Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
“I REPUBBLICANI SEMBRANO IMPROVVISAMENTE E STRANAMENTE ESSERE IN RITARDO, COME SE NON PENSASSERO CHE QUESTO POTESSE ACCADERE. ORA TRUMP E IL GOP POTREBBERO PERDERE”
La partenza forte della vicepresidente sembra aver colto di sorpresa il GOP e la campagna
di Trump – scrive il WSJ nel suo editoriale
I democratici sono di nuovo pieni di energia e si schierano a favore di Kamala Harris come Presidente, il che non sorprende dopo le settimane di sconforto per il Presidente Biden.
Tuttavia, i repubblicani sembrano improvvisamente e stranamente essere in ritardo, come se non pensassero che questo potesse accadere. Gli Stati Uniti hanno ora una corsa presidenziale che Donald Trump e il GOP potrebbero perdere.
La Harris sta abilmente presentando la campagna come il futuro contro il passato, una nuova generazione contro la vecchia, contrapponendo la sua relativa giovinezza all’età di 59 anni al 78enne Trump. Questo ha spesso funzionato per i democratici: ricordiamo JFK, Bill Clinton e Barack Obama. Nikki Haley aveva avvertito i repubblicani che il primo partito a scegliere un candidato della nuova generazione avrebbe avuto un vantaggio politico quest’anno, ed eccoci qui.
L’esplosione dell’entusiasmo democratico ha indotto il sondaggista di Trump, Tony Fabrizio, a pubblicare martedì una nota pubblica in cui avverte dell’imminente “luna di miele di Harris” nei sondaggi. Ha detto che si tratta di un fenomeno previsto e che non c’è da preoccuparsi.
Ma una simile ammissione è molto insolita per una campagna che non ammette mai uno svantaggio nei sondaggi. Ciò suggerisce che la campagna sa che il divario di entusiasmo che aveva favorito i repubblicani potrebbe essere svanito.
L’enigma è perché tutto questo sembra aver confuso i repubblicani. Si stanno arrampicando su linee di attacco che probabilmente non funzionano o sono controproducenti. Un argomento sbagliato è che la signora Harris è “un candidato DEI (diversity, equity, and inclusion
Un altro errore è quello di affermare che Biden dovrebbe dimettersi ora, visto che non è in corsa per la rielezione. Gli elettori sanno distinguere tra i prossimi sei mesi e i prossimi quattro anni, e in ogni caso Biden è ormai un uomo di ieri. . L’accusa alla signora Harris di essere senza figli è un’altra nota stonata.
Alcuni repubblicani pensano di poter vincere dipingendo la signora Harris come “strana”, come se la sua risata fosse squalificante. Ma questo funziona solo se il candidato si presta alla critica. Finora sul palco si sta comportando meglio di quanto abbia fatto nel 2019 o nei primi giorni da vicepresidente. Troppi repubblicani sembrano essersi bevuti le affermazioni trionfali della stampa conservatrice secondo cui la signora Harris non può vincere. L’eccesso di fiducia dei media è una delle cause delle sconfitte.
L’inciampo del GOP suggerisce che il partito non credeva che i democratici avrebbero fatto un cambio di candidato. Ma quando l’establishment democratico prende una decisione, si muove con spietata rapidità per preservare il proprio potere. Mettere da parte Biden così tardi nella campagna è stato storico, ma non è stata una sorpresa.
Una carta vincente sarà la performance dei candidati, soprattutto nei dibattiti. Trump ha sconfitto il decadente Joe Biden con una passeggiata, ma con la signora Harris non sarà così facile. L’ex presidente dovrà far valere le proprie ragioni sulla politica, piuttosto che sugli insulti personali, e questo non è il suo punto di forza. La gara è ormai competitiva.
(da “Wall Street Journal”)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
NELLE VECCHIE INTERVISTE ABBRACCIAVA TEORIE COMPLOTTISTE SULL’ELITE DI PERVERTITI SESSUALI CHE CONTROLLOREBBE L’AMERICA E ATTACCAVA LE COPPIE SENZA FIGLI: “IL LORO DIRITTO DI VOTO ANDREBBE LIMITATO”
Nove giorni fa, quando pronunciò alla convention repubblicana il suo discorso da candidato vicepresidente, J.D. Vance fu molto più brillante e presidenziale di Donald Trump
Il ritiro, domenica, di Biden ha cambiato tutto: con Kamala che ora potrà energizzare l’elettorato femminile, quello meno favorevole a Trump, e con la probabile scelta di un vice bianco dell’interno dell’America per aiutare i democratici a recuperare terreno tra i centristi di Stati decisivi come Pennsylvania, Wisconsin, Michigan e Arizona, l’immagine di Vance è mutata: da «Capitan futuro» a un lusso che Trump si è concesso per eccesso di sicurezza.
