella Lega, dopo questa figuraccia, qualcuno gli dirà che non può andare avanti così. Ma io non condanno mai per principio, si può pensarla diversamente, ma che siano posizioni rispettabili. Sono convinto che molte persone che votano Lega assolutamente in buona fede e con degli interessi da difendere e quella è politica, ma queste scene sono soltanto scandalose.
Tu e il tuo collega siete al seguito di una organizzazione umanitaria?
Noi prima dello scoppio della guerra stavamo facendo un lavoro fotografico in Transnistria, tra Ucraina e Moldavia, con una Ong e che riguardava le donne maltrattate. Ma poi eravamo tornati in Italia. Quando è partito il conflitto abbiamo organizzato una raccolta di beni di prima necessità. In tre giorni, solo con i messaggi Whatsapp tra i nostri amici e conoscenti, abbiamo caricato una macchina di medicinali, latte in polvere e omogeneizzati. Mentre un altro mezzo lo abbiamo messo a disposizione come navetta tra Piacenza e questa zona per portare chi scappa a essere accolti in una zona sicura o si vogliono ricongiungere con i loro parenti. Ma è tutto autogestito.
Quindi anche singolarmente, volendo, si può fare molto.
Chi ha una certa età e ha vissuto l’epoca delle guerra nei Balcani una certa sensibilità l’ha maturata. Si può benissimo organizzare degli aiuti autogestiti. Certo, l’importante è fare attenzione.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

COME IL TG2 SERVO DI MOSCA HA CENSURATO LA FIGURA DI MERDA DI SALVINI IN POLONIA

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

FATEVI PAGARE LO STIPENDIO IN RUBLI DA PUTIN, SIETE LA VERGOGNA DELL’ITALIA

La politica che guarda “con attenzione” alla guerra in Polonia, Matteo Salvini “in un centro della Caritas al confine con l’Ucraina” che “non si ferma nemmeno davanti alla contestazione del sindaco che gli mostra una maglietta di Putin”.
Il servizio con il quale il Tg2 ha coperto la notizia del viaggio del leader della Lega in Polonia finisce nel mirino di Michele Anzaldi, deputato e membro della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
“Ecco come il Tg2 ha censurato la contestazione a Salvini in Polonia, scrivendo una nuova pagina di vergognosa disinformazione: spettatori portati a credere si sia trattato di una polemica interna di Renzi e non lo schiaffo pubblico del sindaco polacco. Disservizio pubblico”, ha scritto su Twitter il parlamentare, allegando un video che mostra il servizio in questione.
“Arrivano aiuti umanitari, ci sono bimbi, mamme, ovviamente non ci sono uomini. Aspettano un aiuto, aspettano una mano, un po’ di caldo, magari in tanti casi aspettano di venire in Italia”, sono le frasi che pronuncia Salvini all’inizio del servizio. A sentirlo sembra così lontano dall’uomo che da ministro dell’Interno teneva al largo del mediterraneo migranti a bordo di navi delle ong in condizioni egualmente disperate.
Anzaldi pubblica (e critica) anche il collegamento da Przemyśl del Tg1, reo di non aver dato sufficiente spazio alla contestazione: “Oscurate le critiche del sindaco polacco e le ragioni del gesto di mostrare al leader leghista la maglia di Putin (che indossò a Mosca). Un’operazione da manuale della disinformazione: la notizia scompare e viene dato spazio solo alla propaganda”.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