Un lusso che potrebbe diventare addirittura una palla al piede, viste le posizioni estreme di Vance su molti temi: quelle note, come la sua radicale opposizione non solo all’aborto ma anche al divorzio, frutto avvelenato del femminismo, con le donne invitate a non violare la sacralità del matrimonio nemmeno se vittime di un marito violento.
E quelle meno note come il video di un suo discorso del 2021 a porte chiuse al meeting di Teneo Network, un’associazione di giovani arciconservatori, pubblicato da ProPublica (e disponibile in rete): «Il demonio è una realtà, si sta diffondendo nella società americana».
E poi, «ascoltate gente non convenzionale che, però, dice la verità come Alex Jones», il cospirazionista di Infowars condannato, tra l’altro, per aver calunniato i genitori dei bimbi uccisi nella strage di Sandy Hook: attori che piangevano un massacro mai avvenuto. Con JD che sembra pensare, come Jones, che un’élite finanziaria mondiale di pervertiti sessuali controlla l’America .
“Le assicuro che se le donne senza figli e con gatti governassero davvero, questo paese sarebbe in condizioni significativamente migliori di quanto sarebbe se vincesse lei e il suo partito”: contro le dichiarazioni rilasciate nel 2021 – e riaffiorate ora – dal vice di Donald Trump, J.D. Vance, scende in campo con una lettera aperta anche Margaret Henoch, un’ex alta dirigente della Cia distintasi (e premiata) per l’analisi sugli armamenti sovietici e per essere stata l’unica nell’ agenzia a negare l’accusa che Saddam Hussein aveva armi biologiche.
Henoch contesta le parole di Vance, secondo cui Washington è gestita da donne senza figli e con gatti, infelici delle loro vite.
“Mi permetto di dissentire. Questa affermazione è spazzatura assoluta. Io lo so bene, sono a Washington da decenni e le donne hanno dovuto lottare per ogni opportunità di avanzare. E le donne che svolgono lavori importanti in generale hanno figli. Quanto ai gatti, non ne sono sicura”.
(da Il Corriere della Sera)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
DURANTE UN’UDIENZA ALLA COMMISSIONE GIUDIZIARIA DELLA CAMERA A WASHINGTON, HA SOSTENUTO CHE TRUMP POTREBBE ESSERE STATO COLPITO ALL’ORECCHIO DA UNA SCHEGGIA… UNA RICOSTRUZIONE CHE SMONTA LE PAROLE DEL PUZZONE CHE AVEVA RACCONTATO DI AVER SENTITO IL PROIETTILE SQUARCIARGLI LA PELLE
«Ci sono alcuni dubbi sul fatto che sia stato un proiettile o una scheggia a colpire l’orecchio
di Donald Trump». A dirlo è Christopher Wray, direttore dell’Fbi. Ha sollevato la sua perplessità sul fatto che l’ex presidente sia stato effettivamente ferito da una pallottola durante il tentato assassinio
Durante un’udienza tenutasi a Washington mercoledì, davanti alla commissione giudiziaria della Camera, ha dichiarato ai legislatori che non era chiaro cosa avesse causato esattamente la ferita all’orecchio durante la sparatoria avvenuta durante il comizio elettorale di Trump a Butler, in Pennsylvania, all’inizio di questo mese. «Mentre sono seduto qui in questo momento – ha testimoniato Wray – non so se quel proiettile, oltre a causare il graffio, potrebbe anche essere atterrato da qualche altra parte».
Delle sue condizioni mediche nessun sanitario era stato autorizzato a parlare. Dopo la sparatoria, Trump stesso aveva diffuso un promemoria sulla sua guarigione, sulla medicazione operata da Ronny Jackson, ex medico della Casa Bianca e attuale rappresentante repubblicano. I professionisti sanitari, però, non hanno potuto farsi intervistare, né rilasciare dichiarazioni sulle sue condizioni.
(da La Stampa)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
NEL POST, POI RIMOSSO, AVEVA SCRITTO: “SINISTRORSI, VI ASPETTO”… “SE MI LASCIASSERO FARE VEDRESTE COME SPARISCONO GLI LGBT E COGLIONI VARI”… SUI “COGLIONI VARI” POSSIAMO ANCHE ESSERE D’ACCORDO
Divisa grigia delle SS naziste, fascia rossa con svastica nera sul braccio e croce di ferro sul taschino della giacca. Si è presentato così in una foto pubblicata sui social il colonnello Giovanni Fuochi, ex ufficiale militare di Piacenza, che nel post scrive anche: «Sinistrorsi, vi aspetto».
A darne notizia è il quotidiano locale Libertà, che ha intervistato l’ex ufficiale. Fuochi non nega di aver postato la fotografia. Anzi, ne rivendica il contenuto e prova a giustificarsi così: «Colleziono uniformi e volevo dire “sveglia”, un po’ come Roberto Vannacci». Piacentino, oggi in pensione, dal 1982 in Aeronautica militare, Fuochi ha prestato servizio alla base di San Damiano dal 1998 al 2001 nel periodo delle missioni dei Tornado che da Piacenza partivano per l’ex Jugoslavia.
Il post e i commenti rimossi
Dopo le polemiche, Fuochi ha rimosso la foto da Facebook, così come i commenti che egli stesso aveva scritto in risposta ad altri utenti. «Devi vedere l’intera uniforme: stivali e pistola Luger L8 compresa», scriveva il colonnello in pensione in un commento, secondo quanto riportato da Libertà. Ma ce ne sono anche di più sconcertanti: «Se mi dessero un po’ di spazio vedresti come spariscono gli Lgbt e coglioni vari» oppure «Sono fascista e ne sono orgoglioso, chi si professa democratico è di gran lunga più intollerante di me».
Il post è stato pubblicato sul profilo Facebook privato dell’ex comandante ed è stato visibile solo per alcune ore. Dopo una conversazione telefonica con il direttore del quotidiano Libertà, Fuochi ha rimosso il contenuto.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
AGGREDISCE GLI OPPOSITORI, MINACCIA LE ISTITUZIONI, DIFFAMA I CONCORRENTI E L’INDUSTRIA: IL DELIRIO DI ONNNIPOTENZA E IL RAPPORTO PRIVILEGIATO CON LOLLOBRIGIDA HANNO MANDATO IN FRANTUMI L’AGROALIMENTARE ITALIANO
Si fa presto a dire “lavoro per l’armonia”, come ha dichiarato al Foglio Francesco
Lollobrigida. La realtà è di un “sistema Italia” a brandelli, che il ministro dell’Agricoltura farà molta fatica a ricucire. Anche perché la situazione gli è un po’ sfuggita di mano. Se il settore agroalimentare, vanto economico e culturale del made in Italy, è a pezzi è soprattutto per responsabilità dell’organizzazione a cui questo governo si è indissolubilmente legato: la Coldiretti.
L’associazione degli agricoltori guidata da decenni da Vincenzo Gesmundo si sente talmente coperta dal governo di Giorgia Meloni, che ormai spadroneggia nell’arena pubblica aggredendo qualsiasi altro operatore del settore agroalimentare – privato, associato o istituzionale – con una veemenza mai vista prima.
Da qualche mese, l’obiettivo della campagna di Coldiretti è diventata “Mediterranea”, l’alleanza per sviluppare protocolli di filiera siglata tra la rivale Confagricoltura e UnionFood, che rappresenta la gran parte dell’industria agroalimentare italiana (oltre 500 aziende e 900 marchi). È naturale che il progetto non piaccia alla Coldiretti, dato che Mediterranea non è solo un competitor ma anche un modello diverso rispetto alla coldirettista Filiera Italia.
Ciò che invece non è normale è la violenza verbale usata dai vertici della Coldiretti contro UnionFood e Confagricoltura, e i rispettivi presidenti Paolo Barilla e Massimiliano Giansanti, che sfocia nella diffamazione. Mediterranea, infatti, viene descritta come un complotto per svendere il cibo italiano alle “multinazionali straniere” che vogliono imporre il “cibo omologato” e il “Nutri-score”, distruggendo la “dieta mediterranea” per sostituirla con “i cibi prodotti in laboratorio”. Ma la cosa sconcertante è che questi attacchi pubblici a pezzi importanti del made in Italy vanno avanti, ormai da mesi, in eventi a cui partecipano ministri del governo Meloni.
Lo scorso maggio a Cibus, la manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare che si tiene a Parma, proprio dove veniva presentata al pubblico Mediterranea, alla presenza di Lollobrigida, Coldiretti ha proiettato una slide che accusava Confagricoltura di aver stretto un accordo con le “multinazionali globali” che “stanno affamando gli agricoltori europei”; mentre Gesmundo rivolgendosi a Lollobrigida definiva le imprese italiane di UnionFood “non patriottiche e non sovraniste, caro ministro”.
Pochi giorni fa, all’assemblea di Coldiretti, davanti ai ministri Lollobrigida, Fitto (Pnrr e sud) e Tajani (Esteri), Gesmundo ha definito Mediterranea “un problema nazionale e comunitario”. Una sorta di colpo di stato: “Si passa dal Mulino Bianco al golpe bianco” ha detto Gesmundo, arrivando direttamente alle minacce: “Chi va piegato, si piegherà”.
Ma prima ancora, all’assemblea della World Farmers Markets Coalition di metà luglio, davanti a Tajani Gesmundo ha accusato l’associazione degli agricoltori guidata da Giansanti di essersi prostituita “alle multinazionali del food”: “Confagricoltura gli ha aperto la strada per svendere la propria verginità”.
Pochi giorni prima, a un evento organizzato dal ministero della Salute, davanti al ministro Orazio Schillaci, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini si è espresso in termini analoghi. Confagricoltura “arriva a rinnegare la storia del paese nel quale vive per piegarsi agli interessi delle multinazionali”, ha detto Prandini a un convegno su cibo e salute nella sede del ministero della Salute.
Coldiretti ha anche annunciato una manifestazione a Parma, capitale della Food Valley, con lo scopo di “piegare” Barilla. Ha minacciato di marciare a Bruxelles, qualora il Copa-Cogeca – l’organizzazione delle associazioni agricole europee – dovesse eleggere Giansanti come presidente (sarebbe la prima volta di un italiano). Ha addirittura proclamato una manifestazione contro l’Efsa, l’Autorità scientifica europea per la sicurezza alimentare, accusata da Gesmundo addirittura di “mettere sempre il cappello sulle cose che fanno più male alla salute dei cittadini europei”.
L’escalation coldirettista è ormai la manifestazione di un delirio di onnipotenza, legittimato e alimentato dai silenzi del governo Meloni, che rischia di passare dalla violenza verbale a quella fisica. Anzi no, è già accaduto. Lo scorso novembre, sotto Palazzo Chigi, dopo l’approvazione della legge sulla “carne sintetica” fortemente voluta dalla Coldiretti, il presidente Prandini si scagliò contro un deputato dell’opposizione come Benedetto Della Vedova.
Ormai siamo fuori dalla dialettica politica ed economica, quello della Coldiretti è bullismo. Per diventare il “ministro dell’armonia”, com’era Pinuccio Tatarella, Lollobrigida dovrà lavorare molto. Ma, soprattutto, dovrà cambiare metodo per recuperare la terzietà che ha perso.
(da ilfoglio.it)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
“BISOGNA PROTEGGERE GLI SPAZI DI DIVULGAZIONE IN TV E CERCARE DI ATTIRARE I GIOVANI”… NON C’E’ DA STUPIRSI CHE CI SIA UNA MASSA DI COGLIONI, BASTA VEDERE PER CHI VOTANO
«Il segnale è chiaro: le persone sono interessate alle vicende di corna più che a come sono fatti i Sapiens». È questa la lettura che dà Mario Tozzi della decisione della Rai di spostare la messa in onda di Noos, il programma di divulgazione scientifica condotto da Alberto Angela, per la concorrenza di Temptation Island su Canale 5. Lo scienziato e geologo del Cnr, diventato uno dei più noti divulgatori della televisione generalista, commenta quanto accaduto in un’intervista al Messaggero: «Certamente se si trova in difficoltà Alberto il giovedì sera immaginiamo gli altri». Ma qual è la soluzione per rendere più “attraente” i temi scientifici in tv? La ricetta di Tozzi è la seguente: «Proteggere gli spazi della divulgazione, cercare di attirare i giovani, investire sull’aspetto scenico e grafico».
La passione degli italiani per le corna
Secondo Mario Tozzi, i dati sugli ascolti di Temptation Island dimostrano che «le persone sono interessate alle vicende di corna più che a come sono fatti i Sapiens». Lo scienziato poi aggiunge: «Questa è la cultura media degli italiani e degli europei». Tozzi racconta di aver parlato anni fa di questo fenomeno a Maurizio de Giovanni, scrittore e autore televisivo. «Gli avevo chiesto un consiglio e lui mi ha risposto che ci devo mettere le corna, perché questo interessa alla gente. Ma io come faccio – si chiede il geologo – a metterle nella deriva dei continenti, nei vulcani e nei terremoti? Parlo di cose inanimate, non c’è la storia a permettermi di inserire le corna tra i terremoti. Eppure Maurizio aveva ragione».
Lo stato della divulgazione scientifica in tv
Nella nota in cui annuncia la sospensione di Noos, la Rai sottolinea di voler «tutelare un prodotto di eccellenza» e spiega che il programma tornerà sugli schermi dal prossimo 22 agosto. «Un programma di approfondimento ha bisogno di maggiore sostegno. Non bastano solo i contenuti, ci vogliono anche il palinsesto e la promozione. Tutti quelli che fanno divulgazione si trovano in difficoltà perché nel week end vanno contro dei programmi corazzata in giornate molto difficili», spiega ancora Mario Tozzi. Il geologo fa l’esempio del suo programma Rai, Sapiens, che si trova a competere con Ballando con le stelle e Tu sì che vales. «Da soli fanno il 50% di share, mi rimane molto poco», fa notare lo scienziato del Cnr.
«Gli influencer? Non funzionano in tv»
Un’altra soluzione, gli chiede il giornalista del Messaggero, può essere pescare anche tra gli influencer sui social? Su questo Tozzi ha una visione molto netta: «Quella è una strada sbagliata. I linguaggi sono diversi e infatti dopo si vede. Chi viene precipitato dal mondo dei social a quello della tv non riesce bene, come anche io non ho il linguaggio adatto quando devo promuovermi sui social».
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
MARIA EDVIGE RAVASIO, UN ALTRO CERVELLO IN FUGA, E’ RICERCATRICE ALL’UNIVERSITA’ DI RADBOUND IN OLANDA
Maria Edvige Ravasio, 31 anni di Barzago (Lecco), lavora come ricercatrice all’Università
Radbound nei Paesi Bassi.
Ed è la prima autrice di un articolo pubblicato su Science che parla di una scoperta che potrebbe riscrivere i manuali di fisica stellare. Repubblica spiega che riguarda i gamma ray burst (Grb), lampi di raggi gamma che sono tra gli eventi più energetici dell’Universo: capaci di rilasciare in pochi secondi più energia di quanta possa emetterne il Sole nella sua intera vita. Dice di essersene accorta una sera davanti al computer: «Stavo osservando qualcosa che nessuno aveva mai visto prima». Ovvero: «Una riga di emissione nel suo spettro di energia».
La scoperta
E spiega: «Finora sapevamo che l’energia di un Grb si spalma, si distribuisce in uno spettro, un po’ come i canali della tv. Da 50 anni a questa parte, abbiamo imparato a conoscere lo spettro dei Grb, i programmi tv che ci sono in ogni canale. Ma non si era mai vista una riga di emissione, cioè un picco di energia concentrato a una specifica frequenza. È questa la vera novità del nostro lavoro: è come aver assistito a un programma tv nuovo su un canale che prima trasmetteva un’altra cosa». Secondo Ravasio «la spiegazione più naturale è che sia frutto dell’annichilazione di coppie di particelle e antiparticelle. Sappiamo che i gamma ray burst come quello rilevato il 9 ottobre del 2022 sono possibili quando il nucleo di una stella massiccia esaurisce il suo carburante, collassa e forma un buco nero che lancia due getti di materia in direzioni opposte. All’interno del getto ci sono elettroni che vengono accelerati quasi alla velocità della luce e producono fotoni: sono i programmi tv che vediamo normalmente in un Grb».
Materia e antimateria
La ricercatrice continua: «Quando però questi fotoni sono sufficientemente energetici si scontrano tra loro e producono materia e antimateria: coppie di elettroni e positroni. La nostra ipotesi è che la ricombinazione di elettroni e positroni abbia generato i nuovi fotoni a quella frequenza particolare osservata: il programma tv mai visto prima». Quella sera, ricorda Ravasio, era «il giorno dopo l’annuncio dell’avvistamento del Grb, quindi il 10 ottobre 2022. Dall’allerta che avevo ricevuto sul cellulare avevo capito che era un fenomeno importante e allora ho scaricato i dati raccolti dal satellite Fermi della Nasa. Li ho elaborati e ho visto quella riga anomala: un picco molto stretto nel grafico sul monitor del computer». Anche se all’inizio ha pensato «di aver sbagliato qualcosa nel fare l’analisi, proprio perché nessuno aveva mai visto niente del genere. Quindi l’ho ripetuta varie volte, ma il segnale non se ne andava. Il mio supervisore di dottorato me l’aveva detto: uno dei piaceri di far ricerca è trovare qualcosa che nessuno mai visto prima, e quando ti succede lo riconosci perché ti viene la pelle d’oca».
La vera emozione
Ravasio spiega di aver provato la vera emozione «quando ho capito che quella riga era reale. Pubblicare su Science è un processo faticoso, che richiede il passaggio attraverso un lungo processo di revisione: nel caso del nostro articolo è durato più di un anno». Infine, spiega come è finita al confine tra Germania e Olanda: «Dopo la laurea in fisica a Milano Bicocca e il dottorato ottenuto lavorando all’Osservatorio astronomico di Brera, nel 2022 mi sono trasferita in Olanda per un post-doc, inizialmente di due anni, adesso esteso a quattro. La Radboud è una piccola università ma ospita una importante comunità di astrofisici che studiano i “transienti”, cioè tutte quelle sorgenti che compaiono e scompaiono nel cielo nel giro di poche ore o al massimo pochi giorni».
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
SEQUESTRATI NELL’ABITAZIONE GLI INDUMENTI INDOSSATI LA SERA DEL PESTAGGIO
È stato identificato il quinto presunto responsabile dell’aggressione ad Andrea Joly, il giornalista de La Stampa picchiato lo scorso 20 luglio all’esterno dell’Asso di Bastoni, un circolo frequentato da militanti di estrema destra in via Cellini, a Torino.
Il quinto identificato è un uomo di 33 anni, incensurato, militante di CasaPound. Nella mattinata di oggi, venerdì 26 luglio, la digos ha perquisito la sua abitazione a Chivasso, nel Torinese.
Il sospetto degli investigatori, coordinati dal pm Paolo Scafi, è che il 33enne avrebbe preso parte all’aggressione della scorsa settimana contro il giornalista. L’uomo è stato denunciato per lesioni personali ed è la quinta persona accusata finora dell’episodio.
Nel corso della perquisizione, gli agenti della digos hanno sequestrato gli indumenti che il 33 avrebbe indossato la sera dell’aggressione. Pochi giorni fa era circolato un video del pestaggio, ripreso da un’angolatura diversa rispetto ai precedenti filmati, in cui si vedevano altre persone oltre alle quattro già identificate e denunciate.
Le indagini della procura di Torino si stanno concentrando sul coinvolgimento di altre persone che hanno partecipato all’aggressione. Joly era stato picchiato mentre fotografava e filmava i festeggiamenti del 16esimo compleanno del circolo di CasaPound Torino, l’Asso di Bastoni, in via Cellini, nel quartiere di San Salvario.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2024 Riccardo Fucile
E LA CONDUTTRICE DEL LA7 STRIGLIA GIUBILEI: “MA CHE PROBLEMI AVETE COL FEMMINILE?”… QUESTI IN REALTA’ DI PROBLEMI NE HANNO TANTI E SERI
Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella e “opinionista di destra” (quale?)
, ha suscitato una polemica nella trasmissione Omnibus su La7 per il suo utilizzo inopportuno del termine «candidato» al posto di «candidata» per riferirsi a Kamala Harris.
Durante il programma, Giubilei ha insistito nel chiamare Harris «candidato», nonostante la conduttrice Flavia Fratello abbia prontamente corretto in «candidata», sottolineando che il termine appropriato per una donna è al femminile. Ma Giubilei ha minimizzato la correzione con una smorfia, sostenendo: «Sì, un candidato, una candidata». E quando la giornalista ha insistito sulla correttezza del termine femminile, chiedendogli retoricamente perché gli venisse così difficile usare «candidata», Giubilei ha risposto: «Evidentemente Kamala Harris è una donna, riconosco la differenza tra uomo e donna. Io rispetto i generi, però preferisco usare ‘candidato’. Mi sento più a mio agio in una dinamica di libertà di parola…».
Sui social iniziano a ironizzare sull’uscita, ai limiti del ridicolo, di Giubilei. «Qualcuno spieghi a Giubilei che candidatA è italiano, e non un pericoloso stravolgimento della dittatura gender», scrive qualcuno sui social.
Mentre altri iniziano a scavare e a tirar fuori altre uscite passate di Giubilei che si sono mosse nella stessa direzione, a partire da un tweet in cui disse: «Preferisco la ragazza che parla in corsivo a chi si inventa parole come presidenta o sindachessa, violentano l’italiano».
(da Open)
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