LA SCENA DI SALVINI CON IL SINDACO POLACCO E’ DIVENTATA UNA T-SHIRT

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

REALIZZATA DAL FUMETTISTA SILVESTRI

La figuraccia di Salvini in Polonia con la maglietta di Putin finisce a sua volta su una maglietta. “Per non dimenticare”, è il commento di Antonio Silvestri, fumettista in arte “Tauro” che l’ha realizzata.
Una scena diventata iconica, entrata a gamba tesa nella cultura pop in meno di 24 ore grazie anche ai numerosi meme che l’hanno ripresa, condivisi addirittura dallo stesso sindaco di Przemyśl, Wojciech Bakun, l’uomo che materialmente ha consegnato al leader della Lega la maglietta con il volto di Putin rinfacciando all’ex ministro degli Interni il suo passato filo-russo.
L’immagine della t-shirt iconica ha iniziato a circolare sui social e più di un utente si è detto disposto ad acquistarla per cristallizzare un momento che l’ex direttore de L’Espresso Marco Damilano ha definito ieri sera a Dimartedì “La scena definitiva per la carriera di Salvini, in cui tutte le sue contraddizioni si mettono insieme”. Antonio Silvestri, “Toro”, sul suo profilo Facebook non nasconde le sue “antipatie politiche” per la Lega. “Il sindaco di Przemysl mette Salvini di fronte alle sue ipocrisie. I politici polacchi fanno il lavoro che i politici italiani non vogliono più fare”, ha scritto commentando a caldo l’evento.
La figuraccia fatta da Salvini ha eretto a nuovo “paladino” dell’anti-sovranismo anche Sergio Ferri, fotografo freelance che si trovava a Przemyśl per documentare l’arrivo dei profughi ucraini in fuga dalle bombe di Putin: dopo l’ennesimo rifiuto del leader della Lega di condannare apertamente il regime russo, Ferri gli ha urlato “pagliaccio”, “buffone”, “vatti a mettere la maglia di Putin”.
“E’ stato più forte di me, non sopporto lo sciacallaggio e l’ipocrisia”, ha raccontato in un’intervista a AdnKronos. “Gli ho ricordato quando diceva che due Mattarella non valgono mezzo Putin – ha aggiunto – e avendolo davanti gli ho chiesto di dire chiaramente di condannarlo, cosa che lui non ha voluto fare”.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

IL SINDACO DI PRZEMYSL SPIEGA PERCHE’ HA CONTESTATO SALVINI (E RILANCIA I MEME CHE LO DERIDONO)

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

“CI SONO MOMENTI NELLA VITA IN CUI DEVI DIRE LA VERITA’ DRITTA IN FACCIA, LUI E’ COMPLICE DEL CRIMINE UMANITARIO, PER LUI NESSUN RISPETTO“

“Ci sono situazioni in cui devi dire la verità dritta in faccia”: è così semplice eppure così potente la motivazione che ieri ha spinto Wojciech Bakun, sindaco di Przemyśl, a mostrare a Matteo Salvini la maglia con il volto di Putin facendo fare al segretario della Lega una figuraccia davanti a tutti i giornalisti accorsi nella cittadina polacca al confine con l’Ucraina.
“Quando ho scoperto che anche il Senatore Matteo Salvini, in visita in Polonia, vuole visitare Przemy – ha scritto Bakun sul suo profilo Facebook – ho pensato che fosse una buona occasione per ricordargli il suo sostegno alle azioni di Putin in Ucraina. Nel 2017, Matteo Salvini con la stessa identica maglietta si fotografa sullo sfondo del Cremlino, riferendosi a Putin come suo amico e sostenendo l’annessione della Crimea. Così ho regalato al signor Salvini la stessa identica maglietta, chiedendogli di indossarla e visitare un centro umanitario o il confine con me”.
Un momento che è diventato rapidamente virale e che ha fatto riflettere molti, anche all’interno della Lega, sull’opportunità di organizzare un viaggio simile, in un momento come questo, alla luce di un passato filo-putiniano.
“Volevo che vedesse con i suoi occhi a cosa ha portato il suo amico – aggiunge Bakun – e indirettamente anche lui, come sostenitore di Putin. Da due settimane, ogni giorno, io, centinaia di agenti, centinaia di volontari vediamo con i nostri occhi questo enorme danno finanziato da Putin e dalla sua gente. NESSUN RISPETTO SIGNOR SALVINI”.
Il sindaco, che – va ricordato – appartiene a un partito della destra polacca, e non è “di sinistra” come affermato da Salvini, ha poi postato una raccolta di tutti i meme realizzati sul momento fatidico del dispiegamento della maglietta con il volto di Putin. Molti di questi sono in italiano, ma questo non sembra aver scoraggiato i suoi cittadini, che in massa sono corsi nei commenti ad applaudire al suo gesto.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

CHISSA’ COME MAI SALVINI EVITA DI DIRE CHE OGGI COMPIE 49 ANNI

Marzo 9th, 2022 Riccardo Fucile

IL NUMERO COINCIDE CON I MILIONI DI EURO CHE LA LEGA DEVE RESTITURE AGLI ITALIANI

Il giorno dopo quello della figuraccia in terra polacca, con il sindaco di Przemyśl che gli sbatte in faccia la maglietta di Putin e gli rinfaccia il suo passato filo-russo, è anche quello del compleanno di Matteo Salvini.
Ma visto che le notizie cattive – per lui – non vengono mai da sole, quello di oggi non è un compleanno come tutti gli altri per il leader della Lega. E non perché si trova al confine con l’Ucraina “per portare parole di pace”, ma perché sulla torta ci saranno da spegnere 49 candeline.
Un numero non casuale, visto che coincide con i milioni che la Lega ha usato illecitamente come rimborsi elettorali tra il 2008 e il 2010, soldi che secondo l’accusa dei pm di Genova vennero utilizzati anche per spese personali, principalmente della famiglia Bossi.
Un accordo tra Procura e legali del Carroccio aveva disposto la restituzione a scaglioni della somma in rate da 100 mila euro a bimestre. Con un piano di da concludersi quindi in 80 anni.
Da allora il numero 49 è diventato simbolo delle contestazioni a Matteo Salvini. E’ solo un caso che non compaia nel post pubblicato dal leader leghista per ringraziare tutti per gli auguri? “E sono quasi 50… Dajeee coetanei, il bello deve ancora venire!”, ha scritto.
All’epoca dell’accordo il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi si difese dalle critiche secondo cui la Lega sarebbe stata troppo favorita: “Lo Stato trarrà un vantaggio decisamente superiore a quello che avrebbe conseguito nel caso in cui avesse preteso di sequestrare il nulla”. Il sito di fact checking Pagella Politica conferma che è in corso il pagamento delle rate.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (343)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.587)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.532)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.804)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (36.944)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Gennaio 2026 (300)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (263)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2022
    L M M G V S D
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    « Feb   Apr »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SIAMO DIVENTATI I VIGLIACCHI D’EUROPA: L’ITALIA NON MANDERÀ I SUOI SOLDATI IN GROENLANDIA PER L’ESERCITAZIONE “ARCTIC ENDURANCE”, L’OPERAZIONE EUROPEA NELL’ISOLA DI GHIACCIO NATA COME RISPOSTA ALLE MINACCE DI ANNESSIONE DI TRUMP
    • ECCO IL VERO RECORD DEL GOVERNO MELONI: LA SPESA PER CONSULENTI ED ESPERTI. NEL 2026 PALAZZO CHIGI STIMA DI SGANCIARE OLTRE 23 MILIONI DI EURO PER GLI UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE, OVVERO LE “TRUPPE” ASSUNTE SU BASE FIDUCIARIA DA PREMIER, VICEPREMIER E MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO
    • AL PRONTO SOCCORSO DI SENIGALLIA, IN PROVINCIA DI ANCONA, UN MALATO ONCOLOGICO È STATO COSTRETTO A STENDERSI A TERRA PER OLTRE 8 ORE IN ATTESA DI UNA BARELLA SU CUI SDRAIARSI
    • ECCO A COSA SERVE IL GIORNALISMO LIBERO: L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA CHE VEDE INDAGATI PER CORRUZIONE E PECULATO I MEMBRI DEL COLLEGIO DEL GARANTE DELLA PRIVACY ARRIVA DOPO LE INCHIESTE DI “REPORT” ED È L’ULTIMO SVILUPPO DI UN LUNGO SCONTRO TRA LA TRASMISSIONE DI SIGFRIDO RANUCCI E L’AUTORITÀ, CHE HA COINVOLTO LA POLITICA
    • ISMAELE LA VARDERA COLPISCE ANCORA: DOPO AVER PRESO PER IL CULO MELONI, SALVINI E GIORGETTI FACENDOSI CANDIDARE A SINDACO DI PALERMO PER REALIZZARE UN FILM FARSA SULLA POLITICA, ORA HA SBUGIARDATO RENATO SCHIFANI, RIUSCENDO A FAR STANZIARE UN MILIONE DI EURO A COMUNI INESISTENTI PER DIMOSTRARE COME I SOLDI IN SICILIA SIANO DATI AD MINCHIAM
    • AVVISATE LA “CHEERLEADER DI TRUMP”, GIORGIA MELONI: AGLI ITALIANI L’IMPERIALISMO DI DONALD STA SUL CAZZO: PER IL 73% GLI STATI UNITI NON POSSONO PIÙ ESSERE CONSIDERATI UNA PIENA DEMOCRAZIA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA